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venerdì 11 giugno 2010

LA MISURA E’ COLMA - SEGNALAZIONE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA CONTRO SILVIO BERLUSCONI PER IL REATO DI ATTENTATO ALLO STATO

Sarò assente una settimana, al mio ritorno vi dico dove sono stato e perché. Ora vi trasmetto ilo testo che avrei preparato e che la settimana prossima consegnerò ad un avvocato perché proceda. Bisogna fermarlo, adesso. 
Paolo Farinella,(prete)
LA MISURA E’ COLMA
SEGNALAZIONE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Con dichiarazioni pubbliche e inequivocabili, fatte il giorno 9 giugno 2010, come documentato dalla libera stampa allegata, il presidente del consiglio dei ministri «pro tempore», Silvio Berlusconi ha definito «inferno» le garanzie stabilite dalla Carta Costituzionale e ha continuato a denigrare le istituzioni di garanzia come la Corte Costituzionale dello Stato, incorrendo così – e non è la prima volta – nel reato di attentato contro la Costituzione e organi costituzionali, in forza della legge n. 85 del 24 febbraio 2006 che ha modificato il codice penale e in particolare gli artt. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato) e art. 289 (Attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali). La violenza si evince dalla virulenza delle parole accompagnate dalla mimica corporea che solo in video è possibile valutare.
Questo insulto ultimo in ordine cronologico contro le Istituzioni di garanzia, a mio parere, rendono inadatto a governare chi le pronuncia che ha il dovere di essere garante della difesa della Carta costituzionale sulla quale ha avuto anche l’impudenza di «giurare» più di una volta, configurando così il suo modo di concepire il governo inficiato anche dall’immoralità dello spergiuro.
Io, Paolo Farinella, prete, cittadino italiano, datore di lavoro in quota non elettore del sig. Berlusconi Silvio e quindi all’opposizione, pretendo che egli sia, si comporti e parli all’altezza del mandato «pro tempore» che ha ricevuto per esercitare un servizio alla Nazione come prescrive l’art. art. 54 della Carta Costituzionale: «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge». «Disciplina e onore» significa rispetto e ossequio non stravolgimento e insulto, compostezza istituzionale e responsabilità del ruolo non denigrazione e attacchi sempre più virulenti di tutte le forme di garanzia che sono i cardini dei uno Stato democratico.
Poiché le esternazioni, al limite della patologia, sono avvenute in pubblico, davanti a centinaia di persone, con la presente segnalo a codesta Procura di volere verifica se non esiste un reato di attentato allo Stato per dileggio sistematico, recidivo e recrudescente della Suprema Legge che regola l’equilibrio dei poteri costituzionali garantiti, quell’equilibrio che il suddetto non ha né potrà mai avere perché immerso nel suo «peccato originale»: il culto di se stesso come via per instaurare in Italia una forma di dittatura senza Costituzione.
Poiché sulla Costituzione il presidente del consiglio dei ministri e tutto il suo governo hanno giurato promettendo «fedeltà e leale osservanza» come recita la formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione» prescritta dall’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88.
Il giuramento non è un atto di mero protocollo, ma rappresenta l’espressione del dovere di fedeltà che incombe in modo particolare su tutti i cittadini ed, in modo particolare, su coloro che svolgono funzioni pubbliche fondamentali (in base all'art. 54 della Costituzione). Infatti la data del giuramento è discriminante perché costituisce l’invalicabile «terminus a quo» da cui cominciare a contare i dieci giorni entro i quali, il Governo è tenuto a presentarsi davanti a ciascuna Camera per ottenere il voto di fiducia. Il fatto è così evidente che il Presidente del Consiglio e i Ministri assumono le loro responsabilità non dal momento della fiducia, ma dal preciso istante in cui con il giuramento davanti al Capo dello Stato, questi firma il decreto di nomina, prima ancora della fiducia.
Tutto ciò premesso e considerato, chiedo a codesta Procura di volere procedere a termini di Legge. Si allegano alcuni quotidiani del giorno 10 giungo 2010 che dedicano ampio spazio alla violenza oratoria con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ha violentato e deturpato pubblicamente la Carta Costituzionale Italiana, di cui io e molti altri andiamo fieri.
Genova 10 giungo 2010
Paolo Farinella, cittadino sovrano, prete

Giorgio Napolitano si fà sfuggire la firma della legge bavaglio ! (Video)



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L'opposizione: «Morte della libertà». 
Di Pietro al Capo dello Stato: «Non firmi». 
La replica: «Parole a vanvera». 
Gli editori: «Effetto intimidatorio». Il 9 luglio black-out informazione....
poi verrà un referendum...ecco voglio dire qualche cosa,sono molto ignorante lo ammetto in fatto di architetture costituzionali pero non mi sfugge un fatto:sono anni che assistiamo ad un attacchi forsennati verso la magistratura e ogni istituzione che solleva una qualche eccezzione all'agire di questa compagine governativa.
Ebbene il Presidente della Repubblica sembra intervenire con velocità inusitata ogni volta che la sua squisita persona viene tirata in ballo,meglio ogni volta che qualcuno lo tira per la giacchetta!
Come in questo caso (a dir la verità sono tanti quelli che si appellano a lui).
Lui dal canto suo un "po"  permaloso,almeno cosi mi pare reagisce con stizza e decisione,una decisione che avrei voluto in ben altri momenti cruciali per le istituzioni.
Mi pare di capire che stando al tono della replica data all'appello di Di Pietro la cosidetta "legge bavaglio" passerà,sarà firmata.
Gli suggerisco una riflessione modesta e terrificante,lui che conosce bene Berlusconi provi ad immaginare come si comporterebbe al suo posto,nel senso che forse la Presidenza della Repubblica stà per cambiare per sempre il suo agire e il suo "aplomb"!

3D Projection Mapping



Ormai non c'è metropoli che si priva di questo genere di animazione,gioco di luci nelle notti di mezza estate,mi sembra una rivisitazione di Dineyland,un intrattenimento che sà di Carosello,costoso con accorgimenti tecnici di un certo rilievo,le animazioni virtuali sono concepite espressamente sull'architettura da animare,il risultato è sorprendente,induce a stupore e meraviglia mà tutto finisce li ,gli effetti speciali furono anticipati da l film "Blade Runner",un cult indimenticabile;proposti gli effetti come li vedete finiscono per avere il sapore della prestidigitazione di un venditore di lavatrici!

Roma Hotel Trash Spazzatura


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 Non è una novità ma quanto basta a piazzare il fatto nei media alla Tag Curiosità,l'installazione giunge con almeno mezzo secolo di ritardo,vi basti andare a un certo film di Antonioni,Zabriskie Point in cui fà esplodere una villa al rallenty oppure al pop consumismo degli americani degli anni 50,insomma un po banale cometrovata anche se con un certo valore pedagogico.

Dario Fo "ridipinge" il Correggio

Il Nobel Dario Fo "ridipinge" il Correggio 

Dario Fo: Pupazzi come marionette
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Doppio omaggio del Nobel Dario Fo all'arte del Correggio. Esce tra qualche giorno un libro che l'attore, con Franca Rame, ha dedicato ad Antonio Allegri: titolo "Correggio che dipingeva appeso al cielo" Franco Cosimo Panini editore. Ecco in anteprima alcuni disegni del Nobel.
E il 23 e il 24 giugno in prima mondiale al parco Ducale per la rassegna"Sotto il cielo di Parma"  Dario Fo porterà in scena uno spettacolo dedicato appunto alla vita e all'opera di Correggio
LEGGI
Dario Fo il mio omaggio a Correggio

Madre, l'artista è nuda: effusioni con gli spettatori per purificare il corpo

a napoli l'attrice colombiana gioca col pubblico a dadi

Teatro Festival, al museo la performance di Arjona: domani avrà un diamante, sabato in strada col lupo


NAPOLI - La si scorge già da quando si fa capolino nel museo Madre: una donna nuda, al centro di una sala buia, che si muove sinuosa riportando alla mente il celebre quadro del bagno turco di Ingrès.
Tutt'attorno è silenzio, lei si muove lenta, con gesti da dea, coperta da un solo fascio di luce su un piedistallo. Maria Josè Arjona è un'artista e si vede. Si vede dalla professionalità con cui aspetta gli spettatori-attori che tra poco andranno da lei, per toccarla ed essere toccati. Tutto questo ininterrottamente per un'intera giornata, fino alle 20 di stasera; magie del Napoli Teatro Festival Italia.
L'artista colombiana fa roteare tra le mani un paio di dadi. L'uomo che le si avvicina, come un pio Enea in attesa dell'oracolo della Sibilla, si è appena lavato le mani con l'Amuchina (abluzione rituale come prima dell'ingresso in un grande tempio d'Oriente). Attraversa così l'ampio salone del Madre (lo stesso che il giovedì ospita l'affollata serata di «Madrenalina») e si ferma davanti alla «dea». Poi sale sulla pedana e la guarda negli occhi: il cuore batte forte, l'attrazione è reciproca. Maria José, capelli e occhi color notte, gli consegna i dadi e attende che li faccia vibrare e li getti per terra: in base alla cifra che uscirà, potrà toccarla per quel numero di volte. Poi sarà Arjona a prendere i dadi e gettarli: bacerà per tot volte lo spettatore. Che sia maschio o femmina, la «dea» si avvicinerà con dolcezza e poserà le labbra sul collo, sulla bocca, sulla spalla, sulla fronte. Sensualità alle stelle, ma con un alone di sacralità che solo un rito d'arte può infondere.
Il nome della performance è «Vires - Exercises on power» ed è il secondo appuntamento della rassegna «Corpus - Arte in Azione», a cura di Adriana Rispoli ed Eugenio Viola. Arjona, direttamente dal «Moma» di New York, ha portato a Napoli un lavoro che mette a dura prova i suoi limiti fisici e psicologici, sottoponendo il suo stesso corpo a regole durissime come il prolungato digiuno purificatorio per quest’estenuante azione che dura tre giorni, tesa a riaffermare il gesto «eroico» dell’artista, sospeso tra desiderio e difesa, licenza e divieto, voyeurismo ed esibizionismo, flussi sadici e piacere masochistico, fantasia nichilista e tendenza liberatoria.
Domani, venerdì 11 giugno dalle 10 alle 20, l’artista nuda, vestita solo di un’armatura che le impedisce ogni movimento, avrà in bocca un diamante vero. Il pubblico è invitato a prendere il diamante dalla bocca dell’artista. Il vincitore diviene proprietario della pietra. Una sfida fisica senza sosta. Sabato, invece, dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 20, l'«Exercise III»: l’artista trascinerà un lupo tassidermizzato (sacro agli Indiani d'America) per le strade della città, sostando in zone dove si trovano istituzioni di potere. I dialoghi col pubblico saranno registrati da un microfono nascosto nell’imbragatura indossata dall’artista e diventano parte integrante dell'opera. Esiste la concreta possibilità che l'artista venga ostacolata, derisa o insultata dalla gente che la incrocerà in strada. Per questo motivo e per evitare ogni problema l'artista sarà seguita da una persona adibita a preservarne l'incolumità fisica.
Josè Arjona è nata a Santa Fe de Bogotá, in Colombia, nel 1973. Attualmente vive e lavora a Miami. Nel 2009 ha partecipato a In – Transit, performance tenutasi a Berlino, ed è stata artist - in - residence al Watermill Center di Robert Wilson a New York e al workshop con Marina Abramović Cleaning the house, nel 2009, sempre a New York. Others, al Modern Art Oxford, nel 2010. Ha partecipato, tra l’altro a Kiss Kiss Bang Bang, al Visual Arts Museum di Bilbao, alla seconda Biennale di Mosca, aTurbulence, alla terza Trienniale di Auckland, in Nuova Zelanda, a Otras Contemporareidades, Biennale di Valencia, a Viva la muerte, alla Kunsthalle di Vienna, tutte partecipazione del 2007.
Marco Perillo

Costretti a imparare un inno fascista prima di andare in gita a Roma.

Piccoli Balilla
Costretti a imparare un inno fascista prima di andare in gita a Roma.
Succede alla scuola Daniela Mauro di Pessano con Bornago, in provincia di Milano. Ad accorgersene è stata la nonna di uno studente della scuola: prendendo in mano il diario del nipote, si è accorta che quella canzone lei la conosceva già.
Il canto in questione è «Salve Dea Roma, fulgida in arme, all’ultimo orizzonte è la vittoria» ed è l’Inno a Roma che lei era stata obbligata a imparare in classe durante il Ventennio e che aveva poi sentito urlare ai repubblichini di Salò. Secondo la definizione di un’antologia della musica del Duce, edita nel 1931, «il più bello e difficile dei canti fascisti, su musica del Puccini».
La nonna ha parlato con la figlia, e lei con altre mamme. Così alla scuola Daniela Mauro, che fino al 2006 chiamavano “Balilla” e che molti ancora chiamano così, è scoppiata la bufera.
Gli studenti della quinta C, sotto dettatura, avevano dovuto scrivere il testo sul diario per essere pronti a cantarla durante la gita scolastica a Roma. Un viaggio che prevede, fra le altre attività, anche la visita guidata alle Fosse Ardeatine, con un gruppo di partigiani, e una cantata collettiva di fronte al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Dopo le proteste, il preside Felice Menna ha chiesto alle maestre di cancellare il testo dai diari dei ragazzini. «È stato un errore – dice – E’ assurdo pensare che le maestre abbiano dato da studiare l’inno a Roma di proposito». Il consiglio del dirigente è di fare imparare ai bambini una canzone allegra, come hanno fatto le insegnanti delle altre classi in partenza per Roma. «Magari un pezzo di Antonello Venditti – suggerisce – che alla Capitale ha dedicato belle parole».
Anni fa, quando guidava un liceo, Menna aveva vietato agli studenti di cantare Bella ciao durante una recita sulla Resistenza. Una decisione seguita alle polemiche di alcuni genitori, che la consideravano una “canzone comunista”: «La politica non deve entrare a scuola», taglio corto il preside.
Fonte

giovedì 10 giugno 2010

IL LUPO MANNARO

Il Lupo Mannaro leggenda
Non ci vuole molta immaginazione guardando questa immagine su come abbia potuto nascere la leggenda del Lupo Mannaro...
Una persona affetta da questa patologia,dall'abnorme crescita del sistema pelifero in passato,un non lontano passato è stata emarginata,cacciata dal suo villaggio,suppongo poco dopo o durante la sua adolescenza vagando nei boschi talvolta urlando la sua disperazione deve aver terrorizzato il "sentire" popolare a tal punto da divenire leggenda!
Va da se che le pulzelle " terrorizzate " temevano più per la loro virtù verginale che per le loro stesse appetitose delicate carni.
Risaputo che i cicli lunari coincidono misteriosamente con il mestruo e una accentuazione del desiderio,della foia...celato,represso,negato e prepotente,segreto.
In una societa repressa sessuofobica e dedita al "pensiero magico" alla superstizione veniva espressa inconsapevolmente con un  grido di terrore-dolore il fatto alienante,nevrotico servendosi della metafora dell'animalità incarnata dal folle errabondo dei boschi,dal " Lupo Mannaro "
L'Animalità e l'Eros riemersero dall'inconscio umano,misteriosamente per entrare nelle favole e nell'immaginario popolare e poi giungere sino a noi,oggi scettici e miscredenti o nella peggiore delle ipotesi cinici.


ELEFANTI LE FACCE DEL MONDO

Royal de Luxe teatro da strada
Scavando una uscita laterale hanno salvato l'elefantino