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martedì 15 gennaio 2008

La maledizione


Ho una allieva carina,simpatica che interpreta tutti i rapporti sociali in termini di seduzione e con un forte dispendio di energie nlla sua vana ricerca del consenso,(anche con me (...) il padre in un certo senso l'ha delegittimata in vesti di artista giudicandola incapace,inetta,priva di fantasia etc,(una maledizione dunque) ebbene si accosta agli artisti con un segreto desiderio questo malcelato ,superare il "padre"in termini non di qualità ma per un in un che di vendicativo " vedi cosa sono capace di fare....meglio di te! " In poche parole proietta l'immagine del padre su chiunque,per questo piu che convincere preferisce circuire,sedurre e via dicendo,come già detto il "giudizio" paterno la condiziona pesantement nella sua crescita quale individualità sensibile e artistica(è figlia d'arte).Non credo che avro nuove occasioni di rivederla e cito questo caso per spingervi ad una riflessione(...)quanto pesa la psicologia personale in un percorso di apprendimento della pittura.Francamente ammetto e riconosco che la figura in questione possiede del talento e tuttavia riconosco la sua difficoltà ad abbandonare quel momento critico della sua infanzia,cioè il rifiuto del padre all'identità che lei aveva scelto di proporre di se(...) forse per sedurlo? (l'edipico?) Il padre forse desiderava ,voleva un maschio e comunque questo è solo uno tra i tanti casi che appestano di frustrazioni la condizione femminile.

lunedì 14 gennaio 2008

Perchè la pittura a olio

Perche la pittura a Olio

...perchè è la chimica,la tecnica piu antica nella storia dell'uomo,fin dai primordi nelle caverne l'uomo "primitivo" mescolava il pigmento a grasso animale,mescola che si è conservata sino ai nostri giorni se pensiamo a Lascaux considerata la piu antica cappella Sistina dell'Umanità.Grasso e pigmento,olio e pigmento,olio come la gran parte della costituzione umana,in fondo la l'industria non ha migliorato di molto questa chimica antichissima;non da meno ancora intatta ai nostri giorni la concettualità primitiva (almeno nell'arte moderna),animista,feticista etc,...di arte come esorcismo,come riparazione per l'offesa arrecata a "sorella" natura,di arte metafisica che considerava le forze della natura misteriose ora amiche ora una minaccia da imbonire tramite l'A ..Insomma la pittura a olio ha del sacro,tutt'altra sensazione mi dà l'acrilico con la sua luce fredda,persino il "rosso" è freddo ,vedere per credere! Quando osservo un colore ad olio ho come l'impressione che è vivo,e lo è poichè subisce l'usura del tempo come se si trattasse di noi stessi in una certa misura,per divenire piu affine,piu vicino,piu bello nel suo vissuto che è il nostro! Ora il consiglio:COLORI AD OLIO MAIMERI seria A o se potete permettervelo i PURO .

sabato 12 gennaio 2008

La biblioteca

La biblioteca
Come si suol dire "una immagine vale piu di tanti discorsi"ebbene per dipingere,per iniziare(sopratutto)occorre aver immagazinato nella memoria,nella biblioteca cerebrale,nel vissuto,un gran numero di immagini,foto,pitture,sculture e in generale quanto ha a che fare con le arti;non di rado mi è accaduto di allievi che in vita loro non erano mai stati in un museo,peggio sfogliato un sol libro di pittura,ancor peggio già con una radicata antipatia per il novecento,per Picasso etc,Il colmo è che meno "ci acchiappano" piu se la prendono con quel vecchietto "terribile"Immagazzinare non vuol certo dire studiare(cosi vi passa la paura)ma curiosare,esplorare,soffermarsi quando si incontra un opera che piace a un momento di contemplazione,amarla quell'opera,riconoscerla.Voglio dire che nel vostro percorso dovrete essere in grado di riconoscere a chi siete debitori (...)o verso chi avete una certa affinità,altrimenti non saprete mai(mai!)se vi piace il vostro quadro o se è finito!Serve a formarvi un certo giudizio critico e ad acquisire una certa parentela(...),vi toccherà di scegliere un padre e una madre adottivi fra i maestri della storia dell'Arte e ad ereditarne la "visione" un frammento di essa o a "completarla".Come giudicare altrimenti la veridicità di quanto affermano gli "amici"(ve li raccomando...) se siete completamente a digiuno del 90% del vocabolario in uso nella conversazione intorno all'arte?! Come sarà possibile in tali condizioni una corretta interelazione con i vostri colleghi(il mondo che vi siete scelti)...Ora certamente esistono come sempre delle eccezzioni ma siete sicuri di farne parte?Oggi poi se proprio non potete viaggiare per Musei,Gallerie d'Arte,atelier di artisti,collettive d'arte in parrocchia,almeno date una occhiata a Internet! Per vostra informazione una personalità artistica sensibile riesce intorno a 20 anni a metabolizzare non meno di 100.000 immagini.Un fatto è che quel vostro"pentolone"sà muovere collegamenti,relazioni,dinamiche verticali,trasversali,comparazioni e tantissimo d'altro a rendere il vostro patrimonio d'immagini...unico,irrinunciabile;il vostro profondo lavorera su esse a lungo e in modi insospettabili sino a permettervi di giungere ad una conclusione,ad una intuizione, in relazione alle vostre scelte di percorso.

www.franceculture.com

www.franceculture.com

Fateci un clic sopra per scoprirla,ovviamente trasmette solo in Francese (e come poteva essere altrimenti!),potete ascoltarla per radio o tramite un pc,scaricare le lezioni (prima installate nel pc Real Player free),le conferenze d'altissimo livello su temi come la psicologia,la storia,la filosofia, l'etologia, le arti tutte,l'antropologia,la letteratura etc,Non esiste al mondo un network,un media con questa qualità,questo prestigio,se masticate un po di francese non puo che farvi bene,schiudervi nuovi orizonti,aprire percorsi nuovi per la vostra pittura,illuminarvi,è difficile per me,personalmente quantificare il debito che ho verso questa emittente...è tutto detto. Eppoi che dire del piacere di ascoltarla durante la pittura...impagabile!

venerdì 11 gennaio 2008

Abbandono tecnica

Abbandono,galleggiare lievi in stato di sospensione lo stato di attenzione rilasato,ogni giudizio critico sospeso (specie sul lavoro in corso) lentezza,movimenti con un che di rituale anzi volutamente ritualizanti,allo stesso tempo fase contemplativa rispetto alla finestra di realtà che si vuole "celebrare" o per qualsivoglia ragione..dipingere,un paesaggio,un nudo,una idea che contempli rapporti armonici,toni,colori infine.Un inizio lento,misurato allorchè si sono fatte le scelte del caso,sempre con lo stato di attenzione sospeso,lieve,disincantato, preparare il campo di gioco (ovvio che è la tela!) sommariamente,la struttura,la composizione,poi via via accellerando allor che una specie di frenesia,eccitazione prende il controllo della mano,della mente,dello spirito,ritmo eccitato dalle indicazioni incoraggianti che ci danno i colori usciti sulla tela,inaspettati,tanto agognati, desiderati,flusso ininterrotto di piacere,gratificazione,certezza di essere sulla buona strada,sempre piu veloce,gestualità quasi cieca,nervosa sino a che il parrossismo incontra la fatica,pausa,momento di contemplazione e riflessione,analisi del lavoro fatto,sopratutto ricerca delle tracce (parti della tela finite che indicano la via da seguire),constatazione dei problemi(da lasciare da parte,la soluzione verrà da solastrada facendo) intervento razionale dell'analisi,momento in cui si applica cio che si suppone di sapere,di conoscere,momento in antitesi con l'inizio (è il profondo che produce la superficie della tela,la struttura principale,l'insieme,l'idea),in questo fase è possibile apprendere da se stessi(...)si scoprirà piacevolmente quanto è bello superarsi,certe tracce sono ottime anche per opere sucessive,tracce da approfondire,talvolta non semplici da decifrare poiche provengono da una conoscenza inconscia,insospettata,piu sensibile (Natura).L'opera si avvia alla fine,di tanto in tanto un po di distacco poichè la tensione ora è forte,la dinamica del piacere e le altre,tante,si sovrappongono e si accavallano e stremano,sfiancano,ancora pausa,un po analittica e un po di riposo,poi via sulla dirittura finale,finire l'opera,qualcosa ci è sfuggito,non sappiamo ancora cosa...e poi non importa,ma altre si rivelano stupefacenti in relazione alla nostra misura(...)il tutto si equilibra,l'opera non finirà di parlarci per lungo tempo,uno stimolo,una passione e sopratutto certe opere che durano,non ci stancano ad uno sguardo attento e partecipato.Questo articolo è specifico sopratutto per il "plein air"pittura all'aperto che di rado richiede un ritocco in studio poiche oggigiorno piu o meno tutti disponiamo di almeno qualche ora (3 ore è il minimo),in passato si doveva contemplare il tragitto in carrozza,in bicicletta,a cavallo o a piedi...Buon Lavoro.

domenica 6 gennaio 2008

Ci guadagna la pittura

Ci guadagna la pittura

Già ci stavo pensando da qualche mese,il televisore diventava sempre piu inutile,ingombrante e fonte di serissime incazzature a cui subitaneamente seguivano fasi depressive piuttosto accentuate,poi un articolo sull'Espresso di Umberto Eco il nostro semiottico nazionale consolidava leggermente una decisione già presa ma procastinata all'indomani...infine da un mese circa l'ho buttata e a un mese di distanza non mi manca e mi ero pure dimenticato d'averla buttata!? Ho la netta impressione di aver dato l'addio ad un gran numero di Italioti,,sono come morti,anzi sono morti,giustizia è fatta! Erano passati troppi anni da quando passavo le notti a dipingere sbirciando un film,oggi la cosa sarebbe impossibile,troppe cazzate; eppoi ho il pc! Cioè 3 pc,mi spiego?

L'Arcimboldoè natura


...mi sono permesso di constatare un fatto e questo sin dai miei primi quadri,di controindicazioni non ce n'è,potrete abusare "dell'abbandono" fin che volete con almeno una eccezzione di cui vi diro piu avanti (...)Un po per rassicurare gli allievi in crisi di autostima con alle volte stati di inadeguatezza profondi e un po per rendere piu accessibile la mia "lezione" dico loro che in fondo non debbono stare in ansia piu di tanto (...)non saranno loro a dipingere i piu bei quadri (...)ma il loro "profondo",personalmente lungi da me l'idea di definirla anima...anzi semmai Natura,la natura che è in noi di cui faciamo parte e che trionfa (dai che non lo sapevate)nelle opere d'arte.Stato di immanenza sublime allor che si è in sintonia nell'azione con la stessa natura,specie quando la si imita nelle sue dinamiche principali(...)ci si cimenta nell'operare su tela, in una tensione che è vibrazione e risonanza,fusione! Dunque abbandonatevi fiduciosi al vostro "profondo",lasciate che entri come sà(si come sà,fà niente se non capite a voi è richiesto l'abbandono!) in sintonia con la natura,il frammento di natura che vi accingete a dipingere,in fin dei conti non facciamo mai nulla di cosi diverso dall'operare della Natura,qualunque sia il tema che affrontiamo...ora l'eccezione:in caso di una rappresentazione che ha a che fare con il "pensiero magico",la religione per dirla franca, potete contare su un fatto:non sarà la natura che è in voi ,parte di voi a uscire alla luce,ma piuttosto tutta una serie di censure che opporranno tenacissime barriere tra voi e la Natura!Questo tema per il momento lo affronto abbastanza sinteticamente....ma mi riprometto di sviscerarlo con piu attenzione e dettaglio;per il momento contemplate l'opera del'Arcimboldo...piu chiaro di cosi!

giovedì 3 gennaio 2008

"Le invasioni Barbariche"

http://www.arezzocitta.com/Arezzo/Turismo/pagine/storia/secolibui/Barbari02-500.jpg

A è venuta ieri a farmi visita,di lei ho già parlato,attualmente sta lavorando in un "cinepanettone",ha molto apprezzato "un mondo diverso è possibile"sui fatti del G8 di Genova,ha deciso di cimentarsi in uno dei miei articoli:"tanti auguri piccina"!produrre documentaristica sull'Italia,"sui fatti di Milano" per cederli con un po di fortuna alla Francia,allego qui un articolo di "La Repubblica"estremamente significativo di una certa atmosfera che passa in tempi di "invasioni barbariche" per normale! ..."...e si,l'Arte ha a che fare anche con questo!"

A Bergamo sgominata la «banda» della panda nera
I raid dei carabinieri anti-immigrati
In 21 ogni venerdì sera davano vita a pestaggi contro extracomunitari

BERGAMO — La chiamavano la «caccia grossa» con la Panda nera. Carabinieri e vigili urbani usavano un’auto con una targa rubata e, secondo l’accusa, ogni venerdì sera davano vita a raid punitivi contro extracomunitari. Prima il briefing in caserma a Calcio, nella Bergamasca, poi via. Ma su quella Panda c’era una microspia. E ora le conversazioni concitate, i pestaggi degli stranieri, le urla durante perquisizioni «dure» a caccia di droga (che talvolta spariva con denaro e cellulari dei fermati) sono finite in un dossier della Procura. Il gruppo aveva scelto il venerdì probabilmente per poter apparire sui giornali della domenica. Perché il giorno dopo, ai cronisti, raccontavano di arresti e di «brillanti operazioni antidroga». Solo dopo sono emersi i metodi usati. Una «banda »—così la definiscono gli inquirenti — di 21 persone, (una dozzina i carabinieri) cinque delle quali accusate di associazione per delinquere. Qualcuno è ancora ai domiciliari, altri sono stati sospesi, altri ancora trasferiti. Eppure sono stati rimpianti dagli abitanti di Calcio: poco dopo gli arresti dello scorso luglio, sono comparse scritte del tipo: «Rivogliamo i nostri carabinieri», «Deidda sindaco» e via così. Ora, a sei mesi dagli arresti, arrivano le prime richieste di patteggiamento: un carabiniere di Calcio, Danilo D’Alessandro (1 anno e 8 mesi) e un vigile di Cortenuova, Andrea Merisio (3 anni). Molti hanno chiesto il rito abbreviato, compreso il maresciallo Massimo Deidda, «Herr kommandant», come lo soprannominavano gli altri della banda. «Il capo indiscusso » del gruppo, per i pm di Bergamo. Un tipo dai modi spicci, carismatico. E’ l’ex comandante della stazione di Calcio, che in questi giorni, fino alla fine del processo (prevista per il 14 febbraio) è stato autorizzato a tornare ai domiciliari proprio nella stazione che comandava.

Le violenze Per l’accusa era tutto studiato, a partire dalla Panda recuperata prima di essere demolita sui cui era stata piazzata una microspia. E dalle vittime: preferibilmente extracomunitari clandestini che difficilmente avrebbero trovato il coraggio di denunciare. Invece qualcuno lo ha fatto. Agivano armati, scrive nella sua ordinanza il giudice delle indagini preliminari Raffaella Mascarino, in «un clima di violenza, di esaltazione collettiva e di autocompiacimento», in un paese di neppure cinquemila anime, Calcio, (sindaco leghista), dove le parti si sono invertite: i carabinieri sono diventati delinquenti e i marocchini i loro accusatori. A una vittima viene rotto il naso. A un’altra il timpano. A un’altra ancora i denti. La voce di Deidda, con marcato accento sardo. «Tu sei troppo agitato, mo ti piazzo un cazzotto in testa. Da chi hai comprato? Ti porto in caserma e ti sfondo a mazzate ». Parla di un altro controllo: «Uno di Martinengo... poi si è messo a sputare i denti e l’ho mandato via... perché appena gli ho dato un destro, caz..., ha cominciato a sanguinare, ha sputato i denti». Quando un marocchino, per sfuggire a un inseguimento, si butta da un tetto quelli commentano: «Perché anziché finire nelle nostre mani preferiscono suicidarsi?».

Gli adepti La banda cercava anche nuovi adepti. La filosofia era questa: «Più siamo più danni facciamo », si spinge a dire Andrea Merisio, vigile di Cortemilia a un aspirante «picchiatore». L’8 giugno esordisce nel raid uno studente di 29 anni. Merisio e Deidda sono compiaciuti del nuovo acquisto: « Ci ha chiesto perché non lo abbiamo picchiato quello con la camicia bianca... La mentalità c’è». L’obiettivo della «caccia grossa » era spesso quello di aumentare le statistiche degli stupefacenti sequestrati. Per il capitano Massimo Pani, (che non ha partecipato ai raid), allora comandante della Compagnia di Treviglio, e nel frattempo promosso maggiore, i numeri erano una fissa. Tanto che Monacelli avrebbe mostrato a colleghi un sms di Pani, in cui lo invitava a sequestrare «almeno 25 chili di droga, in modo da poter battere il record del suo predecessore». Avrebbe fatto pressioni su due subordinati, minacciando di farli trasferire perché non testimoniassero contro Monacelli, sospettato di procurata evasione e cessione di droga. Ultimo guaio: avrebbe restituito un chilo di hashish a uno spacciatore che minacciava di raccontare certi metodi.

Il razzismo L’odio per gli extracomunitari emerge nelle conversazioni del gruppo. Mauro Martini, carabiniere di Calcio, al telefono con la fidanzata è esplicito: «’Sti marocchini, li ammazzerei tutti, non muoiono mai». Deidda non è da meno: «... Me ne sbatto i c. e ’sti marocchini di merda mi hanno veramente rotto i c.».

Cristina Marrone29 dicembre 2007

domenica 30 dicembre 2007

La musica


Quando si dipinge o quando si crea certamente è di grande aiuto la musica e pare non "tutta" credo che sia una questione di tempi,di ritmo,un tempo veloce produce certo del piacere,ma pare "ottura"chiude dei canali di cui si serve il "profondo" che come ho già piu volte ripetuto è creatore;gli corrispondono dei tempi alternati e costruiti su ampi respiri,l'ascolto della musica che preferisce lo stimola mà è altrettanto vero che la musica fondamentalmente oltre che essere un oggetto di piacere(...) ha la funzione primaria di occupare la riflessione degli strati piu superficiali dell'essere,dell'identità, al fine di impedire la formazione di filtri,sbarramenti alla comunicazione tra "profondo" e superficie(...)cio avviene se lasciamo un po troppo le briglie sciolte alle nostre componenti razionali piu estranee, culturali(...)la personalità etc,Sarà per questo che le vacche negli allevamenti con la musica classica fanno il latte piu buono?

sabato 29 dicembre 2007

Aforismi

Aforismi

Francesco Barone

Dare senso al mondo

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Quali che siano le culture varie dei vari popoli, tutti questi popoli sono formati da quella specie, che oramai, in termini biolgici, si chiama "homo sapiens, sapiens", cioè sono formati da uomini, da individui umani, quali che siano il colore della pelle, le tradizioni culturali, c'è una unificazione di questo tipo di essere animale che è l'uomo, nel fatto che è sì un animale come tutti gli altri, che ha una vicenda, che deve adattarsi all'ambiente, deve lottare con l'ambiente per poter sopravvivere nei confronti di questo ambiente, ma è un animale culturale, cioè è un animale che parla. E' significativo, ad esempio, che intutte le favole in cui ci sono degli animali che hanno dei caratteri antropomorfi son sempre degli animali parlanti, cioè noi siamo degli animali, e non dobbiamo mai dimenticarlo, con dei bisogni del tutto simili a quelli degli altri animali. Abbiamo la necessità, per sopravvivere, di adattarsi all'ambiente, ma oltre a tutto questo siamo degli animali parlanti, cioè che esprimono le proprie concezioni con un linguaggio verbale, si fanno un'immagine del mondo e se la descrivono. Noi abbiamo, cioè, in qualsiasi momento originario della nostra attività per poter vivere quello che i tedeschi chiamano un "Weltbild" cioè un' "immagine del mondo". Come tutti gli altri animali, oltre che, per poterci adeguare all'ambiente, avere un'immagine di questo ambiente, noi abbiamo anche un vissuto emotivo dell'ambiente, lo viviamo emotivamente. Molti animali superiori come cani, gatti e via di seguito si comportano anche in questa maniera, cercano cioè di sopravvivere adattandosi all'ambiente ma non parlano. Noi invece parliamo, ci descriviamo le immagini. Ma anche gli animali reagiscono emotivamente all'ambiente e cioè hanno dei sentimenti nei confronti di questo ambiente, o di piacere o di dolore. Anche gli uomini hanno queste reazioni emotive ma, siccome l'uomo è un animale parlante, anche queste espressioni emotive vengono oggettivate, quasi messe di fronte a noi. Andiamo alla ricerca di un senso di quel mondo, di cui ci forniamo un'immagine e del senso della nostra vita in questo mondo. Cioè al momento originario l'uomo ha bisogno di farsi un'immagine del mondo perchè altrimenti non potrebbe sopravvivere ma nello stesso tempo prende posizione rispetto a questo mondo e, proprio perchè è un animale parlante, quella reazione emotiva che l'uomo ha di fronte al mondo si puntualizza in quello che è il senso della morte. Noi abbiamo il senso della finitudine, il senso della precarietà, sappiamo di nascere e vediamo che gli altri muoiono e poi ad un certo punto realizziamo che anche noi moriremo. Che senso ha tutto questo, questo mondo è in continuo divenire? In tutte le culture, allora, noi abbiamo questo momento originario, che è un momento, se vogliamo, un precorrimento di quella che sarà la scienza, perchè dobbiamo pur farci un'immagine del mondo. Ma la cosa importante non è tanto farci un'immagine del mondo, ma è di dare un senso a questo mondo di cui formiamo un'immagine e qui c'è il momento originario, aurorale di quello che poi diventerà la filosofia. Nella vita di ogni uomo è fondamentale cioè l'immagine del mondo e la presa di posizione (rispetto ad esso). I Tedeschi hanno un termine per indicare questo momento originario del guardare il mondo e chiedersi che senso ha, la parola è "Weltanschauung" che potremmo tradurre con "intuizione del mondo", "visione del mondo", ma, "visione del mondo", è una traduzione che accentua il momento della formazione dell'immagine, mentre "intuizione del mondo"indica quella che è la presa di posizione, la donazione di senso a quel mondo.