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sabato 12 settembre 2009

Gérard Pétremand un maestro della fotografia


 Article de JEROMINE (Suisse)

http://www.gerardpetremand.ch/ima/GR/nu_Cheval_02.jpg
Egalement cet artiste Gérard Pétremand dont le vernissage à lieu à Genève chez une connaissance à moi du 16 septembre au 2 octobre 2009, je te laisse le soin d'aller voir sur son site, il s'agit de photos. Gérard Pétremand travaille plus en tant que plasticien qui s'intéresse à l'expression des idées, des formes et des couleurs qu'en tant que chasseur d'images. Dans cette exposition il rend compte de paysages champêtres structurés ensuite par le pixel et dominés par une ambiance post-romantique qui rappelle les peintures d'un autre temps. Ce sont les tableaux de Corot ou de Courbet ou même de Hodler (Le Bois des frères, 1885) qui viennent à l'esprit. Couleurs saturées, cadrages étudiés, ces photographies donnent à voir l'énergie naturelle exploitée par l'humain - l'eau tourbillonne, les canalisations struturent le paysage. Tous les travaux de Pétremand ont pour caractéristique majeure d'offrir un décalage par rapport à la réalité et partant, d'intérroger notre manière de voir les choses. Conscient de l'impossible défi d'une objectivité obtenue par la photographie, il insiste sur un rendu subjectif et développe un style grinçant qui trompe toute lecture qui s'arrêterait au premier degré. Pétremand assume pleinement l'ère de la numérisation, et fait de cette trame géométrique un élément cardinal de ses images. Dans son exposition "Dé-paysage" la cité de Calvin n'est finalement qu'un prétexte à un imaginaire qui "crée un monde nouveau" et "produit la sentation du neuf" pour reprendre les termes de Beaudelaire.

venerdì 11 settembre 2009

Lui Ferreyra e l'uomo prospettico,la sua pittura e i grigi luminosi

Come potete vedere da questo particolare Lui accosta,assembla per campiture di colore,toni di grigio che rammentano un poco le opzioni di photoshop (...) su medie superfici per ottenere effetti prospettici,scultorei nella costruzione della figura umana quasi rifuggesse la sensualità l'Eros insito nella linea curva,il sentimento.
la sua è una ricerca dell'oggettività,un momento obbiettivo nella percezione dell'essere umano e nello stesso tempo una luminosità del colore che ottiene per effetti di complementarietà (...) il risultato è straordinario,le figure hanno qualcosa di evanescente in questa luce diurna,della metropoli,luce d'interni,artificiosa .
Una luce che rivela,scolpisce e evidenzia le tensioni interne dei soggetti facendo emergere il peso dell'esistenza paradossalmento togliendo peso carnale,fisico ai suoi soggetti attraverso il colore,il suo colore. 
Una visione realista che Lui realizza con minuzia e infinita pazienza.





  
  
  
  
  
 
 
 

Van Gogh

 
E passato piu di un secolo dalla sua scomparsa eppure guadate la freschezza del suo colore,la semplicità e la costruzione dello spazio di cui era capace questo artista oggi universalmente noto,copiato,imitato,tutti sanno indicare a dito,riconoscere subito una sua opera ,la trovano bella ma non sanno perchè e paradossalmente quando era in vita non vendette un solo quadro,un tipo strano si diceva...sempre strani quelli che hanno passione e visione e fame di vita.
Di tanto in tanto pubblichero un post di un maestro,di una sua opera non molto conosciuta e questa per lungo tempo è stata assente da tutte le pubblicazioni che riguardavano Van Gogh,di lui tutti sappiamo e non c'è bisogno che aggiunga di piu.

Alex Kanevsky il colore,la luce e L'Eros del Realismo dei grigi colorati

La galleria

Paesaggi

http://www.somepaintings.net/AlexNow/JWs_Over.jpg
http://www.somepaintings.net/2007/images/grbathr.jpg
http://www.somepaintings.net/2007/images/FDKB.jpg
http://www.somepaintings.net/2008/images/DSC_5616.jpg
http://www.somepaintings.net/2009/images/DSC_2294.jpg
http://www.somepaintings.net/2009/images/DSC_7650.jpg
http://www.somepaintings.net/2009/images/DSCN2468.jpg
http://www.somepaintings.net/2009/images/DSC_9423.jpg

http://www.somepaintings.net/2009/images/DSCN0655.jpg

http://www.somepaintings.net/2009/images/DSC_0461-(1).jpg

L'arte a braccetto della scienza L'Universo tutto in una sola foto

  {B}Tutto il cielo che entra in una foto{/B}

La galleria

L'arte a braccetto della scienza
Il giornalista, scrittore e fotografo Serge Brunier ha lavorato due anni per riuscire a scattare una foto che ritrae tutto il cielo visibile dalla terra. Si vedono 100 milioni di stelle e galassie fino a 100 milioni di anni luce. Lo strumento utilizzato è una comune Nikon 3D e un obiettivo da 50 millimetri. Per realizzare tale opera sono state scattate 300 sequenze, ognuna ripetuta 4 volte, per un totale di 1.200 foto che, assemblate, offrono tutta la volta celeste visibile dal nostro pianeta. L'opera, realizzata in formato 12 metri x 6 metri, è patrocinata dall'Osservatorio Europeo Astrale, ed è realizzata nel quadro dell'"Anno Mondiale dell'Astronomia". Attualmente si trova in mostra nel museo di Monte Carlo, per l'esposizione "Un ciel pour eune planète" (Un cielo per un pianeta). La lavorazione ha avuto luogo in due location astronomiche di primissimo ordine: quella del deserto di Atacama in Cile e La Palma, nelle Canarie. Gli addetti ai lavori sostengono che realizzare un'immagine completa del cielo sia un Graal per l'astronomia. Sul sito di Brunier, tutta l'avvincente storia che ha portato a questo successo. (di GIUDITTA MOSCA)