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sabato 31 ottobre 2009

"I soliti ignoti" presi! Rubano statua in bronzo di San Francesco ma non riescono a fuggire: pesa troppo....



Rubano statua in bronzo di San Francesco
ma non riescono a fuggire: pesa troppo


"La notte scorsa, i due ladri, muniti di appositi attrezzi da scasso, hanno raggiunto i giardini. I due - un romeno di 49 anni ed un romano di 47, entrambi pregiudicati e disoccupati - sono riusciti a staccare dalla fontana la pesante statua (circa 70-80 chili, per un metro e 70 di altezza) e a trasportarla vicino al loro furgone. A quel punto però, mentre si accingevano a caricare la statua rubata, sono stati notati da una pattuglia di carabinieri della Stazione Roma Cecchignola."

"I soliti ignoti" ,stavolta li hanno presi,siamo passati in termini di miseria,quella vera,dai furti di cavi di rame,autoradio etc, ai furti di manufatti d'arte,in questo caso sculture di bronzo,un sintomo grave dei tempi che corrono.
Noi artisti non ce la prendiamo piu di tanto,in fondo che qualcuno ci possa campare sul nostro lavoro segretamente ci lusinga.
Se poi tocca alla produzione seriale,alla "fabbrica dei santi e santini" un piacere segreto ci solletica l'animo come se toccasse a quegli orrendi monumenti ai caduti della "Grande Guerra" seminati in tutta Italia uno piu uguale all'altro e di una banalità estatatico-celebrativa desolante...specie per chi è perfettamente al corrente del sangue innocente versato nelle trincee con la decimazione (...)
Molti rischi,poca fortuna,tutto sommato una avventura surreale che fà sorridere,questione di punti di vista ovvio.
Sarà forse per evitare questo tipo di incidenti che l'Arte Contemporanea si dà al gigantismo?
Oppure che prendersela con i santi porta male?

venerdì 30 ottobre 2009

Berlusconi ErosGif ,mi sono svegliato cattivo oggi...cucinato sadomasosex

porcosilvio

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silvio berlusconi papi banana

silvio berlusconi

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Diario Segreto Di Renzo Bossi Junior Versione Finale Con Extra Post

Diario Segreto Di Renzo Bossi Junior Versione Finale Con Extra Post

Halloween,tutto Halloween,Makeup,tutoriali trucco,maquillage,video,animamzioni









Riti, tradizioni, leggende ammantano la notte di Ognissanti
Tutte le proposte per chi vuole andare al di là dell'horror di plastica

Halloween, viaggio nell'Italia
dove vivi e morti fanno festa insieme

credit: JENNER MELETTI La Repubblica.it


COLLALTO - Nel silenzio della sera, solo il borbottio della "zuppa stregata" che sta cuocendo nel pentolone di rame. Poi un anziano comincerà a raccontare. "C'era una volta un serva che fu fatta murare viva da una padrona gelosa. Certe notti lei torna. Si chiama Bianca. Se ha una veste candida, è annunciatrice di gioie. Se sul volto ha un velo nero, annuncia catastrofi...". Anche le leggende, soprattutto quelle che fanno venire i brividi alla schiena, diventano "turismo". La Regione Veneto, in collaborazione con la Coldiretti, organizza brevi vacanze in piccoli hotel e agriturismi, fra Collalto, Torcello e Valbrenta, per far compiere, a chi vuole, un salto nel passato: trascorrere la notte dei Morti ascoltando le stesse storie di paura che i bisnonni dei nostri bisnonni raccontavano ai loro nipotini, nelle cucine illuminate solo dal camino o nei "filò" dentro le stalle, riscaldati da mucche e vitelli. "C'erano una volta sette pescatori che decisero di andare a lavorare anche nella ricorrenza dei defunti. Nelle loro reti si impigliò un cadavere. I pescatori tornarono al capanno, mangiarono il pesce con la polenta e bevvero molto vino. Ad un tratto il morto - che era stato lasciato sulla barca - entrò nel capanno e li maledisse: tutti i pescatori morirono di paura. La valle esiste davvero: si chiama la Valle dei Sette Morti".

Almeno queste non sono paure di plastica, come le maschere, i cappelli e i dolcetti della notte di Halloween. Sono storie che sono rotolate attraverso i secoli e che ancora oggi ci raccontano come fosse vissuta, un tempo, questa notte speciale. I bambini siciliani facevano fatica ad addormentarsi, perché sapevano che "i morti girano per casa, per consegnare i regali". Se sei sveglio, ti "cattigghiunu i pedi". Per fortuna arriva l'alba e inizia la caccia alle bambole, al fucile o al cesto di taralli e pupi di zucchero lasciato dai Morti. A Boffetto di Piateda si racconta ai piccoli che il primo novembre, a mezzanotte in punto, i morti escono dal cimitero in processione. Hanno una candela in mano e vanno verso la chiesa del paese. Prima di tornare al cimitero, entrano per qualche minuto nelle loro case. Per questo, sul tavolo di cucina, vengono lasciate delle castagne. Chi avesse il coraggio di guardare i Morti, vedrebbe solo i lumini. I loro corpi sono trasparenti. Si narra che un falegname coraggioso si intrufolò fra di loro e, invece di una candela, si trovò fra le mani un osso di morto. In altri paesi i Morti non hanno bisogno delle candele: per illuminare la processione "accendono" il pollice destro.


Molte notti vivono ormai solo nel ricordo dei vecchi. In alcuni paesi lombardi si lasciava in cucina un vaso di acqua fresca, "perché i morti possano dissetarsi". Anche in Friuli si lascia un lume acceso, un secchio d'acqua e un po' di pane. In Trentino si suonano le campane per richiamare le anime che tornano e osservano i loro cari dalle finestre delle case. Per questo si lascia il fuoco acceso. In Piemonte e Val d'Aosta si prepara la tavola e poi si va a fare visita al cimitero, per lasciare campo libero alle Anime. Nelle campagne cremonesi - anche questa è una tradizione ormai dimenticata - ci si alza presto al mattino e si riassetta subito il letto, perché il Morto possa riposare qualche ora a casa sua. In Val d'Ossola, dopo avere cenato, le famiglie andavano al cimitero per lasciare le case vuote ai defunti che tornavano in visita.

E dopo la notte di paura (e in tante città di speranza per i regali) inizia la festa. "Fera di li morti" a Ribera di Agrigento, "Festa de is Animaddas o is Mortus" in Sardegna, "Fiera dei Morti" a Perugia, a Civitella di Romagna, Palermo, Catania, Asiago, Legnano... Si torna a casa con le fave, i dolcetti, gli ossi dei morti. Si insegnano ai bambini le antiche filastrocche. "Vi salutu morti, a tutti - si narra nelle campagne di Ribera - comu la terra fùstivu arridutti... Nui prigamu a Diu pi vui / vui prigati a Diu pi nui". Un tempo, in alcune città come Roma, si andava al cimitero per il pranzo, con la tovaglia stesa accanto alla tomba. E La tovaglia è forse la poesia più struggente, dedicata a chi non c'è più da Giovanni Pascoli. "Bada che vengono i morti / i tristi pallidi morti". Per questo bisogna lasciare sul tavolo la tovaglia bianca. "E si fermano seduti / la notte intorno a quel bianco / stanno lì sino al domani / col capo tra le due mani / senza che nulla si senta / sotto la lampada spenta".

giovedì 29 ottobre 2009

Una scandalo Italiano d'indicibile orrore ! Caso Cucchi, foto choc I parenti: "Vogliamo la verità"

Corriere della sera.it





Caso Cucchi, foto choc I parenti: "Vogliamo la verità"

La verità sulla morte di Stefano Cucchi. La implorano i familiari del trentunenne arrestato per possesso di droga e poi deceduto all'ospedale Pertini. Il padre e la sorella hanno distribuito le immagini del corpo di Stefano scattate dopo l'autopsia

Verità su Stefano Cucchi. E in tempi rapidi. La invocano la famiglia, i legali e la politica. Tutti insieme hanno convocato una conferenza stampa in senato per chiedere di fare luce sulla morte del 31enne romano, fermato giovedì 16 ottobre nel parco degli Acquedotti perché in possesso di venti grammi di sostanze stupefacenti, e morto nel reparto detentivo dell'ospedale sandro pertini giovedì 22, dopo essere passato per il tribunale, il Regina Coeli e il Fatebenefratelli. Otto interminabili giorni durante i quali la famiglia ha tentato invano di vedere il loro caro e di parlare con i medici che lo avevano in cura.

Per sollecitare l'opinione pubblica, il padre Giovanni e la sorella Ilaria hanno distribuito le foto del corpo di Stefano scattate dall'agenzia funebre dopo l'autopsia. Immagini "drammaticamente eloquenti", come le ha definite luigi manconi, presidente dell'associazione 'a buon diritto' e promotore dell'iniziativa: "Da sole dicono quanti traumi abbia patito quel corpo- aggiunge- e danno una rappresentanza tragicamente efficace del calvario di stefano. La famiglia ha pensato molto se distribuirle, perchè oltre ad essere scioccanti fanno parte della sfera intima".

Si vede così un corpo estremamente esile (dai 43 chili del fermo è passato ai 37), con il volto devastato, l'occhio destro rientrato nell'orbita, l'arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura.

Al momento è stata aperta un'inchiesta D'ufficio. Il legale della famiglia, Fabio Anselmo, spiega che "l'atto di morte è stato acquisito dal pm, per cui non abbiamo in mano nulla se non queste foto e un appunto del nostro medico legale". Dal quale si evince che "sul corpo non sono stati riscontrati traumi lesivi che possano aver causato la morte, ma escoriazioni, ecchimosi e presenza di sangue nella vescica. Aspettiamo gli esiti dell'esame istologico".

L'avvocato, poi, ci tiene a precisare che "noi non accusiamo nessuno. Stefano è uscito di casa in perfette condizioni di salute e non è più tornato. Chiediamo che non ci sia un valzer di spiegazioni frettolose e spesso in contraddizione tra loro e di risparmiare alla famiglia un processo su quello che è stato stefano". Il prossimo passo sarà la costituzione di un pool di medici esperti in grado di "vagliare criticamente il poco materiale che abbiamo".

Anche il mondo della politica farà la sua parte. Così promettono Emma Bonino, Flavia Perina, Renato Farina e Marco Perduca, presenti oggi alla conferenza stampa. "Cose di questo genere- ha detto perina- succedono nel far west e non in uno stato di diritto". Secondo Bonino, poi, "è in gioco la credibilità delle istituzioni. Lo stato deve rispondere all'opinione pubblica". Marco Perduca, infine, annuncia che "come commissione parlamentare sui diritti umani prenderemo in considerazione una missione ispettiva al reparto detentivo del pertini". Farina, che ha visitato il nosocomio, ha riferito infine di "una struttura peggio del carcere".

(29 ottobre 2009)


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Polemiche alla National Portrait Gallery Alla guerra si al Museo no !

Qui trovate il video del Corriere della sera.it



 

Un uomo,un ex soldato americano con il volto devastato da una bomba in Irak viene ritratto e il quadro esposto alla National Portrait Gallery di Washington finisce per suscitare delle polemiche,abbastanza prevedibili in una nazione puritana in cui è facilissimo inciampare nell'idiota di turno (...) con uno spiccato senso "estetico" e che ha cura di non turbare le "anime sensibili" che possono eventualmente visitare la Galleria!
Purtroppo sull'inopportunità della rappresentazione delle verità sgradevoli (...) destabilizanti del quieto vivere allor che ci si "autorizza" a stare in un Limbo asettico tutto rosa e azzurro con i confetti e quant'altro.....sorprendersi dell'irruzione della Realtà è quantomeno il minimo che possa accadere per cui voglio supporre che si passi ad una constatazione successiva: quella che porta alla constatazione della propria insulsa inconsistenza,idiozia!




Afghanistan: l'omaggio di Obama alle bare il video

"Per 18 anni, da quel 1991 che aveva terrorizzato le autorità americane e il governo di George Bush il Vecchio al pensiero della possibile processione di caduti dal Golfo, la base aerea di Dover, nelle piane alluvionali del fiume Delaware sull'Atlantico, dove tutti i morti d'oltremare sono riportati, era rimasta chiusa ai non addetti allo scarico delle bare. Vietata ai fotografi, alle telecamere e anche ai parenti. Per rispetto, per risparmiare a quei morti e alle loro famiglie, il "media circus", era stato spiegato, ma in realtà per evitare alla nazione di vedere che cosa c'è sempre all'altro capo della retorica e delle marcette, delle guerre giuste o ingiuste, combattute per necessità o per scelta che siano. Bare."
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Thomas Bayrle, Ted Noten e l'ultimo Pop Moda,design,borse per le P.D'Addario di domani

L'Articolo integrale del Corriere della sera.it

MILANO - Stilista o artista? Perché, non possono essere la stessa cosa? Beh, no! Risponde pronto l’artista. E che ho meno di te? Incalza lo stilista. Forse nulla, forse tutto. Si guardano curiosi (e in cagnesco) da tanto tempo, quasi dal buco della serratura. Però non si sentono le due facce della stessa medaglia. Anzi. Resta arrogantello l’artista che guarda con sufficienza chi «fa stracci». Eppure uno ha bisogno dell’altro e viceversa. Anche solo per far fare da sponsor il ricco stilista alla mostra che non potrebbe permettersi il povero artista. Certo è che ci sono accessori che finiscono nei musei e certi capi che arricchiscono le gallerie più cult, quelle che, di solito, ospitano le grandi opere. E allora l’artista si adegua e disegna moda.





                                                                 Thomas Bayrle


 
 

                                       Ted Noten

Sculture dal mare



Una delle opere presenti nella rassegna "Sculture dal mare" giunta alla 13esima edizione. Sono esposte sul lungomare di Sydney, da Bondi Beach a Tamarama Beach e portano la firma di 114 autori provenienti da tutto il mondo (Ap)

Altuna Horacio BD Fumetto Erotico illustrazione americana






 
 
 
 
 
 
 


 
 
Débuts : Autodidacte, Horacio Altuna fait ses débuts en Argentine en 1965, où ses premiers récits sont publiés.
Dessins - Scénarios : Pour les Éditions Columba (1967/1975) : Hilario Corvalán (sc. Sergio Almendre), Bif Norman (sc. Robin Wood), Kabul de Bengala et Los Cuzados (sc. Hector German Œsterheld), Serie Negra (sc. Guillermo Saccomanno). Récits divers pour la Fleetway de Londres, pour les Éditions Abril, Quinterno et Atlantida. En 1975, avec l'auteur Argentin Carlos Trillo, il crée la série EL Loco Chavez dans le quotidien Clarin (albums Grand Reporter et Imaginaire en France), qui est devenue un succès énorme. Elle a été adaptée pour la télévision et éditée en Espagne et en France. Horacio Altuna devient secrétaire de l'Argentinean Comic Association et enseigne le graphisme à l'École des Arts de Buenos Aires.
Il réside en Espagne depuis 1982. Déjà maître des techniques en noir et blanc, il se consacre de plus en plus aux histoires en couleurs, publiées partout en Europe : Charlie Moon dans Comix Internacional (sc. Carlos Trillo, 1982), Tragaperas dans Zona 84 (sc. Carlos Trillo, 1984), Ficcionario dans 1984 (1984), El Ultimo Recreo (sc. Carlos Trillo 1984 - La Dernière Récré en France), Chance dans Zona 84 (1984), Merdichesky dans Comix Internacional (sc. Carlos Trillo, 1984), l'histoire d'un jeune policier pas très futé, mais qui arrive toujours à s'en sortir, Time Out dans Zona 84 (1985), etc...
En 1986, il reçoit le Yellow Kid Award du Meilleur Illustrateur au Salon International de Bandes Dessinées de Lucca. Artiste de BD réaliste doué, Altuna est très novateur par rapport à ses cadrages et sa mise en page.
Aux Humanoïdes Associés : Récits pour la collection ''Fripon'' (1991). L.A. Hot pour Co & Co des Ediciones B. (1993). Histoires coquines pour Playboy (1994). Chico Montana dans Skorpio (2000). D'autres récits avec Carlos Trillo restent inédits en France (Las Puertitas del Sr. López, Slot Machine). © Daniel Gerber (textes & traduction), © 2004, Le Studio Lambiek, © Dictionnaire Encyclopédique des Héros et Auteurs de BD, © 1998, Glénat / Opéra Mundi, © Henri Filippini, © BD-Phile.