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mercoledì 1 luglio 2009

Theo Jansen,eppure si muovono e prendono vita!

"Come accennato nel titolo queste affascinanti macchine,costruzioni meccaniche d'arte,metafore della vita che abita la micro biologia o il microcosmo marino a grande profondità...si muovono,prendono vita da sole,animate dal vento,dall'aria con buffi o armoniosi passi s'incamminano verso l'esplorazione del loro ambiente.
E un'arte affine e contigua alla scienza,se oggi fosse tra noi Leonardo Da Vinci lo vedremo indaffarato,eccitato dietro questri mostri che inteneriscono e commuovono.Non da meno uno stimolo fortissimo a questo genere di ricerca viene dalla NASA attentissima a vagliare,sperimentare ogni genere di mezzo di locomozione atto all'esplorazione spaziale ed alla colonizazione del sistema solare (Marte per cominciare).
Possiedono un che di surreale,di magico e celano la nuova consapevolezza dell'uomo moderno, la possibilità d'occupare ampi spazi ieri appartenenti alla divinità (...) la creazione di nuove forme di vita,oggi inerziali,domani consapevoli,autosufficienti e speriamo non vengano ridotte in schiavitu come avvenne nel "
pianeta delle scimmie".
Nel sito trovate altri marchingegni meccanologici (davvero da vedere) essi affascinano gli artisti da sempre,la vita intriga e generarla è la massima aspirazione di un artista."


If this page could move in tune with these sculptures, it would crawl out of your computer monitor


There are mentions in the Bible about the whirling "wheels within wheels" (Ezekiel 1:16). Admittedly the examples listed below are no match for what Heaven and angels can put together, but some of the following "living, breathing" kinetic work are clearly bordering on genius.



(images credit: Theo Jansen)

Without a doubt, with no hyperbole: Theo Jansen is an absolute genius. Listen to his talk about the new creatures he builds from "plastic tubes and lemonade bottles"...

Vermeer, Leeuwenhoek, Huygens... in this company of other talented Dutchmen, Theo Jansen is a sculptor: he creates, from his own mind and imagination, intricate mechanisms. There have been other sculptors who've created work that moves – and there will be again – but what makes Theo’s work so amazing, so blindingly brilliant, is that his creations walk, stroll, stride, amble... and live almost "independent" from their creator on a deserted beach.



Instead of being powered by primitive steam or modern electricity, Theo’s creations are propelled by the air, by wind. They are strolling clipper ships, sauntering sailboats. (A well-known video of these creatures in motion can be seen here)

Just watch them -- they’re hypnotic, dreamy. Undulating beasts marching along the seaside, elaborate mechanisms walking through the surf spray ….


Leonardo da Vinci non ne puo piu delle speculazioni che arrivano da oltreoceano!

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/07/01/sindon--140x180.jpg

Wikipedia
Il confronto contestato



LONDRA - Sulla Sindone di Torino potrebbe essere impresso il volto di Leonardo Da Vinci e non quello di Gesù. A sostenerlo è stata Lillian Schwartz, specialista in grafica della School of Visual Arts di New York, che presenterà la sua scoperta in un documentario che racconta che sarà trasmesso mercoledì su una rete televisiva britannica.
LA SCOPERTA - «Sospettavamo già che Leonardo Da Vinci avesse falsificato l'immagine di Cristo sulla sindone utilizzando tecniche fotografiche d'avanguardia. Ma dai nostri studi sembra che l'immagine sulla Sindone sia proprio un autoritratto del maestro italiano», ha detto al The Sun Schwartz, che nel passato aveva anche suggerito che Da Vinci avesse usato il suo volto come modello per dipingere la Monna Lisa. «Abbiamo utilizzato delle scansioni computerizzate e delle sostanze chimiche ad alta sensibilità alla luce, bombardandole con dei raggi solari», ha detto la Schwartz. «Il volto corrisponde con quello di Da Vinci», ha aggiunto. Lynn Picknett, studioso delle Sindone di Torino, ha detto che «la scoperta è sinistra, sconvolgente: la cosa più interessante che sia mai successa».

"L'ennesimo tentativo di guadagnare visibilità mediatica per giustificare qualche investimento "culturale" ingiustificabile se privo dell'attenzione della stampa,allo stesso tempo il conforto della defiscalizazione delle somme versate dai soliti fondi americani in cerca di ricadute prestigiose (da dar da bere ai piccoli azionisti) e naturalmente tutto questo a spese del povero Leonardo da Vinci !!!
Chiaro che gli brucia non poco il culo il non poter vantare un tal genio nella loro giovanissima cultura,state state certi che in tempi ragionevoli scoveranno una qualche ragione per affermare l'ennesima stronzata che coinvolge Leonardo da vinci,scoveranno sua mamma e una sua lettera che smentisce la sua omossesualità,per esempio....oppure che il Re di Francia (un'altra leggenda) al suo capezzale un momento prima della morte lo ha sentito invocare la pietà divina...e il perdono per la sua omosseualità!

In merito alla leggenda che Leonardo uso il suo stesso viso per dipingere la Mona Lisa essa trova radici solo nei miti metropolitani di New York o presso la sub cultura della School of Visual Arts ,tutta la critica europea tra cui Danielle Arrasse da poco scomparso hanno smentito questa ipotesi novecentesca,assurda e mai comprovata da uno straccio di prova mentre invece esiste una copiosa documentazione sull'esistenza della moglie di Fra Giocondo!

Ormai ne abbiamo sentite cosi tante sulla "sacra" Sindone che l'argomento appare,è mediatizato in Italia solo quando giunge da oltreoceano!
A bersi la sua santità restano solo gli americani e i siti che ne vendono a centiaia di migliaia ogni genere di riproduzione fra cui non manca un set di lenzuola matrimoniali con la sindone impressa recto verso!
Abito a due passi da Montecarlo e gli americani che a frotte chiedono a una certa "galleria d'arte" di poter parlare con il "maestro" si sentono dire che forse passerà in serata,che stà "riposando" e che intanto possono accomodarsi nella sala che ospita le lito del "maestro",che al piu presto una commessa carinissima servirà dei Martini...ha dimenticavo,il "maestro" che cercano e di cui acquistano a somme rilevanti fior di litografie (false) è Salvador Dali il cui acronimo fà "avida dollar"...inutile aggiungere che il maestro è morto e defunto da piu di 30 anni!!!"

Nuove sciocchezze "Leonardesche"

Sabrina Guzzanti sabota il G8 (From vilipendium)

Eccovi un video gustosissimo di Sabrina Guzzanti decisa a far saltare per aria la "pax mediatica" auspicata dal Presidente della Repubblica intorno al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,come se non bastasse lo ha sottotitolato in inglese.L'attrice,comica dalla satira piu graffiante ha prodotto uno spettacolo quale quello documentato nel video addirittura un anno prima dello scandalo "Papi",una ulteriore conferma della preveggenza degli artisti .

Micael jackson la verità...

"Nel mio precedente post ho diffusamente parlato dell'indifferenza di Micael Jackson verso certe problematiche inerenti la negritudine,l'ho definito "bianchetto impazzito" etc,etc,poi sono venuto a conoscenza di questo video e se esso non è un falso evidente allora mi tocca di fargli le mie piu sentite scuse,non manchero d'ora in poi di prestare una maggior attenzione verso il "sentimento popolare" d'oltreoceano...Già che ci sono vi metto il link che porta alla visione del testamento di Micael..."

MICHAEL JACKSON, IL TESTAMENTO DEL RE



Marilyn Monroe l'Aphrodite degli anni 50

"Dodici storici scatti (11 in questa galleria) che arrivano in mostra per la prima volta in Italia. Ritraggono una delle icone del ventesimo secolo, l'attrice americana Marilyn Monroe, due mesi prima della sua tragica morte, avvenuta nell'agosto del 1962, e furono realizzati dal fotografo e regista americano Lawrence Schiller. L'amicizia con Marilyn Monroe permise a Schiller di catturare un lato intimo della diva e dal servizio emerge un'espressione serena e morbida. Le immagini sono state pubblicate solo due anni fa, dopo essere rimasti nascosti pe roltre 45 anni negli archivi di Schiller. "Marilyn Twelve", questo il nome dell'esposizione. allestita dalla Rudolf Budja Galerie, che sarà visitabile dal 3 al 9 luglio al Colonna Pevero Hotel, in località Golfo del Pevero, in Costa Smeralda"

Non è vero che queste foto escono per la prima volta dagli archivi,si tratta di una speculazione finalizata a preparare il terreno per una vendita all'asta,si vuole creare un "evento."
Tuttavia sono foto di una qualità eccezzionale,lei in queste foto è immensamente gratificata dal genio tecnico di Lawrence Schiller,resta a tutt'oggi un mistero la capacità di Marylin di bucare lo schermo come di dice in gergo tecnico) perchè in altre migliaia di foto che la precedono non è mai apparsa cosi bella,gaya,spensierata,leggera sospesa tra innocenza e charme disincantato che stà tra la divinità e l'apparizione.Un altro fatto curioso è che la generazione a lei contemporanea pur apprezzandola,pur facendo di lei un mito,una immagine indimenticabile per tutte le generazioni a venire,ha mancato al perseguimento dell'ideale estetico da lei rappresentato in quanto simbolo e scegliendo talvolta sostitute,pseudo copie mediocri e insapori,banali,almeno sino all'arrivo di Brigitte Bardot....
Forse il suo segreto,il suo charme è tutto nella freschezza,nello charme adolescenziale disincantato,ludico che un epoca come il dopoguerra ha massacrato dietro il peso di un vissuto immensamente tragico e disperato;con lei si poteva almeno dar "corpo",sognare una infanzia,una "adolescenza" altra.
In merito poi ai fatti che hanno caraterizato la sua vita personale (...) è un'altra storia e forse meno interessante della sua bellezza e delle sue qualità di attrice.
Godetevi questa galleria perchè solo la fotografia d'arte sà rimandare il sapore malinconico di quello che avremmo voluto conservare dei nostri ricordi.


Groucho Marx , Padre Pio e" l'arte"


Un'opera mastodontica, realizzata con l'oro regalato dai fedeli di tutto il mondo in 20 anni di pellegrinaggi, e che però non manca di suscitare polemiche. Su alcuni siti cattolici, tra cui www.cattoliciromani.com, sono diversi i fedeli che lamentano il «tradimento» dei valori che impersonava il santo. «Tutto questo lo trovo lontano anni luce dalla spiritualità francescana e dal modo di vivere ed essere di Padre Pio», scrive un utente. E ancora: «Credo che questa luce sia un bell'esempio di arte e passerà alla storia ma sicuramente San Francesco e San Pio non avrebbero mai voluto, anche perché la loro vita è stata ben lontana (anni luce) da questi mosaici».
Polemiche a parte, restano i numeri della struttura. Sulla rampa che conduce alla cripta ci sono 36 nicchie che rappresentano alla sinistra la vita di san Francesco e a destra quella di San Pio da Pietrelcina. Al termine del percorso della rampa, il pellegrino arriva alla soglia della chiesa inferiore accolto dalle immagini che testimoniano la vita di Cristo. Sono 16, scelte come fondamento della vita di Francesco e di Pio. I mosaici ricoprono una superficie complessiva (tra rampa e chiesa inferiore) di circa 2mila metri quadrati. Complessivamente sono state realizzate 54 scene e utilizzate milioni di tessere.

"Ci sono talmente tante cose piu importanti del denaro nella vita ,ma ci vuole talmente tanto denaro averle..."
( Groucho Marx )
http://www.myartspace.com/blog/uploaded_images/HirstSkull-728674.jpg
Solo il teschio con diamanti di Damien Hirsh puo commentare questo articolo...Art Space News: Damien Hirst and his Diamond Skull

"Guardate quanto lo amiamo"...il culto della memoria talvolta sfocia nell'idolatria piu sfacciata,par quasi di assistere alla divinizazione di un comune mortale (Caligola promosse Senatore il suo cavallo) come al tempo degli imperatori pazzi dell'antica Roma....al dispendio di ricchezza realizato nella cappella di padre Pio da Montalcina manca solo l'imolazione degli schiavi e dei suoi costruttori come prassi nell'antico Egitto.
E non ci vengano a dire che si tratta di una operazione di "marketing" finalizata a saziare il basso appetito,la pancia dei pellegrini....quando piuttosto forse è meno campata in aria l'ipotesi di una guerra interna per la visibilità tra ordini monastici...

Si è assitito all'edificazione del nuovo "vitello d'oro",e dire che ci si illudeva che il secolo" terribile" quale quello appena passato avesse insegnato qualcosa in termini di umiltà;modestia alla chiesa Cattolica,alla sua gerarchia e invece no,la cripta recentemente inaugurata dal Papa nella sua recente visita a San Giovanni Rotondo e che conta i "meravigliosi affreschi realizzati da padre Marko Rupnik, uno dei più grandi esperti di arte sacra (se lo dicono loro...sta arte sacra all'oro zecchino...mah ?! Avranno mai sentito parlare dell'Arte Povera e di Michelangelo Pistoletto?) appare come uno schiaffo inaudito persino rispetto al protagonista del "facciamolo santo subito" (Papa Wojtyla) che scelse una semplice bara di abete deposta in terra (una foto storica ritrae l'evento che rompe una consolidata tradizione) rispetto alle celebrazioni monumental-monarchiche dei suoi stimati predecessori (Pio X).
Da supporre che il culto della personalità instituito da Hitler,Stalin,Mussolini,Berlusconi...e altri e che tanto affetta,tocca,conforta,commuove le" anime semplici" nella loro "personalissima" pratica del pensiero magico superstizioso (...) necessita "lor signori "di orpelli e gingilli scintillanti (bling bling in Francia) per dar corpo alla fede e pazienza se si investe in definitiva sul datato sentimento di stupore,meraviglia istituito dal Barocco al tempo della Controriforma,dall'oro pittato,oggi in mancanza del genio d'arte,di artisti asserviti (...) non gli resta che Baroccare con il luccichio dell'oro zecchino puro in puro stile talkshow !!!
Adesso che sappiamo (perchè la notizia è stata strombazzata dal boss in persona) del ritrovamento della tombra di San Paolo cosa dobbiamo aspettarci? L'edificazione dell'ottava meraviglia del mondo ?Mi ricordo delle feroci critiche mosse a Félix Houphouët-Boigny (Costa d'Avorio Africa francofona) per la costruzione in piena foresta della copia quasi esatta della basilica Michelangiolesca (solo qualche metro piu piccola) e voglio vedere adesso se sta faraonata pacchiana subirà la stessa sorte.
La galleria della Tomba di San Paolo
La galleria dedicata a Padre Pio

http://www.saschakoth.com/picsWestAfrica/basilica.jpg
« Notre Dame de la Paix. » Costa d'Avorio , Africa


martedì 30 giugno 2009

Jenny Saville e il suo brutale realismo da obitorio

"Jenni Saville e i suoi corpi,i suoi visi che interrogano..."

Jenny si colloca nella tradizione Realista piu antica,troviamo una sua citazione di Rembrandt e alcuni cenni a Picasso,sino a Lucian Freud (che dipinge la finitezza,la mortalità la decadenza della carne in un ottica omosesuale...),un Realismo proprio alla tradizione figurativa anglosassone perseguita con un talento che sà di Accademia,un bloc notes minuzioso da anatomopatologa,opere concepite in una luce vivida,fredda,allucinata,scossa dallo choc,dall'emozione piu Espressionista che surreale,realtà uraticante, e affilata come la lama di un pugnale,affonda nelle consapevolezze del secolo "astratto" per incidere con il suo bisturi il male e le contradizioni di una società che produce violenza,alienazione,emarginazione e infine solitudine e desolazione.
La sua è carne emaciata,pallida,infiammata,stravolta,sanguinolenta,le ecchimosi si fanno narrazione,storia,testimonianza di una tragedia che conserva nelle espressioni il dramma dell'ultimo fiato,dell'ultimo pensiero triste...interrotto e sospeso in un pronunciamento inquisitore,critico allucinato,visionario e brutale,claustrofobico, verso il nostro mediocre quotidiano fatto di rimozioni .Un'artista che colpisce duro e che non cerca il fascino coloristico o supposte armonie ma solo di togliere aria e luce al nostro sguardo.Una delle poche artiste capaci di rappresentare lo stupro,la violenza di cui è fatta oggetto la donna oggettivizata a tutte le latitudini,una reporter di guerra sul fronte della notte,nei vicoli bui delle famiglie,nelle periferie e ovunque abitino le ombre oscure dell'uomo.
Michel Abbatangelo
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Jenny Saville : "montrez ce corps que je ne saurais voir!"
Jenny Saville est une artiste peintre contemporaine anglaise. Les corps qu’elle représente nous racontent une histoire, ils sont des livres ouverts, des anatomies profondément graphiques. Sur ces visages, il nous arrive de lire l’ennui, la tristesse, la provocation, la fierté… Relever la présence du graphisme dans les toiles de Saville parait contradictoire puisqu’il s’agit bien de peinture, et qui plus est d’une peinture qui s’affirme et s’exprime, mais on sent que la forme et le contour dissimulé sous la gestualité chromatique tiennent une place importante dans les compositions de l’artiste anglaise. Ces lignes vivantes sont des mots qui nous sont adressés à nous, spectateur. D’ailleurs l’artiste incruste parfois de l’écriture dans ses images afin d’expliciter la nature profondément journalistique (mais ici, un journal intime) de ses corps qui vivent une simplicité et une complexité « d’être » infinie.

Ces modèles ne sont jamais ceux que la société nous prescrit ; ils sont imparfait, parfois hors norme, ils nous ressemblent, nous indiffèrent, nous dégoûtent peut être, nous émeuvent, nous blessent… Il reflète une créature humaine très contemporaine, isolée et en mal d’affection, tourmenté par les obligations corporelles de la société actuelle. Malgré tout, ces corps ne sont pas vaincus, il s’affirme et renvoie des formes et des couleurs aux yeux de ceux qui les épient dans la rue comme devant la toile, ils sont poétiques et peuvent évoquer des souvenirs au regardeur : le souvenir d’une émotion à un moment précis, un « état d’âme » très personnel et très singulier.

Nous ne pouvons pas dire que les tableaux de Saville sont des miroirs (je ne suis pas très lacanien), mais ils nous renvoient à chaque fois à un des multiples spectres qui habitent nos corps. Oui, les peintures de l’artiste anglaise sont sensuelles de part le rapport qui se crée entre le modèle et le spectateur. Jenny Saville s’aventure dans l’intime ; sans vraiment devenir exhibitionniste, elle arrive à suggérer les pensées personnelles de ces modèles aux lecteurs/spectateurs qui ressentent les oeuvres plus qu’ils ne les contemplent. Bien sûr, la taille de ses peintures jouent un rôle important : elle nous impressionne (le mot, pris dans le sens photographique du terme, est juste), c'est-à-dire qu’il imprime sur notre conscience sensible différentes émotions qui, comme le traitement picturale des figures nous l’indique, se meuvent et se chromatisent.

La chair est omniprésente dans l’œuvre de Saville, opulente et monstrueuse, elle se répand à la manière d’une peinture épaisse que l’on déverserait sur la toile et qui s’étalerait lentement. Pourtant cette peau étendue par la graisse donne des formes inédites aux corps, lui donne de la consistance, de la matière et du charme. La peintre, avec un accent quelque peu féministe, nous montre les contradictions d’une société masculine et iconophile qui adore les formes féminines (les seins, les hanches et les fesses) essentiellement données au corps par l’accumulation graisse, et qui, en même temps, déteste le surplus de matière graisseuse. L’amour et la haine des formes se confondent dans nos sociétés, c'est un système de proportion très sophistiqué (car très sélectif) qui catégorise les corps : les beaux et les laids. La féminité présentée par Saville s’oppose à la stigmatisation des femmes, elle donne de la visibilité et de l'esthétisme aux corps non montrés par les médias. Il s’agit donc d’un geste picturale critique qui déplore cette interdiction d’être à l’image et cette exclusion des désirs d’autrui, mais affirme aussi la puissance de la singularité ainsi que la beauté de la différence et du particulier.

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Jean Luc Cornec se la prende con la Telecom con ironia e banalità da parrocchia calvinista

Una installazione affatto prevedibile,scontata,semplicissima nella sua ideazione eppure con il tratto della genialità,una ironia sottile,perfida e per certi aspetti un po banale,se la prende con la comunicazione tout court e con l'abuso che se ne puo fare (...) quasi che l'artista identifichi nell'adolente l'uso infantile della tecnologia il peccato originale della comunicazione...Le cose non stanno affatto cosi,la comunicazione totale,l'interconnessione degli esseri umani è il piu formidabile progresso dagli albori dell'umanità ai nostri giorni,la nascita della coscienza collettiva  e di un nuovo concetto di democrazia,ancor piu estesa e ogni giorno rammentata prepotentemente dalle rivoluzioni che si appoggiano al Web...
La formulazione dell'umanità come identità unica,fusa proprio dalla comunicazione del nostro tempo per certi aspetti ancora alla pubertà;con un leggero sforzo dell'immaginazione l'interconnessione dell'umanità preconizza finalmente l'assunzione di responsabilità in termini di creazione,potenza,eufemismi che stanno al posto della parola "divinità",creatrice,inventrice,dominus.Sarà grazie ad una comunicazione adulta, autentica e pedagogica che l'essere umano riuscirà finalmente a sbarazzarsi del "pensiero magico",superstizioso,un pensiero che nasce dalla profonda solitudine e dalla desolazione dell'esistenza.
Si badi bene che non ho abusato di termini quali web,internet etc,intendo solo comunicazione,in termini di condivisione,scambio,una specie di immensa ragnatela a mo di coscienza collettiva,anima...
L'artista immaginando la comunicazione in termini di gregge mediatico,pasciuto e pascolante nei campi del piu sfrenato narcisismo ombellicale manca fortemente di immaginazione,ha mancato ad un approfondimento che lo avrebbe condotto lontano per soffermarsi sull'emozione della perplessità,della sorpresa e infatti colloco questa installazione nel dominio delle curiosità pur essendo vero che dà a riflettere.

Telephone Sheep by Jean Luc Cornec
Sheep will never be the same after being all tied up in creations by Jean-Luc Cornec, designed from recycled
telephones and curly phone cables


The installation of flocks of these creatures was on display at the Federal Postal Museum and Museum for Communications in Frankfurt Main, Germany.
The origin of the museum lies in the removal of the Berlin Reich Postal Museum during the Second World War: 1945 became part of stocks by American soldiers from Berlin to Hesse, where the core of the 1958 Federal Postal Museum formed.
Housed in a villa founders included the Federal Postal Museum of the first museums on the Frankfurt Schaumainkai — the later Museumsufer was built in 1990.
Jean Luc Cornec Telephone Sheep 8

Il mal di testa,l'emicrania percepita attraverso l'arte,la pittura

Wikipedia 

Ho trovato un sito in inglese abbastanza interessante,parla dell'emicrania,del mal di testa e dell'incidenza di questa patologia nell'arte presentandoci alcune opere purtroppo senza la firma degli autori o qualcosa che li identifichi,solo alcune modeste precisazioni e nel sito una lunga dissertazione sulla malattia. 
Per quanto mi riguarda mi sono lasciato colpire dalla bellezza delle opere,alcune le ho escluse,voi potete sempre fare un clic sul link che vi porta al sito.
Se tra di voi vi è un analista o uno psicologo ferrato nel linguaggio simbolico dell'inconscio,una lettura classicamente Freudiana potrebbe rivelarci molti aspetti interessanti di questa patologia che a quanto pare non vuole farsi ignorare dagli artisti!
Un classico l'opera di Munch,l'alienazione,la follia,l'urlo,l'angoscia,pero non sono sicuro che soffrisse di forti emicranie ma senza dubbio la sua è l'opera piu rappresentativa,la piu addatta ad illustrare l'argomento dal punto di vista clinico.

Mi riservo in avvenire di approfondire gli aspetti di certe patologie in relazione all'arte non escluso ovviamente il leggendario Van Gogh che abita in permanenza l'immaginario popolare...




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The Scream by Edvard Munch 1893.

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Mural on the side of the self-storage freeway underpass at Argyle and Franklin in Hollywood.
The sticky liquid that someone’s spilled on the character’s mouth only adds to the effect.


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