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venerdì 21 maggio 2010

Un Omaggio a Antisilvio e Silvestre

La vita e' una questione di culo: o ce l'hai o te lo fanno !
Un utente OKNOtizie a nome Antisilvio  che lavora per la Telecom suona alla porta di una signorina: 

“Chi e?”
Lui: “Acciugaxx”
Lei: “Alice?! Ma tu sei un uomo!”
Lui: “Ma signora le porto l’ADSL !”
Lei: “Oh poverino, frocio e pure infetto e magari anche comunista ! ”


Una "tizia" tale Acciugaxx-qualchecosa... si presenta da AntiSilvio e gli propone il suo numero speciale: 
"Posso cantare l'inno d'Italia con il culo: sono petomane ". AntiSilvio gli chiede di fargli vedere". 
La tizia si abbassa i pantaloni, si sforza, ma non viene niente. Insiste, ma ancora niente. 
Poi all'improvviso PRRRRRT e ricopre l'ufficio si AntiSilvio di una bella chiazza immonda! 
"Brutto porca ..." urla AntiSilvio
E la acciugaxx-qualchecosa
"E insomma non si puo' neppure schiarirsi la gola...".


Post attinente e oltre che gustoso saporito !

Processo al re della Street art milanese "Non imbratto, le mie sono opere d'arte"

IL CASO

Il writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, è imputato per imbrattamento in relazione ad alcuni graffiti
Il vicesindaco De Corato: "L'artisticità di questi personaggi non di può tradurre nella loro impunità"

100COSECOSI: " Un coglione anche se vestito da assessore resta sempre un coglione,se poi si chiama De Corato... "

Due articoli sulla sua arte, un'intervista a Vittorio Sgarbi, due pagine web sulle sue mostre e un catalogo delle sue opere. Sono le prove presentate dalla difesa del writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, nel processo in cui è imputato a Milano per imbrattamento in relazione ad alcuni graffiti, "per dimostrare - come ha spiegato il suo avvocato - che si tratta di opere d'arte e non di imbrattamento".

VOTA IL SONDAGGIO Artisti o imbrattatori?

In aula il giudice monocratico Guido Piffer, della sesta sezione penale, ha respinto alcune eccezioni presentate dalla difesa. Poi è toccato alle parti presentare le loro richieste di prova. Il pm ha citato come testimone un agente delle polizia locale, mentre l'avvocato Maria Rosa Sala, che rappresenta il Comune di Milano (costituitosi parte civile), ha presentato una relazione che contiene i costi sostenuti dalla amministrazione, circa 8mila euro, per ripulire i graffiti di Bros.

FOTO Le opere di Bros / Bros nell'aula del tribunale

Il giovane, uno dei principali esponenti della Street art italiana, è accusato di avere imbrattato nel 2007 la sede di una società (per questo episodio però è stata rimessa la querela), la pensilina di una fermata della metro e le mura del carcere di San Vittore. Il suo legale, l'avvocato Guido Chiarloni, ha presentato invece tutti i documenti e articoli che dimostrano il suo lavoro artistico. "Prendo questo processo come una cosa seria e per questo mi sono vestito anche con un abbigliamento consono", ha spiegato Bros uscendo dall'aula. Il writer ha parlato inoltre della "battaglia che sta conducendo contro di noi il Comune ", che ha bloccato "tanti progetti che potevano riguardare il mondo della Street art".

Bros ha anche citato un altro episodio: il prete di una parrocchia in Toscana si è messo in contatto con lui chiedendogli di dipingere con i suoi graffiti gli interni e gli esterni della chiesa. Il progetto, come ha aggiunto il giovane, "non è ancora partito perché il prete deve avere ovviamente prima l'assenso della Curia e dunque si possono prevedere tempi lunghi". Bros ha spiegato inoltre che si tratta di una chiesa costruita dopo gli anni Sessanta e che non ricade quindi nella tutela del patrimonio artistico e culturale.

Di diverso avviso il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che affida a un comunicato il proprio punto di vista: "Il caso Bros  è stata la molla mediatica per accendere un fuorviante dibattito sulla presunta artisticità dei writer, che molti vorrebbero erroneamente tradurre in impunità all'imbrattamento. La prima questione è invece la tutela della proprietà, che è difesa anche dalla Costituzione. Chi fa tags o graffiti su edifici pubblici o privati senza alcuna autorizzazione  commette una violenza. E deve rispondere all'articolo 639 del codice penale, oltre che risarcire per il danno materiale ed eventualmente d'immagine. La Street art non è una medicina prescritta dal medico. Il cittadino ha tutto il diritto di non volerla a casa propria". Il processo proseguirà il prossimo 12 luglio, quando, dopo l'esame del teste e la discussione delle parti, potrebbe arrivare la sentenza.

AGGRESSIONE POLIZIESCA A UOMINI DONNE E BAMBINI ROM


Il termine Porajmos o Porrajmos (in Lingua romaní «devastazione», «grande divoramento»), oppure il termine Samudaripen («genocidio») indicano il tentativo del regime nazista di sterminare la popolazioni romaní durante la Seconda guerra mondiale.


Triboniano. Per evitare il presidio pacifico dei Rom,  le forze dell'ordine perdono il controllo e pestano a sangue bambini,(Video) donne e uomini.

Milano, 20 maggio 2010. Mentre attendevano in piazza della Scala una delegazione di circa 300 Rom dal Triboniano (in un primo momento ce ne erano stati comunicati la metà), i rappresentanti di alcune organizzazioni per i Diritti Umani milanesi venivano raggiunti da una notizia sconcertante: "I Rom sono usciti pacificamente dal campo, senza striscioni né cartelli, senza dar vita ad alcun corteo, ma un poderoso spiegamento di forze di polizia li ha fermati, intimando loro di rientrare nell'insediamento, perché la manifestazione non era autorizzata. I Rom hanno risposto che, come liberi cittadini, avevano diritto a spostarsi liberamente e che eventualmente la polizia avrebbe potuto intervenire, sempre civilmente, perché la libertà di manifestazione è sancita dalla Costituzione, davanti a Palazzo Marino, dove un presidio era stato annunciato per le 18". Intanto alcuni operatori umanitari e difensori dei Diritti Umani chiedevano un incontro urgente con il vicesindaco o l'assessore alla sicurezza, per protestare contro l'operazione poliziesca e assicurarsi che le autorità cittadine evitassero qualsiasi azione aggressiva da parte degli agenti, in attesa che gli attivisti si spostassero presso il campo di via Triboniano. Nessun rappresentante del Comune di Milano accettava di incontrare la delegazione, mentre un portavoce dell'amministrazione comunale comunicava agli attivisti che il vicesindaco e l'assessore si trovavano già presso l'insediamento. Nel frattempo i Rom venivano pressati dalle forze dell'ordine, che con un'azione preordinata li caricavano. Pochi minuti dopo, il seguente comunicato stampa del Gruppo EveryOne riassumeva la catena di eventi presso il Triboniano:

 
Segnalazioni di azioni violente da parte delle forze dell'ordine contro famiglie Rom del Triboniano
"Ci stanno pervenendo in questi minuti numerose segnalazioni, confermate da alcuni fotoreporter di agenzie di stampa e quotidiani nazionali, secondo le quali le forze dell'ordine milanesi avrebbero caricato pesantemente gli abitanti del campo Rom di Triboniano, impedendo con la forza a 300 uomini, donne e bambini dal recarsi pacificamente e non in forma di corteo al presidio convocato oggi alle 18 dalle associazioni umanitarie di fronte a Palazzo Marino". Lo dichiarano Roberto Malini, presente al presidio di fronte al Comune di Milano, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti con lui del Gruppo EveryOne, organizzazione per i Diritti Umani. "In questo momento la Polizia è all'interno del campo. I Rom sono stati caricati da un cordone di agenti mentre tentavano di uscire dal Triboniano e recarsi pacificamente al presidio, poi la Polizia ha impedito l'accesso a noi attivisti e all'interno del campo è iniziata una tremenda caccia all'uomo tuttora in corso" ha raccontato Stefano, attivista che assiste le famiglie del Triboniano, raggiunto al telefono poco fa da Pegoraro.
Ulteriori testimonianze confermavano l'incredibile abuso: "Gli attivisti e i reporter possono vedere con i loro occhi scene da incubo: donne e uomini Rom pesti e sanguinanti, bambini feriti e intossicati dai lacrimogeni, perdita di controllo da parte degli uomini in divisa, che colpiscono alla cieca con i loro manganelli. Una bambina è stata percossa con violenza a un braccio, un giovane Rom zampilla sangue dalla fronte". 
La polizia impediva ai fotografi di fare il  loro dovere e documentare il massacro, ma foto e video girano già in rete. "Ci sentiamo di dire alla luce di quanto sta accadendo," prosegue EveryOne, "che siamo totalmente a fianco dei nuclei familiari Rom di via Triboniano, anche nel caso in cui sia in atto una ribellione alla riferita violenza da parte delle forze dell'ordine. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, infatti, sancisce la ribellione a tutte le forme di violenza e discriminazione quale diritto inviolabile dell'uomo, e come Gruppo sui Diritti Umani, ci dichiariamo pronti a scendere in campo, nella forma nonviolenta che da sempre ci caratterizza, accanto alle famiglie Rom per contrapporre - anche rischiando di ricevere gli stessi abusi - la ragione dei Diritti Umani alla violenza e alla persecuzione che le colpiscono".

 
La cronaca da parte degli Antirazzisti Milanesi (condivisibile al 100% in ogni considerazione)
Ore 16: circa 300 rom si avviano a piedi per prendere il tram 14 e recarsi al presidio indetto per le 18 sotto Palazzo Marino.
L'obiettivo del presidio era semplicemente quello di comunicare alle autorità cittadine la piattaforma rivendicativa degli abitanti (qui allegata). Una proposta di accordo che, se accettata avrebbe significato l'abbandono volontario del campo sotto sgombero. Ma percorsi neanche 200 metri uno sbarramento di Polizia bloccava la strada e con fare arrogante intimava ai rom di tornare indietro perché la manifestazione non era autorizzata (falso! dato che erano stati presi accordi precisi con la DIGOS) e spingendo affinché i rom facessero una delegazione di sette persone per andare ad incontrare l'assessore Mojoli.
I rom rifiutano la proposta e al primo accenno di proseguire vero il capolinea del 14 parte la prima carica. Come al solito le donne in prima fila, come al solito le vittime non possono combattere: una bambina di due anni ne esce con la faccia segnata dal manganello e parecchie caviglie risultano gonfiate dai calci

Ore 17: dopo un lungo e inutile parlamentare, i rom decidono di tornare indietro, agguerriti più che mai e improvvisano barricate in mezzo alla strada. la manifestazione, nei fatti, si concentra in via Triboniano. La richiesta è sempre la stessa: una risposta alle rivendicazioni unitarie di tutti e quattro i campi sotto sgombero. Anche la risposta è sempre la stessa. Decine di cellulari scaricano agenti, che con ampi cordoni in antisommossa bloccano entrambi gli accessi al campo anche a chi ovviamente  stava accedendo dal presidio ormai saltato in centro città


Ore 18,30: Scatta l'ordine di attacco. I cordoni si muovono contro i rom che cominciano ad opporre una forte resistenza. Diverse cariche violente vengono affrontate dagli abitanti del campo. Per ben tre volte l'esercito anti-rom è costretto ad arretrare perché i rom contrattaccano. Ma alla fine numeri e soprattutto violenza armata prevalgono. Lacrimogeni e manganelli costringono i rom all'interno dei campi che continuano a cercare di resistere e contrattaccare.


Da qui in poi non è dato sapere cosa stia davvero accadendo. I solidali che sopraggiungono trovano la strada sbarrata. 

Non resta che lanciare un accorato appello ad accorrere verso Triboniano. La resistenza dei rom ha assunto davvero tratti eroici e se oggi la battaglia antifascista riveste un qualche significato e valore universale questo è il momento di dimostrarlo. Il fascismo, sempre di più, è quello dello stato. La resistenza che sgorga dalle viscere della società, è l'unica vera risposta all'altezza della situazione.

LEGGE SULLA PELLE DEGLI AQUILANI: DIROTTATI A CHIETI I SOLDI DELLE DONAZIONI


Terremoto L’Aquila, 20 mag 2010 - Una parte consistente dei fondi derivanti dalle donazioni pro-terremoto (10 milioni e 768 mila euro), ma anche le risorse provenienti dal risarcimento assicurativo (quasi 7 milioni), “vengono arbitrariamente utilizzate dalla Giunta regionale per dare corpo e sostegno finanziario a una vera e propria leggina pirata” che finanzia interventi che nulla c’entrano con il terremoto. La denuncia è del vice capogruppo del’Idv alla regione, Cesare D’Alessandro. “La Giunta regionale, nella seduta del 17 maggio scorso - spiega -, ha approvato il disegno di legge su ‘Interventi normativi e finanziari per l’anno 2010′, con cui si destinano le nuove entrate regionali provenienti dalle donazioni e dai rimborsi assicurativi dei danni subiti a causa del terremoto. Il tutto, euro più euro meno, per un totale di oltre 17 milioni”. “I fondi del terremoto - aggiunge il consigliere IdV - serviranno, tra le altre cose, a finanziare in via straordinaria un non meglio precisato ‘progetto culturale’ del Comune di Chieti - vero e proprio omaggio al neo-eletto Sindaco Di Primio - nonché una miriade di interventi straordinari per lo svolgimento di attività cinematografiche, musicali, sportive e più genericamente culturali”. “Nella sostanza - sottolinea D’Alessandro - le donazioni spontanee degli italiani vengono utilizzate per ‘resuscitare’ un bilancio regionale ‘ucciso’ dai tagli indiscriminati fatti dallo stesso Governo regionale. Speriamo che gli Italiani - conclude il Consigliere D’Alessandro - non ci chiediamo indietro i soldi così generosamente donati, considerato il cattivo utilizzo che Chiodi ne sta facendo”.

RINVIO DELLE TASSE - Nella giornata di oggi il governatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, è stato a Palazzo Chigi per chiedere la proroga della sospensione del pagamento delle tasse perla zona del cratere . La sospensione scade infatti il 30 giugno. Alla domanda se la richiesta sia stata accolta dal governo, Chiodi ha risposto: “Ci stanno lavorando tutti, l’importante è che si consideri una priorità anche nella manovra”.
Fonte

Angelino Alfano era al matrimonio della figlia di 1 boss mafioso.Anch'io so

Angelino Alfano era al matrimonio della figlia di 1 boss mafioso.Anch'io so
Il bacio pericoloso di Alfano La Repubblica — 05 febbraio 2002 PALERMO Un altro bacio, un altro matrimonio «imbarazzante», ancora relazioni pericolose con uomini di Cosa nostra. Ma questa volta l' ospite eccellente non è un «vecchio» della politica, come Andreotti o Mannino, ma un giovane delfino, Angelino Alfano, deputato nazionale di Forza Italia, pupillo di Gianfranco Miccichè. Una carriera folgorante la sua che adesso rischia di essere adombrata da un bacio: quello con Croce Napoli, capomafia di Palma di Montechiaro, morto l' anno scorso. Un bacio con il boss al matrimonio della figlia Gabriella, sposatasi nell' estate del ' 96 quando Alfano era stato appena eletto deputato regionale. Lui, oggi, nega di aver mai conosciuto Croce Napoli e tantomeno ricorda di aver partecipato al matrimonio della figlia. Ma una videocassetta delle nozze lo smentisce. Corsi e ricorsi storici. Nei guai giudiziari dei politici, nei pericolosi rapporti con boss e uomini d' onore, quasi sempre c' è di mezzo un bacio, un regalo e una partecipazione a un matrimonio della figlia o del figlio di un capomafia. Il "bacio" per eccellenza è quello presunto, raccontato dal pentito Balduccio Di Maggio, tra l' ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti e Totò Riina, e il regalo, anch' esso presunto, quello destinato ad Angela Salvo, figlia dell' esattore di Salemi Nino Salvo in occasione delle sue nozze con Gaetano Sangiorgi. Poi c' è la partecipazione dell' ex ministro Calogero Mannino al matrimonio di un figlio del boss Caruana. Episodio al centro del processo contro il leader dc che è stato recentemente assolto. Ora spunta un altro matrimonio, un regalo e il bacio allo sposo e alla sposa. E al padre di lei, il boss di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, morto un anno fa. L' ospite d' onore di quel matrimonio, tra Gabriella Napoli, figlia del boss, e Francesco Provenzani, celebrato nell' estate del 1996, è il pupillo di Gianfranco Miccichè, agrigentino, Angelo Alfano, ex deputato regionale e capogruppo all' assemblea regionale, attualmente deputato nazionale. Il bacio e il regalo alla sposa, allo sposo e al boss, è documentato da un filmato (con audio) di oltre un' ora che comincia con gli ultimi ritocchi al trucco e al vestito della sposa e prosegue con la cerimonia religiosa, il banchetto in un grande albergo all' ombra della Valle dei templi, il ballo tra gli sposi, i ringraziamenti con bomboniere e sacchetti di confetti a tutti gli invitati. La presenza di Angelo Alfano viene registrata a metà cerimonia, poco dopo che gli sposi hanno tagliato la torta nuziale. Il deputato di Forza Italia si fa spazio tra la folla che attornia gli sposi e ha in mano un pacco, il suo regalo di nozze agli sposi. L' arrivo dell' onorevole è salutato da un coro di «che onore, che onore~». Lo sposo e la sposa sono emozionati alla presenza del fresco deputato di Forza Italia. Alfano bacia prima la sposa, si complimenta con lei, poi bacia lo sposo. Infine l' abbraccio e il bacio con il padre della sposa, il capomafia Croce Napoli, titolare di una fedina penale di tutto rispetto: arrestato per associazione mafiosa, concorso in sequestro di persona, in omicidio e indicato dagli investigatori come «capo dell' omonima cosca mafiosa facente capo a Cosa nostra, operante in Palma di Montechiaro e nei centri limitrofi». Non proprio uno sconosciuto. Poi il deputato consegna il regalo nelle mani della sposa e si scusa per il ritardo a quel matrimonio: «Mi dispiace, ma non ho fatto in tempo, ero a Milano e sono arrivato ad Agrigento soltanto da poco». Alfano viene attorniato da altri invitati che lo ringraziano della presenza, parlano del più e del meno e dopo un po' , dopo essersi congratulato con la sposa e con lo sposo, saluta e va via. Ma di questo matrimonio, Angelo Alfano, che alle elezioni regionali del '96 ha ottenuto quasi 9 mila voti, risultando il primo degli eletti nella provincia di Agrigento, dice di non ricordare nulla. «Io non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro». E quando gli diciamo che c' è un video che prova la sua partecipazione al matrimonio della figlia del boss e il bacio al capomafia, Alfano ribatte: «Non ho nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio, attenti a pubblicare notizie del genere». Le immagini, però, sembrano chiare: il matrimonio, il regalo, il bacio agli sposi e al capomafia di Palma di Montechiaro.

Guildor-Blitz nella mostra, appende finta opera




Blitz dell’artista sconosciuto e la sua opera diventa “famosa”. In occasione di (con)temporary art a Milano sono state esposte per la prima volta in Italia delle opere originali dell’inglese Banksy, che con i suoi stencil e la guerrila art ha ricoperto muri e spazi di tantissime città nel mondo. “Guildor”, giovane artista milanese, ha pensato di rendere un omaggio a Banksy in maniera originale: due giorni prima della mostra ha fatto un blitz fra le sale, ha preparato una sua opera (un orologio) con tanto di etichetta, e quando la sorveglianza si è allontanata lui l’ha appesa, come se fosse una di quelle fatta dall’artista inglese. Il risultato? Tanti visitatori ci sono cascati. “E’ un comune orologio da parete; la sola lancetta dei minuti che continua a correre con una lama da bisturi applicata alla sua estremità: un elogio a chi non si ferma mai – spiega Guildor - Le mie opere non sono mai invadenti, durano poco tempo e spesso possono essere rimosse. Questo intervento è soprattutto un gesto da fan”

giovedì 20 maggio 2010

Picasso e Matisse rubati da museo di Parigi

IL FURTO

Indaga la brigata repressione del banditismo

PARIGI - C'era un vetro rotto e una catena tranciata stamattina al Museo nazionale di arte moderna della città di Parigi quando sono arrivati i responsabili della galleria. Il peggio però li aspettava dentro. Dal palazzo durante la notte erano stati rubati cinque capolavori: Picasso, Modigliani, Braque, Léger e un Matisse.

Il valore totale del furto dal museo del 16esimo arrondissement è di 500 milioni di euro. Da quanto si è appreso la brigata repressione del banditismo (Brb) è stata incaricata delle indagini. La polizia dovrà cercare di ritrovare "La Pastorale" di Matisse, "La donna con il ventaglio" di Modigliani e "Il piccione a pois" di Picasso

SU MARIO VARGAS LLOSA E LA CORRIDA

Pablo Picasso diceva dei suoi connazionali gli spagnoli: "...al mattino vanno alla messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello!" Chissà se vale anche per Mario Vargas Llosa, noto scrittore spagnolo?

Come se ciò non bastasse, perfino la Chiesa Cattolica non condanna questi spettacoli, al contrario, è consuetudine che le Corride siano fatte in "onore dei santi", con l’approvazione del clero. La verità è che non esiste alcuna giustificazione morale per rifiutarsi di prendere in considerazione la sofferenza di un essere vivente, sia esso umano o non umano. Gli animali sono esseri senzienti che provano gioia, felicità, paura e dolore, proprio come gli esseri umani. Non abbiamo alcun diritto di farli soffrire per il nostro "divertimento. Se qualunque tortura inflitta ad un animale merita di essere condannata, le corride sono il peggior tipo di tortura perché sono fatte in nome dell’intrattenimento. Dobbiamo smetterla di torturare gli animali e dobbiamo fermare per sempre questi spettacoli di brutalità e violenza.

"Un piccolo passo separa coloro che torturano gli animali e infliggono loro sofferenze, dal fare lo stesso sui propri simili".
  
Nel 2008, in una città francese (amante delle Corride) ho fatto una mostra che non è stata molto apprezzata,semplicemente perché trattavo il tema della Tauromachia in termini filosofici, e cedendo in nulla al mito della Corrida, tanto apprezzato da Mario Vargas Llosa. Una pseudocultura questa, una barbarie indegna del nostro tempo. Mi lascia qualche perplessità il fatto che Picasso abbia abbondantemente celebrato nella sua opera il tema, anche se si dice che fosse piu una metafora personale. E infatti era lui stesso a dirlo, identificandosi con il Minotauro: "Se unite una serie di punti, luoghi e storie, vissuti nella mia vita, vedrete che ne esce fuori il disegno di un Minotauro". Tra le altre cose il pittore diceva che gli spagnoli "al mattino vanno a messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello". Picasso riconosceva d’essere nato dentro la Corrida, e la considerava una componente della sua identità capace di ispirarlo (rammentate il toro in "Guernica"?). Il tratto realista, la metafora del popolo ribelle, amante della libertà ecc.
Ai tempi tuttto questo mi fece riflettere, e finii con l’identificare nella Corrida una liturgia purificatrice di marca cristianeggiante, roba tipo: "il dolore ti redimerà". Il toro, che notoriamente è il simbolo dell’Eros umano, della sua potenza, della sua incontenibile irruenza, viene accostato dal pensiero cattolico sacrificale-dolorista-sessuofobo al diavolo, al peccato, al male; laddove il Toreador è l’eroe stoico, epico, puro nella fede, che con grazia, leggiadria, armonia e virtù uccide la "bestia" in un rituale salvifico, esorcizzante e purificatorio. Tutto questo non è altro che una rievocazione di culti sacrificali dell’antico mondo pagano: mondare i peccati, le trasgressioni e celebrare le virtù della fede. Non per niente i segni della croce e i crocefissi nelle arene si sprecano, un po’ di superstizione non guasta mai. Stanno li pure per scaramanzia, ma meglio sarebbe se ci mettessero il mago Otelma.
Ovviamente le cose sono un po’ più complesse: il rituale della Corrida è anche un’eredità del mondo pagano primitivo, quello in cui si sacrificava alla divinità il figlio primogenito (Cartagine), o la bestia più bella, donata al Dio crudele e geloso (Abele e Caino). 
Eredità presente anche nel "libro dei libri", la Bibbia, allorché il "buon Dio" chiede a un padre di dimostrargli la sua fede sacrificandogli il figlio prediletto (l’episodio è noto, e non serve che lo rammenti). Insomma, una vecchia abitudine quella di immolare, di far scorrere il sangue in segno di devozione. Sospetto pure che si volle, con la "cristianeggiante" Corrida, cancellare le tracce del culto di Mitra, che aveva al centro il toro e godeva di grande seguito nell’Impero Romano.
E’ curioso che un avvenimento legato allo scorrere del sangue e al dolore, possa assurgere a cultura e nascondersi dietro il paravento della tradizione. Sul piano simbolico stupisce che il machismo degli spagnoli ed il loro Eros personale trovi nel toro un degno nemico. Il malinteso in cui precipitano, letteralmente ingannati dal pensiero "cristianeggiante", una volta svelato il risvolto analitico-psicologico, ci parla di un rito di auto-castrazione effettuato dall’uomo contro il simbolo del suo stesso Eros.
L’uomo popola il mondo di sensi e matafore, tutto è simbolo, e l’insieme di questi interagisce nel profondo, ed emerge nelle diverse "culture".
Bravi, complimenti e tutti a casa!
Oggi la Corrida, dalle notizie che mi giungono, si svolge più che altro per un limitato pubblico di turisti, la metà dei quali non resiste e vomita prima della fine dello spettacolo. Uno zoccolo duro di affezionati e fanatici resiste (certi arrivano persino a produrre referti medico-veterinari che affermano che l’animale non soffre perché privo di anima!), ferocemente contrastati, sia in Spagna che in Francia, da varie organizzazioni animaliste.
Infine ho notato come Corrida faccia rima con alcol (una pura "coincidenza": annegare il dolore per l’Eros perduto proprio nell’alcol), il quale scorre a fiumi. Ne sono stato testimone, e lo spettacolo è impressionante tanto più che, realizzata la castrazione rituale del simbolo dell’Eros (il toro), a tarda notte, quando la Feria finisce, tutti vanno in bianco, felici e contenti, meno i tori ovviamente. Complice l’alcol, direte voi.
Venendo a Mario Vargas Llosa, quando dice: "Vietare le corride, oltre a un oltraggio alla libertà, è anche giocare a fare finta, rifiutarsi di vedere a viso aperto quella verità che è inseparabile dalla condizione umana: che la morte ronza intorno alla vita e finisce sempre per sconfiggerla; che, nella nostra condizione, entrambe sono sempre intente in una lotta permanente e che la crudeltà - ciò che i credenti chiamano il peccato, o il male- fa parte di essa, ma anche così la vita può essere bella, creativa, intensa e trascendente. Proibire i tori non attenuerà in nessun modo questa verità e, oltre a distruggere una delle manifestazioni più audaci e appariscenti della creatività umana".
Mi fa letteralmente sobbalzare sulla sedia, sembra una frase presa di pari passo dagli Ig nobel, e indegna di un grande della letteratura, quale lui è.
Mi perdonerà se liquido questo suo paragrafo con una citazione lapidaria del nostro Gabriele D’Annunzio: "Non ha nulla da insegnare chi ha molto sofferto! " Parafrasandola si potrebbe dire che nulla ha in comune con la cultura un momento di sofferenza e tortura, e che poco ci frega che esistano persone capaci di trarre godimento da questo genere di rappresentazioni primitive, che nei secoli hanno prodotto canoni estetici equiparabili al nazismo.
Non solo. Una cosa è nutrirsi, sia pure torturando un animale, e altra cosa è nutrire il nostro universo simbolico profondo, la nostra cosmogonia simbolica, con atti ed episodi di sofferenza inflitta gratuitamente. Ed è ancor meno lecito accettare surrettiziamente il fatto esorcistico della Corrida. Se hanno paura non hanno che da rinchiudersi in casa. Così s’interpreta la vita in termini esculsivamente doloristi, roba da "valle di lacrime" cristianeggiante, puro pensiero magico, spazzatura, superstizione impastata di sadomasochismo.
Poi insiste: "...riorienterà la violenza ristagnata nella nostra condizione verso forme più crude e volgari, e magari verso il nostro prossimo. In effetti, perché inferocirsi contro i tori se è molto più eccitante farlo con i bipedi in carne e ossa che, per di più, strillano quando soffrono e in genere non hanno corna?
Come a suggerirci che, abolita la Corrida, fatto altamente "pedagogico" nelle dinamiche della non-violenza, potremmo ritrovarci a praticare su noi stessi una certa forma di violenza. Lucido delirio o distrazione? A voi l’arduo quesito...
La Storia sembra non avergli insegnato nulla. Né quella passata, né quella che imperversa sotto i suoi occhi: basterebbe solo che accendesse il tubo catodico o il pc.
Quella intervista de"El Pais", ripresa da Corriere.it , potrebbe benissimo non essere mai stata rilasciata da Mario Vargas Llosa, talmente stupida da sembrare inverosimile. Un falso, come è accaduto spesso di recente. Io propendo per questa ipotesi, qualcuno più cattivo di me indagherà, almeno spero.
E qui termino con le parole di un sapiente, Publio Ovidio Nasone, il quale, emergendo dalle nebbie del tempo della classicità romana, dice: "crudelitas in animalia est tirocinium contras homine" ("la crudeltà contro gli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini". Ndr).
Di michel Abbatangelo 
Pubblicato su AGORAVOX
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mercoledì 19 maggio 2010

Surrealisti,l'inferno dell'immaginazione persa nei vortici ombellicali del "famolo strano"!

Qui trovate un grandissimo numero di pseudo Surrealisti,l'inferno dell'immaginazione persa nei vortici ombellicali del "famolo strano" a tutti i costi,un folto pubblico di bocca buona pronto allo stupore,al carinoooooooooooooooooooooo...ed alla meraviglia piu enfatizata,affascinati dalla minuzia,dal dettaglio,dall'illusione ottica, non manca di interpellare questo sito,tuttavia tra i molti artisti presenti ve ne sono senza dubbio alcuni dalle indubbie qualità espressive anche se per cosi dire:"leccano troppo" il pennello.
Dunque una visita qui vi dirà senza dubbio tutto quello che non dovreste fare nella vostra pittura,ad esempio le cadute sentimental-romantico in salsa Surreale,o certa rappresentazione tra il misticheggiante e "l'incontro ravvicinato del terzo tipo"o il Dark macabro anche se nell'illustrazione si sentiva il bisogno delle favole con il lieto fine che si trasforma in tragedia,insomma una buona lezione sulla realtà ai pargoletti bisognosi di un po di terrore.
va da se che questa pittura incontra un mercato avido di emozioni di bassa lega ed estremamente gratificante in ultima analisi per gli artisti che vi si cimentano.


http://beinart.org/artists/brian-hoover/gallery/brian-hoover-4.jpg

http://beinart.org/artists/miguel-tio-1-2/gallery/miguel-tio-10.jpg

http://beinart.org/artists/hugues-gillet/gallery/hugues-gillet-1.jpg

http://beinart.org/artists/tina-imel/gallery/tina-imel-2.jpg