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martedì 27 ottobre 2009

Jean Léon Gerome l'Harem 1824-1924 per scoprire l'epoca dell'Orientalismo

Jean Léon Gerome la Galleria fotografica della sua opera

Visto da wikipedia

Con Jean Leon Gerome  possiamo venire in contatto con un mito orientalista,una moda,il sogno,il fantasma di una Europa affascinata dalla letteratura orientale,la Turchia,il Divano,Istambul o i Ginecei d'Egitto,Napoleone con la sua spedizione in Egitto porta in patria un immenso patrimonio archeologico,d'arte,di studio e ben presto s'installa una moda Orientalegiante che si protrarrà per oltre un secolo sino a poco dopo l'Impressionismo ma Picasso non mancherà di riesumare l'argomento trattato da tantissimi grandi maestri della Scuola di Parigi,li abbiamo amati tutti.
Jean tratta il tema nei suoi aspetti piu folcloristici,banali,un esotismo piu teatrale che reale,spettacolare,le sue muse sembrano piu signore esangui decadenti,incontrate nelle strade di Parigi che vere orientali (...) ne realizzo una produzione consistente,molto alla moda e di cui molte opere sono andate perse.
La buona "benpensante" borghesia del tempo si adopero affinche le opere tra un lascito e una eredità quando incocciavano nel salotto "cristicolo" finivano inevitabilmente al rogo!
Ancora oggi le scatole dei cioccolatini illustrano il fascino dell'Eros sbiadito,pallido e grave con le sue immagini con un che di vittoriano nella fisicità delle modelle  e a dir la verità molto poco erotizanti;che a qualche secolo da Rubens o dalla Leda di Michelangelo Buonarotti...è grave se non letale!
Subito dopo verranno Delacroix e Ingres ben piu loquaci in termini di Eros,plastica e colore .
Alcune note personali: senza tanto scherzarci su non mi stupirei di trovare alcune di queste opere nelle fantasie o in una sua segreta collezione privata di Silvio Berlusconi ,a parte questo il mito è tipicamente Mediterraneo.
A suo tempo non ho mancato di rievocare pittoricamente a mio modo lo spirito dell'Harem.
Il Re del Marocco, quantunque vige una certa "elegante" complice discrezione, possiede oggi un Harem invidiabile sulla cui generosità si favoleggia (...) un modo come un altro per dire che il tema è attuale almeno nella sua accezione politica ed etica.
Che sia una fantasia maschile diffusa è una constatazione facilissima a toccare con mano,presente inconfessabile anche nelle fantasie femminili.
Da dire ce ne sarebbero di cose,magari lo fate voi nei commenti...

l'harem,schiave,concubine

Il Mercato degli schiavi


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Alcuni Paesi dell'Africa dove si puo comperare una schiava senza nessuna...

Milano, compra 28enne del Mozambico
e la stupra per mesi: condannato a 5 anni


La tratta degli esseri umani e le moderne forme di schiavitù Dall’immigrazione clandestina ai circuiti della prostituzione e dello sfruttamento dei minori

schiavitu
La schiavitu moderna

Alcuni  Paesi dell'Africa dove si puo comperare una schiava senza nessuna speranza di farla franca !

"L'uomo, Agostino Ardigò, senza  precedenti penali, aveva conosciuto la vittima nel 2007 su una spiaggia in Mozambico. Si era fatto conoscere dagli zii della donna, aiutandoli per alcuni lavori in casa, e prima del rientro in Italia gli aveva comunicato che l'avrebbe portata con sè e che  l'avrebbe sposata. Per un anno ha inviato 100 euro al mese alla famiglia, che intanto faceva pressioni sulla giovane affinchè accettasse la proposta di matrimonio. Dopo un mese di convivenza il pensionato ha iniziato a violentarla, sottoponendola anche a pratiche sadomaso. Di fronte ai suoi rifiuti la picchiava con violenza. In seguito, l'ha costretta a prostituirsi con un uomo egiziano che è stato condannato a due anni e otto mesi."

Non è certo una novità,se fate una ricerca in internet trovate altri casi,in Belgio,in Francia dove tra l'altro dei diplomatici si sono distinti e incorsi in durissime condanne per induzione alla schiavitu.
Personalmente in Mali mi venne offerta una escursione in cui avrei potuto osservare da vicino un piccolo modesto mercato degli schiavi,per lo piu  si trattava di donne,debbo aggiungere che rifiutai e che non credo che sia cosi facile uscire dal paese con una "schiava" tantopiu che se si viene sorpresi in questo genere di faccende alla dogana si finisce davvero male,appesi e racchiusi in una gabbia di legno sotto il sole a 40° all'ombra in una delle tante prigioni a cielo aperto del paese (...) correva l'anno 1994...
Al contrario c'è un paese che si è molto distinto nelle cronache europee quando esse parlano di schiavismo,la Nigeria e il Congo,in entrambi i paesi è possibile acquistare quasi legalmente una schiava,in certe regioni le condizioni di vita sono cosi drammatiche che sono i parenti stessi a supplicare che "la porti via,lontano da qui..." la cosa mi è accaduta diverse volte in Senegal nella citta "santa" di Touba (...) gestita dal Califfo in prima persona con una sua polizia e torme di Marabou  che vendevano le chiavi del paradiso (preti della setta Mouriddou)
In particolare faccio notare che l'ambasciata italiana in Nigeria è al corrente del traffico verso l'italia,sia quando è gestito dagli "indigeni"  racket della prostituzione (...) locali sia nei rari casi in cui sono italiani i cosidetti "utilizatori finali" ,lo stesso si puo dire per altri paesi fra cui il Congo,il Sudan etc,
Le somme in gioco intorno alle nostre ambasciate sono stratosferiche,comprensibile la corruzione che tocca non pochi funzionari.

Ma...neppure a pensarci di condurre una senegalese in europa come schiava,anche solo a pochi chilometri dall'aereoporto si saprebbe delle vostre intenzioni (...) e finirebbe molto male,nella migliore delle ipotesi con una somma elevatissima da sborsare per gli orfanelli della polizia locale la gendarmerie (...)
Il traffico è floridissimo al confine tra il Messico e gli USA,ne è stato fatto un film,si parla di decine di migliaia di casi,molte sono le persone,bambini,donne scomparse nel nulla,non mi soffermo piu di tanto se non dicendo che importanti funzionari all'immigrazione hanno denunciato il traffico che si svolge in una impunità totale!
Avvengono delle vere e proprie aste di carne umana via internet con password,forum dedicati,un orrore indicibile,si sà di un gran numero di serial killer cresciuti nell'incubatrice di questo traffico.
Anche con Obama alla presidenza...
Anche la Germania vanta qualche primato specialmente sulle rotte dell'Oriente,la Tailandia esporta schiave docili e sottomesse,raramente si muovono a denunciare alle autorità il "padrone".
Veniamo al sodo,perchè è giusto dare una idea ad alcuni su quanto possa costare un essere umano,sia che lo si acquisti per "liberarlo" ma poi non avviene quasi mai (...) sia per altri "reconditi" scopi.
In Africa per meno di mille euro in molti paesi,poi portare fuori dal paese la persona è un'altra faccenda,servono i visti dell'ambasciata italiana,costano cari se non si hanno conoscenze,spesso i locali conoscono qualche funzionario che si presta volentieri ad essere oliato (...),le somme da sborsare in questo caso vanno moltiplicate minimo per 5!
Una alternativa al salasso è il cosidetto matrimonio tra il "padrone" e la schiava,ogni altra soluzione comporta un impiego di tempo e cartacce infinito.
A dire il vero c'è anche il semplice acquisto di un visto turistico...ma è difficile ottenerlo salvo oliando certe ruote (...) perchè il "padrone" ha avuto cura di scegliere la sua preda in realtà extra metropolitane per cui non parla nessuna lingua al di fuori dei due o tre dialetti del villaggio e della regione di provenienza (...)
Tra le spese da contemplare far ottenere alla preda da sottomettere,umiliare i documenti di identità,passaporto,vaccinazioni etc,le spese come vedete salgono vertiginosamente.
Per questo so di qualcuno che si è recato nei pressi di campi profughi sperando cosi di risparmiare,è finita che agenti di sicurezza dell'ONU o delle Ong che vi lavorano generosamente li hanno ben presto identificati e cacciati nelle mani delle autorità locali da cui se ne sono usciti elargendo il solito obolo sostanzioso per gli orfanelli della polizia!
In definitiva non provateci neppure,non accarezzate l'idea neppure nella fantasia,quelli che ci hanno provato con gli africani sono tutti in galera quando gli và bene,il fatto è che parlano tra di loro,sono chiacchieroni e a poco serve tenerli chiusi in casa come ha fatto qualche furbetto (...)
I vicini si sà solo una specie fastidiosissima ha ha ha ha
Per finire un annedoto francese:un diplomatico riusci a convincere la sua schiava che le lampadine di casa erano tutte videocamere e che lui l'avrebbe osservata,spiata e controllata anche dall'ufficio e la poveretta impiego 10 anni a prendere il coraggio di parlarne con una funzionaria della lega contro la schiavitu (...) aveva imparato la lingua guardando la televisione...ogni tanto serve a qualcosa,bisogna riconoscerlo.
La giustizia elargi una condanna pesantissima comprendente 10 anni di salari arretrati con gli interessi e quantaltro oltre al penale ovviamente anche se si trattava di un diplomatico.

*Il Post omette deliberatamente il traffico di schiavi verso il paesi del Golfo Persico perchè l'informazione che potrei aggiungere è di per se irrilevante in quanto non ne possiedo alcuna esperienza personale,diretta o indiretta pure sel il Web ne parla e documenta abbondantemente la sostanza,non il semplice sospetto.
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Macchina per la prima colazione 2.0 installazione

Installazione galleria fotografica macchina per la prima colazione

Il video dell'opera "d'arte"

È stata creata dal designer 26enne Yuri Suzuki, in collaborazione con l'artista Masa Kimura, la macchina per la colazione automatizzata: realizza toast, caffè. spremute, cappuccino e ricorda le macchine inventate dagli scienziati pazzi di Ritorno al futuro o di Wallace & Gromit. Occupa un'intera parete ed è esposta al Platform21, museo di design di Amsterdam
È stata creata dal designer 26enne Yuri Suzuki, in collaborazione con l'artista Masa Kimura, la macchina per la colazione automatizzata: realizza toast, caffè. spremute, cappuccino e ricorda le macchine inventate dagli scienziati pazzi di Ritorno al futuro o di Wallace & Gromit. Occupa un'intera parete ed è esposta al Platform21, museo di design di Amsterdam

Difendono gli stupratori: scoppia la rissa davanti alle telecamere- il video e "Uccisa l'artista schierata contro lo stupro"

A Montalto di Castro (Viterbo) ragazzina di 15 anni violentata da otto coetanei nel 2007. Ma tutto il paese difende i ragazzi: "Si divertì anche lei". Ieri il collegamento con "Domenica 5": una donna prende la parola a favore della vittima. E gli altri si scatenano

I ragazzi hanno ammesso lo stupro e si sono detti pentiti. Ammissione e pentimento grazie al quale hanno ottenuto la "messa in prova": nei prossimi due anni gli otto saranno affidati ai servizi sociali dell'amministrazione della giustizia che, in collaborazione con i servizi del comune di Montalto di Castro, li sottoporranno a un programma di osservazione, sostegno e controllo. Se l'esito sarà positivo, il tribunale dei minori potrà dichiarare estinto il reato.
La decisione del tribunale dello scorso 17 ottobre è stata commentata con parole di sdegno sia da parte di esponenti di centrodestra che di centrosinistra.

*Il sindaco presta i soldi per la difesa a otto stupratori minorenni: è polemica

*Stupro, il sindaco di Montalto attacca Fassino e la Finocchiaro

*Violenza sessuale di gruppo  in manette otto minorenni

Ecco l'Italia profonda che esce dal pantano in cui l'ha relegata la politica,la scuola,l'economia,la pseudo cultura  "cristicola" prontissima a condannare la vittima,la stuprata e a lanciarsi genererosamente in soccorso del giovane sedotto da un comportamento poco "consono" alle circostanze,provocato,la classica "ragazzata" a cui bisogna guardare con indulgenza pensando all'avvenire dei giovani.
Commentano il post a cui aggiungo poco perchè poco c'è da aggiungere a tanto l'orrore,lo schifo è evidente,eclatante,tanto da lasciare perplessi,ci si interroga su che tipo di paese sia questo dove possono accadere delle cose cosi,dal fatto in se alla sentenza estremamente benevola a quella banda di scellerati,parenti che non ci stanno a nascondersi dietro la vergogna di cui li hanno ricoperti i figli e danno addosso alla vittima accampando tutto quello scontato corollario di accuse e giustificazioni sino infine al "giustizia è stata fatta e basta!".
Ho detto la Scuola e non tanto per buttarla li,perchè è la prima responsabile di quanto è avvenuto,i giovani che si sono abbandonati al branco ed alle sue gesta realmente non sapevano quello che stavano facendo,realmente credevano di partecipare a qualcosa di...lecito,passabile,ammissibile perchè intorno alla vittima era stesa una aura diffusa ad arte dal paese intero comari comprese!
Ma la finisco qui,ne avrei da dire anche perchè riuscii trenta anni fà a sventare la prosecuzione dello stupro di gruppo nei confronti di una handicapata (un lieve ritardo mentale) accompagnai la madre distrutta a fare denuncia con le dichiarazioni di un piccolissimo stupratore 12 anni!
La denuncia venne respinta dai Carabinieri,la lista degli stupratori tra cui 8 minori e degli adulti gettata nel cestino della spazzatura,a scandalo scoppiato la scuola si defilo immediatamente anche se molti dei fatti avvennero nel recinto scolastico,si scateno il linciaggio verso la povera madre e il padre di una bambina deliziosa e ciliegina sulla torta uno degli stupratori due mesi dopo al compimento dei 18 anni entra nell'Arma dei Carabinieri sollecitamente raccomandato dal maresciallo nonnostante sapesse!
Da allora la bambina non è piu uscita di casa,la morte civile mentre i suoi stupratori passeggiano imperterriti a testa alta per il paese steso sulle sabbie di una ridente località ligure,Il SecoloXIX ne fece una cronaca a firma Rembado e quando il fatto divenne troppo per la reputazione del paese ad un tratto calo il velo del silenzio.




        
Ana Mendieta


 
 
 
 




 Ana Mendieta è una delle prime artiste latino-americane ad avere un ruolo significativo a New York negli anni ''70. Ed ora New York le dedica una grande retrospettiva Ana Mendieta: Earth Body, Sculpture and Performance 1972 -1985.
Mendieta nasce a L'Avana (Cuba) nel 1948. Ha un'infanzia felice, ma nel 1961 lei e la sorella Raquelin vengono sradicate e portate negli Stati Uniti, all'interno dell'operazione Peter Pan, un piano anticomunista per " salvare" i bambini cubani all'indomani della rivoluzione castrista. Inizia così un pellegrinaggio da un campo di rifugiati ad un orfanotrofio, o in famiglie adottive, che le procurerà una grave depressione.

Negli Stati Uniti sperimenta la vita quotidiana come cittadina di seconda classe.Tornerà a Cuba solo nel 1980, diciotto anni dopo il suo traumatico esilio. Nei successivi tre anni riuscirà a sviluppare stretti legami con la comunità di artisti emergenti entrando in contatto con la ricca tradizione Afro-Cubana. L'artista ha avuto un grande ruolo nello scambio culturale tra Cuba e il Nord America e fino ad oggi rimane l'unica cubana espatriata negli Stati Uniti ad aver partecipato a mostre nazionali a Cuba.

Negli anni ' 70 frequenta un programma presso l'Iowa State University, considerato in quel momento uno fra i più interessanti luoghi d'avanguardia artistica.
Durante questo periodo, decisivo nella sua vita creativa, avviene la scelta radicale di passare dal lavoro pittorico alle performances :" Nel 1972 realizzai che i miei dipinti non erano abbastanza reali per quello che io volevo comunicare con le immagini e per reali intendo il fatto che le mie immagini dovessero avere potere, essere magiche: questo fu il punto di svolta nella mia arte."

Mendieta fa una propria sintesi di tendenze dell'arte contemporanea come la Body Art e la Land Art. Abbracciando gli ideali del femminismo, sovverte i gesti monumentali dei land-artisti inserendo nel paesaggio la dimensione del corpo umano.

L'esclusione dal mondo dell'arte degli artisti di etnie diverse e delle donne, porta Mendieta a rivendicare in modo forte la propria identità trans-culturale. L'artista, nei suoi lavori, prende a prestito simboli e aspetti di pratiche rituali di antiche culture indigene delle Americhe, Africa ed Europa e vi incorpora elementi della natura e di riti sacrificali "primitivi" associati alla "santeria cubana".

Crea "siluetas"usando sangue, acqua, terra e fuoco; giocando sulla presenza e assenza percettibile del proprio corpo femminile. Usa materie deperibili per trattare i grandi temi della sua arte, come la morte, il desiderio e la rigenerazione. La sua ricerca artistica nel seguire e sperimentare nuovi generi non è casuale, ma è stimolata da un impulso a curare le proprie lacerazioni, è una forma di resistenza contro la morte affettiva e culturale del suo essere orfana ed esiliata.
Le sagome effimere del suo corpo vengono bruciate nel legno, segnate con il sangue, modellate con tumuli di terra, erba, polvere da sparo o fiori; galleggiano sulla corrente, eruttano come vulcani o si confondono con il paesaggio.

Così scrive Arianna De Genova delle opere di Mendieta in mostra a Roma nel febbraio 2004: "Un corpo incrostato di fango se ne sta tra le foglie, invischiato nella melma della palude. E' un corpo di donna, nudo ma appena percettibile in quello stagnare della natura. La visceralità del lavoro artistico di Ana Mendieta, cubana cresciuta a New York, morta giovanissima (nel 1985 cadde dal 35° piano dell'appartamento dove abitava ) dopo aver realizzato 70 tra cortometraggi, super8 e videotapes, è qualcosa che disturba lo spettatore. Ha a che fare con temi che spiazzano, come i riti della santeria o la lacerazione dello sradicamento dalla propria storia. E il body dell'artista, sempre e solo "impronta" magica, diventa elemento primario tra gli altri, terra con la terra, acqua con l'acqua, sangue col sangue. Si disidentifica tornando alla sua fisicità primordiale, energia pura. "

Altre opere sono fotografie di performances. C'è una serie di immagini della messa in scena di uno stupro (1973), in cui Mendieta stessa è nei panni della vittima. Vuole così regire artisticamente allo stupro e assassinio di una studentessa avvenuto nel campus. Invita a casa sua degli amici che, entrando dalla porta semiaperta, la vedono nella penombra: solo una luce illumina la tavola dove lei è riversa, nuda dalla vita in giù ed insanguinata. Per terra ci sono piatti rotti e macchie di sangue. Mendieta rimane immobile per un'ora, mentre i suoi "invitati", turbati, commentano la scena. Il tutto viene ripreso nel servizio fotografico, così le reazioni del pubblico entrano nell'"opera".

Al suo ritorno a Cuba crea le "Sculture rupestri" (1981), una serie di figure semiastratte scavate nella roccia tenera delle cave nel Parco Jaruco, alla periferia de L'Avana. L'artista da' loro nomi di antiche dee adorate dai Taino, un popolo indigeno dell'isola. Tracce di queste sculture e di una foglia dipinta rimangono, come fragile ricordo dell'artista, in un museo a L'Avana.

Nel 1985 l'artista muore cadendo dal 35° piano in circostanze mai chiarite.

Carolee Schneemann, una delle prime artiste femministe, dice: " Vedo la sua morte come parte di una negazione del femminile. Come una grande metafora ci dice che non dobbiamo desiderare la profondità dell'erotismo femminile, la natura, la dedizione, la fusione. E' troppo corporeo. Troppo sacro. In una parola, la sua morte ha anche un significato simbolico. Muore qualcosa di più di Ana, quando lei muore."
L'arte di Ana Mendieta, anche se profondamente radicata nella sua esperienza personale, rivela infatti un desiderio appassionato di collegarsi a un'eredità umana più vasta e collettiva.
La sua opera continua ad ispirare i lavori di giovani artisti nel mondo.

Dal 1 luglio 2004 all' Whitney Museum of American Art di New York

Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC.
Lo stesso museo ha pubblicato uno splendido catalogo: Ana Mendieta - Earth Body che è entrato nell'archivio di Oltreluna.


Alcuni commenti 
Carnefici che si trasformano in vittime e il popolo ignorante e moralista a giudicare l'unica vera vittima. Si vergognino le "donne" (virgolettato perché da donna mi dissocio da simili esseri infami) che difendono simili bestie. Si vergognino anche i padri per il semplice fatto di aver allevato e difeso simili animali. Si vergogni il sindaco di quella cloaca che si ostina a chiamare "comune" per il fatto di voler difendere simile feccia umana. Si vergognino dal basso della loro anima putrida coloro che dovrebbero rappresentare istituzioni e coloro che dovrebbero far rispettare le leggi. Si vergognino perché ogni giorno fomentano odio e ignoranza in un paese in cui odio e ignoranza soffocano qualsiasi tentativo da parte di cittadini onesti di risorgere dalla melma in cui ci hanno (e ci siamo in parte) volutamente immersi. Vergogna a questa sottospecie di esponenti del giornalismo italiota, o forse è il caso di definirli giornalai, che pur di fare audience si rendono partecipi di una ulteriore violenza ai danni dell'unica vittima in questione. Ma dove è finita quella carità cristiana che si vantano di avere i miei connazionali? Intendono questo per carità cristiana? Ossia rovinare non una, ma mille volte la vita di una ragazzina? Sono questi i milioni di cattolici di cui si vanta l'istituzione millenaria più marcia che sia mai esistita e che ha fomentato anche essa odio e ignoranza? Qualcuno si è chiesto che futuro avrà questa povera ragazza? Ve lo dico io, non per supposizione, ma per esperienza: verrà additata come "puttana" e non come vittima. Nessuno la vorrà frequentare, perché è una "puttana" e in quanto tale è da evitare. Vedrà i suoi carnefici tutti i santi giorni per le strade del paese. Li vedrà vivere una vita normale, mentre lei morirà dentro di solitudine, di umiliazione, di emarginazione. Vedrà i suoi carnefici trovare lavoro, costruirsi una famiglia, mentre lei rimarrà una "puttana" che ha provocato e ha meritato quanto le è stato fatto. Spero dal profondo del mio cuore che questa ragazza riesca a trovare il coraggio di andare via da quel paese quando ne avrà la forza. Spero dal profondo del mio cuore che qualcosa possa ancora cambiare in questo paese, affinché l'ignoranza smetta di mietere vittime innocenti. Italionibravagente
Semprebelle ha detto...
ieri ho visto tutto lo spaccato del programma, Sgarbi ha fatto la solita figura del pazzo e ha appoggiato gli stupratori. Comunque montalto sarebbe un paesino carino, ci sono stata tempo fà e pensavo che poteva essere un buon posto per le ferie. poi è successo il fattaccio e ho pensato che sarebbe bene fare tabula rasa e lasciarli bollire nel loro brodo, magari potrebbero costruire una bella moschea x i montaltesi. Alcuni conoscenti che ci sono andati in ferie con i gruppi anziani orgamizzati dal comune mi hanno riferito di comportamenti sconcertanti nei vari hotel.
Italionibravagente ha detto...
Sono io che ringrazio te per aver pubblicato il tuo post. Ti devo ringraziare per aver ricordato e soprattutto per aver notato un fatto gravissimo, ossia quanta ingiustizia e umiliazione siano costrette a subire le donne vittime di stupro e di violenza in genere nel nostro paese. Sono migliaia le vittime e sono migliaia anche i casi di cui non verremo mai a sapere nulla. Già, perché molte donne vittime di stupro si sentono abbandonate da chi le dovrebbe aiutare e spesso vengono condannate anche dai propri familiari. Molte non reggono alle umiliazioni alle quali vengono esposte e sottoposte, durante e dopo lo stupro. Sembra assurdo detto così, ma ti assicuro che purtroppo è la verità. Uno stupro ti segna per sempre. Non può essere cancellato o dimenticato. E' come una cicatrice dolorosa che ti porti addosso per il resto della tua vita. Molte con l'aiuto di persone amorevoli e competenti riescono a riprendere una vita normale. Altre purtroppo non ci riescono. Con tutto ciò che quel "non ci riescono" comporta. Non auguro a nessuna madre di vedere gli occhi spenti della propria figlia che ha subito violenza. Non lo auguro nemmeno a quelle madri che nel difendere delle bestie, si sono rese complici dello stupro.

Stephen Wiltshire The human camera La memoria della pelle delle cose



Wang Yihua Iperealista Cinese,paesaggio,villaggi sul fiume e ritratti di donna

La galleria

WANG YIHUA



 
 
 
 
 
 
 

Un Iperrealista molto conosciuto anche negli USA,amato dai collezionisti,si diverte a sfidare la fotografia persino compiendo espressamente certi errori di esposizione degli obbiettivi.
Ve l'ho segnalato perchè trovo i ritratti stupendi e perchè ci dà un'altra idea della Cina,poco per volta la scopriremo quasi tutta attraverso gli occhi degli artisti,tale come vogliono narrarcela che forse in definitiva è molto meglio che conoscerla sfogliando la cronaca.
Se qualcno dovesse sentirsi impressionato da questo virtuosismo lo invito a ravvedersi,l'Iperrealismo non comporta eccessive difficoltà oggi,con le tecniche di cui disponiamo,solo molta pazienza...

Yin Yongchun le sue nature morte tra il 700 Matisse e Giorgio Morandi (Cina)

La galleria

Ho come l'impressione di incontrare Rembrandt,oppure Matisse con la sua famosa prospettiva nelle nature morte o infine Giogio Morandi...Yin sembra divertirsi un mucchio con le sue citazioni,ripercorre secoli di Stria dell'Arte lasciandosi affascinare dalla costruzione della natura morta europea ma restando allo stesso tempo cinese sino alla radice dei capelli.
Un virtuosismo nel Trompe l'oeil raffinatissimo con una abilità a trattare la luce mattutina,abbacinante e i suoi tratti diafani, unica,non l'ho mai vista prima.
Ecco che vi ho mostrato un'altra faccia della Cina,quella delle nature morte con le ceramiche che ritroviamo in ogni angolo del mondo e persino in Africa in scavi che ci dicono che vi giunsero sin dall'anno 1000 d.c
tecnicamente questo artista lavora le velature di bianco con una finezza che richiede lunghe attese tra una mano e l'altra (parliamo di pittura a olio) oltre al fatto che il pigmento mi pare perfettamente atomizato,polverizato,talmente fine da essere impercettibile,credo cosa impossibile con i nostri pigmenti macinati piuttosto grossolanamente.
Nessuno di voi se la sente di portarmi dalla cina un po di colore?
Gliene sarei immensamente riconoscente ha ha ha...




YIN YONGCHUN



 
 
 
 
 










A GENTLE FAMILY'S Yu Ajun Cina Le porte,gli ingressi,del villaggio e nature morte

La galleria

Questa settimana pubblichero molto lavoro degli artisti cinesi,sono giovanissimi,straordinari,di un virtuosisimo stupefacente.
Yu possiede un colorismo magico,lussureggiante,umile profondamente radicato nel territorio,si dedica al trompe l'oeil,una specie di Iperrealismo,nature morte,ingressi,porte che danno su cortili,l'aia con un che di famigliare per noi.
Delle metafore ed è per questo che ho voluto cominciare da lui,una porta sulla Cina.
Invidio francamente la sua qualità del colore,la sua capacità di trasmettere l'emozione intima delle abitazioni che fanno il villaggio,la piccola via,la strada immersa nella sua autunnale o invernale melanconia,il tempo che sà immettere nella sua opera,come consuma e umanizza le cose...il resto delle emozioni raffinate che sà darci sappiatele interpretare voi in questo viaggio cosi lontano.
Ho scelto un numero limitato di opere per ragioni di spazio,a voi di visitare la galleria della sua opera,vi assicuro che ne vale la pena,il suo blu di prussia e i suoi rossi sono all'altezza di un maestro come Van Gogh,ve l'ho detto ho una grande invidia,schiatto di gelosia.



YU AJUN