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martedì 27 ottobre 2009

HAM Homoerotic Art Museum Gabriel Grun Yantorno Contro l'Omofobia

Credit - HomoeroticArt-Museum

Attacco omofobo a un trentenne: «Ora corsi antiviolenza nelle scuole»
Dopo l'aggressione di Ostia tra saluti fascisti,
Arcigay Roma lancia un appello: lezioni di civiltà


Continuano le aggressioni omofobe in Italia,complici quelle culture che legittimano l'agressione attraverso il disprezzo,l'incitamento all'odio attraverso assunti antiscientifici che individuano nella diversità sessuale una devianza,una patologia.
Giustizieri chiaramente collocati all'estrema destra aggrediscono in gruppo vigliaccamente giovani colpevoli soltanto della loro condizione sessuale.
100cosecosi intende attravesro la pubblicazione di opere d'arte realizate da omosessuali rammentare l'immenso apporto culturale che gli omosessuali hanno dato alla Storia dell'Arte di tutto il mondo dall'antichità sino ai nostri giorni.
Gabrile l'artista che vi presento ha cura di autoritrarsi in vesti di san Giovanni Battista nientemeno come lo aveva realizato Leonardo Da Vinci da giovane (...)
Poi per sfottere un po ci porta uno dei suoi amici Satiri a cui un censore crudele asporta i segni  dell'Animalità umana,il pelo,la veste,l'epidermide...
E il consueto San Sebastiano estatico perchè lo prende in quel posto...sottile ironia irreligiosa,dissacrante,iconoclasta in una tecnica pittorica all'antica,velature malinconiche in notturni ambigui e tragici.
Infine la consueta quantità di narcisismo che caratterizza alcuni artisti espressa alla massima potenza anche in Gabriel.


È stato lanciato oggi dall’Agenzia UE per I Diritti Fondamentali (FRA) il Report sulla situazione sociale e legale delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Europa.

“Questo studio conferma la situazione preoccupante rispetto ai crimini di odio nel confronti delle persone LGBT con un particolare riferimento al bullismo nelle scuole e nelle istituzioni educative, luoghi fondamentali di formazione dell’individuo e della cittadinanza.” – dichiara Helen Ibry, responsabile ArciLesbica per le Questioni Internazionali
“Il report è limpido nel descrivere la situazione del nostro Paese” – racconta Rebecca Zini, responsabile Esteri di Arcigay – “leggendo le oltre 150 pagine di analisi, l’Italia si conferma come un paese in cuile richieste per rafforzare i diritti LGBT sono state e sono tuttora sistematicamente ignorate dai politici.
“Le Istituzioni europee dicono inoltre in maniera chiara quello che noi denunciamo da anni: che è in corso un sistematico attacco alla nostra dignità da parte delle gerarchie cattoliche e di gruppi integralisti religiosi” – aggiunge Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay – “Sul report si legge proprio che la chiesa cattolica è un attore politico chiave nell’ostacolare il raggiungimento dei diritti per le persone LGBT”.
“Ci auguriamo che le istituzioni italiane agiscano affinché l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, diventino solo un brutto ricordo” – conclude Ibry – “incentivando progetti educativi e l'approvazione di leggi contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, già presente in 15 paesi UE.”
Questa seconda parte del report è dedicata in particolare alla situazione sociale nei 27 Paesi UE. Riguardo l’Italia si legge che molte persone LGBT dichiarano di avere tuttora molta paura a rivelare il proprio orientamento sessuale all’interno della propria famiglia. La famiglia è vissuta ancora come un elemento centrale per molti cittadini italiani e la paura di un rifiuto o di essere  allontanati spinge molti di loro ad una scelta di invisibilità. Vi sono stati casi di persone che hanno commesso il suicidio a causa della stigmatizzazione che in molti ambienti, particolarmente quello scolastico, è ancora presente nei confronti dell’omosessualità. Molte persone LGBT affermano di non sentirsi tutelate in quanto coppia. Molti sono stati i casi di accesso negato alle informazioni sullo stato di salute del partner.
Il report completo da oggi è scaricabile da:
http://fra.europa.eu

Arcigay.it







 
 

lunedì 26 ottobre 2009

Brian Dettmer: Book Autopsies l'uomo che salva i libri,scultura

Credit

"Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è come se non ci fossero i miracoli, l'altro come se tutto fosse un Libro!"
                                                                                                      Michel Abbatangelo


A lui potreste prestare il piu bello ed il piu amato dei vostri libri,saprebbe cosa farne.
L'autopsia si dice di lui,le fà ai libri,io credo che vi cerchi ulteriori sensi,che ne sveli di misteri,di significati stratificati nelle pagine.
Per realizare le sue opere prepara piani precisi e macchiavellici,infine riesce a sorprendere e lo stupore è tale che si vorrebbe emularlo consci che mai si riuscirà ad eguagliare il suo virtuosismo compositivo,la sua dimensione vittoriana,il suo spitito Surrealista, Dada.
Borges lo avrebbe molto amato e avrebbe dunto dai suoi lavori qualche nuova teoria sulla letteratura.
Un artista contemporaneo di cui ho già parlato ma che è bello ripropore,tantopiu che giunge in una epoca in cui tutti si affrettano a darlo per morto il libro,che ne sarà del profumo delle pagine?
Come sarà possibile un giorno se i libri dovessero davvero scomparire capire un film come "in Nome della rosa" di Umberto Eco?!
Tutte quelle note ai bordi,quei simboli,quelle sottolineature che ci aiutano a memorizare le emozioni chiuse nel libro dove potremmo apporle?!
E chi...potra distinguere un film come Farenait 451 da uno spot per un detersivo?!
E in uomini,artisti come lui che riponiamo la speranza di un nuovo rinascimento della letteratura.
Una letteratura che sappia dar corpo e solidità alla materia,quasi una scultura,che la si possa toccare,vedere,rigirare,accarezzare...

"Chi legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, vedrà come essi gli sveleranno i loro tesori e diventeranno per lui un intimo possesso. Quello che egli legge non scivolerà via né andrà perduto, ma al contrario gli rimarrà e gli apparterà, lo allieterà e lo consolerà come soltanto gli amici sanno fare"
                                                                                                                           Herman  Hesse 





Brian Dettmer carves into books revealing the artwork inside, creating complex layered three-dimensional sculptures.



















 

Mariano Adragna, comandante della "Antignano" un Eroe nel Web

Petroliera livornese veglia sui migranti "Così li abbiamo salvati"

Immigrazione, 200 migranti in pericolo ancora polemiche tra Italia, Libia e Malta

Soccorsi i clandestini in mare un morto a bordo del barcone
Finite le operazioni di soccorso, rese difficili per le avverse condizioni del mare


Il video parla il comandante Eroe

Duecento disperati in difficoltà, soccorsi dalla petroliera livornese “Antignano”: 40mila tonnellate, 22 uomini di equipaggio, del gruppo armatoriale D’Alesio. Il racconto dell'armatore e del comandante della motocisterna Mariano Adragna: "Quando li abbiamo trovati nel canale di Sicilia c’era una burrasca di maestrale forza 8 con onde di 4 metri. Ora li stiamo scortando, mentre c’è anche una vedetta maltese e ne sta arrivando una italiana. A noi hanno detto che dovrebbe arrivare una nave libica per riportarli da dove sono partiti"
Tutto il web si appresta a celebrare il suo eroe,il comandante della petroliera Antignano del gruppo armatoriale D'Alesio.
Tutti sanno in che condizioni (leggasi grane) verranno a trovarsi tutti quelli che ottemperando alla legge del mare apportando sollievo,rifugio o soccorso in mare.
La recente legislazione sulla "sicurezza" nello stretto di Sicilia ha creato uno scandalo e una vergogna senza pari,non è infrequente che un natante o un peschereccio passi oltre per non avere grane.
Il comandante della Antignano non ha esitato un momento a far generosamente corpo con la mole della sua petroliera contro le onde altissime del mare in burrasca per permettere ad un natante stracarico di immigrati in cerca di rifugio e provenienti da paesi in guerra, di proseguire la sua rotta,non solo l'equipaggio tutto ha riversato generi di soccorso sul natante dopo aver constatato le gravissime condizioni dei passeggeri tra cui non poche donne e bambini.
Personalmente lo ringrazio per aver ancora una volta salvato l'onore della Marina Mercantile Italiana seriamente minacciata dalla barbara legislazione voluta dalla compagine governativa nelle persone di Roberto Maroni,Umberto Bossi e Calderoli ministri espressi dalla Lega Nord,abbraccio fraternamente tutto l'equipaggio e porgo i sensi della mia stima all'armatore della Antignano che non si è opposto ad una situazione che so comporta dei costi notevoli.

La legge del mare viene avanti tutto,si deve soccorso a chiunque lo richieda senza distinzioni di nazionalità,origine o condizione,essa ordina:

"...in mare si soccorre. Poi, a terra, opereranno altre leggi: diritto d’asilo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite si salvano".






La petroliera livornese Antignano in soccorso dei migranti

Le immagini dell'operazione di soccorso della motocisterna Antignano, della D'Alesio Group (176 metri e 40 mila tonnellate di portata lorda con 22 membri di equipaggio a bordo), impegnata da venerdì a prestare assistenza all'imbarcazione con circa 200 cittadini extracomunitari in navigazione nel canale di Sicilia cui ha fornito viveri e generi di prima necessità. Nelle foto anche la motovedetta maltese su cui i disperati del barcone - fanno sapere dalla società - non hanno voluto trasbordare. Attualmente - dicono dalla D'Alesio - l'imbarcazione si trova in acque di competenza maltese e naviga alla velocità di 5 nodi diretta verso le coste italiane, a 30 miglia da Capo Passero e Siracusa. La Antignano, su richiesta del comando generale del Corpo delle capitanerie di porto di Roma e delle autorità maltesi, segue costantemente a distanza di sicurezza il barcone in attesa dell'intervento di una nave militare, ma - ribadisce la società - "non è idonea a intervenire efficacemente per soccorrere i passeggeri qualora la situazione si aggravasse". Le condizioni meteo sono ancora difficili: 30 nodi vento da nord, con mare forza 5 - LEGGI: "COSI' LI ABBIAMO SALVATI DAL NAUFRAGIO"

Difendono gli stupratori: scoppia la rissa davanti alle telecamere- il video e "Uccisa l'artista schierata contro lo stupro"




Difendono gli stupratori: scoppia la rissa davanti alle telecamere- il video


A Montalto di Castro (Viterbo) ragazzina di 15 anni violentata da otto coetanei nel 2007. Ma tutto il paese difende i ragazzi: "Si divertì anche lei". Ieri il collegamento con "Domenica 5": una donna prende la parola a favore della vittima. E gli altri si scatenano

I ragazzi hanno ammesso lo stupro e si sono detti pentiti. Ammissione e pentimento grazie al quale hanno ottenuto la "messa in prova": nei prossimi due anni gli otto saranno affidati ai servizi sociali dell'amministrazione della giustizia che, in collaborazione con i servizi del comune di Montalto di Castro, li sottoporranno a un programma di osservazione, sostegno e controllo. Se l'esito sarà positivo, il tribunale dei minori potrà dichiarare estinto il reato.
La decisione del tribunale dello scorso 17 ottobre è stata commentata con parole di sdegno sia da parte di esponenti di centrodestra che di centrosinistra.

*Il sindaco presta i soldi per la difesa a otto stupratori minorenni: è polemica

*Stupro, il sindaco di Montalto attacca Fassino e la Finocchiaro

*Violenza sessuale di gruppo  in manette otto minorenni

Ecco l'Italia profonda che esce dal pantano in cui l'ha relegata la politica,la scuola,l'economia,la pseudo cultura  "cristicola" prontissima a condannare la vittima,la stuprata e a lanciarsi genererosamente in soccorso del giovane sedotto da un comportamento poco "consono" alle circostanze,provocato,la classica "ragazzata" a cui bisogna guardare con indulgenza pensando all'avvenire dei giovani.
Commentano il post a cui aggiungo poco perchè poco c'è da aggiungere a tanto l'orrore,lo schifo è evidente,eclatante,tanto da lasciare perplessi,ci si interroga su che tipo di paese sia questo dove possono accadere delle cose cosi,dal fatto in se alla sentenza estremamente benevola a quella banda di scellerati,parenti che non ci stanno a nascondersi dietro la vergogna di cui li hanno ricoperti i figli e danno addosso alla vittima accampando tutto quello scontato corollario di accuse e giustificazioni sino infine al "giustizia è stata fatta e basta!".
Ho detto la Scuola e non tanto per buttarla li,perchè è la prima responsabile di quanto è avvenuto,i giovani che si sono abbandonati al branco ed alle sue gesta realmente non sapevano quello che stavano facendo,realmente credevano di partecipare a qualcosa di...lecito,passabile,ammissibile perchè intorno alla vittima era stesa una aura diffusa ad arte dal paese intero comari comprese!
Ma la finisco qui,ne avrei da dire anche perchè riuscii trenta anni fà a sventare la prosecuzione dello stupro di gruppo nei confronti di una handicapata (un lieve ritardo mentale) accompagnai la madre distrutta a fare denuncia con le dichiarazioni di un piccolissimo stupratore 12 anni!
La denuncia venne respinta dai Carabinieri,la lista degli stupratori tra cui 8 minori e degli adulti gettata nel cestino della spazzatura,a scandalo scoppiato la scuola si defilo immediatamente anche se molti dei fatti avvennero nel recinto scolastico,si scateno il linciaggio verso la povera madre e il padre di una bambina deliziosa e ciliegina sulla torta uno degli stupratori due mesi dopo al compimento dei 18 anni entra nell'Arma dei Carabinieri sollecitamente raccomandato dal maresciallo nonnostante sapesse!
Da allora la bambina non è piu uscita di casa,la morte civile mentre i suoi stupratori passeggiano imperterriti a testa alta per il paese steso sulle sabbie di una ridente località ligure,Il SecoloXIX ne fece una cronaca a firma Rembado e quando il fatto divenne troppo per la reputazione del paese ad un tratto calo il velo del silenzio.




        
Ana Mendieta


 
 
 
 




 Ana Mendieta è una delle prime artiste latino-americane ad avere un ruolo significativo a New York negli anni ''70. Ed ora New York le dedica una grande retrospettiva Ana Mendieta: Earth Body, Sculpture and Performance 1972 -1985.
Mendieta nasce a L'Avana (Cuba) nel 1948. Ha un'infanzia felice, ma nel 1961 lei e la sorella Raquelin vengono sradicate e portate negli Stati Uniti, all'interno dell'operazione Peter Pan, un piano anticomunista per " salvare" i bambini cubani all'indomani della rivoluzione castrista. Inizia così un pellegrinaggio da un campo di rifugiati ad un orfanotrofio, o in famiglie adottive, che le procurerà una grave depressione.

Negli Stati Uniti sperimenta la vita quotidiana come cittadina di seconda classe.Tornerà a Cuba solo nel 1980, diciotto anni dopo il suo traumatico esilio. Nei successivi tre anni riuscirà a sviluppare stretti legami con la comunità di artisti emergenti entrando in contatto con la ricca tradizione Afro-Cubana. L'artista ha avuto un grande ruolo nello scambio culturale tra Cuba e il Nord America e fino ad oggi rimane l'unica cubana espatriata negli Stati Uniti ad aver partecipato a mostre nazionali a Cuba.

Negli anni ' 70 frequenta un programma presso l'Iowa State University, considerato in quel momento uno fra i più interessanti luoghi d'avanguardia artistica.
Durante questo periodo, decisivo nella sua vita creativa, avviene la scelta radicale di passare dal lavoro pittorico alle performances :" Nel 1972 realizzai che i miei dipinti non erano abbastanza reali per quello che io volevo comunicare con le immagini e per reali intendo il fatto che le mie immagini dovessero avere potere, essere magiche: questo fu il punto di svolta nella mia arte."

Mendieta fa una propria sintesi di tendenze dell'arte contemporanea come la Body Art e la Land Art. Abbracciando gli ideali del femminismo, sovverte i gesti monumentali dei land-artisti inserendo nel paesaggio la dimensione del corpo umano.

L'esclusione dal mondo dell'arte degli artisti di etnie diverse e delle donne, porta Mendieta a rivendicare in modo forte la propria identità trans-culturale. L'artista, nei suoi lavori, prende a prestito simboli e aspetti di pratiche rituali di antiche culture indigene delle Americhe, Africa ed Europa e vi incorpora elementi della natura e di riti sacrificali "primitivi" associati alla "santeria cubana".

Crea "siluetas"usando sangue, acqua, terra e fuoco; giocando sulla presenza e assenza percettibile del proprio corpo femminile. Usa materie deperibili per trattare i grandi temi della sua arte, come la morte, il desiderio e la rigenerazione. La sua ricerca artistica nel seguire e sperimentare nuovi generi non è casuale, ma è stimolata da un impulso a curare le proprie lacerazioni, è una forma di resistenza contro la morte affettiva e culturale del suo essere orfana ed esiliata.
Le sagome effimere del suo corpo vengono bruciate nel legno, segnate con il sangue, modellate con tumuli di terra, erba, polvere da sparo o fiori; galleggiano sulla corrente, eruttano come vulcani o si confondono con il paesaggio.

Così scrive Arianna De Genova delle opere di Mendieta in mostra a Roma nel febbraio 2004: "Un corpo incrostato di fango se ne sta tra le foglie, invischiato nella melma della palude. E' un corpo di donna, nudo ma appena percettibile in quello stagnare della natura. La visceralità del lavoro artistico di Ana Mendieta, cubana cresciuta a New York, morta giovanissima (nel 1985 cadde dal 35° piano dell'appartamento dove abitava ) dopo aver realizzato 70 tra cortometraggi, super8 e videotapes, è qualcosa che disturba lo spettatore. Ha a che fare con temi che spiazzano, come i riti della santeria o la lacerazione dello sradicamento dalla propria storia. E il body dell'artista, sempre e solo "impronta" magica, diventa elemento primario tra gli altri, terra con la terra, acqua con l'acqua, sangue col sangue. Si disidentifica tornando alla sua fisicità primordiale, energia pura. "

Altre opere sono fotografie di performances. C'è una serie di immagini della messa in scena di uno stupro (1973), in cui Mendieta stessa è nei panni della vittima. Vuole così regire artisticamente allo stupro e assassinio di una studentessa avvenuto nel campus. Invita a casa sua degli amici che, entrando dalla porta semiaperta, la vedono nella penombra: solo una luce illumina la tavola dove lei è riversa, nuda dalla vita in giù ed insanguinata. Per terra ci sono piatti rotti e macchie di sangue. Mendieta rimane immobile per un'ora, mentre i suoi "invitati", turbati, commentano la scena. Il tutto viene ripreso nel servizio fotografico, così le reazioni del pubblico entrano nell'"opera".

Al suo ritorno a Cuba crea le "Sculture rupestri" (1981), una serie di figure semiastratte scavate nella roccia tenera delle cave nel Parco Jaruco, alla periferia de L'Avana. L'artista da' loro nomi di antiche dee adorate dai Taino, un popolo indigeno dell'isola. Tracce di queste sculture e di una foglia dipinta rimangono, come fragile ricordo dell'artista, in un museo a L'Avana.

Nel 1985 l'artista muore cadendo dal 35° piano in circostanze mai chiarite.

Carolee Schneemann, una delle prime artiste femministe, dice: " Vedo la sua morte come parte di una negazione del femminile. Come una grande metafora ci dice che non dobbiamo desiderare la profondità dell'erotismo femminile, la natura, la dedizione, la fusione. E' troppo corporeo. Troppo sacro. In una parola, la sua morte ha anche un significato simbolico. Muore qualcosa di più di Ana, quando lei muore."
L'arte di Ana Mendieta, anche se profondamente radicata nella sua esperienza personale, rivela infatti un desiderio appassionato di collegarsi a un'eredità umana più vasta e collettiva.
La sua opera continua ad ispirare i lavori di giovani artisti nel mondo.

Dal 1 luglio 2004 all' Whitney Museum of American Art di New York

Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC.
Lo stesso museo ha pubblicato uno splendido catalogo: Ana Mendieta - Earth Body che è entrato nell'archivio di Oltreluna.



Yang Shan Shen 1912-2004 Il sublime dalla Cina

Il suo sito

Non possiedo un linguaggio un alfabeto adeguato a commentare tanta meraviglia,solo lo stupore che scaturisce dall'istinto,dalla mia intuizione,considero queste opere sublimi,in esse tutto il palpito sensibilissimo,raffinatissimo dell'artista , con immensa riverenza,quasi timore reverenziale si accosta alla natura  rinunciando alla sua presenza di interprete.
E la natura stessa che si imposessa della mano dell'artista.
E lo guida in tutti i toni sino a fargli scoprire là dove non lo si sospetterebbe il colore lussuregiante dell'ombra .
Gli mostra come sfuggire la complessità e come giungere alla sintesi,alla semplicità,la modestia umile dell'essenziale,l'intimo profondo,qualcosa che talvolta chiamiamo anima!



 
 
 
 

domenica 25 ottobre 2009

TED LUDWICZAK’S SOULFUL SPIRITS FROM STON

Un Modigliani che scolpisce innumerevoli teste primitive con le pietre di mare,pietra durissima,ne ha fatto un parco turistico e riesce a vendere via internet parecchie copie del libro che ne parla,oltre a rifilare ai turisti qualche sculturina meno impegnativa.
Con lui finisco la serie di parchi Misterios,inanimati,sussurranti,immobili,plastici.
Ho avuto intenzione di suggerire cosi a S e a N quale tesoro possiedono poco fuoti l'atelier,il loro giardino è e puo diventare un museo.

Nek Chand Foundation e il suo giardino immobile

Il sito

Un altro giardino popolato di sculture,stavolta di Nek che ne ha fatto una fondazione,non sarà nè il primo nè l'ultimo a sfruttare commercialmente il suo parco di sculture,sono un po stilizate,verrebbe da dire Naif,primitive,infantili,liriche,piu Chagalliane che Picassiane e molto affettuose,c'è un richiamo alla Spagna del Gaudi,la sua tecnica decorativa,il numero e la disposizione crea un effetto interrogativo e surreale al tempo stesso,un forte richiamo all'innocenza e all'infanzia...
La mia amica S stà allestendo anche lei un giardino Misterioso,un omaggio alla natura in una visione Zen,un giorno anche il suo giardino se l'audacia è corrisposta dalla fortuna sarà una importante meta artistico culturale del Belgio.


Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden


Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden


Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden

Rock Garden