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mercoledì 17 novembre 2010

Ma insomma Silvio me la fai vincere o no sta scommessa ?! " Il Calendario una b.... al giorno leva Silvio di torno! "

Avevo scommesso con uno degli utenti di OKNOtizie una cassa di birra,autentiche bionde per restare in tema Bunga Bunga (...) noi proletari non ci possiamo permettere lo Champagne,se il governo fosse caduto in tempo per i regali di Natale (...) poichè cio è quasi avvenuto alla faccia di X ho deciso di pubblicare questo speciale Calendario sulle note del "chi fa da sè fà per 3 ! " e ritornello finale...serve che ve lo rammenti ? "una birra al giorno leva Berlusconi di torno!"
...Alla vostra salute e che il diavolo se lo porti via!







Adriana Iliescu e sua figlia,la madre più anziana del mondo

Qui nelle foto Adriana Iliescu e sua figlia di 5 anni,,marciano mano nella mano,traspare la fierezza immensa della madre in gioventù,una donna stupenda,affascinante,oggi una intellettuale,una scrittice di successo nel suo paese la Romania (...) Elisa sua figlia è stata partorita a 66 anni,Adriana oggi ne ha 72 anni e gode di perfetta salute,è diventata la madre più anziana del mondo nel 2005,a tutt'oggi la sua maternità,la sua scelta è fonte di infinite polemiche,per quanto mi riguarda perchè no ?
Un mare di auguri.

Adriana Iliescu e sua figlia





martedì 16 novembre 2010

C'e un viale del Tramonto con un bivio che comporta una scelta obbligata:buon viaggio Signor Presidente del Consiglio !"

(Satira) "Buon viaggio Signor Presidente del Consiglio!"

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Silvio Ipse Dixit :"Mi accusano di essere un dittatore, ma se lo fossi davvero sarei sicuramente il dittatore più sfigato di tutti."

" Spero che questa mia esistenza terrena possa terminare mentre io sono teso a raggiungere un altro traguardo oltre la siepe."

Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli.

Se i giornalisti facessero l'esegesi di quello che dice il signor Berlusconi, vedrebbero che ha sempre ragione.

Se c'è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi.

Io ho sempre fiducia, perché ho la fiducia incorporata.
 
Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione.

Io vinco sempre, sono condannato a vincere.

Mi accusano di essere un dittatore, ma se lo fossi davvero sarei sicuramente il dittatore più sfigato di tutti.

Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... È a loro che devo parlare.

Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo.
 
Non ho scelto io la politica, mi è stata imposta dalla storia.

Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, e i fatti vincono sulle parole.

La Tv è un'occasione unica per stare in famiglia; bisogna saperla utilizzare.

Tutte le cose di cui mi occupo sono profane; ma il Milan è sacro.
 
Se camminassi sull'acqua direbbero che non so nuotare.

Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore.

Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay.

Le tasse non sono un diritto divino dello stato, ma qualcosa che il cittadino paga per avere un servizio indietro.

Un leader politico ha l'esigenza di rinnovare la propria immagine, ha il dovere di farsi più bello e più fresco per andare in tv.

Gli uomini che avevano responsabilità di governo in passato erano considerati unti dal Signore. Ma con la democrazia il potere del governo è nella sovranità del popolo, e quindi potremmo dire che sono unti dagli elettori.

Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo.

La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata.

L'unico conflitto di interessi, in Italia, è quello della sinistra con la verità.

La libertà è l'essenza dell'uomo, è l'essenza della sua mente e del suo cuore, l'essenza della sua intelligenza e dei suoi sentimenti, la libertà e ciò che sta alla base della sua capacità di amare, di creare, di fare; e l'uomo non è uomo se non è libero, perché dio l'ha voluto così e l'ha voluto libero.

Quando parla il popolo, la politica deve sapere ascoltare perché spesso gli elettori sono più avanti degli eletti.
 
L'attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa.

Chi crede nella libertà non è mai solo.

Il governo non è bello se non è litigarello.
 
Spero che questa mia esistenza terrena possa terminare mentre io sono teso a raggiungere un altro traguardo oltre la siepe.

Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.
                          ( Oscar Wilde )


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lunedì 15 novembre 2010

Il più celebre vicequestore d'Italia visto da Tony Troia

La vignetta in 3 tempi che celebra degnamente questa giornata di fine impero!

"Silvio aveva invocato le urne e grazie a Fini....Bhe da qualche parte le ceneri bisogna pur metterle!"
Suggerisco di buttarle nel cesso!
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Bersani strappa un cartello "infamante" (eccolo) appeso all'ingresso bar sottocasa! neanche una vignetta....!!!

Questa "barzelletta" l'ha raccontata Berlusconi a la Russa "non la dire in giro mi raccomando" lui l'ha riferita a Gasparri e non si sà come è arrivata alle orecchi di Fini che ne ha commissionato la vignetta! Apocalittica

Lapsus Freudiano?

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LEGA LADRONA TRUFFE E FESTE CELTICHE DISERTATE,SPESE FOLLI,UNO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE SFACCIATO

Lega sciupona al Nord, tra stipendi doppi, spot da 200mila € e lampadari da 9mila
Così i leghisti sprecano denaro pubblico. Pressing per nuova provincia Valcamonica, capoluogo Breno: 5mila abitanti
di Renato Pezzini
MILANO (16 giugno) - Adesso il lampadario pende dal soffitto di Cà Corner sede dell’Amministrazione Provinciale di Venezia. Uno scintillante lampadario in vetro di Murano di cui la presidentessa leghista della Giunta va orgogliosissima: «Mica potevamo mettere un neon nella sede della Provincia» ha spiegato Francesca Zaccariotto. Come darle torto? Solo che, forse, non era il caso di spendere 9.240 euro di soldi pubblici per un lampadario. O no?

Molti leghisti sono fatti così: acchiappano voti urlando contro gli sprechi di “romaladrona”, ma quando tocca a loro gestire le casse degli Enti pubblici non badano a spese. Proprio la leghista Zaccariotto ne è un esempio fulgido. Appena eletta - un anno fa - decise di festeggiare la conquista di una Provincia da sempre in mano al centrosinistra (quella di Venezia appunto) con un bell’aumento di stipendio per sé e per gli assessori: «Abbiano ottemperato agli obblighi imposti dalla Corte dei Conti» si è giustificò. Peccato che la sua sia la sola Amministrazione ad aver “ottemperato”, incurante del fatto che l’aumento costa 43 mila euro l’anno, duecentomila sull’intero mandato.

Le Province sono il piatto forte del “buongoverno” leghista, ne presiedono una quindicina. Non a caso gli uomini di Bossi difendono la loro esistenza a dispetto di un programma elettorale che ne prevedeva l’abolizione, e continuano a volerne di nuove. Il Carroccio minacciò perfino l’uscita dal governo, a metà del decennio, se non fosse nata la Provincia di Monza. Fu accontentato malgrado il fatto che il solo parto dell’Ente succhiò quasi 50 milioni di euro. Ancora oggi, contro ogni logica di contenimento dei costi, il deputato leghista Caparini invoca l’istituzione della Provincia della Valcamonica guidata da una metropoli del calibro di Breno, cinquemila anime.

Il primo presidente di Provincia della storia leghista venne eletto nel ’98 a Treviso. Era un trentenne che faceva “pierre” per alcune discoteche, si chiamava Luca Zaia, poi diventato Ministro dell’Agricoltura e governatore del Veneto. Un pasdaran del taglio agli sprechi. Un anno prima di lasciare l’incarico, volle lasciare il suo segno imponendo la creazione di una nuova sede della Provincia, malgrado quella esistente fosse più che sufficiente. La sede è stata inaugurata nel novembre scorso: 80 milioni di euro per la ristrutturazione di un ex manicomio, fra cui spiccano investimenti degni di uno sceicco. Un tavolo da 13 mila euro per la sala riunioni, mezzo milione di euro per gli arredi, fino ai centomila euro fumati per l’inaugurazione. Andato via Zaia, il suo successore (sempre leghista) vuole essere all’altezza. Ha appena stanziato 200mila euro di spot sulle tv locali per promuovere le attività della Provincia. Quali?

Insomma, quando ci sono di mezzo i loro interessi i padani non si distinguono dal resto delle ”popolazioni italiche”. Fu proprio Bossi, un anno fa, a puntare i piedi per impedire che Elezioni Europee e Referendum sulla legge elettorale si svolgessero lo stesso giorno pur sapendo che lo scherzetto sarebbe costato allo Stato oltre 400 milioni di euro. Sempre Bossi fece fuoco e fiamme per spingere la Rai a finanziare il kolossal su Barbarossa del regista Martinelli. Doveva raccontare alle popolazioni padane la nascita della loro storia, si è rivelato una ”boiata pazzesca”, per dirla alla Fantozzi. Per dirla coi numeri: un flop clamoroso. Costato 30 milioni di euro (roba da Hollywood) ha incassato meno di un milione.

San Donà di Piave, Cornuda, Asolo, Bussolengo. Cos’hanno in comune? Sono cittadine venete dove nel 2009 si sono insediate giunte leghiste le quali, appena elette, hanno pensato bene di alzare le retribuzioni di sindaco e assessori. Chi del dieci per cento, chi del doppio (è il caso di Asolo). Lo stesso ha fatto la padana Elena Poma, primo cittadino di Stezzano (Bergamo). Al terzo giorno di mandato si è raddoppiata lo stipendio, da 1400 a 2800 euro al mese. Commentando così: «Me lo merito».

Non ha mai commentato nulla, invece, Fabio Rolfi assessore alla sicurezza del Comune di Brescia. Al pari dei altri suoi colleghi del Pdl, si è messo in mostra per lo spensierato utilizzo delle carte di credito affidate agli assessori bresciani per le spese di rappresentanza. In poco più di un anno Rolfi ha scialacquato 5 mila euro (per l’esattezza 4969,82) di cui quasi la metà in ristoranti. E se a qualcuno sembra poca cosa, sappia che in quattro anni la precedente giunta di centrosinistra aveva speso al completo (sindaco più assessori) 2000 euro in più di quelli spesi dal solo esponente della Lega in quattordici mesi.

Sempre a Brescia, un leghista doc come Daniele Molgora appena salito alla presidenza della Provincia (un anno fa) ha sforbiciato tutto quello che poteva sforbiciare. Tranne il suo progetto di creare una Orchestra di Brescia di cui si conoscono già i costi (duecentomila euro l’anno) e il nome del direttore: Enzo Rojatti, già direttore - guarda un po’ - della disciolta Orchestra della Padania.

Del resto, gli amministratori leghisti non badano a spese se c’è di mezzo la ”cultura padana”. Dal film su Barbarossa (come abbiamo visto) alla più piccola sagra. In Veneto il Comune di Paese ha recentemente organizzato due feste popolari poi rivelatesi feste parapadane alla modica cifra di 100 mila euro, compreso un opuscolo in cui si inneggia con tanto di maxi-foto alle doti di leghisti come Zaia e il sindaco di Verona, Tosi. Ne hanno spesi molti di meno al Comune di Cantù (Como): appena 9 mila euro per una festa celtica. Con due controindicazioni: che Cantù è uno di quei Comuni con le finanze alla canna del gas, e che la celebrata festa celtica svoltasi domenica scorsa ha raccolto meno di trenta persone. Anche gli elettori leghisti - la maggioranza in paese - l’hanno disertata.