Fare lamore in macchina è reato: condannata coppietta di Arezzo.Fare l’amore in macchina è reato! La Corte di Cassazione,si sa, sforna spesso sentenze ridicole, incredibili e paradossali. Chi non ricorda quella – per fortuna superata- sui jeans, secondo la quale questo indumento impedirebbe la consumazione di violenze sessuali, perchè impossibile da sfilare senza il consenso della partner. Questa volta la censura della Cassazione si è abbattuta su chi fa l’amore in macchina (anche se in posti isolati e al buio). Vi riproponiamo questo puntuale articolo di Yourself (ecco il link), che ha davvero del pazzesco.
Fare l’amore in auto, uno dei posti preferiti da tante coppie, è reato penale e punibile dalla Legge. Lo ha stabilito proprio pochi giorni fa il massimo grado di Giustizia, che ha ribaltato la sentenza di primo grado del tribunale di Arezzo e confermato che farlo in auto, anche in luoghi isolati e al buio, è da considerarsi punibile con addirittura tre anni ci carcere. Secondo la Corte infatti “praticare attività sessuale che comporti qualsiasi tipo di nudità, è di per se da considerarsi un’offesa al pudore ed alla pubblica decenza in qualsiasi condizione, anche se si è in luoghi isolati e non illuminati, in quanto sono sempre da considerare luoghi pubblici, e quindi fruibili da tutti i cittadini, bambini e minorenni compresi“. Ora quindi la giovane coppietta che era stata beccata dai Carabinieri in atteggiamenti intimi nella loro auto, in un parcheggio di una discoteca alle 3 di notte, dovrà tornare davanti i giudici di Arezzo, e questa volta potrebbe rischiare sanzioni ben peggiori del mese di carcere patteggiato in primo grado. Dal canto loro i due si sono sempre difesi affermando: “non stiamo facendo alcun reato o qualcosa di male, da sempre tutti lo fanno ed oltretutto siamo di notte in un luogo semideserto“. L’unica “scappatoia” che la Cassazione stabilisce, è quella di potersi appartare solamente se si dispone di vetri altamente oscurati, oppure coprendo tutti i finestrini e lunotto della propria auto, purchè ovviamente non ci si trovi in un luogo pubblico e frequentato. Addio quindi a baci ed affettuosità nel proprio automezzo, ora si dovrà stare attenti non solo ai guardoni di turno, ma anche dalle forze dell’ordine, che fino ad ora spesso avevano chiuso un occhio facendo una semplice paternale ai malcapitati di turno.
Che dire: condanna alla reclusione a chi fa l’amore in macchina, e poi i delinquenti vanno in giro tranquillamente e si fanno eleggere in Parlamento!
lunedì 25 ottobre 2010
Il professore leghista a ruota libera: "I bergamaschi dei Mille? Drogati e noi padani solo un po cornuti !"
Il caso - Andrea Rognoni Centro delle Culture Lombarde si scaglia contro i bergamaschi che hanno partecipato alla spedizione di Garibaldi.
Fonte
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“E’ una vergogna considerare Bergamo la città dei Mille visto che non erano altro che persone drogate che facevano finta di unire l’Italia”. Ad affermarlo è il professor Andrea Rognoni (nella foto) del Centro delle Culture Lombarde di Busto Arsizio intervenuto al dibattito “Simboli e partito” al centro identitario di Bassano, Milano. All’incontro,
trasmesso in diretta da Radio Padania e organizzato da un’associazione della Lega Nord, hanno partecipato anche l’europarlamentare Mario Borghezio e Davide Boni,Il Fatto viene riportata la cronaca degli interventi.
Ma chi è Andrea Rognoni? E’ un professore del Centro delle Culture Lombarde di Busto Arsizio (via Alberto da Giussano, 10A) che organizza incontri in tutta la regione. Ogni settimana Rognoni partecipa a una tavola rotonda, un confronto, un convegno che ha per tema il dialetto ed espone il suo pensiero. Spesso senza peli sulla lingua, così come tanti suoi colleghi fedeli al Carroccio.
E’ successo anche sabato a Milano, con Rognoni che si è lanciato in un’invettiva contro i bergamaschi che hanno partecipato alla spedizione dei Mille. “Solo dei drogati” – secondo il professore, che ha riscosso anche un discreto consenso tra i presenti. E pensare che lo stesso Rognoni solo un paio di settimane fa era ospite proprio della Provincia di Bergamo per il primo appuntamento de “La nòstra lèngua: la lingua bergamasca” che si è tenuto allo Spazio Viterbi di via Tasso. Nel primo dei tre incontri in programma Rognoni si è scagliato contro il centralismo nazionalista, secondo lui un pericolo per il dialetto. "Dopo un secolo e mezzo di denigrazione (dialetto, vernacolo, parlata, patois) da parte della cultura ufficiale unitaria – ha detto, come si può leggere sul sito ufficiale della Provincia di Bergamo -, la nostra lingua lombarda rischia - anche in un regime che si dice democratico e che all'art. 6 della propria Costituzione proclama la difesa di tutte le lingue storiche dei territori facenti parte lo Stato - di essere sacrificata sull'altare del centralismo nazionalista prima e della unificazione economico-linguistica ad un unico idioma mondiale poi."
trasmesso in diretta da Radio Padania e organizzato da un’associazione della Lega Nord, hanno partecipato anche l’europarlamentare Mario Borghezio e Davide Boni,Il Fatto viene riportata la cronaca degli interventi. Ma chi è Andrea Rognoni? E’ un professore del Centro delle Culture Lombarde di Busto Arsizio (via Alberto da Giussano, 10A) che organizza incontri in tutta la regione. Ogni settimana Rognoni partecipa a una tavola rotonda, un confronto, un convegno che ha per tema il dialetto ed espone il suo pensiero. Spesso senza peli sulla lingua, così come tanti suoi colleghi fedeli al Carroccio.
E’ successo anche sabato a Milano, con Rognoni che si è lanciato in un’invettiva contro i bergamaschi che hanno partecipato alla spedizione dei Mille. “Solo dei drogati” – secondo il professore, che ha riscosso anche un discreto consenso tra i presenti. E pensare che lo stesso Rognoni solo un paio di settimane fa era ospite proprio della Provincia di Bergamo per il primo appuntamento de “La nòstra lèngua: la lingua bergamasca” che si è tenuto allo Spazio Viterbi di via Tasso. Nel primo dei tre incontri in programma Rognoni si è scagliato contro il centralismo nazionalista, secondo lui un pericolo per il dialetto. "Dopo un secolo e mezzo di denigrazione (dialetto, vernacolo, parlata, patois) da parte della cultura ufficiale unitaria – ha detto, come si può leggere sul sito ufficiale della Provincia di Bergamo -, la nostra lingua lombarda rischia - anche in un regime che si dice democratico e che all'art. 6 della propria Costituzione proclama la difesa di tutte le lingue storiche dei territori facenti parte lo Stato - di essere sacrificata sull'altare del centralismo nazionalista prima e della unificazione economico-linguistica ad un unico idioma mondiale poi."
Gemellaggio G8 di Genova con Terzigno !

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Come dimostra la foto di uno dei tantissimi bossoli di lacrimogeno lanciati nelle strade di Terzigno e soprattutto di Boscoreale in questi giorni, le forze dell'ordine stanno usando abbondantemente i famigerati lacrimogeni a base di Cs, usati con grande scandalo durante il G8 di Genova, vietati dalla convenzione di Ginevra per uso militare perchè il Cs è considerato un gas venefico di cui ancora non si conoscono pienamente gli effetti sulla salute a lungo andare!
Ricordiamo poi che nei nostri comuni in queste serate se ne fa un uso abbondante in contesti urbani chiusi e pieni di case, con un evidente effetto di concentrazione
Interessante innovazione nell'agricoltura della Padania !
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| Si noti la profondità dei solchi... |
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| Le erbacce cattive sparite,falciate via...! |
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| Quando si dice la potenza... |
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| Si noti la perfezzione delle parallele.... |
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| Buona Padania a tutti ! |
100.000 gatti al giorno !
Ecco lo so che l'alimentazione animale esiste in tutti i paesi con gusti e tradizioni differenti (...) pero non posso fare a meno di soffermarmi su un dettaglio macroscopico,gli sguardi di questi animali,sono sguardi occhiate intelligenti,sensibili,sono terrorizzati,sopratutto...soffrono: " Davanti al mattatoio fanno la fila centinaia di cavalli e di asini spelacchiati e smunti. L'assassinio degli animali dopo una vita di duro lavoro − perché devono lavorare gli animali? − è un doppio assassinio.
Sono martiri senza regno dei cieli. " ebbe a dire un tal Francesco Burdin e lo conferma il teologo papastro che se la dà da filosofo un tal Nazzingher " Non è certo che i nostri amati animali possano condividere con noi la visione di Dio nel Regno dei Cieli ! " (...)
In queste immagini,emerge in chi lo volesse una constatazione drammatica che attanaglia,squassa le visceri con inaudita violenza;si tratta di animali d'affezione da sempre amici dell'uomo,in molte civiltà ammantati del sacro e che ci appaiono in quelle gabbie prigione,posti in una desolante fragilità e condizione d'impotenza,destabilizzante la nostra,terrore e sconcerto per loro,interrogativa incomprensione dipinta nel loro sguardo;presagiscono il destino che li attende?
Cioè sembrano presagire la morte mà più ancora s'interrogano sul perchè e l'interrogativo è posto a noi che guardiamo.
Nelle fabbriche della provincia del Guangdong (Cina) le quali trattavano all'epoca di queste immagini (non recenti e forse a voi già note) 100.000 felini al giorno !
" Mattatoio. Luogo dove bestie massacrano altre bestie.
È situato in genere a una certa distanza dagli abitati della specie umana, in modo che chi mangia carne non sia disturbato dalla vista del sangue. " dice Ambrose Bierce.
Cio per preparare un noto piatto gastronomico che và sotto il nome di "Shui Zhu Hua de Mao" un zuppa in cui si dice (...) l'animale venga gettato vivo !
Da quel poco che so di cucina...ne esce una porcheria!
Solo una tradizione gastronomica da carestia puo inventarsi un tale trattamento delle carni,nel senso che in una di quelle schifose zuppe speziate ci puoi mettere di tutto,pure le suole in caucciù delle scarpe che tanto alla fine il saporaccio sarà passabilmente gustoso e tanto per parlare di tradizioni queste "diete" nascono in periodi di carestia ed esse sono figlie di certe politiche (...) !
Tornando a quegli sguardi essi mi rammentano quelli degli ebrei,uomini,donne e sopratutto bambini che hanno vissuto l'Olocausto,la Shoah quando erano racchiusi nei carri bestiame del regime nazista !
" Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali. " dice Theodor Adorno.
" Siamo circondati da un'impresa di degradazione, crudeltà e sterminio che può rivaleggiare con ciò di cui è stato capace il Terzo Reich, anzi, può farlo apparire poca cosa al confronto, poiché la nostra è un'impresa senza fine, capace di autorigenerazione, pronta a mettere incessantemente al mondo ogni specie di essere vivente,bestiame con il solo obiettivo di ammazzarli. " dice John Maxwell Coetzee.
Per chi condivide il valore di stretta parentalità con il mondo animale non mi resta che citarvi "i soppravissuti " un film di fantascienza con Charlton Heston e Edward G. Robinson...
Tratto dal romanzo Make Room, Make Room (1966) di Harry Harrison, sceneggiato da Stanley R. Greenberg. Nel 2022 New York, immersa in un'atroce calura, ha 40 milioni di abitanti che si cibano di un plancton sintetico. Di che cosa è fatto? Un poliziotto fa un'orrenda scoperta. Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo.
Ultimo ruolo di E.G. Robinson, meraviglioso e commovente nell'indimenticabile finale (tenete i fazzoletti pronti difficile decontestualizzare il video dal post,è un tutt'uno).
Infine per la cronaca,il miagolio terrorizzato degli animali ha finito per richiamare nella stazione centinaia di persone mà per quanto abbiano fatto per liberare gli animali non c'è stato nulla da fare "la documentazione" per il trasporto era in regola...
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Il mito della testa della Medusa oggi
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| La testa della Medusa del Caravaggio |
L'origine dovrebbe ritrovarsi nell'antica India,un tempo ancor più ricca di sciamani e fachiri forse uno sciamano venne importato in Grecia dagli uomini di Alessandro,chissà (...) oppure in Africa dove ancor oggi nei mercati puo apparire questa figura terrificante.
Immaginate qualche millennio prima che effetto faceva sulla gente un uomo che usciva dal bosco con la faccia impiastricciata di nerofumo e i serpenti che gli uscivano dalla bocca!
Forse addirittura una acconciatura con serpenti vivi intrecciati alla capigliatura...
Qualcuno ha ipotizzato che all'epoca dei tagli supplementari alle guancie permettevano di ospitare in bocca parte di altre due serpi...fà effetto hè ?
(ANSA) - PARIGI, 23 OTT - Undici persone sono rimaste ferite la notte scorsa dopo essersi lanciate dalla finestra per avere avuto, a loro dire, 'una paura terribile del diavolo'. In realta', il 'diavolo' era solo un uomo di 30 anni, di origine africana, che si era alzato dal letto e girava nudo in casa. E' accaduto a La Verriere, alla periferia di Parigi, vicino a Versailles. La magistratura sta indagando sull'ipotesi che i defenestrati siano stati costretti a saltare giu' dalla finestra.
domenica 24 ottobre 2010
Francia la lotta sulle strade
Des grenades sur la foule
Intercettazione illegale tra Silvio e sua moglie Veronica Lario (il loro primo incontro e un addio)
Il loro primo incontro...
lei-Ciao Silvio !
lui-Finalmente da quanto tempo aspettavo questo momento !
lei-Vuoi che vada via?
lui-No! Come ti viene in mente? Solo a pensarci rabbrividisco!
lei-Mi ami?
lui-Mà certamente a tutte le ore del giorno e della notte !
lei-Mi hai mai tradito?
lui-No ! Mai perchè me lo chiedi ?
lei-Vuoi baciarmi ?
lui-Si ogni volta che ne ho l'occasione !
lei-Saresti mai capace di picchiarmi ?
lui-Sei impazzita ? Lo sai come sono io !
lei-Posso fidarmi di te ?
lui-Si !
lei-Tesoro...
Un po di anni dopo le cose cambiano leggete il testo dal basso verso l'alto !
Io per aiutarvi ve l'ho capovolto qui in basso
lei-Tesoro...
lui-Si !
lei-Posso fidarmi di te ?
lui-Sei impazzita ? Lo sai come sono io !
lei-Saresti mai capace di picchiarmi ?
lui-Si ogni volta che ne ho l'occasione !
lei-Vuoi baciarmi ?
lui-No ! Mai perchè me lo chiedi ?
lei-Mi hai mai tradito?
lui-Mà certamente a tutte le ore del giorno e della notte !
lei-Mi ami?
lui-No! Come ti viene in mente? Solo a pensarci rabbrividisco!
lei-Vuoi che vada via?
lui-Finalmente da quanto tempo aspettavo questo momento!
lei-Ciao Silvio !
lei-Ciao Silvio !
lui-Finalmente da quanto tempo aspettavo questo momento !
lei-Vuoi che vada via?
lui-No! Come ti viene in mente? Solo a pensarci rabbrividisco!
lei-Mi ami?
lui-Mà certamente a tutte le ore del giorno e della notte !
lei-Mi hai mai tradito?
lui-No ! Mai perchè me lo chiedi ?
lei-Vuoi baciarmi ?
lui-Si ogni volta che ne ho l'occasione !
lei-Saresti mai capace di picchiarmi ?
lui-Sei impazzita ? Lo sai come sono io !
lei-Posso fidarmi di te ?
lui-Si !
lei-Tesoro...
Un po di anni dopo le cose cambiano leggete il testo dal basso verso l'alto !
Io per aiutarvi ve l'ho capovolto qui in basso
lei-Tesoro...
lui-Si !
lei-Posso fidarmi di te ?
lui-Sei impazzita ? Lo sai come sono io !
lei-Saresti mai capace di picchiarmi ?
lui-Si ogni volta che ne ho l'occasione !
lei-Vuoi baciarmi ?
lui-No ! Mai perchè me lo chiedi ?
lei-Mi hai mai tradito?
lui-Mà certamente a tutte le ore del giorno e della notte !
lei-Mi ami?
lui-No! Come ti viene in mente? Solo a pensarci rabbrividisco!
lei-Vuoi che vada via?
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Incredibile, Berlusconi schedato come comunista. Non si chiama Silvio, ma Enrico
Il nome salta fuori dal Casellario politico centrale reso pubblico da giugno e consltabile online. Tra le tante schede anche quella di un La Russa barbiere palermitano antifascista
Nella storia d’Italia è esistito un Berlusconi comunista. Chi l’avrebbe mai detto? E chissà come reagirà il Cavaliere. La persona in questione è Berlusconi Enrico, nato nel 1889 a Lurago Marinone, Como. Il regime fascista lo schedò come comunista. Il nome salta fuori dal Casellario politico centrale, reso pubblico da giugno scorso. Si tratta dello schedario di oppositori politici creato a fine ’800 dalla Direzione generale di pubblica sicurezza da cui rispuntano 152.589 fascicoli sintetici dell’Archivio centrale dello Stato.
Difficile sapere se quest’Enrico fosse o no un parente di Silvio Berlusconi. Magari – come ha scritto un utente di Twitter dopo aver colto l’invito a fare ricerche lanciato dagli scrittori Wu Ming – era un prozio del padre Luigi, classe 1908.
Il collettivo di scrittori anonimi è stato il primo a rilanciare sulla rete l’archivio, consultabile on-line. In questo modo sono tornate a galla storie di persone che furono schedate durante il fascismo e dal suo servzio segreto , l’Ovra. Ecco, infatti, cosa si legge sul sito: “Tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista, e le minoranza etniche soprattutto della Venezia Giulia vennero tenuti sotto controllo”
Così, cercando tra i nomi spunta un Giuseppe La Russa, nato a Palermo nel 1897, barbiere antifascista mandato al confino, oppure degli Alemanno abitanti in Piemonte, alcuni anarchici, altri comunisti.
A essere seri si possono trovare le schede sintetiche di Alessandro Pertini, o meglio Sandro Pertini, oppure Antonio Gramsci, Carlo Alberto Rosselli o Giulio Einaudi.
Tuttavia nel periodo precedente alla Resistenza le schedature si fermano. Come riepilogano gli scrittori, appassionati di questo periodo storico, l’Ovra non esisteva più, il regime non aveva più la sua sede centrale a Roma e “inoltre in quel clima non si veniva più soltanto ‘schedati’, ma passati per le armi”. Ecco perché le schede di alcuni partigiani celebri non esistono. Il casellario politico centrale non termina lì. Scrivono sul loro blog i Wu Ming “L’archivio continua a esistere fino agli anni ’60. I documenti della fase post-bellica non sono ancora consultabili”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/24/berlusconi-schedato-come-comunista-non-si-chiama-silvio-ma-enrico/73417/
Nella storia d’Italia è esistito un Berlusconi comunista. Chi l’avrebbe mai detto? E chissà come reagirà il Cavaliere. La persona in questione è Berlusconi Enrico, nato nel 1889 a Lurago Marinone, Como. Il regime fascista lo schedò come comunista. Il nome salta fuori dal Casellario politico centrale, reso pubblico da giugno scorso. Si tratta dello schedario di oppositori politici creato a fine ’800 dalla Direzione generale di pubblica sicurezza da cui rispuntano 152.589 fascicoli sintetici dell’Archivio centrale dello Stato.
Difficile sapere se quest’Enrico fosse o no un parente di Silvio Berlusconi. Magari – come ha scritto un utente di Twitter dopo aver colto l’invito a fare ricerche lanciato dagli scrittori Wu Ming – era un prozio del padre Luigi, classe 1908.
Il collettivo di scrittori anonimi è stato il primo a rilanciare sulla rete l’archivio, consultabile on-line. In questo modo sono tornate a galla storie di persone che furono schedate durante il fascismo e dal suo servzio segreto , l’Ovra. Ecco, infatti, cosa si legge sul sito: “Tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista, e le minoranza etniche soprattutto della Venezia Giulia vennero tenuti sotto controllo”
Così, cercando tra i nomi spunta un Giuseppe La Russa, nato a Palermo nel 1897, barbiere antifascista mandato al confino, oppure degli Alemanno abitanti in Piemonte, alcuni anarchici, altri comunisti.
A essere seri si possono trovare le schede sintetiche di Alessandro Pertini, o meglio Sandro Pertini, oppure Antonio Gramsci, Carlo Alberto Rosselli o Giulio Einaudi.
Tuttavia nel periodo precedente alla Resistenza le schedature si fermano. Come riepilogano gli scrittori, appassionati di questo periodo storico, l’Ovra non esisteva più, il regime non aveva più la sua sede centrale a Roma e “inoltre in quel clima non si veniva più soltanto ‘schedati’, ma passati per le armi”. Ecco perché le schede di alcuni partigiani celebri non esistono. Il casellario politico centrale non termina lì. Scrivono sul loro blog i Wu Ming “L’archivio continua a esistere fino agli anni ’60. I documenti della fase post-bellica non sono ancora consultabili”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/24/berlusconi-schedato-come-comunista-non-si-chiama-silvio-ma-enrico/73417/
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