Senza dubbio nel nostro quotidiano non mancano momenti di poesia e di incanto,gli amici,gli affetti,gli animali,il caso,la contemplazione,la natura stessa sà fare meraviglie ma talvolta sembra superare se stessa riuscendo a sorprendere mostrandosi inventiva sino alla soglia dell'inverosimile.
proprio per questo ho voluto riservarvi questo video che trovo unico,un caso raro nella mediateca di Youtube.
Un luogo notoriamente abitato dal nostro delirio e dal nostro disincanto più banale e vano. l'immaginazione,la fantasia puo galoppare con questa bambina sino ale soglie delle "Mille e una notte" dove il Califfo si innamora della principessa perchè piangeva lacrime che quando toccavano terra si trasformavano in diamanti. Lo dedico a tutte le lettrici di 100cosecosi certo di suscitare in esse una emozione ed un momento di stupore.
Cercate su internet,nel web immagini che illustrino CL e non troverete un bel fico secco!
Pochissimo se scrivete nella barra elle ricerche di Google "movimento Comunione e Liberazione"
Una bella inchiesta che ne illustri le dinamiche?
Fatta eccezzione per il libro qui a fianco non troverete niente,è veramente difficile squarciare la cortina "mistica" di questo movimento,se ne intuisce qualcosa solo quando si inciampa nelle disaventure di Don Verzè .
Per farvene una idea date
CL è discreta,segreta,ovattata e dotata di strategie di penetrazione e infiltrazione nei gangli del potere invidiabili.
Applica le piu accurate tecniche di selezione-pulizia etnica,se non fate parte della consorteria niente da fare!
Unica alternativa: poco importa se siete il Diavolo in persona l'imporante che che versiate l'Obolo agli orfanelli (...)
Tutto stà sotto la voce Don Giussani,un personaggio carismatico e affascinante oggetto di una vera e propria idolatria (...) una icona dietro cui tutti si nascondono,buona per tutti gli usi,per farsi raccomandare,per aprire delle porte come nel caso dell'artista che vi propongo nel video qui sotto (...) per fare affari.
Tuttalpiù trovate il Meting di Rimini e peraltro sul loro sito ufficiale molto ma molto mà in termini autoreferenziali,un po della loro raffinatissima paccotiglia mistica che se la dà parecchio,solo un poco più in là del catechismo da oratorio;una malattia veramente propria a CL quella di prendersi terribilmente sul serio,sono terribilmente permalosi,sembra che la letteratura sacra a cui fanno ampio riferimento parli quasi esclusivamente di cravatte e belle camicie inamidate (...) viste le loro attitudini....
E trovate ancor meno opere,delle cose del mondo,informazione,miseria,guerre,Eros manco a parlarne (...) del dramma del mondo poco anzi nulla,c'è poco spazio per la tristezza in casa loro,ancor meno generosità verso i deboli salvo qualche bella operazione di facciata,un po come l'UNICEF che riesce a spendere il 90% delle sue entrate per mantenere il carrozzone (loro modestamente stanno intorno al 99,99%... ed è per questo che ho messo il video delle parole di Don Giussani che parla della Chiesa e del Cristo (...)
Una organizazione efficiente,ben strutturata,onesta stando almeno al rapporto tra numero dei suoi membri e processi in cui di tanto in tanto inciampano.
Peraltro questi incidenti di percorso inerenti "la conquista del potere" vedono in causa la sua leadership,dannatamente pragmatica nella scelta degli amici e degli amici degli amici !
Senz'altro hanno adottato quello che disse Mao Tze Dong "...non importa di che colore è il gatto l'importante e che dia la caccia ai topi ! " vecchia abitudine la loro quella di saccheggiare le parole d'ordine della sinistra sessantottina (...)
Ogni alleanza è buona se permette l'acquisizione di un appalto e l'incremento degli affari,mica per niente qualcuno l'ha definita la Santa Mafia !
Don Giussani non lo ha detto ma loro potrebbero benissimo pensarlo : "...conosci il tuo nemico e da lui impara ! "
Più di recente una certa passione per la Storia li spinge a qualche correzzione definita dai maligni "revisionismo"...più che finanziare la traduzione e la ricerca sugli antichissimi Vangeli ritrovati in Egitto,i manoscritti del Mar Morto tanto per fare un esempio...
"La religione va bene negli ospedali. Dio gode di una certa popolarità in posti del genere."
Charles Bukowski(1920-1994), scrittore americano.
"Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio."
Cesare Pavese (1908-1950), scrittore italiano.
La religione non è altro che l'ombra gettata dall'universo sull'intelligenza umana."
Victor Hugo (1802-1885), scrittore francese.
"Le religioni non sono altro che dei vascelli, dei vascelli che servono per navigare nel mare della verità verso dio. Il problema è che spesso gli uomini si innamorano dei propri vascelli e dimenticano la loro mèta."
Chi attacca Comunione e Liberazione, “muore”. L’espansione del potere di CL ha assunto caratteri tali che chi si oppone a essa, o semplicemente critica lo stile della potente lobby cattolica, è sottoposto a pesanti pressioni. Esemplare il caso del dottor Enrico De Alessandri, un dirigente della sanità lombarda sottoposto a un severo provvedimento solo per aver criticato lo strapotere di CL in un sito,www.teopol.it , nel quale De Alessandri pubblica un dossier in cui è illustrato l’assalto al potere in una regione che gestisce un bilancio da 20 miliardi di euro, pari a quello di un piccolo Stato.
De Alessandri è stato sospeso dal lavoro per un mese, dal 16 novembre al 16 dicembre di quest’anno, con l’avviso che se non toglierà dal web le sue considerazioni seguiranno provvedimenti più pesanti. Un dettaglio che la dice lunga sulla vicenda è il fatto che la comunicazione del 20 ottobre è firmata dal dirigente del personale della Regione, Michele Camisasca, nipote del famoso Massimo Camisasca, il sacerdote che è stato una delle figure chiave del movimento (dal 1985 è superiore generale della “Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo”), nonché storiografo ufficiale di CL.
Il provvedimento disciplinare è arrivato dopo una serie di richiami scritti. Una comunicazione del 18 settembre proponeva addirittura un patteggiamento: “La riduzione della punizione a soli dieci giorni in cambio dello stop alla pubblicazione del libro (…)”. Ma il dottor De Alessandri, che è stato direttore del Centro regionale emoderivati della Regione Lombardia e che lavora attualmente presso l’Assessorato alla sanità della Regione Lombardia, intende resistere, esercitando il diritto di espressione sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Le sue critiche, infatti, non sono rivolte al datore di lavoro ma all’occupazione del potere in Lombardia da parte di un movimento religioso, CL appunto.
I consiglieri regionali di Verdi, Pd e Sinistra hanno subito presentato un’interpellanza urgente alla Giunta. Nell’interrogazione, presentata il primo dicembre, il consigliere regionale Mario Agostinelli parla di “un gravissimo intento persecutorio nei confronti del dott. De Alessandri” e interroga la Giunta regionale per sapere se non ritiene “di sospendere immediatamente l’azione in atto, con l’integrazione da subito nell’attività lavorativa e nella relativa retribuzione”. A difendere De Alessandri c’è ora un luminare del diritto: il professor Vittorio Angiolini, già legale della famiglia Englaro nella difficile battaglia sulla fine diEluana.
Cosa racconta De Alessandri nel suo dossier? La tesi di fondo del libro è che CL abbia costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di un’importante istituzione pubblica come la Lombardia, attraverso un’occupazione “militare” da parte dei suoi esponenti di tutti i centri di potere: dai direttori generali ai dirigenti delle unità organizzative nei più importanti assessorati; dai direttori generali delle pubbliche aziende ospedaliere ai primari; dagli amministratori delegati ai presidenti delle società di trasporto; dai direttori generali degli enti e delle agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia operanti in ambiti strategici come le infrastrutture, la formazione, l’ambiente, costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere “dominante”.
De Alessandri spiega al il Fatto Quotidiano: “La distribuzione dei fondi pubblici privilegia in misura schiacciante le imprese della Compagnia delle Opere rispetto all’intero mondo imprenditoriale lombardo”. L’opposizione regionale lombarda ha definito la sospensione dal lavoro di De Alessandri “un provvedimento persecutorio”. Certo, nel suo dossier, De Alessandri porta fatti, nomi e cifre inquietanti. “Se nelle altre regioni si può legittimamente parlare di ‘primari di partito’ e di ‘manager di partito’, in Lombardia si parla quasi esclusivamente di ‘primari di CL’ e di ‘manager di CL’”. De Alessandri stigmatizza anche il comportamento di coloro “che mettono nel curriculum la loro foto con don Giussani”. “Dietro al mondo delle nomine, c’è tutto un universo di convenzioni, accreditamenti, assegnazioni di incarichi e appalti che vedono primeggiare un gruppo su altri. Il ciellino Guido Della Frera, ex braccio destro del governatore lombardo, abbandona nel 2003 l’incarico di Assessore regionale per fare l’imprenditore nel settore della sanità privata. Non passano cinque mesi e una società di cui era azionista, il Polo geriatrico riabilitativo di Cinisello Balsamo, ottiene dalla Regione l’accreditamento presso il Servizio sanitario nazionale di 141 posti letto a uso riabilitazione. La struttura è privata, ma il ricovero lo paga lo Stato. Da allora per Della Frera è stata una marcia trionfale. Nel 2004 Formigoni ha accreditato il Polo geriatrico con altri 246 posti per la sede di Milano città, dando contestualmente il via libera a un’altra società del suo ex braccio destro, la Polo Riabilitativo srl, per la costruzione di una nuova struttura con 216 posti letto fra degenza, day hospital, emodialisi, radiologia e altro ancora”.
Il dirigente compone un quadro preciso: “Tra le tante mostruosità istituzionali introdotte dal governatore lombardo, mi limito a citare un esempio giudicato di eccezionale gravità da alcuni stessi consiglieri regionali. Si tratta di Infrastrutture Lombarde, la società per azioni creata dalla Regione Lombardia per promuovere le nuove infrastrutture (costruzioni di ospedali, svincoli autostradali), duramente contestata già all’inizio della sua istituzione: il Presidente della Regione controllerà tutti gli appalti, togliendo ogni possibilità di controllo al Consiglio regionale, hanno dichiarato alcuni consiglieri regionali dell’opposizione. Una situazione esplosiva per la democrazia”.
Com’è riuscito Formigoni a consolidare un potere tanto assoluto? Secondo De Alessandri, “anzitutto decapitando i vertici della dirigenza regionale e sostituendoli con esponenti di CL. La carica di segretario generale, ovvero la prima carica dirigenziale della Regione Lombardia è, da oltre quattordici anni, saldamente occupata dal ciellino Nicola Maria Sanese, soprannominato il vice governatore. Le cariche di direttore generale nei più importanti assessorati sono strettamente legate all’appartenenza a Comunione e Liberazione. Le unità organizzative più strategiche sono anch’esse dirette da esponenti del movimento fondato da don Giussani. Nicola Maria Sanese è un nome storico tra gli organizzatori dei meeting di Rimini unitamente al ciellino Roby Ronza, che Formigoni ha nominato Delegato per lo sviluppo e consolidamento delle relazioni internazionali” .
Quello descritto da De Alessandri è un sistema pervasivo. “Il ciellino Raffaele Cattaneo occupava nella scorsa legislatura la seconda carica dirigenziale della Regione: quella di vice segretario generale. Nominato sottosegretario regionale all’inizio della presente legislatura, detiene attualmente la carica di Assessore regionale alle infrastrutture e mobilità. Non solo: Raffaele Cattaneo è, dal 2004, presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde Spa, diLombardia Informatica e, come se tutto questo non bastasse, è membro del Cda della Sea, la società di gestione degli aeroporti di Milano. Oltre a loro, tra i fidatissimi, figura Giulio Boscagli, Assessore alla famiglia e alla solidarietà sociale. E ancora Romano Colozzi, al quale non a caso spetta la responsabilità della ‘cassaforte’ regionale: Romano Colozzi è Assessore alle risorse e finanze”.
Il blocco di potere ciellino è fortissimo anche ai vertici delle fondazioni sanitarie: “Nel luglio 2009 Formigoni ha nominato Giancarlo Cesana, nome storico di CL, presidente del Policlinico Mangiagalli”, scrive De Alessandri. “Il ciellino Alberto Garocchio è stato nominato nel consiglio di amministrazione dell’Istituto dei tumori, Cosma Gravina nel cda dell’Istituto neurologico Carlo Besta. Il ciellinoLuigi Roth è stato invece confermato nel consiglio di amministrazione del Policlinico Mangiagalli. Luigi Roth, già Presidente di Fondazione fiera di Milano, detiene il record delle cariche cumulative: nel marzo 2009 Formigoni lo ha nominato alla guida del consorzio destinato a realizzare un’opera colossale, la Città della salute di Milano. Roth è, contemporaneamente, Presidente di Terna Spa, membro del consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Ferrara, Presidente della Banca popolare di Roma. Inoltre, opinionista de Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Nazione. Il ciellino Claudio Artusi, già ad di Fiera Milano Spa, è attualmente ad di CityLife. Nel 2004 CityLife acquistò dalla Fiera guidata da Artusi parte del quartiere della vecchia fiera cittadina, su cui dovrebbe prendere forma il progetto firmato da Isozaki, Liebeskind e Hadid. Intanto Roth è stato nominato nel cda della Cassa di risparmio di Ferrara e alla presidenza della controllata Popolare di Roma”.
CL allarga il suo potere anche ad ambiti della finanza cattolica tradizionalmente ostili. “Dopo una lunga battaglia dentro la Banca popolare di Milano, la sconfitta diMazzotta ha aperto le porte alla presidenza di Massimo Ponzellini. Ma al suo fianco come vicepresidente, avrà Graziano Tarantini, che ha fondato e fatto crescere la Compagnia delle Opere di Brescia. Avvocato 49enne, con alle spalle una grande esperienza nella finanza, già da anni Tarantini rappresenta nel consiglio della banca milanese per antonomasia l’anima della Compagnia. Nel consiglio di amministrazione dell’ente presieduto da Giuseppe Guzzetti, invece, la galassia della Compagnia è rappresentata dal milanese Angelo Abbondio”, segnala il dossier di De Alessandri. Che commenta: “Chiunque abbia tentato di opporsi allo strapotere di CL è stato emarginato”.
Difficile sapere come finirà la sua coraggiosa battaglia. Ma a De Alessandri piace citare il passo di un articolo di Eugenio Scalfari del 13 ottobre 2008: “Un sistema di potere come quello di Formigoni, CL, non esiste in alcun punto del Paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere. Negli ospedali, nell’assistenza, nell’università, tutto è diretto da 4-5 persone che hanno anche una specie di cenobio dove ogni tanto si ritirano, sotto voti di castità o qualcosa di simile”.
di Ferruccio Pinotti da Il Fatto Quotidiano del 30 dicembre 2009
IL SUO SITO
Alfredo Pompilio è un grande artista,profondamente intriso di spirito religioso esprime nella sua opera un Pathos che attraversa in termini di narrazione buona parte della Storia dell'Arte Sacra,dal Rinascimento sino all'Arte Bizzantina e oltre giungendo sulla soglia dell'arte antica,quella pagana,talvolta con rappresentazioni Dionisiache intrise di un Eros mitico,lirico,nella sua opera tutta la luce del Sud,il Mediterraneo vi irrompe e dardeggia solare e iconico in una volumetria ora romana,ora accennata in un cubismo Pompeiano.
Si puo aggiungere ancora molto sulla sua richezza e non da meno come potete vedere nel video qui sopra muovergli un momento critico facendogli notare che la sua opera non ha affatto necessità di una banalissima pratica del piu deteriore dolorismo catto-cristiano sino ad abbinare "appiattire" strumentalmente il suo sentire religioso a Don Giussani ridotto ad icona della santità commerciale per propiziare le vendite !
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PURTOPPO LA FAMIGLIA DELLA BAMBINA HA SOPPRESSO IL VIDEO CHE AVEVO SCELTO PER QUESTO POST,NE SONO SINCERAMENTE DESOLATO PER TUTTI GLI AMICI CHE HANNO AVUTO LA CURIOSITA FRUSTRATA.
E SEMPLICEMENTE SCANDALOSO QUELLO CHE E AVVENUTO,NE SONO PROFONDAMENTE INDIGNATO,UNA VERGOGNA !
HO AGGIUNTO UN'ALTRO VIDEO,SEMPRE UNA BAMBINA CHE FU ALLORA CAPACE DI STUPIRE IL MONDO!
Quando Letizia Moratti ha postato il suo video in cui commentava l'ennesima sua uscita relativa alla strada da dedicare a Bettino Craxi quasi immediatamente Youtube ha disabilitato i box dei commenti tanto la stavano facendo a pezzettini !
Suo commento presunto " questi sul web non mi ci vedono più ! " ,a supporre che internet ha guadagnato un'altra nemica irriducibile,meno comprensibile che non si sia resa conto delle castronerie che balbettava con la sua faccia beota e sorridente,con un che di fierezza,come se fosse appena uscita dal parrucchiere !
Ma in questo caso il video è tutto sommato carino,simpatico,teneramente esilarante oltre che concettualmente geniale,una comunicazione nuova,dirompente.
Innacettabile quanto è accaduto con il video di questa "bambina" subito aggredito dalla starnazzante schiera degli ultras dell'estrema destra,commenti irriferibili,di una violenza disgustosa,affatto prevedibili,la solita coda di paglia di certa gente insomma. Parafrasare Napolitano con un albero di Natale alle spalle al posto della polverosa biblioteca di Berlusconi innocentemente dissacrante,(perchè si sà che non ha tempo di aprire i libri...) iconoclasta,un evviva corale quando ci giungono questi contributi.
Poichè il video è stato soppresso cerco di riassumere a memoria cosa diceva la bambina in una atmosfera da "Zecchino d'Oro" ... Auspicava per l'anno a venire tutta una serie di desideri,la pace nel mondo e in Italia,un po più di attenzione verso i deboli,il piu significativo voleva che:" il Presidente del Consiglio potesse rimettersi presto dalle sue ferite perchè è una persona simpatica e molto importante per il paese,continua: allo stesso tempo suo padre ogni volta che ascoltava il Premier si arrabbiava e diventava intrattabile in famiglia ",la bambina chiedeva a Silvio Berlusconi di "...stare un po piu zitto ",lo chiedeva con gran gentilezza e con l'innocenza tipica dei bambini...insomma avete capito di cosa si trattava. Semplicemente delirante,inverosimile quanto è potuto accadere,le minacce espresse alla bambina ed alla sua famiglia hanno prodotto quanto già sapete,trovo la cosa un fatto gravissimo e non ci vuole molta immaginazione a supporre cosa potrebbe accadere alla famiglia in termini di minacce e aggressioni nel quartiere dove senza ombra di dubbio hanno potuto riconoscere la piccola grazie al successo che il video ha riportato in brevissimo tempo su youtube,penso alla scuola,al luogo di lavoro del padre etc, etc...
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Un falso evidente la foto in esclusiva che ritrae il Premier Silvio Berlusc-haioooooooOOOO alla sua prima uscita pubblica dopo l'attentato alla sua vita da parte del noto eversore sinistrorso Tartaglia. In ogni caso le pubblico entrambe cosi potrete esercitare il vostro giudizio critico,tenete presente che secondo la "Casa delle Libertà" l'attentato ha colpito duramente l'immagine del Premier tanto da mettere in serio pericolo la sua vita oltre che a danneggiarne in profondità l'immagine sottintendendo che neppure un ettogrammo di cerone potrebbe nascondere gli effetti disastrosi indotti dal simil-bronzo della miniatura del Duomo di Milano (...) Potete inoltre constatare che nella falsa foto dell'uscita pubblica appare in piena forma e con tuttalpiù un cerotto come se si fosse fatto un taglietto rasandosi la barba (...)
Secondo alcuni maligni si è trattato di una banale messa in scena addirittura si dice con un souvenir del Duomo di Milano in Caucciù ! La foto che presento io nel blog ha l'evidente vantaggio di presentare entrambe le verità,quella del complotto comunista e quella del "complotto di stato". Si puo senza dubbio concludere alla maniera di Picasso uso dire che: " Nulla più della menzogna puo svelarci una verità ! " aggiungo io le due...verità!
La seconda sarebbe che : "... è morto ma che nessuno ha il coraggio di dirglielo ! " Infine l'amara la constatazione:"....a volte ritornano " per dirla allaStephen King.
La falsa fotografia :Compare in esclusiva sul blog "San Precario" l'immagine della prima uscita pubblica di Silvio Berlusconi, il 31 dicembre, dopo l'aggressione subìta in piazza Duomo a Milano. Il premier ha ancora un cerotto sul naso e passeggia circondato dalle guardie del corpo all'esterno del centro commerciale Il Gigante di Villasanta, in Brianza, non lontano da Arcore, dove ha trascorso il Capodanno.
L'autentica oggetto di censura
Notate come nessuno abbia il coraggio di guardarlo,ovviamente per rispetto al suo attuale stato di "salute estetica" la qual cosa prova senza ombra di dubbio la veridicità della foto,da aggiungere il senso dell'humor del Presidente del consiglio che promuove uno dei prodotti in vendita negli scaffali del centro commerciale (suo suppongo) .
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"Ho trovato questo Post in Facebook e mi permetto di rilanciarlo,lo trovo semplicemente terrificante...alla faccia di Benedetto XVI° che se la dà da grande fustigatore della perversione Pedofila in seno alla Chiesa ! "
di Crazyhorse Link credit originale dell'articolo di Crazy Horse Non c’è da stupirsi se il premier abbia chiamato don Gelmini in questi giorni di festa: fra i due ci sono affinità elettive che vanno oltre il costituendo partito dell’amore: hanno due storie (giudiziarie) simili...
Continua l’agiografia di regime con i filmati di questi giorni festivi pieni zeppi di effetti speciali in stile Istituto Luce anni ‘30 e sempre più la RAI e Mediaset sono unite nella cifra culturale e politica di un coarcervo berlusconico chiamato RAISET. Poi ci sono un paio di trasmissioni di approfondimento che lasciano spazio alle notizie reali e ospitano anche gli altri, ma dalla mattina alla sera, non solo nei TG, è tutta una passaggiata di berlusconi in papimobile con pubblico finto festante e plaudente.
Quella della papimobile non è ironia ma una previsione a breve ovvero che toglieranno la Mercedes e gli daranno (al papi) la macchina del Papa, quindi il cerchio del regime RAISET si chiuderà. Roma, 26 dic. – (Ign) – “Berlusconi per me è un amico prima che il capo di governo, la sua non è retorica né opportunismo“. Don Pierino Gelmini ha apprezzato molto l’intervento telefonico del premier alla Comunità Incontro riunita in occasione del Natale. Fra il premier e Don Gelmini c’è una lunga amicizia e ogni anno Berlusconi è solito intervenire agli incontri della comunità. “Quest’anno però, dopo l’aggressione subita a Milano, avevo paura che non sarebbe intervenuto” spiega don Gelmini. E invece il premier ha voluto dimostrare ancora una volta l’affetto che lo lega al fondatore della comunità Incontro. “Io sono amico di Berlusconi – spiega don Pierino – lui mi ha aiuitato davvero molto, grazie a lui abbiamo potuto portare molti aiuti alle popolazioni della Thailandia colpite dallo tsunami del 2004?.
A Don Gelmini è piaciuto molto il riferimento che Berlusconi ha fatto all’amore “che vince su tutto“. “La sua non è retorica né opportunismo e per me lui è un vero amico, prima che il capo di governo“. Ed aggiunge rivolto al suo amico Silvio : “Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo‘.
A Don Pierino, peraltro, gli deve essere piaciuta ancor di più una valigia di denaro ricevuta da Berlusconi tempo fa con la benedizione del sindaco di Amelia (centrosinistra) con circa 1 milione di euro con cui ha acquistato 25 etteri terreno.
Vediamo allora come si è sviluppato questo amore tra i due plurinquisiti in odore di beatitudine.
Quel che a molti non è chiaro è chi sia veramente questo prete accusato di violenza sessuale anche a minori, con decine di testi a sfavore.
Non è la prima volta che Don Pierino Gemini ha dimostrato un certo feeling con le valigie di denaro, come quando in Vietnam si appropriò di grosse somme appartenenti alla vedova del presidente Diem.
Tutto nacque dal fatto che ebbe dei guai con la Curia a Roma che lo diffidò perché amava farsi chiamare "monsignore" senza esserlo (vedi delle volte cosa ti combina l’amore per se stessi?), e per questo motivo sparì dalla circolazione.
Si saprà poi che era finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud dove era entrato in contatto con l’arcivescovo della cittadina di Hué. Ma la storia finì male: sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. Ci fecero i titoloni sui giornali: «Chi è il monsignore che raggirò la vedova di Presidente vietnamita».
Tornando ai suoi inizi, nel 1965 , il sacerdote aveva comprato la splendida tenuta di Caviggiolo con tanto di maniero e riserva di caccia a Barberino del Mugello, sull’Appennino toscano. I giornali dell’epoca raccontano che gli assegni per 200 milioni di lire (del 1965) consegnati alla Società Idrocarburi per l’acquisto erano scoperti e il tribunale inflisse tre mesi di galera a don Pierino. Tempo dopo fu invece l’amore per le belle macchine a fregarlo: quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta, era il 13 novembre 1969, nella sua splendida villa all’Infernetto, alla periferia lussuosa di Roma, lo scovarono grazie ad una bella Jaguar che teneva in bella vista nel proprio giardino e per la quale nell’ambiente era ormai conosciuto come “Padre Jaguar“.
Cominciò intanto ad occuparsi di tossicodipendenza – dicono le biografie ufficiali - ma la maggior parte del tempo lo passava a trescare con truffe ed assegni a vuoto.
Segretario di un cardinale, Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires raccontava a tutti della sua nuova vocazione per la strada ed i tossici, ma i resoconti di giustizia dicono un’altra verità, ovvero che in realtà si occupava d’altro ed infatti fu inquisito per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto e truffa.
Lo accusarono di avere sfruttato l’incarico di segretario del cardinale per organizzare un’ambigua ditta di import-export con l’America Latina. E restò impigliato in una storia poco chiara legata a una cooperativa edilizia collegata con le Acli che avrebbe dovuto costruire palazzine all’Eur. La cooperativa fallì mentre lui rispondeva della cassa. Il giudice fallimentare fu quasi costretto a spiccare un mandato di cattura per riuscire ad interrogarlo.
In extremis accettò di farsi sentire dal giudice, poco prima di divenire un ricercato.
Non pare infatti ami molto i magistrati ed anche questo influisce nell’amore che nutre per il papi.
Insomma ha sempre avuto molti guai con la giustizia per fatti che risalgono al periodo 1969-1977, tutte cose che ha fatto eliminare dalla sua biografia ufficiale; è pure finito in carcere un paio di volte. A un certo punto è stato anche sospeso a divinis, salvo poi essere perdonato da Santa Romana Chiesa. Piccola divagazione: anche voi a questo punto avete la strana ma netta sensazione che alla Chiesa si turino spesso il naso quando si tratta di perdonare gente capace di attrarre comunque denaro, vero?
Il pensiero va ad esempio ad Enrico De Pedis, banda della magliana, sepolto in Sant Apollinare, oppure a Marcinkus, ma ne riparleremo…
In quel periodo va detto che don Pierino era ancora considerato un fratello di. Una figura minore che viveva di luce riflessa rispetto al più esuberante fratello, padre Eligio, confessore di calciatori, amico di Gianni Rivera, frequentatore di feste, fondatore delle comunità antidroga Mondo X e del Telefono Amico.
Dopo la fuga dal Vietnam dovette poi tornare a rotta di collo in Italia e qui l’aspettavano al varco per regalargli 4 anni di carcere per le pendenze arretrate, era il luglio 1971 (sempre preferibile a quel che gli avrebbero fatto in Vietnam, comunque, deve aver penato Don Pierino).
Si legge da un ritaglio del Messaggero: «Li sconta tutti. Come detenuto, non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi»
Malignità del giornalista bacchettone e moralista?
A questo proposito, ripeto, le biografia poi saranno tutte ripulite, non così i giornali dell’epoca. Anche perché nel 1976, quando queste vicende sembravano ormai morte, lo arrestarono di nuovo.
Resta impigliato in una truffa, è additato insieme all’altrettanto celebre fratello, Frate Eligio, il cappellano del Milan considerato una sorta di Madre Teresa dei ricchi. Questa volta finì in carcere ad Alessandria insieme a padre cachemire, quindi, per le presunte bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro destinati all’Africa.
Si vide poi che era un’accusa infondata. Ma nel frattempo, nessuna testata aveva rinunciato a raccontare le spericolate vite parallele dei due Gelmini. Ci fu anche chi esagerò. Sul conto di padre Eligio, si scrisse che non aveva rinunciato al lusso neppure in cella.
Passata quest’ennesima bufera, comunque, don Pierino tornò all’Infernetto. Sulla Stampa descrivevano la villa così come era all’inizio, ciò significando che un certo volume di entrate non si erano mai finterrotte e certi agi erano sttai mantenuti : «Due piani, mattoni rossi, largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, giardino, piscina e due cani: un pastore’ maremmano e un lupo. A servirlo sono in tre: un autista, una cuoca di colore e una cameriera».
Tre anni dopo, nel 1979, sbarcava con un pugno di seguaci ed Amelia ma questa è la storia conosciuta.
Anche lì, comunque, tra le pieghe delle ricostruzioni ufficiali si scopre che il vizietto per l’illecito e le manie di grandezza continuarono senza soluzione di continuità ed a parte un periodo in cui il sindaco di Amelia fu Luciano Lama, ebbe sempre il favore politico dei socialisti craxiani di allora e della destra successivamente per far man bassa di piani edizi, divieti e vincoli.
Coloro che lo hanno incontrato od intervistato raccontano di culto della personalità, di body guard armati di pistola, di macchinoni di lusso (un vizio antico), di disparità nel trattamento degli ospiti, di violenze fisiche e morali, ma anche di cifre gonfiate a beneficio della sua immagine pubblica.
Si parla di 164 sedi residenziali in Italia e invece sono 64, di 180 gruppi d’appoggio che in realtà sono una ventina, di un turnover residenziale di 12 mila persone (turnover in cui sono comprese anche le semplici richieste di informazioni), di 126.624 ingressi in comunità tra il 1990 e il 2002, mentre attualmente si registrano non più di 20 o 30 colloqui al mese, il che significa al massimo 360 ingressi all’anno.
Sulle violenze fisiche e psicologiche ai reclusi credo invece che siano tutte conseguenti al metodo educativo repressivo alla Muccioli più che il sintomo di indole violenta del prete. Dico questo perchè mi è capitato per lavoro di dover conoscere il meccanismo interno alle comunità e pur essendo contrario a certi metodi, non per una personale visione buonistica ma per un ragionamento sulla loro inefficacia, conosco la buona fede e lo scrupolo con cui molti lavorano in queste realtà e non mi va di dare giudizi con l’accetta.
Negli anni ci sono state ancora altre circostanze ed episodi illeciti (1988, abuso nell’uso dell’anello vescovile - 1991, omicidio e prime indagini su abusi sessuali) nella sua vita ma la vera doccia fredda arriva nel 2007 quando si apprende che Don Pierino è indagato dalla procura di Terni per presunti abusi sessuali avvenuti tra il 1999 ed il 2004, periodo in cui due delle vittime erano all’epoca minorenni.
La questione è delicata perché vi sono decine e decine di testimoni che asseriscono che il prete avrebbe molestato ed usato violenza a diversi ex ospiti, compresi alcuni minori della sua comunità. Va detto che tali soggetti, specie nella fase acuta di dipendenza, possono essere in astratto considerati in possesso di scarse o comunque ridotte capacità di intendere e di dovere, talvolta addirittura nulle. Del resto gli stessi possono subire in maniera distorta e morbosa la medesima figura carismatica del “salvatore” della comunità. Tali aspetti peculiari hanno peraltro valenze neutre ed imprevedibili in un processo penale che voglia calarsi, per capire bene, dentro il meccanismo sociale della comunità.
Invece non mi stupisce affatto la reazione di Don Gelmini allorchè in una dichiarazione attaccò duramente tutti, giudici e presunte lobby sioniste e di sinistra.
Poi come il suo amichetto dell’amore, ha smentito e chiesto scusa (perdendo il patrocinio di un arrabbiattissimo avvocato Coppi) agli ebrei per alcune frasi che, chiarisce, gli sono “sfuggite” ed ha precisato, in un’intervista al Gr1, il senso delle sue dichiarazioni: “Se l’ho detto mi è sfuggito ma intendevo dire lobby massonica radical-chic".
Come si vede in conclusione – tralasciando di emettere giudizi sulla natura ed efficacia delle sue comunità - è certo che anche il prete abbia una storia giudiziaria nutrita ed interessante alla luce della quale non vedo proprio come stupirsi delle telefonate natalizie del Premier, nel senso che non saprei chi dei due avrebbe dovuto sentirsi più imbarazzato per l’altro…
Questi due plurinquisiti amici del partito dell’amore hanno in comune diverse cose che ne fotografano i rapporti in maniera sufficientemente precisa ed esaustiva.
After historians’ recent discovery that Mona Lisa, known as Lisa Gherardini in Italy, the mystery woman with enigmatic smile in Leonardo da Vinci’s masterpiece Mona Lisa was actually the wife of a silk merchant named Francesco del Giocondo, an Italian genealogist has since identified two living descendants of Lisa Gherardini. They are Natalia Guicciardini Strozzi, 30, and her sister, Irina, 24, of Cusano, both of the two women also with the enchanting smile. Natalia and her sister, Irina have been told since they were little girls that they are descendants of the Mona Lisa.Natalia said: “My mother and grandmother had already talked about this. We were touched the way the family stories were handed down the generations. We are very happy, but we also feel it is a real sense of responsibility.”
Natalia, who is an actress and former ballerina, and Irina, an economist and a concert pianist, both have a dark, enigmatic beauty like their illustrious predecessor. Natalia added:
It’s wonderful to be able to say that we are modern women but we are preserving the extraordinary memories of the past.
ITALIAN Non so quanto la notizia possa essere degna di fede,in ogni caso sembra che un gruppo di genealogisti italiani abbia identificato in due sorelle le attuali discendenti della icona d'arte più celebrata degli ultimi secoli. La Mona Lisa era la sposa di un mercante di sete e tessuti nella florida Firenze,tale Francesco del Giocondo,un Genealogista italiano ha identificato due bambine viventi discendenti dirette di Lisa Gherardini,si tratta di Natalia Guicciardini,30 anni e di sua sorella Irina di 24 anni. L'articolo in inglese e Cinese (...) dice che le due donne hanno anch'esse il leggendario enigmatico e incantevole sorriso di Mona Lisa ...qualche dubbio in proposito sarebbe legittimo poiche il sorriso leonardesco si basa su una impercettibile illusione ottica,una suggestione suggerita e impalpabile. Dicono le giovani donne:"... mia nonna e la bisnonna ci avevano parlato di questa lontanissima illustre parentela e cio ci ha profondamente toccato per come si trasmettono da una generazione all'altra le storie di famiglia,ne siamo immensamente felici ma pensiamo anche che sia una vera responsabilità tanto onore..." Natalia è una attrice e ha un passato da ballerina mentre sua sorella è una economista,hanno aggiunto:" è meravivigliosa la consapevolezza d'essere donne moderne e al contempo di custodire un ricordo cosi straordinario del passato " Credit
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