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martedì 31 marzo 2009

Giugno 2008

la repubblica it
Escono allo scoperto i due ragazzi autori dei disegni: "Una provocazione artistica"
Di due studenti di architettura i dipinti che sembravano un avvertimento mafioso
"Abbiamo fatto noi quel murales"
Palermo, risolto il giallo del boss
di ATTILIO BOLZONI
"Abbiamo fatto noi quel murales"Palermo, risolto il giallo del boss
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Il murales con il volto del boss Messina Denaro

PALERMO -Camminando per Palermo abbiamo incontrato il misteriosissimo F. A., quello che firma i murales alla maniera di Andy Warhol con la faccia del boss Matteo Messina Denaro. Fra i vicoli del Papireto e il mercato di Ballarò, prima ci è venuto incontro F. e poi è spuntato anche A. L'autore che tutti cercano non è uno come si immaginava, come si diceva, come si sospettava. Sono due gli autori: Filippo e Alessandro. Studiano architettura, sono ragazzi estrosi, un po' incazzati e molto sorpresi dal gran rumore che una certa antimafia ha fatto sul loro "gesto artistico".
Sono passate due settimane da quando il "giallo dei murales" è andato in scena in una Palermo ancora più conformista del solito, con una maniacale attrazione per i suoi simboli, sospettosa come sempre e come sempre paurosa della sua ombra. Eccoli qui i "fan" dell'ultimo grande latitante di Cosa Nostra, quelli che "inneggiano" al tenebroso mafioso che ama i lussi e piace alle belle donne, i ritrattisti che hanno fatto diventare U' Siccu - così lo chiamano i suoi fedelissimi Matteo Messina Denaro - addirittura un "idolo". Eccoli qui gli ultimi filo o para mafiosi della lunga lista di Palermo. Due ragazzi come tanti altri, vengono da famiglie normali, perbene. Uno - Filippo - ha i capelli arruffati e l'altro - Alessandro - ha i capelli dritti. Sembrano anche simpatici, spigolosi come lo sanno essere i ragazzini, curiosi, svelti di cervello.
"Ciao, io sono sono Filippo Bartoli, ho ventidue anni", dice il primo. "E io sono Alessandro Giglio, anch'io ho ventidue anni", si presenta il secondo mentre ci lasciamo alle spalle la magnifica cattedrale normanna e andiamo verso la città più spagnolesca, piazza Bologni, i Quattro Canti, via Maqueda. Siamo in zona, siamo proprio dove loro due - la notte del 20 gennaio - hanno disegnato su un muro vicino alla facoltà di Giurisprudenza e poi davanti al Duomo quattro volti del Padrino. Il segno del dollaro accanto, la "misteriosissima" sigla A. F e una scritta ancora più "inquietante": L'Ultimo .Per giorni e giorni tutti si sono scatenati alla caccia degli artefici dei murales. Polizia, carabinieri, magistrati, giornalisti. Per giorni e giorni sul loro conto si è detto tutto e il contrario di tutto. Oggi, per la prima volta Filippo e Alessandro parlano: "La nostra è stata solo una provocazione artistica verso una città troppo silenziosa e troppo immobile nei confronti dell'arte, con il nostro murales noi volevamo smitizzare un personaggio che è stato troppo mitizzato dai media. E invece...". E invece Filippo Bartoli e Alessandro Giglio si sono ritrovati all'improvviso nella tempesta. Polemiche per quelle facce, le solite dietrologie siciliane - chi saranno mai gli autori, "a chi appartengono", chi li manda - la coincidenza temporale dell'apparizione dei murales con il quarantaseiesimo compleanno del boss trapanese. Era il 28 di aprile.
Spiegano Filippo e Alessandro: "Erano passati quasi 100 giorni da quando avevamo fatto i murales e nessuno ci aveva fatto caso, se n'erano fottuti tutti.... poi "S", un settimanale locale, ha pubblicato la foto della nostra opera come sfondo a un servizio su alcune lettere spedite da Messina Denaro e tutti i giornali e le tivù italiane a quel punto hanno sollevato un putiferio". Sit in di protesta contro la "celebrazione mafiosa", una valanga di dichiarazioni di "sdegno", la vernice bianca che dopo due o tre giorni ha coperto quelle "vergogne". Due eccezioni. Vittorio Sgarbi e il questore di Palermo Giuseppe Caruso. "Sono stati gli unici che hanno giudicato la nostra iniziativa per quello che era: un'espressione artistica", raccontano i due ragazzi, secondo anno di architettura, un'amicizia fra loro che dura da anni. Sospirano: "Quella vernice bianca, la censura, è stata un colpo al cuore".
Non se lo potevano neanche sognare tutto questo clamore. E le rimostranze, le "ribellioni".
Dell'associazione "Mafia contro", di quella dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Parlano sempre insieme F. A: "Ci ha fatto paura non soltanto essere strumentalizzati ma anche in qualche modo attaccati da quelli che rappresentano i movimenti antimafia, i giornali, le tivù, il nostro è stato semplicemente un gesto artistico: punto. Nessuno l'ha visto o discusso come opera d'arte ma tutti se ne sono interessati solo "vedendoci" un significato più o meno mafioso".
Siamo già arrivati ai Quattro Canti e Filippo e Alessandro ricostruiscono gli ultimi giorni. Per loro sono stati un inferno. Si sono sentiti braccati: "Quando a gennaio abbiamo fatto il murales, il nostro desiderio era quello di restare anonimi, poi però...". Assediati da tutte le parti, si sono incontrati con il loro legale, l'avvocato Nino Caleca. Erano indecisi se parlare o non parlare, confusi.
Raccontano ancora: "Oggi siamo costretti ad uscire allo scoperto per il grande casino che si è creato, la cosa ci dà più fastidio è spiegare qualcosa che non c'è bisogno di spiegare, cioè un'espressione artistica: non si è mai visto che un artista fa la sua opera e poi deve giustificarsi per quello che ha fatto".
E poi c'è il resto, un resto dove Filippo e Alessandro non c'entrano niente. Le altre facce di Matteo Messina Denaro comparse sui muri di Castelvetrano (il paese del boss), di Licata, di Sciacca. Altri murales. Firmati sempre F. A. Qualcuno si è appropriato della firma e ha "riprodotto" - in verità in forma molto più grossolana - il volto dell'ultimo latitante. Ripetono loro: "Con quelli noi non abbiamo nulla da spartire, sia chiaro".
Tirano fuori un dischetto. Ci fanno vedere un altro murales, quello che campeggia sopra le scalinate della facoltà di Architettura, è la rappresentazione del Modulor di Le Corbusier in perfetta scala 2 metri e 26 centimetri per 3 metri e con un "Ehilà", una scritta per svegliare tutti. Come in qualche modo volevano fare con Matteo Messina Denaro. È andata come è andata. Sono giovanissimi palermitani Filippo e Alessandro, sono "dentro" la loro città ma forse non abbastanza, Palermo è ancora troppo vischiosa e dolorante per vivere in libertà come altrove.
Per fortuna il direttore del Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia Sergio Alessandro ha compreso il loro spirito, ha capito tutto. Annuncia: "Questo caso lo prendo come occasione per organizzare un incontro pubblico sul tema della libera espressione, un seminario aperto a curatori, critici, se un museo di arte contemporanea non si apre ai giovani artisti chi lo dovrebbe fare?". Filippo e Alessandro si guardano e il "giallo dei murales" si scioglie con il primo caldo dell'estate siciliana.
9 Maggio 2008

Commento :
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...siamo al punto che due artisti che eseguono un murale (nell'Italietta di oggi) debbano tremare di paura perchè la DIGOS l'Antimafia;i "Carramba" (figuratevi la sorpresa...) li cercano dovunque.Sorpresa,"l'antipatico nazionale" (Vittorio Sgarbi)è l'unico ad aver riconosciuto l'opera come un fatto d'arte e non piuttosto come una provocazione della mafia nostrana.E...ancora la mafia stessa che commissiona a qualche schiavetto la pessima replica dell'opera!(...)In conclusione possiamo sperare in nuove forme di comunicazione-marketing con lo scopo del proselitismo da parte della mafia che dalla sub-cultura della violenza passerà piu o meno occasionalmente alla cultura dell'arte(invece di mettere bombe nei musei d'arte),piove sul bagnato se poi consideriamo che la mafia ha ben compreso la lezione di Andy Warrol.I notsri due amici in ogni caso hanno pienamente realizato il loro obiettivo tra arte e provocazione.Un piccolo passo avanti dell'arte Murale....ancora allo stato di "pisciatoio pubblico" nel senso che i graffitari si limitano alla "falla e poi scappa"! ma... che lo sanno che c'è parecchia gente che è passata alla muralistica di guerra?! Cito gli anonimi graffitari di Gaza in Palestina e non da ultimo Robert Banks. Che è ben diverso dal "graffiare" solo firme in stile art-deco nel pisciatoio sotto casa! Nella foto il Muro che separa la Palestina da Israele.
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Una scoperta
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Araki è un fotografo giapponese di immensa qualità,quando la fotografia si fà pittura intorno al corpo....e sopra Lucien Freud sempre al centro il corpo,qualcosa che non passa mai di moda .Sotto infine il burlone,lo showmen del corpo Pricasso (...)che dipinge con "cazzo" e si esibisce negli eros-center del mondo intero sollecitando i sorrisi nelle signore....parrebbe una cosa poco seria vista cosi ma se collocata in un certo contesto (quale? Velo lascio immaginare) allora è tuttaltra faccenda!

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Perchè tutto questo gran da fare intorno al corpo? Perchè delle gentilissime signore hanno trovato da ridire sull'intensa esibizione dei "grassi" della carne definendola "disgustosa"!Trovo che difettino un po del senso dell'astrazione,una certa difficoltà nell'interpretazione della metafora artistica sulla "carne"! A fianco una delle "ammucchiate" nudiste di massa (si contano a migliaia talvolta i partecipanti alle pose) di Tolkin,una crociata la sua.

EROS
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“Les pulsions les plus fortes de la nature,qui représentent une force invisible dirigeant le genre humain selon une raison supérieure et veillant au bien physique du monde en général (...) sans que la raison humaine ait à intervenir, sont l’amour de la vie et l’amour sexuel ; le premier doit conserver l’individu, le second l’espèce.

” Emmanuel Kant "

NORMALITA D'ALTRI TEMPI
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Tizio uscito una sera per fare la consueta passeggiata con gli amatissimi cagnolini incontra nei pressi del parco due giovani che lo interpellano in inglese,in breve cercano un posto dove mangiare ed essendo piuttosto tardi decide di portarseli a casa,dicono di essere uno afgano e l'altro iracheno (...) ben vestiti si offrono di pagare l'ospitalità,tizio e caia rifiutano cortesemente le profferte e ben presto in una atmosfera rilassata i due dicono di essere stati espulsi (e mostrano il decreto di espulsione) dal paese,tizio cerca di spiegare un po a gesti e un po biascicando uno scarno inglese che quel documento è "carta straccia" e li informa dettagliatamente sul da farsi :"distruggete i passaporti cosi non potranno piu espellervi..."tantopiu che i due vogliono varcare il confine per una nuova avventura in un altro paese (...) ,a notte inoltrata tizio e caio accompagnano i due oltreconfine e li depositano in un luogo sicuro in attesa dell'alba per potersi recare mimetizati nella folla alla stazione.Al momemnto del congedo un po in arabo e un po in inglese tizio e caia ricevono un caldo e commosso abbraccio d'addio da parte dei due avventurosi;questo in questa "italietta" xenofoba accade con una normalità d'altri tempi...."ma è un reato ! ma và ...davvero?"

FATE L 'AMORE NON LA GUERRA


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LONDRA - Esperti di riproduzione a Edimburgo dicono di aver decifrato il segreto del desiderio sessuale, e di essere in stato avanzato di ricerca per la creazione di una «pillola della libido» capace di stimolare il desiderio in uomini e donne. Un prodotto, dicono, che sarà molto più efficace del Viagra e che porterà al pensionamento della celebre «pillola blu».

AUMENTA LA FERTILITA' - Secondo quanto scrive il Daily Mail, questo farmaco «miracoloso» potrebbe cambiare la vita di milioni di persone, visto che ha anche la potenzialità di aumentare la fertilità e favorire la perdita di peso. La perdita di libido colpisce oltre un terzo delle donne, e uno su sei uomini: ma quest'ultimo dato statistico è in rapida crescita, a causa della vita stressante di molti maschi. La pillola userebbe un ormone che rilascia la gonadotropina Tipo 2, che regola il sistema riproduttivo in uomini ed animali. Test su questi ultimi hanno avuto successo, e i ricercatori dell'Unità scienze riproduttive umane del Consiglio per la ricerca medica di Edimburgo dicono che è già partito il lavoro per un equivalente del farmaco per gli esseri umani.

LA SPERIMENTAZIONE - Robert Millar, direttore dell'equipe, dice che inizialmente si pensava che il prodotto funzionasse solo sulle donne, ma ora si è convinto che sia efficace anche sugli uomini, e sta programmando la sperimentazione. Esperimenti con iniezioni sulle femmine di mustiolo (un topo asiatico) e di uistitì (una piccola scimmia) hanno mostrato come questi animali adottassero immediatamente dopo la somministrazione i comportamenti che precedono l'accoppiamento.

VIAGRA ADDIO - Tra gli effetti colaterali, c'è stata una diminuzione dell'appetito, con un calo del cibo ingerito anche del 30%. Inizialmente, il farmaco della libido potrà essere realizzato come una fiala da iniettare, ma si spera di giungere a breve anche alla pillola. «Questa cancellerà completamente la necessità dei Viagra - spiega Millar - Il Viagra non produce desiderio, porta solo all'erezione per gli uomini. Questa pillola creerà l'eccitazione e produrrà anche il desiderio, per gli uomini e per le donne. Abbiamo fatto grandi progressi, e questa è una cosa entusiasmante, perché la stimolazione della libido significherebbe molto per moltissime persone». 19 maggio 2008 Tratto da La Repubblica.it

IL COMMENTO
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Là dove non arrivano le " religioni ", i "cristicoli", arriva la scienza con una rivoluzione che modificherà ampiamente i costumi sociali,come abbiamo potuto verificare presso i Bonobo (grandi scimmie e non solo ) il potere risolutivo della sessualità,dell'interelazione affettiva, nell'ambito dei conflitti sociali è destinato ad ampliarsi presso la comunità umana,possiamo affermare con certezza che l'avvento di questa pillola disincentiverà ulteriormente le guerre,l'aggressività umana e quant'altro,senz'altro assisteremo a dittature che la proibiranno e presto nelle piazze non sarànno inconsuete nuove forme di protesta,di contestazione.Stupisce che una notizia di tal portata giace in disparte nella stampa racchiusa in scarni trafiletti.Adesso aspettiamoci il consueto assordante silenzio delle gerarchie "lanzico-vaticanesche" amen! Ccerto è solo un sogno : "...scendono giu da corso Venezia diretti verso Corso Buenos Aires centinaia di migliaia di giovani di tutti i sessi(...),come abbiamo già potuto constatare giunti in piazzale Loreto si libereranno in una immensa gaia e affetuosa orgia tra stupore,appalusi,indignazione e partecipata curiosità dal parte del pubblico sui marciapiedi che segue la manifestazione,le forze dell'ordine procederanno a degli arresti come di consueto indossando gli occhiali neri d'ordinanza per questo genere di protesta...i media come sappiamo tra poco oscureranno gli obiettivi limitandosi a riprendere qualche topless e qualche bacio...."

ITALIA RAZZISTA
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Classe intelletuale cogliona incapace di percrepire la trappola immigrazione che gli ha teso la destra facendo scoppiare una vera bomba dopo decenni di abbandono e rimozione del problema immigrazione.La trappola "americana" eppure è ben conosciuta dai soloni che discettano sull'insicurezza,sulla paura che investe i ceti sociali statunitensi spingendoli ad armarsi,al grilletto facile,da ultimo a colpi di taser ! Adesso che il cosidetto allarme sociale è alle stelle l' assordante silenzio della sinistra ufficiosa copre il tentativo maldestro atto a ritorcere contro la destra la sua stessa trappola...solo che storicamente la cosa non ha mai funzionato,anzi ha sempre radicalizato il malessere sociale spingendo grosse frange della società sempre piu a destra e facendola precipitare nella subcultura xenofoba.Oggi l'insicurezza vissuta come causa dell'immigrazione (..)prende il posto delle droghe in termini di arma politica destabilizante(...) tantopiu che quest'ultime ormai intaccano drammaticamente gli stessi ceti di potere che pensavano di poter manovrare per sempre in coltello nella piaga senza mai ferirsi ! Infine resta che l'immigrato,il nuovo schiavo,la nuova manodopera a basso costo è destinato ad essere usato dagli uni come dagli altri in tutti i modi,spregevolmente salvo che riconoscerli l'accesso ai diritti civili,all'umanità.


" GLI AMICI CHE GUARDANO LONTANO...."
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Ho scoperto d'avere degli amici del tutto "speciali"un po piagnoni,guardano lontano in termini di ambizione artistica,ma tutto cio con fortissimi timori quando è il momento d'ingaggiarsi personalmente con qualche rischio nelle dinamiche artistiche avviate non senza ambizione dai loro colleghi.Dinamiche ideali,etiche,politiche attraverso la produzione di opere con mezzi di comunicazione di un certo impegno.All'evidenza con la sindrome del "raccoglitore accattone" partecipano a questo o quell'evento solo a condizione che le ricadute siano previsibili,concrete,in solido : con delle vendite piu che certe ! Personalmente ritengo questi comportamenti molto lontani da una corretta identità artistica (...) e considero tutta la faccenda terribilmente ambigua,strumentale,un opportunismo che ho sanzionato escludendo per la prima volta questi miei amici da ogni mio percorso,tutto cio con una grande amarezza.E " l'italietta di sempre" quella della commedia "..vai avanti tu che mi vien da ridere..."Credo che abbiamo necessità piu di uomini liberi che di artisti,l'arte non puo decontestualizarsi dai valori fondanti della libertà.

Antonio Lopez

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Un iperrealista dal talento straordinario,personalmento lo ammiro per la sua incredibile gamma tonale sui grigi...Non aggiungo altro,mica per niente è uno spagnolo ! Solo loro sanno lavorare i neri (fatta eccezione per Tiziano e Caravaggio),le mescole con tanta raffinatezza,da Goya a Velasquez sino a Picasso,un solo cruccio per quanto mi riguarda,difficile trovare in internet opere che lo riguardano,sono pochissime,un peccato.Sembra che molti colleghi diffidino ancora di internet...la cosa in se è disgustosa,orribile,non c'è nessuna giustificazione in questa attitudine,c'è chi pensa che i musei siano il cimitero dell'arte,altri ne fanno un obiettivo,altri si limitano alle Gallerie d'arte o al loro "piccolo" atelier...come se il mondo "sensibile" si limiti ad una ristretta élite e come se l'Arte... mancasse di argomenti convincenti a marcare indellebilmente le coscienze; essa sà convincere,sedurre,conquistare,per questo dev'essere presente anche in internet (...) Un catalogo,un articolo sulla stampa,ogni immagine fuori dal net work, dal web...rischia di non giungere mai presso un pubblico appassionato capace di incuriosirsi pur se talvolta per mancanza di tempo o mezzi diserta i cosidetti "eventi" eretti con un che di cult-feticismo piu per un sistema consumista uso a liturgie celebratorie con secoli di ritardo!.... Assente un sincero autentico slancio comunicativfo,pedagogico.

TALVOLTA....
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....succede,di tanto in tanto accade e allora stupore,sorpresa e meraviglia ed al tempo stesso il pensiero và alla storia personale di Picasso,alla sua adolescenza,alla sua ostinata volontà di non seppellire,perdere l'innocenza,il candore geniale della sua infanzia (contro un padre conformista intriso d'accademia),la sua perspicacia creativa capace di risposte nette e stupefacenti. Questo disegno che ritengo un capolavoro (e grazie a La Repubblica.it che lo ha pubblicato con altri non meno belli)mi conferma che dobbiamo puntare nelle arti a ritrovare,identificare il nostro io piu creativo,autentico(...) Sempre tra stupore e meraviglia si manifesta con tratto gestuale,rapido e incisivo;la sua rappresentazione,la sua visione è sempre "oltre" lo stato della personalità che la manifesta,in minima parte presente il turbamento della personalità (il sintomo Freudiano)che si esprime in questi disegni,opere.Straordinaria la seduzione di questa comunicazione del profondo con un che di universale all'occhio di chi conosce l'alfabeto espressivo.L'interrogativo che ci si pone è perchè una personalità turbata,un autista in questo caso,una personalità totalmente chiusa al mondo esterno e del tutto ignara dell'alfabeto formale,pittorico,colorista,ideologico dell'arte moderna,riesce a produrre un capolavoto? La risposta colpisce duro il ventre molle dell'arte contemporanea cosi decisa a farsi elite contro un divenire a cui tutti hanno accesso(diritto).Cliccateci sopra e studiate questo disegno,non vi costerà molta fatica scoprire quelle curve cosi Realiste,la purezza del colore e l'assenza di segni,della grafica razionale e certe notazioni autobiografiche sono di una libertà,di una invenzione stupefacente,è poesia .

ORIGAMIhttp://100cosecosi.googlepages.com/dragocinese.jpg/dragocinese-full;init:.jpg

Mi ci sono messo con un che di puntiglio...fare un sito con Google pages creator e a partire da un decoro fatto di fogli di bloc notes strappati (...), "mi sono detto se carta dev'essere che carta sia!" ed ecco l'idea di abbinare l'arte della carta piegata,in spagnolo la papiroflexia e in giapponese Origami alla presentazione dei miei quadri in un sito di lingua francese,i risulati non mi deludono per il momento,anzi....http://monalisaarts2008.googlepages.com/



Ton message....
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m'a secoué !!!...tu as soulevé beaucoup de choses justes ...que je ne pouvais exprimer jusqu'a présent.
Mais comme je te l'ai dit , dimanche dernier j'ai écrits quelques lignes sur la peinture telle que je la vie aujourd'hui.
Voici:

"Pour moi la peinture n'a rien de serein,
Rien de bon pour l'artiste
Qui doit pendant un temps s'extraire de lui, du monde ...pour pouvoir poser un geste sincère en force...sans ça sa création n'est qu'un produit corrompu"
"...Une pulsion sans négociation possible."
"Ecrire sur la peinture c'est une chose impossible...pour le moment!....Quand j'écrirai sur elle c'est que j'en aurai terminé.
Par contre écrire quand je suis en dispute avec la peinture m'aide à me réconcilier avec elle...donc je parlerai d'elle en ces moments là...pour aujourd'hui!"
"Elle est très exigeante jusqu'a l'épuisement qui me conduit à caser l'équilibre déséquilibre trouvé pour reconstruire ....assez moqueuse , défiante pour vous chuchoter que rien de définit n'est trouvé ou conquis!!!"
" une toile sur laquelle figure milles tableaux en dessous, dessus, en aplat....tel un ballet non synchronisé ...à première vue"
"En d'autres moments en un seul geste tout y est....quelle emmerdeuse de capricieuse!!"
"contrairement aux Marins qui cherchent à les voir, nous on se contente de capter les chants des sirènes"
"les arts conduisent l'homme s'il accepte de s'y perdre tantôt dans les abîmes, tantôt dans les fleuves, tantôt dans les marécages , quelques fois dans les champs de blé et de rare fois sur les cordes de la mort"
de ces quelques lignes j'espere avoir commencer à m'exprimer sur mon travail...!!!
On verra la suite.
Commento Credo che nelle lettere che si scambiano gli artisti troviamo il senso della vita, di una passione che innamora e travolge,per questo genere di sentimenti,di emozioni che scelsi tanto tempo fà la carriera artistica.

JL & YOKO ONO
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Rendo onore oggi ad una persona,un'immagine terribilmente vituperata,offesa,insultata quasi dall'intero pianeta qualche decennio prima e solo perchè con la sua prepotente identità d'artista produceva degli happening e delle performance che toccavano il nervo scoperto del "male occidentale"...il CORPO . La sua lezione provenendo dal lontano Giappone non poteva essere accettata e ben poche sono state le voci che si sono levate a sua difesa. Rivedendo questa fotografia rivivo in parte dolorosamente quel tempo irruente,ludico,trasgressivo (solo in superficie) con incredibili contradizioni e spaventose strumentalizazioni, imprigionato,soffocato e condotto alla marginalizazione (se non ucciso) un autentico sentimento di rivolta che meritava piu ascolto.Ancora oggi sentiamo la mancanza travolti noi tutti da una spaventosa regressione culturale di quel tempo, e non per mero spirito nostalgico,piuttosto perchè un che di rassegnazione,cinismo ci stà avvelenando la "visione",lo sguardo,ratrappito,ripiegato non riesce piu neppure a percepire il nostro stesso corpo.





L'AUTOBUS africano
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Accade in Africa (Senegal) che per portare degli amici ad un contatto piu autentico con le popolazioni locali affitto un autobus?(con un costo irrisorio all"epoca...1992 ; detto fatto si parte per una spedizione di due giorni con tanto di pernottamento nella savana (ovviamente un luogo tranquillo) con fuoco,the locale,arachidi e i famigerati biscottini al cemento (perchè gli unici capaci di bloccare sul nascere la "maledizione di Montezuma.."la diarrea di cui soffrivano inevitabilmente un terzo dei partecipanti per aver ampiamente approfittato della gelateria dell'albergo (...) Per farla breve tutto bene il primo giorno e la prima notte; all'indomani l'intera comitiva fra cui io (...) viene arrestata per aver svolto abusivamente la professione di "guida turistica" sottraendo cosi risorse economiche preziose alle guide locali convenzionate con la mafia degli alberghi....Gli amici tutti dotati di telecamere documentano ampiamente l'accaduto e rifiutandosi di consegnare e cancellare il girato esercitano un ricatto terribile alla polizia locale (con i montoni che pascolano tra le carte dell'ufficio)...In breve dopo un sermoncino sul bianco che deve sforzarsi di "capire" ..siamo tutti rilasciati,ovviamente senza l'autobus (requisito) ma mica tanto perchè il proprietario ha un parente nella polizia (...) e magari è proprio lui che li ha messi sulla nostra pista.Che c'entra questa storia con questo blog a fondo artistico? Ebbene proprio allora pensai che in fondo l'idea dell'autobus potesse prestarsi bene a delle mostre itineranti,i costi sono accessibili e qualche sponsor non dovrebbe essere difficile trovarlo....ecco l'ho buttata li,chi se la sente puo informarsi con me sulle tecniche inerenti questo tipo mostre,che peraltro possono essere solo delle collettive.

I TRAFFICANTI DELL'OMBRAFILM


1. La C.I.A stima che sono tra 50.000 e i 100.000 i giovani maschi e femmine portati clandestinamente negli USA per essere venduti
al traffico della prostituzione o come schiavi, oggetti sessuali.
Si stima che nel mondo sono almeno un milione le persone oggetto di questo squallido traffico.
" Noi non troviamo vittime negli USA perchè non le cerchiamo ! " afferma l'esperto in Traffico Umano presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America.

Cio sopra menzionato appare in coda del film,non bastasse il film a produrre lo choc sia pure se con qualche vizietto tipico della "fabbrica dei sogni" Holliwoodiana .Da qualche tempo il cinema produce opere che si sforzano di sensibilizare le coscienze e "le nazioni" sul problema, ,il film che intendo segnalare per il suo realismo tragico è "Trade" o " I trafficanti dell'ombra" come appare il Francia e In Canada (Quebec).Se una critica negativa debbo esprimere mi soffermo sull' inutilità di tutte quelle invocazioni alla Madonna tra un Rosario,una lacrima e una "crocetta" con tanto di chiesa negli ultimi minuti...(...) con l'evidente intento di lusingare "anche" il pubblico "cristicolo" ovviamente per ragioni di mercato.Speriamo che la prossima volta l'indignazione e lo spirito di denuncia possano intaccare per dovere di obbiettività certe collusioni stranote e ultradenunciate (clero, politica e potere economico) cosi simili nel modus operandi ai notri fatti, casi di pedofilia che hanno indignato,violentato le coscienze del Belgio.

Realizzatore
Marco Kreuzpaintner
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Attori Kevin Kline, Alicja Bachleda-Curus, Paulina Gaitan, Kathleen Gati, Pavel Lychnikoff, Anthony CrivelloHenderson, Linda Emond, Zack Ward, Kate del Castillo
Scenario e dialoghi
Peter Landesman
Produzione
Roland Emmerich, Rosilyn Heller
Studio di Produzione
Lions Gates Film
"...un poliziotto texano a cui è accaduto di perdere una figlia vittima del racket della prostituzione conduce una inchiesta sulla scomparsa di una giovane messicana di 13 anni scomparsa nelle stesse circostanze;il fratello della giovane è anche lui sulle tracce del racket,i due collaborano..."

1. Non da meno anche questo tema verte sul corpo,sull' Eros negato,sulla violenza che ne è generata e trasmessa da una generazione all'altra; sulle radici di un male,di una cultura che la genera; una ferocia inaudita. Ne parlo perchè da qualche anno giungono notizie spaventose (...) dal confine e dalle citta che vi si affacciano; Messico e Stati Uniti non sembrano molto inquietarsi delle laceranti contradizioni che imolano decine di migliai di vittime sul maccabro altare del consumismo dei corpi e del sesso volto in pulsione di morte (...).Il tema merita un approfondimento che mi sconvolge,mi turba cio forse perchè ho degli amici Messicani.

DANZA MACCABRA
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" E' stato un commiato tra vecchi amici, con diversi momenti fuori dal protocollo, quello di stamane tra Papa Ratzinger e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. "Un meraviglioso incontro", ha commentato la Casa Bianca. Che si è svolto in un'atmosfera familiare e rilassata..."

IL COMMENTO ?Non c'è immaginazione capace di tenerlo !
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* Si vede che sto imparando a fare bene i fotomontaggi?

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1. "I clandestini"....che tristezza,clandestini dove? Clandestini nel Mediterraneo? Solo la Zattera della Medusa di Theodore Gericault puo rendere l'idea della sofferenza di questa umanità negata! Quello che stà accadendo porta all'avvenire un carico di violenza,di caos tale che nessuna immaginazione la potrà penetrare,i paesi e le "Nazioni" coinvolti in questa immensa tragedia,trasmissione del male(...)subiranno un giudizio da parte della Storia terrificante e a poco serviranno le maschere di facciata messe li a giustificazione in questo o quel testo di "storia".nello specifico le Arti debbono tornare al Realismo perchè altrimenti le coscienze precipiteranno sempre di piu in un cinico fatalismo.Eppoi sarebbe ora di dare una bella sfoltita al vocabolario giornalistico delle testate use a certi titoli (La Repubblica it ad esempio,vedi sopra),di "clandestino" costoro ha

Maggio 2008

intervista realizzata con gli studenti del Liceo Classico Umberto I di Napoli
GIOSETTA FIORONI

http://www.repubblica.it/gallerie/online/cultura_scienze/dine/3_g.jpgSTUDENTESSA: Penso che al giorno d'oggi il successo sia strettamente legato alla capacità di stupire e sorprendere il pubblico. Lei crede che l'opera d'arte debba soltanto suggestionare e provocare emozioni, o ritiene che, essendo uno strumento di conoscenza, debba essere una rappresentazione della realtà delle cose?
FIORONI: Come hai giustamente notato, l'arte contemporanea - soprattutto in quelle manifestazioni che vengono genericamente chiamate "avanguardie" - deve assolutamente stupire: nelle sue elaborazioni ed espressioni estreme è un'arte molto "teatralizzata". Oggi, naturalmente, parlare di arte contemporanea significa riferirsi ad una gamma molto ampia di esperienze. La cosa di cui si parla meno è il supporto della tela, l'antico supporto del quadro. Un interesse maggiore riceve la scultura, perché il materiale scultoreo si presta meglio alla teatralizzazione di cui ho parlato poc'anzi. Anche tutte le grandi esperienze contemporanee - la pittura digitale, il video, le performance, le installazioni - si rivelano sorprendentemente teatrali. In una delle ultime edizioni della Biennale di Venezia, il premio maggiore è andato ad una "operatrice" - un nuovo termine che a me sembra un po' comico - della ex Jugoslavia. La sua installazione occupava una sala della Biennale. Essendo il suo paese martoriato da infinite e travagliate guerre locali, l'artista aveva portato un enorme quantitativo di ossa non umane, appartenenti ad animali di ogni tipo. Lei stava in cima a questo ossario e, con una piccola spazzola di ferro, finiva di pulire le ossa dai relitti ancora rimasti attaccati. Un'amplissima commissione, molto importante e costituita da critici italiani e stranieri, ha conferito a questa installazione - o performance - il premio maggiore della Biennale, ossia un riconoscimento importantissimo, forse uno dei più importanti e meglio remunerati del mondo. Questo per farvi capire il peso oggi assunto dall'aspetto "teatrale" dell'arte, che corrisponde ad un profondo desiderio di sorprendere. Un tempo lo spettatore si poneva di fronte a un quadro per riuscire a stabilire un rapporto personale, emotivo e riflessivo con questo: ne veniva attratto se gli piaceva, lo disapprovava se non gli piaceva. Oggi ciò che veramente conta è l'impatto. Nella stessa biennale dell'artista iugoslava era presente un grande pittore tedesco, che mi pare abbia esposto anche al Museo d'Arte Moderna di Napoli qualche anno fa, il cui nome è Anselm Kiefer. Questo pittore - a mio avviso il più interessante della scena occidentale contemporanea - ancora utilizza un supporto "classico", tela o legno, che crea i limiti del quadro. Si tratta di solito di quadri molto grandi, che occupano un'intera parete. La maggior parte dei temi si rifà all'antichità: uno dei quadri più toccanti, ad esempio, si intitola Il Tigri e l'Eufrate, i due grandi fiumi che sono alla base della nostra civiltà. Il materiale con cui lavora è molto vario: stracci, sabbia, sassi, semi di girasole, tutte cose che accumula e posiziona sul quadro seguendo una sua idea, per evocare dei grandissimi luoghi arcaici. Ha anche dipinto numerosi quadri di città immaginarie - ad esempio case costruite sulle nuvole - dando prova di una grandissima possibilità suggestiva. Due membri della Giuria che ha premiato l'artista jugoslava alla Biennale si sono dissociati dalla Commissione perché secondo loro il premio doveva andare a un quadro di questo grande artista, che racconta una sorta di storia dell'uomo.

STUDENTESSA: Nella scheda abbiamo visto alcune opere che non corrispondono ad un ideale di bellezza nel senso classico. Lei crede che il "bello" sia ancora di dominio esclusivo dell'arte?
FIORONI: No, credo che il "bello" abbia subito grandi trasformazioni, tanto che è difficilissimo continuare a chiamarlo bello. Nel mondo contemporaneo si cerca di stupire, di colpire lo spettatore.Una delle punte estreme della ricerca in campo figurativo è legata ad una pratica che a me fa addirittura ribrezzo, ossia il piercing, ma non il piercing che si è soliti vedere in giro: in Germania c'è stata una grande mostra in cui delle persone nude venivano attraversate da uno spillone da spalla a spalla o da gota a gota. Si esponevano in questo stato estremamente "drammatico" e a volte soffrivano, tanto che molto spesso c'era qualcuno che li doveva aiutare a tamponare il siero e il sangue che colavano dalle ferite. Ho visto una foto della mostra che ritraeva una persona - rapata a zero e immortalata da dietro - sul cui cranio erano state tracciate delle ferite con un rasoio, in modo che si formassero le figure di un traliccio o di una ragnatela da cui colava sangue. Non si sa più cosa sia il "bello": l'idea del bello è diventata relativa perché assume dei connotati sempre più discutibili, speciali, legati ad altre esperienze. A Bilbao è stato di recente inaugurato un grande museo in cui è presente un percorso che passa tra due lastre di ferro, strette e alte circa sei metri, in cui lo spettatore è costretto a passare provando una sensazione di claustrofobia, di oppressione. Il "bello" di un Discobolo di Mirone è completamente assente da questa installazione.

STUDENTE: Cosa ne pensa di quegli oggetti di design che, ispirandosi all'arte contemporanea, riescono in qualche modo ad assimilarne forme e stili? In proposito mi viene in mente uno spremiagrumi a forma di Shuttle. Lei crede che questi oggetti possano aiutare la diffusione dell'arte o, al contrario, ritiene che ne siano una contraddizione?
FIORONI: Non possiedo una grande competenza nel campo del design, ma credo di aver capito a quale oggetto ti riferisci: uno spremiagrumi molto carino, sebbene non credo sia così comodo per spremere i limoni. Oggi l'arte punta a tematiche molto più forti e "spaesanti" di quelle del design. Il grande architetto italiano Ettore Sottsass, ora molto vecchio, ha utilizzato la fòrmica per costruire dei mobili che sapessero di antico, che potessero somigliare ai trumeau del Settecento; ha creato degli oggetti veramente sensazionali, per colori e per accostamenti, cui ha aggiunto dei piccoli supporti antichi. Questo è un designer. Anche la moda, che ha prodotto dei vestiti di grandissima bellezza, a mio avviso è una forma di design. Io non credo, però, che il design e l'arte siano ora assimilabili. Fino all'inizio del secolo appena passato, il primo era molto più intrecciato alla pittura e alla scultura, mentre adesso vi è una grande divaricazione, perché il campo dell'arte chiede un tipo di partecipazione slegata dall'utilità delle cose, lontana dal quotidiano ed estremamente correlata al subbuglio emotivo. Del resto questo è solo il mio parere: un'altra persona potrebbe anche affermare il contrario.

STUDENTE: Lei cosa ne pensa dell'impiego delle nuove tecnologie nell'arte?
FIORONI: È un grande interrogativo amletico: saranno o non saranno loro l'arte del futuro? Tutti gli artisti giovani lavorano con le nuove tecnologie. C'è un ragazzo mio amico, il quale lavora nello studio vicino a me, che deforma al computer ogni cosa gli venga in mente: la sua ragazza, il piede del nonno, delle facce e così via, poi stampa il tutto a dimensioni enormi. C'è moltissimo interesse anche nei confronti della "videoarte". Vi è tutta una generazione di artiste donne che ha compiuto un grandissimo lavoro, sia con il video riprodotto sullo schermo, sia con il video proiettato su un'ambientazione.

STUDENTE: Secondo Lei, quindi, si può creare arte anche con il computer?
FIORONI: È una domanda da un milione di dollari cui francamente non so rispondere. Credo, comunque, che tutto può costituire un pretesto per fare qualcosa di così straordinariamente unico e nuovo che diventa forma d'arte. Quello che si vede in giro, nella maggior parte dei casi, è qualcosa di curioso, interessante, a volte elegante, altre volte stupefacente. Una delle prove per scoprire la validità di ciò che viene concepito è guardare le cose più di una volta: se alla terza volta ti annoiano allora è brutto segno. Di cose che resistano veramente non ce ne sono molte, ma ce ne sono. Oggigiorno si proietta di tutto su tutto. Tra circa 4 anni, nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma sarà totalmente aperta al pubblico una nuova ala su cui sta lavorando un architetto inglese. In una parte di questa ala ha già esposto un gruppo di giovani, i quali usano quasi tutti le nuove tecnologie. Secondo me, il lavoro più bello è stato quello di una ragazza che, al centro di una sala, ha innalzato una lastra di vetro su cui vengono proiettate due immagini diverse: su una superficie il fermo immagine di una farfalla, sull'altra la farfalla in movimento. Le due cose insieme funzionano benissimo e creano un'atmosfera magica che può evocare l'aria dell'aperta campagna, un film, un qualcosa di onirico sospeso tra il sogno e l'incubo. Un altro artista, Maurizio Cattelan, invece di usare un proiettore lavora sull'impagliato, vive per la maggior parte a New York ed è considerato la nuova superstar nel mondo dell'arte contemporanea. Due anni fa sono andata a vedere una mostra in Francia: vicino ad una custode del museo c'erano due magnifici cani. Io ho una passione per i cani, mi sono avvicinata ed ho detto alla signora che era molto bello che in Francia permettessero di portare gli animali ai musei. Allora lei mi ha guardato con aria sprezzante e mi ha comunicato che i due cani erano l'opera di un artista italiano. Erano cani impagliati, durissimi: due grandi cani chiari dal pelo liscio intrecciati tra di loro che dormivano un sonno meraviglioso, un sonno esteticamente bello che ispirava tenerezza e attenzione. Era un'opera di Maurizio Cattelan, naturalmente. Questo artista ha impagliato tantissime cose, ad esempio al Museo di Rivoli, vicino a Torino. Si tratta di un bellissimo museo con sale settecentesche, che crea contrasto con questa specie di strano cavallo rimasto sospeso tra gli affreschi del soffitto, come se cavalcasse nell'aria. Ultimamente Cattelan ha fatto in resina raffigurante Papa Woitjla e l'ha esposta a Londra, in una mostra che mi pare si intitoli Apocalisse. Il papa è raffigurato per terra con in mano la Pastorale e intorno ci sono alcuni frammenti di un meteorite, come se questo lo avesse colpito e fatto cadere. Sarà il futuro a dirci se si tratta di grandi opere oppure no.

STUDENTE: Secondo Lei la pittura tradizionale ha ancora un futuro o, avendo rappresentato sulla tela tutto il rappresentabile, ha esaurito le sue possibilità?
FIORONI: Ecco un'altra domanda interessantissima. Dato che continuo a dipingere quadri - sebbene abbia fatto qualche scultura - piacerebbe anche a me saperne la risposta. Ad onor del vero, c'è ancora un filone molto considerato nelle gallerie che continua ad occuparsi di pittura su tela o di scultura "tradizionale". Naturalmente si tratta di opere un po' "arretrate" rispetto ai grandissimi prodotti delle avanguardie di cui vi ho parlato. Molti musei sparsi nel mondo, soprattutto sulla scia di quel che succede in America, fanno sì che l'attenzione sia concentrata su ciò che è considerato innovativo. Personalmente sono del parere che, in mezzo a tante opere valide, ci siano molte cose di basso profilo che non mi convincono per niente, mentre esistono dei pittori che, pur continuando ad usare la pittura "classica", riescono a fare dei quadri veramente interessanti. Vi è un gruppo di pittori inglesi, ad esempio, che continua a fare delle cose estremamente realiste. Questi artisti lavorano col segno, con la pittura, e fanno cose molto brillanti, molto emozionanti. Penso che ancora ci sia una strada per lavorare su tela. Pensiamo ad un altro supporto: la fotografia. C'è parecchio interesse per la fotografia: a volte si tratta di semplice fotografia, altre volte risulta talmente ambigua da assumere una valenza assai forte. Conosco un fotografo che vive a Roma e che si chiama Marco Delogu, il quale si concentra soprattutto sul viso e sulla fisiognomica. In una mostra è stata esposta una sua fotografia che ritrae un gruppo di cardinali decani, tutte persone che vanno dagli 85 ai 100 anni: queste facce, che hanno avuto una vita così speciale, sono in grado di provocare una forte emozione. La mostra di Delogu si colloca in una zona ambigua: le sue fotografie sono caricate da elementi espressivi più forti, ed acquistano una valenza significativa molto potente.

STUDENTE: Fino adesso l'arte ha privilegiato la vista. Nelle avanguardie artistiche, però, si è cercato di far emergere anche altri sensi, come ad esempio il tatto: vi erano delle opere fatte per essere toccate e delle pareti dentro cui si potevano infilare le mani per sentire cosa celavano. Lei crede che la sperimentazione tramite l'uso di altri sensi potrebbe avere degli sviluppi in futuro?
FIORONI: Mi prendi in castagna, perché in proposito non so che dirti: sono del tutto impreparata. So, ad esempio, che all'inizio del secolo alcuni surrealisti facevano delle opere utilizzando pelli di animale, ricavandovi un piatto o una tazzina. Anche in quel caso si trattava soprattutto di un'esperienza tattile, perché il pelo animale subiva delle piccole modificazioni ogni volta che lo si toccava. C'è un giovane artista americano che da qualche tempo sta scavando una collina in Arizona affinché un raggio di luce vada a colpire le pietre e i vetri che ha posto in una caverna ricavata alla base della collina. È un modo molto inusuale di lavorare con la luce e richiede anni di lavoro.

STUDENTE: Esistono delle opere che "mischiano" i diversi sensi? Ad esempio un'immagine accompagnata da un odore...
FIORONI: Credo che ci siano state delle esperienze in proposito. Qualche anno fa, a Milano, un artista italiano ha esposto circa mille bicchierini riempiti di liquori differenti. Quando si entrava nella sala c'era un terribile odore di alcool, ma era un'operazione suggestiva.

STUDENTE: Quindi possono darsi anche nuove suggestioni?
FIORONI: Tutto si presta ad essere interpretato in tal modo. Sebbene non abbia molta fiducia in queste cose penso che, se usate in una certa maniera, possano dare buoni risultati. Tutto ciò che concerne i profumi, ad esempio, potrebbe essere interessante da indagare.

STUDENTESSA: Lei crede che con l'andare avanti degli anni l'arte si stia troppo distaccando dal grande pubblico, che se ne stia allontanando così che non riesce più a coinvolgerlo? Non pensa che il cinema e la fotografia lo riescano ad attrarre di più?
FIORONI: Si tratta di un problema molto dibattuto a tutti i livelli: degli esperti d'arte, dai critici, dai sociologi. C'è chi sostiene che tutte le esperienze che hanno a che fare col digitale dovrebbero avvicinare il grande pubblico, perché quest'ultimo è ormai molto legato ai computer e a Internet. C'è chi afferma, invece, che l'arte dovrebbe mantenere un suo livello di riflessione piuttosto alto, in quanto questo è il suo ruolo. Non ho una risposta definitiva. Penso solo che per fare arte ci vogliano sempre delle basi conoscitive, che possono essere acquisite anche andandosi a vedere un po' di mostre. Se la nostra famiglia ci porta a vedere qualche museo quando ancora siamo piccoli, allora partiamo avvantaggiati. Quando poi si comincia a crescere, per avere una vera attrazione nei confronti dell'arte c'è bisogno di qualcuno che ci instradi su questa via. L'arte ai tempi di Duccio di Buoninsegna, ad esempio, corrispondeva ad una struttura sociale più semplice: il pittore che dipingeva una grande Madonna era portato in trionfo per tutta Siena e ognuno partecipava a questo grande evento. Oggi siamo molto più numerosi e la società è assai più complessa. Ciononostante anche al giorno d'oggi ci sono diverse persone che si interessano di arte. In genere ci vuole un piccolo input iniziale, ma potrebbe succedere a chiunque, a tutti i livelli.

STUDENTESSA: Lei crede che gli artisti contemporanei si preoccupino del ruolo sociale dell'arte o ritiene che pensino solo al proprio soddisfacimento personale?
FIORONI: Credo che gli artisti, a parte qualche caso clinico, lavorino tutti per avere un dialogo, perché è insito nella natura del loro lavoro. Di solito si presuppone che un artista tenda a far trasparire tutta la sua personalità da un quadro o da un'opera in genere. A me pare che oggi gli artisti cerchino addirittura più dialogo rispetto a ieri o, per lo meno, il più allargato possibile: con le persone giovani prima di tutto, con gli esperti, con i musei, con gli addetti ai lavori e con tante altre categorie sociali.

STUDENTESSA: Credo che ciò avvenga soprattutto perché chi osserva un'opera d'arte moderna spesso può ricavarne un messaggio proprio. Lei cose ne pensa?
FIORONI: Penso che ciò che affermi sia molto giusto. Sulla "farfalla" di cui vi ho parlato in precedenza, ad esempio, ognuno può costruire un suo piccolo sogno, può rivivere un proprio momento che ha intuito nella natura, può trovarci qualcosa di personale. Oggi più che mai questo fenomeno è legato all'idea di comunicare a differenti e numerosi livelli, perché come si è allargata a dismisura la gamma dei supporti su cui gli artisti lavorano, così si è ampliato lo scambio con l'esterno.

STUDENTESSA: Nonostante si sia allargata la gamma dei supporti, non è aumentato il pubblico che segue l'arte. È come se l'arte non fosse accessibile a tutta la gente, come se fosse riservata solo alle persone più ricche ed intelligenti.
FIORONI: Un brillante avvocato o un medico di fama potrebbero essere ricchissimi ma non avere nessun interesse nei confronti dell'arte. Chiunque lavori in altri campi potrebbe essere preso da cose diverse ed essere cieco nei confronti delle esperienze artistiche. Non credo che l'arte di oggi punti ad essere elitaria, penso anzi che gli artisti - soprattutto quelli giovani - cerchino di coinvolgere la gente, per lo più sorprendendola, sconcertandola, scatenando dei quesiti negli spettatori: tutto ciò implica un desiderio di comunicare. Personalmente ho sempre desiderato comunicare. C'è un mio quadro, ad esempio, a cui tengo molto e che è dedicato a uno scrittore giapponese: vi è rappresentato un cielo rosso con un uccellino di legno applicato sopra. Questo scrittore ha scritto un libro bellissimo dal titolo Il paese delle nevi, in cui sono raccontate delle situazioni molto lievi e molto allusive riguardanti i sentimenti delle persone, il loro viaggiare, il loro muoversi nella vita. Il mio piccolo quadro è ispirato a tale sua visione domestica: vi è dipinta una stanza rossa in cui penetra un uccellino cui ho affiancato un ideogramma.

STUDENTESSA: Però nel passato, mi riferisco soprattutto al Medioevo, la costruzione di cattedrali implicava una maggiore partecipazione del popolo nella sua totalità e una maggiore considerazione nei confronti dell'artista, che veniva considerato un po' come un dio.
FIORONI: C'è un artista a tutto campo, molto bravo, che si chiama Mimmo Paladino e che è nato a Benevento, il quale ha allestito qui a Napoli una montagna di sale.

STUDENTE : Bruttissima.
FIORONI: Non ti è piaciuta? A me moltissimo, anche perché è stato, per l'appunto, un tentativo di inserirsi nella realtà urbana.

STUDENTESSA: Vorrei porle una domanda che riguarda l'ambito più strettamente commerciale. In base alla sua esperienza nell'ambiente artistico, non crede che un artista sia spesso influenzato dalle leggi del mercato e che, proponendo la sua arte come una merce, tenda a compromettere il vero significato della sua attività?
FIORONI; Anche questa è una domanda cui è molto difficile rispondere. Hai ragione: è un fenomeno che può accadere e che è molto complesso. Bisogna tenere conto del fatto, però, che anche nel passato esistevano le "commissioni": si commissionava una Madonna ad un'artista e questi interpretava l'opera a modo suo. Anch'io ho fatto diverse cose su commissione, ad esempio per un'associazione culturale che si chiama Near - New European Art Reserach, mi pare - e che voleva donare una Madonna ad una chiesa. Naturalmente mi hanno pagato: era un lavoro ingente, perché si trattava di un'opera era alta due metri e mezzo. Per farla ho lavorato a Faenza in una bellissima bottega che si chiama Bottega Gatti, dove ho fatto anche molta ceramica. Nonostante me l'avessero commissionata, ho lavorato come preferivo, in assoluto libertà espressiva; ho immaginato una Madonna con tre teste: una occidentale, una orientale - mi sono ispirata ad una mia amica filippina -, e una di colore - per la quale ho preso a modello una bellissima foto di Leni Riefensthal -. In un primo momento i committenti sono rimasti sconcertati: una madonna con tre teste! Chissà se la chiesa l'accetterà? Però io ho tenuto duro: non mi andava di fare una Madonna "normale". Questi tre volti erano impostati su un triangolo, con una sorta di manto che li avvolgeva e da cui uscivano tre piccole manine: una occidentale, una asiatica, una nera. Su questo manto ho immaginato che ci fossero i luoghi di tutta l'umanità: c'erano, modellati in piccolo, delle pagode, delle piramidi, dei templi giapponesi e così via, nonché animali di tutti i tipi, per i quali nutro una vera passione. Il manto diventava una sorta di territorio del mondo e, nonostante all'inizio i committenti fossero molto turbati, hanno finito per accettare l'opera. Credo che le committenze siano esistite sempre ma che questo non abbia influito più di tanto sull'esecuzione dell'opera. C'è da dire, però, che ci sono parecchie gallerie che pretendono molte opere, nonché delle trasmissioni televisive che quando ti propongono un lavoro vogliono comprare per lo meno 40/50 pezzi. In questi casi la cosa si fa più ambigua.

STUDENTESSA: Un'ultima domanda: quali saranno, secondo Lei, i rapporti tra l'arte occidentale e l'arte orientale nel nuovo millennio?
FIORONI: Questi rapporti già ci sono: esistono Biennali anche in Giappone e ad Istanbul, tanto per fare qualche esempio. Numerosi musei guardano con molto interesse al lavoro di artisti africani, giapponesi o cinesi, che spesso si trasferiscono a New York così come tanti artisti italiani hanno cercato l'ispirazione in India. L' intreccio è già in atto ed è evidente.

Marianne OREL (Menton)

Dinazionatirà Belga-Italiana,qui uno dei suoi quadri piu belli per gestualità,azione,guizzo e fusione con le tecniche Cinesi (Fumié).Una allieva che non è piu allieva,ha tutto per riuscire nella pittura ad olio e nelle tecniche all'acquarello Cinesi,al momento stà cercando una tematica fortemente in relazione con il suo sentire,con la sua "visione",questo è un compito arduo e altrettanto difficile per lei fare la distinzione tra personale visione frutto dell'imprinting culturale e quanto della sua stessa persona si manifesta tramite il suo profondo (creativo) che accede all'orizonte potente e fortemente significante con valenze che toccano una complessità sorprendente.Questo è uno dei molti casi in cui un artista sà coltivare l'abbandono(...)riuscendo ad attivare delle dinamiche di apprendimento direttamente da se stessa(...)e poiche il suo profondo la supera in complessità e ricchezza ne discende una rincorsa tutta intima,personale da parte dell'artista nella esplorazione,nella comprensione del suo personale mistero manifestatosi nell'arte.Da questo quadro non è difficile immaginare quante stupende soluzioni in termini di alfabeto pittorico scaturiscono.Indubbiamente l'aver conquistato fermamente un proprio alfabeto espressivo,tonale,grafico,coloristico le facilità immensamente la fase di ricerca di una tematica se non nuova(...)ricca di contenuti ancora da sviscerare,conoscendola so della sua sensibilità per l'animalismo o per una rappresentazione della natura in termini neo-romantici.
Sonia Richelma D'Elia "piuttosto che professsore il critico deve esserel'allievo dell'opera"

" Plutôt que le maître d'école, le critique doit être l'élève de l'oeuvre."
[Eugène Ionesco]

...è una ragazza nata in Belgio e di origini Italiane,l'avevo incontrata qualche anno prima e a distanza di anni mi rintraccia in internet e mi spedisce un mare di quadri estremamente interessanti,frutto di una sensibilità vicino, prossima a Basquiat,il disperato metrolitano di New York e deceduto abbastanza di recente;sono le sue opere delle annotazioni "iconiche" di identità femminili tipiche delle nostre metropoli europee.Sà cogliere con tratto deciso ,sintetico e netto quel "che" che identifica l'oggetto dell'attenzione al di là della mera rappresentazione realistica,fotografica e caricaturale .Molto piu che semplici ritratti,essi staccano dall'individualità che li ha stimolati per vivere di vita propria...Un po come diceva Picasso : "vedrete che finirà per assomigliargli ! " Intendendo un divenire del soggetto da lui anticipato nell'opera d'arte(...) Tra un destino crudelmente accertato e una profezia inderogabile.Una visione cruda,critica,analitica del personaggio, è potente introspezione,penetrazione .Un segno scabroso,di marca "Realista "scandisce un che di tragico con una essenzialità nuda,ridotta all'osso con nessuna concessione alla poesia,al lirico,alla coloristica pure se il colore "urla"....e dell'artista,dell'autore la sola traccia che lo svela è una amarezza addolorata come se intuisse il divenire delle sue modelle(...)Il suo sguardo estrae al di là di ogni infingimento seduttivo praticato dalla modella : candore,rabbia,risentimento,ingenuità,innocenza,arroganza e durezza ,in breve note accuminate come la lama di un pugnale, la sintesi di una personalià con tutto il suo carico di scabrose contradizioni.La sua rappresentazione di questo "Occidente mentale" denuncia con crudezza in termini nuovi l'alienazione della condizione femminile contemporanea,la sua tensione drammatica,il suo "vuoto" il suo pallore attraverso certi toni grigi colorati presenti nella sua opera...denunciano il dramma della solitudine che si fà angoscia e tale precipita nelle sue tele senza nessuna concezione nel segno ad un sensualismo decadente.Forse inconsciamente Sofia (è uno pseudonimo almeno sino a che non mi autorizza a replicare nel sito una delle sue opere) ha optato per la scelta della coloristica all'acrilico per la sua cruda sterile freddezza (invece del calore e della luce della pittura ad olio) per aderire ancor piu (...)se è possibile allo sguardo obiettivo ,curioso,di una sensibilità che vuole classificare le tipologie umane con lo spirito del collezionista. Infine l'attenzione portata al dramma interiore dei suoi soggetti...che poiche l'artista senza "saperlo" talvolta se non sempre(...)parla,narra,annota di se stesso, possiamo legittimamente desumere che Sofia identifica piu o meno inconsciamente nelle sue modelle parti di se(...)Aderendo pienamente ad una constatazione:piu si entra in relazione con la propria profondità piu si diviene universali! Ho accostato "icona" di Sofia alla Mona Lisa del Nord Europa di Vermeer o "la ragazza dall'orecchino di perla" da cui è stato tratto un film celebre(...)perchè lo scorcio in cui è ripreso il soggetto è straordinariamente significativo,il soggetto sembra intereagire con lo spettatore,una metafora straordinaria sull'arte che lascio a voi amici interpretare,contemplare,riflettere con vero ed autentico spirito filosofico. Michel Abbatangelo (frammento critico per Sofia)



"Crescere scemi e morire idioti"!

La soubrette televisiva Sylvie Lubamba (detta anche la "bamba"iscritta alla Lega Nord) e il neodeputato leghista Matteo Salvini (Fotogramma).Ogni commento è vano...All'evidenza...lei un po a disagio nella sua pelle (...)iscrivendosi in un contesto xenofobo,come dire...si "sbianca" e lui il razzista,xenofobo,populista,intollerante neo eletto parlamentare (...)come dire..."bianco che piu bianco non si puo" (nella peggiore accezione)con la finta Couloured (nera o negra come vi piace...) esibisce ,sbandiera la sua" tolleranza" multiraziale alla maniera del detto popolare "tutti i buchi sono buchi!" o "ogni lasciata è persa!" Sylvie è il frutto delle ultime trionfali politiche, del neo colonialismo Occidentale e della spaventosa regressione dell'identità negra,nera,black...o forse tutto questo senza vergogna perchè tanto in questa "italietta"....

  1. gli elettori della sinistra che"non c'è" stavolta non ci sono cascati (...) nessuno si è turato il naso ! Cosi una stangata epocale ha pressochè eliminato dalle istutuzioni,dal parlamento e dal senato la piu piccola traccia della sinistra " al 'acqua di rose ",quella sinistra sempre pronta alla " corsa al centro " oggi riflette con amarezza una sconfitta irrimediabile.Si suppone che hanno capito,ci aspettiamo dimissioni a catena,una nuova classe politica,e l'allontanamento dei "cristicoli"a cominciare da Rutelli ! Si ricomincia dallepiazze,daisindacati,dalla classe lavoratrice,dalle donne,dai diritti civili e dalla democrazia,quella vera!



"...siete tutti invitati... "

****** 1968 ******

"...tra francia e Italia,c'è un gran sbattimento per cercare di corregere la storia,ora una rimozione,ora attacchi forsennati e alla cieca,ora deliberati tentativi mistificatori di avvenimenti ben noti,per non parlare dei soloni che dallo scranno "alto" mediatico discettano e sottolineano immancabilmente solo gli errori (...)di una stagione indimenticabile,fortemente civile simbolo universale della Protesta che solo i giovani sanno portare contro i sistemi piu autoritari..."


ADRIEN MARCAISà "La Maison de L'Amerique Latin" de Montecarlo microreportage du vernissage / reportage dell'inaugurazione dopo giorni d'angoscia per la sua prima mostra finanziata dalla affetuosissima Zia.
Posseggo tutta la documentazione neccessaria alla prenotazione di una mostra "à La Maison de L'Amerique Latin",sappiate che c'è una fila di attesa sino al 2010!!! Avro cura di inserirla nel sito piu avanti.Post Scritptum : i cenni critici non li ho fatti io !!! Ancora,ho trovato il lavoro di Adrien in Africa straordinario,ne parlero piu avanti.Ultime notizieA quanto pare la mostra è stata un successo oltre 14 opere vendute !!! ( al secondo giorno d'esposizione!)La Zia,la mamma....sono raggianti,felici,Adrien è un po piu tranquillo,sereno,sul suo futuro,gli auguro di tutto cuore buon lavoro.Adrien mi dice che una volta che è riuscito ad avvicinarsi all'idea che aveva in mente in relazione al quadro appena dipinto si pone nuovi obiettivi,afferma nel suo slancio giovanile che ha fame di nuove esperienze,che non vuole annoiarsi,all'evidenza è pienamente in una dinamica esplorativa delle proprie potenzialità,presa di coscienza del proprio potere creativo,della propria capacità di incidere nella sua realtà( esterna) attraverso la sua opera,per il momento il processo razionale,analitico è sospeso;il rischio è che passi accanto inavvertito ad alcune delle sue opere piu belle e innovative,confesso che l'entusiasmo di Adrien merita una pausa di riflessione attraverso l'interelazione con un gruppo di osservatori che lo aiutino a valorizare,scoprire alcune opere che aprono nuovi orizonti e che indubbiamente arricchiscono l'alfabeto della comunicazione contemporanea nelle arti.Andrea mi fà osservare che si vede nell'opera di Adrien " una marcata traccia della mia influenza in termini stilistici...",non sono d'accordo,anche se veramente alla lontana c'è qualche vaga citazione della "metafisicaetica".Il fatto è che pure se volesse Adrien è incapace di camminare nel solco altrui!Diciamo che il suo "profondo" ha gia chiaro in mente e stabilito nettamente quali sono le visioni da proiettare sulla tela e quali no,pure se tutto cio avviene ancora in un che di confuzione(interferenze della personalità).Curioso è che anche Adrien ha mosso la stessa critica ad Andrea trovando in casa mia una delle sue "Venus"...per quanto mi riguarda invece entrambi hanno arrrichito,personalizato la"metafisicaetica" piuttosto che imitarla.Ho potuto notare in Adrien un gusto acceso per l'annedottica autobiografica meno misteriosa in termini espressivi di come la praticava Picasso.Purtroppo in questo periodo sono estremamente occupato ma mi riservo appena possibile un approfondimento serio sul lavoro di Adrien e "100 consigli in meno" verso qualcuno che ormai cammina con le sue gambe.Un ultima nota:se aveste la fortuna di una Zia come quella di Adrien (...)abbiatene cura,la mostra a Montecarlo l'ha voluta fortermente lei e si è battuta come un leone contro ogni scetticismo

Contrat/Contrattoper prenotare una mostra al "le mercredi des singes" michel.abbatangelo@gmail.com / lemercredidessingesarts@gmail.com

"La Maison de l'Amerique Latin"

Prenotazione di una mostracome dove quando / documento

Vi ricordo che a quanto sappiamo bisogna iscriversi,prenotare la mostra alla "Maison de l'Amérique Latine " oggi per esporre tra due anni (2010),le file di attesa sono lunghe,il resto potete desumerlo da questo fac-simile di contratto.





Aprile 2008


Guillermo Habacuc
Questa petizione gira da qualche tempo in internet,in una installazione un artista ha legato un cane al muro della galleria d'arte e lo ha lasciato morire di fame (...)Le "anime sensibili" indignate,scandalizate si sono immediatamente attivate sino a raccogliere 2.000.000 di firme per escludere il "losco" personaggio dalla Biennale del Centro America Honduras 2008.Personalmente trovo la cosa (l'operato dell'artista) orribile,il trionfo della pura pulsione di morte (...)un comportamento inqualificabile verso la natura per la sua gratuità.Allo stesso tempo credo che le "anime sensibili" potrebberio anche attivarsi per escludere non pochi "figuri"dalla vita civile delle nazioni.
Mona Lisa
Qualcuno ci ha pensato e qualcuno lo ha fatto,far parlare con le odierne tecnologie informatiche le opere d'arte, a cominciare dalla Mona Lisa,i coreani lo hanno fatto per i bambini ma sotto sotto l'idea è di sollecitare ulteriormente la pigrizia mentale dell'adulto,aggiungo per chi non lo sapesse ancora che le opere d'arte parlano da secoli e che invece di fabbricare "congegni"logorroici sarebbe meglio stappare le orecchie a parecchia gente!
Picasso
 
 

Senza parole si commenta da sola l'incisione,un capolavoro.Picasso si identificava volentieri con il Toro,vien da chiedersi chi ha attizato la sua gelosia ed appare nelle vesti del cavallo?
« Si on marquait sur une carte tous les itinéraires par où j’ai passé et si on les reliait par un trait, cela ferait peut-être un minotaure. » disait Pablo PICASSO.

Muore una Artistain Turchia

Giuseppina Pasqualino non dava sue notizie dal 31 marzo. Arrestato un uomo di 38 anni, disoccupato, che ha confessato l'omicidio: "L'ho violentata e poi l'ho uccisa". Le aveva dato un passaggio in auto.Siamo immensamente addoloratii dal dramma che colpisce la famiglia,gli amici,il fidanzato e la comunità artistica Italiana.Personalmente ritengo che l'impresa di Pippa,l'avventura,non debba essere abbandonata,è in gioco l'immagine del fatto d'arte in se stesso e l'immagine stessa di una nazione che profondamente vuole riscattarsi dalla vergogna che la tocca,l'eco della nuova impresa che un'altra Pippa produrrà sarà immenso.Non si deve cedere alla barbarie di una sub-cultura dai tratti inumani.

Prozac
TECNOLOGIA & SCIENZA
preso da "la repubblica it"

Lo dimostrerebbe uno studio sugli antidepressivi fatto dal Cnr
Gli scienziati hanno analizzato gli effetti dei farmaci sugli animali
Il Prozac "ringiovanisce" il cervello
Funziona sui topi, presto test umani
di PASQUALE NOTARGIACOMO

Il Prozac "ringiovanisce" il cervello
Funziona sui topi, presto test umani
ROMA - Curare l'umore e contemporaneamente "ringiovanire il cervello". Sarebbe questo l'effetto dei farmaci antidepressivi secondo una ricerca diretta da Lamberto Maffei del Cnr di Pisa e pubblicata sulla rivista Science. Lo studio ha rivelato che i farmaci utilizzati per curare le malattie depressive riuscirebbero ad aumentare la plasticità cerebrale. A migliorare, cioè, la capacità di rimodellarsi tipica del cervello giovane, che si perde almeno in parte nell'età adulta.

L'esperimento. "Il nostro - spiega Maffei - è un esperimento condotto su meccanismi basilari che apre nuove prospettive per il futuro". L'equipè italiana ha
studiato l'effetto dei farmaci su topi adulti con deficit visivo permanente causato dall'occhio pigro. Proprio la la somministrazione degli antidepressivi ha guarito la vista dei topi, consentendo un rimodellamento della corteccia visiva, che è cioè ridivenuta plastica come nel cervello giovane, "risvegliandosi" e cominciando a funzionare meglio.

"È un esperimento che deve essere chiaramente replicato sugli uomini - aggiunge Maffei - e proprio per questo stiamo prendendo contatti con i clinici". Uno dei primi utilizzi potrebbe riguardare proprio la cura "dell'occhio pigro". Una condizione piuttosto diffusa nel bambino, che impedisce il pieno sviluppo della corteccia visiva, lasciandolo, se il suo occhio non viene rieducato con tempestività, con deficit visivi permanenti. Per i danni causati dall'occhio pigro non esiste ad oggi una terapia.

Finora la capacità di indurre rimodellamenti del cervello rimaneva soltanto nell'alveo delle ipotesi. "Nessuno - dice Maffei - aveva testato come gli antidepressivi influissero sul funzionamento cellulare del cervello. È questa la grande novità del nostro studio". Gli scienziati hanno scoperto che è esattamente così che agisce l'antidepressivo Fluoxetina (inibitore della serotonina), meglio noto come Prozac.

L'azione "rimodellante" del farmaco è comprovata da cambiamenti dell'attività elettrica cerebrale, a cui si accompagna la produzione di un fattore di crescita
importantissimo per la plasticità cerebrale, "BDNF".
Si tratta comunque di una scoperta che apre molte possibilità e di cui si possono soltanto intuire gli utilizzi. "Saranno i test sull'uomo - conclude Maffei - a indicarci i passi futuri".

(17 aprile 2008)
Commento
...i filosofi lo hanno sempre detto "buttarsi all'aria"non puo che far bene alla salute,amanti continuate ad amarvi se volete continuare a mantenere giovane la mente.Guardate tutti quei poveri "cristicoli",papastri e pretazzi come schiattano presto vittime della loro morigeratezza,della loro austerità....nella foto due amanti ritrovati a Pompei,una immagine di una tenerezza immensa.
QUANDO LA PROCREAZIONE E GRATUITA E CONFUSIONARIA......
Illustrazione tratta da una raccolta di disegni di Leonardo da Vinci

Una studentessa sostiene di aver realizzato una performance artistica
con il sangue prodotto da interruzione di gravidanza. Sdegno negli usa
Aborti spontanei per opera d'arte
E' bufera sull'Università di Yale
Ma l'Ateneo smentisce: "Solo una finzione artistica"
di MARCO STEFANINI "la repubblica it"

UNA PROVOCATORIA opera d'arte realizzata da una studentessa dell'università di Yale sta suscitando reazioni sdegnate, a livello istituzionale ma anche nella blogosfera americana. Aliza Shvarts sostiene di essersi sottoposta ripetutamente ad un'inseminazione artificiale, e di aver quindi assunto delle erbe che le avrebbero permesso di abortire, inducendo un sanguinamento. A quel punto, dopo aver filmato tutto il processo con una videocamera, avrebbe raccolto il sangue per usarlo nel realizzare la sua opera d'arte. Ma l'università di Yale, dopo che la notizia è rimbalzata su moltissimi siti Usa, smentisce che la studentessa sia mai rimasta incinta: "Si tratta solo di una finzione creativa".

Aliza ha iniziato a pensare a questo progetto riflettendo sul rapporto tra l'arte e il corpo umano. "Nessuna provocazione o volontà di sconvolgere la gente", aveva spiegato presentando il suo lavoro ai compagni d'università e ad alcuni docenti. Nell'arco di nove mesi, stando a quanto dichiarato da Aliza stessa, si sarebbe sottoposto ad un numero non precisato di inseminazioni (almeno due), portate a termine da lei stessa con l'ausilio di una siringa senza ago.

Successivamente avrebbe indotto degli aborti, usando erbe mediche. La studentessa, tuttavia, si è rifiutata di dire quante persone avrebbero donato il loro seme e, soprattutto, quante volte avrebbe abortito. Una volta ottenuto il sangue prodotto nel corso dell'aborto, Aliza lo avrebbe mescolato con della vaselina, per evitare che lo stesso potesse essiccarsi.

Infine lo avrebbe versato su dei fogli di plastica, posizionati intorno ad un cubo, che dovrebbe essere appeso ad un soffitto. Sui quattro lati di questa installazione, dovrebbero essere proiettate le immagini del video girato dalla studentessa, mentre raccoglie il sangue in una tazza, sotto alla doccia. "Con questa mia operazione vorrei far riflettere la gente. E' normale che alcune persone non siano d'accordo, ma non è nelle mie intenzioni suscitare scandalo", ha spiegato.

Dopo le reazioni negative di movimenti anti- e pro-aborto ("un progetto che offende le donne che hanno vissuto questo dramma"), l'università di Yale ha diramato un comunicato, in cui sostiene che la studentessa non si è sottoposta ad alcun aborto. "Si tratta di un'opera d'arte, una finzione creativa che vuole far riflettere sulla forma e la funzione del corpo di una donna", ha dichiarato la portavoce dell'università, Helaine Klasky. Ma i dubbi restano, alimentati dalle successive dichiarazioni della ragazza.

"Il comunicato dell'università è incompleto - ha detto - Nessuno potrà mai sapere è realmente accaduto, perché quest'opera si basa sull'incertezza". Per adesso l'esposizione è ancora in programma dal 22 aprile al 1° maggio, in un salone dell'università di Yale.



Marzo 2008

Dionisos

Questo quadro un po enfatizato(ma non troppo ci dà un'idea chiara della gioia e della felicità quali mete possibili a conseguirsi nella vita umana in antitesi al dolorismo sado-masochistico dei miti judeo-cristiani etc...

La corrida

Pubblico un articolo breve di sostegno,adesione di Michel Onfray al sito anticorrida.org
lla cosa mi ha fatto un piacere immenso,Onfray e una delle mie letture preferite,la mia pittura gli deve tantissimo,faro il possibile per invitarlo al vernissage della mia mostra "eros et toros".


MICHEL ONFRAY

Michel Onfray, philosophe, écrivain et créateur de l'Université populaire de Caen,nous a fait parvenir un texte évocateur qui débute ainsi : « La poignée d’arguments des défenseurs recycle toujours les mêmes lieux communs. Or tous évitent cette question cardinale : que signifie jouir du spectacle de la mort ? Car il s’agit bien de cela : fanfare et habits de lumière, discours techniques et justifications esthétiques, bénédictions littéraires et légitimations cathartiques n’y font rien : on paie, on s’excite, on vocifère en bande, le tout pour connaître l’orgasme dès que le tueur ôte la vie... »

Alexander

...mi vuole bene e decide di invitarmi ad una maggiore prudenza nell'esporre certe opere nella Galleria di Beziérs,rischio di dare una cattiva immagine di me e insomma potrei pregiudicarmi qualche vendita importante (...)A parte il fatto che gli sono riconoscente d'aver con la sua intuizione (un perfetto profano)capito una delle mie opere meglio di me che l'ho fatta!!! Al punto da chiedergli in futuro di esprimere liberamente la sua opinione in merito la mio lavoro.Comunque non ho intenzione di prestare molta attenzione alla sua raccomandazione,non tanto perchè lo scandalo in se non abbia certe ricadute (...) mà perchè dell'opinione della "gente" non me ne frega un bel picchio.Uno dei quadri supposti turbare la quiete sonnolenta di Béziers è questo a fianco,una bambina che cavalca innocente,limpida in un candore assoluto un giovane torello...la mia intenzione era un invito all'amicizia con l'animalità che trovo profondamente innocente (e poi semmai colpevole di che?!).Poi...non è stato quel certo Freud (...) a scoprire la potenza della pulsione sessuale nell'infanzia sino al allora ritenuta innocente,casta (...) ?! E ancora Alexander che mi accenna alla mia fissa sul sesso perchè lo metto dappertutto nei miei quadri (...) Non credo che abbia molto capito quando gli ho accennato all'Eros umano,alla sua centralità nella formazione dell'identità,Eros e sessualità quali motori inconturnabili nel percorso,nella realizazione del desiderio,della felicità o Ataraxia o ...serenità umana.

L' arte non è casta,dovremmo interdirla agli ignoranti innocenti , mai metterli in contatto con essa se essi non sono sufficientemente preparati ; si l' arte è pericolosa o se è casta non si tratta di arte.

L'art n'est pas chaste, on devrait l'interdire aux ignorants innocents, ne jamais mettre en contact avec lui ceux qui y sont insuffisamment préparés. Oui, l'art est dangereux. Ou s'il est chaste, ce n'est pas de l'art.

[Pablo Picasso]

Philippe Cesaretti ed io....pensiamo non per un accidenti del caso che la gran parte della nostra opera non dovremmo firmarla,la sorgente è cosi profonda e lontana da non appartenerci,non la riconosciamo nostra,eppure la nostra creazione è frutto della nostra opera,del nostro lavoro e onestamente e senza umiltà (non ci costa nulla ammetterlo) essa...è cosi profonda,autentica,cosi nostra da divenire universale nel senso che un'ampia comunità di identità collabora alla sua creazione o se vogliamo le infinite sfacettature della natura,e si ..;sempre le,la Natura,cioe noi,tutti noi,tutto quello che si muove,cammina,striscia,respira,vola...vive.Noi abbiamo un solo merito,quello dell'abbandono cieco e appassionato che aiuta la "sorgente" a far giungere alla superficie acque cristalline e pure (con il minimo intervento dell'artista) tutto cio in fin dei conti non è che Natura all'opera se ovviamente rifiutiamo di decontestualizarci dal "tutto" (...).

  1. Ecco qui una delle sue opere,è un artista che stimo moltissimo straordinariamente umano,sensibile,un maestro per noi tutti,spero che accetterà di esporre a "le mercredi des singes" di béziers.Pochissimi oltre a lui hanno saputo rappresentare la vibrazione profonda dello spirito della Natura in tantissime delle sue sfacettature.








Invecchiando...


Vivo in Costa azzurra e da qualche tempo nella mia città e nel mio quartiere in particolare ho di che stare in ansia per mia moglie allorchè mi allontano per lavoro per via della dilagante microcriminalità fatta di vandalismi gratuiti,furterelli con scasso nei ristoranti,parti asportate dalle vetture in sosta,tentativi di incursione sui balconi per penetrare nelle abitazioni,risse,e infine furti di motorini nelle ore notturne.Personalmente ho assitito all'arresto di due ladruncoli e ho riferito la cosa a mia moglie che mi ha chiesto se mi sono preso la briga di avvertire i due giovani in questione dell'arrivo della polizia ?!Ho risposto leggermente alterato che non sono affatto d'accordo pur se comprendo il momento difficile che vive il centro storico per ragioni economiche e politiche (amministazione Guibal...sic!) E infine ho tagliato di netto il conflitto d'opinione aggiungendo un " ...non gli resta che fare la rivoluzione ! "

La faccia come il culo!

  1. Fosse davvero cosi probabilmente l'umanità avrebbe un aspetto migliore invece in un certo senso cosi è ma nell'accezzione deteriore,peggiore;infatti è d'uso presso certa estetica riportare il segno carateristico del culo (l'anus) sul viso,precisamente sulle labbra (gonfiandole),estremo segno,tentativo di seduzione per personalità traballanti.Non si sà se riderne o piangerne,possibile che nessuno se ne accorga?! Naturalmente lungi da me avercela con il culo,anzi,pero sono perplesso faccia alla constatazione dell'ignavia sul piano simbolico che affligge certo "mondo'

La piu bella lettera di Victor Hugo

« Je ne veux pas vous confier l'enseignement de la jeunesse, l'âme des enfants, le développement des intelligences neuves qui s'ouvrent à la vie, l'esprit des générations nouvelles, c'est-à-dire l'avenir de la France. JE NE VEUX PAS VOUS CONFIER L'AVENIR DE LA FRANCE, PARCE QUE VOUS LE CONFIER, CE SERAIT VOUS LE LIVRER » « C'est le parti clérical qui a trouvé pour la vérité ces deux étais merveilleux : L'IGNORANCE et L'ERREUR. C'est lui qui fait défense à la Science et au génie d'aller au-delà du Missel et qui veut cloîtrer la pensée dans le dogme ». « Découvrir la loi du ciel, c'était
une impiété ; trouver un monde c'était une hérésie » « Voilà longtemps déjà que vous essayez de mettre
un bâillon à l'esprit humain » « Et vous voulez être les maîtres de l'enseignement ! Et tout ce qui a
été écrit, trouvé, rêvé, déduit, illuminé, imaginé, inventé par les génies, le trésor de la civilisation, l'héritage
séculaire des générations, le patrimoine commun des intelligences, vous le rejetez ! Si le cerveau
de l'humanité était là devant vos yeux, à votre discrétion, ouvert comme la page d'un livre, VOUS Y
FERIEZ DES RATURES ! »
« Et vous réclamez la liberté d'enseigner. Tenez soyons sincères, entendons-nous sur la liberté que vous
réclamez; C'EST LA LIBERTE DE NE PAS ENSEIGNER »
« Ah ! vous voulez qu'on vous donne des peuples à instruire ! Fort bien. Voyons vos élèves, voyons vos
produits. Qu'est-ce que vous avez fait de l'Italie ? Qu'est-ce que vous avez fait de l'Espagne ?»


Io vi condanno a vivere come schiavi
di Fabrizio Gatti tratto da : "l'espresso.it"
Un lavoratore clandestino o in attesa di rinnovo del permesso non ha diritto a ricevere la sua paga. È una scandalosa sentenza del Tribunale di Como

Immigrati sbarcati a Lampedusa
Chissenefrega se la deregulation nei cantieri e nelle fabbriche fa morire più operai in Italia che soldati americani in Iraq. E soprattutto cosa importa se le imprese che sfruttano il lavoro nero sono il motore dell'immigrazione illegale. Sentenza dopo sentenza, alcuni tribunali del Nord hanno creato il dipendente a costo zero. Zero assoluto: basta ingaggiare clandestini, farli lavorare come bestie. E alla fine non pagare il dovuto. Dalla Lombardia alla Liguria non si rischia nulla. Nemmeno se gli stranieri trovano un avvocato e fanno denuncia. Ci sono giudici che li considerano fantasmi, invisibili, inesistenti. E che, proprio per questo, danno ragione agli imprenditori.

Il Nord-Ovest batte il Nord-Est. Sono casi sempre meno isolati. Decisioni che trasformano in carta straccia decenni di battaglie sindacali, pronunciamenti della Cassazione, convenzioni internazionali. Leggere queste sentenze è come percorrere la via nordista al codice civile: un'Italia divisa tra i cittadini e le cose 'inanimate' del diritto romano, tra i garantiti e gli schiavi contemporanei. Una discriminazione che si manifesta ovunque: dalle aule di giustizia agli sportelli dell'Inps, dai concorsi per la pubblica amministrazione all'infinita attesa per il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Si comincia da Como. L'ultimo caso è il più clamoroso: nella città lombarda è stato appena stabilito che un clandestino non ha diritto ad avviare un processo. Nemmeno se è vittima e parte lesa. Lunedì 25 febbraio il Tribunale deposita la sentenza che riguarda Ali A., muratore egiziano e quattro suoi colleghi. Ali non è nemmeno clandestino. Una settimana prima, però, quando il giudice lo convoca, non ha con sé il permesso di soggiorno perché l'ha consegnato in questura: è scaduto a fine 2007 e, come tutti gli immigrati, anche Ali rischia di dover aspettare più di un anno per i ritardi che paralizzano la burocrazia dei rinnovi. Ma dall'8 marzo al 22 maggio 2007
era perfettamente in regola. In quel periodo Ali lavora in un cantiere in Val d'Intelvi, confine di prati e boschi tra Italia e Svizzera, dove un'impresa di Como sta costruendo villette a schiera. I quattro colleghi sono invece clandestini, tutti egiziani.

Secondo il loro ricorso contro l'imprenditore edile, presentato dall'avvocato Domenico Tambasco di Milano, il 22 maggio vengono allontanati dal cantiere perché non servono più. Licenziamento orale, metodi da caporalato. Davanti al Tribunale di Como i cinque muratori chiedono il dovuto. Poco più di 60 mila euro da suddividere. Il rappresentante legale dell'impresa ammette invece di conoscere soltanto Ali A. e uno dei suoi colleghi, perché inviati in cantiere da una cooperativa di subappalto. Ma il giudice Beniamino Fargnoli, l'unico della sezione Lavoro nel Tribunale comasco, non entra nemmeno nel merito. Dichiara semplicemente non ammissibile il ricorso. Gli servono sette pagine per spiegare il ragionamento. Una motivazione che, se non è viziata da errori di valutazione, rivela quanto le leggi e i codici italiani possano essere discriminatori.

Prima interpretazione, articolo 75 del codice di procedura civile sulla capacità o incapacità processuale: "I diritti esercitati dai ricorrenti non sono legittimi poiché essi non potevano stare sul territorio italiano, essendo sforniti di permesso di soggiorno...", scrive Fargnoli. "La loro clandestinità originaria vizia ogni diritto reale o obbligazionario acquisito sul territorio nazionale. Ad avviso del decidente", aggiunge, "l'articolo 75 esclude le persone che si trovano illegittimamente in Italia dall'esercitare processualmente i diritti ivi pretesi". Seconda interpretazione, articolo 2.126 del codice civile sulla prestazione di fatto con violazione di legge: "L'arrivo clandestino di stranieri in Italia viola l'ordine pubblico", scrive il giudice: "Il contratto di lavoro stipulato da un clandestino nasce con una causa negoziale illecita. L'illiceità della causa del contratto di lavoro impedisce l'applicazione dell'articolo 2.126, il quale nega la remunerabilità del contratto nullo per causa illecita".
Il resto della motivazione è un'autostrada a quattro corsie per chi vuole approfittare di questa sentenza e sfruttare badanti in stato di necessità o ricattarle con lo stipendio. Oppure ingaggiare a basso costo muratori, operai, braccianti, colf tra i clandestini o gli stranieri in attesa di rinnovo del permesso. "I diritti fondamentali sono di natura esclusivamente sostanziale. I diritti fondamentali non possono essere di tipo processuale", scrive il giudice di Como, confutando una sentenza opposta del Tribunale di Milano che l'anno scorso ha fatto giurisprudenza. "Il clandestino che si trova illegalmente in Italia", stabilisce invece il Tribunale comasco, "non può invocare la tutela giudiziaria italiana salvo specifiche eccezioni". Una conclusione, secondo la controparte, che ignora l'articolo 24 della Costituzione e il diritto a proteggere la propria esistenza per almeno 540 mila immigrati già nel nostro Paese e sfruttati nel lavoro nero.

E Ali, che il permesso di soggiorno ce l'ha? Il giudice cita la Cassazione: "La scadenza del permesso di soggiorno determina l'impossibilità sopravvenuta della prestazione... e può costituire giustificato motivo di licenziamento". L'ultimo provvedimento del giudice di Como è l'ordinanza con cui trasmette gli atti alla questura per l'espulsione degli egiziani. Dalla stessa ordinanza non risulta però l'invio degli atti alla Procura per il reato di sfruttamento di manodopera clandestina nel cantiere. Il legale dei muratori presenterà appello: "Il principio applicato", spiega Tambasco, "haconseguenze pratiche gravissime. Riconoscere che il lavoratore clandestino non abbia nessuna possibilità di far valere i propri diritti significa far rientrare nel nostro ordinamento la schiavitù".

L'opposto di quanto accade a Padova: dove, spiega l'avvocato Marco Paggi, proprio pochi giorni fa la sezione Lavoro del Tribunale ha accolto un ricorso e stabilito che anche un clandestino, pur non potendo per legge essere assunto, deve essere retribuito.

Altri magistrati del Nord-Ovest seguono invece i principi del loro collega di Como. Ecco la motivazione con cui il Tribunale di Genova boccia la causa di un operaio dell'Ecuador contro il titolare di una ditta: "Non è intercorso e non sussiste alcun rapporto di lavoro, ma è semplicemente intervenuta una prestazione di attività lavorativa". In un'altra sentenza del Tribunale genovese contro il ricorso di un dipendente clandestino è scritto che "attesa la gravosità degli oneri che il datore di lavoro si assume dando inizio alla procedura di regolarizzazione... è evidente che la presentazione della dichiarazione di emersione non può che costituire una mera facoltà per il datore di lavoro". Rispettare la legge non era un obbligo? La risposta del Tribunale: "Il giudice non può sostituirsi a un privato nell'esercizio di una sua facoltà".

"In crisi", spiega l'avvocato di Genova Alessandra Ballerini, "è il rapporto di tutta la pubblica amministrazione con la percentuale di popolazione straniera. L'accesso al pubblico impiego ne è un esempio. Come l'assunzione in società pubbliche di trasporto: è regolata da un regio decreto del 1931 che il dipartimento Pari opportunità pochi mesi fa ha dichiarato in contrasto con la normativa antidiscriminazione nazionale e comunitaria. Eppure ancora oggi gli stranieri in regola con i documenti che chiedono di essere assunti da imprese di trasporto vengono respinti".

Una discriminazione che non salva nemmeno chi si è infortunato lavorando in Italia. L'Inps riconosce la pensione di invalidità esclusivamente agli immigrati con carta di soggiorno permanente che solamente una minoranza di persone ha ottenuto. È per questo che Irene, 62 anni, ex badante dell'Ecuador, rischia l'espulsione da Genova. Invalida al 75 per cento dopo una caduta, non può più lavorare. Non ha la carta di soggiorno. E l'Inps le ha negato l'assegno sociale. Così, senza lavoro né pensione, non può rinnovare i documenti per rimanere in Italia. La donna ha presentato ricorso. Intanto vive di elemosina.
(06 marzo 2008)


"Se non è vero è ben trovato"direbbe mia moglie...

NON MANCANO i perplessi: per alcuni e' un «geniale burlone»
Kipasso, il pittore che disegna dormendo
Gallese 33enne di giorno fa l'infermiere, di notte fa capolavori in stato di trance pagati migliaia di euro

LONDRA - Infermiere di giorno, artista sonnambulo la notte: questa l’incredibile doppia vita del 33enne gallese Lee Hadwin, detto Kipasso, capace di creare autentiche opere d’arte di cui, però, al risveglio non ricorda assolutamente nulla, usando una semplice matita a carboncino e un pezzo di carta. Lui stesso è il primo a rimanere sconcertato dal suo sorprendente talento, soprattutto considerato il fatto che, durante il giorno, il suo interesse per qualunque forma artistica è praticamente pari allo zero. «E’ una sensazione davvero straordinaria quella di svegliarsi la mattina e di ritrovarsi circondato da decine di disegni che non ricordo assolutamente di avere fatto – ha raccontato Kipasso al Daily Mail – e spesso sono veramente stupito da quello che ho prodotto. Ma l’aspetto più strano di tutta questa storia è che se io cerco di prendere in mano una matita mentre sono sveglio, non riesco nemmeno a fare un banale schizzo, sono assolutamente negato per questo genere di cose. Mi sembra di essere diventato un fenomeno medico, ma, semplicemente, non sono in grado di spiegare da dove arrivi il mio estro. E’ come se un’altra parte del mio cervello si accendesse quando sono addormentato».

IN UN DOCUMENTARIO TV - Ora Hadwin diventerà protagonista di un documentario tv, nel quale verranno mostrati anche alcuni video che lo immortalano mentre crea i suoi capolavori in stato di trance e che sono già diventati un hit su Youtube, mentre per i responsabili dell’Edinbugh Sleep Centre, famoso per la cura delle persone con disturbi legati al sonno, che lo hanno messo sotto osservazione, il suo sarebbe un «caso assolutamente unico». A quanto si racconta, dopo una mostra organizzata in Galles lo scorso anno e che ha visto un amatore pagare 5mila sterline (pari a 6.500 euro) per una delle opere di Kipasso (si trattava di «Flight of Fancy», che ritraeva due ninfe), le principali gallerie del paese farebbero a gara per poter esporre i suoi lavori.
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SCETTICI - Com’era logico attendersi, però, la storia del pittore-sonnambulo ha scatenato più di una perplessità e sono molti gli scettici, convinti di trovarsi di fronte a un geniale burlone. Dal canto suo, Hadwin giura sulla sua buona fede e racconta di aver cominciato a soffrire di sonnambulismo all’età di 4 anni, ma i genitori credevano si trattasse di una normale fase dell’infanzia. Dopo i dieci anni, però, sono iniziate le produzioni artistiche sui muri della sua stanza da letto e una volta ha pure ricoperto di scarabocchi i muri della cucina di un amico, facendo l’imbarazzante scoperta solo il mattino successivo, a colazione. Da quel momento, la sua attività notturna è andata intensificandosi e qualunque tipo di superficie gli capitasse a tiro (tovaglie, giornali vecchi, vestiti e muri) diventava testimone della sua furia creativa in stato di trance. Da qui, la decisione di lasciare gli attrezzi del mestiere (ovvero, album da disegno e carboncini) in giro per casa, e in particolare nel sottoscala, che è il suo luogo preferito per lavorare, in modo da averli sempre a disposizione ogni volta che il lato sonnambulo di Picasso prende il sopravvento.

Simona Marchetti de il "corriere della sera.it"

Personalmente stento moltissimo a crederci pur se mi piacerebbe crederci,ad una prima occhiata ingrandendo le immagini si capisce subito che i disegni sono copiati,lo stile freddo,d'eserotizato dei nudi è tipicamente anglosassone,puritano,da manuale di anatomia per liceali (...)l'accademico piu deteriore,voglio dire che l'inconscio,il nostro profondo quando si esprime lo fà senza conpromessi,specie durante il sonno,senza censure; aggiungo inoltre che qualche decennio avanti la fenomelogia della trance ( per non parlare dell'uso che se ne faceva in parapsicologia!) serviva sul piatto innumerevoli casi analoghi rivelatisi in seguito delle truffe vere e proprie.Osservo che la nostra stampa nazionale coltiva le culture "alte"attraverso il filtro del sensazionalismo da mercato del pesce ! O in alternativa rifilandoci l'ultima trovata del nostro "litigioso nazionale" (Littorio Sgarbi ...) In secondo luogo che la caccia alle notizie in internet è senzaltro piu economica del giornalismo investigativo della tanto celebrata stampa d'oltreoceano (sic!),inoltre sarebbe ora di finirla con le speculazioni strumentali intorno al nome di Picasso in termini di presentabilità indossata (...)a sopperire la propria inetta! Agli occhi di un certo mondo (...) ancora oggi Picasso appare ancora : incomprensibilmente ,bizzarro,strano,infantile! Tuttavia quel nome...Perchè a volte l'impressione di sparare sulla crocerossa?!

Non c'è tanto da ridere....

...se ben ricordo in piazza S.Pietro ci fu un ringraziamento profondo e accorato rivolto alle "mamme" che tanto hanno dato alla chiesa,sottinteso(...)prese da quel lancinante senso di colpa che induce alla espiazione e all'automortificazione(il sesso si sà è sporco tantopiu che restituisce un godimento impossibile ad espiarsi) ecco che accompagnano i loro pargoli,i loro fanciulli tra le braccia della piu "vecchia prostituta" di Roma; essa provvederà attraverso il suo ignobile percorso pedagogico(la mortificazione della carne) a instillare uno slancio affettivo asessuato,femminilizato,leggasi materno(...)nella vittima che statisticamente ha alte probabilità di divenire un aguzzino! (...)E noto che la peggiore offesa che si puo arrecare ad un prete è rivolta alla sua cara mamma(...)Al secondo posto nell'ordine delle offese stà il riportarlo tra i comuni mortali,la perdita "dell'Elezione"quella inutile cosa che garantisce l'appartenenza alla veneranda istituzione...il precipitato,è che il poveretto ,"il cristicolo" nell'espiare per amore della mamma talvolta diventa quello che si sà e che giustifica queste vignette:iconoclaste,drammatiche.Con una certa ostinazione il mondo della psicanalisi e quanti si occupano discretamente delle problematiche attinenti la pedofilia dei preti evitano di pubblicare la documentazione attinente questa patologia gravissima(...) un atto di violenza intollerabile,viene il sospetto che alla fin dei conti "costoro"sono buoni clienti,inviati in estremis tra le braccia di una scienza che se non perfetta risulta infine discreta quanto basta! Parecchio compromessa con il potere tout court. Per onestà so di un notissimo teologo-psicanalista,autore di un best seller... cacciato a pedate nel culo perchè ha osato svelare l'orrore di certi meccanismi formativi.

"le mercredi des singes"

Per adesso sono gli amici,amici carissimi che mi dicono di stare attento con i quadri che esporro a "le mercredi des singes" di Beziérs,prima che osavo troppo in termini di erotismo,eros e adessssssso che in una città fanatica per le corride non si vedrà di buon occhio un artista innamorato dei tori! Vagli a dire,a spiegare che le mie sono metafore,una esplorazione filosofica con i mezzi dell'arte...cheppoi è pure vero che non condivido la corrida etc,insomma sono "leggermente" angosciato,l'ansia mi divora,qui non scherzano per nulla e A.B lo sà perchè ha assistito alla Feria di Agosto:stupri,qualche morto di cui si tace per non turbare "la fiesta" e questo mi riporta al carnevale di Rio de janeiro o a quello di Buenos Aires che vissi da piccolo tra racconti orripillanti e terrore... come quello nelle favole.


La merdampuzzolentissima




















In merito alla conversione al cristianesimo di
Magdi Allam....

non gli è parso vero al asfittico mondo "cristicolo" chiuso nelle cinte del Vaticano,"...ecco una l'occasione di un segno forte,un mussulmano che si converte,che accorre tra le nostre braccia,dopo tanti sonori fiaschi riscontrati nella conversione dell'immigrazione islamica...un segno che vuole invertire una tendenza..".In fondo l'Alsaziano lo hanno messo li per questo....e ancora...occorreva tanta enfasi propagandistica in questa conversione peraltro giustificatissima dal punto di vista di Allam (un certo supposto...Islam lo vuole morto!) sino a farlo battezzare "dall'alsaziano" in persona?! E ad Allam...perche nel variegato mondo "cristicolo"non ci sono fanatici ,intolleranti e assassini?!
George W .Bush che cos'è un Buddista con il nobel della pace stampato sull'uccello !!!! Neanche tanto "zitti zitti" le truppe lanzi-vaticanesche si stanno preparando alla battaglia d'Italia dopo aver perso quasi un secolo fà la battaglia di Francia e solo ieri con Zapatero quella di Spagna!