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mercoledì 24 novembre 2010

Letizia Moratti sindaco del Comune di Milano regala sede a Forza Nuova !!!


È il Comune di Milano a dare le sedi a Forza Nuova
Sarà in Corso Buenos Aires che aprirà la prossima
Redazione - Osservatorio democratico - 24/11/2010
La sede che Forza nuova ha annunciato di voler aprile il 18 dicembre nel centro di Milano si trova in Corso Buenos Aires 19/20 ed è di proprietà del Comune. A dircelo sono gli stessi militanti del partito neonazifascista che sul forum Vivamafarka, imprudentemente (il camerata “Barracuda” non fa certo parte della categoria dei più furbi), hanno pubblicato il 24 novembre la scansione del documento del settore Demanio e patrimonio del Comune, oscurando inutilmente (si tratta di atti facilmente consultabili) con una riga di pennarello nero l’indirizzo esatto.
Nell’atto, protocollato e con tanto di marca da bollo è ufficializzata la “concessione di favore di Forza nuova dell’unità immobiliare di proprietà del Comune sita in Corso Buenos Aires 19/20 da destinare a ufficio (anche aperto al pubblico)”.
Fonte 

Forza Nuova trasloca nella nuova sede "L'abbiamo avuta dal Comune di Milano"
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 Una nuova sede "in pieno centro a Milano" e "in un locale del Comune": l'annuncio, con tanto di locandina, è sul sito milanese di Forza Nuova, l'organizzazione di estrema destra che ha appena ottenuto da Palazzo Marino, dopo un'asta pubblica, i locali. "Saranno anche legali, ma noi siamo la città medaglia d'oro della Resistenza", si indigna Vladimiro Merlin, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio comunale. "E' inaccettabile la risposta che nulla osta all'assegnazione di spazi di agibilità a questo tipo di associazioni. Il Comune di Milano sbaglia e offende i sentimenti antifascisti dei suoi cittadini e si fa in un qualche misura complice della propaganda scellerata di questi soggetti". Il locale è stato assegnato per un importo di 19.250 euro nell'ambito di un'asta pubblica che ha riguardato altre 28 unità immobiliari

LA REPUBBLICA.IT - Associazione culturale e sociale senza scopo di lucro: a Forza Nuova è bastato definirsi così per ottenere dal Comune una nuova sede aggiuntiva, in pieno corso Buenos Aires: il movimento neofascista si è visto così assegnare dalla giunta Moratti un immobile per un importo di 19.250 euro, ben più grande e più centrale della vecchia sede storica di Fn in piazza Aspromonte. Il movimento xenofobo e omofobo di estrema destra, nato nel '97 tra gli scissionisti della Fiamma Tricolore, esulta e sul suo sito invita i "camerati", come esplicitamente definisce i propri adepti, all'inaugurazione, il prossimo 18 dicembre "per una festa dalle 15 fino a notte fonda" continua a leggere....

Putin...Il Cacciatore sarà pentito per davvero?

http://b.foto.radikal.ru/0601/9e6a26280713.gif

Vladimir Vladimirovič Putin

Lo sfottono molto per le sue manie da Rambo machomen!


Se il Putin Rambo e cacciatore,barzelletiere alla "Silvio" mica perniente sono amici (...) non gli manca l'humor: " È forte il vostro Presidente, ho saputo che ha stuprato dieci donne! " Parlando a Ehud Olmert, durante una visita di Stato in Israle: ripresa da tutti i giornali.
Si un Cacciatore,lo abbiamo conosciuto cosi per lungo tempo; ha individuato nell'Animalismo (è un fatto) il  mezzo ideale che gli permette di rinfrescare,rinverdire un po la sua immagine "appannata" dal Rambismo autoritario (leggasi i crimini contro l'umanità perpetrati in  Cecenia e ben altro) 
L'Animalismo per lui forse una soluzione che permette di conservare intatta la prima che senno le opposizioni si montanola testa e chissà cosa poi pretendono !
vuol proprio dire  che l'Animalismo è ormai una tendenza innarrestabile,forse una moda certo,tra le altre cose (...) Non c'è che dire la campagna è organizzata con grande dispiego di mezzi, tempismo e precisione,almeno nel web (...) sottointeso i media del pianeta se la bevono,conviene (...) eppoi fà notizia!
Infine...vuoi mettere il risparmio rispetto a quanto costerebbe installare nel paese un bricciolo di democrazia...vera?!
Spero almeno che per gli animali russi fra cui vi sono rarissimi esemplari di Tigri in via di estinzione vi sia un minimo di ricadute positive,cioè  che la campagna propagandistica finisca suo malgrado per produrre delle ricadute positive sul piano legislativo e concreto per tutti il mondo animale,l'ambiente e le Natura nel suo complesso. 
Dopo decenni di uscite roboanti da intrepido cacciatore come quando si faceva fotografare mentre arpionava "eroicamente" una Balena per "scopi scientifici" oggi ci delizia con questo album privato estremamente commovente.



http://www.zamaanonline.com/images/Funny-Putin-crab.gif




Il presidente russo aveva sparato a una tigre in Siberia. 

Ma si è pentito e ora promuove il 

summit mondiale per salvare i felini in estinzione.


{B}Vladimir Putin "cacciatore di tigri"{/B} 
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Vladimir Putin continua a lavorare sulla propria immagine. In un parco dell'estremo est del Paese, secondo quanto riportato da una tv russa, avrebbe "salvato" una troupe televisiva da una tigre. L'animale, catturato da una trappola, si sarebbe liberato all'improvviso e stava per attaccare i giornalisti, racconta l'emittente. Il primo ministro russo però avrebbe centrato l'animale con il fucile, caricato con una siringa di sonnifero. Vera o costruita, la notizia è stata l'apertura e dei maggiori telegiornali nazionali.
























I VERBALI INTEGRALI “Ad Arcore c'erano ragazze piccole e Fede faceva le selezione, decideva lui”

I VERBALI
“Ad Arcore c'erano ragazze piccole
e Fede faceva le selezione, decideva lui”

L'interrogatorio di Nadia: "Silvio diceva ‘avanti un'altra’". E il Cavaliere parlò con la mamma della escort: "Signora cosa posso fare per lei?"  

di SALVO PALAZZOLO e FRANCESCO VIVIANO  
http://img218.imageshack.us/img218/6135/av2rn0kb2.gif4 novembre 2010  
ROMA - Le "marchette" con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Le performance sessuali nella villa di Arcore, anche con "ragazze piccole d'età, di 17-18 anni". 
E nel bel mezzo del festino persino un saluto telefonico del premier alla mamma della escort. Nadia Macrì, ex cubista e ragazza immagine di Reggio Emilia, ha raccontato questo e molto altro in un lungo interrogatorio che
il 26 ottobre scorso è stato convocato dai sostituti procuratori di Palermo Marcello Viola e Geri Ferrara in una caserma dei carabinieri di Bologna.
"Verbale di assunzione di sommarie informazioni testimoniali redatto nell'ambito del procedimento penale numero 11178/10..." . I magistrati siciliani cercavano solo alcuni riscontri alle dichiarazioni di una collaboratrice di giustizia, Perla Genovesi, ex assistente parlamentare e trafficante di droga, che è amica di Nadia Macrì. Si sono ritrovati un
dettagliato racconto, che è adesso il cuore di un'inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione. Da due giorni, l'indagine è stata ormai trasferita dalla Sicilia alla Procura di Milano,"a carico di noti": sono Lele Mora ed Emilio Fede.
La prima volta "Ho conosciuto una persona che lavora per Lele Mora. Mi fa: "Vuoi guadagnare un po' di soldi? 

Ti porto dal presidente. Guadagni, ti metti in tasca... ". Il passo fu breve. Racconta Nadia Macrì ai magistrati: "Sono andata a casa di Lele Mora, c'erano anche altre ragazze. Da lì aspettavamo l'autista per andare dal presidente". Ma prima, avrebbero fatto una tappa "nello studio di Emilio Fede". Spiega la testimone: "Fede è secondo me quello che decide. "Tu vai bene, tu non vai bene"".
I pm domandano: "Perché, lui faceva una selezione?". La risposta è secca: "Sì". Questa la descrizione fatta dalla Macrì: "Sì, una selezione tipo, "Tu come ti chiami, di dove sei?". Però, poi,siamo andate via tutte". Erano sette quella sera le ospiti in partenza per Arcore. C'era una festa a casa Berlusconi: "Ho visto Apicella. C'erano poi notai, avvocati, gente di prestigio - la descrizione della Macrì non è molto precisa sul punto - non me li ricordo i nomi". Si giustifica con i pubblici ministeri: "A me interessava solo il presidente. Ero lì per lui. Dopo cena, gli altri se ne sono andati a casa. 

Le ragazze sono rimaste tutte insieme. Andavano con lui. Lui faceva: "Avanti la prossima,avanti la prossima"".
Ma quella prima volta, ad Arcore, non accadde nulla fra il presidente del Consiglio e la ventisettenne cubista di Reggio Emilia. "Abbiamo cenato, abbiamo chiacchierato nel salotto... lui con i suoi discorsi, trallallà, da Hitler a..., "Perché per me è così la storia...". Ma io ero lì per i soldi,non è che io sono una fan di Berlusconi. Per me lui sbaglia, sbaglia parecchio, lui deve fare il presidente, non deve fare queste cosa qua. Cioè, lui è il primo mafioso". I magistrati interrompono
la testimone, non vogliono commenti, solo fatti. Lei fa una pausa e riprende: "Quella sera lui mi fa,vieni in Sardegna". Tre giorni a villa certosa.
"Per le due prestazioni sessuali con Berlusconi ho avuto 10.000 euro in totale. I primi cinquemila, in Sardegna. Mi chiamò nel suo ufficio, per darmi una busta. Mi aveva anche prenotato l'aereo per tornare con un volo di linea". Nadia Macrì precisa: "La trasferta in Sardegna fu due giorni prima del terremoto in Abruzzo. Noi eravamo tutte quante lì, e lui poi se ne doveva andare a vedere il terremoto". Erano "25-30" le ospiti di Berlusconi. "Non davano molta confidenza, ognuna aveva la sua camera. Al massimo eravamo due in camera. Nelle stanze c'era anche dell'erba da fumare. Io mi sono fumata una canna di erba con loro. Le ragazze dicevano che l'erba la trasportavano tramite il
jet di Berlusconi. Me lo dicevano le ragazze, quelle che erano giuste per lui, quelle che erano sempre sul jet".
Al telefono con la mamma della escort Nella piscina di Villa Certosa Berlusconi parla al telefono con la mamma di Nadia Macrì. "Gli dissi:"Le posso passare mia madre?" Acconsentì. Lei quasi stava morendo d'infarto quando gli feci il nome di Berlusconi. Ma si riprese subito: "Qua stiamo morendo di fame", disse mia madre. E lui rispose: "Signora, cosa posso fare per lei?". E niente - commenta Nadia Macrì davanti ai magistrati - cosa gli può dire mia mamma. Mica gli può dire "sono felice che mi figlia è a dormire lì con lei"".
Alla fine, la signora Macrì tornò a ripetere al presidente: "Qui stiamo morendo di fame". E chiosò:"Ma tanto lei cosa fa?". Berlusconi non rispose. Nadia Macrì dice adesso: "Ha fatto bene mia madre a dirgli così, anche se la chiamata è stata velocissima. Berlusconi non può pagare così, in contanti.
Questo è un reato ragazzi, ma stiamo scherzando? 

È normale che le ragazze sono d'accordo -prosegue la testimone sentita a verbale - io non sono d'accordo su questo fatto qua. Ma non per i soldi, non perché lui mi ha pagato. Lui mi ha pagato bene, però non si paga una persona per farla stare zitta, io ragiono così...". Sembra un fiume in piena questa giovane, nonostante i ripetuti inviti dei magistrati ad attenersi ai fatti di cui è stata testimone. Nadia Macrì insiste: "Io non sto zitta,perché per me comunque è uno schifo questa cosa qua. Mi fa schifo, perché lui deve fare il
presidente".
Vita da cubista "Pensavo che lui mi aiutasse, io gli ho parlato di mio figlio, volevo una mano da lui, lui mi dava soltanto... ". Il racconto della giovane ragazza immagine ai magistrati di Palermo si blocca all'improvviso. Sulle speranze di un tempo neanche troppo lontano, appena sei mesi fa, quando
tornò nella villa di Arcore. Lei sperava ancora di entrare al Grande Fratello. "Io l'avevo chiesto anche a Lele Mora - racconta - mi diceva, passa più in là. Sono passata due volte, ma zero. 

Basta che si sono messi soldi in tasca loro cosa gliene frega di me". Dopo la Sardegna, Nadia Macrì avrebbe trovato il modo di tornare ad Arcore tramite il sindaco di Parma, con cui la testimone dice di avere avuto un rapporto sessuale a pagamento. "Gli ho detto: "Guarda, l'anno scorso, ho conosciuto il presidente in aprile, in Sardegna, gli ho lasciato il mio cellulare, ma lui non si è fatto più sentire. Tu lo conosci per caso?". 
Il sindaco mi dice: "Tra due giorni il presidente verrà qui a Parma per una conferenza stampa. Se vuoi gli lascio il tuo numero"". L'ambasciata sarebbe andata a destinazione: "Mi chiama il presidente - prosegue Nadia Macrì - e mi fa: "Nadia, mi ricordo di te,come stai?". E poi da lì la seconda volta sono andata a Milano per fare un'altra prestazione".
Accadde in piscina. "Tutte quante insieme le ragazze", racconta la testimone. Quella volta, il presidente avrebbe detto a Nadia: "Tu parli tantissimo". Così spiega la testimone: "Mi aveva chiesto, "cosa fai nella vita?". Gli dissi: "Silvio, le marchette". E allora lui fece segno all'altra ragazza che era con me di uscire. Mi riprese: "Queste cose non le devi dire"". Quella ragazza appena uscita dalla stanza del presidente del Consiglio "era piccola di età - ricorda la testimone
rispondendo a una domanda dei pm - molto piccola, 17-18 anni".
L'incontro con Brunetta "Fu Perla Genovesi a mettermi in contatto con dei politici". Nel 2006, Nadia Macrì cercava solo di risolvere un problema di affidamento del figlio. Berlusconi era ancora lontano dai suoi orizzonti.
"Andai con Perla nello studio di Brunetta, a Roma. E con Brunetta andai la sera stessa dall'avvocato Taormina. L'indomani, ero a casa di Brunetta, per una prestazione sessuale. E niente, mi regalò dei vestiti, dei gioielli, 2 o 300 euro. Però io volevo stare lì per essere la sua fidanzata. Ma con Brunetta è durato neanche un mese. L'ho visto due volte".
Favoreggiamento della prostituzione Ma i magistrati sono interessati solo a ciò che può costituire reato. Chiedono: "Per l'attività di intermediazione prima degli incontri ci sono persone che hanno ricevuto soldi da qualcuno?". 

http://www.monsterup.com/upload/1258796353742.gifLa risposta: "Secondo me sì, io immagino di sì, mica lo fanno gratis". Per certo, di soldi la giovane ha visto solo quelli che le furono dati da Berlusconi, per due prestazioni. Insistono i magistrati: "Fu lui personalmente a pagarla?". Risposta: "Sì, con i nostri soldi, capito? Noi paghiamo le tasse e lui le fa
le tasse".


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Berlusconi Caso Clinico - feat. Travaglio, Luttazzi, Guzzanti, Biagi, Ricca (UsoCriminoso remix)



Meno male che c'è Guendalina ! Pero sputategli lo stesso in un occhio!

Via Padova, luminarie solo in italiano
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Palazzo Marino contro l'installazione di luminarie multietniche in via Padova con gli auguri anche nelle lingue degli immigrati. 
La denuncia arriva da una cooperativa attiva nel quartiere ad altissima densità di stranieri. "L'assessore comunale Cadeo dice che l'hanno chiesto le famiglie". Il Pd: "Non siamo ad Adro" Leggi e commenta l'articolo



http://3.bp.blogspot.com/_nJxiG1cbAW4/TOlRLOKYTFI/AAAAAAAAMJ8/JEvrm8X3Gt4/s640/9.jpg100cosecosi-Insomma una cretinata di dimensioni colossali,puerile,meschina,la stupidità elevata a sistema,una sommità irragiungibile...patologia,non ci sono parole,un delirio...mà,pure divenisse reale Milano per coerenza dovrebbe modificare non meno di 15.000 insegne di attività commerciali a cominciare dalla Mc Donald per non parlare della pubblicità !
Sputare in un occhio al politico dall'immaginazione cosi fervidamente creativa diventa un noioso dovere,non c'è gusto,tuttavia il dovere...l'idiozia và marginalizata quando sà essere cosi banale e orribilmente grottesca !

Che spettacolo...meno male che c'è Guendalina.

IL PADRONE DEL MONDO FINISCE NELLA SPAZZATURA !

Da padrone del mondo...
Cosa ha detto Berlusconi? Le solite cose: le avete già sentite, potete immaginarle, in ogni caso
“il mio è un ritorno di protesta. Ho assistito ad un servizio che mi ha fatto vedere con delle assicurazioni, in 10 gg risolverò questo problema, in tre giorni risolverò quest’altro problema (…) Il servizio sui rifiuti di Napoli è assolutamente mistificatorio. Avete fatto vedere una mia garanzia data pubblicamente in conferenza stampa circa la soluzione di un problema in 10 giorni con riferimento all’impianto di Cava Sari a Terzigno che essendo male usato da una società di Napoli emetteva dei miasmi insopportabili. In 10 giorni siamo intervenuti, abbiamo rimediato alla situazione, abbiamo evitato che i rifiuti producessero maleodorazioni e abbiamo risolto con i 18 comuni il problema con l’accordo di tutti i sindaci il problema. Dunque alla fine del nono giorno la promessa è stata mantenuta. Sui 3 giorni avevo detto che i rifiuti dal centro di Napoli dovuti ad una efficienza ancora dell’Asia sarebbero stati rimossi. Siamo intervenuti con l’esercito e i rifiuti sono stati rimossi
Inutile replicare, Berlusconi al solito non accetta contraddittorio
Mi faccia finire, non rispondo alle sue domande dico semplicemente che siete dei mistificatori (…) E’ una tecnica che non può funzionare con me che di televisione se mi permette ne capisco”
E giù il telefono, come una tredicenne arrabbiata.

martedì 23 novembre 2010

“John Travolta a caccia di sesso gay nelle Spa di Los Angeles”. In un libro gli “amori omosex” dell’attore

Tutto ci potevamo aspettare da John Travolta, ma certo non che frequentasse le saune di Los Angeles per abbordare uomini. A quanto racconta l’interior designer Robert Randolf, invece, è proprio così.

Vittime e criminali...
John travoltaTravolta, sposato con Kelly Preston, da cui ora attende il terzo figlio, non disdegnerebbe il sesso omosex, anzi. Uno dei suoi passatempi preferiti, da almeno 15 anni, sarebbe quello di girare per le Spa e sfruttare la propria notorietà per ottenere (ed elargire) favori sessuali.

Nel libro autoprodotto “You’ll never Spa in this town again”, Randolph non lesina i dettagli piccanti: afferma, infatti, di aver visto Travolta fare sesso anale ed orale con uomini diversi. E di essere stato una delle “prede” sfuggite al celebre attore: «Una volta cominciò a sfregarsi il pene, poi mi tolse l’asciugamano dai fianchi e mi disse: “Divertiamoci un po’”. Io però mi tirai indietro, dicendogli che non ero a mio agio» racconta l’autore del libro che promette di far tremare la chiesa di Scientology, di cui Travolta è un adepto.

Una congregazione che, tra le proprie missioni, ha anche quella di “curare” gli omosessuali da quella che considera più una malattia che una legittima predilezione.

«Ho visto molti uomini succhiare il pene di Travolta e viceversa. Sono 15 anni che lo incontro in queste situazioni: non sempre si tratta di sesso anale, il più delle volte si tratta di masturbazione o di rapporti orali» racconta Randolph.

Negli anni, i gusti della star di Hollywood sarebbero cambiati: «Prima gli piacevano solo gli uomini di colore, poi è passato a quelli mediorientali, agli ispanici e infine ai coreani. Ormai pare che non abbia più delle nette preferenze» continua Randolph. Potendo scegliere, però, sembra che Travolta preferisca gli uomini eterosessuali dal pene molto grosso. Proprio come una qualunque signora.

Fonte

Arrestato per spaccio di falsi permessi di soggiorno consigliere comunale del"centro destra" indovinate quale? Quando il razzismo si sposa felicemente con gli affari!

Treviso. Falsi permessi di soggiorno:Nei guai un legale e consigliere comunale di Volpago:avrebbe trovato fittizi datori di lavoro in cambio di soldi,è solo l'ennesimo episodio dopo il noto scandalo di Brescia con 5 milioni di euro di permessi di soggiono spacciati da leghisti (...) Questa attività ha generato in seguito l'occupazione da parte degli immigrati della gru (Brescia) con conseguente corollario di manifestazioni di soliodarietà e conclusasi come sapete (...)
                   di Bruno De Donà
TREVISO (23 novembre) - Per la polizia avrebbero trovato un sistema truffaldino per spillare denaro a extracomunitari in cerca di regolarizzazione. Un giro che avrebbe fruttato qualche cosa come sessantamila euro.(stima per difetto ma si sospettano somme ben più rilevanti).

Lui, Stefano Pagnossin, 38 anni, avvocato, consigliere comunale di Volpago. Lei Ines Tosato, 63 anni, montebellunese, badante. I reati che l’Ufficio Immigrazione della questura di Treviso, attraverso la sua responsabile, Enena Peruffo, ipotizza a carico di entrambi sono il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la violazione della legge sul trattamento dei dati personali.

Stando alle indagini condotte, il caso sarebbe venuto occasionalmente alla luce. Tutto ha avuto inizio con reiterate raccomandate spedite dall’ufficio ad una famiglia di Montebelluna per la regolarizzazione di un marocchino, badante ad un’anziana malata di Alzheimer. Stupore dei parenti: la donna era già seguita da altra persona. Chi era allora costui? E stato così che la polizia ha sentito l’immigrato, un trentatreenne. Era stato un connazionale a indicargli la via per ottenere il permesso di soggiorno: passava per un avvocato, che era già riuscito a risolvere il suo caso. Ci provò anche lui. Gli venne mostrata la foto dell’anziana che sarebbe stata la sua datrice di lavoro. Ma il passaggio comportava l’esborso di 4.000 euro. Da qui la polizia sarebbe riuscita a risalire a Ines Tosato, la quale non avrebbe avuto difficoltà a far scattare una fotografia all’anziana montebellunese, poi esibita al marocchino dall’avvocato. Ovviamente l’interessata era allo scuro di tutto.

«In base alle dichiarazioni del marocchino - ha spiegato la dottoressa Peruffo - siamo quindi risaliti ad otto casi (4 marocchini, tre ucraini, un moldavo), di cui la sessantatrenne era sempre tramite: sei in provincia di Treviso e due in provincia di Padova». A questo punto sono emerse anche altre modalità attraverso cui avveniva il raggiro a suon di migliaia di euro alla volta. Sono infatti stati individuati finti datori di lavoro, gente che metteva a disposizione i propri dati simulando di procedere alla regolarizzazione degli immigrati: una complicità che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata compensata dall’avvocato e dalla badante con circa cinquecento euro tratti dalle somme che i richiedenti sborsavano per ottenere la sospirata regolarizzazione. Solo un caso è risultato agli inquirenti del tutto "pulito". Anche la posizione dei fittizi datori di lavoro è al vaglio del pubblico ministero Giovanni Valmassoi, titolare dell’inchiesta.

Fonte Notizia

LA BRAMBILLA,LA CARFAGNA E LA GELMINI SOTTO RICATTO IL FANTASMA DELLE PICCOLE LEWINSKY PROMOSSE SUL CAMPO

Le tre ministre e le intercettazioni hard
Rispunta il fantasma dell’estate 2008

di Fabrizio d'Esposito

Ventitré giorni all’Apocalisse. Il primo sexgate e il paragone dipietrista con Clinton.


Da quando, nel tardo pomeriggio di venerdì, è deflagrato il caso Carfagna, un fantasma è tornato ad aleggiare sui due palazzi romani del Sultano, Chigi e Grazioli. Come dimostra l’avvertimento a mezza bocca che si lasciano scappare dall’inner circle del Cavaliere: «Mara? Non le conviene andarsene...». Il fantasma è quello famigerato delle intercettazioni hard della collezione primavera-estate 2008. Procure di Milano e Napoli. Mai uscite, però. Brandelli di conversazioni comparsi qua e là nelle redazioni, compresa la nostra. Il primo vero sexgate del Cavaliere. Quello più dirompente, per certi versi. Tre le presunte protagoniste delle intercettazioni hard sul premier: Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Michela Vittoria Brambilla. Tre ministre. Per Silvio Berlusconi la paura fu tale che cercò di forzare la mano sul bavaglio alle intercettazioni. Nacque così lo spudorato giallo del refuso. Per il consiglio dei ministri era pronto un ordine del giorno con la dicitura «dl intercettazioni». Decreto legge, addirittura. Il Colle si infuriò e intervenne e Berlusconi fu costretto a fare marcia indietro e smentire: «Il sottosegretario Letta mi ha avvertito che nell’ordine del giorno del cdm c’è stato un errore materiale. Ci sarà un disegno di legge e non un decreto legge sulle intercettazioni». Ddl, non dl. Mah.
 
Il terrore di Mara


Il testo delle intercettazioni era talmente piccante e imbarazzante per il premier (e le tre ministre) che nel paese si creò uno spasmodico clima di attesa. Dagospia parlò di «Apocalisse vicina». Al centro della tempesta proprio lei, la Mara che sta scappando a gambe levate dal bunker. I dipietristi ci andarono giù duro. Accusarono Berlusconi di essere un «magnaccia», sic et simpliciter. Le intercettazioni parlavano di sesso orale e Donadi dell’Italia dei Valori fece un paragone con il caso Lewinsky. Con una differenza, però: «Clinton, Monica Lewinsky non l’ha portata al governo». Le conversazioni dell’Apocalisse, in base alla vulgata di Palazzo, sarebbero dovute apparire sull’Espresso. A Viale Mazzini fu predisposto anche un piano di emergenza con vari speciali sulle reti nazionali per dare spazio alle ragioni del premier. Ma non successe nulla. Quei preziosi testi rimasero chiusi in un cassetto. Anzi, in una cassaforte, come sostiene qualcuno. Domanda finale, quindi, dei falchi del Pdl: «Mara è sicura che se va via non uscirà nulla come è successo fino a oggi?». Già.
I fornitori delle Mini


Per rimanere in tema. Ma nel bunker del Cavaliere si continua a fare bunga bunga? Del resto il clima è propizio. Anzi, il mese. Novembre è infatti il mese magico del bunga bunga del Sultano-Drago divoratore di vergini. Le notti magiche di Patrizia D’Addario, matura escort munita di registratore, si collocano nel novembre del 2008, pochi mesi dopo il giallo delle intercettazioni sulle ministre. Patrizia entra nel lettone di Putin per giacere con il premier in contemporanea con un evento storico in America: l’elezione di Obama, la prima volta di un presidente nero. Tre settimane dopo, sul finire di novembre, una trasferta del Cavaliere in Umbria per rilassarsi e fare bunga bunga nel centro benessere di Mességué. Come già accaduto con la D’Addario, anche questa volta a procurare le ragazze è l’imprenditore pugliese Tarantini, che chiama pure l’amico Silvio per chiedergli informazioni sulla strada da fare. Un’epoca grassa di regali e feste. L’epoca delle Mini donate alle invitate delle varie residenze del premier. E che adesso tornano d’attualità grazie allo scoop di Novella 2000, il settimanale Rcs diretta da Candida Morvillo: Nicole Minetti, l’igienista dentale eletta consigliere regionale in Lombardia, nonché tra le protagoniste del Rubygate, ha una Mini sottoposta a fermo amministrativo. In merito: il premier ha due fornitori di Mini, tra Milano e Roma. E quello della capitale è parecchio noto.

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Fonte articolo