domenica 7 novembre 2010
Clamoroso! Roma, intervento-sevizia su un detenuto: indagato il medico che visitò anche Cucchi !
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| Stefano Cucchi |
Protagonista della vicenda è Rolando Degli Angioli, il medico che visitò Stefano Cucchi e ne chiese il ricovero. Degli Angioli impose il trattamento sanitario, peraltro non necessario a Julien Jean Gerard Monnet l’uomo che nel luglio 2008 venne arrestato per aver ridotto in fin di vita la figlioletta di cinque anni. Monnet era stato portato nel carcere di Regina Coeli dove lavorava il dottor Degli Angioli. Nell’inchiesta del pm Francesco Scavo, è indagato anche un infermiere che era in servizio nel carcere della capitale.
Gli accertamenti sono partiti sia da una segnalazione del medico che in seguito ha avuto in cura Monnet, che alcune risultanze investigative svolte nell’ambito del caso Cucchi. Secondo quanto si è appreso a breve si avvierà una rogatoria internazionale per sentire Monnet. Il transalpino è assistito dagli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni Silverij.
Degli Angioli sarebbe già stato sentito e avrebbe negato di essere stato lui a effettuare quell’operazione, mentre il suo infermiere ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Nel fascicolo del pm, infine, c’è anche la testimonianza di un urologo che visitò Monnet nei giorni successivi a quell’operazione: secondo l’urologo l’intervento del medico non sarebbe stato necessario.
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Pompei: crollata la Domus dei Gladiatori Napolitano: «Una vergogna per l'Italia»
bondi: «servono risorse per un patrimonio immenso» Il crollo probabilmente a causa delle infiltrazioni d'acqua. Il Presidente della Repubblica: «Servono spiegazioni»
bondi: «servono risorse per un patrimonio immenso»
Pompei: crollata la Domus dei Gladiatori
Napolitano: «Una vergogna per l'Italia»
Napolitano: «Una vergogna per l'Italia»
Il crollo probabilmente a causa delle infiltrazioni d'acqua. Il Presidente della Repubblica: «Servono spiegazioni»
MILANO - Gravissimo danno al patrimonio artistico italiano: a Pompei è crollata l'intera Domus dei Gladiatori, così chiamata perché al suo interno gli atleti si allenavano e nella quale deponevano le armi all’interno di alcuni incassi ricavati nei muri. Secondo quanto si apprende dalla Sovrintendenza, vi erano anche dipinti nella parte sottostante il perimetro della sala. L’edificio, che si apre su via dell’Abbondanza, la strada principale della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d. C., era visitabile solamente dall’esterno ed era protetto da un alto cancello in legno.
AREA TRANSENNATA - Il crollo, secondo primi accertamenti, è avvenuto intorno alle ore 6 ed è stato notato dai custodi appena arrivati al lavoro verso le ore 7.30. L'area è stata transennata e non è possibile accedere. E' stato predisposto un percorso alternativo per i turisti.
NAPOLITANO: «UNA VERGOGNA, SERVONO SPIEGAZIONI» - «Quello che è accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l'Italia» ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commentando il crollo nell'area archeologica. «E chi ha da dare delle spiegazioni - ha aggiunto - non si sottragga al dovere di darle al più presto e senza ipocrisie».
LE CAUSE - «Questa mattina presto - spiegano i custodi - è crollato prima il muro della Domus, e poi, data la pesantezza del soffitto che è in cemento armato, è crollata l'intera Domus dei Gladiatori. Sembra - dicono - che siano state le infiltrazioni d'acqua a causare il danno». Anche secondo quanto si apprende dalla Sovrintendenza le cause del crollo possono essere attribuite o alle piogge che hanno creato delle infiltrazioni all’interno di un terrapieno esistente al lato della Schola, oppure al peso del tetto della palestra stessa. La casa, infatti, fu bombardata durante la Seconda guerra mondiale e la copertura è stata rifatta tra gli anni ’40 e gli anni ’50. È probabile - fanno sapere dalla Sovrintendenza - che le mura antiche, dopo anni, non abbiano più retto al peso del tetto.
DENUNCIA IGNORATA - Oltre alle inchieste portate avanti dal Corriere sullo stato di salute degli scavi di Pompei, numerose erano state le denunce portate avanti da diversi esponenti politici sullo stato di degrado dell'area archeologica. «Sono mesi che denuncio, con articoli ed interrogazioni, il degrado allarmante degli scavi di Pompei. Il gravissimo crollo di stamattina è la dimostrazione che il Governo e il Ministro Bondi hanno sottovaluto la situazione e raccontano, da tempo, un bel po' di sciocchezze» afferma ora in una nota Luisa Bossa, deputata del Pd e ex sindaco di Ercolano. «Quando abbiamo posto la questione del degrado negli scavi - dice la Bossa - Bondi ha risposto in modo piccato e risentito, difendendo il lavoro dei suoi commissari. Il crollo della Domus dei gladiatori è la drammatica, ma inevitabile, risposta a chi pensa che governare significhi raccontare una balla al giorno, attaccando chi a quella balla non crede perchè le cose va a guardarle con i suoi occhi. La situazione dei siti archeologici in Campania è drammatica».
IL SINDACO - Disappunto, convinto. Il sindaco di Pompei (Napoli), Claudio d'Alessio, lo dice senza mezzi termini: «Questa ennesima brutta notizia poteva essere evitata». Il cedimento dell'edificio, secondo d'Alessio, è un crollo annunciato: «succede quando non c'è la dovuta attenzione e cura» per un patrimonio secolare che andrebbe «preservato da ogni tipo di sollecitazione, anche atmosferica. C'è il dispiacere tipico di una comunità - ha sottolineato D'Alessio - di un territorio su cui vi è il museo all'aperto più grande del mondo e che purtroppo viene trascurato».
L'ALLARME DEL MINISTERO - «Questo ennesimo caso di dissesto ripropone il tema della tutela del patrimonio culturale e quindi della necessità di disporre di risorse adeguate e di provvedere a quella manutenzione ordinaria che non facciamo più da almeno mezzo secolo» ha detto Roberto Cecchi, segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. «La cura di un patrimonio delle dimensioni di quello di Pompei - aggiunge Cecchi - e di quello nazionale non lo si può affidare ad interventi episodici ed eclatanti. La soluzione è la cura quotidiana, come si è iniziato a fare per l'area archeologica centrale di Roma e per la stessa Pompei».
«Quanto è accaduto ripropone la necessità di disporre di risorse adeguate per provvedere a quella manutenzione ordinaria che è necessaria per la tutela e la conservazione dell'immenso patrimonio storico artistico di cui disponiamo» ha aggiunto poco dopo il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi. «Il crollo - conferma il ministro - ha interessato le murature verticali Schola Armaturarum che erano state ricostruite negli anni Cinquanta, mentre parrebbe essersi conservata la parte più bassa, la parte cioè che ospita le decorazioni affrescate, che quindi si ritiene che potrebbero essere recuperate. Allo luce dei primi accertamenti, il dissesto che ha provocato il crollo parrebbe imputabile ad uno smottamento del terrapieno che si trova a ridosso della costruzione per effetto delle abbondanti piogge di questi giorni e del restauro in cemento armato compiuto in passato».
RUTELLI - Preoccupazione, in particolare sul futuro dei beni archeologici, è stata espressa dall' ex ministro dei Beni culturali: «Tremonti non si rende conto di quanto l'Italia pagherà i tagli sconsiderati ai finanziamenti per la tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico - ha detto Francesco Rutelli, commentando la notizia del crollo. «Sono ferite mortali - conclude Rutelli - all'immagine dell'Italia e al fatturato turistico nazionale».
VELTRONI - «Il crollo avvenuto a Pompei è l'ennesima prova del disinteresse del governo per la cultura» ha invece affermato l’ex segretario del Pd Walter Veltroni. «Durante il primo governo Prodi, quando io ero ministro della Cultura, raddoppiammo gli investimenti per questo settore, nonostante la manovra finanziaria necessaria a raggiungere l'euro, e dotammo Pompei di quella normativa necessaria a tutelare e valorizzare quello straordinario patrimonio culturale. Oggi - conclude Veltroni - disinvestire dalla cultura è disinvestire dal sistema Italia».
Statue senza testa e rifiuti nei giardini L'abbandono di Villa Borghese
Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completaNel grande parco romano fontane, gruppi marmorei e busti «decollati»: l'ultima «vittima» è il faunetto dei Satiri. Immondizie abbandonate dietro le siepi
Nel grande parco romano fontane, gruppi marmorei e busti «decollati»: l'ultima «vittima» è il faunetto dei Satiri. Immondizie abbandonate dietro le siepi,continua a leggere...
CINA collection courtyard at gwangju art biennale 2010
Hanno ricostruito un intero villaggio Cinese in bronzo raffigurandovi le principali personalità che lo occupavano,dovreste dapere che dopo il ritrovamento dell'esercito dell'imperatore in terracotta composto da migliaia e migliaia di figure a grandezza naturale i cinesi sono per cosi dire presi da un raptus megalomane (...) l'opera che vedete qui sotto è stata esposta in una biennale Cinese e mi pare a quello che ho capito che sia stata realizzata dagli allievi di un istituto d'arte,purtroppo il sito che mi ha fornito le immagini non riportava di più.
In ogni caso una installazione stupenda,monumentale forse una sottile ironia sulle tradizioni trattandosi di un'opera contemporanea e in opposizione all'esercito di terracotta,quasi certo,se guardate bene i visi esprimono tutta la fatica di vivere contrariamente a quanto di suppone custodiscano le "tradizioni"...
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Il Veneto finisce sott’acqua. Confermando la vocazione al sommerso.(Ma guardiamo il lato buffo: un sacco di leghisti sui gommoni)
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| Berlusconi lamenta: “La stampa non dà risalto a ciò che davvero fa il governo”. Tranne forse Penthouse. |
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Il Veneto finisce sott’acqua. Confermando la vocazione al sommerso.
(Ma guardiamo il lato buffo: un sacco di leghisti sui gommoni)
Il maltempo è stato così devastante che i telegiornali hanno dovuto alleggerire con un servizio sui morti sul lavoro.
Il Veneto ha risposto all’emergenza usando le procedure standard: squadre di cittadini girano per le strade gridando alle acque di tornarsene a casa loro.
Si indaga sulle responsabilità delle istituzioni: pare che abbiano montato il Mose al contrario.
Vicenza allagata. I gatti girano già in umido.
La Protezione civile presidia la città mentre il suono delle ambulanze echeggia per le vie: è il loro modo di festeggiare un altro affare concluso.
Ora il Veneto chiede aiuto. Ma nessuno lo capisce.
Esondazioni anche in Calabria: colpiti due quartieri di Gioia Tauro, eccetto i negozianti in regola coi pagamenti.
Berlusconi a Fini: “È maggiorenne e incensurata. È la mia ultima offerta”.
Il premier: “La mafia vuole colpirmi”. Com’è noto, anche a Falcone riempirono la casa di mignotte.
Secondo il premier, gli scandali sarebbero una vendetta della mafia. In pratica si tratta di ammutinamento.
“Fango e menzogne non mi fermeranno”. Sono amici di vecchia data.
Ruby si racconta: “Ricordo ancora le frustate sulla schiena di mio padre”. Non credevo che la accompagnasse alle feste.
Berlusconi lamenta: “La stampa non dà risalto a ciò che davvero fa il governo”. Tranne forse Penthouse.
Draghi: “I precari vanno stabilizzati”. Potrebbero cadere dai tetti.
Cgil, una donna alla guida. Inevitabili gli scontri.
* * *
autori: dr. tarr, nemidan, arresto del carlino, demerzelev, lorberto, il professor morte, cityman, gabbbbro, misterdonnie, edelman, archi il leone, cicciorà, giga e fed-ex.
sabato 6 novembre 2010
Adro cronaca dal tribunale " tutti contro il sindaco Lancini " ! Agii di notte come i ladri ....
“Alle 17.30 me ne sono andato dalla scuola e i simboli non c’erano. Siamo tornati la mattina dopo e li abbiamo trovati”. Un salto alla notte tra il 10 e l’11 settembre scorso nelle parole del dirigente scolastico della scuola di Adro, Gianluigi Cadei presente ieri nell’aula del Tribunale di Brescia sezione Lavoro per l’udienza del ricorso presentato dalla Cgil di Brescia contro il Comune, ministero dell’Istruzione e lo stesso istituto scolastico. Una causa civile fondata sul diritto dei lavoratori (insegnanti e bidelli) di operare all’interno di un ambiente libero da qualsiasi connotazione politica.
Ma quello che è accaduto ieri di fatto è stato una sorta di rovesciamento di ruoli considerando che la stessa avvocatura dello Stato, in merito alla condotta dell’amministrazione comunale si è espressa in termini di “propaganda politica”. In sostanza, il Comune “ha agito alla stregua di una qualsiasi impresa commerciale intenta a promuovere il suo marchio che però non è il marchio dell’Ente territoriale ma quello di un partito politico nazionale”.
Tutto messo nero su bianco e contenuto nella memoria difensiva che ha peraltro rimarcato come “nei locali pubblici siano ammessi solo simboli di inclusione (cioè che accomunano la generalità dei cittadini senza distinzioni) mai simboli di esclusione (in quanto riferibili a una parte soltanto dei cittadini).
Da accusato ad accusatore il rappresentante dello Stato nel suo documento ha poi sottolineato come la bandiera italiana sia il solo simbolo “per cui è consentita l’esposizione in ragione dell’alta valenza unificante che essa assume”. Il giudice Gianluca Alessio si è riservato la decisione. Più o meno una settimana per sapere se il sindaco sarà obbligato, questa volta per legge, alla rimozione totale e definitiva dei simboli della Lega appiccicati ovunque come sottolineato da un altro passaggio del testo: “La leadership dell’amministrazione comunale sembra aver inteso non tanto rivendicare la proprietà dell’opera quanto piuttosto appropriarsi idealmente (e certamente al cospetto degli utenti) della funzione dell’istruzione scolastica che invece rimane solidalmente statale”. Da qui le conclusioni e le richieste: “Accertare e dichiarare l’esclusiva responsabilità del Comune di Adro per i fatti denunciati” oltre a “condannare in via esclusiva” l’amministrazione del sindaco leghista Oscar Lancini “alla rimozione della simbologia di partito dai locali scolastici”.
Non basta quindi il “bollino blu” l’adesivo che al momento copre il marchio leghista messo sui banchi così come sono rimasti al loro posto i due grandi loghi verdi impressi sul tetto della scuola.
Alla luce di come sono andate le cose in aula, la Cgil ha rinunciato alle domande di condanna nei confronti del dirigente scolastico e del ministero mantenendole rispetto al Comune. “Abbiamo preso atto che il preside e il ministero hanno completamente aderito alle nostre posizioni chiedendo assieme a noi la condanna dell’amministrazione comunale a conferma che la vicenda dei simboli ha leso non solo i diritti dei lavoratori della scuola, ma anche l’interesse dell’intera collettività a una scuola priva di qualsiasi invasione ideologica” è stato il commento di Alberto Guariso il legale che difende la Camera del Lavoro di Brescia. Ora non resta che attendere la decisione del giudice.
Ma quello che è accaduto ieri di fatto è stato una sorta di rovesciamento di ruoli considerando che la stessa avvocatura dello Stato, in merito alla condotta dell’amministrazione comunale si è espressa in termini di “propaganda politica”. In sostanza, il Comune “ha agito alla stregua di una qualsiasi impresa commerciale intenta a promuovere il suo marchio che però non è il marchio dell’Ente territoriale ma quello di un partito politico nazionale”.
Tutto messo nero su bianco e contenuto nella memoria difensiva che ha peraltro rimarcato come “nei locali pubblici siano ammessi solo simboli di inclusione (cioè che accomunano la generalità dei cittadini senza distinzioni) mai simboli di esclusione (in quanto riferibili a una parte soltanto dei cittadini).
Da accusato ad accusatore il rappresentante dello Stato nel suo documento ha poi sottolineato come la bandiera italiana sia il solo simbolo “per cui è consentita l’esposizione in ragione dell’alta valenza unificante che essa assume”. Il giudice Gianluca Alessio si è riservato la decisione. Più o meno una settimana per sapere se il sindaco sarà obbligato, questa volta per legge, alla rimozione totale e definitiva dei simboli della Lega appiccicati ovunque come sottolineato da un altro passaggio del testo: “La leadership dell’amministrazione comunale sembra aver inteso non tanto rivendicare la proprietà dell’opera quanto piuttosto appropriarsi idealmente (e certamente al cospetto degli utenti) della funzione dell’istruzione scolastica che invece rimane solidalmente statale”. Da qui le conclusioni e le richieste: “Accertare e dichiarare l’esclusiva responsabilità del Comune di Adro per i fatti denunciati” oltre a “condannare in via esclusiva” l’amministrazione del sindaco leghista Oscar Lancini “alla rimozione della simbologia di partito dai locali scolastici”.
Non basta quindi il “bollino blu” l’adesivo che al momento copre il marchio leghista messo sui banchi così come sono rimasti al loro posto i due grandi loghi verdi impressi sul tetto della scuola.
Alla luce di come sono andate le cose in aula, la Cgil ha rinunciato alle domande di condanna nei confronti del dirigente scolastico e del ministero mantenendole rispetto al Comune. “Abbiamo preso atto che il preside e il ministero hanno completamente aderito alle nostre posizioni chiedendo assieme a noi la condanna dell’amministrazione comunale a conferma che la vicenda dei simboli ha leso non solo i diritti dei lavoratori della scuola, ma anche l’interesse dell’intera collettività a una scuola priva di qualsiasi invasione ideologica” è stato il commento di Alberto Guariso il legale che difende la Camera del Lavoro di Brescia. Ora non resta che attendere la decisione del giudice.
TU CHE SEI IL PIU FEDELE DEL REAME DIMMI QUAL'E LA PIU BUNGA BUNGA ?
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| Cool Tatto |
ROMA - ''Le escort di palazzo? Sono un discorso vecchio come il mondo, non nuovo di oggi. La donna che va verso l'uomo di potere per avere favori e' un tema antico, basta pensare alla Hollywood degli anni cinquanta con le attrici legate ai produttori. L'uomo capo branco e la donna in una situazione di schiavitu' non e' un male di oggi ma del mondo''. Cosi' Monica Bellucci ha commentato lo scandalo di questi giorni, a margine della presentazione di 'Monica Bellucci' il libro fotografico.
In un certo senso non vedo come darle torto...pero riflettendoci sopra,vado ad esempio ai Kennedy e al loro harem di attricette,star del calibro di Marylin Monroe e starlette oppure al Re di Svezia mà il paragone è un po inappropriato pure se la storia è vecchia come il mondo,cioè come il Medio Evo quando i signorotti di certe contrade si passavano le popolane nel " ius primae noctis" il diritto alla prima notte e che fu oggetto di autentiche sommosse popolari (...)
Una coincidenza bizzarra che oggi la sollevazione la vivano i segaioli,pardon i leghisti che inondano di lettere bollenti i loro referenti politici,proprio non gli và giù la politica che và certo a puttane,e dettaglio non da poco (...) con le loro figlie !
Una coincidenza bizzarra che oggi la sollevazione la vivano i segaioli,pardon i leghisti che inondano di lettere bollenti i loro referenti politici,proprio non gli và giù la politica che và certo a puttane,e dettaglio non da poco (...) con le loro figlie !
" Papà mi presti la macchina che esco con le amiche? "
Gli è che oggi una certa politica rievoca più il Medio Evo e non certo i favolosi anni 60.
Come se il femminismo non fosse mai esistito o sociologicamente parlando venuta meno la tutela del "padre padrone" le nostre "sufragette" cosi Lolite e cosi carine,si sentono smarrite e sperdute,vittime di una immensa,spaventosa regressione culturale?
Vagano a tentoni nella loro buia notte esistenziale pancia a terra e culo in su lasciandosi attirare,sedurre dal baluginio della chincaglieria che gli mette sotto in naso il nano-ridens di Arcore!
E se diamo conto alle cronache confessione rilasciate sui media intorno al "Bunga Bunga" come non capire i poveri segaioli alle prese con pudiche riluttanti fidanzatine,per cosi dire affezzionate alla "tradizione" caste mentre varcate le porte della villa del fetente più che disponibili alle gioie della perversione importata dall'harem del deserto libico in cambio del ciondolo e della mancetta-lotteria!
Per carità questa lusseraggiante fauna dell'era Manga-disco-night non ha grandi colpe,"pecca" per cosi dire con perversa incosciente gaia innocenza.
Semmai le responsabili di questo abominio dei costumi interelazionali stanno nel cinema italiano e se seguite il mio ragionamento vedrete che mi darete ragione.
Infatti,sarebbe come appare oggi il fenomeno se le nostre starlette,le nostre star del cinema andassero un po più spesso a letto con i loro produttori e da questi suggerite al referente politico che apre la borsa dei finanziamenti di stato?
Da quando si sono montate la testa (vien da dire) la nostra classe politica ha iniziato a cannibalizzare molto poco edonisticamente,le sue stesse nipoti,le sue figlie !
Non fateci caso...avevo voglia di scherzare !
In realtà l'argomento è tristemente serio e merita un ben altro spazio e pare nessuno vuole affrontarlo al di là del mero gossip politico,la tragedia è che siamo il primo paese europeo che è riuscito a trasformare le proprie giovani in puttane!
Circola a proposito l'annedoto del Carabiniere di guardia ad una delle ville del "signorotto" il quale avrebbe notato spesso sua figlia intruppata nel gregge delle pulzelle invitate a palazzo,una splendida fanciulla di cui andava giustamente fiero (...) e suicidatosi all'indomani dello scandalo "bunga bunga" tra l'immensa costernazione dei colleghi,l'indignazione e lo sgomento poi sfociarono nella denuncia su il "Fatto quotidiano" (...)
Ovunque,dico ovunque fatta forse una eccezzione nel Borneo avviene che il potere si sollazza seduttivamente con la sua stessa elite,aristocrazia come nella Francia del Re sole o sotto i Medici e da nessuna altra parte come avveniva nel Medio Evo cioè con il signorotto annoiato che si fà condurre le pulzelle a decine e chiede al capitano della guardia l'umile Fede-le :" tu che sei il più fedele del reame dimmi qual'è la più bunga bunga " !
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Foto shock dalla Cina: famiglia sorridente impicca e scuoia un cane
Sul web cinese sono apparse alcune immagini che ritraggono una "spensierata" comitiva di amici impegnata nell'uccisione di un cane. Le foto sono particolarmente impressionanti ed hanno infiammato numerose discussioni sui forum cinesi. L'evidente mancanza di sensibilità di questo gruppo di persone ha offeso i netizen amanti degli animali.








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