giovedì 21 ottobre 2010
Tatto Angelina Jolie Body Art e la sua seduta illustrata
Sembra che i suoi tatuaggi abbiano fatto il giro del web,nessuna donna come lei ha dato un tale impulso all'arte del tatto.
Badate bene alla tecnica:tradizionale,etnica con cui sono realizzati,artigianale,una seduta molto più lunga e...dolorosa,non c'è che dire,una bella ragazza di carattere!
I quadri "proibiti" sequestrati dai nazisti
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Nell'archivio online delle opere d'arte rubate agli ebrei dai nazisti nella Francia occupata e raccolte al Jeu de Paume, una sezione è dedicata ai quadri considerati "degeneri", sconvenienti, da censurare. In alcuni casi per il soggetto raffigurato, in altri per lo stile troppo astratto o fuori dai canoni considerati accettabili. In questa foto, un'opera di Kees van Dongen
E' online l'archivio delle opere d'arte rubate dai nazisti
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'Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg' (ERR) era il nome della speciale task-force istituita da Alfred Rosenberg, tra i massimi ideologi del Nazismo e uno degli uomini più vicini ad Adolf Hitler, giustiziato poi nel '46 dopo essere stato processato a Norimberga.
Attraverso operazioni direttamente collegate e funzionali all'olocausto, ERR aveva il compito di impadronirsi delle opere d'arte e degli oggetti di interesse culturale nei paesi occupati dal Terzo Reich surante la 2a Guerra Mondiale. Tra i saccheggi più famosi, quello delle collezioni appartenenti a moltissime famiglie ebree di Francia e Belgio.
L'intero archivio di questi oggetti (quadri, sculture, mobili e altri oggetti) è ora online, con i registri e le fotografie dell'epoca, in cui si vedono anche uffciali nazisti e impiegati del Reich intenti a catalogare le opere all'interno del museo parigino Jeu de Paume
Attraverso operazioni direttamente collegate e funzionali all'olocausto, ERR aveva il compito di impadronirsi delle opere d'arte e degli oggetti di interesse culturale nei paesi occupati dal Terzo Reich surante la 2a Guerra Mondiale. Tra i saccheggi più famosi, quello delle collezioni appartenenti a moltissime famiglie ebree di Francia e Belgio.
L'intero archivio di questi oggetti (quadri, sculture, mobili e altri oggetti) è ora online, con i registri e le fotografie dell'epoca, in cui si vedono anche uffciali nazisti e impiegati del Reich intenti a catalogare le opere all'interno del museo parigino Jeu de Paume
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La lettera a Silvio Berlusconi
" Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio,collettivamente noi e moltissimi altri assenti e no,di cui ci facciamo portavoce vogliano esternarle tutta la nostra ammirazione,in senso profondo della nostra stima,il nostro affetto.
La sua straordinaria levatura di statista,il suo agire e la sua persona restituiscono dignità alla Storia e ai suoi protagonisti sollevando noi gli umiliati,gli offesi ad un nuovo luminoso rango suscettibile d'irradiare nel mondo fulgidi esempi umani ingiustamente posti in ombra nelle pieghe della Storia.
Di questo le siamo immensamente riconoscenti e ci batteremo sino all'ultimo là dove cio sia possibile per tramandare il suo nome nei secoli a venire di bocca in bocca.
Lei ha saputo con immensa creatività giungere là dove nessuno sino ad oggi tra quelli che incoraggiano,muovono i passi della Storia,posare con coraggio eroico il suo sguardo illuminato e illuminante nelle più profonde contradizioni della Storia e risolverle.
La sua immagine resterà scolpita nei nostri cuori come un esempio di fulgida dedizione ai più profondi moti dell'animo umano.
Con immensa gratitudine...
Noi tutti..."
Post Scriptum - La pregheremmo di annoverare anche le nostre umili persone tra i beneficiari del Lodo retroattivo " fantastica invenzione davvero " la sola eventualità che noi si possa beneficiare appieno come la sua illustrissima persona dei benefici e dei privilegi elargiti dal Parlamento italiano ci muove a profonda commozione.
Berlusconi: più che retroattivo il Lodo è per sempre. Quale referendum spezza lo “scudo”?
Grande rumore perché lo scudo anti processi che governo e maggioranza stanno costruendo intorno al premier è “retroattivo”, cioè annulla e sterilizza anche processi nati da eventuali reati commessi prima che Silvio Berlusconi diventasse presidente del Consiglio. Si obietta: ma se lo scudo deve rendere “sereno” il governare, perchè copre anche comportamenti, eventualmente illeciti, maturati fuori e prima del “governare”? Obiezione fondata ma fuori dalla realtà, lo scudo infatti lo stanno costruendo per rendere “sereno” il “governante” e non il governare. Con il passato, giudiziario e non, di Silvio Berlusconi uno scudo che non fosse retroattivo non servirebbe a nulla. Sarebbe una norma a vantaggio dei premier che verranno, qualcosa cioè che in Italia interessa a nessuno e di cui nessuno sente il bisogno. Grande rumore dunque, non certo per nulla ma per una ovvietà. Certamente discutibile, perfino imbarazzante, ma sempre ovvietà.
Strano silenzio invece sul fatto che gli estensori della riforma costituzionale volgarmente chiamata scudo, di questo si tratta, riforma costituzionale, niente di meno, si sono dimenticati di scrivere che lo scudo non è “reiterabile”. Dimenticanza non da poco, difficile sia stata omissione per caso. Ammesso e non concesso che il “Governante” debba veder sospesi i suoi processi per il tempo che governa, il famoso “governo sereno”, logica vorrebbe che, finito il tempo del governo, la sospensione decada. Altrimenti lo scudo non solo è retroattivo ma anche “vitalizio”, a vita. Nel caso in specie, come dicono i giuristi, Berlusconi Silvio sarebbe protetto dallo scudo fino a che è presidente del consiglio e poi, se lo scudo è “reiterabile”, sarebbe protetto come presidente della Repubblica. Se infatti Berlusconi vince le prossime elezioni, in qualunque data si tengano, 2011 o 2013, avrà una maggioranza in Parlamento che lo può mandare al Quirinale. Se la riforma costituzionale non esclude il bis dello scudo, Berlusconi è “scudato” a vita da qualunque processo. Non aver escluso la “reiterabilità” è un marchio di legge “ad personam” ancora più evidente della retroattività. Prevedere che dello scudo si possa fare il bis smonta l’alibi di una riforma costituzionale a difesa e protezione della funzione del governare. E mostra come la riforma della Costituzione di tutti sia fatta solo a misura della “carriera” di Berlusconi Silvio. Di qui la stranezza del silenzio sul bis a fronte del clamore sulla retroattività.
Zitti sul possibile bis i finiani, silenzio più compromettente del loro sì allo scudo e alla retroattività. Alcuni segmenti di opinione, la cosiddetta “base finiana”, appena nata è già un po’ delusa. Pensavano che Fini fosse una sorta di Clint Eastwood nella parte dell’ispettore Callaghan e invece ora lo vedono con un normale maresciallo alla Vittorio De Sica nella battaglia per la legalità. Comprensibile il disappunto, comprensibile ma anche questo fuori dalla realtà. Fini e i suoi non potevano votare contro ciò che avevano già approvato nei mesi scorsi e Fini ha sempre detto che a Berlusconi lo “scudo” lo concedeva, a patto che non sfasciasse il sistema giudiziario con il “processo breve”, cioè annullando centinaia di migliaia di processi insieme ai suoi. Però l’impegno allo scudo a vita i finiani non l’avevano mai preso e una cosa è convenire che qui e adesso è meglio che Berlusconi resti presidente del consiglio, altra è scrivere una Costituzione a misura di un uomo. Il dubbio su quanto i finiani siano disposti a spendere e rischiare per la legalità riguarda più il silenzio sul bis che l’assenso allo scudo, altrimenti detto Lodo Alfano. Nella migliore delle ipotesi la scelta del gruppo finiano è quella di fare per ora il classico pesce in barile.
Sul possibile bis dello scudo una parola attenta e lucida non è venuta neanche dal Pd e dall’Idv, da Bersani e Di Pietro. Più in generale non sembra che l’opposizione abbia idee lucidissime in materia. Bersani ha detto che farà “barricate” contro lo scudo e per una volta lo ha detto prima di Di Pietro. Già, ma quale “barricata”? Oltre alla battaglia parlamentare, barricata fa rima con referendum. Già, ma quale referendum? Berlusconi ha bisogno che la legislatura vada avanti ancora un po’, il tempo per costruirsi lo scudo. E la costruzione dello scudo tiene in vita la legislatura ancora un po’. Ma è un “cantiere” lungo, ci vuole tempo, forse troppo per Berlusconi. Se la Corte Costituzionale boccia a metà dicembre il “legittimo impedimento”, quella legge per cui Berlusconi può non presentarsi ai processi e quindi allungarli all’infinito, Berlusconi si ritrova senza lo “scudo” vecchio e con quello nuovo ancora in cantiere. Può quindi chiamare Alfano e dirgli di ritirare fuori il processo breve, quella legge per cui i suoi processi e quelli di centinaia di migliaia di altri italiani muoiono di sopravvenuta vecchiaia.
Che c’entra questo con le “barricate”, con i referendum? C’entra, perchè la “barricata”, cioè il referendum contro il processo breve è di quelle che crollano. Il referendum contro una legge ordinaria come sarebbe il processo breve ha bisogno del quorum. E sono decenni che, causa mancato quorum, tutti i referendum promossi falliscono. In un referendum con il quorum non si gioca per vincere, si gioca per non far vincere. Fatta base cento gli italiani che hanno diritto al voto, alle politiche votano circa ottanta. Ai referendum, se va bene, sessanta. Un venti per cento di astensione “da referendum” si aggiunge regolarmente all’stensione fisiologica. Venti più venti fa quaranta. Chi vuol far fallire il referendum con questo quaranta per cento si “allea”. Basta convincere un altro venti per cento dell’elettorato potenziale a starsene a casa e il gioco è fatto. Gioco non difficile, si vince con il venti per cento dei consensi, obiettivo alla portata di una buona campagna astensionista. Ricordate il referendum sulla fecondazione artificiale? Ecco, lo schema di gioco è quello. Quindi, se Berlusconi sceglie il processo breve e trova la maggioranza che glielo vota, allora il referendum è una barricata di carta, anzi un boomerang.
La riforma costituzionale viene invece sottoposta a referendum senza obbligo di quorum. E quindi lo schema di gioco si inverte. Il trenta/quaranta per cento di opinione pubblica in grado di mobilitarsi verso le urne referendarie per opporsi a Berlusconi diventa, in termini di voti espressi, sicura maggioranza. Quaranta e il quaranta per cento di cento, ma è i due terzi del sessanta per cento che va a votare i referendum. Per cui non suoni paradossale ma è preferibile per l’opposizione e per chi chi non approva lo scudo che Berlusconi si faccia la “sua” riforma costituzionale. Un referendum potrebbe bocciarla. Quel che probabilmente non potrebbe fare l’altro referendum, quello avverso al processo breve. Bersani e Di Pietro di certo lo sanno, o no?
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Vigili urbani armati sugli autobus "Ce l'hanno con gli immigrati" Il Comune: "Dodici agenti contro bulli e scippatori". Ed è polemica. La Cgil: "Presenza ingiustificata. Su quelle linee non c'è allarme sicurezza"
BRESCIA
Vigili urbani armati sugli autobus
"Ce l'hanno con gli immigrati"
Il Comune: "Dodici agenti contro bulli e scippatori". Ed è polemica. La Cgil: "Presenza ingiustificata. Su quelle linee non c'è allarme sicurezza"
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI
Vigili urbani armati sugli autobus "Ce l'hanno con gli immigrati" Vigili urbani a Brescia
Delle due l'una: o a Brescia e dintorni hanno una fervida fantasia e non sanno più cosa inventarsi, o è la fantasia che di continuo bussa da queste parti. Dopo la telenovela padana di Adro (mensa anti-islam compresa), dopo i bonus affitti e bebé solo agli italiani.
Dopo il White Christmas di Coccaglio (via gli immigrati irregolari entro Natale), la schedatura degli appartamenti degli stranieri a Gavardo e i guanti igienici anti immigrati sugli autobus, ecco l'ultima trovata: vigili urbani - armati - sui mezzi pubblici. Sì, ancora gli autobus. Ufficialmente dovrebbe essere una specie di sceriffato anti bulli e "scrocconi". Ma siccome le linee in questione sono tra quelle più utilizzate dai cittadini stranieri - oltre che dagli studenti - viene da pensare.
L'idea è venuta all'amministrazione comunale, dalla quale dipende Brescia trasporti. Da questo mese in via sperimentale 12 agenti della polizia municipale saliranno a turno sui servizi di 15 linee (quelle reputate più insicure) per prevenire violenze, scippi, truffe. E per controllare biglietti e abbonamenti. Chi prenderà gli autobus della linee 12, 13, 1, 9, 3, 11, e tutte quelle che gravitano nella zona stazione, risponderà di eventuali irregolarità e comportamenti non urbani direttamente al vigile.
Da Brescia Trasporti fanno sapere che gli uomini in divisa - che si aggiungeranno ai controllori dell'azienda - avranno una funzione deterrente, o almeno si spera, contro i "portoghesi", intesi come imbucati. Che a quanto pare - stando ai dati forniti dall'azienda municipalizzata - quest'anno sono aumentati dell'1% (dal 4,51% del 2009 al 5,54% del 2010). Le quasi 11mila multe appioppate negli ultimi dodici mesi ai bresciani d'origine e d'adozione che fanno i furbi sul biglietto, devono essere state considerate dagli amministratori (Pdl-Lega) un risultato ampiamente migliorabile. E così, dentro anche i vigili.
Forzatura, prova muscolare o buona amministrazione? Chissà. Di certo il provvedimento, come quelli che lo hanno preceduto, in particolare i guanti igienici usa e getta a disposizione dei passeggeri, sta già facendo discutere. "Teniamo a sottolineare che il controllo dei titoli di viaggio viene efficacemente svolto dal personale di Brescia trasporti - dicono Damiano Galletti e Stefano Malorgio della Cgil - e che non ci risulta che sugli autobus cittadini ci sia un clima di violenza tale da giustificare l'intervento della polizia municipale". Mettere vigili urbani armati sui mezzi pubblici "senza una seria necessità" - aggiungono - "non contribuisce a aumentare il grado di sicurezza ma anzi aumenta la percezione di un pericolo che in realtà non esiste". Alla Camera del lavoro bollano l'iniziativa come "una scelta populista e dispendiosa". E invitano a riflettere sul rischio di un ennesimo provvedimento che, in realtà, punta a prendere di mira i cittadini stranieri. Con molta fantasia e un audacia che ormai sa quasi di marchio territoriale.
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Frieze Art Fair, mostra-mercato di arte contemporanea
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La Balena Kamikaze colpisce ancora


In questo articolo scoprirete che non esiste soltanto la "maledizione del Faraone o di Tutankamen" c'è da qualche tempo anche quella della Balena,ne sanno qualcosa i Cinesi di Formosa o gli amerikani i quali lo sapete si credono dei geni e vanno per le spicce in certe faccende a colpi di cannone e Bazooka salvo che anche con loro come vedrete in fondo alla pagina le Balene riescono a regolare qualche vecchio conto in sospeso!
Forse le Dee del mare e degli abissi reclamano sia rispettato il loro eterno sonno.
TAIPEI – I residenti di Taiwan hanno assistito ad una curiosa eccentrica lezione di biologia.
La balena, di 56 piedi di lunghezza, era trasportata su un camion, diretto verso un laboratorio,in cui i ricercatori avrebbero dovuto effettuare una necroscopia .
O almeno questa è la versione ufficiale,insomma ci credete voi alla favola del ricercatore che visita la Balena sulla spiaggia e non sà determinare da quanto tempo è deceduta ai fini della sicurezza delle persone e del laboratorio che devono studiarla per fini "scientifici" ?
Perchè voglio proprio vedere il bel muro che avrebbero dovuto abbattere per farcela entrare,eppoi considerate il tempo che la Balena è rimasta sulla spiaggia prima che la scoprissero,il tempo occorso per organizzare il trasporto ivi compresi i permessi per un trasporto speciale sotto scorta della polizia (...) insomma qualcuno avrebbe dovuto nutrire una qualche inquietudine no?
La aveva balena con le visceri in avanzato stato di decomposizione,soggetta ad una pressione interna spaventosa dopo aver mollato un peto il cui fragore ha terrorizzato i presenti è esplosa,in pieno centro cittadino durante il trasporto,immaginate voi un capodoglio di 60 tonnellate.
L'esplosione è avvenuta in una strada molto trafficata, inzuppando le automobili,le facciate dei palazzi e i negozi delle vicinanze per un raggio di 150 metri di grumi di sangue,interiora e budella,inevitabile un blocco del traffico urbano di parecchie ore .
Per salavaguardare la dignità delle autorità di polizia locali si è fatto di tutto per non mostrare in che stato era ridotta la vettura che apriva e scortava il trasporto (...)
I residenti e i proprietari dei negozi hanno dovuto indossare delle maschere durante il tentativo di pulitura con potentissimi detergenti chimici,il risultato di tanto sforzo è stato vano,dopo una settimana l'odore ancora più nauseabondo persisteva nel quartiere.
Una testimonianza concitata :“e stato terribile,l'odore era insopportabile.
Sangue e interiora sparsi dappertutto sulla strada,rappreso sui muri sino a grande altezza,una scena dantesca,disgustosa,innimaginabile,l’odore restava appicicato addosso...” ha dichiarato un residente in un servizio della BBC News.
La balena era morta il 17 gennaio dopo che si era arenata sulla costa sud-occidentale dell’isola.
E la più grande balena mai censita a Taiwan; ha richiamato l’attenzione della gente del posto immensamente incuriosita principalmente a causa del suo smisurato pene dalle dimensioni di circa cinque metri,conoscendo il pensiero magico orientale affatto da stupirsi per l'accorrere di centinaia di curiosi scaramantici e superstiziosi.
Nei miti orientali le divinità del mare tra cui anche la Balena talvolta nel immaginario fantastico delle favole per adulti riportate sulle famose stampe e incisioni erotiche giungono o si arenano sulle spiagge per amoreggiare con gli umani o con le Dee e più spesso con bellissime appassionate fanciulle esibendo un sesso di dimensioni enormi.
Una metafora arditissima sulla parentalità animale e l'universalità del piacere orgasmico e un certo gusto per il teatro degli eccessi sino al grottesco e al surreale in presenza del leggendario pudore degli abitanti di quelle contrade.
Oregon, 12 novembre 1970. Una balena di 14 metri per ben 8 tonnellate si arena su una spiaggia, muore e comincia a puzzare. Siccome dà un tantino fastidio, e siccome parliamo di AMERICANI, è presto detto: mezza tonnellata di tritolo sotto il carcassone.
La gente si raduna per assistere alla scena facendo picnic e battendo le mani felice, e la balena viene fatta detonare in un tripudio di frattaglie e merda.
Frattaglie e merda che però piovono su tutto il circondario, sfasciando auto posteggiate e smerdando gli spettatori (che non battono più le mani felici), a solenne dimostrazione che gli americani sono gli esseri più stupidi del pianeta. Come smacco ulteriore la carcassa, seppur devastata dall’ esplosione, rimane lì.
La televisione locale era sul posto.
Video imperdibile,perdibile invece quello pedagogico in cui il commando si diverte a fare il Rambo con la carcassa di una Balena invece che con la Statua della Libertà !
mercoledì 20 ottobre 2010
Vittorio Sgarbi vs Travaglio:Sgarbi condannato a pagare 35.000 euro per il famigerato "pezzo di m&rd@" dato al giornalista in TV !
Povero Vittorio. E dire che la linea difensiva non era male: ve la ricordate?Sgarbi condannato a risarcire 35mila euroPer le offese al giornalista Marco Travaglio attraverso un’espressione ingiuriosa (‘pezzo di m…’) in un programma televisivo e su un quotidiano on line, il critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato condannato dal giudice di Torino Roberta Dotta (quarta sezione civile del Tribunale) a un risarcimento di 35 mila euro. L’ordinanza sara’ pubblicata, a spese di Sgarbi, dai quotidiani La Stampa e il Corriere della Sera. Travaglio aveva chiesto un risarcimento di 120 mila euro e la pubblicazione su quattro quotidiani.
LA STORIA – La storia era stata raccontata qualche tempo fa da Gian Antonio Stella: gli avvocati del critico d’arte,Giampaolo Ciffoni e Fabrizio Maffiodo sembravano aver preso la via della difesa concettuale: “la frase ‘è un pezzo di merda tutto intero’ non ha diffamato Travaglio, atteso che la frase non ha alcuna valenza offensiva”. Sgarbi la pronuncia subito dopo essere stato condannato a pagare 30mila euro più spese a Travaglio per un insulto molto simile detto durante Annozero. Stavolta il palcoscenico è Domenica 5 con Barbara D’Urso conduttrice, e la frase “é un pezzo di merda tutto intero” viene detta davanti a milioni e milioni di spettatori.
UNA QUESTIONE BIOLOGICA – Ma per gli avvocato volgare non era, perché la natura non può essere volgare: “Se andiamo in un agriturismo, mangiamo i prodotti dell’agricoltura biologica, il che vuol dire che mangiamo prodotti concimati non con prodotti industriali ma con letame. La merda, appunto, serve a fertilizzare i terreni”, hanno detto al giudice nella memoria difensiva. Ricordando poi l’abitudine di tenere il letame in “torte” da parte degli agricoltori, e De André con la frase “Dal letame nascono i fiori”. Che, secondo gli avvocati di Sgarbi, voleva essere di buon auspicio per il giornalista: “Voleva dire che era in preparazione, in gestazione, un partito politico che doveva nascere”, e, aggiungono “tanto che egli avrebbe avuto in futuro un ruolo con la destra liberale, facendo financo concorrenza a Berlusconi perché ‘è un pezzo di merda tutto intero’, e non un diamante”. Una tesi difensiva davvero originale. Reggerà?
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