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lunedì 29 marzo 2010

Nienke Klunder performace antirazzista

Ultima ora: "  La Performance di Nienke è visitatissima,un gran numero di accessi si verifica al suo sito e ai siti o blog che la rilanciano,soppratutto in Italia e non è difficile immaginare perchè..."

Credit Nienke Klunder

Nienke è straordinariamente pratica oltre che sensibile,umana,và direttamente al nocciolo della questione e lo fà con questa performance Realista,drammatica,armata semplicemente dell'obbiettivo fotografico e di una trousse à maquillage minima e uno sgualcito pullover,con una mimica da consumata drammaturga,calca la scena con una essenzialità disarmante,estremamente interrogativa interpella lo spettatore con una violenza contenuta ma famigliare,a chi non è accaduto un incontro "disperato",marginale,border line?
Convincente vero? 
Certo occorre un po di pratica per leggere queste opere di una profondità immensa e capaci di radicarsi nella Storia ed io voglio aiutarvi certo al contempo di schiudervi nuove possibilità espressive,non è da oggi che si dice che il teatro riflette ed amplifica la vita e il vissuto in ogni suo remoto angolo.


Se avete per frammenti quello che accadde nel Ghetto di Varsavia durante la seconda Guerra Mondiale ricorderete certo a quale punto di disperazione,di miserie di fame vennero ridotti gli Ebrei,culminerà tutto nella triste memoria rimandataci dall'Olocausto o dalla Shoah.
Dicevo gli ebrei,o gli Zingari,i Room e tanti altri gruppi umani, vennero talmente affamati,marginalizati,fatti oggetto di ogni violenza,disumanizati,privati di ogni umana dignità che per soppravvivere vennero costretti a comportamenti vicini alla bestialità (...) puzzavano,furono costretti a cibarsi di escrementi di cane,talvolta al cannibalismo,un orrore indicibile,ebbene i giovani tedeschi della Werhrmacht non ebbero eccessive difficoltà o scrupoli a trattarli come se fossero bestie,essi evidenziavano sui loro visi tutto l'orrore di una esistenza al di sotto del limite della soppravivenza (morirono a decine e decine di migliaia di stenti).


L'artista vuole ricordarci,rievocare qui una delle armi più eccellenti del razzismo,della xenofobia,o di quei gruppi politici che creano strumentalmente dei colpevoli da dare in pasto a folle aizzate a comportamenti a dir poco primitivi (...)  quella che vuole individuato il gruppo umano da marginalizare,privarlo del minimo neccessario all'esistenza,lavoro,diritti civili,istruzione,sanità,mezzi di sostentamento per giungere ad una trasformazione di essi tale da spingere il resto della società al loro rigetto alimentando cosi il sentimento del disprezzo,della paura,dell'odio verso il diverso (...)

Questa tecnica è stata abbondantemente impiegata nella Storia da tutta una serie di individui senza scrupoli,non serve che ve ne faccia una lista. 
Qui l'artista smascherà una dinamica e ci dice che in fondo la persona che ad un certo punto suscita la nostra diffidenza o paura o il nostro disprezzo non è propriamente come appare ma è stata condotta artificiosamente ad essere tale,ci invita ad una riflessione drammatica e ci spinge a prendere coscienza dei meccanismi che portano alla disumanizazione.

Volendo possiamo continuare a lungo ad approfondire il senso della sua performance,essa si puo dire,và in profondità e restituisce all'arte un altisssimo valore pedagogico un poco diradatosi in questi tempi per cosi dire individualisti e passabilmente consumabili,tempi Pop insomma.



























































































































































































How do I know the past is not a fiction, conceived to reconcile the difference between my state of mind and the present?
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domenica 28 marzo 2010

SONDAGGIO ELEZIONI REGIONALI NON UFFICIALE

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Buona Pasqua Silvio
 Eccoci qua,ci siamo trovati fra noi,un po di amici ed è venuto venuto fuori una specie di sondaggio ottenuto questo evidenziando ognuno di noi (siamo al confine con l'Italia a Menton,e siamo tutti italiani,non meno di 15 ) quanto abbiamo saputo in relazione al voto,chi i parenti,i famigliari,chi i colleghi di lavoro etc,
Qualcuno di noi ha preso carta e matita e nota dopo nota...a rischio della rissa perchè tra noi non c'è per cosi dire unanimità di opinioni politiche (....)
In sintesi abbiamo constatato che il PD non fà un passo avanti ed anzi perde qualche punto (per usare il linguaggio dei sondaggi),Di Pietro avanza in maniera considerevole,sembra che c'era da aspettarselo (...),la qual cosa obbligherà il PD a riflettersi (speriamo)....eppoi francamente Di Pietro se la merita una bella promozione!
L'UDC resta stabile,non perde ne avanza,traetene voi le conclusioni,indubbio che i Teodem nostrani per parlare in generale (anche i trasfughi del PD)  hanno risentito visibilmente dell'attacco che subisce il Vaticano in relazione alla Pedofilia, d'obbligo tenere un profilo basso (questione aborto) per non peggiorare la situazione di per se già tragicamente radicalizata sopratutto a livello internazionale.
Il PDL arretra su tutta la linea, falcidiato dall'astensionismo e dalla sua politica degli ultimi mesi,lo stesso Berlusconi lo sapeva già con almeno un mese davanzo,infatti stavolta si è ben guardato dal citare il "sondaggio" alla bulgara che lo dava al 99% in vantaggio su tutti !
Confermata la "febbre francese" la stessa che ha messo in ginocchi Sarkozy !
Ovviamente non posso entrare nel dettaglio delle percentuali o delle trombature (...) saranno molte ed eccellenti,quello che è certo che mai mai come in queste elezioni la Casa delle Libertà potuto fare peggio.
Il fatto segna una netta inversione di tendenza,forse il preannuncio di un Sivio avviato sul viale del tramonto (...) anche un disamore generalizato verso la politica,l'astensionismo ha colpito ovunque,a destra come al centro e anche a sinistra (...)
Complessivamente nella misura del -20% certamente un dato significativo da non sottovalutare.
Il Governo gongolerà un po su questo dato e ci riempirà di bla bla bla cercando in tutti i modi di coprire il suo scacco.
La Lega Nord a sorpresa arretra di pochissimo il che li farà esultare per una tenuta epocale manco fossimo in trincea,in ogni caso arretra,complessivamente abbiamo la percezione di un vistosissimo arretramento per la compagine governativa,ne fà sopratutto le spese La Casa delle Libertà.
Infine quello che è certo è che d'ora in poi sarà un gran affilare di coltelli  ma lo si sà da sempre "parenti serpenti" !

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Henry Darger una scoperta e una meraviglia

 E uno dei più grandi artisti del 900grande e sconosciuto ai più,ostinatamente saccheggiato da una folta truppa di emuli che se la danno per folli o cattivi o Surrealisti Pop,l'intero mondo della storia dell'arte anglosassone gli è immensamente debitore ed è anche vero che questo merito non gli viene riconosciuto se non all'interno di una ristretta schiera di specialisti.

Durissimo per questi "emuli" Pop accettare la grandezza di un artista cosi unico,originale e per di più totalmente incapace di disegnare e dipingere!

Henry ritagliava le figure dei giornali che lo colpivano,faceva il giro delle spazzature per recuperarli (valenza altamente concettuale questa) la morte della fiaba e del lieto fine,l'innocenza stritolata dall'emergere del consumismo che affibbia a tutto un prezzo e una durata con tanto di scadenza ,con le forbici ritagliava,ricalcava le immagini che potevano adeguarsi alla sua visionaria immaginazione,opere rozze ma di una poesia,una innocenza lirica straziante,un universo il suo perduto per sempre e che soppravive solo grazie alla passione di un ristretto numero di orfani dell'epoca che fù... 

Un giudizio obbiettivo non puo prescindere dall'influsso che ha avuto sulla sua opera distorcendola e connotandola di patologia,la subcultura cattolica,con i suoi mostri;messa da parte questa là ove emerge (...) si puo toccare con mano il suo autentico mondo,la sua visione,qualcosa vicino ad "Alice nel paese delle meraviglie",un immaginario fervido,lussureggiante nutrito da una profonda inestinguibile solitudine.

 Galleria fotografica 1

Galleria fotografica 2

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Henry Darger La vita

Darger nacque nel 1892. Si presume che la data esatta sia il 12 aprile anche se non è stato trovato nulla che lo confermi. Si sa però, dai registri della Cook County, che nacque a casa, al numero 350 della 24esima strada. Nel 1913 assistette alla distruzione di Countrybrown, Illinois da parte di un tornado.

All'età di quattro anni, sua madre Rose (nata Fullman) morì di un'infezione puerperale dopo aver dato alla luce una bimba, che venne poi data in adozione. Darger non conobbe mai sua sorella. Il biografo John MacGregor scoprì in seguito che Rose prima di Henry aveva avuto altri due figli, dei quali però non si sa nulla.

Come Darger stesso rivelò, suo padre Henry Senior era molto benevolo verso di lui. I due vissero assieme fino al 1900, quando l'anziano e disabile Darger venne portato in un ospizio della Missione Cattolica, e suo figlio in un ricovero cattolico per ragazzi.

Nel 1905 Darger Senior morì, e nello stesso anno il figlio venne trasferito in un manicomio in quanto "infermo mentale". La prima diagnosi della sua malattia diceva che "il cuore di Henry fosse nel posto sbagliato", mentre la seconda sosteneva si trattasse di masturbazione.
100cosecosi-"  Fateci caso,mi raccomando siamo nell'america "tolerante" cristiana,mai come in questo caso possiamo constatare l'orrore della sub-cultura cristiana,quanto ha potuto rendere infelice un artista geniale,un animo profondo e sensibile e posto in una disperata solitudine,una trincea difensiva l'unica capace di preservargli un brandello di equilibrio. "

Egli passò inoltre una lunga fase in cui sentiva il bisogno di emettere strani rumori, come spesso capita a chi soffre della Sindrome di Tourette. Le pratiche del manicomio Lincoln includevano lavori forzati e severe punizioni, che Darger sembra avere inserito nella sua opera The Vivian Girls. Più tardi egli disse che mentre era lì passò anche dei bei momenti, e che ebbe tanto degli amici quanto dei nemici.

Nel frattempo, gli venne data la notizia della morte del padre, ed ebbe inizio una serie di tentativi di fuga che si concluse con successo nel 1908. Allora sedicenne, tornò a Chicago dove trovò un umile impiego in un ospedale cattolico. In questo modo continuò a procurarsi di che vivere per i successivi cinquant'anni.

Eccetto che per una breve esperienza nell'esercito, la sua vita prese un corso monotono: seguiva la messa quotidianamente, anche cinque volte al giorno; raccoglieva spazzatura dalle strade; si vestiva in modo sciatto pur cercando di mantenere sempre i vestiti puliti e in buone condizioni. Visse una vita da solitario. Il suo unico amico, William Shloder, condivideva con lui l'idea di proteggere i bambini che avevano subito abusi o erano stati trascurati, e insieme fondarono la "Children's Protective Society", con lo scopo di mettere in adozione questi bambini e affidarli a famiglie migliori. Shloder lasciò Chicago a metà degli anni trenta.
100cosecosi- " Tanto per emergere nell'attualità dei nostri giorni Henry è senz'altro l'ennesima vittima delle molestie sessuali,della pedofilia denunciata in questi giorni dal New York Times,l'orrore che ha vissuto lo ha portato a dinamiche liberatorie facendo uscire nella sua opera la gran parte delle molestie che ha vissuto in prima persona e di cui è stato testimone.
Personalmente sospetto che abbia passato la sua vita immerso nella fede in una dinamica mimetica volta a risparmiargli ulteriori sofferenze..."

Nel 1930, Darger si trasferì in una camera al secondo piano di un palazzo nella parte nord di Chicago. In questa casa venne scoperta, quarant'anni dopo, l'opera frutto della vita segreta di Darger.

I padroni di casa, Nathan and Kiyoko Lerner, videro la sua opera poco prima della morte di Darger, avvenuta il 13 aprile 1973 alla missione cattolica delle Sorelle della Povertà, e ne riconobbero il valore. Si presero cura delle proprietà di Darger, valorizzandone il lavoro e contribuendo a progetti di documentazione come il filmato del 2004 In the Realms of the Unreal.

Darger è diventato famoso soltanto dopo la morte, grazie al lavoro delle persone che conosceva in vita. Oggi è un grande nome della Outsider Art. Alcune sue opere sono state vendute all'asta a prezzi molto elevati alla New York Outsider Art Fair. L'American Folk Art Museum ha aperto un Henry Darger Study Center nel 2002, e a Chicago si sta tentando di ricostruire l'appartamento trasformandolo in mostra.
                                            Credit Wikipedia




La storia di Vivian Girls 

Darger lavorò come custode all'Ospedale Cattolico, ed era un devoto cattolico. Il suo lavoro contiene molti temi religiosi, anche se trattati in modo estremamente idiosincratico. The Story of the Vivian Girls ipotizza un grande pianeta intorno al quale la Terra orbita come fosse una luna, e dove la popolazione è cristiana, principalmente cattolica.

La storia è incentrata sulle avventure delle figlie di Robert Vivian, sette sorelle principesse della nazione cristiana di Abbiennia, che partecipano ad una eroica ribellione contro un regime di sfruttamento schiavistico dei bambini imposto dai "Glandeliniani". Questi ultimi somigliano a soldati Confederati della Guerra civile americana (Darger, come suo padre, era un esperto della Guerra Civile).

I bambini si ribellano con le armi, venendo spesso uccisi in battaglia, torturati dai capi Glandeliniani. Questa mitologia, assai elaborata, include anche una specie chiamata "Blengigomeniani" (o Blengins), esseri alati con corna ricurve che prendono occasionalmente forma umana o semiumana e che sono spesso, ma non sempre, benevoli verso le principesse.

L'idea della guerra venne ideata da Darger dalla perdita di un frammento di foto, riportante una bambina di cinque anni, Elsie Paroubek, strangolata nel 1911 il cui caso rimase irrisolto. Il biografo MacGregor avanzò l'ipotesi che Darger avesse potuto essere l'assassino, sebbene non vi siano prove in merito. [1]

Secondo la sua autobiografia, Darger credeva che la foto fosse stata rubata durante un furto in casa sua. La foto non fu più trovata. Ne rinvenne una copia in un'emeroteca bibliotecaria, ma non riuscì ad ottenere il permesso di fotocopiarla. Come risultato, Elsie Paroubek, rinominata "Anna Aronburg," divenne un personaggio della storia: in Vivian Girls, l'assassinio della schiava ribelle Anna Aronburg è definito come il più scioccante omicidio infantile mai causato dal governo Glandeliniano ed è causa della guerra.

Attraverso le loro sofferenze, le principesse riescono a far trionfare i valori cristiani. Darger scrisse e disegnò due finali alla storia: in uno trionfano le ragazze, nel secondo vengono sconfitte dal regno ateo dei Glandeliniani.

Le figure umane di Darger erano disegnate principalmente ricalcando immagini da riviste e libri per bambini, o a volte tramite collage e ingrandimenti fotografici. Molta della spazzatura raccolta da Darger era composta da vecchi giornali e riviste, da cui traeva materiale. Una delle sue figure preferite era la ragazza della pubblicità della Coppertone

Darger è ricordato per il suo talento naturale per la composizione e per l'uso di colori brillanti nei suoi acquerelli. Le immagini di ardite fughe, battaglie immense e torture sono ricordi di eventi nell'iconografia cattolica; il testo trasforma i bambini in martiri eroici e santi.

Una caratteristica che mostra l'idiosincrasia nelle opere di Darger è l'apparente promiscuità sessuale e miscela di sessualità: i personaggi sono spesso mostrati svestiti, e personaggi femminili a volte portano organi sessuali maschili e viceversa. Un'ipotesi è che Darger non fosse a proprio agio l'anatomia femminile, usandola come simbolo di potere.

Molta dell'attrazione data dai lavori di Darger era il mettere in mostra la brutalità contro i bambini. Probabilmente Darger scrisse e disegnò in questo modo somatizzando desideri subconsci; MacGregor, senza prove, afferma che Darger avrebbe potuto essere l'assassino della Paroubek, e forse anche di altri bambini; e che se anche non avesse commesso crimini, aveva una mentalità da serial killer. Darger da piccolo ebbe una storia di abusi, a cui assistette, ed è probabile che volesse semplicemente rivelare la dura verità ad una società troppo buonista che non voleva prenderne atto.

Nel 1968, Darger cercò di risalire all'origine delle sue frustrazioni: in quegli anni scrisse The History of My Life, un libro che raccoglie 206 pagine dettagliando la sua vita precedente prima di trasformarsi in 4.672 pagine di racconto a proposito di un tornado dal nome "Sweetie Pie," forse basato sulla sua esperienza a Countrybrown.

Tenne anche un diario, registrando il clima e le attività della giornata. Darger spesso si interessava alla piaga dei bambini abusati; l'istituzione in cui visse venne indagata per un grande scandalo poco dopo che Darger ne uscì, e avrebbe potuto aver visto vittime di abusi nell'ospedale in cui lavorò.

Il seguito di Vivian Girls dal nome Crazy House: Further Adventures in Chicago cominciò nel 1939. È un racconto horror che tratta di una casa posseduta da demoni, fantasmi e intelligenze maligne. Bambini scompaiono per poi essere trovati uccisi brutalmente. Le sorelle Vivian e un amico maschio sono mandati ad investigare nella casa, e scoprono che l'omicidio è colpa di un fantasma maligno. Le ragazze scacciano le presenze e ripuliscono la casa.

"Non ti muovere" Le mosche arrapanti scena xxx

Crazy Moschino's

FORMIGONI E I "SEGRETI" DI FAMIGLIA

"Piccione cagatatore"
                                        
 C'è una sentenza a cui sono stati dedicati solo brevi trafiletti sui giornali. Eppure coinvolge un politico di prima grandezza, che punta addirittura alla successione di Silvio Berlusconi.
di Gianni Barbacetto - 12 giugno 2009
La sentenza è quella del processo "Oil for food", il politico è Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. Ricordate la vicenda? È lo scandalo scoppiato nel 2004, quando sono emersi i fiumi carsici di tangenti pagate all'ombra del programma delle Nazioni Unite "Oil for food", nato per addolcire l'embargo all'Iraq di Saddam Hussein permettendo di scambiare oil, cioè petrolio, con food, cibo e medicine. Un'indagine americana ha certificato che, sotto l'ombrello protettivo di quel programma Onu, Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime. Poi, dopo l'invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziare la guerriglia e il terrorismo. Coinvolti nel gioco, grandi compagnie e piccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponenti politici di una cinquantina di Paesi del mondo.
Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contratti per 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fatte a soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contratti sono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep della famiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccola impresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobotti alle petroliere. In cambio, secondo l'inchiesta sviluppata a Milano dal pm Alfredo Robledo, avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani. La Nrg Oils avrebbe pagato invece almeno 262 mila dollari. I Catanese (benché la loro Cogep fosse già stata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari fossero già stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale) sono tra i fondatori della Compagnia delle Opere, l'associazione d'imprese promossa da uomini di Cl, e questo è bastato, evidentemente, per far scattare la segnalazione di Formigoni a Saddam. A partire dal 1997, Saddam e Aziz concedono succulenti contratti alla piccola Cogep, che "ringrazia" Formigoni versando dal 1998 al 2003 oltre 700 mila dollari sui conti di una società estera, la Candonly, controllata da Marco Mazarino De Petro, il fiduciario di Formigoni per i rapporti con l'Iraq di Saddam. Come giustifica De Petro tutti quei soldi? «Sono il compenso per la mia consulenza». Ma è difficile capire in che cosa sia consistita quella consulenza, visto che De Petro può esibire soltanto una relazione stilata nel 1996, tre paginette dalla sintassi difficile, in cui strologa di un «accordo petroil for food».
Ora è arrivata la sentenza. La prima condanna europea per quello scandalo: due anni di carcere a De Petro, in primo grado, per corruzione internazionale di funzionari dello Stato; condannati anche Andrea Catanese e Paolo Lucarno, uomini della Cogep. E Formigoni? Era già da tempo uscito dall'inchiesta. Ma a prescindere dal piano giudiziario, le responsabilità morali e politiche delle azioni di Mazarino De Petro ricadono su di lui. Come Berlusconi per il caso David Mills: lì, se Mills è il corrotto, Berlusconi è il corruttore; in Oil for food, se Mazarino De Petro è il corruttore, la responsabilità morale e politica del suo operato è del politico per conto del quale De Petro operava, cioè Formigoni. È semplice e chiaro. Qualcuno l'ha detto? Qualcuno l'ha scritto? E ancora: Candonly era una società riferibile di fatto ai Memores Domini, il "gruppo adulto" di Comunione e liberazione di cui Formigoni è l'esponente più in vista. Dove sono andati a finire i soldi di Candonly? Chi li ha utilizzati? Perché Formigoni non lo spiega? E perché nessuno glielo chiede?

Memores Domini
dal sito di cl
’Associazione Memores Domini riunisce persone di Comunione e Liberazione
che seguono una vocazione di dedizione totale a Dio vivendo nel mondo.
I fattori portanti nella vita dei Memores Domini sono la contemplazione,
intesa come memoria tendenzialmente continua di Cristo, e la missione,
cioè la passione a portare l’annuncio cristiano nella vita di tutti gli uomini.
Il Memor Domini "è un laico che liberamente vive una esistenza totalmente immersa nel mondo con una totale responsabilità personale" (Memores Domini – Intervista a Monsignor Luigi Giussani) e che si impegna alla missione vivendo il proprio lavoro professionale come il luogo della memoria di Cristo, traducendolo, cioè, in offerta.
Gli associati intendono seguire una vita di perfezione cristiana praticando i consigli evangelici “sintetizzabili nelle categorie in cui, tradizionalmente, la Chiesa riassume l’imitazione di Cristo. L’obbedienza, nel senso che lo sforzo spirituale, la vita ascetica, sono facilitate e autenticate da una sequela. La povertà, come distacco da un possesso individuale del denaro e delle cose. La verginità, come rinuncia alla famiglia per una dedizione anche formalmente più totale a Cristo” (Intervista citata)
I Memores Domini – chiamati anche “Gruppo adulto” - praticano vita comune in case il cui scopo, sostenuto dal clima di silenzio, dalla comune preghiera e dalla condivisione fraterna, è l’edificazione vicendevole nella memoria in vista della missione.
I Memores Domini hanno avuto origine a Milano nell’anno 1964, nell’ambito dell’esperienza di Gioventù Studentesca.
Dopo essersi diffusa in varie Diocesi, l’Associazione venne eretta canonicamente dal Vescovo di Piacenza, Mons. Enrico Manfredini, il 14 giugno 1981. Sette anni dopo, l’8 dicembre 1988, i Memores Domini vennero approvati dalla Santa Sede, che riconobbe loro personalità giuridica come “Associazione ecclesiale privata universale”.
I Memores Domini sono presenti in 31 nazioni oltre l’Italia
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Da: http://blog.brunovergani.it/
Perché pubblicare questa testimonianza su internet?
Se guardo indietro la passività è stata per me condizione primigenia.
Per giustificarla ho nel tempo costruito un percorso avventuroso, un personaggio di animo sensibile e profondo, alla ricerca di un senso nella vita.
Oggi qualcosa è radicalmente cambiato in me: non mi va più bene. Non sopporto più la mia passività. Questo è un tema molto interessante che Richiama Rilke, Hesse, Nietsche. Diventare ciò che si è. Uscire dalla passività, dalle costruzioni ideologico-religiose che nascondono un mero desiderio di protezione, ed affrontare la vita. Per questo ho iniziato da tempo un percorso artistico con scritti ed immagini dove sono protagonista e Memorie di un ex monaco è parte di questo percorso. L’ho pubblicato per ergermi di fronte al mondo, pacatamente orgoglioso di essere ciò che sono.
perché oggi?
Per due motivi. Il primo intimo: Il frutto per maturare necessita del suo tempo. Oggi, le scelte di una passività culturalmente e spiritualmente "alta" fondate non tanto su un lento e libero disvelamento quanto su una dolorosa necessità iniziale, si stanno in me sgretolando.
E per una urgenza sociale: Il pensiero che, se non fossi andato via, potrei essere ancora lì connivente con l’attuale classe dirigente italiana, per la contiguità di CL con la stessa, mi fa rabbrividire e mi ha spinto ad espormi.
dove hai rappresentato finora il monologo teatrale tratto dal testo letterario “memorie di un monaco”?
Dieci annni fa il drammaturgo e regista teatrale Vincenzo Todesco, mi ha guardato in faccia e d’istinto mi ha proposto di mettere in scena “l’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett da lui diretto ed io, d’istinto, ho detto di si. Da lì, grazie a Todesco, è iniziato il mio percorso artistico. E’ un percorso un po’ zen, dove non si cerca il consenso ma la verità. Non ho sentito l’urgenza di intraprendere la carriera artistica, preferisco essere libero da qualsiasi condizionamento. Per campare faccio l’erborista, una bellissima professione. Da dieci anni ogni anno metto in scena un monologo. Negli ultimi anni miei testi piuttosto autobiografici. La prima messa in scena è di solito anche l’ultima. La rappresentazione come ripetizione esula dai miei interessi. Memorie di un ex monaco è stato rappresentato l’ultima estate all’interno di un trullo in Puglia. Un uomo su una sedia racconta e tace (talvolta le pause raccontano più delle parole). Addetti ai lavori apprezzano le rappresentazioni. Quest’anno hanno assistito Marco Baliani, Marco Bechis e Carlo Formigoni.
chi, di quelli che conoscevi negli anni 70 ha fatto carriera, dentro il movimento e nel mondo?
Non mi risulta si faccia carriera in CL, esistono responsabilità che dovrebbero essere vissute come servizio. I nomi non mi interessano, mi sa di gossip e qui stiamo parlando di faccende terribilmente importanti.
come vengono "scelti" i memores che fanno carriera o acquisiscono posizioni di visibilità nel movimento (es. formigoni, lupi, ecc)?
Ai miei tempi per capacità e competenze specifiche, suppongo sia ancora così.
c'era un indirizzamento politico?
L’anticomunismo a tutti i costi.
come si diventa capo della casa dei memores?
Per una valutazione del Direttivo che applica criteri che francamente ignoro.
chi era il ragioniere priore con conto segreto a vaduz?
Lo si può leggere su “Repubblica” Inchiesta Oil for food.
credi che la tua esperienza sia isolata?
Si. Ci vogliono le palle per emanciparsi da costrizioni del genere.
quali erano gli umori della casa e la vita con gli altri memores?
Un gruppo di uomini che non si sono scelti ma che vivono tutti i giorni insieme, rinunciando al sesso e alla paternità. Che accettano una assoluta dipendenza ontologica da un altro uomo, un superiore che gli rappresenta cristo stesso, che si traduce nel chiedergli sistematicamente “posso?” anche su scelte o dettagli insignificanti. Che danno i soldi del proprio lavoro al gruppo. O cristo esiste davvero e ti dona una struttura affettivo ormonale dell’altro mondo o impazzisci. Io stavo male.
Anche se l’essere aggiornato riguardo il bollettino medico degli attuali Memores non è, al momento, mia urgenza esistenziale, ho ricevuto numerose mail di appartenenti a CL che mi rassicurano: le cose stanno diversamente da quanto avevo testimoniato di me stesso e garantiscono che tutti stanno piuttosto bene.
perché andato via?
Un malessere profondo, financo fisico nel tradire la mia natura, direi la mia vocazione di uomo.
conosciuto don Giussani?
In "memorie di un ex monaco" racconto una micro storia personale, sullo sfondo si scorge il contesto sociale milanese degli anni '70 di cui voglio fare cenno per spiegare come funzionavano le cose e il mio rapporto personale con Don Giussani. Il materialismo ateo, così si chiamava tutto quello che non riconosceva cristo e la sua chiesa come centro della storia, era piuttosto dilagante a tutti i livelli. Ripensandoci oggi all'interno di questa galassia eterogenea era presente, insieme ad una minoranza ideologicamente miope e violenta, un umanesimo onesto e profondo. Don Giussani non la vedeva così e col suo temperamento focoso ha fatto fronte all'emergenza drasticamente. La casa brucia, diceva, anzi urlava. E se la casa bruciava mica si poteva andare per il sottile, mica si poteva dialogare con i presunti piromani, mica si potevano aspettare le indicazioni di un magistero ecclesiale dormiente e tiepido. Urgeva che l'avvenimento chiesa potesse sopravvivere fuori dalle sagrestie, che non fosse relegato a dimensione intimistica ma presente e protagonista assoluto nella storia e nella società a qualsiasi costo, anche quello di utilizzare il bisogno di senso esistenziale di ragazzi sensibili per farli diventare, a fin di bene, militanti obbedienti per la nobil causa. Dinamica accaduta, con le debite proporzioni, anche nella sinistra estrema con conseguenze nefaste. Don Giussani, con la bontà nel cuore, ha fatto questo. Occorreva agire con urgenza. Non si poteva star lì a perdere tempo nel rispettare la sensibilità del singolo che entrava nel movimento, nell'accoglierlo così come era, con la sua personalità e espressioni. Serviva manovalanza attiva per spegnere l'incendio, così siccome il fine giustificava i mezzi questi ragazzi sono stati programmati all'obbedienza militante me compreso. Io mi ero innamorato di Don Giussani, come si innamorano gli adolescenti sani ad una proposta forte e totalizzante. Ancora oggi se leggo alcuni suoi interventi li avverto condivisibili e coinvolgenti. Ma proprio obbedendo a quelle parole affascinanti mi sono ritrovato nel supplizio dell’obbedienza. Cercavo un senso esistenziale e mi sono ritrovato a distribuire volantini contro il divorzio, ad obbedire a persone che mai avrei frequentato, a dare tutto me stesso per appoggiare la campagna elettorale di tizio e caio che nulla centravano con il significato dell'essere, con lo svelarsi del sacro, con i motivi di fondo per cui avevo abbracciato una dedizione totale a dio. Una teoria ineccepibile e affascinante che poi mi conduceva nel quotidiano in un labirinto per me disumano e Don Giussani ne è stato responsabile.
qual era il fascino dell'obbedienza?
Un fascino teorico ma potente: la possibilità di emanciparsi da se stessi. Un io detronizzato che abbraccia l’Assoluto diventato carne e così, fusi in questa alterità, potersi percepire definitivamente liberi dalla finitudine. Poi di fatto l’obbedienza era di uomini ad altri uomini che, a loro dire, rappresentavano l’Assoluto stesso. Un bell’equivoco.
perchè tanti giovani oggi aderiscono al movimento?
Se ti arriva la notizia che Colui che ha fatto tutto ha preso un corpo e ti invita a cena sarebbe stupido non accettare.
era facile fare proseliti?
Quando la proposta è totalizzante e con un pizzico di esaltazione i giovani accorrono.
che tipo di incontri "politici e culturali" frequentavate?
Incontri nell’ambiente sociale, nella politica e nelle istituzioni a partire dalle indicazioni del Magistero ecclesiastico. No al divorzio. Punire penalmente una donna che abortisce. No al marxismo. No al preservativo. Si alla scuola cattolica sovvenzionata dallo Stato e così via. Quando arrivavano le indicazioni dall’autorità si obbediva nel sostenerle e divulgarle ad oltranza senza grado di dubbio e senza rispetto per la ragioni altrui. Non si considerava se era saggio vietare l’uso del preservativo nel terzo mondo, od era opportuno sanzionare penalmente una donna che abortiva. In quegli anni non esistevano tecniche medicali di rianimazione come le attuali, tanto sofisticate da differire il momento della morte, così potevi congedarti senza chiedere il permesso al vescovo. Non si rifletteva ma si obbediva, in quanto la dottrina sociale dell’autorità ecclesiastica era la volontà di Dio stesso. E Dio ne sapeva sicuramente di più della mia piccola mente. Quindi si obbediva cercando di far proprie le ragioni di fondo che motivavano le indicazioni della Chiesa e se le ragioni non si trovavano si obbediva lo stesso, utilizzando stratagemmi retorici e ogni mezzo disponibile per modificare la società alle direttive avute.
come si entrava nei circoli di potere politico in Cl?
Non lo so non ci sono mai entrato. Ero un manovale della base.
memores mediamente colti? buona istruzione?
Si. Le università sono le roccheforti.
casa di sofferenti, evidenti problemi di salute.
Statisticamente, rispetto alla media italiana, ricordo di si. Io tra questi.
quanto tempo rimasto?
Tra movimento di CL e monaci una decina d’anni. Proprio quelli della mia formazione umana. Se non sono venuto troppo male forse qualche merito glie lo devo riconoscere.
chi esce rimane nel movimento?
Nel Memoriale ho scritto: “Andato via una mattina. A freddo. Rapido. Senza preavviso. Dopo una notte un po’ insonne dove, tirando onestamente le somme, ho concluso che la Chiesa e forse anche Dio erano una invenzione umana, una cattiva idea.” Siccome non sono parole di un intellettuale illuminista, si può comprendere quanto sia umanamente devastante una simile esperienza. Comprendo chi va via dal gruppo monastico ma rimane ciellino. Io non sono riuscito, mi sarei sentito disonesto con me stesso, ma comprendo chi sia rimasto.
hanno saputo della tua testimonianza pubblicata. come hanno reagito?
Prima di pubblicare il memoriale l’ho trasmesso per conoscenza all’attuale responsabile dei Memores, con il quale avevo avuto un buon rapporto. Mi ha risposto parole di vicinanza umana e di augurio spero sincere, che ho apprezzato e che condivido. Per il resto dei messaggi a me personalmente diretti di appartenenti a CL che hanno preferito non esporsi nel blog. Rispettosi, non di rado arguti e a tratti sinceramente vicini al mio percorso umano hanno contribuito ad un confronto costruttivo. Punto contestato è stato come ho descritto l'obbedienza all'autorità. Contenti loro.
in che modo questa esperienza ha cambiato il tuo rapporto con la fede?
Con la fede non si ha un rapporto. O c’è o non c’è. In Dio quello della rivelazione non ci credo più. Credo in una vocazione umana, in un Destino al quale preferisco non dare nome.
frammenti del testo teatrale
La comunità monastica era ispirata alla regola di San Benedetto e formata da piccoli nuclei di otto, dieci elementi dislocati prevalentemente in anonimi appartamenti metropolitani. Era il modello di quegli anni, non so se le bande armate avessero copiato noi o noi loro. Fedeli al “ora et labora”, che metodologicamente significa prega lavorando e lavora pregando, si lavorava all’esterno della casa facendo i lavori che fanno tutti. Nessuna veste particolare, nessun distintivo. All’interno di ogni casa un responsabile: il capo casa. A coordinare le case un Direttivo guidato da un abate: il Vecchio. Detto così sembra una confessione di Buscetta, ma non trovo altro modo per spiegare la struttura dell’organizzazione.
La povertà consisteva nel non possedere nulla di proprio, in quanto proprietà è un'estensione della personalità. Lo dice anche “Il Bolscevico”, il quotidiano maoista che leggeva mio figlio. La rinuncia a possedere materialmente, a livello personale, era un atto di rinuncia a se stessi che il vangelo comanda a coloro che cercano la perfezione cristiana, ma siccome la regola diceva, che bisognava lavorare nel mondo, il profitto derivante dal lavoro lo si versava interamente nelle cassa comune, così personalmente si rimaneva poveri. Quanto versato nella cassa comune serviva per le spese generali della casa e il vitto, il settanta per cento che avanzava veniva devoluto al Direttivo. C’era un piccolo budget per le spese personali che, siccome era concesso fumare, io spendevo in sigari. Toscani extravecchi.
[...]
Quanto mi beccavo una latrata ne prendevo nota e il giorno dopo nella medesima situazione, provavo a comportarmi con il superiore in modo opposto. La latrata arrivava identica e puntuale come quella del giorno precedente. Stesso tono, stesse parole, medesimo volume della voce. La faccenda incominciava ad appassionarmi, così ho indagato a fondo e con scrupolo provando, giorno per giorno, decine e decine di comportamenti diversi nello stesso contesto, proponevo tutte le variabili di cui ero capace e regolarmente il feedback del capo era l’identica latrata. indipendentemente da quanto dicevo, facevo, avvertivo, indipendentemente dal significato che attribuivo alle situazioni, i miei sentimenti, pensieri e messaggi venivano spogliati di validità. Alla fine dell’esperimento ho compreso quanto fossero per me vantaggiosi i modi di fare del capo casa, che con la sua mirabile costanza nel massacro sistematico mi permetteva in quell’olocausto provinciale di non attaccarmi alla logica, alla coerenza e al buon senso, infidi alibi per non emanciparmi dall’egoiga personalità. Una dipendenza ontologica. Io non esistevo. Dipendevo dall'altro per esistere.
[...]
Per contattare la presenza del Dio incarnato, morto, risorto e che si è sciolto in tutto dovevo obbedire al capo casa, un ragioniere brianzolo alto con labbra grandi. Miope. La mattina quando si svegliava dopo le lodi, che sono le preghiere del mattino, prima di bere il caffè, si ricreava appoggiando il suo pollice destro sull’occhio del primo subalterno che gli capitava schiacciando con forza. A me faceva male ma a lui piaceva. Io sopportavo perché, siccome lui era per me Dio, la pratica della pressione oculare, in qualche modo, faceva parte della regola. Visto che al capo piaceva giocare a carte e il calcio, quando avevamo tempo libero si giocava a carte o si andava a vedere la “Domenica Sportiva” in casa dei suoi genitori. Non ero entusiasta, ma era sempre meglio di un dito nell’occhio e poi come dire di no alla presenza storica di Dio nella mia vita? Non era una persona cattiva, solo che gli piaceva di tanto in tanto insultare i subalterni e schiacciargli gli occhi. Sono più di trent’anni che non lo incontro, ma proprio ieri ho letto di Lui su “Repubblica” . Il ragioniere brianzolo, alto con grandi labbra e miope, che era il mio priore, a dire di un pubblico ministero, ha negato l’innegabile quando interrogato ha risposto: “Non ho alcun conto in Svizzera con la denominazione Paiolo, ne sono beneficiario economico di altri conti esteri”. Agli atti, invece, risulta una rogatoria che lo indica cotitolare di ”un conto societario aperto a Vaduz”. Non si trova, quindi, nei guai per aver schiacciato gli occhi ad un novizio, ma per l’inchiesta “Oil for food”, roba di consulenze pilotate, fondi neri e ipotesi di tangenti dove il mio ex priore, che attualmente collabora con il governatore della sua regione, è rimasto coinvolto.
[...]
E’ trascorso molto tempo da quella mattina che ho fatto le valigie e sono andato via. Non so se nel frattempo le cose lì siano cambiate, ho però notato che quel confratello che prima era un giovane politico, che non trovava spazio in nessun partito, oggi è il governatore della più ricca regione italiana, il fatto è tuttavia moralmente irrilevante in quanto i monaci, pur avendo accettato il voto di povertà, possiedono le cose in un modo completamente diverso, essi vivono come se non avessero niente pur possedendo tutto. I giovani preti con i quali scherzavo in semplicità adesso sono vestiti di rosso come a carnevale e portano strani copricapi. Alcuni sono vescovi, un altro cardinale che ha rischiato di diventare Papa.

Lo show elettorale del robot-chirurgo
inaugurato da Formigoni, poi restituito

Doveva essere il cuore della scuola di chirurgia mini-invasiva del Niguarda, a Milano, ma ha un costo di 3 milioni: dopo la cerimonia in pompa magna col governatore è stato restituito al fornitore


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LA VETRINA PIU BELLA DEL MONDO Green Mannequin

Ginza Tokyo
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IL TEMPO,FOTO COLLEZIONE VINTAGE

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 "Col tempo, ogni cosa va variando." Leonardo da Vinci

Qui sopra un gif che alla velocità della "luce" vi parla del tempo.
Infinito: simbolo arenato sulla spiaggia del tempo
Qui  il Link che vi porterà a contatto con le Scrap Girls,le ragazze come piacevano ai nostri padri o nonni,fate voi a secondo dell'età che vi sentite addosso.le foto sono un documento vintage straordinario,la galleria di immagini scorre veloce e gradevole con qualche sorpresa,ad esempio come cambia nel tempo il gusto estetico legato alla libido,altri tempi insomma,un Eros in fondo non molto diverso in termini di trasgressione.
Ritroverete famigliari certe foto in bianco e nero,tipo ABC il noto settimanale che lancio Tamara Baroni nelle torride cronache rosa/nere del tempo,le immagini in uso nell'italietta degli anni 50 in quei deliziosi calendarietti che regalavano i barbieri,insomma un sito tutto da scoprire,immagini vintage per serie sull'America che era,che fù e che mai più ritornerà.
Scrap girl   

 

sabato 27 marzo 2010

L'Atelier d'Arte luogo privilegiato dell'Eros

Atelier ed Eros
Ho trovato questa immagine nel web,mi rammenta uno dei miei atelier d'arte,uno studio molto grande e straordinariamente animato,vi accadeva di tutto,infuocate discussioni,incontri,scontri,fitte interelazioni,e spessissimo incentrate sull'Eros nella sua accezzione filosofica più larga anche se la danza,il nudo,le performance,gli happening oltre alle mostre vi regnavano sovrani,un atelier vivo che ad un certo punto dovette organizzarsi con l'aiuto di molti volonterosi,un casino,"du bordelle" per dirla alla francese ma all'ultimo minuto giunto il pubblico e gli invitati tutto filava liscio come l'olio,le rare volte che un inconveniente ci obbligava ad una breve interruzione la creatività di molti sapeva sopperirvi all'istante.
Non so oggi se ne esistano altri come quello,ne dubito fortemente l'Arte Contemporanea e il "mercato" non favoriscono più il lavoro di gruppo,lo scambio ed il confronto,una feroce regressione culturale sfociata nei fatti (...) che conosciamo non facilita le cose,tuttavia l'atelier di un artista,la bottega,resta nella storia dell'arte centrale,come certi caffè per la letteratura o le piazze per la storia e la politica.
Quando "smontarono" per usare un eufemismo, per inventariarlo l'atelier di Pablo Picasso vi fù chi grido alla profanazione,già allora era vivo il concetto di "installazione" come fatto d'arte grazie a Salvador Dali e altri (...),sono passati 30 anni ed ancora oggi gli atelier d'arte dei grandi maestri vengono ricostruiti "altrove" basandosi su fotografie e quadri,totalmente decontestualizati dai luoghi che li videro in origine vivi,il quartiere,certi luoghi della città con una certa vita,dovrebbe esistere una autorità,una istituzione nazionale che si occupa di porre i sigilli sulle porte degli atelier che perdono il loro "padrone",impedire che venga asportata persino la polvere!
Picasso non voleva che le donne delle pulizie scopassero o soltanto facessero la polvere agli innumerevoli oggetti che popolavano il microcosmo e le collezioni del suo atelier.
Infine...accadrà mai che un laureando in storia dell'arte faccia una tesi sulla Storia degli atelier d'arte?

REGIONALI ? A LAS BARRICADAS !