google6a3fa170c1192d09.html 100cosecosi 100cosecosi

mercoledì 8 settembre 2010

Norman Rockwell Dalla fotografia all'illustrazione d'Arte,pittura

In un certo senso si tratta della lezione di Caravaggio,quest'ultimo costruiva delle vere e proprie scenografie con il taglio delle luci studiato accuratamente,predisponeva i modelli e studiava le prospettive visuali accordandole con i concetti che voleva esprimere,Realismo e teologia tragica,la distanza di Dio dall'uomo o l'uomo contenitore del tragico (...) Norman utilizzava l'apparecchio fotografico non per le stesse finalità accontentandosi appena di varcare la soglia (...) a lui andava bene un certo folclore popolare,ante litteram l'Andy Warrol dell'epoca,il vero inventore dela Pop Art  forse!


 It’s not that easy to recreate photographs in paintings so that it will be difficult to point out the original picture and its painted copy. Norman Rockwell created real masterpieces in painting photos and spiced them up a little.

Vita da schiavi per "caso" lavorando al servizio di Microsoft in quel di Cina !

Se Microsoft ne è al corrente?
Mà certo che lo sà,sin nel più minuto schifoso orribile dettaglio,la fabbrica è in Cina,le immagini non hanno bisogno di commento alcuno,buona visione!











































Comunicazione urgente ai candidati del popolo delle libertà alle elezioni 2010

Clic sulla foto per ingrandirla

"La Partita della morte" "Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo". (P.P. Pasolini)

Fonte

Un manifesto della Dinamo Kiev del 1940: si riconoscono Trusevič (terzo della prima fila), Kuz'menko, Livshitz, Mahynja, Klimenko (rispettivamente primo, terzo, sesto e ultimo della seconda fila), Ščegods'kij, Hončarenko, Komarov (primo, secondo e ultimo della terza fila) e Korotkich (terzo dell'ultima fila).

Il pomeriggio di domenica 9 agosto 1942 si disputa, allo stadio Zenit di Kiev, quella che rimarrà ricordata negli annali con il tragico nome di “partita della morte”. Il contesto, come si può facilmente intuire da luogo e data, è quello dell’Ucraina occupata dai nazisti che l’hanno invasa un anno prima nell’ambito dell’Operazione Barbarossa, uno dei momenti più crudi del secondo conflitto mondiale. Un contesto più preciso e legato all’ambito calcistico può essere definito citando l’esistenza di un torneo che ha in precedenza visto scendere in campo compagini di diversa estrazione: da gruppi di internati di varie nazionalità a selezioni tratte da reparti dell’esercito tedesco.

cdb115d7f913d7f40331b0f405b92d1a.jpgA distinguersi su tutti è una squadra locale, l’FC Start, composta nella sua ossatura da giocatori che militavano, prima dello scoppio della guerra, nell’allora fortissima Dinamo Kiev: Nikolai Trusevich, Mikhail Sviridovskiy, Nikolai Korotkikh, Aleksey Klimenko, Fedor Tyutchev, Mikhail Putistin, Ivan Kuzmenko e Makar Goncharenko. La formazione è completata da Vladimir Balakin, Vasiliy Sukharev, e Mikhail Melnik provenienti da un’altra squadra della capitale ucraina, la Lokomotiv. Nonostante i giocatori non si allenino da tempo a causa della guerra e siano costretti a lavorare nella bottega di un panettiere per sopravvivere, tengono alta la fama della leggendaria squadra  di cui facevano parte in precedenza e fanno già pregustare ai nazisti il vanto di sconfiggere in finale una formazione degna di così alta considerazione. La squadra allestita dall’esercito di occupazione raccoglie gli ufficiali della Luftwaffe, l’aviazione tedesca, e si presenta sotto il nome di Flakelf, il fiore all’occhiello dello “sport armato” hitleriano.
e73821233c061c7d42fe83c1e18ad78b.jpg
La propaganda esalta la squadra nazista tappezzando la città di manifesti che ne narrano le gesta, sorvolando sul fatto che pochi giorni prima la stessa è già stata sconfitta dall’FC Start e che il match del 9 agosto ad altro non serve se non a concedere ai giocatori ucraini la possibilità di salvarsi la vita lasciando che la squadra espressione della razza ariana dimostri la propria straordinaria superiorità. Secondo quanto riportano le discordanti fonti – che spesso è difficile capire dove abbandonino il terreno della cronaca, inoltrandosi in quello fumoso della leggenda – quel primo match si era concluso sul 5-1, con una prova di forza da parte dell’FC Start tale da ammettere poche repliche.

Prima dell’inizio dell’incontro il team ucraino riceve negli spogliatoi la poco gradita visita di un ufficiale delle SS designato per arbitrare l’incontro. Il discorso che questi fa ai giocatori va decisamente oltre le solite raccomandazioni che un arbitro rivolge agli atleti, visto che l’ufficiale nazista lascia intendere senza troppi giri di parole quello che dovrà essere il loro compito quel giorno: perdere. Al fischio d’inizio si capisce subito che quelli della Flakelf sono disposti ad ottenere ciò che vogliono con le buone, ma soprattutto con le cattive, potendo contare, ovviamente, su un trattamento di favore da parte dell’arbitro. E proprio su un’azione dalla regolarità quantomeno dubbia la compagine tedesca trova il vantaggio. Il pareggio arriva grazie ad una conclusione da lontano di Kuzmenko. Poco dopo è Goncharenko ad appoggiare in rete dopo essersi portato a spasso l’intera difesa della Flakelf; e sempre lui, prima dell’intervallo, allunga sul 3-1.

Nello spogliatoio ai giocatori dell’FC Start vengono ricordate le conseguenze di una loro mancata sconfitta contro la formazione nazista e probabilmente queste minacce riscuotono l’effetto sperato perché appena rientrati in campo la Flakelf segna due volte e pareggia. A distanza di sessantacinque anni è difficile sapere cosa possa aver spinto gli ucraini a compiere un gesto all’apparenza folle, sta di fatto che la porta degli invasori viene violata altre due volte. A questo punto, narrano alcune versioni, il difensore Klimenko, forse conscio che ormai il loro destino è segnato e che quindi tanto vale andare fino in fondo, dribbla alcuni avversari e, superato anche il portiere, invece di appoggiare nella porta sguarnita, si gira e calcia la palla verso il centro del campo, come a non voler infierire su un avversario nettamente inferiore.

A questo punto le forze d’occupazione sono assolutamente determinate a mettere in atto le minacce rivolte ai propri avversari, ma non sembra che lo facciano “a caldo”, come sostengono alcune versioni. I giocatori ucraini non devono comunque attendere molto prima di avere notizie dei nazisti. Nei giorni successivi, infatti, agenti della Gestapo fanno irruzione nella panetteria in cui lavorano i membri dell’FC Start e li arrestano, portandoli nel quartier generale della polizia segreta hitleriana a Kiev. Qui gli ufficiali nazisti sottopongono gli ucraini a tortura, con l’intento di fargli confessare crimini che non hanno commesso e poi giustiziarli. Nessuno cede, ma uno di loro, Nikolai Korotkikh, non sopravvive alle torture infertegli. I suoi compagni vengono trasferiti al campo di concentramento di Siretz, dove sono costretti a lavorare in condizioni disumane. Quando, nel 1943, i tedeschi subiscono un attacco partigiano, viene ordinata la rappresaglia nei confronti dei prigionieri del campo; in particolare, il famigerato Paul von Radomski, comandante in carica a Siretz, ordina la fucilazione di un internato ogni tre. A farne le spese sono Kuzmenko (colui che ha segnato la rete del pareggio), Trusevich (il portiere della squadra) e Klimenko (il capitano e colui che ha irriso i nazisti decidendo di non segnare a porta vuota), che vengono uccisi e gettati a Babi Yar, il dirupo situato a Kiev e tristemente noto come la sede del più ampio episodio di massacro di ebrei da parte dei nazisti (oltre 33.000 in soli due giorni), oltre ad essere il luogo in cui più di 100.000 persone vengono giustiziate nel corso dell’occupazione tedesca. Per altri tre elementi dell’FC Start – Goncharenko, Tyutchev e Sviridovsky - la sorte è più favorevole visto che sono trasferiti nella capitale con lo scopo di essere dedicati a lavori forzati in loco, ma da dove, temendo di condividere il destino dei loro compagni, riescono a trovare il coraggio per fuggire e nascondersi fino all’arrivo delle truppe dell’Armata Rossa. Non è ancora dato sapere quale fu la sorte degli altri eroi dello Start.
L’arrivo dei sovietici significa per i superstiti la fine dell’incubo nazista, ma, ben lungi dal ricevere gli onori che gli spetterebbero, sono indotti a tacere riguardo alla vicenda poiché il fatto di aver partecipato ad un torneo di calcio organizzato da nazisti può comportare un’accusa di collaborazionismo, rimettendo nuovamente a rischio la propria incolumità.
5b48103c2e733154443e4e9800823814.jpg
Solo dopo la caduta di Stalin Goncharenko trova il coraggio di raccontare l’accaduto, facendo finalmente entrare gli undici eroi dell’FC Start nella leggenda. Leggenda immortalata in un monumento (a destra) collocato all’esterno dello Zenit di Kiev, che dal 1981 si chiama Start Stadium.
555626e9a55ce04a81138fa3da35cb61.jpg
La loro storia è stata di ispirazione per molti: il regista ungherese Zoltan Fabri ne trasse un film intitolato “Due tempi all’Inferno” (1961) e così fece il collega sovietico Evgenij Karelov (“Il terzo tempo”, 1962). Molto più noto è “Fuga per la vittoria” (1981) dell’americano John Huston, che si avvalse della recitazione di Sylvester Stallone, Bobby Moore, Michael Cane e Pelè, ma rielaboro la storia in modo decisamente libero.

Bill Shankly, leggendario allenatore del Liverpool negli anni ’60, amava ricordare: “Il calcio non è questione di vita o di morte, è molto di più”. Forse anche lui quando pronunciava queste parole aveva in mente gli undici eroi dell’FC Start.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Mural Locator: Localizza murales di tutto il mondo

 
mural-locator

©Mural Locator è un nuovo particolare sito web che, in combinazione con Google Maps, si propone di raccogliere e condividere murales dipinti in giro per il mondo.
Possiamo così visualizzare questi meravigliosi dipinti con esatta localizzazione sulla mappa della città, dell’indirizzo, l’artista che lo ha realizzato, l’anno e una breve descrizione. 
Nella pagina principale del sito troviamo gli ultimi murales aggiunti mentre accedendo in Map si possono cercare per paese.
Attualmente i murales presenti sono molto pochi, comunque c’è una sezione che permette a chiunque di segnalarli caricando la foto del dipinto e fornendo i diversi dati richiesti.
Una bella iniziativa per visualizzare meravigliosi dipinti, ampliare la conoscenza dell’arte, mettere in contatto artisti e fondazioni d’arte.

Gargolla dai lineamenti arabi, polemiche a Lione


Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completa

La cattedrale di Lione al centro di una polemica religiosa. Da luglio una gargolla, la parte finale del tubo pluviale solitamente decorata con la testa di animali fantastici, raffigura il volto, dai lineamenti arabi, del capo mastro Benzizine Ahmed. E' un omaggio reso da uno scalpellino per i trent'anni di lavoro del suo superiore. La scritta "Dio è grande" è incisa in arabo e francese. Parlando di "bestemmia" e "eresia", alcuni gruppi cattolici hanno inviato mail scandalizzate al parroco, che così ha risposto: "Cattolici, musulmani, tutti i credenti pensano che 'Dio è grande'. E' un messaggio universale"

MINZOLINI CONDANNATO A RISARCIRE IL CARAVAGGIO CHE HA DANNEGGIATO !

Il giocatore di carte del Caravaggio detto Michelangelo Merisi
 Non è noto a tutti mà Minzolini in visita all'Accademia di Brera avrebbe danneggiato una notissima opera del Caravaggio,a quanto affermano i testimoni presenti al fatto avrebbero udito dapprima imprecare varie ingiurie proferendo una serie di nutrite minaccie all'indirizzo di un tal "cara cosa,caro varo..." da lui ritenuto l'autore di uno sberleffo d'arte,successivamente avrebbe scagliato una scarpa contro l'opera danneggiandola seriamente.
Il Giudice di pace lo avrebbe condannato al risarcimento integrale del danno invitandolo a sentenza emessa a farsi una cultura artistica oltre che ad abusare della lingua nei termini inappropriati che conosciamo.
Sembra che stizzito Minzolini abbia replicato " lei non sà per quale governo lavoro io ! "
http://ups.imagup.com/06/1260721664.gif
Questa la feci io !

Gheddaffi Harem !
Minzolini imbavaglia i finiani E rischia di farci spendere 200 mila euro !
Pronta un'istruttoria dell'Agcom sul Tg1 per mancato pluralismo. Su La7, la maratona di Mentana che ha seguito il discorso di Fini ha fatto il 10% di share,continua a leggere....

Fini: "Tanto rumore per nulla" e: "Presidente della Camera per ora, e per tutta la legislatura" !


Sappiamo che con la destra qui esibisce una copia della Costituzione italiana;ora osservate bene cosa tiene Gianfranco Fini fuori campo nell'immagine seguente:per una pura "coincidenza" nella mano sinistra.
Ecco cosa tiene nella mano sinistra,i maligni dicono abbia spedito numerose di queste confezioni in confezione regalo con un bigliettino:" Tanto rumore per nulla " ! Al direttore Belpietro di "Libero",al "Giornale" di Littorio Feltri,al capo del governo Berlusconi,a Umberto Bossi e a qualche ex colonnello della sua truppa! L'allusione è evidente,si riferisce alla supposta minaccia di un colloquio di Berlusconi e di Bossi con il Quirinale (...)

Enrico Mentana lo invita al tg di La7. E lui replica a Bossi e Berlusconi che dicono di voler chiedere al Quirinale le sue dimissioni dal ruolo di terza carica dello Stato. "Dimostrerebbero di essere analfabeti in diritto costituzionale". E "la Camera non è una depandance del governo". Il voto anticipato? "Da irresponsabili"

ROMA - Presidente della Camera "per ora, e per tutta la legislatura". I paletti Gianfranco Fini li mette fin dai saluti, ospite di Enrico Mentana al tg di La7. E risponde a Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a poche ore dal vertice durante il quale il presidente del Consiglio e il leader della Lega hanno deciso e annunciato di voler chiedere al Quirinale le sue dimissioni 1  dal ruolo di terza carica dello Stato. "Tanto rumore per nulla - dice - non ci andranno perché dimostrerebbero di essere degli analfabeti in diritto costituzionale,continua a leggere....

" Te le do io le elezioni ! "