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giovedì 6 agosto 2009

Bubbleologist Samsam Bubbleman blows per fare bella figura con i figli

Bubbleologist Samsam Bubbleman blows

"L'arte se non è anche un gioco non è arte e comunque giocando s'impara!"
Il segreto tecnico che permette queste bolle è ben custodito ma non tanto perchè se osservate bene la colorazione delle bolle scoprirete che il sapone contiene una certa percentuale di idrocarburi o forse della glicerina...solubili (buona cosa chiedere al vecchio farmacista del quartiere) ora davvero non so dirvi in che percentuale mischiare l'acqua con gli elementi sopra menzionati ma provare non nuoce.
Se si vuole per sempre suscitare stupore,meraviglia nel ricordo che avranno di noi i figl.

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La mignottocrazia ha una sua eroina Sasha Grey!

donne-che-non-amano-gli-uomini
Sasha Grey My Space
sasha Grey Wikipedia
Chi è Sasha Grey e SG và alla guerra contro...

La mignottocrazia di Silvio Berlusconi e accoliti ha una sua eroina Sasha Grey!

Chi ha avuto la fortuna di leggersi le registrazioni,intercettazioni trascritte di cui parla Paolo Guzzanti ,perplesso,sconcertato (dopo aver vomitato naturalmente) l'avrà pensato,in tempi di "mignottocrazia" della Repubblica giocata dopo la mezzanotte tra le coltri del potente (magari del Principe) ci occorre una super eroina,una giustiziera,una che certo è passata o passerà tra le coltri di seta di Villa Certosa e capace per carattere e personalità di fare giustizia una volta per tutte a nome di tutte le donne che rifiutano di identificarsi in questo modello squallido,laido,sottomesso e prostrato.
Naturalmente occorre una tipa adeguata (una vera porca) alla bisogna,una capace di giocarsi nella rappresentazione seduttiva porno e che impersona ogni genere di trasgressione dal voyerismo piu laido al SM sadomasochista piu spinto,capace di giocarsi nel ruolo della schiava come della padrona (...) che punisce lo scolaretto disubbidiente (...) secondo queste famose trascrizioni il potente di turno inciampa talvolta nella "noia" in una specie di stanchezza o manifestazione profonda del senso di colpa che si trasforma nella "defaillance" piu vergognosa per un potente tanto piu che nel privato non puo certo prendersela con i "comunisti" o altra specie di sciacalli (...) che se la da sogghignando ammiccante con sguardo complice da macho alla sua platea di zelanti e abbruttiti dai suoi media e dalle sue televisioni!
La D'Addario non puo inpersonare questo ruolo speciale vuoi perchè fredda,poco comunicativa almeno nell'orizontalità (...) vuoi perchè figlia di una cultura estranea all'SM (vuoi mettere gli anglossassoni...) eppoi il ruolo giocato da lei nella vicenda ha un sapore di meschina ripicca da scalatrice sociale che non ha tanto capito o forse ha capito benissimo la sub-cultura da Drive-in della Mediaset.
Motivazioni a tratti inverosimili (le promesse mancate) e forse un giorno sapremo cosa c'è veramente dietro questo "amore" non corrisposto (...) quale è la vera "bléssure"oltre quella dell'amor proprio offeso,umiliato,sedotto infine dalle parole del "principe" (...dice a tutte le stesse cose?!)
La super eroe,ruolo su cui la nazione o quella parte che si fà opposizione vociferante,voyeur,indignata,offesa s'interroga in questi giorni:"...un volto per la nostra eroina...dove,chi? " e ci si dispera affranti,tristi sulla dimensione dell'opposizione politica (istituzionale,dei partiti) incapace ancora oggi di formulare una alternativa programmatica e composta per lo piu di macchiette in cerca di visibilità.
Sasha Grey spero senta l'eco,l'ultrasegnale portato dal vento e dai pensieri e che telepaticamente
interpella un suo pronto e risolutivo intervento,dopo la mezzanotte ovvio!




mercoledì 5 agosto 2009

Il culto dell'oblio archeologico,le 500 casse di reperti Romani dimenticate!

 "Cinquecento casse di legno custodiscono tonnellate di reperti archeologici di Roma sigillati nel 1939. Sono state tramandate per settant'anni nell'anonimato di un magazzino occasionale ma contengono marmi, ritratti, frammenti architettonici e, soprattutto, un repertorio di "instrumentum domesticum", ossia oggetti legati alla vita quotidiana di Roma tra ceramiche, terrecotte, avori, bronzi, mosaici, affreschi, vetri." (La repubblica.it)

La galleria

Un bel colpaccio!
Con queste 500 casse si possono aprire come minimo non meno di 30 musei Archeologici,ce n'è di che saziare l'appetito "federalista" di tutte le regioni italiane.
Editare 10 prestigiose pubblicazioni editoriali  gli sponsor si azzannerebbero tra loro pur di metterci sopra le mani..;dove? 
Dappertutto meno che in Italia ovvio!
Il perchè sarebbe troppo lungo a spiegarsi,forse perchè restiamo dei bifolchi anche quanto tirati a lucido (vedi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la sua zelante incensatrice truppa ).

Va da se che per catalogare,studiare il "colpaccio" con i fondi a disposizione del ministero competente ci vorranno non meno di 20 anni (...) altri 20 in battaglie per reperire i fondi!
Quando se cio fosse avvenuto in un altro paese europeo avrebbero già stanziato somme spaventose da destinare alla costruzione dei musei.

la controprova?
Il nuovo museo Jean Cocteau incostruzione a Menton in Costa Azzurra,se tutto và bene finiranno di pagarselo tra 20 anni!!!  
Una importante donazione da parte di un collezionista americano comprendente diverse centinaia di opere di Cocteau diventerà uno dei poli di attrazione culturale della Costa Azzurra già oggi la piu grande concentrazione di collezioni d'Arte Moderna e di musei del mondo!!!
JEAN-CLAUDE GUIBAL POSA LA PRIMA PIETRA DEL MUSEO JEAN COCTEAU 
Pur vero che i francesi fanno un museo per Renoir anche se hanno meno di venti delle sue opere e non di grande formato tra disegni,studi,olii e bozzetti (mà non è certo questo il caso)

Occorrono altre prove?
Qualcuno dovrebbe declassarci dalla classifica dei paesi d'Arte a vocazione turistico culturale se non altro perchè sono rare le occasioni in cui i politici hanno messo al posto giusto specialisti di formazione accademica (...) a noi ci và già bene con uno Sgarbi al Ministero della Cultura.
Una volta declassati portare finalmente avanti l'accusa di crimine contro la memoria e l''umanesimo dell'uomo,contro la storia,contro l'identità piu radicata e profonda del paese e via dicendo,un pozzo nero senza fondo...triste riflessione.

E dire che tutta questa ricchezza culturale ci è invidiata dal mondo...


{B}In 500 casse i tesori di Roma {/B}

Contrordine:Nicola di Bari è un sovversivo e Lucio Battisti uno schifoso comunista per l'Argentina....

Nicola Di Bari, Battisti e i Pink Floyd
la "lista nera" del regime argentino


http://www.mymovies.it/filmclub/2007/22/064/locandina.jpg
ROMA -" Nicola Di Bari come John Lennon e i Pink Floyd. La canzone ''Mia'' dell'artista italiano figurava fra le 200 proibite dal regime militare che ha governato in Argentina fra il 1976 e il 1983, secondo un archivio ''declassificato'' e reso pubblico dal Comitato federale di radiodiffusione argentino (Comfer)."

Leggetevi l'articolo de La repubblica.it sulla dittatura Argentina (la mia prima patria) pare di ripiombare nella dittatura dei Colonnelli greci e tra le quinte del film di Costa Gravas (1969) nel pieno degli anni piu tragici del dopo guerra tra paura atomica e paura dei colpi di stato delle destre ultrareazionarie (...) http://it.wikipedia.org/wiki/Z L'orgia del potere con la sua lunga ridicola,surreale,folle lista di interdizioni.
I militari hanno proibito i capelli lunghi, le minigonne, Sofocle, Tolstoi, Mark Twain, Euripide, brindare,spezzare i bicchieri alla russa (faceva troppo comunista), Aragon, Trotsky, scioperare, la libertà sindacale, Lurcat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, l'ordine degli avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libertà di stampa, l'enciclopedia internazionale, la sociologia, Beckett, Dostojevskij, Cechov, Gorki e tutti i russi, il "chi è?", la musica moderna, la musica popolare, la matematica moderna, i movimenti della pace, e la lettera "Z" che vuol dire "È vivo" in greco antico....I punti in comune si ripetono a distanza di mezzo secolo con l'inevitabile puntualità degli incidenti a cui porta la stupidità,la Storia non ha mai insegnato nulla al "potere" sempre le stesse alleanze (la Chiesa) sempre lo stesso moralismo ottuso,bigotto,la stessa violenza,la stessa arroganza,insomma come tutte le dittature che hanno origine nelle destre di tutto il pianeta.
Una buona occasione questa per rivedersi Z di Costa Gravas,lo trovate sempre disponibile in Emule, "condividere fà bene alla salute dello spirito!"
La sua freschezza è sorprendente ed è un patrimonio immenso figlio della stagione del 68,irrinunciabile,un capolavoro che sfida il tempo.

La torrida estate di Berlusconi con Paolo Guzzanti



Distributore di carta igienica concepito per la "torrida" estate italiana del Presidente del Consiglio?

Ci siamo!
Cominciamo il conto alla rovescia...questa sarà una estate torrida,caldissima.
Una nuova imprevisibile puzzolentissima valanga di merda stà per investire Berlusconi,sarà la spallata finale che deciderà una volta per tutte quanto sia intollerabile per l'elettorato Cattolico il sostegno che sino ad oggi gli ha permesso politicamente complice l'inconsistenza dell'opposizione (...) di fare il bello e il brutto tempo in Italia.
Stanno per saltare fuori i nomi della lunga sfilza di "sufragette" ninfette (la mignottocrazia di Guzzanti) accoccolate strettissimamente al potere e forse anche le figure politiche femminili che hanno barattato una condizione di passiva orizontalità,appiattimento, in cambio di responsabilità istituzionali.
Girano nelle redazioni trascrizioni dettagliate delle intercettazioni ormai distrutte (...) in cui "l'esemplare" che la stampa estera ha definito : "Berlusconi come Jack Nicholson
Siamo alla libidine geriatrica"
!!!
Guzzanti fà dichiarazioni terrificanti,tantopiu che escono da un parlamentare dello stesso partito di Berlusconi,nelle intercettazioni si sente di tutto,dalle"sufragette" che si scambiano consigli su come appagare,allietare la solitudine esistenziale,l'Eros del Presidente del Consiglio,"Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio"da supporre un elevato numero di docce a cui si sono sottomesse le "stuprate" dal potere!
Mi fermo qui...il resto lo leggete nel blog di Guzzanti piuttosto cliccato tanto che è quasi inaccessibile.

Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti 

www.paologuzzanti.it/

La "Ministra" al Turismo Brambilla passa da Menton,Costa Azzurra e si prende una "artistica" fregatura



Ministro al turismo Brambilla wikipedia

Il fronte degli esiliati,autoesiliati d'Italia in quel di Francia,nello specifico in Costa Azzurra a Menton la riconosce all'istante,passeggia con sua madre nella Rue Pietonne,solo qualche settimana prima la Ministra era su tutta la stampa in relazione al suo saluto alla fascista mentre ascoltava l'inno di Mameli a Lecco,immediatamente piovono da tutte le parti richieste di dimissioni (...)
Per cui non pochi di noi espatriati,alcuni con nazionalità francese ci siamo detti: "se arriva le facciamo notare gentilmente che non abbiamo nulla da spartire con lei,punto e basta!" al di là del fatto che una "Ministra" del turismo responsabile della peggior gestione della piu importante industria strategica nazionale facesse le sue vacanze in Costa Azzurra (...)
Un po come quel famoso Ministro alla Sanità che si fece operare il Francia per via del fatto che gli mancava proprio la fiducia nella sanità nazionale.
In Francia glielo fecero notare (la stampa) ma lui fece spallucce,in Italia la cosa passo sotto silenzio salvo poi lo stesso precipitare dalle stelle alle stalle (la galera) attraversando tutta una serie di scandali e problemi legali con pesanti sanzioni penali (ve lo ricordate Poggiolini e di sua moglie,quello che gli trovarono tele di de Chirico e miliardi di lire e gioielli nascosti nei divani...)
Finisce che arriva ma non si affaccia in nessuna delle nostre attività commerciali,(non siamo riusciti a rifiutarle neppure un gelato!
S'infila con la madre in un atelier "d'arte" e li sceglie due tele di discrete dimensioni ad un prezzo tutto sommato ragionevole,salvo che le suddette tele sono di fattura commerciale,cioè riprodotte in centinaia di esemplari,di pessima qualità,una addirittura dipinta con i barattoloni dello smalto e spacciata per pittura a olio,insomma delle croste, riesce a rifilargliele un "artista" noto per i suoi acquisti all'estero (America Latina) paga 10 dollari quello che poi rivende qui con la sua firma con "l'onesto" ricarico sul prezzo intorno al 500%!!!
In definitiva:non capisce un c...di turismo e neppure d'arte pero è una accanita sensibile animalista...accontentiamoci.
http://www.dittatori.it/hitlerblondi2.jpg

l’Innse di Milano isolata per evitare il contagio francese

"In Francia hanno addirittura sequestrato nei suoi uffici per tre giorni il Menager che aveva osato darsi allegramente alla pratica "sportiva" del licenziamento via raccomandata.
In una lunghissima battaglia a colpi di scioperi e occupazioni a Marsiglia sono arrivati a sequestrare un Ferry Boat e a condurlo in alto mare!
La cosa è rientrata con l'interessamento del Governo e la Marina Francese pronta all'abbordaggio pure se gli scioperanti avevano minacciato di opporre una strenua resistenza sino a sabotare il Ferry Boat.
I ferrovieri non hanno esitato a sabotare i binari bloccando la leggendaria l'Alta Velocità francese,non hanno mai scoperto i colpevoli!

L'Enel francese durante uno sciopero qualche anno prima taglio la corente a tutti i ministeri ed alle abitazioni private dei parlamentari e dei deputati (...)
Allo stesso tempo riallaciarono la corrente elettrica a tutte quele famiglie private dell'eletticità per morosità!!!
Il conflitto per il nuovo contratto si risolse alla velocità della luce.

In altre realtà d'Europa e dell'Occidente sul gruppo dirigente irresponsabile sono piovute pallottole e con dei morti!
Insomma,la storia dell'Innse di Milano è una bomba ad orologeria,un po tutti si affannano ad evitare il contagio,gettano acqua sul fuoco e si sperticano in giustificazioni,scuse che lasciano il tempo che trovano.
Il Governo invia le forze del'ordine con il compito di isolre il conflitto dalla città (...) sente brividi freddi correre lungo la schiena e ogni giorno che passa L'Innse riceve nuove solidarietà,compresa la mia tantopiu che vissi a Lambrate in quel di Milano dalla pubertà sin oltre la maggior età.Dunque conosco bene la storia del quartiere,la sua gente e le centinaia di fabbriche che hanno chiuso a partire dagli anni 70 (...) Per citarne solo qualcuna la Bracco (chimica e farmacologica),l'Innocenti (Auto) etc,
Per concludere :LOTTA DURA SENZA PAURA !"

http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/rep-milano/2009/08/05/jpg_1689223.jpg
Così Lega e Rifondazione “rottamarono” l’Innse (Tratto da La Repubblica.it)

La fabbrica venduta per 700mila euro. Gli operai sulle gru dopo i tafferugli

Se non ci fosse di mezzo la vita degli operai (da ieri su una gru per protesta) di una storica officina di Lambrate, una delle ultime vere fabbriche di cui spesso si grida alla scomparsa, ci sarebbe persino da sorridere.
La vicenda della Innse Presse presenta infatti quel tipico misto italico di approssimazione e opacità, i classici intrecci d’interesse, da apparire sin troppo paradigmatica.
Venduta dalla famiglia Innocenti – quella dei tubi e della Lambretta – all’Iri nei primi anni ‘70, dopo diversi passaggi di proprietà finisce in amministrazione controllata a causa del fallimento del penultimo proprietario, la Manzoni Group.
Si giunge così ad uno dei nodi politici della storia. Nel febbraio del 2006, con poco tempo a disposizione per evitare il peggio, l’allora parlamentare leghista Roberto Castelli si presenta al tavolo di crisi – provincia, comune, prefetto, sindacati, commissario incaricato dalla procura – con il piemontese Silvano Genta che, piano industriale alla mano, convince tutti, e grazie alla legge Prodi sulle fabbriche in difficoltà si prende la Innse per soli 700mila euro, il valore di un appartamento.
Protagonista della transazione, oltre al padano Castelli, la cui misteriosa apparizione sembra giustificata da un’antica amicizia con il Genta, è l’assessore al lavoro Bruno Casati, di Rifondazione comunista. Quest’ultimo, fino a prova contraria in buona fede, si è speso molto per la Innse. E il presidente Filippo Penati gliene dà atto. «In tutta la vicenda la provincia di Milano – si legge in un comunicato del successivo marzo 2006 – ha assunto un ruolo decisivo, mediante l’intervento dell’assessorato al contrasto delle crisi industriali e occupazionali». E ancora, «è il segno se non di una svolta, di una controtendenza ».
Insomma, si riparte. La Innse è salva. I 53 lavoratori superstiti possono tornare al tornio. E invece, niente da fare. Il Genta, invece dell’industriale che avrebbe dovuto essere – la legge Prodi è chiara – per rilanciare l’azienda, si rivela uno speculatore, interessato alla vendita dei preziosi macchinari.
Nonostante il presidio giorno e notte degli operai, riesce a realizzare due milioni e mezzo di euro vendendone sette. È lo stesso Casati ad ammetterlo: «Solo dopo, troppo tardi, abbiamo scoperto che era un rottamaio», rivela al Corriere. Tale deve essere stata la botta, che Rifondazione non molla la presa e in queste ore chiede le dimissioni da sottosegretario alle infrastrutture di Castelli. Che non molla e controbatte (non senza malizia): «dalla sinistra extraparlamentare volgari bugie ». Ma al di là della polemica politica, resta una domanda. Come può accadere? Come possono delle amministrazioni cadere in tranelli simili? «Quando un’azienda di medie proporzioni entra in crisi, spesso arriva un bandito che si presenta bene», spiegano, neanche troppo sorpresi, dalla Fiom. Che intanto chiede l’intervento del presidente Berlusconi. E qui si apre un altro capitolo.
Già, perché la storia, come si diceva, non è finita. Oltre al gruppo Genta, a giocare la partita, c’è l’Aedes spa, la società proprietaria del terreno su cui sorgono i capannoni Innse.
In cattive acque a causa della recente crisi immobiliare, la Aedes vanta crediti per diversi milioni di euro dal Genta per il mancato pagamento dell’affitto. Ma la Aedes ha anche un’esposizione fortissima con le banche. E tra gli azionisti, oltre a Intesa San Paolo e Monte dei Paschi, c’è anche la Fininvest Spa di Silvio Berlusconi (con oltre il 2% di azioni).
A fine luglio la Consob approva un aumento di capitale per 150 milioni di euro. «L’Aedes può ripartire», scrive il Sole 24ore. E non è un mistero che, grazie a un sempre più probabile cambio di destinazione d’uso dell’area, una volta completato lo smantellamento della Innse, partito all’alba del 2 agosto con l’intervento della polizia, si prenderà a costruire.
Forse un polo universitario. Forse delle residenze. Forse un business park. Si parla di un prgetto di Fuksas. Della vendita a fondi arabi per ripianare i debiti generati dalle speculazioni. Insomma, il vecchio modello di sviluppo fondato sul mattone. Con buona pace di chi grida alla desertificazione delle fabbriche.
Stefano Baldolini

Rice Field Art "Il riso abbonda negli occhi degli artisti"

Un'altra galleria
Credit
Godetevi queste curiosissime immagini di Land Art,campi immensi coltivati a riso piantando pianticelle di diverso colore e tono su un reticolo minuziosamente preparato con mesi d'avanzo,l'opera lentamente su impulsione della natura prende forma,si colora sino a che esplode in tutto il suo lussuregginte splendore al momento del raccolto.
Non lasciatevi trarre in inganno dalla percezione piu superficiale che si puo avere dell'opera,ve n'è una profondissima,la sua durata,dalla semina al raccolto,la sua crescita,è una originalissima metafora, escursione intorno al tempo che una attenzione superficiale potrebbe lasciarsi sfuggire.
E la natura con la sua potenza,forza,con l'immane esercito di "creature" (dalla cellula al batterio e oltre) che si agitano tutte (solo apparentemente caotiche) con un solo fatto,obbiettivo in comune,generare la vita,organizarla,intereagire,accompagnarla,generarne altre,e fatto non secondario riconfermare se ce n'era bisogno che anche la Natura crea arte,è arte e vi partecipa attivamente...ancora l'uomo, che della natura adempie allee sue dinamice creatrici ne è parte adempie alla sua pulsione piu profonda,in una immensa affinità,parentalità con la Natura  sino a divenirne parte integrante se non "la natura stessa" per divenire un Dio "minore".
Infine, questo movimento,in questa opera (il tempo incluso nell'opera) vuole suggerirci un elemento costitutivo della materia (...),questa arte che all'apparenza investe e appaga poco interrogativa l'occhio del curioso gli farà esclamare: "carinooooooooooooooo"!


Rice field art in the country of the rising sun. Each year these guys make new images on their field by planting rice in different patterns making various images. They use different sorts of rice for color. The result is amazing as you can see. It’s a pity they only last as long as it’s time to harvest the rice.





































martedì 4 agosto 2009

«CLEMENZA DELLO STILISTA»

IL PADRE A MILANO PER APPELLARSI ALLA «CLEMENZA DELLO STILISTA»
Armani, linea dura contro i writer
Un artista francese ha imbrattato un negozio ad Hong Kong, rischia il carcere e di dover pagare 600 mila euro
Il video
http://images.corriereobjects.it/Media/Foto/2009/08/04/zevs_b1.jpgMILANO- Forse perché ha scelto il simbolo di un' altra casa di moda. Altrettanto famosa. O forse perché quel disegno «disturba» l’immagine di un palazzo imponente. E lussuoso. Fatto sta che Giorgio Armani non ci ha pensato due volte. E al writer che ha disegnato un graffito («d’arte») sulla facciata della sua sede di Hong Kong ha chiesto un rimborso a cinque zeri. Oltre seicento mila euro per le due «C» rovesciate di Chanel. E una denuncia che si può trasformare in una condanna di reclusione al famoso street artist Aghirre Schwarz, in arte Zevs, e due suoi assistenti. Una vicenda che si è trasformata in un triangolo di accuse e di scuse tra Hong Kong, Parigi e che si chiude a Milano, dove il padre dell'artista presidia gli uffici dello stilista con lettere di scuse. «Il processo è fissato il 14 di agosto. Non me ne vado finché qualcuno dello staff di Giorgio Armani non mi riceve». E intanto dal gruppo Armani fanno sapere che «è stato solo denunciato il fatto. E non l'artista. Abbiamo chiesto che la facciata del palazzo venga ripulita. Niente di più».

IL CASO- La querelle comincia il 13 luglio. Zevs è a Hong Kong per una mostra. Durante la notte decide per il blitz. L'artista non ha usato bombolette, ma un adesivo con un colore a base di acqua. Tutte precauzioni necessarie «affinché la pittura fosse removibile e potesse essere rapidamente tolta. Sono perciò in contatto con un'impresa specializzata in restauri di monumenti antichi. E secondo una loro valutazione è possibile ripulire il muro in 24 ore», sostiene Schwarz nella lettera. Un secco no sarebbe arrivato dalla casa di moda. Che non solo ha chiesto i danni per 6,7 milioni di dollari di Hong Kong, ma ha anche denunciato il 31 enne a cui è stato immediatamente tolto il passaporto. E non può lasciare il Paese finché non ci sarà l'udienza in tribunale.

LE SCUSE- Sono più di dieci giorni che l'artista tempesta di email, lettere e fax gli uffici di via Borgonuovo. «La mia intenzione non era di danneggiare né lei né l'immagine della sua impresa. Bensì, il fine della mia azione, era di far riflettere il pubblico sul ruolo della libertà d'espressione nella nostra società consumistica», si legge in una delle ultime missive. Ancora: «Con questa lettera faccio quindi appello alla sua clemenza e comprensione per la mia azione. E le chiedo di ritirare la denuncia, sperando sia possibile risolvere la situazione in via amichevole».

GLI APPELLI- Ma a volte il silenzio è peggio di un'accusa. E siccome quello dello stilista è ostinato, il padre ha deciso di fare i bagagli per venire sotto la Madonnina. Da Parigi a Milano. Da due giorni piantona gli uffici di Giorgio Armani. «Non mi ha ricevuto ancora nessuno. Ma io non perdo la speranza», spiega. Certo, il periodo non aiuta, «ma mio figlio rischia il carcere in un paese lontano. E molto diverso dall'Europa. Ha sbagliato, ma tutti abbiamo diritto a una seconda chance». Per questa si rivolge, anche lui, «alla clemenza di un uomo importante». E il gruppo dello stilista interviene spiegando che «non siamo stati noi a chiedere una pena detentiva. E nemmeno un risarcimento straordinario. Chiediamo solo che il palazzo venga ripulito». Il futuro, però, è molto incerto e un appello per aiutare Zevs, è arrivato anche sul tavolo del ministro alla Cultura francese Frédéric Mitterand. Intanto l'artista dice di stare bene. Ancora a Hong Kong teme per una condanna. E, forse, maledice l'idea di quella performance. Quella doppia «C» proprio sull'edificio di Giorgio Armani.
Benedetta Argentieri