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sabato 4 settembre 2010

" La Lega e i cibi "islamici" Alt contrordine ! Da adesso in poi mangiate come c@zzo vi diciamo noi in nome delle radici cristiane: " polenta e osei per tutti chef "

La Lega e i cibi "islamici": a Roma si dice una cosa, sul territorio si fa il contrario...

Coerenza padana
e salami "halal"

di Fabio Chiusi Il presidente della provincia di Lodi, il leghista Pietro Foroni, non vuole che l’Auchan promuova uno “speciale Ramadan”. Niente cibi halal, ossia preparati in modo accettabile per la legge islamica. Che importa riguardi 2 milioni di persone e un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro nella sola Italia: «questa continua sottomissione a logiche puramente commerciali [...] non mi trova d’accordo e [...], seppur involontariamente, rischia di andare nella direzione delle parole di Gheddafi».In sostanza, come riassume il titolo de La Padania di ieri (p.5): “Ci islamizzano anche con il cibo, fermiamoli“. Per questo l’Auchan dovrebbe dismettere «il predetto spazio dedicato al Ramadan» e concentrare «la propria politica alla valorizzazione dei prodotti di filiera agroalimentare della terra che lo ospita». Una logica ineccepibile: l’azienda dovrebbe scegliere di rinunciare a un mercato redditizio e in crescita perché contrario ai valori di una parte politica o alle “radici cristiane” (questo lo aggiungo io, ma logicamente è sulla stessa lunghezza d’onda) del paese in cui svolge la sua attività economica. Alla faccia della laicità dello Stato e della libera iniziativa.Ma la posizione di Foroni va oltre, mettendosi in contrasto perfino con ciò che il suo stesso partito aveva avallato. Il 17 giugno 2009, infatti, i giovani di Coldiretti assegnano gli “Oscar Green” per l’innovazione in agricoltura. Per la categoria “Esportare il territorio” vince l’Azienda Agroalimentare La Genuina di Ploaghe (SS) «che produce – e cito dal sito dell’iniziativa - salumi preparati secondo le regole halal e kosher per le comunità musulmana ed ebraica, utilizzando carne di pecora e di capra. La qualità della materia prima è l’obiettivo centrale dell’azienda che punta tutto sulla filiera corta. I prodotti vengono controllati e certificati dall’Imam, la principale autorità religiosa per l’Islam, e dal Rabbino». In sostanza il salame halal, fatto di carne di pecora, vince in quanto «moderno» e «rispondente alle esigenze dei consumatori». Che c’entra la Lega? Lo rivela in maniera concisa ed efficace Immigrazioneoggi: «Il premio, per la “creatività” imprenditoriale ed un’attenta analisti della domanda del mercato, è stato assegnato ieri dal Presidente dell’organizzazione sindacale, Sergio Marini, e dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia».Dunque la Lega prima premia – nella sua veste “romana”, istituzionale – il salame halal e poi – in quella “padana”, territoriale – dice che i prodotti halal ci “islamizzano” e vanno rimossi dagli scaffali. Un ennesimo saggio di “coerenza” padana. Un po’ come l’accettazione dell’idea che si possa promuovere l’identità agroalimentare italiana associando il marchio del governo a un panino di Mc Donald’s – un’altra trovata dell’allora ministro Zaia, che non esitò a definirla una «grande operazione culturale».Da ultimo, giova notare – di passaggio – che il 30 giugno di quest’anno i ministeri degli Esteri, dello Sviluppo Economico (cioè Berlusconi stesso), della Salute e delle Politiche agricole hanno firmato una convenzione interministeriale a sostegno del progetto “Halal Italia” e che mira, brevemente, a diffondere «un marchio di qualità “halal” per certificare la conformità alle leggi coraniche dei prodotti italiani dei settori agroalimentari, cosmetico e farmaceutico». O ancora, meno brevemente, «a facilitare l’accesso ai mercati islamici dei prodotti dell’eccellenza del made in Italy», così da «contribuire a rafforzare il collegamento tra l’Italia ed i Paesi a maggioranza musulmana». Gli “alleati fedeli” della Lega sono o non sono d’accordo con quanto sottoscritto dallo stesso governo di cui fanno parte?
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" Non siamo noi che siamo razzisti siete voi che fate Kebab ! "

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Calderoli kebab

 

Vicenza: un concorso di bellezza per decidere chi sarà la cameriera di un pub

100cosecosi-Qualcuno glielo dica a questa italietta guardona,voyeur,lolitara letteronza e velinara che un lavoratore o una lavoratrice non possono essere oggetto di discriminazione e assunti in base a criteri selettivi estetici (concorso) trattate queste ultime come manze  "carne" più che come persone con una loro specifica dignità,scelte,assunte e giocate mediaticamente con un occhio al marketing della seduzione per compiacere l'occhio del cliente capitato per caso in un bar che aspira al defilè tipico delle case di tolleranza ante legge Merlin.
Non per niente la "cul-tura" l'era delle conigliette di "Playboy" è tramontata da oltre un ventennio nel tedio e sotto i colpi del femminismo d'oltreoceano e stupisce che la si voglia rievocare,modesta trasgressione,ad attizzare la noia della Padania in-felix a spese della condizzione feminile già di per se prostrata umiliata ogni giorno dai media televisivi!
Queste iniziative ricordano l'America degli anni della Grande depressione;che sia un sintomo scappato anzitempo al "domani" di una regione che brilla un po troppo spesso per iniziative politico,culturali e imprenditoriali più che discutibili?
«Iniziativa umiliante, il concorso va sospeso»


Conigliette

 Fonte-Sarà un Concorso di bellezza dedicato a giovani aspiranti cameriere a fornire, alla vincitrice, un posto di lavoro in un bar del vicentino. La trovata è dei titolari, padre e figlio, del “Tnt” un locale di tezze sul Brenta (Vicenza), convinti che capacità, destrezza ma soprattutto avvenenza possano far guadagnare clienti all’esercizio.

Così sabato ecco pronta la passerella per ”Miss Tnt Pub” sulla quale sfileranno le ragazze davanti a una giuria composta da sei clienti del bar e dal proprietario dell’esercizio. Una decina le giovani iscritte, come precisa il Corriere del Veneto, tutte tra i 18 e i 30 anni come indica il regolamento del concorso e residenti nel bassanese, vicine cioè al possibile nuovo posto di lavoro.

Si contenderanno la fascia e la busta paga sfilando, presentate da un conduttore, in abito elegante, in tenuta da lavoro e in costume da bagno e cercando di superare alcune prove pratiche. ”L’idea è stata apprezzata – ha spiegato Aurelio Zarpellon 49 anni, uno dei titolari – e non è detto che possiamo riproprorla tra sei mesi”.


Richard Mosse, il Congo rosso sangue


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Un Congo rosso, come il sangue del conflitto che da anni sconvolge la parte orientale del paese; e rosso come l'effetto infrarosso utilizzato nelle ricognizioni militari per scovare i guerriglieri ribelli che si nascondono nelle foreste. Un rosso che scolora nel viola, nel vinaccio, nel bordeaux, nel fucsia e nel rosa, è questa l'originale macchia cromatica spalmata dal fotografo irlandese Richard Mosse, 30 anni, nel suo reportage "Infra", realizzato in Congo nell'arco del 2010 con una rara - è stata ritirata dalla produzione proprio lo scorso anno - pellicola Kodak Aerochrome. Oltre ad alterare la percezione classica dell'immagine, Mosse sceglie di lavorare con una pellicola sensibile agli infrarossi per catturare e sviluppare uno spettro invisibile di luce e scovare, fotograficamente, i ribelli che si nascondono cacciati dall'esercito congolese, dai combattenti avversari e dalle milizie popolari dei Mai-Mai. In un paesaggio allegorico, quasi da Vie en rose, nascono così effetti di magico realismo. "L'intera lavorazione è stata assurda - spiega Richard Mosse - mi sono sentito come il protagonista di "Anime morte" di Gogol mentre cercavo di quantificare l'assenza con un metodo scientifico meticoloso. E' stato un viaggio difficile fatto con lo scopo di rappresentare l'intangibile tragedia del Congo" (di BENEDETTA PERILLI)

venerdì 3 settembre 2010

Si dice che ad una scena come questa assistette San Francesco

Una microsequenza che non necessita di commento,l'ho trovata su un sito russo,la si dovrebbe inviare agli "amici" cacciatori....

Bunker Antinucleare russo per la nomenclatura























Ucraina Kama Sutra in pubblico per protesta

Verkhovna Rada

La giovane  performer diciottenne si esibisce davanti al Parlamento con un amico in un happening di protesta contro la moralizazione della vita pubblica ad opera dei religiosi ortodossi,accorsi sul posto hanno cercato di impedire la protesta senza successo,successivamente arriva la polizia che interviene e procede all'arresto dell'artista.
Il Kama Sutra è posto dalla legislazione del paese tra le opere immorali (...) a supporre che sotto il comunismo i costumi fossero più liberi....
















LA CINA IN 100 FOTOGRAFIE D'INTERNO STRETTO


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100 fotografie che valgono più di una ricerca sociologica sul campo dai costi stratosferici,ad un occhio acuto non potranno sfuggire le migliaia di dettagli che danno un quadro del prezzo che pagano i cinesi vittime dell'urbanizzazione selvaggia,le campagne si spopolano e come per magia gli spazi si fanno angusti,vedi claustrofobici !
Il Boom economico cinese è solo apparente,brilla la superficie con i centri ricchi di gratacieli svettanti a sfidare i cieli,la realtà pero è in questo reportage e nell'immensa dignità  di un popolo e di una cultura antichissima.

Case e folclore dei Rom







































giovedì 2 settembre 2010

Teramo, dirigente ASL condannato per aver comprato statua di padre Pio

 La Corte dei Conti aveva chiesto 36.000 euro : ne dovrà pagare solo 10.000. Ma per Sabatino Casini, già direttore generale della ASL di Teramo, resta comunque la condanna anche in appello, perché la statua di padre Pio costata 84.000 euro non è stata ritenuta essere “un bene essenziale per l’amministrazione sanitaria” commissionò alla scultrice Marina Angelozzi,illustrissima sconosciuta alle cronache dell'arte,moglie dell’allora consigliere regionale di Forza Italia Vincenzo Del Colle, una statua di padre Pio da "regalare" (ndr...vabbè si fà per dire) agli anziani ospiti della residenza di Villa san Romualdo, in Castilenti (TE) : “ostentare tale larghezza finanziaria viene percepita come sottrazione di risorse dirette al soddisfacimento dei reali bisogni dei ricoverati”.



presa dal web
100cosecosi- Un costo eccessivo specie se la firma è non molto nota al mercato qualcuno potrebbe dire che l'artista è comunque molto conosciuta nel "partito dell'Amore" e questo basta,maligni azzittitevi;in genere dietro questo genere di operazioni si nasconde il classico "facciamo a metà" non sono pochi gli artisti che accettano o furbetti che sub appaltano ad altri artisti (...) si sà pecunia non olet !
Purtroppo è una consuetudine difusissima in tutta Europa e ben oltre,all'artista restano anche le tasse sulla vendita ell'opera come se avesse effettivamente intascato l'intero ammontare del compenso,in parole semplici il suo compenso detratta l'IVA potrebbe aggirarsi intorno al 35% della somma totale dichiarata!
E cosi stavolta ? Non lo so ma il fumo  dell' arrosto è visibile da chilometri di distanza...infine Padre Pio in Italia è un bussins di dimensioni colossali,l'isteria paga e poi vogliamo mettere l'intrapredenza del partito dell'Amore?!

Statua di padre Pio in casa, denunciato per ricettazione

Un uomo di 29 anni è stato denunciato dalla polizia per ricettazione. Nella sua abitazione, nel villaggio Aldisio a Messina, è stata trovata una statua di padre Pio rubata un anno fa nella cappella dell’ospedale Policlinico. La statua di gesso è alta un metro e 10 centimetri ed era in bella mostra in una stanza dell’abitazione.