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venerdì 14 gennaio 2011

Tunisia chiama Italia

Avrete notato l’indifferenza dei politici di governo nei confronti di quello che sta succedendo in Tunisia, il Paese islamico più tollerante e meno fondamentalista. L’intera nazione è a ferro e fuoco contro il corrotto presidente Ben Alì, amico di Berlusconi, ex poliziotto al potere dal 1987 grazie a un colpo di Stato agevolato dal Sismi italiano dell’allora governo Andreotti-Craxi, che proprio in Tunisia ha trovato protezione in latitanza durante gli anni di Tangentopoli e sepoltura ad Hammamet, una delle innumerevoli città tunisine dove da giorni divampano scontri tra manifestanti e polizia che spara ad altezza d’uomo (le vittime sono finora una settantina) e saccheggi nei negozi. A far scattare le rivolte è stato un laureato che si è immolato nella piazza di Sidi Bouzid, dopo che i poliziotti gli hanno sequestrato il carretto con frutta e verdura del valore di pochi dinari. Non aveva la licenza ma quel lavoro era l’unico che gli poteva permettere di sopravvivere perché in Tunisia, come in Italia, bisogna avere conoscenze persino per ottenere un permesso di vendita.
I tunisini sono 10 milioni, la metà di loro ha meno di 15 anni e quasi il 70% meno di 30 anni. I laureati sono molto aumentati negli ultimi anni, assieme alla disoccupazione e al carovita. Come in Italia. Ben Alì controlla le tivù come Berlusconi, si tinge i capelli come Berlusconi e come Berlusconi ha abituato i tunisini a messaggi rassicuranti ed eversivi. Che tuttavia sono sempre più numerosi a navigare in rete, dov’è normale disattivare i proxy per dribblare la censura del regime che vieta Youtube ma non Facebook. Tramite il quale migliaia di manifestanti hanno organizzato la rivoluzione in atto, armati di gelsomino da donare ai poliziotti, che infatti in molte zone della Tunisia si sono rifiutati di caricare i manifestanti.
I tunisini in rete, come in Italia, sono un’inedita forza per quel vecchio delinquente di Ben Alì, che prendendone atto, sta disperatamente cercando di non farsi sfuggire la situazione di mano. In due giorni ha silurato i due addetti stampa rimpiazzandoli con un giornalista della tivù nazionale che gli cura la comunicazione, ha sostituito il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il ministro dell’Interno , ha indetto il coprifuoco e a reti unificate ha annunciato alla nazione il calo dei prezzi dei generi di prima necessità. Troppo tardi per fermare la rabbia cieca di milioni di tunisini ridotti alla fame quasi come gli italiani. La rivolta del gelsomino nel paese dei datteri sta trascinando in un clima di rivolta pure l’Algeria e l’Egitto. In Libia, per paura di contagio, Gheddafi ha già a sua volta ridotto i prezzi degli alimentari per i 6 milioni di libici.
Ma ormai il tranquillo nord Africa è una miccia incendiata che potrebbe accelerare rivolte a catena anche in ‘Europa. A cominciare dall’Italia, che con la Tunisia ha in comune un capo di governo tinto, liftato, corruttore e corrotto, che usa la polizia per sedare le rivolte, le televisioni per raccontare balle e residenze all’estero dove Ben Alì ha già rifugiato moglie e figlie. Secondo i rapporti svelati da Wikileaks l’ambasciatore Usa a Tunisi Robert Godec, la Tunisia è un “regime sclerotico e corrotto che oltraggia i tunisini” governato da una famiglia “quasi mafiosa“. Come in Italia, che della mafia è la culla senza quasi giacché Berlusconi ha pure il privilegio di averli ospitati a casa e averli finanziati per anni i mafiosi. Ben Alì e Berlusconi sono così amici da organizzare colazioni ferragostane per parlare di affari e fondare Nessma Tv col compagno di merende Tarek Ben Ammar, in cui il piduista puttaniere italiano ci va ogni tanto per esibire la sua dentiera esaltando la “democrazia tunisina”.
Gli italiani si stanno indebitando e impoverendo come i tunisini. I giovani italiani, come i tunisini, non hanno futuro in questo Paese e come i tunisini non accettano di fare i clandestini negli States o in Cina. L’Italia è rinchiusa nella gabbia del suo debito pubblico, della disoccupazione e del progressivo impoverimento sociale. Dalle coste siciliane l’Italia guarda la Tunisia come suo orizzonte prossimo venturo. Perciò i politici italiani non ne parlano. Si salvi chi può.

Infamanti accuse comuniste contro la Lega Nord: "noi non siamo razzisti,ecco perchè..."

100cosecosi-Ma si lo sappiamo che i nostri razzisti sono tutto sommato xenofobi a parole,ad esempio detestano gli arabi i mussulmani e voi s'ammassano sulle spiagge di Charm el-Cheikh o vanno a Marrakech o affollano Hammanet,insomma da Santo Domingo ai bordelli di mezzo mondo,dalla Tailandia alla Cambogia e giù sino alle Filippine...Cuba poi non ne parliamo "vuoi mettere trombarti una comunista?!"
Oppure ce l'hanno su con i "negri" ma se poi andiamo a vedere le regioni che più hanno gustato 'un eufemismo vero...) l'ebano sulle rotte della prostituzione nigeriano-padana sono proprio loro (certo anche gli altri mà i padani...) lo stesso si puo dire della loro inveterata omofobia:non sono forse i padani,i lombardi ad aver risollevato l'economia del Brasile (oltre a Marrazzo ovvio) per oltre un decennio riuscendo quasi a far scomparire la prostituzione femminile dalle strade?
Insomma Italioti "brava gente",il Padanistan in fondo in fondo sbraita,strilla,si agita scomposto ma poi alla resa dei conti mostra il "cuore" cioè le necessità del portafoglio !
Brava gente si,sono loro che frequentano (per risparmiare ovvio) di nascosto le macellerie Hallal o i Kebab scendendo giù dal condominio a ritirare le calde aromatiche speziate consegne,i Kebab !
Come dirlo,a suo tempo feci un post di successo che aveva per titolo:"non siamo noi che siamo razzisti,siete voi che siete Kebab " mezzo social si sganascio dalle risate...
Adesso salta fuori stà storia,insomma si fanno sempre sgamare questi cialtroni,in fondo non ce l'ho tanto con loro,fanno il loro mestiere,fanno politica con i pochi mezzi di cui dispongono "poareti" ce l'ho pero con quelli che li ascoltano,su questo non ci piove.

Fonte-Le magliette e le felpe con il marchio di Milano voluti e promossi dall’assessore comunale leghista al Turismo Alessandro Morelli sono prodotte nel Sud Est asiatico. La denuncia arriva dal consigliere comunale del Pd Pierfrancesco Maran. Quest’ultimo dopo aver controllato tra le etichette delle decine di prodotti targati Milano in vendita da alcuni mesi nei negozi, ha fatto la scoperta della provenienza del materiale. Le t-shirt (dai 17,90 ai 19,90 euro) sono made in Bangladesh, le felpe (39,90 euro) sono fatte in Cambogia e il set con tre palline di Natale (8 euro) vengono dalla Cina.
I prodotti erano andati a ruba anche durante le feste di Natale. ”A Milano ci sono quattromila imprese tessili – ha attaccato Maran – ci sembra imbarazzante che prodotti che portano il marchio ‘design 100% made in Milan’ siano fatte nel Sud Est asiatico. Ancor più imbarazzante che a promuoverle sia un assessore della Lega, un partito che vuole difendere il territorio, ma solo a parole”.
Oltre a chiedere la testa dell’assessore Morelli, il Pd ha puntato il dito contro la gara d’appalto per la scelta del licenziatario dei gadget con il brand Milano vinta, ironia della sorte, da un’impresa piemontese. Il capitolato, stando alle denunce dei democratici, non conterrebbe l’obbligo di valorizzare produttori milanesi e italiani come invece annunciato al momento dei lancio dei primi gadget dal sindaco Letizia Moratti. ”Delle decine di prodotti con il marchio Milano – ha concluso Maran – noi siamo certi che sia al 100% italiano solo il panettone”. Ma anche il dolce tipico milanese con il brand della città è stato infatti prodotto fuori Milano, ossia da una pasticceria vicentina.

«Basta merce cinese», ma la Lega
ha merchandising made in China

di Giuseppe Vespo | tutti gli articoli dell'autore
Altro che difesa delle imprese "padane" o italiane; altro che le gloriose campagne per boicottare la concorrenza sleale dei cinesi o dei paesi in via di sviluppo: la Lega è sempre più made in China.

Come avevamo già dimostrato in occasione delle europee del 2009, quando c'è da promuoversi con gadget elettorali il Carroccio non riconosce più i vecchi slogan, quelli del calibro di "No alla invasione di merci cinesi" - e si piega alla convenienza.


E' successo di nuovo a Natale con il brand "Milano": magliette, felpe e palle di Natale, messe sul mercato con il simbolo del Comune ma prodotte in Cina, Cambogia e altri Paesi orientali. Il caso è arrivato in questi giorni sulle pagine e sui siti dei giornali grazie alla denuncia del consigliere Pd milanese Pierfrancesco Maran, che ha subito puntato il dito contro Alessandro Morelli, assessore leghista al Turismo, Marketing Territoriale e Identità.


Un'identità dimenticata, quella lombarda, se anche il panettone "Milano" viene poi prodotto in Veneto e non sotto la Madonnina. «Viene da pensare - ha commentato al Corriere della Sera Milano il consigliere Maran – che la tradizione tessile lombarda non sia in grado di produrre nemmeno una felpa, tra l'altro venduta alla bellezza di 40 euro». «Sono le leggi di mercato», hanno risposto la sindaca Moratti e lo stesso assessore.


D'altra parte quelle leggi la Lega le conosce da tempo ormai. Come dimenticare i gagliardetti, i portachiavi, le magliette targate "made in China" e distribuite ai gazebo elettorali alla vigilia delle europee 2009. C'erano anche le salviettine e i sottobichieri "Cin Cin, cinesi no grazie".


LE FOTO

Panettone MilanoLetizia MorattiLetizia Moratti
lega 2

giovedì 13 gennaio 2011

Lombardia,Formigoni "comunione e fatturazione" piazza ai vertici ASL un mafioso !

Il figlioccio castissimo di "comunione e fatturazione" ha deciso di farsi notare una volta di più,stavolta piazzando un mafioso ai vertici di una Asl,se non fosse tragicamente grottesco,qualcosa che ha il sapore dello sfregio e della sfida (...) verrebbe da prenderla sul ridere come un diceria diffusa dall'opposizione comunista e atea !
Tutto questo nella Lombardia infestata dalla presenza di tutte le mafie possibili e immaginabili non estranea quella più eminentemente politica e..."cristicola" con corollario roboante di "pratichiamo una strenua opposizione alla mafia e bla bla bla...." canzoncina talmente stonata che a Sanremo l'accetterebbero senza pensarci un attimo sù;e a dir la verità pure un diffuso complice silenzio da parte dei paladini "dell'onestà"  (mica i gloriosi grandi magazzini) ...padana!
Ben presto il fatturato delle mafie supererà il prodotto nazionale lordo,intorno a questa faccenda pare ci sia un po di pudore da parte dei media visto che la notizia appare come dire "provinciale" nel senso che la riporta un piccolo sito web di Brescia (...)
Certi che udiremo una volta di più :" La madonna tutto questo casino per un caffè ? " vien da replicare che un certo Gaspare Pisciotta o un certo Sindona di caffè perirono !

Fotografato nel luglio 2009 dai carabinieri di Desio mentre era al bar insieme ai boss Saverio Moscato e Candeloro Polimeno, l’ex direttore della Asl di Monza, Pietrogino Pezzano, oggi è il nuovo direttore generale della Asl 1 di Milano. Lo ha nominato la giunta guidata da Roberto Formigoni alla vigilia di Natale.
Pezzano (nella foto a destra), che non risulta indagato, compare nelle foto e nelle carte della maxi inchiesta contro la ‘Ndrangheta in Lombardia, l’indagine di luglio che ha disegnato la geografia mafiosa del Nord e che è destinata a consegnare nuovi sviluppi.
Pietrogino PezzanoLa nomina ha scatenato quasi da subito la reazione di alcuni sindaci e cittadini dei 73 Comuni che fanno capo alla Asl 1 del capoluogo lombardo, che adesso vogliono organizzare la protesta per costringere la Regione a revocare l’incarico al discusso manager. Una richiesta avanzata ieri in parlamento dal deputato Pd milanese Vinicio Peluffo, che ha presentato un’interrogazione ai ministri Fazio (Salute) e Maroni (Interno).
Ma il primo a puntare i piedi è stato Roberto Nava, sindaco di Vanzago, hinterland nord-ovest di Milano. Il 29 dicembre il primo cittadino in quota Democratici ha lasciato vuota una delle cinque poltrone del consiglio di rappresentanza dei sindaci dei Comuni appartenenti alla Asl 1, organo consultivo presieduto dal sindaco Pdl di Garbagnate. «Mi sono dimesso - racconta - per richiamare l’attenzione dei consigli comunali che si servono della Asl e sollecitarne l’indignazione contro questa nomina». Nava sta lavorando a un documento da sottoporre a tutti i consiglieri comunali, con i quali vorrebbe chiedere al presidente Formigoni di togliere a Pezzano il nuovo incarico.
I primi a discuterne sono stati quelli di Cornaredo, che avevano la nomina di Pezzano come punto all’ordine del giorno del consiglio di ieri sera. Ad accompagnare Nava ci sono già i sindaci dei Comuni guidati dal Pd, come Nerviano, Pero, Pregnana Milanese, Settimo Milanese, Cesate Boscone e Canegrate, e i consiglieri comunali dell’Idv e di Sel. Mentre oggi alcuni consiglieri regionali democratici, tra cui Carlo Borghetti e Arianna Cavicchioli, insieme a Giulio Cavalli (Idv), Chiara Cremonesi (Sel) e Enrico Marcora (Udc), presenteranno le loro iniziative di mobilitazione. In più, il presidente dell’associazione milanese “Sos Racket”, Frediano Manzi, sta organizzando per sabato 29 gennaio una consultazione popolare nei 73 comuni interessati dalla nomina di Pezzano. Ad aiutarlo anche altre associazioni antimafia del Milanese, come “Qui Milano Libera”, le “Agende Rosse” di Borsellino, il “Popolo Viola”, il “movimento 5 Stelle”, “Sos Italia Libera” e “Saveria Antiochia Omicron”.
«Vogliamo che l’antimafia della parole diventi antimafia dei fatti», dice Manzi riferendosi ai sindaci del Pdl e della Lega che dopo l’inchiesta di luglio hanno aderito all’Osservatorio sulla criminalità organizzata al Nord. E anche se un po’ sotto traccia, in Lombardia la polemica è già partita. Soprattutto con la Lega, che «gioca due parti nella stessa commedia», riprende il sindaco Nava: «La mattina partecipa alla spartizione delle poltrone e la sera se ne lamenta». Il riferimento è agli screzi di questi giorni, con il presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni, che dichiara di non condividere la nomina di Pezzano, difesa invece dal suo collega nel Carroccio, l’assessore alla Sanità e medico di Umberto Bossi, Luciano Bresciani.

Mariastella Gelmini "c'era una volta lei e un vecchio proffessore ..." a Ballaro appassionatamente



Terrificante irruzione di un manico di scopa "in-cult"  a Ballaro,aveva tutte le sembianze di un trans...
Caschetto (non alla francese per carità che senno pensano male,l'aria sbarazzina non le si addice) corto,ad esibire una casta morigeratezza di costumi,pudore.
Camicetta da insegnate tedesca invitata ad una festa fetish SM...Floris riesce a mantenere inalterato il sorriso stiracchiando simpatia e cordialità a fatica lungo l'emissione,pubblico attonito davanti al caschetto da secchiona studiosa esibito della ministra all'istruzione (un po di autopromozione non guasta) lo spessore degli occhiali si fà notare,riesce a comunicare una ottusa sordità emotiva,concentrazione...pensiero politico e argomentazione dialetticamente poco più in là della terza media (...) e a suo vanto oltre alla maleducazione riesce a trasmettere un momento di "seduzione" cosi sciatto e volgare che ci si chiese se la ministra non sia un uomo sotto mentite spoglie !
L'apparenza di una fisicità atletica contraddetta da un capo minuscolo,le dimensioni della mente non riescono ad illuminare il tailleur di femminilità...
Il lato virile spigoloso del carattere traspare dalla determinazione da falco con cui cerca di incendiare il momento sociale,pacato della discussione,da chiedersi se Rodota il proffessore costituzionalista,simpatico vecchietto,paziente,un signore, subisca l'aggressione a causa della proiezione della ministra,come se si trovasse sulle ginocchia dello zio (...)
He i ricordi d'infanzia... !
Trash TV,una arena,GF in salsa barbara,Floris dovrebbe vergognarsi,almeno lui,per la cialtroneria dei suoi invitati,da chiedersi se li inviterebbe mai a casa sua ! 

Winter Solstice Lunar Eclipse


Vi siete persi qualcosa? 
Niente paura qualcuno ha pensato a voi....

David Walker's Graffiti e un video Women Are Heroes















David Walker

mercoledì 12 gennaio 2011

Se questo è un prete, le foto di don Giulio finiscono in Procura – Le foto

Passa per un personaggio folcloristico,insomma colore locale se non fosse per la denuncia recente che spezza un ventennio di tolleranza a 360° gradi,se và bene avremo un processo tra dieci anni per come vanno le cose (...) me le ricordo le incursioni sui supposti luoghi di costruzione delle Moschee con tanto di benedizione e aspersione di piscio di maiale,con glii stendardi al vento e corollario di rosari ora con i leghisti ora con branchi di nazi-fascisti dichiarati.
Sappiamo chi dobbiamo ringraziare per la libera circolazione di cui godono questi odiosi personaggi,una nota speciale và alla CEI cosi poco indulgente con altre forme di opinione schierata e cosi tollerante verso un vetero fascismo divenuto pericolosissimo in tempi di spaventosa regressione culturale e identitaria.

Don Fascio chiede soldi....per opere..di "bene" (su non fate i tirchi e mandategli qualche picciolo,qui su ok-news si fà ricco! (scherzo...)

Tag Satira e umorismo colto ? 
L'ho trovata su Indymedia Lombardia,di primo acchitto vien da ridere e pare un po improbabile,in un secondo momento data la situazione reale del "belpaese" non stupisce più di tanto,anzi e infine a rifletterci ha tutta l'aria di una operazione che mira a scroccare quattrini a qualche sciammanato su Facebook (e da li che proviene la segnalazione) insomma vero o non vero pare uscito da un film della commedia all'italiana degli anni 60 con Ugo Tognazzi in tonaca fascista.
Sorridiamo dunque tantopiù che qui su OK-News c'è una folta truppa di arrabbiati camerati "conformisti" capaci di prenderla per vera e muoversi con tanto di lacrimuccia nostalgica all'obolo con tanto di fioretto " giuro che divento più buono ! ".
Errata corrige: non è uno scherzo,è tutto tristemente vero!
 


da una decina di anni offro il mio ministero per assicurare le cerimonie per i nostri caduti, per le conferenze, libri giornali e articoli… per diffondere le nostre idee.
Il prossimo obbiettivo è di aprire una libreria a Predappio dove i camerati di passaggio possano trovare il materiale per completare la loro formazione e avere sottomano la nostra letteratura.
Io ci metto le idee e l’apostolato, però per raggiungere questo obbiettivo ho bisogno del vostro aiuto materiale.
Se volete collaborare potete inviare un aiuto al seguente indirizzo:
Giulio Tam c/c xxx
Codice IBAN: xxx/Santa Caterina, Un cappellano/padre. Giulio Maria Tam

“Mussolini” è una frazione del Comune di Camposanpiero, nel padovano: poche case, un centinaio di anime e un piccolo ristorante in cui, la sera dell’8 luglio 2010, si tiene una cena di beneficenza.
 

Ospite d’onore della serata è Padre Tam, meglio conosciuto come Don Giulio, il “prete nero” che gira il Nordest con la Bibbia in mano e il duce nel cuore. Quella sera, Don Giulio non nasconde la meraviglia per la scoperta di una località, a lui sconosciuta, dal nome a tutti i presenti molto caro: “Mussolini”.


Nel suo discorso ai camerati, Don Giulio augura che quel nome, un giorno, “possa essere rivalutato per la sua grandezza e possa essere esteso a tutto il comune, a tutto il Veneto, a tutta l’Italia”. In quell’occasione, Don Giulio si rallegra per l’esito della raccolta fondi, una parte dei quali verrà consegnata, nella sua domus, a Don Floriano Abramovich, il prete trevigiano contestatissimo per le sue posizioni revisioniste sui campi di concentramento. La cena si conclude con una grande torta e un invito a rivedersi


E’ amato Don Giulio, dalle camicie nere di. Del resto, non fa segreto della propria adesione alla frangia di “Continuità ideale” e quando può partecipa, con la tonaca tirata a lucido e al fianco dei camerati doc, anche ai cortei e alle commemorazioni neofasciste. Si sente a suo agio, Don Giulio, tra mimetiche e gonfaloni della Repubblica Sociale.


Di Don Giulio ricordiamo le sue dichiarazioni più celebri. “La mia tonaca? E’ una camicia nera taglia xxl” precisava nel 2004. Lo stesso Don Giulio che partecipava alla manifestazioni di Forza Nuova a Bergamo o che, a Pontedera, sventagliava come “una mitragliatrice da 50 colpi” il rosario fascista contro le invasioni islamiche. Insomma, un cristiano sui generis.

Con Roberto Fiore
a denunciato il sito di “Continuità ideale” che raccoglie, tra l’altro, le gesta di Don Giulio. Il sito, contestato da Umberto Lorenzoni, presidente provinciale dei partigiani dell’Anpi di Treviso, è stato definito ieri dal procuratore Antonio Fojadelli «deprecabile. Acquisiremo materiale conoscitivo per valutare se si configura una condotta penalmente rilevante».

Lorenzoni
Immediata la replica di Luciano Sonego, 58 anni, impiegato delle Poste e presidente provinciale di Continuità Ideale: «Sono a disposizione, sono perfettamente pulito. Rispondo alla mia coscienza e ai miei ideali, il resto non mi interessa». E, per inciso: «Non ho alcuna fiducia nella giustizia italiana».

Deputata Usa pro-aborto ferita alla testa in una sparatoria. Si parlava appunto di aperture mentali.

"L'ITALIA SONO IO"

 di Abbatangelo
Secondo indiscrezioni dell’agenzia “Dire” (www.dire.it), il premier Silvio Berlusconi avrebbe sciolto le ultime riserve su nome e simbolo del nuovo partito che nascerà e andrà a sostituire l’ormai morente (nel vero senso della parola) Partito della Libertà (Pdl).
ITALIA “ questo dovrebbe essere il nome del nuovo partito .
Nulla di certo comunque, visto che nei giorni scorsi erano circolati altri nomi … non resta che aspettare l’ufficialità!

100cosecosi - Poi...poi muovere una sfilza di denunce per l'abuso e lo sfruttamento del nome del paese,una operazione subdola,se ci pensate sarebbe come chiamare una marca di preservativi "italia"... oppure delle cartucce calibro 38 "napoli" e via dicendo,vabbhè qualcuno chiama il suo cane "Berlusconi" etc, mà non è che tutto il paese finisce per chiamare tutti i cani "berlusconi"!
Oppure un altro prodotto la cui connotazione puo prestarsi ad una percezione strumentale,ironica o negativa.
Il fatto è che non si puo con certi nomi modificarne surretiziamente il senso...oppure si ?
A quel poco che so,se il partito decidesse di chiamarsi "Champagne" si aprirebbe un feroce contenzioso con la Francia !
Siamo ridotti a questo? Nell'anno che celebra i 150 anni dell'unità d'Italia ?
Il nome del paese diventa un marchio buono per qualunque operazione di marketing promozionale?
Un individuo se ne appropria e ne stravolge il senso più intimo...poi "presidente" e de chè ?
Del Consiglio o della Repubblica?
Cos'è un suggerimento,un invito ?
Si potrebbe rispondere,opporsi alla strategia mediatica di marketing idiotizante (nel senso che da un lato ci fà scemi e putroppo con parecchi ci riesce e dall'altro sfotte) chiamando gruppi politici,movimenti e altri partiti "Italia" o "italiani" magari sino allo scontro nelle aule di tribunale,una "bella guerra civile" come si conviene tanto di fatto c'è già !
Morti non ne fà tanti ma vedeste quanti zombi,cretini andicappati a vita che ci sono in giro...!
OK...andrebbe certamente bene anche "italioti"
E "italia dei valori" di Di Pietro allora ?
Che c'entra ?
E come dire "italia dei furbi"...degli evasori etc, nulla a che fare...mi pare oppure no?

OK...andrebbe certamente bene anche "italioti"
Quando un turista scriverà nella barra delle ricerche di Google:"Italia"...finirà nel sito del partito di Berlusconi ?
Siamo seri...qui se davvero è cosi è puro masochismo,siamo al grottesco oltre che davanti all'appropriazione indebita (...)
Cio non di meno è tutto dire,la solita fissa del "nano" che si crede napolone e che si identifica con il paese nei termini di: "l'italia sono io" ! 
Un delirio patologico neanche tanto nascosto che coincide con le scelte del creativo pubblicitario che ha ritagliato,confezionato su misura l'idea per il coglione alto come il cielo,chissà se qualcuno avrà il coraggio di dirglielo (...)
Solo per questo credo che questo nome sia un bluff per gettare fumo negli occhi agli spioni capaci di rovinare f'effetto finale alla trovata "creativa" !
Oseranno...?
Lo faranno,hanno sempre fatto quello che volevano,una tristissima scabrosa constatazione.
Infine per sorridere...si tromberà anche Itala?
No...non ditemelo la risposta la conosco già!
Qui sotto i Re della satira del Web Italicus...

Fonte

Berlusconi ribattezza il Pdl. È di nuovo senza peccati.

Il partito del premier si chiamerà “Italia”. È scattata l’usucapione.

Deputata Usa pro-aborto ferita alla testa in una sparatoria. Si parlava appunto di aperture mentali.

Subito catturato il giovane attentatore: avrebbe appena 1144 settimane.

Ora Gabrielle Giffords lotta per la vita. Facile cambiare opinione adesso!

I medici sono ottimisti sulle sue condizioni: sono repubblicani.

La deputata è stata una delle artefici della riforma sanitaria. Ora potrà godersela da vicino.

La Giffords votò anche a favore della ricerca sulle cellule staminali e contro i sussidi alle compagnie petrolifere. E allora te le cerchi.

Subito indetta in Vaticano una veglia di preghiera. Quantomeno sospetta.

Il Papa: “L’educazione sessuale minaccia la religione”. Allora funziona!

Secondo il pontefice l’educazione sessuale dei giovani sarebbe un ostacolo alla religione. In effetti quelli che capiscono fanno molta più resistenza.

Ratzinger: “La libertà religiosa è minacciata dall’educazione sessuale”. E anche il bidet ha le sue colpe.

(L’educazione sessuale è una minaccia per la fede. In effetti malati di Aids pregheremmo tutti di più)

Ratzinger: “Dio non si trova con un telescopio”. Basta un paio di paraocchi.

Da quest’anno vietate le buste di plastica. Potranno fare la spesa solo i bravi giocolieri.

(I sacchetti di plastica vivono fino a mille anni. Quasi quasi ne faccio una religione)

La Russa voleva portare Belen e la Canalis in Afghanistan. Non ce l’ha fatta, ma ha dato un’idea a De Sica.

Arriva il preservativo di lusso: non ferma lo sperma, lo fa sentire inadeguato.

Radio Padania Libera sbarca in Salento. Ma credono di essere arrivati in India.

A Chernobyl sono tornate le piante. Per vendicarsi.

* * *
autori: mix, wilk, mestmuttèe, milingopapa, simovedder, negus, misterdonnie, cabajos, virgilio natola, sentiunpo, marissa, slopero, frandiben, mancuerda, keteremillpario, little hill e ottone erminio.
[Novità: per conoscere gli autori delle singole battute, basta andarci sopra col mouse]



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