MILANO — Non gli somiglia affatto, ma pensa proprio come uno scienziato in carne e ossa. Capace di elaborare un'ipotesi di ricerca, di verificarla e di ripetere l'esperimento. Non ha nemmeno l'aspetto umanoide di C-3PO, il robot esperto di comunicazione di Guerre stellari, perché è fatto di software, cavi e bracci meccanici, ma Adamo (oltre che l'intelligenza è umano anche il nome), è la prima macchina al mondo ad avere fatto, autonomamente, una nuova scoperta scientifica. Commento : Ho la mia opinione in merito,credo che stiamo creando altre forme di vita,intelligente,sensibile e pure con tanto di anima (se ve la immettiamo) .In un racconto di fantascienza di Asimov (scienziato scrittore) avveniva un omicidio in cui la vittima era un robot,un androide e l'assassina una donna...credo alquanto gelosa. Ne feci un quadro,e comunque gran parte della mia pittura interpreta la vita in termini meccanici,insieme di relazioni,la notizia conferma quanto ipotizzo e auspico da sempre,gli androidi sapranno sollevare gli esseri umani dalla loro profonda inestirpabile solitudine? Sapranno essere riconoscenti? Sapremo noi essere all'altezza di una creazione che è divina,degna degli Dei? Sono ottimista.
Ve li ricordate questi "giocattoli radiottivi" degli anni 50 ? Quanta beata innocenza e orrore nello stesso tempo,ovvio allora non c'era stata ancora Cernobyl o Montalto di Castro (Italia) a farci paura e tessere indimenticabili lezioni sul pericolo della radiotività. Eppure ci furono Hiroscima e Nagasaky il 5 e 6 agosto del 1945 che una qualche idea pur la "suggerivano"... e i giocattoli di allora preferirono giocare sulla potenza e sul mistero che aleggiava intorno a questo evento mortalissimo e pieno di orrore.Orrore che pare non ha mai trovato,incontrato l'interesse degli artisti dediti ale arti figurtive ( vai a sapere perchè se non accettiamo la RIMOZIONE ) se si fà eccezione per il "dottor Stranamore" il film di Stanley kubrick con peter Sellers.Ora che la paura atomica ha abbandonato l'animo di qualche generazione "anziana" forse qualcuno si farà avanti,almeno lo spero.
I giocattoli melanconici, sculture surrealiste....ludiche,edoniste. Queste sculture non sono affatto sculture, bensì giocattoli. Più precisamente, giocattoli per melanconici.” Così Gabriels, classe '71, definisce le sue opere: bizzarre creature embrionali con occhi vetrosi, che richiamano idoli archetipici. Pezzi pop-surreali scomponibili, metamorfici e investigabili come le parti anatomiche di un organismo vivente. Ora in mostra alla Bizzarro Gallery di Roma (via reggio emilia 32) dal 4 aprile al 5 maggio
La Paura Chissà se aveva davvero ragione lui, Publio Ovidio Nasone detto Ovidio: «Crudelitas in animalia est tirocinium crudelitatis contra homines», «la crudeltà contro gli animali è un apprendistato della crudeltà contro gli uomini».
Lo sapevano bene i nazisti,le SS sottoponevano ad una iniziazione tutti gli ufficiali,essa che consisteva nell'estrarre gli occhi di un gatto vivo dalle orbite .
GIOCATE CON I "BERLUSCHINI" PINGUINI VI SEGUIRANNO DAPPERTUTTO PIU O MENO COME IN "FORZA ITALIA" "L'ITALIETTA "MEDIA SEGUE BERLUSCONI
Giocando s'impara o la pedagogia di 100cosecosi
Assediato il milardario Pinault Francia, caccia ai manager Assediato il milardario Pinault François-Henri Pinault, presidente del gruppo francese Ppr GRENOBLE - Mentre il direttore del personale e altri quattro manager della Caterpillar da stamane sono tenuti sotto chiave dagli operai nella sede dell'azienda a Grenoble, anche Francois-Henri Pinault, patron del gruppo PPR, leader del lusso, è stato "sequestrato" da alcuni dipendenti del suo gruppo. Un centinaio di lavoratori, colpiti dalla crisi economica, hanno preso d'assedio l'auto del milardario mentre lasciava la sede parigina del suo gruppo industriale. Quarantasette anni, Francois-Henri Pinault gestisce l'immenso impero del lusso PPR fondato dal padre, Francois. E' proprietario di un vasto gruppo che va dal marchio Gucci alla casa d'aste Christie's, dalla Fnac a Printemps, al marchio sportivo Puma. In Italia, Pinault possiede tra l'altro Palazzo Grassi a Venezia.
COMMENTO :Tira aria brutta per i mostri sacri della speculazione d'arte o del "bello di lusso" e dire che questo tipo su raccomandazione avrebbe dovuto aver cura di dare una occhiata ai miei quadri...come al solito " chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato scordiammuce o passato "
LONDRA aria di rivoluzione
Circondata da migliaia di manifestanti la Royal Bank of Scotland scelta perché che lo scorso anno ha ricevuto aiuti pubblici per miliardi di sterline, con l'obiettivo di evitarne il fallimento. Cariche della polizia anche a Cannon Street. In frantumi alcune vetrine. Infranti i vetri delle finestre della Rbs a Threadneedle street. Un piccolo gruppo, a volto coperto, è entrata nella sede della Bank of Scotland. La Polizia ha fatto irruzione negli uffici colpita da mobili e suppellettili che i manifestanti lanciavano dalle finestre. Un poliziotto è stato colpito con una grossa sbarra ed è sttao ricoverato.
La tensione nella capitale è alta. Quattro cortei, partiti da altrettante stazioni della metropolitana, stamane si sono raccolti nel centro della città finanziaria. Lungo il tragitto decine di impiegati della City, affacciati alle finestre, lanciavano biglietti da 10 sterline, mentre la folla sottostante reagiva con urla e invettive.
Il Times ha descritto il clima e le misure pre-vertice, definendo Londra come una ''fortezza'', mentre il quotidiano City AM titola la sua prima pagina ''G20: Una città sotto assedio''. Schierati diecimila poliziotti, un'operazione-sicurezza che costerà alle casse dell'erario inglese non meno di 8 milioni di euro.
MORAVIA
Il ritratto l'ha dipinto un tale che si chiama Gottuso
AUTORE di romanzi "da voyeur", privi di "tensione idealista", alcuni dei quali addirittura "insignificanti". Sommari e sferzanti, sono questi i giudizi, inediti, con i quali i giurati dell'Accademia di Svezia negarono il Nobel per la letteratura ad Alberto Moravia, pur prendendo più volte in considerazione la candidatura dello scrittore romano lungo un decennio, a partire dal 1949. Per gli accademici di Stoccolma, l'opera narrativa dell'autore di Gli indifferenti e La ciociara rivela "un tratto spiacevole", che si può caratterizzare con la parola "voyeur", perché troppo attento al tema "erotico".
Commento : ...quanto di piu vero non si puo dire...tuttavia resta un grande scrittore,personalmento l'ho letto non poco e invidiato la sua scrittura,la sua freddezza analittica etc,meno certe sue affermazioni sugli aborigeni (....) in un documentario degli anni 60,diceva che bisognava aver pazienza con loro,hanno il cervello dei bambini (sono deficienti),qualche anno dopo quando presero (gli aborigeni) a frequentare le università avrebbe potuto cambaire idea se non fosse che era lui Moravia: era già morto !
«I nipotini di Duchamp spariranno. Basquiat? Vale davvero poco»
Barbara Rose o quando la verità stà nel mezzo. Tra una crisi isterica (vai ad indovinare perchè .....?)e qualche mezza verità come quella sul milione di falsi che circola intorno a Basquiat....un fatto ovvio visto che nessuno come Basquiat sà far lavorare,dipingere una segnica che scaturisce direttamente dal profondo,da quel mistero che genera il linguaggio in tutta la sua complessità,confusione,immediatezza,per cui se chiedete alla vostra nipotina di quattro anni una tela ad olio ci sono molte possibilità che la si possa firmare Basquiat,oppure una tela fatta dallo scemo del villaggio,il risultato è lo stesso,nessuna inibizione e freschezza comunicativa,una inventività che sà farsi meraviglia. Tutto questo non è bello?!
Il suo viaggio, di storica e critica, nella «factory» americana di Warhol e gli altri «Hirst e gli altri, rovina dell’arte» Barbara Rose «La crisi economica? È fantastica. Rimarranno solo i veri artisti. Perché i veri artisti hanno la maledizione dell’arte e non hanno altra scelta». Barbara Rose parla con il sorriso sulle labbra, ma dice cose durissime. Soprattutto sugli artisti che non ama: «Koons, Hirst, Cattelan? Tutti sopravvalutati. Vogliono fare impressione, ma lo choc non dura nel tempo. I nipotini di Duchamp hanno rovinato l’arte. Basquiat? Vale davvero poco e il mercato è pieno di falsi. Per fortuna la storia e il tempo correggeranno tutto».Barbara Rose, grande storica e critica d’arte, docente, scrittrice e curatore di mostre, ha un dono tutto speciale: quello di parlare con franchezza e di regalare in una conversazione un viaggio nella mitologia dell’arte. I suoi amici più cari erano Warhol, Rauschenberg, Frank Stella, Jasper Johns per fare solo qualche nome. «Avevamo vent’anni, non c’erano soldi e l’unico posto dove trovare qualcosa da mangiare era da Andy alla Factory o allo studio da Rauschenberg. Si viveva così, con allegria e pieni di speranze» racconta. La Rose è una giovanissima settantenne. Impossibile darle un’età precisa, inganna tutti con il fascino della parola e con gli occhi azzurri che sorridono sempre. Ed è una figura davvero unica: non soltanto è la più importante testimone e studiosa dei movimenti artistici americani, lei stessa è protagonista di quella stagione irripetibile (tra gli anni Sessanta e Settanta) che ha visto crescere e consolidarsi i grandi movimenti dell’arte «made in Usa».
Frank Stella Due esempi? Warhol l’ha filmata nel suo film The 13 Most Beautiful... e c’è una foto che la ritrae nuda mentre Jasper Johns le fa un calco di gesso. Lei scherza: «Pezzi delle mie gambe e braccia sono sparsi nei suoi quadri. Faccio parte delle più belle collezioni del mondo». La Rose è stata «dentro» la storia dell’arte con una passione e una libertà che non ha uguali e i suoi scritti hanno offerto una lettura fondamentale per comprendere e costruire una storia dell’arte che è storia del presente. Tra tutti vale ricordare il testo che ha scritto a soli 25 anni, L’arte americana del Novecento, che ha aperto la critica a un mondo fino ad allora pressoché sconosciuto: «Ho scoperto da poco una cosa incredibile: i soldi che quel libro ha fatto guadagnare all’editore sono andati alla Cia. Era tempo di guerra fredda e il volume, che aveva un finanziamento governativo, doveva servire a manifestare la grande potenza creativa degli Usa in confronto all’aridità della Russia».
Basquiat
Da poco ha pubblicato per ScheiwillerParadiso Americano, una raccolta di saggi «sull’arte e anti-arte» dal 1963 a oggi. Un volume che oltre ad essere l’appassionato racconto in presa diretta dei protagonisti dell’arte americana, è anche la storia di una irrefrenabile decadenza, di un vero e proprio declino. Con una sorpresa: da sostenitrice entusiasta degli artisti, fa autocritica e riconosce i limiti, gli eccessi di quel mondo che ha frequentato da vicino. Senza tanti giri di parole Barbara Rose accusa un sistema dell’arte senza più regole etiche che pensa soltanto al profitto: «Siamo in mano al marketing, nient’altro. Viviamo il tempo dei valori falsi confezionati per gente incolta e ignorante. Il problema è la distruzione totale del mercato dell’arte che non ha niente da fare con la qualità di un’opera. Oggi esiste solo la manipolazione del mercato controllata dalle case d’asta, ma ancor di più dalla pubblicità, dai libri e dai critici pagati, dalle feste mondane e dai musei. Sì, i musei sono il vero problema: certificano la qualità quando non c’e nient’altro che moda, scandalo e spettacolarizzazione. È il fast food dell’arte con il gusto di una pizza fredda».
«Ma l’arte americana non è del tutto morta: ho trovato enormi energie nuove dai giovani neri, latini e asiatici. L’arte vive di nuovo grazie al melting pot». Ma New York, aggiunge, non è più il centro del mondo: «Andare a New York oggi è come trovarsi con i resti di una festa». E si lascia andare a una battuta: «Ora a Manhattan ci sono meno artisti che a Todi». Per Barbara Rose anche in Europa non va tanto bene: «La crisi viene del fatto che i ricchi non hanno cultura e i colti non hanno soldi. Viviamo un mondo che non permette lo sviluppo del gusto. Oggi l’intelligenza, l’etica, l’estetica contano poco». Ne ha anche per i critici italiani: «Achille Bonito Oliva? Il suo problema è che si considera un artista. Per lui la più grande opera è solo se stesso. Francesco Bonami è molto legato alle logiche del marketing e capisce solo le regole del gioco. Germano Celant è il gioco». E salva soltanto Gillo Dorfles: «È stato il mio eroe. I suoi scritti sono ancora fondamentali per capire la decadenza del presente ».
La storica dell’arte è un fiume in piena: ricorda i giorni a Washington, dov’è nata e quando saltava la scuola per andare tutti i giorni alla National Gallery. Sognava di diventare pittrice («Ma ho smesso di dipingere quando ho visto i quadri di Frank Stella»); ricorda i suoi 15 anni a New York per conoscere gli artisti: «Bastava andare ai vernissage a Tenth Street o a Betty Parsons e c’erano tutti, sempre ubriachi e a caccia di ragazzine. Cosi ho incontrato de Kooning, Kline, Guston. E poi per pagarmi gli studi ho lavorato da Leo Castelli e così ho cominciato anche a scrivere. Avevo 22 anni». Una vita avventurosa nel nome dell’arte. Ma non solo. Tante anche le passioni d'amore: «Ho incontrato un ragazzo senza denti —racconta —. Era tutto sporco, con la barba lunga, un proto punk. Ma quando ho visto i suoi quadri neri ho capito che era un genio». Quel ragazzo era Frank Stella e diventerà suo marito.
Il secondo, per la precisione, visto che con questa donna tra amori e matrimoni il rischio è di perdersi. Per la cronaca, il terzo marito è stato Jerry Leiber (celebre autore di tutti i testi di Elvis Presley) che ha voluto sposare a Roma perché c’era Argan sindaco che ha celebrato il matrimonio. Tranquilli, scherza: «Il quarto e ultimo marito è anche il mio primo amore». E aggiunge: «Basta artisti, sono impossibili, ti uccidono, questo è un economista, anzi l’ultimo economista marxista rimasto negli Usa e si chiama Richard Du Boff. Eravamo proprio dei ragazzi quando ci siamo sposati ». Dopo 48 anni lo ha ritrovato casualmente durante un viaggio in treno. A Barbara Rose si illuminano gli occhi: «Si è avvicinato e mi ha detto: sei l’amore della mia vita. Ci risposeremo a Venezia. Non è una storia alla Calvino?».
Gianluigi Colin
TUTTI VOYEURS
Psico patologia presente quando l'arte negata (creazione e liberazione) è pressoche assente dal quotidiano in termine di autoterapia,esorcismo, attenzione verso se,momento analitico,sogno,condivisione,fantasia, immaginazione,comunicazione....proiezione nel domani del SE,un Reality che è specchio del malessere di una nazione che crede un po troppo che "l'erba del vicino è sempre piu verde" ! Godetevi l'articolo del corriere della sera it,le immagini sono foto tratte da internet e si riferiscono al Voyerismo giapponese,"....nell'erba con tanto pubblico,si puo persino toccare !" la documentazione fotografica (se non sbaglio) è la cronaca del fotografo Kohei Yoshiyuki 1970 circa.
quasi 1.800puntate per lo show più longevo della storia della televisione Reality Record: spiati da 5 anni Russia, il caso di «Dom-2»: quindici persone che devono innamorarsi. Anche matrimoni nella casa delle polemiche
MILANO— In un bosco alla periferia di Mosca, sorge la casa più spiata di tutta la Russia. La abitano quindici persone tra uomini e donne e il loro unico scopo è quello di formare delle coppie. Di innamorarsi, insomma. Fedeli testimoni di ciò che succede all’interno delle mura, centinaia di telecamere che immortalano la vita di chi varca la porta di quella dimora.
Telecamere accese e puntate ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Non da settimane e nemmeno da mesi. Da anni: cinque. Ininterrottamente. Dom-2 (Casa-2) è l’apoteosi del reality show, un caso mediatico che ha solo una data di inizio: 11 maggio 2004. Da allora il gioco non è mai terminato e, cosa forse ancora più sorprendente, non ha nemmeno conosciuto cali di popolarità nel pubblico che, instancabile, non ne perde una puntata. E dire che lo show, trasmesso dal canale Tnt, va in onda anch’esso ogni giorno, domenica e feste comprese, per un’ora in prima serata (e in più, alle 14.30, alle 23.30 e alle 3.20 di notte). Anche qui, da cinque anni.
Quasi 1800 episodi che valgono a Dom-2 la palma di reality più longevo del pianeta. Non deve stupire dunque se questa sorta di Truman Show abbia partorito personaggi di smisurata popolarità. A partire dalla conduttrice, la biondissima 28enne Kseniya Sobchak, cresciuta assieme al programma che guida da quando ne ha 23. Ricca, modaiola, capricciosa e arcinota, Ksenya è la «Paris Hilton di Mosca». Popolare al punto da diventare lei stessa vittima delle polemiche suscitate dallo show di cui, sulla carta, è solo la presentatrice. In realtà ne è l’icona, tanto che ha rischiato di essere incriminata dai deputati della Duma per «induzione alla prostituzione».
Questo perché chi entra nel gioco per trovare l’anima gemella, molto spesso finisce per trovarla. Almeno per un po’. E dato che alla passione è difficile imporre un argine, è capitato più volte che i curiosi occhi elettronici abbiano immortalato e trasmesso scene di sesso esplicito. E così il Parlamento russo ha accusato il programma di promuovere «la degenerazione morale», soprattutto in relazione al suo accanito e in larga parte giovane pubblico. Ma i ripetuti tentativi di censura non hanno mai scalfito la potenza di questa corazzata Potëmkin catodica, che rimane, sera dopo sera, il reality russo più seguito. Ad appassionare gli spettatori è senza dubbio la possibilità di soddisfare il voyeurismo più sfrenato: le telecamere sono accese 24 ore su 24 sui partecipanti che diventano, in qualche modo, presenze di famiglia.
Vista la durata potenzialmente infinita del programma, i concorrenti possono uscire dal set, ma sempre seguiti dalle telecamere. L’unica possibilità di sfuggire alle riprese è chiedere un breve permesso (10-15 giorni) agli autori che possono decidere se concederlo oppure no. Una prigione dorata in cui, finora ci sono stati cinque matrimoni, diversi fidanzamenti e incalcolabili effusioni tra i partecipanti. Attualmente nel reality c’è anche una famiglia: quella di Karaseva Viktoria e Vaceslav Dvorezkov. Nomi che se qui non dicono nulla, in Russia sono tra i più quotati dello showbiz. Se si pensa alla dose di popolarità che circa tre mesi di Grande Fratello regalano a chi ne prende parte, il parallelo è quasi intuibile. Qui i concorrenti, tendenzialmente, rimangono tali per anni. Tre settimane fa è uscito dal gioco Stepan Menshikov: era entrato alla prima puntata del reality. Il suo ritorno alla realtà, senza telecamere, è stato vissuto come un trauma dagli altri concorrenti e dal pubblico. Ora ha inciso una canzone ed ha dichiarato di voler diventare attore. Già in passato, diversi ex concorrenti hanno saputo capitalizzare l’enorme fama guadagnata negli anni spesi sotto i riflettori: Viktoria Bony è diventata una presentatrice, così come Olga Byzova mentre Olga Nikolaeva è oggi una cantante. Meno bene è andata ad un altro ex concorrente: Aleksey Adeev. L’uomo è stato riconosciuto in tv da una donna che aveva truffato anni prima. E così, dalla prigione dorata è passato a quella vera.
Chiara Maffioletti 02 aprile 2009
VESTITE IL VOSTRO "EROE" VICINO DI CASA
Micael More
Avete degli amici a cui il risentimento stà mangiando il fegato? chesso dei leghisti in vena di "ronda padana" desiderosi di riciclarsi da sfigati ad eroi? Ebbene questo è il sito che fà per voi,giocate perchè giocando s'impara ! cominciate col l'abbigliare il nostro "eroe" PADANO dalle scarpe alla cravatta,persino le armi con cui uscirà la sera e quant'altro dovesse servire,questa specie di "Big Jim" e la serie di eccentrici personaggi tra Arte,scultura e ironia che riempiono il sito aiutano anche aperdere le " calorie mentali " in eccesso. Fate clic QUI
Vicale Corporation
198 GOOD HILL ROAD | OXFORD, CT | 06478 | 203-888-0147
Un cretino in piu e quello che non si dovrebbe mai fare .
"....non tanto per lo spirito iconoclasta e sarcastico della cosa pure se giocata con garbo e simpatia (e abbondanza di mezzi secondo l'assioma che piu si è banali piu si è destinati al successo perchè "tutti si identificharanno in voi" ...) ma perchè il cretino di turno pensa di trarre il suo momento di "gloria" a spese di un simbolo universale di cui non ha capito nulla, e la sua azione-performance scaturisce dritta dritta dalla frustrazione, dal risentimento profondo; la prova ? Avrebbe potuto costruirla "lei" con gli hamburger e renderla commestibile, metafora potentissima e cannibale ,chesso invitare i cani del quartiere a merenda....o le nuovissime vittime dell'ultra liberalismo d'oltreoceano .Invece...."
Chi ha delle interpretazioni sul temaMona Lisa me le spedisca. Grazie
Appena mi sarà possibile apriro un sito in cui sono raccolte tutte le versioni dedicate alla Mona Lisa dagli artisti presenti in internet (google),ovviamente ci saranno anche le mie (...) e quando è il caso anche un commento specie se l'opera è sensibilmente vicino allo spirito greco di Leonardo da Vinci.
Vi invito a visitare il BLOG DI CAMILLA in cui troverete un talento straordinario esercitato con ironia e feroce sarcasmo e tra le righe una idea dell'EROS gaia fantasiosa e inventiva,la sua tematica saccheggia la letteratura erotica di tutti i tempi in uno stile caricatural-realista.L'indirizzo è questo e basta un clic :blog
Ancora la censura du una opera d'arte NAPOLI - E' stato rimosso dagli organizzatori della mostra al Pan di Napoli il crocifisso avvolto in in profilattico, che venerdì aveva creato polemiche e malumori nella giunta comunale. Il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva ordinato di toglierlo ma non era mai arrivato il diktat ne' alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, ne' all'artista, Sebastiano Deva.PRIMA LO SPOSTAMENTO, POI LA RIMOZIONE - venerdì era stato solo spostato in una sala ed era stata spenta la telecamera che lo proiettava su una parete del museo. Sabato pomeriggio invece è scattata la decisione «per rispetto degli altri artisti che partecipano al format». La conferma di questo provvedimento è stata data dallo stesso Deva ad Agr.
IL COMMENTO : Ho ascoltato l'audio di una intervista telefonica, l'artista cerca di sdrammatizare tutta la faccenda cercando di farci credere che l'opera in se non voleva essere una provocazione ne tantomeno "offendere" nessuno (...) si capisce tra le righe che il clamore della faccenda stà nuocendo fortemente sul suo percorso e carriera,tradotto in parole povere getta acqua sull'incendio e cerca di normalizare un fatto gravissimo (se siamo in un paese d'arte).
LA VILLA DEI MISTERI DI POMPEI
a Villa dei Misteri fu così chiamata per i dipinti in una stanza dell'abitazione. Questo spazio era probabilmente un triclinio, ed era decorato con affreschi molto raffinati. Sebbene il soggetto attuale degli affreschi sia fortemente dibattuto, la più comune interpretazione delle immagini è che siano scene dell'iniziazione di una donna ad un culto dionisiaco, un culto misterioso che richiedeva riti e rituali specifici per diventarne membro. Fra tutte le altre interpretazioni, la più nota è quella di Paul Veyne, che ritiene rappresenti una giovane donna durante i riti del matrimonio.
Pompei," la villa dei misteri " fà parte della serie "palettes",con un po di fortuna potete scaricarlo da internet con l'ausilio di Emule o altro software P2P etc, Le emozioni che ho provato sono intense tra esse un che di pienezza della vita familiare senza enfasi o grandiosità,modesta,serena,attese colmate e un tutt'uno con il culto degli antenati e l'idea religiosa (pensiero mistico)del tempo e tanto d'altro straordinariamente integrato nel linguaggio formale degli affreschi della "villa dei misteri" un linguaggio che puo essere espresso solo in presenza della realtà (una realtà Dionisiaca,Epicuriana) e non una mera creazione fantastica che si puo prendere per "realtà",la coloristica è semplice e lussureggiante come raramente si puo incontrare dal Rinascimento in poi,il segreto è nella semplicità e ha ragione Picasso quando dice di un paradosso coloristico: "... ad una apparente complessità per numero di colori corrisponde un ristrettisimo numero di colori ..." oltre al fatto che anche lui fu immensamente colpito dalla plasticità delle figure della "villa dei misteri".Se questi affreschi hanno sfidato il tempo ed il Vesuvio per giungere fino a noi nella loro straordinaria freschezza,a noi che possiamo ancora oggi percepirne il senso piu profondo (ormai non ci sono piu dubbi sul significato degli affreschi) significa che quanto avvenne oltre 2000 anni prima costituisce una lezione,un segno su un divenire dell'umanitas che deve essere preso in seria considerazione,sopratutto sul piano specifico delle arti mentre la Filosofia da tempo se ne stà occupando con esiti esaltanti (...) da quando è stata ritrovata una intera biblioteca dell'antichità con guardacaso molti dei libri "pagani" bruciati messi al rogo dalla barbarie del cristianesimo.Insomma sempre di EROS si tratta quando si parla di Pompei e della scomparsa di un certo modo di intendere la vita...
Dalla Palestina agli Usa.Ecco gli occhi del mondo Sessanta fotografie che hanno al centro storie di uomini e donne, dal Biafra alla Bolivia, dalla Slovacchia agli Stati Uniti, dalla Palestina al Niger. In mostra a Firenze dal 2 aprile .Un minatore brasiliano, indifeso e disarmato, affronta un soldato e gli resiste. Un anziano afghano tiene in braccio un neonato in fasce e avanza. Dietro, solo un cannone. Gli occhi neri della bambina eritrea che mostra il suo quaderno di studio. Una coppia che attende in fila all'ospedale di Bogotà: sta per nascere il loro figlio.LA MOSTRA - Immagini, click, storie in bianco e nero. Che raccontano il mondo, la guerra, la violenza e la quotidianità. Sessanta fotografie che hanno al centro storie di uomini e donne, dal Biafra alla Bolivia, dalla Slovacchia agli Stati Uniti, dalla Palestina al Niger e che narrano la povertà e l’opulenza di un mondo che si proclama globale ma vive di disuguaglianze. Un mondo di persone narrato dal 1968 agli anni nostri. L’esposizione, dal titolo «Obiettivo: un mondo di persone. 24 fotografi in azione», si svolgerà presso la sede della Provincia di Firenze in via Cavour, a partire dal 2 aprile fino al 21.IL PROGETTO DELL'ONU - La mostra è stata prodotta dal Progetto International Debate Open Services del Centro Mediterraneo dell’OMS per la riduzione della vulnerabilità, basato a Tunisi. Ventiquattro fotografi di fama internazionale hanno donato 60 fotografie che sono state raccolte in un catalogo ed esposte in una mostra di grande valore artistico. L’Istituto di Fotografia di Losanna ed il suo Direttore, Charles Henri Favrod hanno garantito la supervisione artistica della mostra. La mostra itinerante, dopo aver interessato diversi paesi e città, è promossa anche a Firenze da ART Toscana, UNDP, UNOPS, Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri e dalla Provincia di Firenze.I FOTOGRAFI - Si tratta di 60 fotografie di altissimo valore artistico di Zalmaï Ahad, Monika Bulaj, Gilles Caron, Luc Chessex, Jean-Luc Cramatte, Mario del Curto, Armand Deriaz, Eric Deroze, Jurg Donatsch, Nicolas Faure, Frank Fournier,Anne-Marie Grobet, Olivia Heussler, Magali Koenig, Alex Majoli, Romano Martinis, Simone Oppliger, Didier Ruef, Sebastião Salgado, Roland Tasho, Pierre-Michel Virot, Gilles Weber, Jean-Claude Wicky, Hugues de Wurstemberger. Alessandra Bravi 24 marzo 2009
LA NORMA.
"spiare inspira...."
Abbiamo un governo di guardoni, voyeur che presto sbirceranno nelle nostre camere da letto!
Nell’ultimo anno, il Governo ha provato a limitare il fenomeno dei matrimoni di comodo. Quello che emerge è che dal 24 luglio scorso - grazie all’entrata in vigore della 125, il cosiddetto "Pacchetto sicurezza" - il matrimonio tra un cittadino straniero clandestino e un altro in regola con il permesso di soggiorno non attribuisce al primo il diritto di emergere dalla clandestinità e di godere dei vantaggi previsti da coloro che rispettano le norme sull’immigrazione. In questi casi la polizia ha i poteri di non concedere il permesso di soggiorno, mentre non può procedere all’espulsione quando un clandestino si sposa con una persona italiana.
Ma tra le pieghe della legge c’è qualcuno che è bravissimo a farsi spazio, tanto da studiare alla perfezione come ingannare i controlli, anche se negli ultimi mesi, anche i matrimoni di comodo, sono calati. Soprattutto per la stretta collaborazione tra gli uffici dell’anagrafe comunale e le forze dell’ordine. Il Comune, dove si richiede la pubblicazione della data delle nozze, è infatti obbligato ad avvisare la polizia su ogni caso sospetto. Quando gli investigatori intervengono, non solo scavano nella vita dei futuri sposi, ma verificano anche che il matrimonio non sia solo di facciata, cercando di capire almeno l’effettiva convivenza. Più difficile, invece, dimostrare quanto succede nell’intimità della camera da letto.
TAPPATE TUTTI I BUCHI !
Radiology ART del dottor Satre Stuelke
Al tempo del Melokanu Africa atelier d'art in Padova un amico infermiere ci porto in studio qualche decina di kg di radiografie d'origine umana dicendoci di farne qualcosa,poichè già una artista aveva esposto in una delle nostre collettive una installazione a base di radiografie non ne facemmo nulla anche perchè francamente la cosa ci risulto un po maccabra;oggi la stampa parla della "radiology ART" e pubblica un diaporama di queste opere giusto per sollevare un pizzico di curiosità tra i profani delle cose dell'arte (...)poichè raccolgo quasi tutto quello di cui si parla nelle cose "d'arte" anche questa storia finisce in 100cosecosi con la segnalazione netta dell'interesse minore che ha ai miei occhi questa pratica che mi ricorda l'occhio spione di certi manchingegni voyeurs(...)negli aereoporti ! Secondaria l'ipotesi del "paziente" che reclama i diritti d'autore sulla sua frattura all'artista dottore cui per giunta ha pagato una salata parcella!
DISEGNIDISOGNI
Illustrazioni per ragazzi dall' Iran :quando il linguaggio simbolico universale del profondo non è stravolto dagli assiomi "dall'Arte Contemporanea" sempre piu asservita agli umori elitari,aristocratici dei dieci piu grandi collezionisti e miliardari del mondo i quali collezionano,pongono nei propri "musei" personali chi gli pare e piace con il plauso osannante dei media e della City.
Dovrebbe essere interesse dell'universalità l'ampiamento e l'allargamento a tutti (democrazia?) del linguaggio universale dei segni,dei significati che vive il profondo (l'inconscio) dell'umanità piu che l'invenzione di nuovi alfabeti espressivi con la password per accedervi in mano a pochisimi eletti ! E quando l'accesso è finalmente realizato scoprire che si tratta di mediocri feticci ironici al consumismo occidentale .
100cosecosi rischia la pelle per voi
...si perchè di tanto in tanto navigando tra i blog d'arte alla ricerca di qualche proposta interessante incappo,inciampo in siti che vogliono incollarmi schifezware,porcware,merdware di tutti i tipi non esclusi i trojan !!!
Un diverso approccio al consumo e una coscienza ecologica alla base della pratica di numerosi designer e artisti che a Roma creano nuove forme per arredare la casa partendo da materiale riciclato Servizio di Giovanna Di Lello CARMINA CAMPUS:Fotogalleria | Articolo di Enrico Maria Albamonte
[26 marzo 2009]
L'artista Jorge Colombo ha usato il suoiPhonee l'applicazione gratuita Brushes per creare immagini che sembrano dipinti veri. Portoghese trapiantato a New York, Colombo ha fatto il giro della Grande Mela realizzando delle opere suggestive con il solo aiuto di un software di pittura e delle proprie dita;qui la galleria delle sue creazioni.
Commento : Non fatevi ingannare dall'apparente facilità di queste opere,hanno richiesto molta pazienza oltre ad un certo grado di sintesi meravigliosamente realizata attraverso il colore con un che di Goya. Tra le altre cose solo una metropoli moderna,verticale e al neon come New York poteva esser resa cosi bene nella sua alienante nevrosi di ombre,spazi vuoti estranianti,luci e colore,tutti i toni del nero e del grigio colorato accendono i luoghi del calore umano come raramente accade,una sensibilità questa che nasce da una solida tradizione figurativa attorno alla malinconia,alla solitudine delle metropoli.Gli esseri umani quali ombre sfuggenti fantasmatiche si aggirano in un universo di luci e promesse di calore "consumabile"in stretta relazione con la capienza della carta di credito.
MA-DONNE
Un diaporama dedicato SONIA RICHELMA D'ELIA,le sue "icone" e queste Ma-donne sono strettamente imparentate e vi è da aggiungere che le prime sono nettamente piu incisive per il valore intrinseco dell'analisi di questa "pop art barocca" che si contenta solo dell'effetto meraviglia indotto dal colore fluorescente,acido e dalla composizione scenografica ad effetto;non si capisce chi dovrebbe indignare,scandalizare o provocare questa grossolana ironia fantasmagorica! Lachapelle il fotografo di cui abbiamo già parlato stà facendo scuola,buon per lui.
INTERNET E LIBERTA
Su QUESTO BLOG una grossa novità che interessa noi tutti,di che fare festa alla faccia di Berlusconi e Sarkozy ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ah ah ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha.............................................................................................
CARICATURE ISLAMICHE
Maometto in paradiso dice ad alcuni kamikaze : "...stop ; abbiamo esaurito lo stock di vergini "...intorno a queste caricature si è svolto un importante processo a Parigi in cui era coinvolto Charlie Hebdo discendente del noto karakiri,rivista politico satirica del 1968 (...) Sarkozy vi fece pervenire poco prima della sua elezione alla presidenza della Repubblica una lettera in cui si schierava nettamente per la libertà d'espressione sancita nella Costituzione francese e bene inalienabile alla Repubblica nonnostante Charlie Hebdo lo abbia strapazzato a mo di un calzino per anni (...) subito dopo tutti gli altri pezzi grossi della politica francese hanno esternato nel processo attraverso la testimonianza lo stesso pensiero,un momento storico di fronte ad una Europa alcuanto timorosa della reazione "islamista".per una volta i disegnatori di Charlie Hebdo sono stati riconosciuti quali eroi di una causa di civiltà contro una visione integralista,ottusa e oscurantista che vuole che le "religioni" non possano essere oggetto di critica,ironia,irrise o sbeffeggiate (solo loro tra loro possono sbeffegiarsi).Anche un certo "Islam da qualche tempo a questa parte deve sorbirsi la sua bella razione di momenti ironici o sarcastici ne piu ne meno di come è oggetto di "attenzioni" la religione Buddista,Induista,Ebraica o la Chiesa Cattolica Apostolica di Roma....con tutti i suoi gingilli e appendici connesse.QUI in francese tutto sul processo.Ne è stato tratto un documentario straordinario da RTL e passato in prima serata con una grande audience...l'ho appena visto (con due anni di ritardo) e mi ha commosso cercate : "c'est dure être aime par cons" in Emule e lo avrete. QUI TUTTE LE CARICATURE :
Borghezio: lezioni di fascismo (28 marzo 2009) Il leghista, ex sottosegretario alla giustizia, parla ai fascisti francesi dell'Ump: "Infiltratevi così..." L'europarlamentare, noto per le sue invettive e azioni razziste e xenofobe, suggerisce le tecniche più efficaci per infiltrare le istituzioni. Una di esse, come spiega, è quella di presentarsi come movimento territoriale e occupare in primo luogo i piccoli comuni, per poi arrivare "là dove si vuole arrivare". Tutto questo, ovviamente, va fatto con discrezione, "non bisogna assolutamente cedere alla tentazione di dichiararsi fascisti". Il suo intervento, ripreso dalla tv francesce Canal+, ha fatto velocemente il giro della rete. E ora il corso accelerato di neofascismo è arrivato anche in Italia.
Qui sotto l'Italia,la famiglia "pinguina" media ed il vostro mouse che prende il posto di Berlusconi ,della serie GIOCARE PER CAPIRE !
DIAPORAMA Bo130 E Microbo: «In Italia siamo ancora considerati quasi come dei nulla facenti,» Tag e graffiti al Grand Palais Parigi consacra l'arte di strada In mostra fino al 26 aprile le opere di 150 writer provenienti da tutto il mondo. E ci sono anche 2 italiani
PARIGI – Tag e graffiti al Grand Palais. Nessun atto di vandalismo, però. Si tratta invece di un’esposizione che consacra nella Ville Lumière l’arte di strada. Arte selvaggia per qualcuno. Arte vera per il museo parigino che riunisce 150 writer di provenienza internazionale, mettendoli a confronto. Dai pionieri americani fino alle generazioni emergenti. Tra cui anche due italiani. MILANO – Tra le 300 opere esposte, tutte della collezione dell’architetto Alain-Dominique Gallizia, ci sono infatti quelle di Bo130 e Microbo. Milanesi, rappresentanti di spicco della scena writer italiana, ma attivi anche e soprattutto all’estero. «Ho passato dieci anni a Londra – spiega Bo130 -, lo scorso anno ho lavorato molto tra New York e Los Angeles. In Italia siamo ancora considerati quasi come dei nulla facenti, o come vandali, invece abbiamo writer di valore internazionale come Erica Il Cane e Blu. A Milano qualcosa si sta muovendo grazie al collezionista della The Don Gallery». Blu era anche in competizione con il film Muto al Festival del cinema europeo indipendente di Parigi a metà marzo. Stili diversi, ma apprezzati, soprattutto all’estero.
MOVIMENTO – Al loro fianco, nei 700 metri quadrati destinati all’esposizione, anche l’iniziatore del movimento negli Usa: Taki 183. E Seen, leggenda vivente fin dagli Anni ’70, americano di origine italiana. Oppure ancora Bando, il precursore francese, che vent’anni fa invase le strade e i palazzi del quartiere chic parigino di Saint Germain. Senza dimenticare gli emergenti, dall’Iran (Isba), dalla Corea del Sud (Reach) o il brasiliano Nunca.
AVANGUARDIA – La mostra al Grand Palais è aperta al pubblico fino al 26 aprile e coniuga un’arte spesso emarginata, percepita a volte come forma di vandalismo, con uno dei principali monumenti del patrimonio francese: «Nessun contrasto – spiega Yves Saint-Geours, presidente del Grand Palais -. Anzi, fin dalla sua creazione, con l’accostamento di pietra, vetrate e acciaio, questo luogo è sempre stato all’avanguardia». Come appunto l’arte di strada.
Alessandro Grandesso30 marzo 2009
NIENTE PAURA NON E UNA COSA SERIA !
Come al solito è un grande collezionista che mafieggiando (qui lo dico e non lo nego) qui e là è riuscito ad organizzare la mostra giusto per godere di un ritorno d'immagine per la sua personale collezione e ovviamente (magari) incentivarne le quotazioni,tutto sommato una operazione puramente mercantile e autoreferenziale come potete constatare dalla qualità delle opere nel diaporama,non puo sfuggire ad un occhio allenato la mediocrità di questa collezione che peraltro si guarda bene dall'annoverare nella sua "meravigliosa collezione" il graffitismo di guerra (palestinese etc,).
E per chi non avesse ancora capito il giochetto cito" l'esempio americano" o il "giochetto americano" che consiste nel far salire artificiosamente le quotazioni di un opera (...) prima dell'acquisto promuovendo l'evento cosi si detrae la spesa da quanto è dovuto al fisco ! He si...ecco svelato il mistero delle quotazioni iperboliche e delle megamostre,tutto in funzione di quanto si puo sviare dalle grinfie del fisco! nel dettaglio poi NESSUNO paga l'opera acquistata al 100% e poi il trasferimento dell'opera da una mano all'altra è frutto di accordi sottobanco "....devo 3 milioni di dollari al fisco,cosa mi consigli? ...beh....guarda ho tra le mani un Warrol,lo facciamo salire a 6 milioni,tu me dai 3 e ne scarichi 6,quanto gli devi quest'anno e l'anno prossimo ha ha ha ,poi lo facciamo salire di nuovo e vendiamo L'ESENZIONE ad un altro"....
Ho la fortuna di avere per lingua madre lo spagnolo,poi l'italiano ed infine per amore ricambiato il francese,ebbene ho una serie di documentari biografici,storici sulla vita di pablo Picasso,ultimamente mi ha sorpreso per dettaglio e cognizione di causa un documentario spagnolo,per la prima volta anche perchè loro non rinunciano mai al machismo (...)si entra ben in profondità della vita famigliare di P.,le sue donne,i conflitti,l'Harem,le separazioni,i figli e i loro drammi e persino quanto il maestro temesse per se,per la sua arte,la morte;cio dopo aver perso un gran numero di amici e persone care,da Casagemas sino a Matisse...la riflessione scaturita da questo e altri fatti documentali che lo riguardano verte attorno all'incontestabile fatto che il PADRE di tutti noi (...)ci lascia orfani e tuttavia,noi,siamo milioni a camminare nel suo solco segno questo di quanto sia viva la sua figura ancora oggi a quasi 50 anni dalla sua scomparsa (1975?).Alcune mezze calzette al contrario non possono vantare un tale seguito pure se fanno un baccano d'inferno con ricchi cori d'accompagnamento....E perchè è viva la sua figura? Perchè la sua vita era l'arte e la sua arte era indiscindibile dalla sua vita,dai suoi amori,dalle sue passioni,dal suo Eros,dalla sua lotta.Indiscindibile dalla sua parola,dal suo sogno,dal suo desiderio.Qualcuno sà citarmi un contemporaneo con una vita appena appena felice e celebrata nella sua arte? Lui ci guarda rabbioso e incontenibile dalla prigione-memoria in cui lo abbiamo racchiuso.Con sua voglia d'annientare il mondo dei conformismi e delle accademie istituzionalizate.Tutto sommato un vecchietto grandiosamente terrorizante.
Qui la storia............................................................................................. di Chiara Gatti Dipinge con l´abilità di un fiammingo del Quattrocento e la vena caustica di un artista impegnato degli anni Settanta. E lo fa per inchiodare sulla tela fatti di cronaca che evita tuttavia di descrivere nel dettaglio preferendo catturare l´atmosfera che gli ruota intorno.Annalisa Pirovano, trent´anni, milanese d´adozione, diplomata a Brera in scenografia, è proprio brava. Perché s´è inventata un modo di dipingere che si nutre di antico e presente senza scimmiottare però i toni autoreferenziali di molta figurazione trucida contemporanea, di cui le è rimasto attaccato solo un debito troppo evidente verso la fotografia. Per il resto la lucidità con cui analizza temi all´ordine del giorno fa rabbrividire.
Come nel caso dei dipinti presentati in questa sua prima personale, curata da Mimmo di Marzio alla Galleria Obraz, ispirati al tragico evento di cronaca nera avvenuto nella sua città d´origine, Erba. I vicini non fanno rumore è il titolo inquietante di una serie di grandi quadri a olio in bianco e nero, con interni d´abitazioni apparentemente tranquilli, feriti dalla luce lattiginosa (invasione mediatica) di un televisore sempre acceso. Un incubo. Il silenzio, il senso d´attesa, le figure ipnotizzate come soprammobili di un arredamento in stile, con le mattonelle ben lucidate e le poltrone su cui non ti stupiresti di trovare la plastica per preservarle dalla polvere, sono tutti elementi di una messa in scena che Annalisa, forte della sua formazione da scenografa, orchestra alla grande.
Ad aumentare l´ansia, le inquadrature ardite, le zoomate, le riprese stile telecamera nella casa del Grande Fratello. Protagonisti: personaggi, comparse, amici che posano come in un backstage e interpretano figure dentro uno schermo, in trance davanti a un altro schermo, raggelati nell´attimo prima di un momento di ordinaria follia. Da non perdere la grande anamorfosi che, a parte il tema lugubre della ragazza alle prese con una striscia di coca, sfoggia una natura morta in primo piano degna dell´(iper)realismo di Vermeer.
MAX BECKMAN
una scoperta di Sonia Richelma d'Elia per noi
Dozza
Affresco di Sebastian Matta
La cittadina degli affreschi di Rossella Cerulli Nel corso degli anni, oltre 200 artisti hanno decorato le vie del borgo con le loro opere pittoriche, dando vita a una manifestazione d’arte moderna molto particolare: la Biennale del Muro dipinto. Un museo all’aria aperta in simbiosi con gli abitanti. I Viaggi NON SI SCAPPA: da mezzogiorno alle tre all'Antica Osteria del Borgo ci si ritrova tutti a giocare a carte, a “matazza”. Ogni giorno, accanitamente, tra un bicchiere di Albana e i profumi della cucina. Accanto, in un locale annesso sotto i lunghi portici, una signora tira molti chili di sfoglia, per le tagliatelle del pranzo che verrà. Non è più Emilia ma non è ancora Romagna: Dozza, borgo medievale di 200 anime, a metà strada tra Bologna e Imola, vive così, distesa in pacata tranquillità. Con il tabaccaio e la merceria che aprono ad orari bislacchi. E le signore sulle sedie di paglia fuori in strada a godersi un raggio di sole.
Però se giri l'angolo, a Dozza, ti imbatti in un Corto Maltese che ti strizza l'occhio. E più in là in un dirigibile sognante, decollato per chissà quali destinazioni. Sotto un porticato, invece, un po' nascosta, in una signora in rosso, intenta a combattere con il vento che le solleva l'abito. E in molti altri personaggi, che da anni ormai qui nel borgo hanno preso la residenza. Tutto merito della fantasia.
Di chi? Dei duecento artisti che dal 1960 si sono succeduti nelle vie del paese, dando vita ad una biennale d'arte moderna molto particolare: quella del Muro dipinto. Correva infatti l'anno 1960 quando il comune acquistò dalla famiglia Campeggi-Malvezzi la strepitosa Rocca che domina il borgo. Come valorizzare il paese, si chiesero gli amministratori dell'epoca, dopo siffatta acquisizione? Semplice: invitando pittori, affermati e non, ad affrescare le mura del centro storico in una tre giorni plen air settembrina, durante la quale fosse possibile ammirare gli artisti al lavoro, scoprirne tecniche e manualità ed entrare in sinergia con loro.
Magari offrendogli da bere tra una pausa e l'altra di lavorazione. Ed entrando (a volte)persino nel merito dell'opera. “Cus el ste quel a que?” Cos'è questa roba qui, si poteva sentire esclamare da una finestra. E l'artista, dopo uno scambio di idee con la padrona di casa, ritoccava. Fu così che Aligi Sassu, Bruno Saetti e Domenico Purificato (che nel '73 utilizzò decine di albumi d'uovo per fissare il suo “Donne alle finestra e suonatore”) e molti altri lasciarono il loro tratto indelebile per le vie di Dozza. Contribuendo a creare un museo all'aria aperta in totale simbiosi con suoi abitanti.
Dopo 18 edizioni, 50 anni e 90 opere sparse lungo le mura, nel paese palpita oggi una doppia anima. La prima medievale, perfetta nel lungo fuso duecentesco che si dirama sul selciato dal Rivellino d'entrata fino alla Rocca, fortificata all'inverosimile da Caterina Sforza contro gli attacchi di Cesare Borgia negli ultimi anni del XV secolo. La seconda artistica, contemporanea, che ti accoglie con cieli azzurri e nuvole bianche sul portale dell'orologio, per poi snodarsi con finti balconi e finti spettatori dipinti sopra i portici di via XX Settembre. E diffondersi, in una continua sorpresa, per tutto il paese. Ma il contrasto non c'è: e l'effetto finale è originalmente armonico. “I dozzesi sanno che i Muri Dipinti ormai caratterizzano il luogo”, racconta il sindaco Antonio Borghi, “e amano le opere come se ci fossero sempre state. Né qualcuno si sognerebbe mai di danneggiarle.
In ogni caso gli artisti devono rispettare la location nella quale lavorano, presentando in anteprima un bozzetto dell'opera. Peccato che in Italia i pittori che fanno affreschi siano ormai solo poche decine”. Rispetto agli anni '60 il concetto di pittura murale è completamente cambiato, spostandosi verso forme d'arte più spinte, più concettuali, che mal si conciliano con l'estemporaneità della creazione sui muri, magari all'aperto, in mezzo alla gente, lontano dal silenzio del proprio atelier. E difatti in paese si borbotta che il rapporto con gli pittori non è più quello di un tempo e che sono veramente in pochi quelli ormai disposti a confrontarsi. Ecco dunque, in vista della Biennale del 2009, l'intenzione della Fondazione Dozza Città d'arte: proporsi come futura capitale dell'affresco. E invitare a lavorare sotto la Rocca quei pochi artisti che ancora operano con questa tecnica originale
"La Madonna và ad una festa con Gesu"
Nella foto il Girolamo Savonarola
Il risentimento degli sfigati di mezzo mondo (gli emarginati malinconici dall'EROS dall' Edonismo contemporaneo )si concentra su una personalità Madonna,creativa,disincantata,ironica,trasgressiva e gioiosa, vive la sua vita con il gusto della provocazione e cio non puo che irritare i "piagnoni" del dolorismo purificatore,moralista del XXI secolo, cosi abili a coinvolgere nel momento critico i media piu populisti (...)
Ecco il testo dell'articolo apparso su "Blitz"
La notte scorsa Madonna, non ha deluso le aspettative quando è stata avvistata dai paparazzi a New York.
Madonna si era vestita come una scolaretta per recarsi alla festa ebraica denominata Purim al Centro della Kabbalah di New York. Qui la regina del pop è stata raggiunta dal suo nuovo boy , Jesus Luz, modello brasiliano di soli 22 anni.
Gonnelina con calze a rete e sopra camicia, cravatta nera e gilet gessato . E ciliegina sulla torta una parrucca che la munisce di un caschetto bruno stile Valentina.
Jesus, era invece, mascherato da Joker ed era accompagnato dalla leader della fondazione Baby Buggy Jessica Seinfeld, vestita da odalisca. Per quanto originale non sarà troppo giocare a fare la liceale a 50 anni?
NUDI DI DONNA A ORVIETO FOTOGRAFIA 2009
Sonia Richelma d'Elia e Picasso
"La pisseuse" di Picasso è uno dei quadri che scaturiscono dall'universo intimo e privato del vissuto di Picasso,per la verità una gran parte della sua pittura e dell'arte moderna in generale (....) affonda nel vissuto personale dell'Artista;come è vero che pochissimi "dotti" hanno intuito la portata della sua lezione(...) a parte il fatto che se ne strafregava di dare delle lezioni attento com'era all'interelazione stretta che aveva con una ristretta cerchia di amici e intimi fra cui Matisse ed il suo personale Edonismo (...) Il senso di questa come di altre opere è nella sua famosa citazione (la cito a memoria,come mi viene) "...ci ho messo trentanni a imparare a dipingere come i bambini...." a significare al di là dell'apparenza provocatoria,inoconoclasta e antiaccademica della frase che è l'inconscio,il profondo che si esprime in libertà nei bambini (ad esempio quando disegnano la radiografia,cioè la madre incinta con il piccolo in bella evidenza,E si sà che crescendo oltre che invecchiare si diventa inibiti.... .Ancora piu in là stà il senso piu profondo della creazione di Picasso,ognuno dovrebbe con la sua sensibilità e il suo personale alfabeto espressivo poter creare delle opere d'arte appena appena sollecitando il proprio intimo ad esprimersi,a cimentarsi sulla superficie di qualcosa che è : portare alla luce la vera realtà dell'essere umano,la sua bellezza e la sua universalità...questo canone espressivo affonda nel paleolitico ed è un universo simbolico che tutti possiedono (grandezza della natura madre).Antiaccademico e libero sino all'estremo Picasso. La sua è una lezione di una modernità straordinaria e insuperabile,con lui l'arte chiude il suo piu grande ciclo e vince la sua piu grande battaglia : portare l'arte giu dagli altari in cui è feticcio,status etc ad una pratica comune dell'umanità,l'arte dunque come sovrano strumento di comunicazione tra gli esseri umani per scegliersi e amarsi e non meno importante...scoprirsi!
Venendo nuovamente alla "pisseuse" non ci sarebbe da sorprendersi del fatto che è incappato nelle sue scorribande erotiche,nelle sue avventure con una immagine femminile dedita a questa pratica oppure che abbia voluto prendersi gioco di una amica usa correre alla toilette ogni volta che metteva piede in atelier (me la ricordo ancora),potrebbe anche essere l'opera un inno originale alla natura in termini acquosi,l'acqua è un simbolo di fertilità (...)o in ultima analisi,azzardo apprezzava la pratica che gli inglesi chiamano "squirts" o squirting (nella sua accezione piu larga anche in termini di metafora),altre ipotesi sono possibili...ma quello che voglio dire è anche che Sonia Richelma d'Elia dovrebbe al contrario di Picasso che parlava il meno possibile della sua opera darci delle tracce autobiografiche che ci aiutino ad una piu ampia percezione della sua opera, apprezabilissima e stupenda per la sua carica di libertà antiaccademica.Personalmente intuisco il senso di non pochi particolari del suo lavoro e le citazioni, ne sono lusingato (...) ma per il grosso del pubblico non iniziato in profondità una piccola modesta guida alla visione urge...e da ultimo è pur vero che S.R.E è cosi disincantata nella sua naturalezza selvaggia,primitiva da ignorare la ricchezza del suo profondo,dell'universo simbolico che scaturisce in questi acquarelli.Insomma accontentiamoci della Luna.
Qui qualche "sgarbatissima" notizia dell'opportunista nazionale Vittorio Sgarbi,critico d'Arte prezemolino, rutillante,isterico,il polemista inventore del vuoto a vendere.
Protagonisti venti africani che mangiano e bevono senza piatti e posate La Beecroft ...
....e il dramma dei migranti Lunedì 16 marzo l'artista ha presentato in esclusiva assoluta la sua performance VB65Venti immigrati africani, scelti uno per uno direttamente dall'artista per le strade di Milano sono i protagonisti di VB65, la performance che Vanessa Beecroft ha presentato in esclusiva assoluta per il Pac, il Padiglione d'Arte Contemporanea. Venti immigranti africani seduti a una tavola trasparente di dodici metri come a un'ultima cena, con abiti da sera, smoking, vestiti formali neri eleganti, ma a volte fuori misura, strappati, impolverati o vecchi.
Di fronte a un pubblico di invitati mangiano carne e pane nero senza piatti, senza posate, e bevono acqua e vino. I commensali seduti silenziosamente durante la performance. Il pubblico appare come ospite non invitato alla loro cena. Mangiano cibo intero, non tagliato. Il video dell'esibizione sarà proiettato fino al 5 aprile. Il Pac appare come la loro casa in cui noi saremo gli ospiti che non si siedono con loro. Questi uomini sono veri immigrati arrivati dall'Africa a bordo di una barca. «C'è la volontà di porre un gruppo di veri migranti in un luogo d'arte, un museo, dove il pubblico sarà obbligato a guardarli e a rispettarli». Il Pac ospita 16 video di passate esibizioni dell'artista, come la VB48 tenuta a Genova nel 2001 o la VB54 del 2004 all'aeroporto di New York.
COMMENTO: Questa Performance puzza di moralismo pietistico a sfondo religioso tipo : "ama il prossimo tuo come te stesso"( e non per il riferimento "all'ultima cena") anche a cento metri di distanza e non mi stupisce che provenga da un artista americana,per quanto in buonafede e con tutte le buone intenzioni di questo mondo.E passi pure la piccola modesta provocazione che vuole imporre il migrante agli occhi del distratto fronte occidentale cosi affascinato dal suo placido,stantio ombellico.Proporre il migrante in questi termini è fortemente diseducativo a fronte del fatto che la contradizione prima del poblema non è l'uguaglianza...ma la giustizia,la giusta ripartizione della ricchezza del pianeta bla bla bla....etc e parecchio altro da dire ma...vabbè fatevi una idea vostra che vale quanto la mia, confesso che qualche parlo troppo...comunque ho già espresso e pubblicato articoli estremamente vessatori verso le Performance ed il loro autoritarismo già Hitler gran maestro di performance ci si provo a strapazzare le masse "passive" distratte con le sue scenografie roboanti e monumentali in spazi gia allora con un che di vuoto,minimale,museal-feticistico e cosi capaci di intimidire...con quella forte luce che ti mette a nudo e ti fà sentire imperfetto e per questo bisognoso in uno showroom di moda di muoversi all'acquisto che guarisce l'anima! (...)."Guardarli e rispettarli"....da ridere,senza giustizia ed etica il rispetto è una vuota sterile convenzione,una ipocrisia,l'ho detto,una artista moralista (...)
M.Abbatangelo
EROS
Dubai,emirati arabi uniti,qui sopra quando lacensura colpisce con i post-it ,patetica, irragionevole,assurdamente un opera d'arte alla fiera Internazionale d'Arte;Se non è il sottosviluppo economico a partorire il "mostro" dell'idiozia censoria ci pensa il suo opposto : la ricchezza.
Impianti elettrici civili e industriali AGI Installazioni elettriche progetta e realizza impianti civili e industriali, in autonomia o in temporanea associazione con altre imprese per lavori chiavi in mano. L'azienda offre ai suoi clienti disponibilità per l'esecuzione immediata della commessa e professionalità nella realizzazione. www.agiinstallazionielettrichepisa.com aginstallazioni@libero.it