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lunedì 12 aprile 2010

TERREBLANCHE E "SALO E LE 120 GIORNATE DI SODOMA"



Una delle più spregevoli figure politiche del Sud Africa è stato ucciso da due suoi dipendenti di colore,fra cui un minorenne,nel link sopra scoprirete cosa è emerso riguardo a Terréblance,wikipedia sembra più una fedina penale che una "biografia"!
Un fatto sconcertante tantopiù quando viene da una figura votata da un trentennio all'odio razziale,un razzista xenofobo,intollerante dichiarato,un fanatico Boero che elabora un sincretismo religioso a dir poco delirante,surreale,infine un nazista!
Nessun media del mondo ha mostrato la minima pena per la fine di questo personaggio,anzi si è paventata una reazione sconsiderata da parte dei suoi numerosi accoliti armatissimi.
Una banda di forsennati che avendo già provato sulla sua pelle di cosa sono capaci gli Zulù e i Xhosa si è ben guardata dal dare seguito alle minacce e ai propositi di vendetta.
Quanto emerge dall'articolo di La Repubblica è tra le righe suggerito anche da Wikipedia,il "vizietto" di Terréblance era noto e almeno un decennio prima fù motivo di una scissione importante nel suo gruppuscolo di schizzofrenici conclamati antitutto,anticomunisti,antisemiti,antineri,omofobi e via di seguito e votati alla violenza pura e dura, " purificatrice " e dominatrice ovvio.
Qualcuno ci deve ancora spiegare il perchè di "tanti" omosessuali tra le fila dei nazistoidi del mondo,dal fondatore del movimento di estrema destra austriaco deceduto due anni fà e di cui si scopri l'omosessualità solo dopo il decesso a certi gerarchi nazisti o membri del Klux klux clan sino a Térreblance...che sia una latente voglia di riscatto e di emancipazione dal senso di colpa a sfondo religioso ? 
La "sacra" bella fabbrica dei mostri !
Térreblache
Ora non ho nulla contro l'omosessualità,qui non si tratta di questo e per cercare di far comprendere cosa mi indigna vi rimando a le "Salo e le120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini (scaricatelo con Emule) a certe sue immagini di appiattimento fisico,di sadismo e umiliazione prodotti contro l'essere umano non per una mera pulsione legata al desiderio (...) ma per pura volontà di dominio,volontà di potenza nella sua accezzione più negativa e selvaggia,direi primitiva (...) e asservimento dell'altro attraverso l'umiliazione sessuale che lo colloca in un ruolo passivo,effeminato,con questo ultimo termine si illustra la visione machista,misogina,autoritaria e fascistoide che guida la pratica della sessualità di Térreblance.
Si conosce in antropologia un costume antichissimo,un modo di ceti capi villaggio di impore la propria autorità abusando in termini di punizione di un giovane o di una figlia,o della moglie di colui che si è mosso trasgressivamente contro il potere del capo (...) oppure per venire a noi lo " jus primae noctis " il costume che voleva che il signore medioevale abusasse con pieno diritto delle spose subito dopo il matrimonio e prima del marito (...).
Insomma Térreblance un sadico riconosciuto,un razzista quantomeno singolare usava la sua pulsione sessuale esclusivamente in termini di umiliazione dell'altro trovando profonda gratificazione nella distruzzione della personalità degli oggetti del suo odio.
Ora che una delle sue innumerevoli vittime si sia ribellato e lo abbia tagliato a fettine con il machete risulta a buona parte del mondo come una liberazione.
L'argomento non dovrebbe essere sottovalutato dagli artisti in quanto l'uso della sessualità in termini di dominio è uno degli argomenti appena sfiorato dall' Arte Contemporanea,un approfondimento davvero difficile e per questo "Salo e le 120 giornate di Sodoma " è  e resta un capolavoro unico (...) forse una certa ironia non si addice molto all'argomento,al tema o forse certe classi borghesi cesserebbero seduta stante di investire in arte se si dicessero veramente come stanno le cose!
Fatto stà che un artista onesto dovrebbe interrogarsi profondamente sul tema facendo del suo meglio,lo spero per non precipitare nella rappresentazione SM fetish(sadomasochistica o certa body art) .
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Assunto “collaudatore” di prostitute in Cile,si chiama Jaime Rascone

“collaudatore” di prostitute.
“collaudatore” di prostitute.
“collaudatore” di prostitute.
“collaudatore” di prostitute.
“collaudatore” di prostitute.
“collaudatore” di prostitute.
 Fotomodello viene assunto come “collaudatore” di prostitute. 
Accade nel Cile del dopo dittatura,la notizia la  riporta la “Revista Don Juan”. 
L’uomo, Jaime Rascone, ex dj, è stato assunto per fare un lavoro "serissimo" che comporta molte responsabilità,fuor di discussione il fatto che questa professione sarebbe ambitissima nel nostro paese.
Si occupa del “controllo di qualità” e deve testare tutti gli aspetti che caraterizzano la buona prostituta in un bordello Vip di Santiago del Cile dove la prostituzione è legalizzata.
In dettaglio:scioltezza,spirito di trasgressione,gentilezza,dialettica,capacità di mettere a suo agio il cliente,se tiene adeguatamente in ordine la sua camera e filing erotico,seduttività etc,insomma se potrebbe uscire da quella ragazza una buona Geisha o Coniglietta fate voi...
Rascone stava scrivendo una storia sulla rivoluzione sessuale nel paese quando è stato contattato dalla responsabile del bordello, Fiorella Companionos,per entrare a far parte del team. In cosa consiste il lavoro di Rascone? 
Le “aspiranti prostitute” del bordello devono superare tutta una serie di prove, come quella fotografica (la tecnica della posa o orizontalià)  test psicologici e colloqui. Le ragazze che hanno superato brillantemente queste prove devono superare “il colloquio finale” e qui subentra il lavoro di Rascone, la sua professione è quella di “sperimentare” il trasporto erotico delle ragazze,il loro slancio e mandare un rapporto dettagliato alla responsabile del bordello Madame Fiorella.
Naturalmente i test/studio che Rascone effettua sono tutt’altro che teorici e la dimostrazione viene da queste foto, dove è attorniato dalle ragazze e, mentre usufruisce delle loro “attenzioni”, prende appunti e dà voti.
Senza dubbio le cose potrebbero stare diversamente,e la notizia giocata in termini promozionali da parte della tenutaria del bordello per cui prendiamo con la cautela neccessaria questo pezzo di "colore" erotico (...)
Dopo la recente tragedia del terremoto che ha messo drammaticamente a dura prova il paese di per sè già gravemente provato dalla recessione mondiale non c'è affatto da stupirsi che la prostituzione torni a divenire una professione liberale e in un certo senso ambita (...)
Và ricordato che la figura del "tester" di prostitute esiste da lungo tempo all'interno del racket della prostituzione,le organizazioni criminali lo intendono come una specie di "domatore" ,talvolta agisce in accordo con altri praticando lo stupro e le situazioni più degradanti,umilianti,capaci di annientare la personalità della donna,una schiava,acquistata o rapita al suo ambiente o alla sua famiglia o tratta in inganno,le cronache abbondano di storie tragiche.
Questa notizia l'ho integrata con quanto so sulla prostituzione,mi pareva che all'origine si basasse un po troppo sul "colore" e meno sul dramma che costituisce la prostituzione,infine,affatto sorprendente che la piaga affligga istituzionalizata un paese cattolicissimo come il Cile,voglio dire con una realtà che spesso si è accompagnata a braccetto con il più spregevole autoritarismo dell'America Latina ad opera del dittatore Pinochet,questa è una delle eredità di un ventennio tragico a tratti surreale!
Fonte parziale

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POLONIA:DIETRO IL CRASH AEREO UN COMPLOTTO,DEFLAGRANTI RIVELAZIONI


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Qui il Reportage fotografico (21 foto) e il video che documenta i luoghi del crash in cui hanno perso la vita il Presidente della Polonia e moltissimi altri componenti del governo,e sotto l'ottimo video delle celebrazioni funebri.
Qualche quotidiano ha fatto uscire la "notizia" che al momento sarebbe escluso il guasto tecnico nel crash dell'aereo (...) le informazioni che io attinto io invece in Francia dicono che le cose stanno diversamente:le condizioni meteorologiche sconsigliavano l'atterraggio,la torre di controllo ha insistito più volte affinche venisse scelto un altro aereoporto,emerge chiarissimo che si è trattato di un errore umano,ancora,per eliminare ogni possibile sospetto le autorità russe hanno atteso in tecnici polacchi prima di recuperare le scatole nere dell'aereo (...) è recentissima la presenza di Putin con il capo di stato polacco nel sacrario di Katyn,un gesto simbolico che ha voluto fare tavola rasa di quanto storicamente divideva i due popoli (...) questi i fatti,parte della stampa italiana ha attinto a fonti polacche ambigue la "notizia" che esclude il guasto tecnico (...)
A tutta evidenza invece un destino,fatale e beffardo ha imposto la sua legge facendo perire metà dell'aristocrazia del potere polacco  negli stessi luoghi in cui oltre mezzo secolo prima perivano per mano dei sovietici e per volontà di Stalin decine di migliaia di ufficiali polacchi decapitando l'elite del paese (...) cionondimeno viene spontaneo chiedersi se un paese cosi profondamente cattolico e nel carattere vicinissimo al sentire italiano esprimerà il suo sconcerto,la sua perplessità a un Dio cosi distratto da permettere che cotanta fede venga oltraggiata dalla malasorte!
E adesso veniamo alla notizia nella "notizia" il solo sopravissuto al crash sarebbe il generale Jaruzelsky l'anziano tetro dirigente comunista noto in Occidente in termini di spot per quegli odiosi occhialini neri e per la scopa infilata nel culo a conferirgli una statura dritta come uno sparo (...)
Il Presidente Polacco Kaczynsky quando si è presentato all'imbarco (senza levarsi la scopa) gli avrebbe rifiutato decisamente l'imbarco a bordo dell'aereo salvandogli inconsapevolmente la vita, (la fonte: Le seul à « miraculeusement » survivre est le général Jaruzelski, l'ancien dirigeant communistes aux lunettes noires, qui souhaitait se rendre à Katyn, mais auquel Kaczynski a refusé une place à bord de l'avion. Lui sauvant la vie) .
La conclusione sarebbe a questo punto inevitabile:il generale Jaruzelsky avrebbe espresso nella sua mente rivolto alla folta compagine governativa a bordo dell'aereo il classico malaugurante " fottetevi tutti " e sbattendo i tacchi avrebbe fatto dietro front,la Fattura,per dirla alla napoletana era stata lanciata e con esito fatale come tutti potete constatare senza la minima ombra di dubbio.
Ed ecco la notizia dentro "la notizia" dal sapore della rivelazione:Silvio Berlusconi quando in via riservata gli è stato riferita la cosa in termini di battuta (una indiscrezione dice sia stato Bondi) avrebbe esclamato:" d'ora in poi se c'è un comunista che vuole salire fatelo montare a bordo,per carità che quelli l'ho sempre detto portano male ! "
Poi rammentandosi di una delle sue barzellette più riuscite l'ha illustrata ai presenti facendo quasi slogare la mascella a La Russa,eccola:" Il capo di stato sovietico Michail Gorbaciov sta visitando le officine di uno dei più grandi produttori automobilistici inglesi. Si accorge che gli operai arrivano al lavoro addirittura con cinquanta minuti di ritardo e lo fa notare alla sua guida che gli dice: " Questo non è niente. Smettono per il the' alle dieci, poi si prendono altri trenta minuti per il pranzo e vanno a casa persino un'ora prima del tempo stabilito". Il capo di stato sovietico rimane molto sorpreso e osserva: "Questo non sarebbe permesso in Russia. I nostri operai iniziano puntualmente e lavorano dieci ore piene"."Non si riesce a farglielo fare qui, dice la guida scuotendo la testa, sono tutti sporchi comunisti! "


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LE FACCE DEL MONDO BURQA CHARME

BURQA

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Majida Khattari
e l'Islam di oggi

Le sfilate-performance della giovane artista marocchina si ispirano e raccontano la realtà della donna islamica del terzo millennio. La Khattari mette così in scena modelle che indossano abiti sculture, chador parlanti, scenari in movimento che mettono a confronto Oriente e Occidente. Dove l'attualità, la politica e la religione scendono in passerella

LE FACCE DEL MONDO TATTO CHARME

domenica 11 aprile 2010

Riappare nel web quello che vi siete persi per la censura nel 1930

La censura che si esercita sulle opere altrui non impegna a farne di migliori. 
                                  (Bernard de Fontanelle)

 
Anni Trenta spinti le scene tagliate ritrovate sul web

 Una bobina di pellicola in nitrato da 35 millimetri ritrovata nello scantinato di un vecchio teatro della Pennsylvania e il mistero delle immagini proibite del cinema degli anni '30 torna alla luce.Tutte le clip montate in questo video sono tagli di censura dai film proiettati tra gli anni '20 e gli anni '30: le scene troppo esplicite, come quelle che mostrano una donna in lingerie o delle gambe che si scoprono con un soffio di vento, venivano tagliate dal proiezionista per assecondare i gusti del tempo.Il video, montato con una selezione delle sequenze ritrovate, è stato presentato nel 2007 al 72 Hour Film Festival di Frederick, nel Maryland, per poi trovare il vero successo solo in questi giorni grazie a YouTube (di BENEDETTA PERILLI) In un montaggio di quattro minuti i frammenti censurati perché considerati troppo espliciti: abbracci, gambe scoperte e ragazze in lingerie... Boom di contatti.


100cosecosi - Paradossalmente ed è una constatazione in un'epoca in cui censura ed autocensura talvolta capace di sfiorare il ridicolo imperavano,il numero di molestie sessuali,casi di pedofia,stupri,perversioni e tutta l'ordinaria cronaca nera legata  all'Eros patologico,perturbato (...) toccavano picchi altissimi nelle statistiche del tempo,una sorta di rimozione collettiva e la demonizazione del fenomeno ricacciavano quei fatti nei cassetti degli oggetti smarriti.
Si dovrebbe rammentare questo a tutti coloro che auspicano e plaudono ad una severa censura sul web contro la pornografia;se cio avvenisse sarebbe un salto nel buio,un tornare indietro di due secoli,certi fenomeni non potrebbero venir studiati e si perderebbe cosi l'occasione di adoperarsi ad una sorta di prevenzione attraverso adeguate e particolareggiate pedagogie.



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Video - Allego di quell'epoca un documento eccezzionale strettamente attinente con i recenti fatti di molestie sessuali ad opera del clero cattolico,si tratta di un documentario premiato e non ancora passato nelle emittenti tv o i media italiani,quantunque il termine Olocausto impiegato dai nativi del Canada che oggi sollevano il velo su quei fatti sia per alcuni spropositato,è una pura realtà se si considera il ristretto numero di soppravissuti alla colonizazione bianca delle americhe,effettivamente vi fù un olocausto,perseguito per secoli,con un sottofondo di ragioni religiose,bramosia dell'oro e delle ricchezze di quei paesi oltre che per l'induzione in schiavitù tentata contro le popolazioni amerindiane,il video è sottotitolato in italiano ed è il lavoro di una generosa equipe tra cui alcuni indiani residenti in Italia.
I fatti denunciati in questo video appartengono all'epoca in cui la censura imponeva strettamente di salvaguardare una "morale" religiosa che oggi sappiamo  generatrice di mostri (...) nessun termine appare appropriato per circoscrivere quello che avvenne allora e ai nostri occhi oggi inconcepibile,se vogliamo comprendere quanto è accaduto in termini di memoria (...) allora dobbiamo saldare insieme tutta una serie di "dettagli" dell'epoca,ne avremo un quadro chiaro ed parzialmente esauriente ed è quello che ho fatto qui inserendo anche la celebrazione del Porno d'Arte che stà avvenendo in questi giorni in Francia.

La Francia omaggia l'età d'oro del porno

MILANO - Negli anni in cui su internet impazzano centinaia di siti di video-sharing pornografici, il progetto appare ancora più audace e rischioso. Il prestigioso editore francese Wild Side, famoso per aver prodotto o riproposto film d'essai come il "Macbeth" di Orson Welles e diverse pellicole minori di Akira Kurosawa, ha annunciato il lancio della collana "L'età d'oro del porno" in cui presenterà i film più prestigiosi del cinema hard. Lo scopo del progetto è dimostrare che, ai suoi inizi, il cinema a luci rosse era una forma d'arte ricercata e ambiziosa, sinonimo di libertà e trasgressione,continua a leggere....

Torino, l'arte strada facendo


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L'evento è ospitato nello Spazio Barriera di Artegiovane di via Crescentino 25 ed è curato da Olivia Spatola.
La mostra è affiancata dal progetto espositivo "747" e dalla rassegna performativa intitolata "Re-writing", rassegna performativa in programma da sabato 10. Tre gruppi di artisti in tre serate (10-16-23 aprile) realizzeranno ognuno una tela di cinque metri per due nella galleria del Circolo Culturale utilizzando diverse tecniche
Dall'8 aprile al 15 maggio nel capoluogo piemontese street artist emergenti e nomi già affermati a livello internazionale a confronto in tre eventi ospitati in diverse location cittadine. Ecco una rassegna delle opere degli artisti partecipanti
www.stradafacendo2010.it
(e.d.s.)

Gillo Dorfles compie cento anni : «Ecco cosa penso di voi» la più bella intervista

«A Trieste ho scoperto Kafka e Strindberg prima degli italiani. Detesto la critica che non sa parlar male di nessuno, me compreso. Odio le femministe, i cascami del Sessantotto, la Body Art, le orrende periferie delle città italiane. Amo McEwan, vorrei imparare il giapponese»

Gillo Dorfles
Cento anni, e allora? Io sono nemico degli anniversari, non li sopporto. E non solo in questa occasione un po’ particolare, diciamo non proprio quotidiana, che mi riguarda. Provo la stessa idiosincrasia anche per quelli altrui. Non parliamo di quelli canonici, le date storiche. Non so quando è stato, che so, l’Armistizio. O la fine della guerra, o la festa della Repubblica. L’unico che mi viene in mente, adesso, è il Primo Maggio. C’è una ragione, naturalmente, la mia antipatia per gli anniversari è legata a un episodio. Quando ho preso la maturità, alla fine del liceo, sono stato bocciato in due materie: storia e matematica. Date, anniversari e calcoli da allora non sono mai riuscito ad inghiottirli: è successo anche più tardi, con quelli economici e finanziari. Oggi, provo la stessa antipatia quando mi trovo a che fare con Internet o con i telefonini: a tu per tu, i numeri mi spaventano, non riesco a dominarli. E così, quando vedo un bambino schiacciare i tasti numerati senza sapere nemmeno che cosa sono, capisco di appartenere a una generazione completamente superata. Eppure, mi rendo ben conto di vivere nel presente. Anzi, l’infanzia a Trieste, la giovinezza, non mi tormentano nel ricordo, è come se appartenessero anche loro alla storia, e la storia è una mia nemica.
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AFGHANISTAN GENERALE CIALTRONE E IL PITTORE IN TRINCEA



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Julian George è un pittore da trincea, un artista di guerra come quelli che si vedevano una volta. Julian George (guarda il sito www.julesgeorge.com) è un ritrattista in Afghanistan. Tempere, tuta mimetica e carta: il 41enne pittore britannico, figlio di militari, ha trascorso un mese ospite dell'esercito inglese a Camp Shoraback realizzando schizzi rapidi e disegni a matita dei militari e dei civili incontrati in Afghanistan. "Spero che i miei lavori riescano a trasmettere la sensazione di essere al fronte - spiega George - la paura e l'energia, il cameratismo e la determinazione delle truppe. Oltre ogni giudizio sulla guerra il mio obiettivo era di studiare l'esercito britannico nel teatro della guerra". Una testimonianza fuori dal tempo che supera il realismo, a volte eccessivamente crudo, della fotografia di guerra senza dimenticare che dall'inizio del 2010 sono 31 i militari inglesi morti in Afghanistan

100cosecosi- Siamo di fronte ad una spregevole operazione propagandistica dell'esercito inglese,a tutta evidenza il generale che ce lo ha spedito sul fronte dev'essere un coglione di prima grandezza e vi spiego perchè: da secoli,sin dai tempi di Goya in Storia dell'Arte si ha ben chiaro cosa sia la guerra,la sua lezione ripresa dai più grandi maestri per citarne uno Picasso con il suo "Guernica" è ormai un dato assodato e non si capisce perchè anzi adesso lo sappiamo si manda al fronte un artista asservito,appiattito culo all'aria,alle logiche del potere che interpretano l'essere umano esclusivamente come "carne da cannone!"
In più non si tratta di un pittore ma di un "valente" illustratore acquarellista assoldato a bella posta e pagato un tanto al kg (...) come se fossimo ai tempi delle illustrazioni di Molino sulla "Domenica del corriere" tempi in cui la faotografia aveva chiaramente i suoi limiti (...)
L'illustratore negli schizzi rapidissimi talvolta all'acquarello si sofferma più sull'aspetto "orgogliosamente" tecnologico delle armi e ritrae il soldato,il commilitone,il camerata senza una grande penetrazione psicologica salvo interpretarlo sotto il peso dell'equipaggiamento bellico (...),nessun accenno a chi stà dall'altra parte che è sempre,quasi una regola,l'argomento del soggetto guerra nella Storia dell'Arte,le vittime,i civili e lo strazio,il dramma del sangue,quest'ultimo ben tenuto alla larga da una rappresentazione voluta asettica come la guerra non sarà mai!
Tutto sommato due stronzi in più,stavolta un generale e un soldato che se la dà da pittore di cui i colleghi non scorderanno mai il nome per additarlo al disprezzo della professione!
Un ultima riflessione,a questo livello di cialtroneria non ci sono mai giunti nella propaganda nemmeno Stalin e Goebels .

Pablo Picasso
Goya


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