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giovedì 25 febbraio 2010

Danimarca ! Il massacro dei delfini Calderones Riti d'iniziazione alla barbarie



Puo sembrare incredibile ma pertanto è tragicamente vero.
Ogni anno durante il passaggio in quel tratto di mare nelle isole Feroe  che appartengono alla Danimarca dei delfini "Calderones" una specie estremamente intelligente e sociabile che avvicina l'uomo per curiosità attirato da voci e colpi di remo sull'acqua modifica la sua rotta in una zona di passaggio,migrazione obbligata (...) la loro curiosità,empatia verso gli umani viene  infine ripagata, si concluderà in uno spietato bagno di sangue.
I mammiferi vengono abbattuti con ogni mezzo,a colpi di roncola,machete etc tra le urla delle bestie e sprizzi di sangue solo lontanamente equiparabili a quello che conosciamo delle Tonnare siciliane.
I giovani dell'isola per celebrare il passaggio all'età adulta si abbandonano a questa iniziazione barbara e gratuita,un rito che alimenta tuttalpiù come "fertilizante" la schizzofrenia umana.
Questo avviene come documentato dalle fotografie in un paese europeo,la Danimarca e sino ad oggi nulla è stato fatto per impedire che questo massacro si ripeta!

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ARTE,INGEGNERIA E SCIENZA IL "MOVIMENTO"

Questo video per ingegnosità,complessità,invenzione,semplicità vi lascerà senza fiato!
Con mezzi assolutamente di fortuna,persino con rotoli della carta igienica,biglie,cianfrusaglie e altri ammenicoli tutti riconoscibili,facilmente reperibili,a portata di mano,realizza tutta una serie di automatismi,movimenti in percorsi obbligati,programmati sino all'epilogo finale.
L'ingegnere che ha realizato questo video con humor non senza il gusto della provocazione è certamente un grande mattacchione oltre che un artista.
Certo ci vogliono gli occhi dei bambini per apprezzare questa sofisticata raffinatissima tecnologia...

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Berlusconi acquista il letto di Napoleone e lo fà allargare...


C mi fà notare cortesemente come quel vecchio letto posto sotto la tettoia in una villa dietro le colline di Menton sulla Costa Azzurra abbia per modo di dire subito gli assalti di nobilissimi lombi.
Ha si ? Ma come,dai dai dimmi e cosi vengo a sapere che appartenne a Rodolfo Valentino il divo italoamericano che spezzo il cuore dell'universo femminile degli anni 30,un dato certo poichè venti anni prima quando C aveva più fortuna ebbe l'occasione di affittare l'appartamento a Nizza di Rodolfo.
Infine visto che era parecchio mal ridotto decise di farmene dono e poichè era abbastanza ingombrante rinunciai a possederlo spedendolo a Milano in casa di mia sorella,di li a poco mi ci trasferii per una durissima settimana di restauri al cimelio,oggi è li ristabilito nel suo pieno splendore,non ci siamo mai occupati di stabilirne il valore feticistico (...)
Ebbene per finire Silvio dice di aver acquisito il letto di Napoleone....quando ne ho accennato ad un antiquario ha sorriso e non mi sono permesso di andare un po più in là,a Nizza c'è uno splendido quartiere intieramente dedicato all'alto antiquariato,roba che per dimensioni sovente puo stare soltanto nel salone di un castello,spesso e volentieri destinata agli Stati Uniti,principali importatori "dell'usato dal tempo" di lusso francese.
Le notizie al riguardo sono scarse,non si sà se si tratti del letto che lo ebbe ospite a Sant Elena l'isola dell'Atlantico in cui mori in esilio o se si tratti del letto di famiglia in Corsica o di quello su cui si scaravoltava all'aria con Giuseppina o quello che lo accompagnava sui campi di battaglia... e insomma per farla breve i letti sarebbero parecchi,direi francamente troppi e di scarsa certificazione.
Detto questo mi sembra una bufala perchè dopo la storiella del "Lettone di Putin" ha un che dell'ovietà che si finisca per parlare del lettone di Napoleone che era piccoletto e tappo e giocoforza si deve adattare il letto alle dimensioni del condottiero Silvio che è noto di battaglie ne ha vinte più di Napoleone!
Il personaggio su cui si sono scritte più biografie al mondo,persino più di cristo,ma anche li pare Silvio ci stà facendo un pensierino...certi primati altrui gli sono insopportabilmente fastidiosi.
Sarà il vero lettone di Napoleone?
Se non è una bufala allora siamo davanti alla classica sola alla romana,per certo si sà una sola cosa:in fatto d'arte o antiquariato Silvio proprio non ci acchiappa,lui è un uomo pratico è non ha tempo di occuparsi di faccende cosi "effimere".
Come nell'antica Roma il patrizio,il nobile,il satrapo o il mercante invia lo schiavo più colto con una Trireme in Grecia ad acquistare qualche  bella statua per i suoi giardini...ecco sarei curioso di sapere chi è "le savant" spedito in Francia per gli acquisti!

Qui il link del video in cui il Corrierone riporta la "novella",quando lo avranno riparato si potrà finalmente vederlo!.








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RON ENGLISH: ART, SUBVERSION & POPAGANDA


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In un parola: Dissacrante.
E’ la prima cosa che ti viene da pensare sul suo conto imbattendosi nei suoi lavori e anche l’aggettivo che meglio racchiude tutto il suo atteggiamento nei confronti dell’arte e della vita in generale.
Attualmente in Italia è in mostra a Roma all’interno del progetto “Apocalypse Wow!“, insieme a colleghi della stessa pasta: un nome su tutti  Shepard Fairey alias Obey, e ci siamo capiti.

Ron English è innanzitutto un uomo americano (cognome a parte), nato e cresciuto nella società post-moderna che guarda a ciò che lo circonda con gli occhi dell’ironia e di una fantasia direi quasi psichedelica.
Icone, miti e simboli della nostra cultura sono presi, fatti a pezzi, sconvolti e rimontati in modi sempre nuovi, anticonvenzionali e decisamente poco accademici.
Religion of our culture is commercialism“.
Così si espresse all’inizio della sua carriera, nel lontano 1959: da quella riflessione tragicamente attuale, prese forma tutta la filosofia che ancora oggi guida ogni sua opera.
English mette al muro la nausea da messaggio pubblicitario e lo fa combattendo ad armi pari, con la rielaborazione sovversiva di mascotte, loghi, marchi e slogan, il tutto in chiave (almeno in apparenza) squisitamente pop.

In realtà un certo retrogusto tutt’altro che zuccheroso non manca mai. La cosiddetta Culture Jammin smonta, ricontestualizza e porta a galla tutto il marcio ben nascosto dietro i fronzoli e i sorrisi di plastica del marketing selvaggio.
Dondolando tra sarcasmo e cinico realismo, Ron prima ruba poi usa e così infine svela i tristi trucchi dei meccanismi alla base del consumismo  indotto e martellante dal quale fuggire del tutto è ben difficile ma difendersi si può.
In amore, guerra ed arte, tutto è possibile.

Messe nere orgiastiche,pedofilia,satanismo e criminalità

 In basso c'è un video tanto sconvolgente quanto laido e disgustoso,il solito voyerismo mediatico direte voi (...) ecco cosa ne è venuto fuori dopo che ci ho riflettuto su un po...infine a fondo pagina l'opinione di un "esperto" la "disciplina" contempla tomi enciclopedici del peso approssimativo di qualche tonnellata,come tutte le vere corbellerie,fantasie,fate voi,per venirne a capo ci vogliono studi secolari e li nascono gli esperti!


Satana nella visione di William Blake

PREMESSA:
Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. 
(Karl Kraus)

Il Diavolo ha reso tali servigî alla Chiesa, che io mi meraviglio com'esso non sia ancora stato canonizzato per santo. 
(Carlo Dossi)

Se il diavolo non esiste, ma l'ha creato l'uomo, credo che egli l'abbia creato a propria immagine e somiglianza. 
(Fëdor Mikhailovič Dostoevskij)

«Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre.» 
(Umberto Eco)

Vi sono delle persone alle quali il diavolo non impedisce di fare il bene, perché il bene che fanno gli serve per ingannarle. 
(Louis Lallemant)
C'è una lunga fila di sfigati e di annoiati intorpiditi in cerca di facili trasgressioni nella più oscura provincia italica,anche la ricerca di un che di dominio,voglia di detenere un qualche potere,piccoli "dei" che si sentono presi a calci in culo dalla vita,essi peraltro profondamente nostalgici del sentimento religioso (...) orfani, direi,ex cattolici,reduci da una fede ormai incapace di reggersi sulle stampelle e parecchi avizzita e demodè si danno al "sollazzo" sadico con la vittima di turno trainando dietro di se personalità fortemente suggestionabili.
Per un puro fatto snobistico,pseudo elitario,per emulazione e non da meno per "inciampare" opportunisticamente in fruttuose relazioni d'affari,segrete complicità,giacchè la mitologia intorno al satanismo vuole che a praticarlo siano consorterie ricchissime,potenti e influenti (...) vai a capire poi perchè invece che nelle segrete dei castelli o nei loro fastosi saloni certe liturgie nere si svolgono in cimiteri abbandonati,ruderi desolanti tra le colline e casolari diroccati equiparabili a discariche dei rifiuti  (...)
E si servano di squallidi invididui come il Pacciani e i suoi "compagnucci di merende"...
Gran consumo di ceri,pugnali e di vergini e da quando i comunisti hanno smesso di mangiare i bambini l'orrido "pasto",il primato spetta a loro,cosicche certe emissioni tv ne approfittano per rilanciare con altri mezzi il sentimento religioso sia pure in talk show con quella certa puzza di zolfo!
Cosa non si farebbe per un po di audience,ben lo sanno le Rockstar use seminare tra le note l'odor di zolfo,ormai la cosa assume il contorno della banalità da quando persino la Disney vi ha ceduto!
Affatto difficile poi trovare tra migliaia di marginalizati  del "secolo che corre troppo" schizzofrenici e psicopatici deliranti che si danno al delitto e alla peggiore criminalità rinfocolando con l'eco ovattato delle loro imprese il fascino di un culto che con il diavolo non ha più nulla a che fare ma è certamente affine alle segrete ombre che si celano nei meandri perversi della loro personalità.
Essendo ormai chiaro che se da un lato il diavolo non esiste, dall'altro fosse vero il contrario avrebbe molta più classe e raffinatezza e gusto per la bellezza dell'Eros (la carne) di questi banda,di accoliti maniaci dell'orrido misticheggiante.
Sarebbe auspicabile una diversa mediatizazione del fenomeno visto che certa "peblaglia" piccolo borghese orfana,sbandata si aggira in cerca di sensi e significati più consoni al loro "censo".
Sembra che ormai a promuovere "l'evento" con coda corna e  zolfo non restino che Benedetto XVI°,qualche nostalgico nazista e le "Iene" !!! 
Perchè gli artisti (pittori e scultori) è da mo che hanno messo da parte il personaggio se non altro perchè risulta molto più noioso con le sue novene delle pratiche libertine del Marquise de Sade!

"Scomparsa la cristianità resterà soltanto il satanismo a conservarne la memoria "
          Michel Abbatangelo

Satana nella visione di William Blake

Nonciclopedia!
"Sei un satanista?
Gli atei ti considereranno eccessivamente religioso, mentre gli altri credenti di diverse fedi religiose ti considereranno un infedele/blasfemo/non credente. E un po' tutti tenderanno a prenderti per un megalomane/egocentrico/svitato. Ma la cosa non è necessariamente un male. Forse. Le tue bestemmie dovranno riguardare Dio e la sua banda di santoni e fighe di legno (severamente vietato dire Porco Diavolo), inoltre non potrai leggere i fumetti di quel blasfemo di Dylan Cane rognoso poiché il suo massimo disappunto è espresso nell'affermazione "Giuda Ballerino" (il quale pensò bene di prendersi i soldi e scappare alle Hawai. Tuttavia inciampandò finì accidentalmente con la testa in un cappio).
Poi c'è la vicenda della dannazione eterna,

ma non saprei se può essere preso come difetto."

Cagnacci la conversione della Maddalena

Clic sulla foto per accedere al video.

 Satanismo

Il satanismo è un fenomeno che desta attenzione e pre
occupazione in numerosi ambienti. Nella letteratura giornalistica, è spesso confuso con fenomeni diversi come la magia cerimoniale, la neo-stregoneria, il neo-paganesimo, la corrente “thelemita” di origine crowleyana, da cui va invece rigorosamente distinto. Nella letteratura giornalistica qualsiasi ritrovamento di res
idui rituali (candele rosse o nere, pupazzi, calici) è spesso immediatamente riferito al satanismo, mentre potrebbe trattarsi appunto di altre forme di magia o di religiosità. Il satanismo in senso stretto è un movimento che si interessa al personaggio chiamato Diavolo o Satana nella Bibbia, e ne fa il punto di riferimento principale della sua ritualità. “Satana” può essere considerato semplicemente uno stato di coscienza superiore dell’uomo (come nel satanismo “razionalista”, che talora tende verso l’ateismo militante), ovvero un personaggio preternaturale (satanismo “occultista”): ma la centralità di Satana nel discorso e nel rituale (diversa da qualche semplice riferimento metaforico di carattere anticristiano, che si ritrova in numerosi gruppi) è essenziale perché si possa parlare di satanismo.


Il satanismo si muove nella storia secondo un andamento che può essere definito “pendolare”. Piccoli gruppi di satanisti salgono all’onore delle cronache. Poiché l’adorazione esplicita del Male è, per definizione, intollerabile, la presenza dei gruppi satanisti – per quanto piccoli – determina reazioni che si manifestano rapidamente come sproporzionate, e che attribuiscono ai gruppi che praticano il satanismo una dimensione, un rilievo, una capacità di influire sulle vicende anche sociali e politiche che in realtà non hanno. Questo anti-satanismo organizzato – fra l’altro facilmente infiltrato da millantatori – finisce per essere screditato dai suoi stessi eccessi. Il discredito in cui cade l’anti-satanismo permette il riemergere di nuovi gruppi di satanisti, per un certo periodo di tempo tollerati dalla società, finché si determina una nuova reazione, e così via.

Il satanismo si manifesta per la prima volta nel gruppo attivo ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV (1638-1715) intorno a Catherine La Voisin (†1680). Con l’aiuto di un sacerdote cattolico rinnegato, l’abbé Étienne Guibourg (1603-1683), la La Voisin organizza per dame di corte, fra cui Françoise Athénaïs, marchesa de Montespan (1641-1707), favorita del re, le prime “Messe nere” (l’espressione nasce appunto in questa occasione) nelle quali il Diavolo è adorato per ottenere favori o vantaggi materiali. Sembra che, almeno in qualche occasione, siano anche sacrificati dei bambini. Dopo la scoperta, la repressione – affidata a un tribunale speciale detto “Camera ardente” – si arresta per timore di indagini troppo approfondite sulle dame di corte: la La Voisin è comunque condannata a morte, mentre Guibourg muore in carcere. Questo episodio scandaloso ma circoscritto acquista un’enorme notorietà europea grazie alle gazzette, in un’epoca in cui la stampa comincia a diventare socialmente importante. Così sorgono, sia pure in proporzioni modeste, imitatori. “Messe nere” e altre cerimonie sataniche sono celebrate nel Settecento in Italia – nel Ducato di Modena, ai margini più discutibili dell’eresia quietista –; in Inghilterra, fra i libertini che si riuniscono all’abbazia di Medmenham intorno a sir Francis Dashwood (1708-1781), che danno tuttavia al satanismo un’impronta ludica, razionalista e anti-clericale; e forse in Russia, dove peraltro le fonti sono scarse.

In ogni caso, questo proto-satanismo determina una prima epidemia di anti-satanismo, che finirà per attribuire all’azione occulta dei satanisti due fenomeni a diverso titolo sconvolgenti per il mondo cristiano: la Rivoluzione francese e lo straordinario successo dello spiritismo. Naturalmente, occorre distinguere fra interpretazioni – che, sul piano metafisico e teologico, hanno certamente un carattere del tutto serio – che considerano l’azione del diavolo causa remota della Rivoluzione francese e dei successi spiritisti, e tesi più immediate che vedono dietro ogni giacobino e ogni spiritista l’azione diretta del demonio tramite i suoi agenti, i satanisti, che rimarrebbero nell’ombra. La letteratura secondo cui una congrega segreta di satanisti ha diretto in modo sotterraneo i principali avvenimenti dell’epoca della Rivoluzione cade così facilmente in semplificazioni di tipo “complottista” e in eccessi grotteschi. Questo stile di pensiero va dalle opere anti-rivoluzionarie del sacerdote Jean-Baptiste Fiard (1736-1818) fino ai testi paradossali di Alexis-Vincent-Charles Berbiguier (1764-1842), che vede dietro ogni evento negativo l’opera di satanisti capaci di trasformarsi in farfadet, in “folletti” invisibili.

Secondo l’effetto “pendolare” cui si è fatto cenno, l’anti-satanismo è così sufficientemente screditato perché negli anni che vanno dal 1850 al 1890 possa sorgere in Francia e in Belgio, relativamente indisturbato, un piccolo movimento satanista. Le informazioni su questo movimento sono incerte e ambigue, e provengono spesso da personaggi che – pure avendo veramente indagato nella subcultura satanista – talora ne fanno in qualche modo parte, ovvero mescolano la fantasia con la realtà, come il giornalista Jules Bois (1868-1943). Quest’ultimo è uno dei principali informatori del romanziere Joris-Karl Huysmans (1848-1907), che nel 1891 pubblica il romanzo Là-bas (“Nell’abisso”). Questo testo contiene la più famosa descrizione letteraria di una “Messa nera”, che è servita da modello a numerosi satanisti in carne e ossa del Novecento. Si sa oggi che, nel romanzo, Huysmans ha utilizzato – certo rielaborandone – informazioni relative alle esperienze negli ambienti satanisti della sua amica Berthe Courrière (1852-1917), in seguito alle quali egli riteneva credibili le accuse rivolte al sacerdote belga Louis Van Haecke (1829-1912) – la cui effettiva colpevolezza costituisce ancora oggi argomento di fervente dibattito fra gli storici – di celebrare Messe nere e di essere, in realtà, un importante capo satanista.

Le attività dei satanisti francesi e belgi rilevate da Huysmans determinano – ancora seguendo lo schema “pendolare” – un’ondata di anti-satanismo particolarmente virulenta. Ai satanisti – riuniti in una misteriosa setta, il palladismo – sono attribuite in particolare tutte le attività della massoneria, all’epoca impegnata in un duro scontro con la Chiesa cattolica. Léo Taxil (pseudonimo di Marie-Joseph-Antoine-Gabriel Jogand, 1854-1907), un massone autore di virulente opere anti-clericali di carattere pornografico, nel 1885 annuncia come si è accennato la sua clamorosa conversione al cattolicesimo. Dopo la pubblicazione di Là-bas di Huysmans, produce, con alcuni collaboratori, in pochi anni decine di opere e migliaia di pagine in cui rivela le attività dei palladisti che, ispirati direttamente da Satana, guidano segretamente la massoneria e controllano numerosi governi europei. Molti avversari della massoneria gli credono, ma non tutti; altri – nello stesso mondo cattolico – sospettano un inganno. Finalmente, di fronte alle pressioni, Taxil annuncia una conferenza pubblica in cui chiarirà tutti i dubbi. A Parigi, il 19 aprile 1897, confessa di avere semplicemente simulato la sua conversione e di avere completamente inventato la storia del palladismo per prendersi gioco dell’estrema credulità dei cattolici.

La vicenda di Taxil rimane problematica e oscura – è certo che abbia abilmente mescolato documenti veri e falsi, mentre rimane un dubbio sulle sue motivazioni ultime – ma, per quanto riguarda il satanismo, il prevedibile effetto è quello di fare riemergere satanisti autentici che – per paura di essere confusa con le provocazioni del famoso impostore – la stampa, nei primi anni del ventesimo secolo, tratta con indulgenza e perfino con simpatia. È il caso di Maria de Naglowska (1883-1936), che apre a Parigi un Tempio di Satana, descritto con singolare indulgenza dalla stampa e giustificato da una complessa quanto bizzarra teologia.

Sono anche questi gli anni in cui si esercita sull’ambiente satanista l’influenza di Aleister Crowley (1875-1947). A rigore non satanista – e anzi polemico con i satanisti –, Crowley scrive nella sua opera Magick (Samuel Weiser, York Beach [Maine] 1974, p. 296 e p. 220) che “il Diavolo non esiste. È un falso nome inventato dai Fratelli Neri per implicare un’Unità nella loro ignorante confusione di dispersioni” e che i satanisti praticano solo “una forma pervertita di magia”. Secondo Crowley, i satanisti sbagliano perché credono che il Diavolo esista veramente come persona. Per questo – come scrive nella sua autobiografia – i satanisti dell’Ottocento “con tutta la loro pretesa devozione a Lucifero o Belial (…) erano nel loro spirito sinceri cristiani, e per di più cristiani inferiori, giacché i loro metodi erano puerili” (The Confessions of Aleister Crowley. An Autohagiography, Routledge & Kegan Paul, Londra-Boston-Henley 1979, p. 126). D’altro canto, per quanto riguarda i rituali, Crowley rimane una fonte continua di ispirazione per tutto il satanismo successivo. Un anello di collegamento importante è costituto da John Whiteside Parsons (1914-1952), un ingegnere e scienziato californiano, celebre esperto di esplosivi, che elabora nella Loggia Agapé le idee di Crowley trasformandole in un culto dell’Anticristo.

Con Parsons ci troviamo alla vigilia del vero e proprio satanismo contemporaneo, che nasce con un cineasta underground di Hollywood, Kenneth Anger, e con il suo amico Anton Szandor LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, 1930-1997), fondatori nel 1961 di un’organizzazione chiamata Magic Circle e nel 1966 della Chiesa di Satana. Negli stessi anni Mary Ann Maclean (1931-2005) e suo marito Robert de Grimston Moor (nato nel 1935 e tuttora vivente) fondano a Londra The Process, un’organizzazione – oggi non più esistente ancorché, dopo la separazione del 1974 fra i due coniugi, dal gruppo che segue Mary Ann origini Best Friends, un gruppo di protezione degli animali con sede a Kanab, nello Utah, che conserva tuttora elementi e dirigenti dell’originario The Process  – oggi ridotta a un piccolo residuo, con cui il suo stesso fondatore non ha peraltro più rapporti – costruita intorno a una teologia “luciferiana” particolarmente sofisticata. I primi anni della Chiesa di Satana di LaVey sono quelli del maggiore successo giornalistico, grazie all’adesione di personalità di Hollywood, che permette di raccogliere qualche migliaio di aderenti in diversi paesi del mondo.

La Chiesa di Satana è peraltro piagata, sostanzialmente sin dalle sue origini, da problemi interni ed esterni. All’interno si sviluppa una tensione tra il satanismo “razionalista” di LaVey, che – pure con qualche concessione alla magia e all’occulto – interpreta sostanzialmente Satana come l’“indulgenza in luogo dell’astinenza”, il simbolo di una rivolta razionalista e atea contro la religione e la morale, e un’ala “occultista”, il cui leader è il luogotenente stesso di LaVey, Michael Aquino (all’epoca colonnello dell’esercito americano, specializzato in guerra psicologica e disinformazione). Queste tensioni porteranno nel 1975 allo scisma di Aquino, che fonderà il Tempio di Set, che probabilmente costituisce oggi la singola maggiore organizzazione del satanismo organizzato su scala internazionale.

Quanto alla Chiesa di Satana, sopravvissuta con difficoltà alla morte di LaVey nel 1997 e alle successive dispute anche giudiziarie sulla sua eredità, recluta aderenti soprattutto per corrispondenza e ha dovuto patire vari scismi collegati anche alle divisioni all’interno della famiglia immediata di LaVey e a conflitti relativi all’eredità di quest’ultimo. Mentre la compagna di LaVey, Blanche Barton, mantiene in vita la Chiesa di Satana in attesa, afferma, di consegnarla al figlio avuto dal “Gran Sacerdote di Satana”, Xerxes LaVey, nato nel 1993, le due figlie dello stesso fondatore hanno preso strade diverse. Karla LaVey ha fondato la Prima Chiesa Satanica, e Zeena LaVey – che aveva rotto con il padre fin dal 1990 – è diventata Gran Sacerdotessa del Tempio di Set. Il nome a dominio per Internet churchofsatan.org è rimasto alla Prima Chiesa di Satana, diretta dal discepolo dissidente Daemon Egan (pseudonimo di John Dewey Allee), che riprende la tradizione dell’ultimo LaVey dedicandosi soprattutto alla vendita di diplomi “satanici” per corrispondenza. Peraltro il satanismo “razionalista” di LaVey, anche attraverso organizzazioni che non aderiscono formalmente alla Chiesa di Satana, ha avuto una sorta di revival negli anni 2000 ed è ampiamente presente su Internet, smentendo le previsioni secondo cui non sarebbe riuscito a sopravvivere alla morte del fondatore.

Sul piano esterno, gli omicidi commessi da aderenti alla comunità raccolta attorno a Charles Manson, la “Famiglia” nel 1969, e il successivo clamoroso processo del 1972 avevano procurato inizialmente un’ampia pubblicità al satanismo, ma ultimāmente hanno determinato una forte reazione sociale. Gli specialisti del caso Manson concordano oggi sul fatto che gli elementi “satanici” della sua comunità sono stati introdotti in gran parte da un Manson intento a reinventarsi come personaggio più importante di quanto non fosse in realtà mentre si trovava in carcere, dopo gli omicidi, e prontamente utilizzati dal rappresentante della pubblica accusa, il procuratore Vincent Bugliosi, per costruirsi a sua volta una importante fama politica (e più tardi letteraria).

Il caso Manson tuttavia convince l’opinione pubblica americana che i satanisti non sono degli eccentrici innocui, ma possono essere collegati alla violenza e all’omicidio. Ne nasce la maggiore ondata di anti-satanismo della storia moderna, che va dal 1980 al 1990. In questa ondata si inseriscono psichiatri e psicologi, i quali credono alla realtà fattuale dei racconti dei loro pazienti (chiamati survivor, “sopravvissuti”) che, sotto ipnosi, ricordano di avere subito violenze sataniche (in genere a sfondo sessuale). Agli stessi racconti – che lascerebbero intendere l’esistenza di un vasto network di abusi rituali satanici, perpetrati soprattutto su bambini, da organizzazioni di satanisti clandestini e insospettabili – prestano fede anche ambienti protestanti fondamentalisti e (particolarmente in Inghilterra) organizzazioni di assistenti sociali. Come spesso avviene in occasione delle ondate di anti-satanismo, i resoconti relativi all’esistenza di “abusi rituali satanici” – che provengono da “memorie ritrovate” sul lettino dello psicoterapeuta dopo molti anni, o da incerte testimonianze di bambini più o meno “istruiti” da assistenti sociali – sono accolti con crescente scetticismo.

Nel 1994 due rapporti ufficiali – uno inglese, commissionato dal governo alla sociologa Jean La Fontaine, e uno statunitense del National Center of Child Abuse and Neglect – danno un colpo fatale alla credibilità della tesi relativa all’esistenza di “abusi rituali satanici”. Secondo il rapporto americano, su dodicimila denunce di presunti abusi rituali satanici “neppure un solo caso ha potuto essere sostenuto da prove”, anche se in un piccolo numero di casi si è potuto stabilire che “singoli pedofili isolati o coppie [ma non organizzazioni] dichiarano di avere rapporti con Satana o usano questa pretesa per spaventare le vittime”. Anche se casi isolati che si verificano in diversi paesi, non soltanto di lingua inglese, mostrano che la leggenda urbana degli “abusi rituali satanici” è ancora diffusa in alcuni ambienti (particolarmente fra le assistenti sociali, la cui credulità in genere era duramente criticata nel rapporto inglese), l’ondata di anti-satanismo dei primi anni 1990 sembra essere cessata verso la fine del decennio. Come sempre, per l’effetto “pendolare”, si è resa così possibile la nascita di nuovi gruppi satanisti.

Si deve però distinguere fra il satanismo degli adulti, che si articola in gruppi che hanno una continuità dottrinale e rituali, capi identificabili, sedi, talora anche pubblicazioni (il fatto che i capi siano adulti, o giovani adulti, non esclude che talora alle attività possano partecipare anche minori) e il satanismo giovanile (negli Stati Uniti talora chiamato satanismo “acido”, per la sua associazione assai frequente con la droga). Quest’ultimo è composto da gruppuscoli di minorenni (molto raramente con la presenza di qualche adulto), privi di una continuità organizzativa e rituale e di contatti con i gruppi del satanismo organizzato, che mettono in scena rituali satanici “selvaggi” o caserecci sotto l’influsso di film, trasmissioni televisive, fumetti, e di una certa subcultura musicale. Le statistiche sul satanismo degli adulti possono essere ricostruite in modo piuttosto preciso (è impossibile – nonostante miti giornalistici diffusi in materia – che un gruppo organizzato di una certa consistenza capace di perdurare nel tempo sfugga completamente al rilevamento da parte, se non degli specialisti, della polizia). Le statistiche sul satanismo giovanile o “acido” sono invece, per definizione, ipotetiche e fluide perché molti gruppi possono essere rilevati soltanto in occasione dell’incidente o del reato la cui scoperta finisce per distruggerli.

Nel mondo gli adepti dei gruppi organizzati del satanismo degli adulti non sono più di cinquemila. Le organizzazioni più importanti si trovano (oltre che in Italia) negli Stati Uniti, Spagna, Scandinavia, Grecia, Russia, Australia e Nuova Zelanda, con qualche presenza anche in Germania e in Francia. Occorre qui guardarsi, in particolare, dal prendere per buone le statistiche fornite da alcune delle organizzazioni sataniste più “pubbliche”, come la Chiesa di Satana fondata da LaVey, che fanno riferimento a indirizzari dove sono registrati anche i semplici curiosi che si sono limitati a inviare una lettera di richiesta di informazioni al movimento, e non a veri e propri “membri”. I gruppi giovanili del satanismo “acido” sono molto più difficili da censire e anche più pericolosi: non tanto per una maggiore intrinseca violenza ma per una minore possibilità di sorveglianza da parte delle autorità di polizia. Si tratta di gruppi di adolescenti che mettono in scena riti satanici “copiati” da fumetti, film, o ispirati da una certa musica.

Questi gruppuscoli non sono in contatto con tradizioni e rituali – e sono insieme disprezzati e tenuti a distanza dai gruppi degli adulti – e il loro rituale tipico non è, normalmente, la Messa nera. Si tratterà di sacrifici di animali, di atti sessuali accompagnati dalla rottura di un crocefisso o di un altro simbolo cristiano, di profanazione di chiese e (più spesso) di cimiteri. Nei gruppi giovanili è più facile che sia completamente perso il senso del limite fra metafora e realtà, e che quindi – spesso sotto l’influsso della droga – si trascenda in atti di violenza carnale, e in casi molto rari (ma non inesistenti) si verifichino anche sacrifici umani. Quasi tutti i crimini gravi attribuiti al satanismo – se si parla di omicidi, ce n’è in media uno all’anno nell’America del Nord secondo dati dall’FBI – possono essere ricollegati ai gruppi giovanili.

Oltre gli Stati Uniti i paesi più coinvolti sono l’Inghilterra, la Germania, la Scandinavia, la Russia; in Francia ha destato scandalo la profanazione di cimiteri (in particolare di cimiteri ebraici, dal momento che alcuni gruppi giovanili associano satanismo e nazismo), ricollegata peraltro a gruppuscoli di meno di dieci aderenti. Il fenomeno del satanismo giovanile appartiene più al mondo della devianza che a quello vero e proprio della religione. Gruppi di questo genere, non organizzati, compaiono di tanto in tanto anche nelle cronache italiane, fino alla tragedia di Chiavenna (Sondrio) del 2000, dove però le tre ragazze che hanno brutalmente ucciso una suora fra slogan satanisti e anticattolici desunti da una certa musica e da Internet sembravano, più che fare già parte di un “gruppo”, coltivare il vago desiderio di fondarne uno, e al grave episodio delle Bestie di Satana venuto alla luce in Lombardia nel 2004.

In Italia sono anche presenti meno di duecento persone che appartengono a gruppi organizzati, alcuni dei quali – dopo un periodo di notorietà alle cronache – sembrano ora avere cessato l’attività. È questo il caso del Tempio di Pan (chiamato dapprima Impero Satanico La Luce degli Inferi, poi Chiesa del Grande Ordine di Satana), un gruppo “luciferiano” (per cui, cioè, Satana è in realtà una personificazione del Bene e della conoscenza) il cui fondatore, che si faceva chiamare Maestro Loitan e operava nell’Italia centrale, ha deciso nel 1998 di sciogliere il movimento e di convertirsi al cattolicesimo. Anche la CEDG (Confraternita di Efrem del Gatto), detta talora anche Chiesa Nera Luciferina o Luciferiana, attiva a Roma fin dal 1980, sembra avere cessato l’attività dopo la morte nel 1996 del suo fondatore Efrem Del Gatto (pseudonimo di Sergio Gatti, 1945-1996), e aveva del resto sempre tenuto a presentarsi come gruppo “luciferiano” e non “satanista”, nel senso che considerava Satana un simbolo del bene e non del male. La rivista Black Star dietro a cui agiva – o dichiarava di agire – un gruppo Satanael - Universale Fratellanza della Luce Nera a Santeramo in Colle (Bari) sembrerebbe pure avere cessato le pubblicazioni.

Per completezza – accanto ai primi rappresentati rispettivamente dai gruppi organizzati e dal satanismo giovanile “fai da te” – si possono menzionare altri due quadranti del satanismo italiano. Un terzo è composto da pervertiti sessuali che, senza credere né a Dio né al Diavolo, si servono di pretesti e mascherate “sataniche” per attirare giovani ingenui alle loro attività. Dopo tutto, se qualcuno si apposta fuori da un liceo e propone alle ragazzine di andare a casa sua dove saranno drogate e violentate è difficile che qualcuna lo segua. Se invece si presenta come “reverendo” di una qualche Chiesa satanista e propone un rito satanico, su centinaia di studentesse non è escluso che ne trovi una o due interessate, come è successo in fatti di cronaca. Ci sono anche pervertiti feticisti che entrano in contatto con criminali per ottenere ossa trafugate in cimiteri e, nei casi più gravi, parti del corpo di persone assassinate. La letteratura internazionale conferma che casi di questo genere sia esistono, sia sono molto rari. Talora i pervertiti sessuali del terzo quadrante cercano di entrare in contatto con le bande di balordi del secondo quadrante – ammesso che riescano a identificarle – perché lì trovano persone disposte a lasciarsi coinvolgere nelle loro attività. Ma questi pervertiti non vanno confusi con i satanisti organizzati del primo quadrante, che considerano il satanismo una vera e propria religione, né sono a loro volta in grado di “coordinare” o organizzare le bande del secondo livello.

Il quarto quadrante, infine, si riferisce al folklore di ambienti della malavita organizzata che celebrano riti magici, talora con incantamenti o filastrocche dove si menziona il Demonio, come scongiuri in funzione propiziatoria per il successo delle loro imprese criminali. In questi riti entra talora l’uso di parti del corpo di nemici uccisi, e di sangue. Episodi di questo genere si sono verificati soprattutto nell’ambiente della criminalità organizzata latino-americana, ma qualche sospetto è corso occasionalmente anche in Italia, senza che sia stato possibile giungere a conclusioni sicure.

B.: Per una prima introduzione cfr. M. Introvigne, Il satanismo, Elledici, Leumann (Torino) 1997; più ampiamente: Idem, Indagine sul satanismo. Satanisti e anti-satanisti dal Seicento ai nostri giorni, Mondadori, Milano 1994. Sulla geografia del satanismo contemporaneo, cfr. soprattutto James R. Lewis, Satanism Today. An Encyclopedia of Religion, Folklore, and Popular Culture, ABC-Clio, Santa Barbara (California) 2001; J. R. Lewis - Jesper Aagaard Petersen (a cura di), The Encyclopedic Sourcebook of Satanism, Prometheus Books, Amherst (New York) 2008; J. A. Petersen (a cura di), Contemporary Religious Satanism. A Critical Anthology, Ashgate, Farnham (Surrey) - Burlington (Vermont) 2009. Sulle controversie recenti: James T. Richardson - Joel Best - David G. Bromley (a cura di), The Satanism Scare, Aldine de Gruyter, New York 1991; Jeffrey S. Victor, Satanic Panic. The Creation of a Contemporary Legend, Open Court, Chicago - La Salle (Illinois) 1993. Sul ruolo di Jack Parsons, cfr. John Carter (pseud.), Sex and Rockets. The Occult World of Jack Parsons, Feral House, Venice (California) 1999; e (con molte reserve) George Pendle, Strange Angel. The Otherworldly Life of Rocket Scientist John Whiteside Parsons, Harcourt, New York 2005. Di Anton Szandor LaVey, cfr. La Bibbia di Satana, trad. it., Arcana, Roma 2007.
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L'ultima provocazione di Spencer Tunick

Il fotografo, in una conferenza stampa "a luci rosse", ha annunciato di voler realizzare una tela di corpi umani ai piedi della Opera House di Sidney. 2000 le persone impegnate a marzo






Post attinente con l'Eros umano
ANDREAS SMETANA,L'INFERNO E IL PARADISO DELL'EROS UMANO,UNA VISIONE SCONVOLGENTE,AFFASCINANTE,CONTURBANTE,NEPPURE DANTE ALIGHIERI CON LA SUA IMMAGINAZIONE HA SOLO SFIORATO QUELLO CHE CI FA VEDERE ANDREAS


Trovato un bellissimo Van Gogh: era in una cantina

Il proprietario, un collezionista privato, è morto nel 1984 e aveva una cattiva fama

 Il dipinto «Le blute-fin» è rimasto per 35 anni in un deposito di un museo della cittadina olandese di Zwolle

il proprietario, un collezionista privato, è morto nel 1984 e aveva una cattiva fama
Trovato un Van Gogh: era in una cantina
Il dipinto «Le blute-fin» è rimasto per 35 anni in un deposito di un museo della cittadina olandese di Zwolle


MILANO - Un dipinto finora sconosciuto di Vincent Van Gogh è rimasto per 35 anni in un deposito di un museo della cittadina olandese di Zwolle. Il quadro, dal titolo «Le blute-fin», era stato acquistato nel 1975 dal fondatore e gestore del museo locale de Fundatie, Dirk Hannema, in un negozio di oggetti d'arte parigino come opera del famoso artista.
IL COLLEZIONISTA - Visto che il collezionista privato è deceduto nel 1984 e ha sempre avuto una «cattiva fama» come commerciante di opere d'arte, il dipinto ha avuto poca attenzione ed è finito in un deposito. Ora, le precise analisi di esperti del museo Van Gogh di Amsterdam confermano senza ombra di dubbio che il dipinto, 55 per 38 centimetri, è un originale Van Gogh. Il quadro «Le moulin de blute-fin», dipinto nel 1886, verrà esposto da giovedì in una mostra al Museum de Fundatie di Zwolle.
Elmar Burchia

Facebook gruppo:Reintroduzione del reato di omosessualità

Eppure sarebbe tanto facile: basterebbe NON iscriversi a gruppi civetta, neppure per insultarli. Cosa se ne farebbe il TG di un gruppo con 4 iscritti? Non è una notizia. Perché la notizia, cari miei, siete voi che vi iscrivete.

E’ stata la prima cosa che ho pensato, ma non ho osato scriverla. Poi per fortuna ha provveduto Gilioli, imprimendo il suo marchio di autorevolezza ai miei più nascosti sospetti.
Come mai, mi chiedevo, ogni volta che in Parlamento si deve discutere qualche legge relativa al web salta fuori il sito nazista o la pagina Facebook delirante? E per “salta fuori”, s’intende ovviamente il venir squadernata su ogni TG della sera, con grave scandalo ed indignazione del popolo tutto.
Ma se finora poteva esserci qualche barlume di credibilità nelle pagine che inneggiano ad esempio ai lanciatori di souvenir, con il gruppo Facebook che invoca la morte dei bambini down (con tanto di foto di delizioso faccino di neonato con l’insulto stampato in fronte) si è raggiunto e oltrepassato il limite dell’assurdo e del ridicolo. Forse finora non ci eravamo scandalizzati abbastanza.
Vi pare inverosimile che sia un trolling? Eppure il meccanismo è semplicissimo, basta ispirarsi al viral marketing. Ecco come si fa. Si crea una pagina Facebook inneggiante alla cosa più ignobile e assurda venga in mente, tale da destare indignazione persino nel più efferato dei criminali (che so: “evviva i mafiosi che gettano i bimbi nell’acido”, così per dar loro un’idea); la pagina viene firmata con nomi da fumetto: il Vendicatore Nero e il Malvagio Mascherato sono nickname alla Tom Sawyer, atti a destare paura solo nei bambini dell’asilo e nei giornalisti italiani. Poi, si segnala tale gruppo presso tutti i contatti di altri account.
In un attimo, il gruppo conterà migliaia di iscritti: ovvero, tutti coloro che si iscrivono subito per insultare i creatori della pagina. Si, perché la stampa fa finta di non saperlo, ma anche per dissociarsi da un gruppo occorre prima iscriversi.
Il regalino è pronto. Giornali e TV si buttano a pesce a raccontare ai milioni di italiani che non sanno neppure come ci si collega ad Internet (ma che sanno usare perfettamente i loro cellulari) che la Rete è sentina di vizi e collettore di bassi istinti criminali, i politici si precipitano a rilasciare dichiarazioni indignate (si indignano a compartimenti stagni), e il Parlamento propone soluzioni fantasiose quali costringerci a dare la carta d’identità ogni volta che battiamo un tasto sul PC. Bisogna pur combattere certe efferatezze!
Facebook si presta benissimo a tali operazioni di viral trolling di regime. Se ne sta, indifferente a tutto, a Palo Alto in California, ed è impossibile risalire a chi sia stato, a differenza di un qualsiasi server italiano che sarebbe obbligato a fornire i dati di chi si è collegato in un dato momento (esatto: questa legge esiste già!). Inoltre, si conta sullo spirito di emulazione di tanti imbecilli o ragazzini che pur di finire in televisione (massima ambizione italica) si affrettano a inaugurare gruppi “diamo fuoco ai cuccioli abbandonati”, svolgendo comodamente il lavoro gratis al posto degli troll addetti. Per finire, si conta anche moltissimo sulla boccalonaggine dei navigatori italiani, che amano tanto la libertà di espressione e quindi non sanno trattenersi dal dare la guazza a questi finti gruppi pur di coprirli di insulti.
Eppure sarebbe tanto facile: basterebbe NON iscriversi a gruppi civetta, neppure per insultarli. Cosa se ne farebbe il TG di un gruppo con 4 iscritti? Non è una notizia. Perché la notizia, cari miei, siete voi che vi iscrivete. Siete “migliaia”, migliaia di “sostenitori” di efferati criminali senza cuore. Non importa che l’abbiate fatto per insultare, questo particolare viene abilmente taciuto (a dimostrazione della malafede di tutta l’operazione), e voi venite usati per infamare tutta la Rete.
Il prossimo gruppo, “Impicchiamo la vecchietta del terzo piano”, non mi avrà. E il Vendicatore Mascherato potrà cantarsela e suonarsela da solo, per quel che mi riguarda. Don’t feed the regime troll.


COMMENTI :

Ragazzi l'80% delle persone iscritte a questo gruppo è contrario...
il 20% ha dei falsi profili si tratta di fascisti e preti... 

.....mi sono iscritto per dissentire circa il gruppo privo di qualsiasi intelligenza umana.
SIAMO TUTTI UGUALI: BIANCHI NERI DI QUALSIASI RELIGIONE E CREDO, OMOSESSUALI E ETEROSESSUALI!!!

Mi rivolgo a coloro che dissentono dal gruppo ma, come me, si sono iscritti x lasciare i loro messaggi di dissenzo. Pare che se non ci si cancella dal gruppo, le segnalazioni non vengano prese in considerazione. Non so se ciò risponda al vero, ma cancelliamoci in blocco prima possibile.

.....ma il prete del cazzo dove è andato a finire?ha avuto paura di rispondere oppure si è ritirato in chiesa per pregare per le anime di gay e lesbiche ? mah

 ....ahahaha....siete pazzi...sono omosessuale e fiera di esserlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!venite a rieducarmi no???ahahah...siete solo dei fuochi di paglia!!non mi preoccupano le vostre diffamazioni..la gente come voi può solo parlare per fare prendere aria alla bocca..nessuno vi ascolta!

....vabbè il solito gruppo di troll che non sa fare altro nella vita che fare incazzare gli utenti di facebook creando gruppi come questo. il vostro essere incazzati con il mondo dovreste sfogarlo in modo più costruttivo se non per gli altri almeno per voi stessi. ora cercherete di dimostrare che gli omosessuali e le perso...ne gayfiendly sono peggio di voi perchè impulsivamente vi insultano e vi augurano il peggio per voi e per le vostre famiglie ma dimostrerete sempre e comunque che i vostri metodi dissacranti ed estremi non hanno che un inutile fine a se stesso. mi spiace ma avete fallito ancora una volta.

.....segnalate Marilù Evangelista ha un finto profilo utilizza foto non sue. È un prete forse

......ho lanciato in questo gruppo parecchie provocazioni e non ho un riscontro decente. Anche in fondatore del gruppo ha fatto l valigie. Ci siamo rimasti solo coloro che si sentono il carbone bagnato: che monotonia. Siete una massa di vigliacchi: aprite un gruppo dinamite e ve ne state la a leggere i lamenti per goderci su.... Questa e' bassa perversione. Non siete capaci a sostenere un dibattito, sia volgare che educato, codardi. Non c'e alcun piacere a stare in questo gruppo. Grazie a quei due o tre che mi hanno degnato di risposta. Con questo vi lascio.

...premetto che mi sono iscritto a questo gruppo solo per dare voce al mio dessenzo!!
cmq io sono un ragazzo di 22 anni omosessuale e pure buddista!!!tie!!!
in quale girone mi metterebbe don .......!!???
cmq meglio noi omossessuali che voi preti che stuprate i bambini indifesi!!! protetti dalla vostra mafia!! mio pafre è sta...to un grosso collaboratore dei vostri cardinali...senza fare nomi, xke sono personaggimolto vicini al papa!!! e vorrei dire che sono piu crudeli e blasfemi loro che il mostro di firenze!!!! almeno noi seguiamo la nostar natura, con coerenza!!!!
PS. nn esiste nessun dio! solo noi siamo responsabili della nostra stupenda vita!!!!
e cmq devo rinfraziare i creatori di questo patetico gruppo....xke mi permettono di vedere tutti sti gran fichi!!!! hihihi!!! alla faccia tua don!!!!

Quando Tiepolo dipinse una racchetta e la fine di un amore omosessuale
 

Tiepolo
Tutto inizia con un’immagine mitologica. “Febo e Giacinto si spogliano, e luccicanti di succo di grassa oliva cominciano una gara di lancio del disco, del disco dalla larga superficie. Per primo Febo, dopo averlo librato, lo fa volare in aria. (…) Subito, senza fare attenzione, il fanciullo del Tènaro si avvia di corsa a riprendere il disco: ma ecco che la terra dura proprio contro il tuo viso lo fa rimbalzare, Giacinto! (…) Te celebrerà la lira percossa dalle dita (dice Febo), te celebreranno i miei canti e, nuovo fiore, tu porterai scritto su di me il mio lamento. (…) Il sangue che sparso al suolo ha rigato il prato ecco che non è più sangue, e un fiore più splendente della porpora di Tiro spunta e prende la forma che hanno i gigli: solo che è rosso, mentre il giglio è argenteo”. Questa è la tragica storia di Apollo e Giacinto, narrata nel X libro delle Metamorfosi di Ovidio.
Un redivivo Febo dovette sentirsi il conte Guglielmo di Shaumburg-Lippe quando il destino lo privò del suo amante ispanico, un buon direttore d’orchestra e un appassionato giocatore di tennis: in suo ricordo, infatti, il nobiluomo commissionò a Giambattista Tiepolo - che in quegli anni era in Germania per la grande impresa pittorica di Wurzburg - un dipinto che rappresentasse una versione aggiornata dell’episodio riferito dal poeta latino. Ecco il motivo per cui nella tela, risalente al 1752-53, il disco viene sostituito da racchetta e pallina, rappresentate in primo piano a destra, mentre sullo sfondo si scorge una rete...

                                           di Alessandra Troncana  

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Per aiutare Berlusconi che vuol far pulizia nel governo....Lista degli indagati e corrotti...è qui!

 Popolo delle Libertà (56)
Abrignani Ignazio (FI): Avvocato, ex capo della segreteria di Claudio Scajola, è indagato a Milano per dissipazione postfallimentare
nelle indagini sulla bancarotta della Cit, l’agenzia di viaggi dello Stato di cui era commissario straordinario. La Cit
è stata acquista dall'imprenditore campano Gerardo Soglia (pure lui candidato per la Pdl, non si sa se anch’egli indagato oppure
no), indicato come uno degli imprenditori che dovrebbe far parte della fantomatica cordata Berlusconi per l’acquisto di
Alitalia.
Balletto Sandro (FI): Ex presidente della Provincia di Cagliari, è stato condannato in primo grado nel 2006, con rito
abbreviato, a 10 mesi di reclusione per danneggiamento aggravato e alcune contravvenzioni alle leggi di tutela ambientale, in
relazione al rifacimento della spiaggia di Cagliari, il “Poetto”. Il Tribunale gli ha inflitto anche una provvisionale
immediatamente esecutiva di 100 mila euro da versare al Demanio, 1 anno di interdizione dai pubblici uffici e la condanna al
ripristino ambientale.
Berlusconi Silvio (FI): 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione
Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del
reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per
concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio
e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria
Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione
giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso
(istigazione alla corruzione di alcuni senatori).
Bergamini Deborah (FI): La sua posizione è al vaglio della Procura di Roma, cui i pm di Milano hanno trasmesso il fascicolo
relativo all’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, in concorso con l’allora dg Rai Flavio Cattaneo, per aver ritardato le
notizie sui risultati elettorali delle regionali 2005, molto negativi per il governo Berlusconi.
Berruti Massimo Maria (FI): Condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento, per aver depistato nell’estate del
1994 le indagini sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza dopo una visita a Berlusconi a Palazzo Chigi.
Brancher Aldo (FI): Condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi, si salva in
Cassazione grazie alla prescrizione (per il secondo reato) e alla depenalizzazione del reato (il primo) da parte del suo stesso
governo. Indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani (Bpl) all’Antonveneta: la Procura trova un
conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila
euro in due anni.
Briguglio Carmelo (FI): Nel 1999 viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa alla Regione e all’Unione europea
nell’inchiesta della Procura di Palermo su presunti finanziamenti regionali e comunitari girati a tre società «amiche» per corsi
di formazione professionale. Il processo viene poi trasferito per competenza a Messina, dove i giudici annullano il precedente
decreto di rinvio a giudizio e ripartono praticamente da zero. Ma il tour non è finito, perché nel gennaio 2003 il gip messinese
dichiara prescritta una parte delle accuse, e dirotta quelle rimaste (truffa e falso) a Reggio Calabria, in quanto fra gli indagati
c’è anche un giudice di pace di Messina. E a Reggio Briguglio viene assolto nel 2006.
Camber Giulio (FI): Condannato nel 2007 dalla Corte d’appello di Trieste a 8 mesi di reclusione (con rito abbreviato e sconto
di un terzo della pena) per millantato credito nell’ambito del crac Kreditna Banka, l’istituto di credito della minoranza slovena
fallita nel 1997: nel novembre 1994 avrebbe ricevuto 100 milioni di lire dai vertici dell’istituto, garantendo loro un intervento
politico per salvarlo dalla bancarotta. Intervento poi mai compiuto. Infatti la banca fallì.
Cantoni Giampiero (FI): Ha patteggiato 2 anni di reclusione complessivi prima per corruzione (con risarcimento di 800
milioni di lire) e poi per concorso nella bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli.
Catone Giampiero (Dc Autonomie): arrestato a Roma nel 2001 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata,
falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata (due bancarotte da 25 miliardi di lire l’una e 12
miliardi di finanziamenti a fondo perduto ottenuti dal ministero dell’Industria – secondo l’accusa – con carte e perizie false), è
stato rinviato a giudizio. Così come all’Aquila, sempre per bancarotta fraudolenta (fallimento dell’Abatec, azienda di Chieti da
lui stesso amministrata, che avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma fu
dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prim’ancora che fossero sottoscritte le quote sociali). La stessa Procura
dell’Aquila ha chiuso un’altra indagine a carico di 44 persone, fra cui Catone, su una presunta mega-truffa ai danni della
multinazionale Merker e di diverse banche, tra le quali Intesa. Qui Catone è indagato per estorsione, insieme al fratello Mario,
dipendente di Banca Intesa, per aver spillato 118mila euro ad alcuni dirigenti Merker, millantando interventi politici per
risolvere i guai finanziari del gruppo.
Ciarrapico Giuseppe (FI): 5 condanne definitive, una in primo grado e una serie impressionante di arresti e procedimenti
penali. Nel 1973 la Corte d’Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata
e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione
conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974
altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela
“il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”:sentenza confermata in Cassazione. Nel marzo ’93 viene arrestato a Roma per lo
CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO
Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
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scandalo Safim Leasing- Italsanità (per vari miliardi di lire avuti dalla Safim Factor scontando titoli di credito inesistenti dopo
aver affittato suoi immobili a Italsanità): nel 1995 viene condannato con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa,
pena poi confermata in appello e in Cassazione. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di
lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico
Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo
alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a
Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di
Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria
Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di
somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita
dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un
tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi
finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta
del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso
aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: la quinta condanna definitiva
a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in
ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene
l’affidamento ai servizi sociali. Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per
emissione di assegni a vuoto, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato. Nel 2000 cade
in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001,
condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò
l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per
prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il
Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni
dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400
mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.
Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali,
undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per
truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando
falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di
sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Intanto
il fisco italiano attende che il Ciarra versi 1,495 milioni di euro di tasse mai pagate. E non è questo l’unico suo debito: tallonato
dai piccoli azionisti dell’Ambrosiano, risulta residente per l’Anagrafe in una camera e servizi annessa a un capannone
industriale dove ha sede la tipografia di “Ciociaria Oggi”, a Villa Santa Lucia, vicino a Montecassino. Dove sovente bussa
l’ufficiale giudiziario. Invano.
Comincioli Romano (FI): Imputato per le false fatture e i bilanci truccati di Publitalia, insieme a Dell’Utri e altri, chiede di
patteggiare 1 anno e 8 mesi, ottiene il consenso del pm, ma nel 1995 il Tribunale ritiene troppo bassa la pena concordata e
preferisce processarlo: mossa incauta, visto che poi la Cdl, anche col suo voto, abroga di fatto il falso in bilancio, riducendo le
pene al lumicino e abbreviando le scadenze della prescrizione. A quel punto la IV sezione del Tribunale fa ricorso alla Corte di
giustizia europea e alla Corte costituzionale per l’incostituzionalità della legge. Ma la Corte europea rimanda al mittente
l’eccezione, mentre la Consulta tarda a rispondere e quando il processo riprenderà, i reati saranno comunque prescritti. Nel
febbraio 2008, alla vigilia della fine della legislatura, la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge al mittente
la richiesta di autorizzazione (inoltrata dal gip di Milano Clementina Forleo) a usare le sue telefonate intercettate con l’amico
Stefano Ricucci a proposito della scalata al «Corriere della Sera».
De Angelis Marcello (An): Condannato in via definitiva a 5 anni di carcere (di cui 3 scontati in carcere) per banda armata e
associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione, fondato da Roberto Fiore,
Gabriele Adinolfi e Ciccio Mangiameli.
De Gregorio Sergio (FI-Italiani nel Mondo): Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di
riciclaggio e favoreggiamento della camorra. Nel febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di
Roma per il reato di corruzione. Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una
perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «’o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di
assegni firmati??? o girati proprio da De Gregorio. I finanzieri, tra le carte del senatore, scoprono anche un accordo fra
l’associazione Italiani nel mondo e il coordinatore forzista Sandro Bondi, in cui si dà conto dell’impegno finanziario
concordato tra le parti (si parla di 500 o 700mila euro), delle quote già consegnate e quelle da fornire con cadenza mensile. I
magistrati sospettano che sia il prezzo pagato per convincere il senatore ad abbracciare il centrodestra. E trasmettono
l’inchiesta per competenza da Napoli a Roma.
Ciarrapico Giuseppe (FI): 5 condanne definitive, una in primo grado e una serie impressionante di arresti e procedimenti
penali. Nel 1973 la Corte d’Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata
e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione
conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974
altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela
“il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”:sentenza confermata in Cassazione. Nel marzo ’93 viene arrestato a Roma per lo
CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO
Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
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scandalo Safim Leasing- Italsanità (per vari miliardi di lire avuti dalla Safim Factor scontando titoli di credito inesistenti dopo
aver affittato suoi immobili a Italsanità): nel 1995 viene condannato con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa,
pena poi confermata in appello e in Cassazione. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di
lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico
Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo
alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a
Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di
Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria
Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di
somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita
dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un
tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi
finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta
del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso
aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: la quinta condanna definitiva
a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in
ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene
l’affidamento ai servizi sociali. Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per
emissione di assegni a vuoto, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato. Nel 2000 cade
in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001,
condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò
l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per
prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il
Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni
dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400
mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.
Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali,
undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per
truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando
falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di
sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Intanto
il fisco italiano attende che il Ciarra versi 1,495 milioni di euro di tasse mai pagate. E non è questo l’unico suo debito: tallonato
dai piccoli azionisti dell’Ambrosiano, risulta residente per l’Anagrafe in una camera e servizi annessa a un capannone
industriale dove ha sede la tipografia di “Ciociaria Oggi”, a Villa Santa Lucia, vicino a Montecassino. Dove sovente bussa
l’ufficiale giudiziario. Invano.
Comincioli Romano (FI): Imputato per le false fatture e i bilanci truccati di Publitalia, insieme a Dell’Utri e altri, chiede di
patteggiare 1 anno e 8 mesi, ottiene il consenso del pm, ma nel 1995 il Tribunale ritiene troppo bassa la pena concordata e
preferisce processarlo: mossa incauta, visto che poi la Cdl, anche col suo voto, abroga di fatto il falso in bilancio, riducendo le
pene al lumicino e abbreviando le scadenze della prescrizione. A quel punto la IV sezione del Tribunale fa ricorso alla Corte di
giustizia europea e alla Corte costituzionale per l’incostituzionalità della legge. Ma la Corte europea rimanda al mittente
l’eccezione, mentre la Consulta tarda a rispondere e quando il processo riprenderà, i reati saranno comunque prescritti. Nel
febbraio 2008, alla vigilia della fine della legislatura, la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge al mittente
la richiesta di autorizzazione (inoltrata dal gip di Milano Clementina Forleo) a usare le sue telefonate intercettate con l’amico
Stefano Ricucci a proposito della scalata al «Corriere della Sera».
De Angelis Marcello (An): Condannato in via definitiva a 5 anni di carcere (di cui 3 scontati in carcere) per banda armata e
associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione, fondato da Roberto Fiore,
Gabriele Adinolfi e Ciccio Mangiameli.
De Gregorio Sergio (FI-Italiani nel Mondo): Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di
riciclaggio e favoreggiamento della camorra. Nel febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di
Roma per il reato di corruzione. Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una
perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «’o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di
assegni firmati??? o girati proprio da De Gregorio. I finanzieri, tra le carte del senatore, scoprono anche un accordo fra
l’associazione Italiani nel mondo e il coordinatore forzista Sandro Bondi, in cui si dà conto dell’impegno finanziario
concordato tra le parti (si parla di 500 o 700mila euro), delle quote già consegnate e quelle da fornire con cadenza mensile. I
magistrati sospettano che sia il prezzo pagato per convincere il senatore ad abbracciare il centrodestra. E trasmettono
l’inchiesta per competenza da Napoli a Roma.
Martinat Ugo (An): Indagato dal 2 maggio 2005 a Torino, nella sua veste di viceministro delle Infrastrutture, per turbativa
d’asta e abuso in atti d’ufficio a proposito degli appalti per l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione e per due strade costruite in
vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Un rapporto della Dia, trasmesso dalla Guardia di finanza ai pm Francesco
Saluzzo, Paolo Toso e Cesare Parodi, parla di intercettazioni e definisce Martinat «soggetto supervisore per l’aggiudicazione di
varie gare d’appalto e per l’assegnazione di collaudi».
Mastrullo Angiolino (FI): Già socialista, poi forzista, ex portaborse del sindaco di Torino Maria Magnani Noya (Psi) e
dell’assessore Aldo Olivieri (Psi), fu arrestato una prima volta negli anni 80 per lo scandalo delle forniture di carni alle Usl
piemontesi, e poi assolto; di nuovo arrestato il 22 maggio 1995 per corruzione e falso in relazione a una tangente da 20 milioni
chiesta e ottenuta nel 1990 da un imprenditore farmaceutico, ha patteggiato la pena. Poi è divenuto il braccio destro del
coordinatore piemontese di Forza Italia, Guido Crosetto. E’ candidato Pdl alla Camera in Piemonte-1.
Matteoli Altero (An): Imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di
indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di
inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20
ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un
conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del
caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera
l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Così il
processo, in attesa della Consulta, si ferma.
Messina Alfredo (FI): Storico dirigente Fininvest e Mediaset, più volte indagato insieme al Cavaliere e ai suoi cari, ora è
vicepresidente di Mediolanum ed è sotto inchiesta a Milano (la Procura ha da poco depositato gli atti a fine indagini) per
favoreggiamento nella bancarotta fraudolenta dell’Hdc del sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. Nel 2004 Crespi chiede a
Mediaset di restituirgli 500 mila euro da lui anticipati a Telelombardia e Antenna3 per “risarcirli” del danno subìto dalla
fornitura di programmi a Italia 7 Gold da parte di Mediaset. La richiesta, tramite Deborah Bergamini, viene inoltrata a
Messina, che prende appuntamento per il 17 luglio con Paolo Del Bue, presidente della Arner Bank luganese, a cui chiede di
“prepararmi una di quelle cose”. Cioè, verosimilmente, i contanti. Perché parte della somma – secondo la Guardia di Finanza -
dev’essere versata a Crespi in contanti a Lugano e in nero da Messina e dal suo avvocato, Giorgio Perroni. Il giorno della
prevista trasferta in Svizzera, il 16 luglio 2004, gli investigatori milanesi – che intercettano i protagonisti – si preparano a
pedinarli a distanza. Messina va a prendere Perroni a Roma, dove incontra anche l’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini.
Poi però, mentre è già in viaggio verso Fiumicino, riceve una telefonata da Palazzo Chigi: è Valentino Valentini, capo della
segreteria del premier Berlusconi. Che lo richiama indietro per “un documento da consegnare”. Messina torna indietro e subito
disdice l’appuntamento con Del Bue. Qualcuno, evidentemente, ha fatto una soffiata sul pedinamento in corso. E la consegna
“salta”. “Purtroppo – dice l’avvocato di Crespi, che segue la pratica, al sondaggista - “(Messina o Perroni, ndr) ha avuto un
forte casino. Non è potuto andare dove doveva andare”. Messina è candidato Pdl al Senato in Lombardia.
Nania Domenico (An): Arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad
attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel
1980); condannato in primo grado per gli abusi edilizi nella sua villa di Barcellona Pozzo di Gotto e salvato in appello dalla
prescrizione. Nemmeno il condono edilizio varato dal governo Berlusconi e votato anche da lui è riuscito a sanare la sua villa
abusiva con piscina, costruita in spregio delle leggi urbanistiche (legge 47/1985, articolo 20) e anche di quelle antisismiche
(legge 64/1974 sulla necessaria autorizzazione del Genio civile). Anche perché la sanatoria berlusconiana prevedeva il
pagamento di una serie di oblazioni che Nania non ha versato in tempo utile. Non male, per un ex sottosegretario ai Lavori
pubblici.
Nessa Pasquale (FI): Imputato a Bari per concussione, il 18 luglio 2005 scampa all’arresto nella sua città solo perché
parlamentare e dunque intoccabile. Invece il suo presunto complice in una storia di presunte tangenti, l’ingegner Camillo
Dell’Anno (dirigente del settore urbanistico del comune di Martina Franca), viene subito incarcerato con la stessa accusa. Sono
entrambi accusati di essersi spartiti nel dicembre 2003 una mazzetta di circa 100mila euro per un’autorizzazione edilizia,
dall’Itacasa Immobiliare Srl, società che aveva chiesto di realizzare a Martina Franca un fabbricato per abitazioni civili e locali
commerciali. Gli stessi amministratori della ditta denunciarono a suo tempo di essere stati costretti a pagare la tangente per
ottenere le necessarie autorizzazioni dal comune. Il gip Fiore chiede al Senato l’autorizzazione ad arrestare anche Nessa, ma
non ha mai ricevuto risposta. Comunque la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio.
Paravia Antonio (FI): Imprenditore ed ex presidente di Assindustria a Salerno, viene arrestato nel 1995 per un giro di tangenti
nella sanità a Napoli. Secondo il pm Nunzio Fragliasso, Paravia avrebbe versato quasi 100 milioni di lire a funzionari e
CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO
Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
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dirigenti di una Usl per l’appalto del servizio di ascensori e montacarichi. Ma il 16 dicembre 2004 è scattata la prescrizione.
Candidato Pdl per il Senato in Campania.
Papa Alfonso (FI): Magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri
Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze
“facili” insieme allo stesso castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che
nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi
collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa. Che viene
prontamente candidato dal Pdl in Campania.
Pecorella Gaetano (FI): Imputato a Brescia per favoreggiamento nelle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia: nel
2007, dopo cinque anni di indagini, la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di aver corrotto un pentito di
Ordine nuovo, Martino Siciliano, testimone-chiave nei processi per le due stragi nere, perché ritrattasse le sue accuse contro
Delfo Zorzi, cliente di Pecorella, indicato come l’autore materiale del primo eccidio e coinvolto anche nel secondo. Ad
accusare Pecorella è lo stesso Siciliano, il quale sostiene che Zorzi gli avrebbe versato 115 mila dollari tramite il suo ex
difensore Fausto Maniaci, dopo un presunto accordo con Pecorella, legale di Zorzi (all’epoca latitante in Giappone). Siciliano
viene arrestato il 10 giugno 2002 con l’accusa di aver intascato 5.000 dollari – primo anticipo dei «500mila promessi» – in
cambio della ritrattazione.
Pittelli Giancarlo (FI): Indagato a Catanzaro per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a
loggia massonica segreta o struttura similare” e a Salerno per rivelazione di segreto, diffamazione e calunnia nei confronti del
pm De Magistris, e pare anche per corruzione giudiziaria. L’indagine a suo carico è quella denominata «Poseidone» e avviata
da De Magistris sui finanziamenti europei milionari per alcuni depuratori mai realizzati in Calabria. Pittelli, oltre a essere
l’avvocato difensore di numerosi indagati, viene inquisito lui stesso quando il magistrato trova traccia di un suo versamento di
100 mila euro sui conti di Fabio Schettini, segretario del commissario europeo Franco Frattini (FI), anche lui sotto inchiesta
insieme a decine di altri politici, imprenditori, amministratori e professionisti. Ma l’inchiesta viene tolta al pm titolare dal suo
capo, Mariano Lombardi, amico intimo di Pittelli (il figliastro del procuratore è socio in affari del sen. avv.) e alla fine la
Procura chiede l’archiviazione per Pittelli. Il quale però rimane indagato a Catanzaro.
Proietti Cosimi Francesco (An): Indagato a Potenza e poi a Roma per corruzione, ha visto la sua posizione finire in archivio,
ma solo in parte. Nel 2006 viene coinvolto nello scandalo degli affari sporchi intorno al casinò di Campione d’Italia che porta
all’arresto a Potenza di Vittorio Emanuele di Savoia e del portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Il suo ruolo – secondo il gip
Alberto Iannuzzi, che firma le ordinanze di custodia cautelare – sarebbe quello di intermediario per affari milionari fra il clan
del «principe» e i Monopoli di Stato. Lo scandalo infatti nasce dai nullaosta emessi dai Monopoli per legalizzare i videogiochi
illegali. Il signor Savoia si rivolge al faccendiere Achille De Luca, che contatta un commercialista romano amico di Sottile. E
Sottile coinvolge Proietti Cosimi, il quale a sua volta raggiunge due dirigenti dei Monopoli per mandare in porto l’affare. De
Luca consegna le mazzette negli uffici dei Monopoli e poco dopo arrivano ben quattrocento nullaosta. Secondo il gip, il
segretario di Fini gestisce «un potere enorme» e lo usa come «un utile e infallibile strumento per perseguire e realizzare il
proprio tornaconto». Ma i giudici di Roma archiviano tutto. In un altro filone d’inchiesta, il gip potentino raccomandava alla
Procura capitolina di scandagliare «gli affari gestiti in comune da Francesco Proietti Cosimi e Daniela Di Sotto», la moglie di
Fini, perché «meritano un sicuro, ulteriore approfondimento investigativo». L’uomo e la donna avrebbero intrecciato una «fitta
rete di affari, a tratti poco chiari (...), fondamentalmente incentrati sui proventi derivanti dalle gestione di due strutture sanitarie
private, Panigea ed Emmerre, la prima delle quali offre prestazioni anche in regime di convenzione col Servizio sanitario
nazionale». In una telefonata intercettata, Francesco e Daniela parlano dell’«interessamento» della signora Fini presso l’allora
governatore del Lazio, Storace, «affinché il poliambulatorio Panigea operasse in regime di convenzione l’esecuzione di esami
clinici (tac e risonanza magnetica) particolarmente costosi». Su questa vicenda, l’inchiesta è ancora in corso a Roma.
Russo Paolo (FI): Ex presidente della commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti in Campania, è stato indagato dalla
Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito di indagini sulla camorra del Nolano per i suoi
rapporti con un imprenditore vicino, secondo gli inquirenti, ai clan della zona. Ma alla fine la Procura ha chiesto
l’archiviazione, almeno per questa accusa. Russo resta però indagato nello stesso procedimento per violazione della legge
elettorale. Candidato Pdl alla Camera in Campania.
Scapagnini Umberto (FI): Il 26 ottobre 2007 il pm catanese Francesco Puleio ha chiesto la sua condanna a 2 anni e 10 mesi di
reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Tre giorni prima delle comunali del 2005, Scapagnini e la sua
giunta approvarono due delibere con cui si sospendeva la riscossione dei contributi previdenziali dalle buste paga dei 4000
dipendenti del municipio. La scelta, ufficialmente giustificata come un risarcimento per i danni subiti dai lavoratori a causa di
un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera, aveva fatto sì che i dipendenti si fossero trovati in busta paga
somme varianti tra i 300 e i 1000 euro che ora dovranno essere restituiti a rate senza interessi in undici anni. Scapagnini è pure
indagato a Catania per abuso d’ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea.
Scelli Maurizio (FI): ex commissario straordinario della Croce rossa italiana, già fondatore del partito centrista “Italia di
nuovo” (“Né con Prodi né con Berlusconi”, 2006), sospettato di aver intermediato il riscatto per la liberazione di alcuni ostaggi
in Irak, per esempio le “due Simone”, è accusato dalla Procura militare di Roma e dalla Corte dei Conti di aver dirottato verso
altre destinazioni 17 milioni di euro destinati alla missione “Antica Babilonia” a Nassiriya “per interventi urgenti a favore della
popolazione irakena”. Che fine han fatto tutti quei quattrini sborsati dallo Stato tramite i ministeri degli Esteri e della Difesa
per alcuni ospedali da campo in Irak? Sarebbero stati - secondo l’accusa – “distratti per esigenze economiche interne alla Croce
rossa italiana” fra il 2003 e il 2006, invece di essere restituiti al governo. Di più: quando partì l’inchiesta, i vertici della Cri
CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO
Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez
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avrebbero tentato di nascondere la verità con “comunicazioni incomplete o non veritiere sulla effettiva utilizzazione del
contributo”. Scelli è candidato del Pdl alla Camera in Abruzzo.
Sciascia Salvatore (FI): Condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, nella sua qualità di manager
Fininvest (capo dei servizi fiscali del gruppo Berlusconi), alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza affinchè
ammorbidissero le verifiche fiscali. L’inchiesta è quella aperta dal pool Mani Pulite nella primavera del 1994, in seguito alle
confessioni di alcuni finanzieri a proposito di quattro tangenti da circa 100 milioni di lire ciascuna pagate dal gruppo Fininvest
perché chiudessero gli occhi nei blitz tributari nelle società Mediolanum, Mondadori ed Edilnord.
Scotti Vincenzo (Mpa): Ex ministro democristiano dei Beni culturali, del Lavoro, della Protezione civile, dei Rapporti
comunitari, degli Interni, degli Esteri, con 7 legislature alle spalle, più volte indagato per corruzione a Napoli (assolto nello
scandalo della Nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90, salvato dalla prescrizione in quello degli appalti per la
ricostruzione post-terremoto), rinviato a giudizio per peculato e abuso d’ufficio in due tranches dello scandalo Sisde (anch’esse
finite in prescrizione), è stato condannato almeno dalla giustizia contabile: la Corte dei Conti gli ha recentemente imposto di
risarcire allo Stato 2 milioni 995.450 euro, giudicandolo colpevole – insieme all’ex direttore del Sisde Alessandro Voci e a due
funzionari del Viminale – di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo gonfiato (10
miliardi di lire in più del giusto), per mettere da parte fondi neri. Scotti è capolista dell’Mpa in Campania per il Senato.
Simeoni Giorgio (FI): Indagato a Roma per associazione per delinquere e corruzione nello scandalo delle tangenti sulla sanità
nel lazio nato dalle confessioni di “Lady Asl”, per aver «usato il suo ruolo per appropriarsi di denaro pubblico in modo
reiterato» e di aver pure inquinato le prove, nel 2006 s’è salvato dall’arresto perché la Camera ha respinto la richiesta dei
giudici.
Speciale Roberto (FI): Ex comandante generale della Guardia di Finanza, è indagato dalla Procura militare di Roma per il
presunto utilizzo privato di mezzi della GdF. Il procuratore militare Antonino Intelisano ha tra l’altro acquisito un filmato delle
Fiamme Gialle, girato in una fredda mattina del febbraio 2005 a Passo Rolle, in Trentino Alto Adige, che documenta come
Speciale portò in montagna parenti e amici per una festa, utilizzando un Atr 42 a turboelica del Corpo, destinato al contrasto
del contrabbando e alle missioni umanitarie. La festa si sarebbe dovuta concludere con una mangiata di pesce fresco,
trasportato in casse caricate all’aeroporto di Pratica di Mare e spedite con volo militare. Spigole mai arrivate, ma solo per colpa
del maltempo. Un altro capitolo dell’indagine riguarda l’utilizzo dei fondi riservati della Guardia di finanza da parte del
generale. Speciale si difende così: «Come ogni anno ci siamo recati a Passo Rolle per chiudere le gare invernali della Guardia
di finanza, una cerimonia alla quale faceva da madrina come da prassi la moglie del comandante generale». Ma, stando a
quanto scritto dai giornali, la Procura militare ha accertato che l’ex comandante Speciale ha utilizzato l’Atr 42 in dotazione al
Corpo in occasione di almeno 45 week-end e che l’aereo, per suo ordine e a spese delle Fiamme gialle, era stato
«riconfigurato» negli hangar dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, in modo da ospitare poltrone «business» per almeno
otto passeggeri. Costo per le casse dello Stato: 3.885,91 euro l’ora. Anche per questo la Procura della Corte dei Conti ha
avviato nei confronti del generale un procedimento di responsabilità per il danno erariale procurato dai suoi viaggi a scrocco al
Passo Rolle, chiedendogli il conto per almeno 32 mila euro di gite aviotrasportate con spigole d’alta quota, più il danno
d’immagine per il corpo delle Fiamme Gialle. Ironia della sorte: la Procura della Corte dei Conti è proprio l’ufficio dove il
governo Prodi avrebbe voluto dirottare il generale Speciale, dopo la rimozione da comando generale della Guardia di finanza.
Strano Nino (An): La Procura di Catania ha chiesto la condanna di Strano (lo stesso senatore che divorò mortadella nell’aula
di Palazzo Madama per festeggiare la caduta del governo Prodi) a 2 anni di reclusione insieme agli altri assessori della vecchia
giunta comunale Scapagnini, per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Nel 2005, tre giorni prima delle elezioni
comunali, Strano, gli altri assessori e il sindaco Scapagnini decisero di erogare una somma compresa tra i 300 e i 1000 euro ai
4.000 dipendenti del Comune (sospendendo il prelievo dei contributi previdenziali dalle buste paga) per «risarcirli» dai danni
causati da un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera.
Tomassini Antonio (FI): Medico chirurgo, amico personale di Silvio Berlusconi, è stato condannato in via definitiva dalla
Cassazione a 3 anni di reclusione per falso. Durante un parto, una bambina sua paziente nacque cerebrolesa, ma lui contraffece
e soppresse il partogramma. Nel 2001 Forza Italia lo candidò subito al Parlamento e lo nominò responsabile per la Sanità del
partito e presidente commissione Sanità del Senato. Nell’ultima legislatura era membro della Commissione parlamentare di
inchiesta sull’efficienza del sistema sanitario nazionale.
Tortoli Roberto (FI): Indagato dalla Procura di Arezzo per concorso in estorsione in uno scandalo che ruota intorno alla
costruzione di una multisala cinematografica ad Arezzo.
Valentino Giuseppe (An): Indagato nel 2004 dalla Dda di Catanzaro per i suoi presunti rapporti con l’avvocato Paolo Romeo,
condannato per la sua appartenenza alla ‘ndrangheta, ha visto la sua posizione finire in archivio. Ma è tuttoggi indagato a
Roma per favoreggiamento perché sospettato di aver rivelato a Stefano Ricucci le intercettazioni telefoniche in corso sulle
scalate a Bnl, Antonveneta e Corriere nell’estate del...













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