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mercoledì 14 maggio 2008

"BURIALS IN TIBET" GALLERIA FOTOGRAFICA

BURIALS IN TIBET
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domenica 11 maggio 2008

1968


"...tra francia e Italia,c'è un gran sbattimento per cercare di corregere la storia,ora una rimozione,ora attacchi forsennati e alla cieca,ora deliberati tentativi mistificatori di avvenimenti ben noti,per non parlare dei soloni che dallo scranno "alto" mediatico discettano e sottolineano immancabilmente solo gli errori (...)di una stagione indimenticabile,fortemente civile simbolo universale della Protesta che solo i giovani sanno portare contro i sistemi piu autoritari..."

sabato 10 maggio 2008





"...siete tutti invitati... "


La sinistra che "non c'è"

  1. gli elettori della sinistra che"non c'è" stavolta non ci sono cascati (...) nessuno si è turato il naso ! Cosi una stangata epocale ha pressochè eliminato dalle istutuzioni,dal parlamento e dal senato la piu piccola traccia della sinistra " al 'acqua di rose ",quella sinistra sempre pronta alla " corsa al centro " oggi riflette con amarezza una sconfitta irrimediabile.Si suppone che hanno capito,ci aspettiamo dimissioni a catena,una nuova classe politica,e l'allontanamento dei "cristicoli"a cominciare da Rutelli ! Si ricomincia dallepiazze,daisindacati,dalla classe lavoratrice,dalle donne,dai diritti civili e dalla democrazia,quella vera!

mercoledì 7 maggio 2008

"Crescere scemi e morire idioti"!

La soubrette televisiva Sylvie Lubamba detta anche la "bamba"iscritta alla Lega Nord con la qualifica di "negra" al servizio o se volete di...volgare tapezzeria e il deputato leghista Matteo Salvini (Fotogramma).Ogni commento è vano...All'evidenza...lei un po a disagio nella sua pelle (...) iscrivendosi in un contesto xenofobo,come dire...si "sbianca" con una banale soluzione alternativa a "bianchetto impazzito" cioè Michael Jackson e lui il razzista,xenofobo,populista,intollerante parlamentare (...) come dire..."bianco che piu bianco non si puo" (nella peggiore accezione) con la finta Couloured (nera o negra come vi piace...) esibisce ,sbandiera la sua" tolleranza" multiraziale alla maniera del detto popolare "tutti i buchi sono buchi!" o "ogni lasciata è persa!" Sylvie è il frutto delle ultime trionfali politiche, del neo colonialismo Occidentale e della spaventosa regressione dell'identità negra,nera,black...o forse tutto questo senza vergogna perchè tanto in questa "italietta"....

martedì 6 maggio 2008

Alessandra Urso

CENNI CRITICI di Michel Abbatangelo 1998

- In occasione della personale di Alessandra Urso a Padova nel 1998 al"mercoledi delle scimmie"

… Le conosco tutte le Alessandre: quella informale, dei rossi sgargianti, dei verdi lussureggianti del tempo in cui si cimentava con le tele, quella dei guerrieri totemici, Dei, sovrastati dallo scorrere degli eoni, immersi sino alla consunzione nello scorrere del tempo, degli infiniti tempi sino ad accartocciarsi, scarnificarsi in un essenziale osseo legnoso scuro e straordinariamente evocativo del luogo "oltre". Personaggi bloccati in una fissità sulla follia umana di grandissima dignità, pietà e comprensione.
Quella dei graticci rettangolari, di legno biaccato, un poco obliqui e volti al sole, appena infissi nella sabbia, e lì come trappole di ragno, attendere al varco frammenti di innocenza e di sogno al femminile…
Stracci, lini e cotoni lì rappresi dopo che la brezza marina e qualcuno li aveva strappati, rapiti o solo accolti.
Quella Medicale che bendava l'offesa magia della natura con quel che di tribale e di etnico, sciamanico apportato dal suo incontro con l'Africa. Quella che da sempre con misteriosa coerenza si fa vestale, sacerdotessa di un femminile riposto e dimenticato.
Ed oggi quella che costruisce le "Colline Crociate" e come sempre investe questi poveri legni, di pioggia, vento, polvere e tempo. Croci di tutti i tipi, dalla più tradizionale (di una semplicità straordinaria) alle più complesse, ricche di significati, esili, totemiche a volte con tratti antropomorfi, un che di passione orgogliosamente portata, quasi sfida irridente, con tante braccia spalancate ad una accoglienza fiera.
Croci che si fanno grido "silenzioso" , su cui s' innestano infinite passioni e qualcosa di gestante, di attesa e poi alcune delle più meravigliose in cui la passione sta ai piedi di un quasi umano riscatto giacchè sembrano dee primitive, antiche, coloro che hanno dominato, asservito la dolorosa consapevolezza del limite (…) della diefettività.
E… per la prima volta, il legno si fa chiaro, luce ad emergere da un continuum di scura bruciata immortalità.
Ancora quelle che racchiudono porzioni di "vuoto" cielo, gravide, sino a quella che forse più di tutte mi colpisce per il selvaggio che esprime, uno scavato ai limiti del possibile che la fa sfuggire da ogni classicismo o barocchismo fuori da ogni logica plastica, con un che di espressionista.
Un poco vi ravvedo il tentativo di afferrare le dilanianti contraddizioni del nostro attuale contemporaneo interiore, una sorta di pianta a cui stanno lembi e stracci fossilizzati, impigliati a monito e rappresentazione di un grandioso minuto dramma.
Poi, ancora le ballerine, volutamente intozzite, abbruttite, appesantite ed al contempo slanciate, esili, apparentemente fragili, dai connotati in via di metamorfosi, indecise… credo, queste, siano una rappresentazione appena appena venta da un che di autobiografico…
Anche… se una di esse scruta l'orizzonte resta in lei un che di fatalistico poco gravido di attese e desideri.Alessandra è un'artista straordinaria, geniale, posseduta, non si capisce a quali fonti abbia abbeverato lo slancio che caratterizza la sua personalità di una complessità abnorme, a tratti patologica;
Il mondo della sua rappresentazione è misterico, quasi esoterico, magico, più accessibile alle vestali, alle sacerdotesse o ad uno sciamano delle foreste che ad una sufragetta del nostro affaticato occidente mentale (…). Il trascendentale è vivissimo nella sua rappresentazione, sa riproporsi sempre nuova, più profonda con una intrinseca qualità di grido unica. La sua astrazione, il suo informale è quanto di più figurativo si possa immaginare, la vivezza del ritratto dell'inconoscibile lascia perplessi (a dir poco) , e lo sappiamo che è un paradosso madornale.
Se potesse dar sfogo alla prepotente vena che la anima avremmo il nostro paesaggio meravigliosamente sconvolto da una miriade di personaggi mirabilmente usi ora alla comprensione ora ad esprimere un giudizio critico severo ma non minaccioso.
Tutta una teologia si può ravvisare nella sua rappresentazione: ad esempio la sua cosmogonia non contempla dei, divinità in armi e semmai esse sono presenti di rado, lo sono in vesti di scettro, di simbolo di potere. Ancora, essi (…) pur essendo dei, semidei sembrano ancora per un tratto immersi nel fiume del tempo seppure al tempo stesso immortali, sembrano praticare la contiguità con l'umano per un che di affetto o per un patto che contempla l'attesa di un "pervenire" anche noi alla medesima condizione.
Una attesa (la loro) che contempla una infinita pazienza e un inestirpabile legame con la condizione umana in cui forse un tempo erano incarnati. Religiosità! Ecco, malgrado il personaggio non pratichi in nessun modo le pratiche religiose… non si capisce come questo mondo trovi in lei una cantrice così straordinaria.
Vien da immaginare che allorchè l'artista riposa tutta una serie di donne, streghe, sacerdotesse del passato la possiedono suo malgrado per portarla alla rappresentazione di cui godiamo tra lo scettico ed il perplesso (dato il tempo che viviamo).
In definitiva una personalità senza tempo, nata nel secolo sbagliato e più figlia del primo novecento di quanto si possa immaginare.
Nessuno riuscirà mai a cogliere la magia irrazionale (apparentemente) della sua rappresentazione, della sua cosmogonia, né gli amici in balia dei loro strazianti banalissimi vissuti sentimentali (…), né certa critica troppo "concettuale" con l'occhio perso nel vuoto…
Sentiranno qualcosa di strano davanti alla sua opera, ma saranno incapaci di penetrarla.

Arte Urso

lunedì 5 maggio 2008

Sonia Richelma D'Elia

Sonia Richelma D'Elia
"piuttosto che professsore il critico deve esserel'allievo dell'opera"
" Plutôt que le maître d'école, le critique doit être l'élève de l'oeuvre."
[Eugène Ionesco]

...è una ragazza nata in Belgio e di origini Italiane,l'avevo incontrata qualche anno prima e a distanza di anni mi rintraccia in internet e mi spedisce un mare di quadri estremamente interessanti,frutto di una sensibilità vicino, prossima a Basquiat,il disperato metrolitano di New York e deceduto abbastanza di recente;sono le sue opere delle annotazioni "iconiche" di identità femminili tipiche delle nostre metropoli europee.Sà cogliere con tratto deciso ,sintetico e netto quel "che" che identifica l'oggetto dell'attenzione al di là della mera rappresentazione realistica,fotografica e caricaturale .Molto piu che semplici ritratti,essi staccano dall'individualità che li ha stimolati per vivere di vita propria...Un po come diceva Picasso : "vedrete che finirà per assomigliargli ! " Intendendo un divenire del soggetto da lui anticipato nell'opera d'arte(...) Tra un destino crudelmente accertato e una profezia inderogabile.Una visione cruda,critica,analitica del personaggio, è potente introspezione,penetrazione .Un segno scabroso,di marca "Realista "scandisce un che di tragico con una essenzialità nuda,ridotta all'osso con nessuna concessione alla poesia,al lirico,alla coloristica pure se il colore "urla"....e dell'artista,dell'autore la sola traccia che lo svela è una amarezza addolorata come se intuisse il divenire delle sue modelle(...)Il suo sguardo estrae al di là di ogni infingimento seduttivo praticato dalla modella : candore,rabbia,risentimento,ingenuità,innocenza,arroganza e durezza ,in breve note accuminate come la lama di un pugnale, la sintesi di una personalià con tutto il suo carico di scabrose contradizioni.La sua rappresentazione di questo "Occidente mentale" denuncia con crudezza in termini nuovi l'alienazione della condizione femminile contemporanea,la sua tensione drammatica,il suo "vuoto" il suo pallore attraverso certi toni grigi colorati presenti nella sua opera...denunciano il dramma della solitudine che si fà angoscia e tale precipita nelle sue tele senza nessuna concezione nel segno ad un sensualismo decadente.Forse inconsciamente Sofia (è uno pseudonimo almeno sino a che non mi autorizza a replicare nel sito una delle sue opere) ha optato per la scelta della coloristica all'acrilico per la sua cruda sterile freddezza (invece del calore e della luce della pittura ad olio) per aderire ancor piu (...)se è possibile allo sguardo obiettivo ,curioso,di una sensibilità che vuole classificare le tipologie umane con lo spirito del collezionista. Infine l'attenzione portata al dramma interiore dei suoi soggetti...che poiche l'artista senza "saperlo" talvolta se non sempre(...)parla,narra,annota di se stesso, possiamo legittimamente desumere che Sofia identifica piu o meno inconsciamente nelle sue modelle parti di se(...)Aderendo pienamente ad una constatazione:piu si entra in relazione con la propria profondità piu si diviene universali! Ho accostato "icona" di Sofia alla Mona Lisa del Nord Europa di Vermeer o "la ragazza dall'orecchino di perla" da cui è stato tratto un film celebre(...)perchè lo scorcio in cui è ripreso il soggetto è straordinariamente significativo,il soggetto sembra intereagire con lo spettatore,una metafora straordinaria sull'arte che lascio a voi amici interpretare,contemplare,riflettere con vero ed autentico spirito filosofico. Michel Abbatangelo (frammento critico )

venerdì 2 maggio 2008

Marianne OREL

Marianne OREL (Menton)

Di nazionatirà Belga-Italiana,qui uno dei suoi quadri piu belli per gestualità,azione,guizzo e fusione con le tecniche Cinesi (Fumié).Una allieva che non è piu allieva,ha tutto per riuscire nella pittura ad olio e nelle tecniche all'acquarello Cinesi,al momento stà cercando una tematica fortemente in relazione con il suo sentire,con la sua "visione",questo è un compito arduo e altrettanto difficile per lei fare la distinzione tra personale visione frutto dell'imprinting culturale e quanto della sua stessa persona si manifesta tramite il suo profondo (creativo) che accede all'orizonte potente e fortemente significante con valenze che toccano una complessità sorprendente.Questo è uno dei molti casi in cui un artista sà coltivare l'abbandono(...)riuscendo ad attivare delle dinamiche di apprendimento direttamente da se stessa(...)e poiche il suo profondo la supera in complessità e ricchezza ne discende una rincorsa tutta intima,personale da parte dell'artista nella esplorazione,nella comprensione del suo personale mistero manifestatosi nell'arte.Da questo quadro non è difficile immaginare quante stupende soluzioni in termini di alfabeto pittorico scaturiscono.Indubbiamente l'aver conquistato fermamente un proprio alfabeto espressivo,tonale,grafico,coloristico le facilità immensamente la fase di ricerca di una tematica se non nuova(...)ricca di contenuti ancora da sviscerare,conoscendola so della sua sensibilità per l'animalismo o per una rappresentazione della natura in termini neo-romantici.

venerdì 21 marzo 2008

"cristicolo"

non gli è parso vero al asfittico mondo "cristicolo" chiuso nelle cinte del Vaticano,"...ecco una l'occasione di un segno forte,un mussulmano che si converte,che accorre tra le nostre braccia,dopo tanti sonori fiaschi riscontrati nella conversione dell'immigrazione islamica...un segno che vuole invertire una tendenza..".In fondo l'Alsaziano lo hanno messo li per questo....e ancora...occorreva tanta enfasi propagandistica in questa conversione peraltro giustificatissima dal punto di vista di Allam (un certo supposto...Islam lo vuole morto!) sino a farlo battezzare "dall'alsaziano" in persona?! E ad Allam...perche nel variegato mondo "cristicolo"non ci sono fanatici ,intolleranti e assassini?!
George W .Bush che cos'è un Buddista con il nobel della pace stampato sull'uccello !!!! Neanche tanto "zitti zitti" le truppe lanzi-vaticanesche si stanno preparando alla battaglia d'Italia dopo aver perso quasi un secolo fà la battaglia di Francia e solo ieri con Zapatero quella di Spagna!