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venerdì 26 marzo 2010

AMOR CRISTIANO-ARRESTATI 5 STUDENTI PER IL FURTO DI 4 FOTOCOPIE,ARRESTI DOMICILIARI E CARCERE PER UNO DI ESSI

La notizia
La settimana scorsa la polizia, mediante un dispiegamento di forze “cileno”, arresta 5 studenti, quattro finiranno sepolti ai domiciliari ed uno a San Vittore.
Il terribile crimine sarebbe la sottrazione di alcune fotocopie alla libreria Cusl all'interno dell'università di via Festa Del Perdono, la surreale accusa sarebbe di “rapina aggravata” e di “lesioni”, se non ci fossero di mezzo dai 4 ai 10 anni di galera la faccenda sarebbe quasi tragicomica.
Il problema, in effetti, non sta tanto nella carta quanto nel proprietario della carta, in effetti tutto diventa più comprensibile se consideriamo che la libreria Cusl rappresenta uno dei terminali della rete politica di Comunione e Liberazione all'interno dell'università.

Sbirri e ladri
Quello che dicono gli amici degli amici degli arrestati:
La mattina del 13 novembre scatta a Milano un operazione di polizia che tramite irruzioni nelle case e perquisizioni porterà all’arresto di 5 ragazzi.
5 studenti che hanno partecipato attivamente alle mobilitazioni dell’anno scorso e che non hanno mai smesso di portare all’interno dell’università un agire critico verso l’esistente e la sua miseria.
4 di loro sono agli arresti domiciliari mentre uno e’ recluso a San Vittore.
Secondo l’accusa le motivazioni dell’arresto sono riconducibili al fatto che i 5 abbiano “rapinato” la CUSL ( libreria catto-mafiosa o cartoparrocchia all’interno della statale legata a CL) portandosi via come bottino un centinaio di fotocopie di volantini.
Non ci soffermiamo a discutere della possibilità che sia avvenuta o meno questa “rapina” o della sua definizione in quanto tale ma sicuramente come studenti , ragazzi, compagni.....riconosciamo il clima sotto il quale si sono svolti questi arresti: la repressione sistematica di qualsiasi dissidenza per mantenere la normalità e l’apatia dominanti dentro l’università come al di fuori di essa.
Ai nostri occhi l’evidenza della catastrofe e’ il dover spiegare che non e’ spiegabile che si muoia nelle carceri.
E’ dover smascherare l’esistenza di lager nelle nostre città quando questi si trovano sotto gli occhi di tutti
E’ il dover trovare le parole quindi l’esser costretto a giustificare il fatto di non aver pagato delle fotocopie mentre i nostri 5 compagni si trovano in carcere per questo.
L’evidenza della catastrofe non si può spiegare perche chi ha bisogno di spiegazioni non ha gli occhi per vedere.
             Studenti amici compagni dei reclusi aka quelli che hanno gli occhi.

agitazione.noblogs.org
ALBERTO VIGNALI
MATTEO PROVASOLI
FRANCESCO PANUNZIO
FRANCESCO COSTANTINI
FEDRA FINESSI
Leggete bene, ricordate i loro nomi.
Queste persone fanno parte della CUSL, uno dei tanti tentacoli di CL all’interno dell’università .
Conosciamo tutti CL, sappiamo l’enorme potere che esercita sulle istituzioni, in particolare in Lombardia, conosciamo tutte le agevolazioni e le pratiche mafiose con cui si assicurano i loro privilegi: dai 25.000 euro che ricevono dall’università per dei giornali inesistenti (mentre dobbiamo dissanguarsi per pagare le tasse universitarie), alle facoltà dove godono di speciali attenzioni da parte dei professori affiliati .
Queste persone non hanno avuto nessuno scrupolo morale nel denunciare per rapina aggravata e quindi ad una pena che va dai 4 ai 10 anni 5 ragazzi, 5 studenti per alcune fotocopie non pagate.
Quattro di questi sono agli arresti domiciliari, uno è stato trasferito in carcere e costretto a scontare la ‘’pena’’.
Queste persone non hanno avuto alcuna remora a mentire e in questo modo a togliere la libertà a 5 loro coetanei accusati di non aver pagato delle fotocopie in CUSL.
Queste persone non si sono fatti alcuno scrupolo a mentire spudoratamente pur di togliere la libertà a 5 coetanei colpevoli di lottare tra le altre cose contro il loro strapotere.
Ora sapete chi sono .
Sapete che dietro il finto moralismo cattolico si nasconde una lobby di potere assolutamente spietata.
Ricordatevi di chi sono quando vi propineranno qualche ipocrita volantino o quando vi proporranno sconti e agevolazioni per comprarvi.
Ricordatevi chi sono.
Se li conoscete li evitate.

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COMUNIONE E LIBERAZIONE E LA COMPAGNIA DELLE MAFIO-OPERE


Business is OK Boys !
  Compagnia delle Opere, braccio economico di Comunione e Liberazione.
Lo slogan della Compagnia delle Opere è suggestivo: «un criterio ideale, una amicizia operativa».
Una vera e propria setta, piu giovane e meno potente della Massoneria ma che contribuisce, nel suo piccolo, a dirottare soldi, favori e tutta l’economia territoriale di concerto alle altre grandi sette con le quali si spartisce affari e interessi. Presieduta prima da Vittadini, poi da Raffaello Vignali e adesso dal tedesco Bernhard Scholz.
Il loro giro d’affari è imponente: 70 miliardi di euro, realizzati da 35 mila aziende e professionisti, il 69% dei quali opera nel Nordovest italiano. Nella stessa zona dove opera Giuseppe Grossi arrestato ni giorni scorsi per corruzione e frode fiscale, per la bonifica – gonfiata – di Santa Giulia nel milanese e per le tangenti e mazzette pagate e ricevute e per i finanziamenti illeciti a partiti e politici per ogni favoritismo.
L’adesione alla Compagnia delle Opere tocca annualmente una crescita del 10% e questo perche, qualunque imprenditore nasca e intenda lavorare in quella zona deve fare parte di certi circoli, altrimenti resta tagliato fuori dagli appalti e dagli interessi economici. Sopratutto tra le
medio – piccole imprese dove il fatturato è di circa 2 milioni di euro l’anno, i settori sono vari: edilizia, sanità, fiere, servizi ect.
A livello manageriale, come vedremo, cresce la presenza di uomini targati Comunione e liberazione e Compagnia delle Opere, in campo internazionale, la Cdo ha già uffici in 12 Paesi stranieri e sta preparando lo sbarco in grande stile negli Stati Uniti. Tutto questo, nonostante la crisi economica, ed è nei momenti di recessione che il peso di certi ambienti si fa schiacciante e di vitale importanza per la sopravvivenza di alcune imprese. Massimo Ferlini presidente della Compagnia delle opere spiega il perchè di questo crescente di adesioni in tempi di durissima crisi economica: « Noi facciamo in modo di veder superata la solitudine dell’imprenditore, creando reti di amicizia che hanno un impatto determinante sul business. Sarebbe sbagliato paragonarci a Confindustria, perché noi associamo anche professionisti, non solo imprese. Ma soprattutto perché al centro della nostra azione c’è la persona, e non l’azienda». Gli uomini che nella rocca forte di Formigoni dettano legge in campo finanziario ed economico intrecciando pericolose amicizie politiche ad amicizie imprenditoriali, bancarie fino a congiungersi, talvolta, in quel di San Marino. Ogni settore ha una sua associazione, ognuna di queste piccole associazioni fa capo alla setta che le guida e le istruisce.
Principali partner sono Bombardier, Finmeccanica, Sai e Intesa Sanpaolo.
Il Cofidi-Compagnia delle opere, in collaborazione con Banca Intesa, facilitano l’accesso al credito da parte delle pmi. Alcune attività si appoggiano al partner pubblico come il Coexport, il consorzio della Compagnia delle Opere per l’esportazione, che ne è punto operativo di Regione Lombardia in Argentina, Cile, Cuba, Germania, Kazakhstan, Romania e Stati Uniti.
La Compagnia delle Opere si occupa anche di stipulare accordi per conto di terzi, un esempio è quello tra la Per spa di Peschiera Borromeo e la genovese Rgi. La prima, diretta da Stefano Sala è stata fondata nel 2007 e opera nel recupero dei danni derivanti alle imprese da incendi e allagamenti. La seconda, è stata costituita nel 1987 da Ercole Gialdi e si occupa della disinfestazione di opere d’arte con il metodo dell’anossia (mancanza di ossigeno), attraverso un macchinario brevettato che si chiama Veloxy.
Inoltre la Compagnia delle Opere agisce anche da mediatore permettendo di entrare negli affari che contano 3 aziende palermitane di informatica, la Sg Sait di Antonino Verro (system integration elettrica ed elettronica nel settore della sicurezza), la Glowing technologies e la Starbeam di Giovanni Termini. Dopo l’incontro, le tre aziende si sono fuse e hanno dato vita, insieme a marchi minori, a una nuova impresa: Cseven.
Naturalmente ricordiamo che Compagnia delle Opere è solo uno strumento di Comunione e Liberazione infatti il suo rappresentante storico, Luigi Roth, è da 9 anni presidente della Fondazione fiera di Milano (1 miliardo di patrimonio), oltre che di Terna e della Banca popolare di Roma, è anche consigliere di amministrazione Pirelli, Avvenire, Cariferrara e Ospedale maggiore di Milano. Maurizio Lupi è amministratore delegato del Milano Convention center dal 1994, di Forza Italia ed è stato per alcuni anni assessore all’Urbanistica del comune di Milano, oggi vice presidente della Camera dei deputati e, soprattutto, capocorrente di Comunione e Liberazione nei palazzi romani. Inoltre, è considerato fra i papabili per la candidatura a sindaco di Milano dopo la scadenza del mandato di Letizia Moratti. Anche perche la Moratti non va a genio a Salvatore Ligresti capo imprenditore e amicissimo di Forimigoni.
Anche Lupi è una adepto fedelissimo del conflitto di interesse infatti, nonostante l’attività politica, non ha mai abbandonato gli incarichi manageriali in Fiera. Presidente della Gefi, Gestione fiere, è Antonio Intiglietta, che è anche a capo della Compagnia delle Opere della Lombardia. Gestione fiere, che organizza Artigianifiera ed Expo Italia Real estate, fattura 20,3 milioni di euro, con un utile netto di 3,3 milioni. Intiglietta è tra l’altro presidente di Media Expo. La Compagnia delle Opere spesso affianca Promos, ‘azienda speciale della Camera di commercio di Milano guidata da Bruno Ermolli, manager vicinissimo a Silvio Berlusconi, nella promozione all’estero del sistema fieristico lombardo, condotta grazie a un finanziamento regionale. Il trait d’union fra le due realtà è Sandro Bicocchi, vice presidente di Promos ed ex direttore generale della Compagnia delle opere carica che ha lasciato per diventare prima amministratore delegato di Fiera di Milano International e poi amministratore delegato della società di software Opera 21.
Giorgio Vittadini quando lascia la guida della Compagnia delle opere si dedica alla costruzione della fondazione per la Sussidiarietà, il punto più oscuro di Compagnia delle Opere. La Sussidarietà è «una modalità di sviluppo, che riconosce e valorizza l’iniziativa del singolo, delle formazioni sociali e delle pmi». Praticamente affida al privato i servizi che erano pubblici potendo controllarne l’occupazione, l’uso e i finanziamenti. « Con la sussidiarietà la Regione Lombardia di Roberto Formigoni ha alimentato migliaia di società, cooperative e fondazioni», rileva Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, uno dei pochi oppositori agguerriti che il governatore ha in seno al Pirellone, «creando un potere parallelo che si autoalimenta e svuota lo Stato dall’interno». Noi invece pensiamo che in una nazione liberale non dovrebbero esistere – sacchi – occulti e soprattutto non dovrebbero società con le mani in pasta ovunque occuparsi della gestione dei soldi pubblici.
Quanto vale la Sussidiarietà? A livello nazionale è impossibile fare una stima, anche perché appalti, delibere e affidamenti sono divisi fra decine di migliaia di sigle. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, otto dei 16 miliardi di euro di spesa sanitaria sono passati ai privati. Di questi 8 miliardi, una buona metà è confluito nella galassia ciellina, attiva anche in formazione, istruzione, volontariato e servizi alla persona di vario tipo. Considerando tutto, per aziende e cooperative vicine alla Compagnia delle Opere il business della sussidiarietà vale circa 5 miliardi di euro nella sola Lombardia. Lo stesso Giuseppe Grossi era uomo vicino alla Compagnia delle Opere e guarda caso ultimamente si era aggiudicato importantissimi appalti pubblici, ma è anche l’uomo scoperto nella lista con altri 552 nomi come evasore fiscale finito in una banca nel Texas. Chi comanda politicamente nel nord – est d’Italia?
Sia Comunione e Liberazione sia, naturalmente, Compagnia delle Opere sono alleate con la Lega e quindi con il Popolo delle Libertà e con le cooperative rosse emiliane, quindi con tutti i grandi nomi dell’alta finanza che questo spaccato porta con se. Centinaia di imprese nel confine tra pubblico privato, direttamente possedute o guidate da politici, ex o ancora attivi. Come il gruppo Della Frera, che fattura circa 25 milioni di euro, impiega 500 dipendenti e controlla il Polo geriatrico riabilitativo (case di riposo a Milano e Cinisello Balsamo che operano in convenzione con la regione) e l’Hotel Villa Torretta, un quattro stelle di proprietà del Parco Nord Milano, che l’ha concesso in gestione gratuita per 60 anni in cambio della ristrutturazione.
Guido Della Frera da 15 anni è in politica con Forza Italia, prima come consigliere comunale di Milano e presidente della commissione Lavori pubblici, poi come assessore regionale agli Affari generali. Della Frera gestisce il Polo geriatrico riabilitativo dal 2002. Dal 2003 Della Frera non ha più incarichi amministrativi, ma ha continuato sempre a fare politica nel partito. L’ultima fatica, nell’estate 2009, è stata quella di coordinatore della campagna elettorale di Guido Podestà per la provincia di Milano. Nel campo assistenziale la maggiore azienda resta il gruppo Arkimedica con Claudio Cogorno come presidente e amministratore delegato. Cogorno è il numero uno della Compagnia delle opere a Crema. Arkimedica, quotata in Borsa, ha una strategia di «acquisizioni federative». In pratica, prende partecipazioni (fino ad oggi sono 45, per un giro d’affari complessivo di 200 milioni di euro circa) in strutture sanitario assistenziali già esistenti e convenzionate con le regioni. Queste partecipazioni sono pagate con azioni di Arkimedica.
In campo sociale, la parte del leone viene svolta dalle cooperative che fanno riferimento a Valter Izzo, responsabile della Compagnia delle opere di Milano. Izzo è anche presidente dell’Asilo Mariuccia e della fondazione Esae e promotore del gruppo La Strada, un insieme di imprese sociali con 25 strutture operative a Milano e provincia. Legatissima a Comunione e liberazione è con la Fondazione banco alimentare della Lombardia. Nulla è lasciato al caso, tutto è minuziosamente controllato, preparato. Come detto non lasciano nulla al caso e cos’ anche rifiuti e mensa fanno parte di questa gigantesca galassia sconosciuta ma imperante. Dei rifiuti lo sappiamo, se ne occupava da tempo Giuseppe Grossi e sappiamo cosa è successo con lui, delle mense si occupa la cooperativa romana La Cascina, giunta recentemente agli onori delle cronache per presunti favori fiscali. Guidata dal presidente Giorgio Federici, La Cascina fattura 200 milioni di euro con un utile di 400 mila. Eugenio Scalfari nel 2008 dichiara a proposito della Compagnia delle Opere e di Comunione e Liberazione: «nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere».
Tra i manager pubblici simpatizzanti, spicca Alberto Daprà, che è presidente sia di Compagnia delle opere informatica, ma anche di Lombardia informatica, 216 milioni di euro di fatturato 2009.
Un altro importante manager regionale targato Comunione e Liberazione è Marco Nicolai, presidente della finanziaria regionale Finlombarda. Raffaele Cattaneo che, oltre a essere assessore regionale alle Infrastrutture è presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde, grande centro appaltante del settore, praticamente si appalta da solo mamma mia che vergogna!
Luciano Bresciani (Sanità), Giulio Boscagli (Famiglia e solidarietà sociale), Romano Colozzi (Finanze). Della cordata fanno parte anche il consigliere Marco Sala e il segretario generale Nicola Sanese, ex deputato dc, da molti considerato come una sorta di vice governatore de facto. Tutti facenti capo a Comunione e Liberazione e quindi alla Compagnia delle Opere.
Nel consiglio di amministrazione di Infrastrutture Lombarde figurano gli stessi nomi: Guido Della Frera, in campo sanitario, Pasquale Cannatelli presiede il Niguarda e Alberto Guglielmo il San Matteo di Pavia. Mentre Giancarlo Cesana è recentemente diventato presidente della maggior struttura lombarda: l’Ospedale maggiore, policlinico Mangiagalli e Regina Elena. Cesana è da sempre indicato come il leader laico di Comunione e Liberazione. Ma appunto tale setta sta crscendo e moltiplicando soldi e territori, tra gli astri nascenti, Graziano Tarantini e Claudio Artusi.
Tarantini è l’uomo che ha fatto nascere e crescere la Compagnia d elle Opere di Brescia, avvocato, fondatore dello studio Gft & partners è presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, vice presidente della Banca popolare di Milano e presidente della sua controllata Banca Akros.
Claudio Artusi, dal 2005 all’estate 2009 numero uno di Fiera di Milano, è invece amministratore delegato di Citylife progetto che ha permesso a Ligresti di vedersi accreditare 11 miliardi di euro e che dovrebbero riconsegnare entro gennaio 2010. La sponda di Artusi in consiglio comunale, l’assessore allo sviluppo del territorio Carlo Masseroli di Comunione e Liberazione.
Molti dei nomi qui citati sono conosciuti nelle procure o figurano negli archivi di qualche magistrato, o hanno già avuto qualche condanna, tuttavia la strada della giustizia sembra non conoscere meta e farsi sempre più in salita. Per accorciare questo percorso dobbiamo parlarne, ovunque, ad alta voce.
Fonte: http://www.thepopuli.it/2009/11/compagnia-delle-opere-comunione-liberazi...
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E IN EMULE IL VIDEO DI MARRAZZO

Emule P2P
Tanto per curiosità visto che La Repubblica.it parlava della caccia al video integrale girato dai carabinieri su Marrazzo l'ex presidente della Regione Lazio  e dimissionario per i noti fatti legati allo scandalo di una relazione con dei Trans (...) dicevo ho fatto una breve ricerca in Emule ed ecco quello che ho trovato.
Puo darsi che si tratti di fake o di chissa cosa come possa trattarsi realmente del video integrale tanto cercato (...) in ogni caso pure dovessi identificarlo per autentico non mi sogno di pubblicarlo cio non toglie che passi la notizia a chi ritiene di poterne ricavare maggiori informazioni di quello che già sappiamo sul caso.
Suppongo che riusciro a scaricare i video entro qualche ora,la notizia la posto adesso,al momento stesso in cui la barra delle ricerche di Emule mi restituisce,suggerisce quello che vedete nell'immagine sopra. 
Per una "imperscrutabile" ragione del destino pare che prima o poi un sex-tapes debba finire nel web,data la natura di questo video la destinazione potrebbe essere You Porn,Porn Hub o il più democratico e popolare Emule e da li passare a Bittorrent,Limewire etc,sono centinaia i software adatti alla bisogna,alla condivisione di qualunque contenuto.
Ovviamente questo sarebbe il momento giusto per sparigliare le carte nelle Elezioni Regionali del Lazio (i sondaggi segnano picchi in discesa impressionanti per il PDL) La Bonino è ferocemente avversata dal Vaticano giunto sino a mettere sul piatto il famoso " vota mascalzaone purchè anti-abortista " pare che lo scandalo Pedofilia abbia rotto le uova nel paniere a questa mossa per cui tutte le speranze sono ora negli effetti che produrrà questo video (insomma credo un po alla teoria del complotto universale!) dopo la storia del Panino,delle liste respinte e conseguente casino generato da un branco di pasticcioni inetti e irresponsabili.
Chiaro che l'occasione è ghiotta per il PDL e per chi ha posseduto sino ad oggi ben nascosto il video,se salterà fuori sarà una volta per tutte evidentissimo chi ha tirato i fili di una buona parte della vicenda sino,presumibilmente a perderne il controllo come i fatti hanno ampiamente dimostrato.
Qui sotto un video fake-satiricon sempre su Marrazzo cosi non restate a bocca asciutta in attesa che ne sappia di più sulla sua autenticità.

Marrazzo e una delle protagoniste dello scandalo





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giovedì 25 marzo 2010

Viaggio "Dall'Italia alla luna" nel mondo di Fellini

Clic sull'immagine per vedere la galleria fotografica
Prima alla Jeu de Paume di Parigi, e ora anche a Bologna, al MamBO, in collaborazione con la Cineteca: fino al 25 luglio è possibile viaggiare dentro il mondo di Federico Fellini "dall'Italia alla luna", a cinquant'anni dalla "Dolce vita": un "cineromanzo" che si articola in spezzoni di film e interviste, foto, manifesti, backstage e disegni (foto Iguana) LEGGI I sogni di Federico di BRUNELLA TORRESIN

Papa sottane pedofile e campagna contro l'aborto

Pedofilia
 L'Avvenire,il giornale ufficiale della gerarchia ufficiale smentisce desisamente ogni insabbiamento in relazione al caso di pedofolia che stà fracendo tremare le fondamenta della Chiesa.
Vetrata d'arte iconoclasta
Ne ho già parlato diffusamente qui
la maggior parte dei blog in internet più o meno intensamente avanzano l'ipotesi delle dimissioni del papa,per la prima volta i cattolici sono confrontati con una vera e propria sindrome,una constatazione che li amareggia e li scuote profondamente,un brivido raggela le coscienze con una vibrante inespressa,ammutolita indignazione è sospesa sul capo della gerarchia del Vaticano.

Si puo supporre e lo si vedrà nei giorni a venire che l'argomento non passerà a fondo pagina surclassato da altre urgenze come ad esempio le elezioni regionali,per intanto uno scopo involontario lo scandalo lo ha già ottenuto,l'appello al voto " votate un mascalzone purchè sia un anti-abortista " sembra non essere mai stato pronunciato,i media non ne parlano,i cattolici non si straziano tra loro ne chi dovrebbe aspramente contestarlo si prende cura di accennarvi,solo qualche sparuto blogger (io...)

Infine chissà se vedremo una faccia particolare nelle domeniche a venire in Vaticano affacciata sul famigerato balcone,certo la faccia di un vecchio (a dir la verità lo è sempre stato un vecchio!) ma sicuramente molto più sofferente del solito,il colpo lo ha accusato eccome tanto che la reazione ai documenti pubblicati dal New York Times è stata di una tempestività fulminea,chi ha pratica della meditata lentezza con cui l'avvenire e le gerarchie affrontano o lasciano decantare o snobbano certi problemi ne è stato "leggermente" sorpreso   



BENEDETTO XVI° RASSEGNERA LE DIMISSIONI.... DIRETTAMENTE NELLE MANI DEL CRISTO!

New York Times, nuove accuse al Papa "Sapeva del prete pedofilo tedesco"

La polemica si infiamma ulteriormente,se prima il papa ne era sfiorato oggi ne è chiamato in causa direttamente,tutto un agitarsi scomposto in Vaticano e si elevano al cielo alte grida,un disco rotto ,un ritornello,"si vuole attaccare il papa...." peggio del peggio la documentazione del New York Times con un dettaglio stupefacente ficca nella merda più nauseabonda Bagnasco il quale qualcosa dovrà spiegarlo ai fedeli....e se una reputazione conta qualcosa dentro la Chiesa e la pedofilia unge a morte anche soltanto quelli che l'hanno intravista da lontano con una svagata distrazione o tolleranza (...) lui l'accesso al soglio pontificio in avvenire se lo potrà scordare!

BENEDETTO XVI° RASSEGNERA LE DIMISSIONI DIRETTAMENTE NELLE MANI DEL CRISTO...

padre Murphy
Ricordo qualche tempo fà una delegazione di vittime della pedofilia negli Stati Uniti e latori di una lettera alle gerarchie vaticane,cercarono di penetrare in Vaticano,erano accompagnati da qualche giornalista e cosi sotto le telecamere appena ebbero a sconfinare vennero immediatamente placcati e riaccompagnati oltre la linea.
Se la legarono al dito e ho saputo oggi che altri ci riprovano.


 

Ora suppongo che questi gruppi siano piuttosto bene informati sulle dinamiche Chiesa e Politica nel "Belpaese" per cui è abbastanza chiaro che hanno scelto il momento giusto per fare esplodere sui media di tutto il mondo l'ennesimo terrificante scandalo sugli abusi sessuali dei preti cattolici,lo dico io in anticipo su quanti parleranno in anticipo di un nuovo "complotto" che mira a sporcare la "santità" delle massime gerarchie della Chiesa!
Magari verrà il giorno che mi diranno in cosa consiste questa santità (...)
Predatore
Presi di mira Bagnasco il segretario di stato e la stessa immagine del papa,una manna per i liberi pensatori e una tragedia innimmaginabile per i fedeli della chiesa (...)
Suppongo che per qualche settimana l'idea che si tratti di un complotto ateo,comunista e bla bla bla consolerà e allevierà l'urlo dell'indignazione che stagna,si agita in fondo alle coscienze delle "anime candide" cattoliche,poi si attiveranno per una delle consuete mostruose rimozioni volte a vuotare la benna della sporcizia nella grande cloaca del male universale che abito l'animo umano (e meno quello cristicolo avendo inventato e brevettato il pentimento) e infine ciliegina sulla torta sarà un fiorire di scuse e contrizioni,cui seguirà il perdono più veloce del west per dirla alla Napolitano (...si alludo) perdono che curiosamente non viene elargito dalle vittime,i bambini  abusati,stuprati ieri oggi adulti  ma dalle stesse autorità vaticane che avrebbero dovuto proteggerli!
E in Italia? Bhe in Italia fanno il possibile per essere all'altezza della nomea internazionale (...)
il silenzio degli innocenti
Certo è comprensibile che il un diritto penale e civile statunitense che contempla in soldoni-million-dollar il risarcimento non ci si puo tanto abbandonare alle confidenze ed alla verità (...)  quelle carogne degli avvocati ne approfitterebbero e il salasso economico diverrebbe stratosferico prova ne è quello che accadde a Boston e in altre dicoesi,tra le più ricche d'america, alcune fallirono...i maligni dicono per non pagare pegno!
Piccole noiose penitenze sul cammino della "redenzione"...

Stavolta senza ombra di dubbio sono riusciti a colpire i vertici della Chiesa,una macchia indellebile che segnerà per sempre l'immagine di questo papato (che peraltro se la dà parecchio per qualcuno deciso a fare pulizia del cancro della pedofilia,conoscendo una certa attitudine a beatificarsi tra loro i Papi "moderni",Benedetto XVI°, diciamo, la beatificazione se la puo scordare,improponibile un santo ,tollerante,per certi versi contiguo,ricattato o involontariamente complice o ignavo di uno dei più grandi abusatori,stupratori di bambini che la storia abbia mai conosciuto roba da far dimenticare il Conte Dracula il terribile impalatore...
Nella peggiore delle ipotesi :gli avversi alla sua beatificazione potranno supporre che dopo una strenua caccia al miracolo in tutto il pianeta infine lo troveranno in una sperduta campagna della Cina,là una contadina dirà d'essere stata guarita dai foruncoli dopo aver sognato la "beata " immagine di Benedetto XVI° ...e ai sogni 'mistici" si è sempre prestato credito come agli albori dell'archeologia quando basto il sogno di un vescovo che aveva mangiato troppo a stabilire dove e quale dovesse essere il santo sepolcro del salvatore   (...)

Il caso è quello di un sacerdote americano, padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una "rinomata" autoritaria scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall'arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland,quest'ultimo rassegno poi le dimissione perchè pare ebbe una realzione omosessuale con uno studente di teologia.
Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy. 
Annedoto:Hollywood in gran segreto ci stà facendo su un film,vedremo se arriverà nelle sale italiane...o passera alla RAI in prima serata.
Va da se che i sacerdoti sanno benissimo di appartenere ad una casta "divina",al di sopra del bene e del male cosi è visto che continuano ad appartenervi anche quando delinquono gravemente contro l'umanità e contro la divinità!
Ma Bertone, secondo il New York Times (documentazione sopra), fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute: «Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignità del mio sacerdozio», scrisse padre Murphy, prossimo alla morte,qualcosa del genere cambiando una sola parola (sacerdozio) potreste averla sentita in bocca a Goebels,Hitler,Milosevitc e un'altra decina di abbruttiti criminali della razza umana. 
Senza dubbio peso nella lettera il sentimento del "pentimento"  che come molti sanno per un cattolico è sinonimo di autoassoluzione ad essere maligni,o di perdono elargito,concesso dopo le classiche tre ave maria e un pater noster (...) Stupisce che si sia potuto credere un solo istante ad un tale individuo,stupisce il segreto che ha circondato la vicenda,lascia stupefatti ancor più il fatto che il diritto canonico:quello divino viene dopo (...) "legati una pietra al collo e buttati nel pozzo" non contempli sanzioni automatiche e peggio come già avvenuto lo trasferiscono ancora a pascolare dove l'erba è più  fresca,in mezzo ad altri bambini!?
Sconcertante quando l'intuizione suggerisce che tutta questa banda di satiri perversi (i satiri scopano anche i buchi nei tronchi degli alberi) si ricattavano tra loro cosi che nessuno osava alzare un dito o aprire bocca pena vedersi scaravoltato nelle mani  del tribunale canonico da illazioni,pettegolezzi,lettere anonime dei confratelli,andate alla storia di Padre Pio e ne vedrete delle belle (...) e si,ecco il perchè di tante convivenze,silenzi e segreti,mica ci vuole l'immaginazione di un genio!


Il new York Times ha ottenuto i documenti, tra cui le lettere tra i vescovi e il Vaticano, dagli avvocati che rappresentano i cinque uomini che hanno avviato quattro diverse cause contro l'arcidiocesi di Milwaukee. 
Padre Murphy non ricevette mai punizioni o sanzioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie e scuole cattoliche ed è morto nel 1998.
Trasferito in segreto,a supporre che si rendevano ben conto di quello che stavano facendo,ovviamente per salvaguardare il buon nome della veneranda istituzione  poi se stessi,le gerarchie erano coinvolte per lassismo,cecità e irresponsabilità etc, e infine dovrebbero venire le vittime...e invece no continuarono per anni a ricevere scapaccioni e calci nel culo perchè " si sà questi ragazzini terribili meritano durissime correzzioni,ne dobbiamo fare degli uomini! " se non altro perchè ne andava di mezzo il prestigio e l'immagine dell'istituto (...)

200 bambini abusati da un prete in un istituto per sordo muti non sono un fatto episodico,una fatalità della natura,sono un fatto storico,drammatico,terrificante per le vittime che saranno segnate a vita e lo stesso si puo dire per i fedeli che per adesso fanno del loro meglio per infilarsi nelle orecchie ogni genere di tappi dal sughero al prosciutto.
Bagnasco solo l'altro ieri dava l'avvia ad una campagna "morale" contro l'aborto chiedendo agli italiani di votare in relazione a come un politico si colloca rispetto alla "piaga" e successivamente dopo essere entrato a gamba tesa rettificava che si certo  ci sono anche altri gravi problemi per il paese (...)
Io aggiungo infine che "pappa" Ratzinger ha "accolto" per chi non sà leggere imposto (...) le dimissioni di monsignor Joh, Magee vescovo di Cloyne in Irlanda per non aver saputo proteggere la Chiesa  adeguatamente dallo scandalo Pedofilia,era stato tirato in ballo da una inchiesta parlamentare e dal "comitato per la salvaguardia dei bambini" e accusato di non aver adottato alcuna sanzione ecclesiastica contro i sacerdoti rei della massima vergogna che li possa toccare in 2000 anni di storia della cristianità.
Concludo,sarebbe forse il caso se i fatti fossero comprovati che Benedetto XVI° rassegni le dimissioni e assieme a lui Bagnasco il segretario di stato il punto sarebbe a chi dovrebbero presentarle e qui non ho alcuna esitazione:
a Cristo perdiana purchè le rassegnino!



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mercoledì 24 marzo 2010

LO SCIOGLIMENTO DELL'ARMA DEI CARABINIERI LA DESTRA EUROPEA COMPLOTTA CONTRO L'EUROPA DEI POPOLI

Carabinieri
" L'Arma,eccellente financo nell'arte del complotto reazionario alla "soliti ignoti" stà per essere sciolta da una autorità internazionale e nemmeno un brivido la percorre...."

Lo so è lungo da leggere e se anche vi pare che questo articolo appartenga alla "teoria del complotto universale" non è cosi,è una cosa seria,terribilmente seria,da brividi,le destre ai governi d'Europa, "illuminate"  hanno da tempo capito che aria tira,da Sarkozy a Berlusconi sino a quelle tedesche (...) e ben oltre.
Per questo si stanno premunendo e lo fanno nel silenzio più assoluto,nell'ombra e al di sopra delle leggi stabilite dai cittadini di tutta l'Europa,contro le stesse costituzioni,lo stanno facendo nella più assoluta impunità e per poter agire liberamente manco fossimo in Argentina o in Cile hanno varato leggi,decreti,regolamenti interni inoppugnabili e inattacabili dalle magistrature e dal diritto vigente nei singoli stati,tutta una serie di privilegi e poteri esecutivi a dir poco surreali se non fosse che sono concepiti per rivolgersi contro le stesse popolazioni europee,per il mantenimento della "pace" dicono,a supporre che non si riferiscono all'Irak ed ad altre drammatiche realtà in cui abbiamo ben imparato cosa significa realmente per i popoli che la subiscono.
Non aggiungo altro senonchè queste informazioni sono inquietanti e stupisce che nessuna interrogazione parlamentare sia stata posta al ministro degli interni e della difesa sull'argomento...

Di Solange Manfredi
Fonte:paolofranceschetti.blogspot.com
«Aboliscono i Carabinieri», sussurra un maresciallo preoccupato. Per un inspiegato decreto eurocratico, non devono più esistere Polizie militari nei Paesi europei. Entro il 2011, se abbiamo capito qualcosa dell’ambiguo e silenzioso progetto, il nostro maresciallo preoccupato non sarà più «maresciallo» ma ispettore; l’appuntato diverrà «assistente», un brigadiere capo sarà sovrintendente, insomma saranno trasformati in agenti di polizia civili, senza stellette. Dipendenti degli Interni e non della Difesa. I Paesi che non aboliranno la loro Polizia militare andranno incontro a gravi sanzioni europee.

E tutto ciò, avviene nel più completo silenzio e senza la minima protesta. I Carabinieri sono, fra le istituzioni, quella che gode della maggiore e più costante fiducia dell’opinione pubblica; costantemente, i sondaggi mostrano che gli italiani lo sentono il corpo più sicuro, colonna storica della nazione: possibile che nessun politico o giornale sollevi la questione? Che tutti in silenzio accettino la cancellazione di un ente di così precisa identità, con due secoli di storia e tradizione militare? L’Arma ha da poco conquistato lo status di quarta forza armata (alla pari con l’Esercito, l’Aviazione , la Marina), ossia un’autonomia che gli alti ufficiali hanno fortemente voluto (e brigato, con la loro potenza ragguardevole presso la politica); è possibile che i generali adesso cedano quella autonomia ed autogoverno senza fiatare? Per quanto «usi a obbedir tacendo», la cosa appare strana.

La risposta si trova forse nel fatto che non tutti i carabinieri passeranno alla Polizia di Stato. Una parte del personale - soprattutto gli ufficiali - rimarrà nell’Arma, e manterrà le sole funzioni di polizia militare: non più però come corpo al servizio dell’Italia, ma come corpo sovrannazionale.

Confluendo in un nuovo leviatano eurocratico, denominato «Eurogendfor», orwelliana sigla per Forza di Gendarmeria europea. (http://www.eurogendfor.eu/)

Eurogendfor è nata in Olanda il 18 ottobre 2007 col «trattato di Velsen» (uno dei tanti trattati di cui i cittadini non sanno nulla), firmato dai Paesi che sono dotati di Polizie militari: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia nacional) e Olanda (Marechaussée) e ovviamente, per l’Italia, i Carabinieri.

Eurogendfor è una super-polizia sovrannazionale. Cioè (articolo 5) «a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche». Una forza «pre-organizzata e dispiegabile in tempi rapidi» e capace «di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi».

Quali crisi? Si allude cripticamente a quelle definite «nel quadro della dichiarazione di Petersberg». Così, ecco un altro trattato ignorato dai cittadini. Poche righe ufficiali avvertono che «Il Consiglio ministeriale della UEO, riunito a Petersberg, presso Bonn, approvò, il 19 giugno 1992, una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette ‘missioni di Petersberg’ sono le seguenti: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace». (http://europa.eu/scadplus/glossary/petersberg_tasks_it.htm)

Ea UEO è un vecchio arnese dell’atlantismo bellico, sopravvissuto alla guerra fredda. Adesso scopriamo che parte dei suoi compiti sono stati assunti dalla UE. E che i Carabinieri fanno parte di una forza armata permanente per «interventi umanitari», «guerra al terrorismo» ed altre guerre senza fine e non dichiarate, come sono diventate d’attualità dopo la scomparsa del Nemico sovietico. Evidentemente, questi conflitti devono essere resi permanenti. I nuovi carabinieri de-nazionalizzati interverranno in tutto il mondo. Non è chiaro se interverranno anche per sedare «crisi» sociali in Europa, contro i loro stessi cittadini. Apparentemente sì: Eurogendfor potrà svolgere sul suolo italiano tutte le attività sopra descritte. Si aspettano chiarimenti.

La formazione del corpo militare eurocratico è già avanzata. A Gennaio, Maroni ha inviato (alla chetichella) osservatori in Francia per studiare le soluzini adottate da Sarkozy per la denazionalizzazione della Gendarmerie e la riduzione dei suoi membri di basso livello a poliziotti.

Uno degli aspetti inquietanti è la sede scelta per Eurogendfor: la caserma dei carabinieri «Generale Chinotto», che si trova a Vicenza. La stessa città dove è situata la più grande base militare statunitense in Italia, base che non è a disposizione della NATO ma soltanto del Pentagono, che vi mantiene un buon numero di testate nucleari.

Gli americani avranno voce in capitolo nell’ordinare le «missioni» per Eurogendfor? Viste le comprovate politiche subalterne dell’eurocrazia, il sospetto è lecito. Potrebbe chiarirlo la lettura accurata del trattato di Velsen: un trattato che non è dato leggere da nessuna parte. Non è stato allegato nemmeno alla proposta di legge della costituzione di Eurogendform per la parte italiana, presentata il 28 dicembre 2009. Vi è solo un riassunto del trattato, ad istruzione dei parlamentari che devono ratificarlo. E’ allegata anche la «dichiarazione d’intenti» firmata nel 2004, ma il trattato di Velsen (che consta di 47 articoli) no. Curioso.

E chi comanda su Eurogendfor? Un comitato interministeriale (orwellianamente CIMIN) con sede pure a Vicenza, composto dai rappresentanti ministeriali dei Paesi aderenti (per l’Italia, Difesa ed Esteri). Questo CIMIN esercita in esclusiva il «controllo politico» sulla nuova Polizia militare e decide di volta in volta le condizioni di ingaggio di Eurogendfor; e al Cimin solo Eurogendfor risponde. In altre parole, Eurogendfor non risponde ad alcun Parlamento, nè nazionale nè europeo.

E se già così la cosa appare di una gravità assoluta, (una forza di Polizia militare sovranazionale che non risponde delle proprie azioni ad alcun parlamento, ma solo ad un comitato interno) è leggendo il disegno di legge numero 3083 - A, passato al Senato (anche in questo caso nel più assordante silenzio) il 4 marzo 2010, che si coglie la assoluta pericolosità di tale struttura.

Infatti leggendo gli atti si scopre che la Eurogendfor (già assolutamente attiva e funzionante benché l’Italia ancora non abbia ratificato), SOSTITUENDO e/o rinforzando le forze di polizia aventi status civile, può compiere un ampio spettro di attività:

- garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico;

- eseguire compiti di polizia giudiziaria;

- monitorare la polizia locale nell’adempimento dei propri servizi

- compiere investigazioni criminali

- dirigere la pubblica sorveglianza

- regolamentare il traffico

- operare come Polizia di frontiera

- acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence

- proteggere la popolazione e la proprietà,

- ecc..


Ma ancora non basta, perché questa super Polizia sovranazionale gode anche di una sorta di totale immunità a livello internazionale. Infatti, leggendo il trattato si apprende che:

Articolo 21) i locali, edifici, archivi (anche informatici ed anche se non ivi presenti) appartenenti ad Eurogendfor sono inviolabili;

Articolo 22) le proprietà ed i capitali di Eurogendfor sono immuni da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria;

Articolo 23) tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possono essere intercettate;

Articolo 28) i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor;

Articolo 29) gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio.


E’ stata, in altri termini, creata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà (leggi immunità) e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno.

Ora diventa forse più chiaro perché nessun vertice dell’Arma dei Carabinieri ha mosso alcuna obiezione alla legge di riforma che la vuole sotto le dirette dipendenze del ministero dell’Interno.

A finire sotto quel ministero saranno solo i sottufficiali e la truppa. Per gli ufficiali, l’Arma aumenta il suo potere: dovrà rispondere solo al CIMIN (ovvero a ufficiali e rappresentanti del ministero Esteri e Difesa); manterrà i suoi poteri in Italia e anzi nel mondo, e facendo parte dell’Eurogendfor, godendo di privilegi e immunità che prima non avevano, fino ad una totale immunità e insindacabilità. Lo status di cui già godono anche più inquietanti «istituzioni» europee, da Eurojust (procuratori d’accusa) e Europol, anch’essi insindacabili e persino sonosciuti ai cittadini europei - ammesso che siamo ancora cittadini.

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Le case gipsy tra sfarzo e colori


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A partire dalla caduta dell'impero sovietico i Rom più benestanti delle comunità moldave e romene dell'Europa dell'Est hanno trasformato le loro case in abitazioni surreali. Il fotografo romano Carlo Gianferro ha realizzato un reportage, che ha vinto il primo premio nella categoria 'Ritratti' del World Press Photo 2009 ed è diventato un libro edito da Postcart. Verrà presentato sabato 27 marzo alle 17 al Photoshow della Nuova Fiera di Roma (e.d.s.)

Ultima cena e dintorni, l'abbuffata è arte



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 LA RICERCA

Quant'è ricca l'ultima cena
così nasce l'obesità

Dall'analisi iconografica delle rappresentazioni del Cenacolo nel corso dei secoli si scoprono cibi ricchi e in quantità crescenti. In un millennio la dimensione delle pietanze aumentata del 69,2%: oltre a pane e vino, anche pesce, agnello e maiale di BENEDETTA PERILLI

Il tavolo è quello semicircolare del Cenacolo, i commensali sono tredici, in barba alla superstizione che successivamente individuerà in questo numero un segno di cattiva sorte. E il pasto? Secondo il Nuovo Testamento nel menù dell'Ultima cena sicuramente apparivano pane e vino. Ma dall'analisi della celebre rappresentazione di Leonardo Da Vinci sul tavolo sono presenti anche porzioni  -  abbondanti - di anguille. Un dato, quello relativo ai cibi consumati la notte prima della morte di Gesù, destinato ad arricchirsi di particolari. Anche se solo alimentari. L'ultima scoperta arriva dagli Stati Uniti, pubblicata sul numero di aprile della rivista scientifica International Journal of Obesity: secondo i fratelli Brian e Craig Wansink, uno professore di marketing ed economia applicata alla Cornell University e l'altro docente di teologia del Virginia Wesleyan College, nell'arco di mille anni l'iconografia biblica dell'Ultima cena ha portato sulla tavola degli Apostoli alimenti in quantità sempre maggiore.

Così, partendo dall'anno mille, la coppia di studiosi ha analizzato minuziosamente 52 quadri  -  uno ogni venti anni circa - raffiguranti il sacro pasto. Il risultato? Nei piatti dei commensali appaiono quantità di cibo sempre più abbondanti. Insomma doveva essere una cena frugale, destinata a non pochi colpi di scena, eppure la storia dell'arte ha dimostrato come nell'arco dei secoli anche l'aspetto gastronomico non sia stato trascurato. Pura casualità o testimonianza dei tempi? Secondo i fratelli Wansink l'aumento quantitativo delle porzioni disegnate indicherebbe come, con il trascorrere degli anni, lo stile alimentare sia mutato fino a condurre la società  -  in questo caso ad essere additata è quella americana  -  all'obesità.

Grazie a un apposito software i due ricercatori hanno scansionato i pasti disegnati nelle 52 rappresentazioni, che spaziano dal medioevo toscano di Duccio di Buoninsegna, passando per Pietro Lorenzetti, Domenico Ghirlandaio, Leonardo Da Vinci fino ai lavori più moderni, per arrivare alla conclusione che la dimensione delle pietanze  è aumentata nel corso del millennio del 69,2%, mentre la grandezza del piatto è cresciuta del 65,6% e la porzione di pane del 23,1%, il tutto con un particolare aumento a partire dal 1500. Quanto basta per concludere che se gli apostoli si sedessero oggi alla tavola di Gesù davanti a loro verrebbero servite porzioni extra large degne di un menù extra da fast food. Il calcolo delle percentuali è stato dedotto dall'analisi delle proporzioni tra le teste dei commensali e i loro piatti, e tra le dimensioni dei piatti e del cibo sistemato al loro interno; le immagini invece sono state tratte dal libro del 2000 L'Ultima Cena, pubblicato dalla Phaidon Press.

E per quanto riguarda il menù? La Bibbia fa riferimento solo a pane e vino ma lo studio dei fratelli Wansink ha individuato la presenza di pesce nel 18% dei casi, di agnello nel 14% e di maiale nel 7%. Di quantità poi non parla nessun testo sacro e, secondo Brian Wansink, l'interpretazione di ciò che era presente sulla tavola e le rispettive quantità dipendono solo dalla mente del pittore e probabilmente dagli usi dell'epoca. "Gli ultimi secoli hanno visto un drammatico aumento della produzione, disponibilità, abbondanza e reperibilità di cibo  -  spiega il professor Wansink  -  considerato poi che l'arte imita la vita, queste possibilità si rispecchiano nella rappresentazione della più famosa cena della storia".