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mercoledì 3 novembre 2010

ROBA DA PDL Roberto Castelli a "Porta a Porta"denuncia :«Una donna tentò di violentarmi»

100cosecosi-Anche il peggior "celodurista" ha un anima ! L'evento emerso in studio deve essere il lungo coronamento di un sofferto percorso terapeutico,a supporre che l'analista che ha consigliato il momento liberatorio,la catarsi era un comunista sotto mentite spoglie che ha voluto togliersi un sassolino dalle scarpe,un perfido burlone .
Lo sconcerto e la perplessità dei presenti d'altronde danno ad intendere il sospetto di una manovra mirante ad affermare nel personaggio l'esistenza di una supposta sensibilità umana (...)

 «Una donna tentò di violentarmi» Castelli: successe nel '93, ma io riuscii a difendermi

pubblicata da ROBA DA PDL 
ROMA — Il ministro della Giustizia ha scelto il salotto di Porta a Porta per spiazzare anche chi lo ha sempre visto come l'icona perfetta dell'uomo tutto d'un pezzo e davanti a milioni di telespettatori ha confessato che 12 anni fa è stato oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di una signora di cui non ha fatto il nome. In studio, c'era anche Anna Serafini, dirigente dei Ds e moglie del segretario Piero Fassino: «Solidarizzo con Castelli perché da uomo si è trovato a subire una violenza che è frutto di un modello maschile generalmente rivolto contro le donne».

Dunque, il leghista Roberto Castelli, un ministro che vuole trasmettere un'immagine di sé poco incline ai sentimenti, ha svelato un frammento segreto della sua vita privatissima davanti a milioni di telespettatori. Lo ha fatto, così, con semplicità: «Anche gli uomini possono essere oggetto di violenza da parte delle donne. Nel '93 (quando ancora non era senatore, ndr) una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla. Quindi posso capire il senso di frustrazione...». Tutto qui.

In studio, a quel punto, è calato un gelo imbarazzato che ha spiazzato anche lo staff del ministro presente tra il pubblico e gli ospiti chiamati da Bruno Vespa a discutere di violenza sulle donne. Da Paolo Cento dei Verdi a Mariella Burani Procaccini di Forza Italia, da Barbara Palombelli a Maria Teresa Ruta: sono rimasti tutti un po' basiti davanti a una confidenza così intima di un un uomo pubblico. Invece Anna Serafini, responsabile Infanzia dei Ds, che ha avuto un moto di affettuosa solidarietà nei confronti del ministro della Cdl: «Il tema è molto delicato e se il ministro dice di aver subito questo tipo di violenza è giusto che abbia una piena attestazione di solidarietà. E lo dico perché ne sono convinta».

Castelli, comunque, ha lasciato cadere l'argomento e anche i presenti nel grande studio di via Teulada non hanno insistito chiedendo particolari su quell'episodio di 12 anni fa. Poi, a registrazione della puntata conclusa, Anna Serafini ha accettato di spiegare al Corriere della Sera perché le è sembrato naturale, quasi, ovvio, prendere pubblicamente posizione favorevole a un uomo.

Ha dunque spiegato la Serafini: «Quando la cultura dei rapporti è di sopraffazione va denunciata sempre e comunque. Anche quando questa cultura della sopraffazione può coinvolgere alcune frange di donne: ecco perché, in questo caso, avverto un sentimento di solidarietà...». Castelli, parlando del suo caso, aveva detto davanti alle telecamere che per l'uomo la violenza subita è comunque diversa perché fisicamente è più forte. Ma anche davanti a questa considerazione la Serafini mantiene ferma la sua solidarietà: «La violenza sessuale non è mai una cosa che ha a che fare solo con una questione fisica. Piuttosto ha a che fare con la volontà di sopraffazione di una persona perché tende a negare l'autonomia dell'altro. Per questo anche se colpisce un uomo bisogna essere solidali».

Facebook blocca campagna "Meglio gay che Berlusconi" con 37.000 adesioni,Capezzone difende il Premier (non è questa la notizia!)


Roma, 3 novembre 2010 - Per raggiungere oltre 32 mila adesioni (e crediamo siano destinate a crescere), gli ci sono volute solo 18 ore. E' il gruppo 'Meglio gay che Berlusconi', naturale seguito sul web all'infelice battuta del premier "Meglio appassionato di belle donne che gay".

Molti i commenti i bacheca, anche se l'amministratore si lamenta perché "da ieri sera mi hanno inibito l'accesso alla bacheca". Richiamandosi a una non ben precisata "violazione del regolamento", ieri sera il social network ha bloccato
Ecco alcuni dei commenti più ficcanti: "Siccome il loro (mio no di certo) presidente è un uomo di cuore, andrò a chiedergli aiuto. Vediamo se una quarantenne, fuori dal giro delle ragazze che si porta ad Arcore, non bellona, ma che soprattutto non gliela darebbe nemmeno per 100 milioni di euro, otterrebbe la sua umana carità.
Berlusconi rappresenta degnamente..."
E ancora: "Il problema è che dovremmo tutti ribellarci, andare a Roma a protestare finche questo scempio di essere umano non leva il culo dalla sedia. E' una vergona assoluta essere rappresentati da quella sottospecie di essere umano. E LA COLPA E' SOLO DI TUTTI QUELLI CHE CONTINUANO A VOTARLO".

"Ma ci rendiamo conto che andare con una bambina di 17 anni,visto che lui è il Premier non viene neanche visto come atto di pedofilia?...Come vi sentireste voi se sapeste che vostra/o figlio/a venisse allegramente portato/a a letto da un uomo di quanti 70/80 ? Lo giustif...icherebbe il fatto che era una bella ragazza? Allora io,in quanto lesbica mi posso portare a letto chi voglio,visto che sono amante di belle ragazze?"

CAPEZZONE DIFENDE SILVIO

"Sono convinto che ci si possa presto lasciare alle spalle l’episodio di ieri. So bene che Silvio Berlusconi è un liberale e ha un assoluto rispetto di ogni persona, di ogni identità, di ogni orientamento. La sua storia di persona, di editore, di politico, lo dimostra in modo chiaro", afferma Daniele Capezzone.
 Il portavoce Pdl si dice anche "convinto che, a seguito del lavoro coraggioso e senza precedenti già compiuto su questi temi dal ministro Carfagna, il governo e la maggioranza possano lavorare ad una norma che preveda aggravanti per ogni atto commesso con intenti e motivi discriminatori".
"Mi auguro - conclude - che possa esservi su questo una enorme e positiva convergenza, al di là delle distinzioni di schieramento".

Lo sfogo della scorta: basta, non siamo Carabinieri per fare la guardia alle escort del premier



"....alla fine è uscito lo sfogo,proprio mentre mi apprestavo a scriverne in termini di novella satirica ispirandomi ad un commento letto su facebook (...) non ne sono affatto sorpreso trovo semplicemente sia,la cosa,una curiosa coincidenza;la dice lunga sullo stato di stress alla quale sono sottoposti questi uomini...naturalmente penso che siano ben altre le occasioni che dovrebbero muoverli alla protesta e alla indignazione,un giorno si apriranno gli schedari,gli archivi dei servizi e ne sapremo delle belle,specie sui guardiani dell'orgasmo altrui ! Una Banana Repubblic la nostra ben sorvegliata !  "

di Gianni Barbacetto fonte

Non ne possiamo più. Non siamo diventati carabinieri per fare la guardia alle escort del premier. Molti nostri colleghi sono morti mentre facevano la scorta a magistrati o politici che difendevano lo Stato. E noi, invece… È mai possibile essere ridotti cosi?”. A parlare sono alcuni “ragazzi” dei servizi di scorta. Carabinieri allenati a difendere le “personalità” loro affidate fino a mettere a rischio la propria vita. “Ma qui ci fanno fare i tassisti dei festini. Per questo, dopo essere stati tanto zitti e obbedienti, ora vogliamo, a nostro rischio, far sentire la nostra voce”. Cominciano i racconti, che si incrociano, si intrecciano e si sommano.
LE FESTE ad Arcore si tengono nei giorni del fine settimana, dal venerdì al lunedì. Molte sono proprio di lunedì. Nell’estate si moltiplicano. Noi accompagniamo le personalità fino alla villa e poi aspettiamo fuori. Vediamo un giro di ragazze pazzesco. Arrivano con vari mezzi. Moltissimi Ncc, le auto a noleggio con conducente. Alcuni pulmini, di quelli da 10-15 posti. Una volta abbiamo visto alcune ragazze scendere da due fuoristrada di quelli massicci. Alcune ragazze le porta direttamente Emilio Fede nella sua auto, altre scendono dalla macchina di Lele Mora con targa del Canton Ticino”.
“L’estate scorsa abbiamo visto molte feste alla villa di Arcore. Altre volte abbiamo accompagnato le nostre personalità in ristoranti di Milano, come ‘da Giannino’, in via Vittor Pisani, zona stazione Centrale. O in una casa privata di zona Venezia. Che ne sappiamo noi di che cosa succede là dentro? Ce li immaginiamo, magari fanno uso di droghe o infrangono la legge e ridono di noi, dicendo: noi siamo qua al sicuro, abbiamo anche i carabinieri che ci proteggono. E che gente c’è a quelle feste? Noi per arruolarci nell’Arma dobbiamo dimostrare di essere puliti per due generazioni, i nostri padri e i nostri nonni, e finiamo a far la guardia a gente che magari pulita non è”.
“Sì, la scorsa estate ad Arcore c’era un gran via vai. Ruby? No, non me la ricordo, ma sa, sono tante, tutte uguali, tutte giovani… Abbiamo riconosciuto una giornalista. E Flo, quella che ha partecipato alla ‘Pupa e il secchione’. Poi una bionda che era stata al Grande Fratello… Molte si capisce che sono straniere, tante hanno la cadenza napoletana. Poi alcune escono a fine festa, altre si fermano lì per la notte, ma è difficile tenere la contabilità, c’è un tale via vai…”.
CI È CAPITATO di fare missioni all’estero e di incontrare colleghi stranieri che fanno il nostro stesso lavoro: ci sfottono per questa storia delle feste, delle ragazze. Ma è mai possibile che dobbiamo vergognarci, noi che vorremmo lavorare per le istituzioni e difendere lo Stato? Abbiamo orari massacranti, turni di otto ore al giorno che spesso diventano dodici. Facciamo anche 120 ore di straordinario, ma ce ne pagano al massimo trenta, a 6 euro e mezzo all’ora, più un buono pasto da 7 euro. Va bene, non ci lamentiamo, è il nostro lavoro. Ma lo vorremmo fare per lo Stato, non per questa vergogna. Vorremmo proteggere le personalità delle istituzioni, non gente che ci fa vergognare davanti al mondo”.
“Comunque non ci lamentiamo del nostro stipendio. Solo ci chiediamo se è giusto che una ragazza giovane e carina senz’altra esperienza politica prenda 15 mila euro al mese, perché è stata fatta diventare consigliere regionale. Il presidente? Con noi è gentile. Qualche volta è venuto a salutarci, a raccontaci qualche barzelletta. Una volta ci ha fatto, ammiccando, una battuta: ‘Eh, beati voi che adesso andate a casa a dormire, a me invece tocca trombare’. Un’altra volta ci ha portato qualche ragazza e ce l’ha presentata. Una notte ci ha mandato una ragazza che ci ha fatto la danza del ventre…”.
“A fine serata riportiamo le personalità a casa. Vediamo alcune ragazze uscire e tornare verso Milano, altre restano nella villa per la notte. Capita che dobbiamo scortare personalità che fanno il giro a riaccompagnare le ragazze nei residence milanesi, alla Torre Velasca o in corso Italia. L’ultima magari se la portano a casa. E noi dobbiamo accompagnare la nostra personalità fino alla porta dell’appartamento: è imbarazzante salire in ascensore con un signore anziano e una ragazzina. Pensiamo alle nostre figlie e diciamo che non ci piace questo mondo. Sarà moralismo, ma non ci piace”.

martedì 2 novembre 2010

" VERGOGNA COMUNISTI COMUNISTI " Il Paese va a puttane e lui che fa? Gli è solidale, va a puttane pure lui!!!



Il Trota e i cv@ttoni della Laguna

Fonte
'Forse sono quattro culattoni': la cortese espressione è riportata dal quotidiano La Nuova Venezia e sarebbe stata pronunciata dal giovane Renzo Bossi, in arte Trota, a proposto di un gruppo di dissidenti che ha deciso di lasciare la Lega Nord, “perché quelli si occupano solo di poltrone', come ha dichiarato ai giornali locali un consigliere della municipalità di Venezia.Per ora non sono arrivate smentite, e forse non ci saranno perché il linguaggio del giovane trota ci sembra aderente allo spirito dei tempi, per altro in linea con quello del babbo che in questi anni non ci ha risparmiato proprio nulla: dal dito medio alzato, al sono porci questi romani, sino alla bandiera buona per “pulirisi il culo”, citazione testuale.Dal momento che “La lega ce l'ha duro” come meravigliarsi se i dissidenti siano liquidati come culattoni, presto molto presto saranno etichettati come ebrei e comunisti.Per altro sarà bene non ridere troppo di queste prodezze verbali del giovane Trota, perché altrove già si organizzano le caccie ai rom, si portano i maiali a fare i bisogni sui terreni dove dovrebbero sorgere le moschee, in segno di profanazione e di oltraggio contro gli islamici, merce umana buona per portare soldi ai padroncini del nord, ma da tenere sempre e comunque lontana dalle piazze e dalle panchine, per informazioni chiedere al sindaco di Treviso.Il giovane Trota, per altro, salì agli onori delle cronache per aver ideato un simpatico gioco nel quale si dava la caccia ai barconi degli immigrati, una sorta di safari che aveva come preda i disperati, primo premio a chi effettuava il maggior numero di respingimenti.Queste sono le ragioni per le quali i cronisti veneziani e persino le ex camice verdi della laguna hanno ritenuto credibile che il Trota possa aver liquidato così finemente il dissenso, ma forse c'è dell'altro, forse Bossi il piccolo respira un'aria pesante anche in casa. Forse ha solo anticipato di qualche giorno la prossima esplosione d'ira paterna, che in queste ore ha avuto il modo di manifestarsi così: “Ma il Berlusconi non poteva chiamare me o il Maroni, potevamo chiamare noi, non c'era bisogno che si attaccasse al telefono con la Questura', che tradotto in italiano significa: “questo presidente è ormai sbroccato, non ci sta più con la testa e rischia di farci travolgere tutti'. Il paradosso sta tutto qui, anche la lega vorrebbe sbarazzarsi di Berlusconi, ma non sa come fare. Le camicie verdi hanno ormai in pugno le sorti del governo, ma possono restare schiacciate sotto il peso della questione immorale, proprio loro che erano nati per spazzar fuori dalla politica e dalle istituzioni tangentari, ladroni, corrotti e corruttori.Per qualche settimana Umberto e Trota potranno tuonare contro i culattoni, contro il complotto giudo pluto massonico, contro gli immigrati e i marziani… poi, anche loro, dovranno rendere conto a quegli elettori che cominciano a pensare che tra 'Roma ladrona' e 'Varese ladrona', con tutto i rispetto per gli abitanti delle due città, che nominiamo solo come metafora, non ci sia più alcuna differenza.Per queste ragioni siamo sempre più convinti che si debba tentare di mandarli a casa costi quel che costi, sfidando Fini a votare una mozione di sfiducia, invitando anche i cittadini a far sentire la loro voce, a manifestare ovunque sarà possibile, a firmare la petizione lanciata da Articolo 21 con la quale si chiedono le dimissioni del governo, subito, prima che faccia altri danni, non solo e non tanto nel lettone come dicono i suoi cinici sostenitori, quanto nel corpo e nell'anima della Costituzione.

Sesso e droga a casa di Silvio, ecco le foto della cubista che accusa Berlusconi

Viene definita dall’Agi “una escort emiliana”, Nadia Macri’, 27 anni, la ragazza che ha raccontato ai magistrati della Procura di Palermo di incontri a sfondo sessuale con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Secondo quanto messo a verbale dai magistrati la ragazza avrebbe dichiarato di essere stata compensata con 5 mila euro per ogni incontro a base di sesso e droga. Il tutto si sarebbe svolto nelle residenze del presidente del Consiglio, di Arcore e Villa Certosa. Il fascicolo con le dichiarazioni della Macrì e’ stato trasmesso dai magistrati palermitani al procuratore capo di Milano per gli opportuni accertamenti. E’ stato Emilio Fede ad introdurre la Macrì in casa Berlusconi
Ecco, alcune immagini di Nadia Macrì, pubblicate suo profilo pubblico di Facebook

Urban Street Art: Burqa Man Loves Paris



Sweet and Sexually Charged Photography (20 photos)


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galleria fotografica completa:
Originally from Tegucigalpa, Honduras, Carlos Nunez is an LA-based photographer whose gorgeous shots can easily range from sweet and demure to downright sexy. You can tell that he has that rare ability to put his models at ease, making them feel free to express themselves and show us a side to them few people ever get to see.Take a look at Nunez's blog and you'll see shots we can't necessarily feature here on My Modern Met (in other words, NSFW). Sexually charged, the photos are a tribute to the empowered woman and her willingness to be unabashedly free.
I was able to get in touch with the elusive Nunez to ask him a few questions. Read that short interview, below, after enjoying his sweet and seductive photos.


Scultura arte cimiteriale del 900

Epicuro filosofo greco dell'antichità:"Il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi siamo, la morte non è, e quando essa inesorabilmente sopraggiunge, noi non siamo più."
Fonte