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giovedì 3 gennaio 2008

"Le invasioni Barbariche"

http://www.arezzocitta.com/Arezzo/Turismo/pagine/storia/secolibui/Barbari02-500.jpg

A è venuta ieri a farmi visita,di lei ho già parlato,attualmente sta lavorando in un "cinepanettone",ha molto apprezzato "un mondo diverso è possibile"sui fatti del G8 di Genova,ha deciso di cimentarsi in uno dei miei articoli:"tanti auguri piccina"!produrre documentaristica sull'Italia,"sui fatti di Milano" per cederli con un po di fortuna alla Francia,allego qui un articolo di "La Repubblica"estremamente significativo di una certa atmosfera che passa in tempi di "invasioni barbariche" per normale! ..."...e si,l'Arte ha a che fare anche con questo!"

A Bergamo sgominata la «banda» della panda nera
I raid dei carabinieri anti-immigrati
In 21 ogni venerdì sera davano vita a pestaggi contro extracomunitari

BERGAMO — La chiamavano la «caccia grossa» con la Panda nera. Carabinieri e vigili urbani usavano un’auto con una targa rubata e, secondo l’accusa, ogni venerdì sera davano vita a raid punitivi contro extracomunitari. Prima il briefing in caserma a Calcio, nella Bergamasca, poi via. Ma su quella Panda c’era una microspia. E ora le conversazioni concitate, i pestaggi degli stranieri, le urla durante perquisizioni «dure» a caccia di droga (che talvolta spariva con denaro e cellulari dei fermati) sono finite in un dossier della Procura. Il gruppo aveva scelto il venerdì probabilmente per poter apparire sui giornali della domenica. Perché il giorno dopo, ai cronisti, raccontavano di arresti e di «brillanti operazioni antidroga». Solo dopo sono emersi i metodi usati. Una «banda »—così la definiscono gli inquirenti — di 21 persone, (una dozzina i carabinieri) cinque delle quali accusate di associazione per delinquere. Qualcuno è ancora ai domiciliari, altri sono stati sospesi, altri ancora trasferiti. Eppure sono stati rimpianti dagli abitanti di Calcio: poco dopo gli arresti dello scorso luglio, sono comparse scritte del tipo: «Rivogliamo i nostri carabinieri», «Deidda sindaco» e via così. Ora, a sei mesi dagli arresti, arrivano le prime richieste di patteggiamento: un carabiniere di Calcio, Danilo D’Alessandro (1 anno e 8 mesi) e un vigile di Cortenuova, Andrea Merisio (3 anni). Molti hanno chiesto il rito abbreviato, compreso il maresciallo Massimo Deidda, «Herr kommandant», come lo soprannominavano gli altri della banda. «Il capo indiscusso » del gruppo, per i pm di Bergamo. Un tipo dai modi spicci, carismatico. E’ l’ex comandante della stazione di Calcio, che in questi giorni, fino alla fine del processo (prevista per il 14 febbraio) è stato autorizzato a tornare ai domiciliari proprio nella stazione che comandava.

Le violenze Per l’accusa era tutto studiato, a partire dalla Panda recuperata prima di essere demolita sui cui era stata piazzata una microspia. E dalle vittime: preferibilmente extracomunitari clandestini che difficilmente avrebbero trovato il coraggio di denunciare. Invece qualcuno lo ha fatto. Agivano armati, scrive nella sua ordinanza il giudice delle indagini preliminari Raffaella Mascarino, in «un clima di violenza, di esaltazione collettiva e di autocompiacimento», in un paese di neppure cinquemila anime, Calcio, (sindaco leghista), dove le parti si sono invertite: i carabinieri sono diventati delinquenti e i marocchini i loro accusatori. A una vittima viene rotto il naso. A un’altra il timpano. A un’altra ancora i denti. La voce di Deidda, con marcato accento sardo. «Tu sei troppo agitato, mo ti piazzo un cazzotto in testa. Da chi hai comprato? Ti porto in caserma e ti sfondo a mazzate ». Parla di un altro controllo: «Uno di Martinengo... poi si è messo a sputare i denti e l’ho mandato via... perché appena gli ho dato un destro, caz..., ha cominciato a sanguinare, ha sputato i denti». Quando un marocchino, per sfuggire a un inseguimento, si butta da un tetto quelli commentano: «Perché anziché finire nelle nostre mani preferiscono suicidarsi?».

Gli adepti La banda cercava anche nuovi adepti. La filosofia era questa: «Più siamo più danni facciamo », si spinge a dire Andrea Merisio, vigile di Cortemilia a un aspirante «picchiatore». L’8 giugno esordisce nel raid uno studente di 29 anni. Merisio e Deidda sono compiaciuti del nuovo acquisto: « Ci ha chiesto perché non lo abbiamo picchiato quello con la camicia bianca... La mentalità c’è». L’obiettivo della «caccia grossa » era spesso quello di aumentare le statistiche degli stupefacenti sequestrati. Per il capitano Massimo Pani, (che non ha partecipato ai raid), allora comandante della Compagnia di Treviglio, e nel frattempo promosso maggiore, i numeri erano una fissa. Tanto che Monacelli avrebbe mostrato a colleghi un sms di Pani, in cui lo invitava a sequestrare «almeno 25 chili di droga, in modo da poter battere il record del suo predecessore». Avrebbe fatto pressioni su due subordinati, minacciando di farli trasferire perché non testimoniassero contro Monacelli, sospettato di procurata evasione e cessione di droga. Ultimo guaio: avrebbe restituito un chilo di hashish a uno spacciatore che minacciava di raccontare certi metodi.

Il razzismo L’odio per gli extracomunitari emerge nelle conversazioni del gruppo. Mauro Martini, carabiniere di Calcio, al telefono con la fidanzata è esplicito: «’Sti marocchini, li ammazzerei tutti, non muoiono mai». Deidda non è da meno: «... Me ne sbatto i c. e ’sti marocchini di merda mi hanno veramente rotto i c.».

Cristina Marrone29 dicembre 2007

domenica 30 dicembre 2007

La musica


Quando si dipinge o quando si crea certamente è di grande aiuto la musica e pare non "tutta" credo che sia una questione di tempi,di ritmo,un tempo veloce produce certo del piacere,ma pare "ottura"chiude dei canali di cui si serve il "profondo" che come ho già piu volte ripetuto è creatore;gli corrispondono dei tempi alternati e costruiti su ampi respiri,l'ascolto della musica che preferisce lo stimola mà è altrettanto vero che la musica fondamentalmente oltre che essere un oggetto di piacere(...) ha la funzione primaria di occupare la riflessione degli strati piu superficiali dell'essere,dell'identità, al fine di impedire la formazione di filtri,sbarramenti alla comunicazione tra "profondo" e superficie(...)cio avviene se lasciamo un po troppo le briglie sciolte alle nostre componenti razionali piu estranee, culturali(...)la personalità etc,Sarà per questo che le vacche negli allevamenti con la musica classica fanno il latte piu buono?

sabato 29 dicembre 2007

Aforismi

Aforismi

Francesco Barone

Dare senso al mondo

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Quali che siano le culture varie dei vari popoli, tutti questi popoli sono formati da quella specie, che oramai, in termini biolgici, si chiama "homo sapiens, sapiens", cioè sono formati da uomini, da individui umani, quali che siano il colore della pelle, le tradizioni culturali, c'è una unificazione di questo tipo di essere animale che è l'uomo, nel fatto che è sì un animale come tutti gli altri, che ha una vicenda, che deve adattarsi all'ambiente, deve lottare con l'ambiente per poter sopravvivere nei confronti di questo ambiente, ma è un animale culturale, cioè è un animale che parla. E' significativo, ad esempio, che intutte le favole in cui ci sono degli animali che hanno dei caratteri antropomorfi son sempre degli animali parlanti, cioè noi siamo degli animali, e non dobbiamo mai dimenticarlo, con dei bisogni del tutto simili a quelli degli altri animali. Abbiamo la necessità, per sopravvivere, di adattarsi all'ambiente, ma oltre a tutto questo siamo degli animali parlanti, cioè che esprimono le proprie concezioni con un linguaggio verbale, si fanno un'immagine del mondo e se la descrivono. Noi abbiamo, cioè, in qualsiasi momento originario della nostra attività per poter vivere quello che i tedeschi chiamano un "Weltbild" cioè un' "immagine del mondo". Come tutti gli altri animali, oltre che, per poterci adeguare all'ambiente, avere un'immagine di questo ambiente, noi abbiamo anche un vissuto emotivo dell'ambiente, lo viviamo emotivamente. Molti animali superiori come cani, gatti e via di seguito si comportano anche in questa maniera, cercano cioè di sopravvivere adattandosi all'ambiente ma non parlano. Noi invece parliamo, ci descriviamo le immagini. Ma anche gli animali reagiscono emotivamente all'ambiente e cioè hanno dei sentimenti nei confronti di questo ambiente, o di piacere o di dolore. Anche gli uomini hanno queste reazioni emotive ma, siccome l'uomo è un animale parlante, anche queste espressioni emotive vengono oggettivate, quasi messe di fronte a noi. Andiamo alla ricerca di un senso di quel mondo, di cui ci forniamo un'immagine e del senso della nostra vita in questo mondo. Cioè al momento originario l'uomo ha bisogno di farsi un'immagine del mondo perchè altrimenti non potrebbe sopravvivere ma nello stesso tempo prende posizione rispetto a questo mondo e, proprio perchè è un animale parlante, quella reazione emotiva che l'uomo ha di fronte al mondo si puntualizza in quello che è il senso della morte. Noi abbiamo il senso della finitudine, il senso della precarietà, sappiamo di nascere e vediamo che gli altri muoiono e poi ad un certo punto realizziamo che anche noi moriremo. Che senso ha tutto questo, questo mondo è in continuo divenire? In tutte le culture, allora, noi abbiamo questo momento originario, che è un momento, se vogliamo, un precorrimento di quella che sarà la scienza, perchè dobbiamo pur farci un'immagine del mondo. Ma la cosa importante non è tanto farci un'immagine del mondo, ma è di dare un senso a questo mondo di cui formiamo un'immagine e qui c'è il momento originario, aurorale di quello che poi diventerà la filosofia. Nella vita di ogni uomo è fondamentale cioè l'immagine del mondo e la presa di posizione (rispetto ad esso). I Tedeschi hanno un termine per indicare questo momento originario del guardare il mondo e chiedersi che senso ha, la parola è "Weltanschauung" che potremmo tradurre con "intuizione del mondo", "visione del mondo", ma, "visione del mondo", è una traduzione che accentua il momento della formazione dell'immagine, mentre "intuizione del mondo"indica quella che è la presa di posizione, la donazione di senso a quel mondo.

Ho ammazzato il cielo!


da qualche settimana ho deciso di eliminare la minima accezzione di cielo dai miei soggetti,dai miei quadri,notoriamente personaggi vari in interni chiusi con sole o la luna posti a illuminare l'interno come se fossero lampadine.
  1. Mi sono chiesto se non sarebbe meglio metterli per terra,ne ho concluso che l'effetto è fortemente significativo e in linea con i miei pronunciati teorici sulla idea della pittura.Detto fatto!
    Decisamente adesso l'insieme è piu coerente e ancor piu originale,ho di che inorgoglirmi per come "apprendo da me stesso" dopo aver rimuginato su Nice e per come ho composto l'insieme della "metafisicaetica".In definitiva il cielo e la luna si fanno terra,terra-corpo..."corpo edonista".Niente piu Dei,spiriti,angeli e quello che volete,cosi nessun significato aereo,recondito,mistico nella mia concezione dello spazio.
    Solo...Natura !
  2. Friedrich Wilhelm Nietzsche "Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli."
"Il Caso è lo pseudonimo scelto da Dio quando non vuole firmarsi di persona." Anatole .France

venerdì 28 dicembre 2007

Questione di pelo e corpi disamorati



Questione di pelo

Da qualche anno a questa parte la produzione pornografica di Holliwood ha invaso il mondo con il suo squisito punto di vista neopuritano,hanno deciso di dichiarare guerra al pelo (...),si a quello cosi ci capiamo subito sozzoni ! Indubbiamente l'anglosassone medio e non solo (...) alquanto frustrato,nevrotico,alienato ha necessità di una immagine verginale,infantilizata diciamocelo innocua(e magari sottomessa) della donna,della pornostar.
Abbiamo in un non lontano passato l'immagine fiabesca,da fatina di una Cicciolina e piu di recente abbiamo Stoya,sempre  in comune l'assenza del pelo e siamo giunti anche allo sbiancamento della corona dell'ano in gergo "culo di gallina",viene per cosi dire plasticato,reso inofensivo in relazione a quanto suggerisce in termini di animalità.
Il prodotto si vende bene,è rassicurante e tutto quel peccato(...) che si cela nella "foresta"con il suo incantamento animale,il suo afrore, fugato dall'accorto uso delle luci,anche un po di colore non guasta(e fra un po lo ritoccheranno con photoshop),tutto il possibile per allontanare una certa sgradevole sensazione di "sporco" o di animale.
Ad alcune lasciano esibire una specie di pizzetto,ma la regola ormai generale è niente pelo! La pelliccia magari si...perchè fà animala"! E pensare che alla fine della Seconda guerra mondiale a Napoli,nel 45 le puttane esibivano sempre vistose posticcie parrucche di folto pelo, ora nere come la pece ora bionde,la clientela abbondava e si capisce a chi piaceva il posticcio biondo (le truppe di colore americane) .Credo che in un film che si ispira a "la pelle" di Curzio Malaparte l'episodio sia citato.Non c'è dubbio i tempi cambiano,personalmente,artisticamente parlando credo che optero sempre per il pelo,per la natura animale della copula la quale mi fa sentire Natura,parte della Natura e molto meno parte di un artificio puritano che vilipendia quanto è piu natura,corpo,Eros.
Ad ogni buon conto dubito che Napoleone oggi chiederebbe alla sua Giuseppina Bonaparte : "...sto arrivando,smettila di lavartela,lo sai che amo tanto quella tua puzzetta..."!
A chi cerca ispirazione per qualche buon quadro consiglio (se lo hanno tradotto):"di Michel Onfray "Teorie du corps amoreuxe" (Teoria del corpo amoroso) gli artisti da sempre traggono opere d'indubbia profondità dall'Eros e lo elevano a pulsione,dinamica assoluta e protagonista irrinunciabile nella vita dell'essere umano,basti pensare alla crudezza,alla brutalità con cui tratta il tema Pablo Picasso (...)

Sopra "l'origine del mondo" di De Courbet * Il primo proprietario del quadro L'Origine del mondo, con ogni probabilità il committente stesso della tela, fu il diplomatico turco-egiziano Khalil-Bey (1831-1879). Personalità eccentrica della Parigi bene degli anni sessanta del XIX secolo, mette insieme, prima di essere rovinato dai debiti di gioco, un'effimera ma sorprendente collezione, dedicata alla celebrazione del corpo femminile. In seguito, si hanno poche notizie certe sulla sorte e sui proprietari del quadro. Fino al suo ingresso nelle collezioni del museo d'Orsay nel 1995, L'Origine del mondo, che faceva allora parte della raccolta dello psicanalista Jacques Lacan, rappresenta il paradosso di un'opera famosa ma poco vista.
Questo quadro, finalmente esposto senza veli posti a coprire le parti intime, torna ad occupare il posto che gli spetta nella storia della pittura moderna. Tuttavia, esso continua a porre, in modo inquietante, il problema dello sguardo.

Corpi disamorati
Confesso che ho amato e ancora amo lo splendore,la luce delle Icone,la loro ieraticità e lo straordinarioa fattura,tecnica dell' esecuzione,forse l'immaginario in cui affondano queste opere d'arte ha poco a che fare con il modello estetico dominante nella moda di oggi e che tante tragedie produce(...)Personalmente credo che le quattro checche (senza nessun offesa per l'omosessualità) che manipolano il gusto e lo impongono inconsciamente odiano profondamente l'identità femminile,la percepiscono in termini di rivalità (forse) e comunque valicano un limite estetico spingendo la percezione giu per la china della pulsione di morte.Semplice sarebbe che questi individui "accettassero la propria condizione liberandosi di una colpa che richiede espiazione (indotta dall' imprinting cultural religioso) e che invece rigettano con violenza sottile su un corpo che invidiano,che vorrebbero fosse il proprio per espiare in grandezza e decadenza (...) e comunque torna utile che espiino altri al posto loro,in conclusione, personalità fragili sulla stessa lunghezza d'onda delle loro vittime (...) e accomumati nel disamoramento dei corpi.
Che c'entra con l'Arte ? C'entra eccome qui passiamo dall'olimpicità di Michelangelo Buonarrotti al mistico teologico ieratico da Anoressia delle Icone, alle immagini di Botero che onoro con un corpo vero oltre Rubens giusto per celebrare il consumismo onnivoro,effimero dei nostri giorni.

Spina dorsale


Quando
l'ho vista stendersi a terra con in mano il pennello e nell'altra la tela l'ho subito interrotta:"cosi non và,d'accordo non ci sono regole pero...mettiti seduta e con la spina dorsale ben dritta,la tela leggermente inclinata sul cavalletto al massimo a 35 cm dal tuo naso,la alzi e la abbassi a tuo piacimento,vedrai che il braccio potrà lavorare ore senza affaticarsi e con il minimo allenamento,i tuoi polmoni debbono poter trattenere l'aria per le apneè di concentrazione(...)senzasforzi supplementari dovuti alla cattiva posizione in generale la comodità dev''essere assoluta".

Leggenda probabile forse vera


Riporta Wilburn Smith che a quanto pare sembra che siano stati i Boeri del Sud Africa intorno ai primi del 900 a far fuori a fucilate perchè aveva rubato dei "cavalli" l'ultimo dei pittori (di etnia Ottentotta) a conoscenza dello stile e delle tecniche pitturali rupestri la cui testimonianza è in tutta la terra d'Africa dal Tassili in giu,uno stile,una cultura che si dice era sopravissuta attraverso queste primitivissime e moderne immagini quasi 30.000 anni!!! Con i suoi corni pieni di colore scomparivea anche la chimica che permise a questi colori di giungere sino a noi (questo lo dico io perchè i colori industriali te li raccomando...)e cito gli affreschi di Altamira o la Cappella Sistina del Neolitico...Oggi,voglio dire ai nostri giorni abbiamo avuto nel ruolo di "giustiziere" delle Arti e degli artisti,di una certa cultura che aspira da sempre alla libertà ora Hitler ora Pinochet ed emuli a non finire.

Gli stronzi




















Certamente un giorno avrete occasione di aprire un vostro studio,luogo di incontro,il piacere di esporre la vostra opera,gli amici,il pubblico e i collezionisti che si spera vi faranno visita...ebbene oltre a cio dovete contemplare una specie di "sottomondo" incapace di cedere di se anche il piu piccolo stronzo (...) verranno,e non mancheranno occasione di intrufolarsi ,costoro (...)sono disposti a qualunque cosa pur di cedere di se il meno possibile ,con un sacrificio notevole sul piano della vanità personale costoro sono da eliminare all'istante,personalmente questa gente mi ha creato non pochi problemi,hanno un che di inestipabile...

giovedì 27 dicembre 2007

Sarayevo



Credo che piu o meno fosse il 1995,nel mio studio allora in Padova ci trovammo (per caso?)io e molti altri colleghi in una delle tante riunioni del famoso "mercoledi delle scimmie",le discussioni erano veementi,talvolta ingenue,e ancor piu spesso tristemente fatue; comunque l'interelazione,lo scambio di opinioni ci arricchivano; fu in occasione di una di queste serate che feci notare che quasi si sentivano le cannonate dell'assedio mosso a Sarajevo (a 300 km una ricca cultura,tollerante, cosmopolita della vecchia Europa andava a farsi fottere) e che i miei "colleghi" non avevano minimamente pensato a immettere nella loro opera "assai poco realistica"(per la verità qualche Surrealista e molti Astrattisti)un frammento di Realismo,triste cosa se consideriamo che la Shoa,l'Olocausto e la seconda Guerra Mondiale sono gli elementi fondanti dell'attuale Comunità Europea! E mi viene in mente di A che studia cinematografia a Milano e che ha trovato occasionale occupazione nel piu classico dei "cinepanettoni" ... per niente pensa a cimentarsi con la camera in un tema (tramite il documentario) già ora lacerante tragico e ancor di piu domani (...)l'immigrazione( e a Milano i drammi dell'immigrazione abbondano) . Insomma di Certo qualcuno mi dirà che il "documentario" in questione nella italietta di oggi ha poche possibilità di giungere al grosso pubblico,che le televisioni,che questo e quest'altro...Certo rispondo,la situazione è disarmante ma c'è "Emule","bitorrent" etc,milioni di persone lo guarderebbero,lo....e cito una delle opere diffusa via Emule : "Un mondo diverso è possibile G8 Genova Regia : Salvatores,Scola,Tognazzi,Placido Maselli,Monicelli,Pontecorvo e altri..." Lo scaricherebbero,verrebbe visto e non meno importante c'è un pubblico internazionale (penso alla Francia)che sarebbe lieto di vederlo nel Servizio Pubblico Nazionate per larga parte incentrato sul...documentario,si pensi solo ad ARTE o www.franceculture.com eppoi,non è forse il documentario la grande scuola da cui nasce il Neorealismo Italiano!? Voglio dire che una qualsiasi sensibilità artistica non puo prescindere dal Realismo,dall'ingiustizia,da un punto di vista etico della contemporaneita,mai decontestualizarsi dai movimenti critici che accompagnano"la storia" quando cammina! Mai perdere la propria capacità d'indignazione,di rivolta se non si vuole come dicevo ai miai "amici" sopra vanamente : "Guernica non è una quadro passato di moda! Finirete tutti col diventare Pop-Corn! Alludendo alla Pop Art .


"Ogni arte è una rivolta contro il fato". Friedrich Wilhelm Nietzsche