google6a3fa170c1192d09.html 100cosecosi 100cosecosi: Cronaca
Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post

sabato 22 maggio 2010

Definire “neonazista” Forza Nuova è diritto di critica. Lo stabilisce la Cassazione

Definire “neonazista” Forza Nuova è diritto di critica. Lo stabilisce la Cassazione (Sotto a fondo pagina l'articolo)

Io chiesi qualche tempo fà agli amministratori di OKNOtizie che si prendessero provvedimenti contro un sito chiaramente ispirato e dedito all'apologia del fascismo,all'incitamendo all'odio razziale,omofobia,antisemitismo etc,gli amministratori a stretto giro di posta hanno bannato il dominio del sito di Forza Nuova e da quel momento i soliti "noti" gridano,strillano,si strappano le vesti manifestando una prodonda indignazione.

Il fatto è a loro dire che cosi si attenta alla libera espressione delle idee e insomma alcuni di loro in sogno si appresterebbero a migrare in una realtà che pare garantisca questo loro diritto "inalienabile",fin qui tutto quadra se non fosse che in quel paese (...) hanno da poco installato alla presidenza della confederazione un presidente Nero cioè Obama !

Ed ecco allora che decidono tutti di restare a casa,"casa dolce casa" anche OKNOtizie è casa... tantopiù che sembra che il loro leader sieda ancora solidamente alla guida del governo,a loro dedico questa bella notizia cosicchè da oggi presteranno una maggior attenzione allorchè si tratterà di manifestare incondizionatamente la loro simpatia (anche in soli termini di alleati) a Forza Nuova e al suo "rubicondo" leader Roberto Fiore perchè altrimenti nei commenti la definizione di nazifascisti nessuno gliela leva e suppongo che questo articoletto che riporta la notizia di Bliz sia in fin dei conti gratificante agli occhi degli amministratori che hanno a suo tempo preso quel provvedimento.



forza nuova
Una manifestazione del movimento Forza Nuova
Definire “neonazisti” i simpatizzanti di Forza Nuova non è reato ma semplice diritto di critica. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha respinto la querela di Roberto Fiore, segretario dell’organizzazione di estrema destra.
Fiore aveva denunciato un signore di Trieste che nel 2000 aveva definisto “nazifascisti” e “neonazisti” gli esponenti di Forza Nuova. Le sue lettere di protesta furono pubblicate dal quotidiano “Il Piccolo”, in seguito a una manifestazione dell’associazione che risale al 2000.
Secondo Fiore, infatti, le espressioni “neonazista” e “nazifascista”, “lungi dal costruire una qualifica ideologica” esprimevano in realtà una “squalifica morale e politica di coloro nei confronti dei quali erano state lanciate per l’evidente connessione tra il movimento nazista e la spietata politica di persecuzione razziale”.
Il segretario, invece, chiedeva che “fosse rispettata la verità storica secondo cui una cosa fu il fascismo altro il nazismo ed il nazifascismo era stato un’alleanza militare”. La Corte d’appello di Trieste aveva condannato il signore triestino per diffamazione, accogliendo in tal modo le richieste di Forza Nuova.

Nazismi emergenti quello che si deve sapere


Assalto alla sinagoga in Ungheria

Ungheria: la rinascita del nazismo FINANZIATA DALL'UNIONE EUROPEA

autore: 
roza shanina
Ungheria: la rinascita del nazismo FINANZIATA DALL'UNIONE EUROPEA
"Data l'attuale situazione, l'antisemitismo non è solo un diritto ma il dovere di ogni ungherese che ama il suo Paese, e deve prepararsi per una guerra contro gli ebrei"
Questa frase è stata pronunciata negli anni Trenta e Quaranta. E 'la dichiarazione della polizia ungherese dell'Unione Magyar Tettrekész Rendőrség Szakszervezete ( TMRSZ ), ed è stato modificata, pubblicata e firmata nel maggio 2009 da Judith Szima tenente colonnello della polizia ungherese, segretario TMRSZ e membro del partito nazista ( Jobbik ) di Ungheria.
Il 18 maggio 2009, un accordo che viola il diritto europeo e le più elementari regole di ogni sistema democratico, Judith Szima dell'Unione di Polizia TMRSZ e Gabor Vona , presidente del Jobbik, hanno firmato un accordo di cooperazione in cui impegnano la polizia a fornire tutta la cooperazione, la sicurezza e le informazioni per Jobbik . In cambio, coprire tutte le esigenze finanziarie che l'Unione ritiene necessarie per la polizia. In sintesi: il 20% polizia ungherese diventa un esercito privato del partito nazista più potente Unione europea.
Gli obiettivi comuni che entrambe le organizzazioni hanno firmato comprendono: la reintroduzione della pena di morte (proibito nell'Unione europea), l'indurimento del sistema carcerario e la penalizzazione delle "minoranze criminali" : ebrei e zingari (reato di razzismo e xenofobia vietato dalla legge nell'Unione europea).
L'accordo è il risultato della popolarità e della tolleranza che gli ungheresi hanno esteso per tutti i tipi di omicidi e attentati commessi contro le minoranze: ebrei, zingari e omosessuali.
E' recente anche l'approvazione di una legge che consente lo scavalcamento del regolamento governativo i modo da poter modificare la costituzione senza intraprendere nessun dibattito parlamentare e le sue conseguenze per la democrazia nel paese sono simili a quando, in Germania, ad Hitler furono concessi i pieni poteri al Reichstadt nel 1933.
E' il battesimo di sangue dei militanti della Guardia Magiara e un chiaro segnale per le altre componenti naziste.
L' attacco contro la sinagoga di Debrechen , il 10 novembre 2008 anniversario della Kristallnacht, organizzato dallo Jobbik ottiene enormi consensi ed è la dimostrazione che l'Europa guarda da un'altra parte mentre le autorità ungheresi si sono limitate ad una condanna formale.
L'ondata criminale degli ultimi anni quindi è aumentata in maniera impressionante. La polizia ha difficoltà a trovare gli autori e, se si trova qualcuno in flagranza, i giudici tendono alla benevolenza e ritengono non valide quindi prove come per esempio video, foto, né le testimonianze di cittadini antirazzisti 'impegnati'. Solo una settimana fa il gruppo paramilitare Magyar Garda (creato da Gabor Vona ) durante una sfilata con uniformi naziste bandiere e annunciavano il prossimo omicidio come "pegno per gli zingari ".
Le violenze sulle persone, gli attacchi terroristici ad incontri e meeting, la distruzione di monumenti, la profanazione di cimiteri, hanno lo scopo di 'ingraziarsi' la simpatia della popolazione magiara, di sondare la risposta ufficiale e di isolare le vittime e i loro sostenitori in un ghetto fisico e psicologico. Se poi questa fase ha successo, inizierà la seconda: linciaggio, e la terzo: sterminio.
alcune delle violenze dei neonazisti ungheresi:
Gli squadroni della morte uccidono una famiglia zingara in Tatarszengyorgy (febbraio 2009)
Un attacco ad una famiglia rom è applaudita da il quartiere. Muoiono tutti eccetto il capofamiglia che ora riceve minacce ed è protetto dalle organizzazioni antirazziste (giugno 2009)
Un giovane ebreo picchiato a Budapest (giugno 2009)
Paramilitari uccidono una donna rom ferendo gravemente sua figlia di 13 anni (agosto 2009)
Alcune case di ebrei prese a sassate, manifesti in tutto il paese con scritto 'nessun rimpianto 6.000.000 suini morti' mentre il Teatro ebraico è colpito con bottiglie di acido (aprile 2010)
http://tiny.cc/mfhtx
Video: Military Training Magyar Guard protetti dalla Chiesa cattolica
http://www.youtube.com/watch?v=yHmKs_78XMg
Video: Ungheria, gruppi fascisti prendono di mira gli zingari rom
http://www.youtube.com/watch?v=SyhGYVV7OZw
http://lombardia.indymedia.org/node/29412 approfondimento

venerdì 21 maggio 2010

Beppe Grillo prodotti di marca cancerogeni e oncogenici...l'Elenco !

Ecco l'elenco dei prodotti di marca e di uso diffuso , cancerogeni e oncogenici... Leggete e diffondete ( Beppe Grillo )
Condividi in facebook
Fonte

Ve lo faremo cosi...!

SICCOME E' TUTTO VERO E DOCUMENTATO, CREDO SIA IMPORTANTE FAR GIRARE QUEST'INFORMAZIONE!
E' stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi in collaborazione con Beppe Grillo, in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di "termovalorizzatori", che altro non sono se non INCENERITORI DI RIFIUTI.
Come testimonia Grillo nel suo ultimo spettacolo, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi rimanendovi per sempre e provocando purtroppo gravi forme di cancro.
E' necessario quindi che chiunque legga questa email, comunichi a tutti i suoi amici, parenti,conoscenti che ci sono delle aziende che ci stanno avvelenando consapevolmente.
ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA DI METALLI PESANTI:
PANE PANEM
CORNETTO SANSON
BISCOTTO MARACHELLA SANSON
OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
CACAO IN POLVERE LINDT
TORTELLINI FINI
HAMBURGER MC DONALDS
MOZZARELLA GRANAROLO
CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
PANDORO MOTTA
SALATINI TINY ROLD (USA)
BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
BAULETTO COOP
PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
BISCOTTI RINGO PAVESI
PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
PANE CIABATTA ESSELUNGA
PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
PANEANGELI CAMEO
NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA' DI RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO INVIATO I DUE RICERCATORI , AI QUALI TRA L'ALTRO STANNO CERCANDO DI SEQUESTRARE I MICROSCOPI DI PROPRIETA' DELL'UNIVERSITA'.
FORSE MOLTI DI VOI GIA' SAPEVANO TUTTO QUESTO, MA NON AVENDONE LA CERTEZZA HO VOLUTO INFORMARVI LO STESSO. 
L%27uomo%20di%20latta.jpg
E’ in arrivo l’uomo bionico. I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando in ferramenta ambulanti.
L’elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.
Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: “Attenzione, vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali”.
L’elenco:
Pandoro Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla: Titanio
Granetti Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine Barilla: Ferro
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini: Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s: Argento
Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo
I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov'è per sempre.
E dov'è è un tessuto umano.
Chiedo a queste aziende, se vogliono, di dare una spiegazione.
Io la pubblicherò sul blog.
9/11/2005
Per cercare di chiarire alcuni dubbi posti dai vostri commenti, pubblico una integrazione al post.
Alcuni dei metalli elencati come inquinanti fanno parte di quelli che si chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell’ottica, sono essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è un componente dell’emoglobina e, se non ci fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere ossigenati; il Rame è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, il Cobalto è presente nella composizione della Vitamina B12, e così via. Attenzione, però a non cadere nell’equivoco.
Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni (atomi) che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi.
Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che si possono fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi.
I sistemi di macinazione sono spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano in eterno perché non sono biodegradabili.
Il problema è che sono dei corpi estranei e l’organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria (granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque, un’infiammazione che è pur sempre una malattia.
Dunque, un conto è mangiare una bistecca che contiene Ferro organico perché presente naturalmente nel sangue dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole di Ferro. Da notare che più queste particelle sono minuscole, più sono aggressive, potendo addirittura penetrare all’interno dei nuclei delle cellule quando la loro dimensione è al di sotto di una certa soglia.
Tra i metalli elencati, comunque, ce ne sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio, Bario, ecc.) e sono chimicamente tossici.
Naturalmente le aziende sono tutte perfettamente a posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che imponga non solo l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o l’elencazione in etichetta di quelle sostanze.
Che la scienza viaggi con un passo diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c’è da stupirsi.
Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che le industrie non abbiano alcuna voglia di scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che va…

Le belle storie Mukhatr e la sorpresa d'anniversario


Clic sulla foto per accedere al Video

Copenaghen,mezza città fà gli auguri all'autista di autobus Mukhatr,la sorpresa e totale e commovente con sorpresa finale,si tratta di un fatto reale come è altrettanto vero che cio non accadrà mai nella "Padania felix" !

UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE IN IRAK


Clic sulla foto per accedere alla Galleria fotografica.
Sono le foto di un militare americano in Irak,un anno di foto,ne ha fatto una selezione,56 per la precisione,c'è da chiedersi certo se non è penosa,alienante... almeno quanto sono obbligati a soffrire tragicamente gli iracheni.
In questa lunga permanenza in un Irak distrutto,piegato e umiliato,il militare ci presenta delle foto che contengolo uno squallore,una desolazione immensa;non una foto di donna,non un monumento,rari sorrisi (e ci mancherebbe altro ovvio) e guardate qui questa galleria d'Arte a Bagdad con cristi evangelisti e in primo piano la classica paccotiglia souvenir per il reduce che torna a casa.
Poveri artisti iracheni,cosa gli tocca fare per sbarcare il lunario,quello che mi viene il mente sono le opere degli artisti italiani durante la II° Guerra Mondiale (...) quando giunsero gli Alleati vendettero molti quadri ma mai cosi appiattiti alla volgare inconsistenza della cultura dell'occupante!
A Parigi gli alleati si affollarono in massa nello studio di Pablo Picasso,giunsero reporters e Life testimonia con foto bellissime l'evento e da dire che anche i nazisti avevano un occhio di riguardo per Picasso,leggendario l'annedoto dell'ufficiale nazista che gli chiede indicando la fotografia del "Guernica"con tono beffardo e inquisitorio beccandosi una replica fulminante : "lo ha fatto lei questo ?
"...no lo avete fatto voi ! "
Riferendosi al primo bombardamento su civili ordinato da Hitler e Goebels sulla cittadina spagnola di Guernica.
Altri tempi,allora gli Alleati si posero la questione se era in caso o no di bombardare Montecassino,oggi in Irak lo sappiamo sono gli stessi occupanti che hanno saccheggiato il museo di Bagdad con la complicità della direttrice (...) uno dei musei più importanti del mondo per le opere che testimoniavano nell'Irak un passato splendore culla di civiltà.
Hanno essi  permesso la distruzione di biblioteche ed altri innumerevoli monumenti;ovviamente eguale sorte non tocco ai ministeri che custodivano gli affari del petrolio!
Bonta loro o riguardo di Bush per le ragioni che sappiamo.

Processo al re della Street art milanese "Non imbratto, le mie sono opere d'arte"

IL CASO

Il writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, è imputato per imbrattamento in relazione ad alcuni graffiti
Il vicesindaco De Corato: "L'artisticità di questi personaggi non di può tradurre nella loro impunità"

100COSECOSI: " Un coglione anche se vestito da assessore resta sempre un coglione,se poi si chiama De Corato... "

Due articoli sulla sua arte, un'intervista a Vittorio Sgarbi, due pagine web sulle sue mostre e un catalogo delle sue opere. Sono le prove presentate dalla difesa del writer Daniele Nicolosi, in arte Bros, nel processo in cui è imputato a Milano per imbrattamento in relazione ad alcuni graffiti, "per dimostrare - come ha spiegato il suo avvocato - che si tratta di opere d'arte e non di imbrattamento".

VOTA IL SONDAGGIO Artisti o imbrattatori?

In aula il giudice monocratico Guido Piffer, della sesta sezione penale, ha respinto alcune eccezioni presentate dalla difesa. Poi è toccato alle parti presentare le loro richieste di prova. Il pm ha citato come testimone un agente delle polizia locale, mentre l'avvocato Maria Rosa Sala, che rappresenta il Comune di Milano (costituitosi parte civile), ha presentato una relazione che contiene i costi sostenuti dalla amministrazione, circa 8mila euro, per ripulire i graffiti di Bros.

FOTO Le opere di Bros / Bros nell'aula del tribunale

Il giovane, uno dei principali esponenti della Street art italiana, è accusato di avere imbrattato nel 2007 la sede di una società (per questo episodio però è stata rimessa la querela), la pensilina di una fermata della metro e le mura del carcere di San Vittore. Il suo legale, l'avvocato Guido Chiarloni, ha presentato invece tutti i documenti e articoli che dimostrano il suo lavoro artistico. "Prendo questo processo come una cosa seria e per questo mi sono vestito anche con un abbigliamento consono", ha spiegato Bros uscendo dall'aula. Il writer ha parlato inoltre della "battaglia che sta conducendo contro di noi il Comune ", che ha bloccato "tanti progetti che potevano riguardare il mondo della Street art".

Bros ha anche citato un altro episodio: il prete di una parrocchia in Toscana si è messo in contatto con lui chiedendogli di dipingere con i suoi graffiti gli interni e gli esterni della chiesa. Il progetto, come ha aggiunto il giovane, "non è ancora partito perché il prete deve avere ovviamente prima l'assenso della Curia e dunque si possono prevedere tempi lunghi". Bros ha spiegato inoltre che si tratta di una chiesa costruita dopo gli anni Sessanta e che non ricade quindi nella tutela del patrimonio artistico e culturale.

Di diverso avviso il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che affida a un comunicato il proprio punto di vista: "Il caso Bros  è stata la molla mediatica per accendere un fuorviante dibattito sulla presunta artisticità dei writer, che molti vorrebbero erroneamente tradurre in impunità all'imbrattamento. La prima questione è invece la tutela della proprietà, che è difesa anche dalla Costituzione. Chi fa tags o graffiti su edifici pubblici o privati senza alcuna autorizzazione  commette una violenza. E deve rispondere all'articolo 639 del codice penale, oltre che risarcire per il danno materiale ed eventualmente d'immagine. La Street art non è una medicina prescritta dal medico. Il cittadino ha tutto il diritto di non volerla a casa propria". Il processo proseguirà il prossimo 12 luglio, quando, dopo l'esame del teste e la discussione delle parti, potrebbe arrivare la sentenza.

AGGRESSIONE POLIZIESCA A UOMINI DONNE E BAMBINI ROM


Il termine Porajmos o Porrajmos (in Lingua romaní «devastazione», «grande divoramento»), oppure il termine Samudaripen («genocidio») indicano il tentativo del regime nazista di sterminare la popolazioni romaní durante la Seconda guerra mondiale.


Triboniano. Per evitare il presidio pacifico dei Rom,  le forze dell'ordine perdono il controllo e pestano a sangue bambini,(Video) donne e uomini.

Milano, 20 maggio 2010. Mentre attendevano in piazza della Scala una delegazione di circa 300 Rom dal Triboniano (in un primo momento ce ne erano stati comunicati la metà), i rappresentanti di alcune organizzazioni per i Diritti Umani milanesi venivano raggiunti da una notizia sconcertante: "I Rom sono usciti pacificamente dal campo, senza striscioni né cartelli, senza dar vita ad alcun corteo, ma un poderoso spiegamento di forze di polizia li ha fermati, intimando loro di rientrare nell'insediamento, perché la manifestazione non era autorizzata. I Rom hanno risposto che, come liberi cittadini, avevano diritto a spostarsi liberamente e che eventualmente la polizia avrebbe potuto intervenire, sempre civilmente, perché la libertà di manifestazione è sancita dalla Costituzione, davanti a Palazzo Marino, dove un presidio era stato annunciato per le 18". Intanto alcuni operatori umanitari e difensori dei Diritti Umani chiedevano un incontro urgente con il vicesindaco o l'assessore alla sicurezza, per protestare contro l'operazione poliziesca e assicurarsi che le autorità cittadine evitassero qualsiasi azione aggressiva da parte degli agenti, in attesa che gli attivisti si spostassero presso il campo di via Triboniano. Nessun rappresentante del Comune di Milano accettava di incontrare la delegazione, mentre un portavoce dell'amministrazione comunale comunicava agli attivisti che il vicesindaco e l'assessore si trovavano già presso l'insediamento. Nel frattempo i Rom venivano pressati dalle forze dell'ordine, che con un'azione preordinata li caricavano. Pochi minuti dopo, il seguente comunicato stampa del Gruppo EveryOne riassumeva la catena di eventi presso il Triboniano:

 
Segnalazioni di azioni violente da parte delle forze dell'ordine contro famiglie Rom del Triboniano
"Ci stanno pervenendo in questi minuti numerose segnalazioni, confermate da alcuni fotoreporter di agenzie di stampa e quotidiani nazionali, secondo le quali le forze dell'ordine milanesi avrebbero caricato pesantemente gli abitanti del campo Rom di Triboniano, impedendo con la forza a 300 uomini, donne e bambini dal recarsi pacificamente e non in forma di corteo al presidio convocato oggi alle 18 dalle associazioni umanitarie di fronte a Palazzo Marino". Lo dichiarano Roberto Malini, presente al presidio di fronte al Comune di Milano, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti con lui del Gruppo EveryOne, organizzazione per i Diritti Umani. "In questo momento la Polizia è all'interno del campo. I Rom sono stati caricati da un cordone di agenti mentre tentavano di uscire dal Triboniano e recarsi pacificamente al presidio, poi la Polizia ha impedito l'accesso a noi attivisti e all'interno del campo è iniziata una tremenda caccia all'uomo tuttora in corso" ha raccontato Stefano, attivista che assiste le famiglie del Triboniano, raggiunto al telefono poco fa da Pegoraro.
Ulteriori testimonianze confermavano l'incredibile abuso: "Gli attivisti e i reporter possono vedere con i loro occhi scene da incubo: donne e uomini Rom pesti e sanguinanti, bambini feriti e intossicati dai lacrimogeni, perdita di controllo da parte degli uomini in divisa, che colpiscono alla cieca con i loro manganelli. Una bambina è stata percossa con violenza a un braccio, un giovane Rom zampilla sangue dalla fronte". 
La polizia impediva ai fotografi di fare il  loro dovere e documentare il massacro, ma foto e video girano già in rete. "Ci sentiamo di dire alla luce di quanto sta accadendo," prosegue EveryOne, "che siamo totalmente a fianco dei nuclei familiari Rom di via Triboniano, anche nel caso in cui sia in atto una ribellione alla riferita violenza da parte delle forze dell'ordine. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, infatti, sancisce la ribellione a tutte le forme di violenza e discriminazione quale diritto inviolabile dell'uomo, e come Gruppo sui Diritti Umani, ci dichiariamo pronti a scendere in campo, nella forma nonviolenta che da sempre ci caratterizza, accanto alle famiglie Rom per contrapporre - anche rischiando di ricevere gli stessi abusi - la ragione dei Diritti Umani alla violenza e alla persecuzione che le colpiscono".

 
La cronaca da parte degli Antirazzisti Milanesi (condivisibile al 100% in ogni considerazione)
Ore 16: circa 300 rom si avviano a piedi per prendere il tram 14 e recarsi al presidio indetto per le 18 sotto Palazzo Marino.
L'obiettivo del presidio era semplicemente quello di comunicare alle autorità cittadine la piattaforma rivendicativa degli abitanti (qui allegata). Una proposta di accordo che, se accettata avrebbe significato l'abbandono volontario del campo sotto sgombero. Ma percorsi neanche 200 metri uno sbarramento di Polizia bloccava la strada e con fare arrogante intimava ai rom di tornare indietro perché la manifestazione non era autorizzata (falso! dato che erano stati presi accordi precisi con la DIGOS) e spingendo affinché i rom facessero una delegazione di sette persone per andare ad incontrare l'assessore Mojoli.
I rom rifiutano la proposta e al primo accenno di proseguire vero il capolinea del 14 parte la prima carica. Come al solito le donne in prima fila, come al solito le vittime non possono combattere: una bambina di due anni ne esce con la faccia segnata dal manganello e parecchie caviglie risultano gonfiate dai calci

Ore 17: dopo un lungo e inutile parlamentare, i rom decidono di tornare indietro, agguerriti più che mai e improvvisano barricate in mezzo alla strada. la manifestazione, nei fatti, si concentra in via Triboniano. La richiesta è sempre la stessa: una risposta alle rivendicazioni unitarie di tutti e quattro i campi sotto sgombero. Anche la risposta è sempre la stessa. Decine di cellulari scaricano agenti, che con ampi cordoni in antisommossa bloccano entrambi gli accessi al campo anche a chi ovviamente  stava accedendo dal presidio ormai saltato in centro città


Ore 18,30: Scatta l'ordine di attacco. I cordoni si muovono contro i rom che cominciano ad opporre una forte resistenza. Diverse cariche violente vengono affrontate dagli abitanti del campo. Per ben tre volte l'esercito anti-rom è costretto ad arretrare perché i rom contrattaccano. Ma alla fine numeri e soprattutto violenza armata prevalgono. Lacrimogeni e manganelli costringono i rom all'interno dei campi che continuano a cercare di resistere e contrattaccare.


Da qui in poi non è dato sapere cosa stia davvero accadendo. I solidali che sopraggiungono trovano la strada sbarrata. 

Non resta che lanciare un accorato appello ad accorrere verso Triboniano. La resistenza dei rom ha assunto davvero tratti eroici e se oggi la battaglia antifascista riveste un qualche significato e valore universale questo è il momento di dimostrarlo. Il fascismo, sempre di più, è quello dello stato. La resistenza che sgorga dalle viscere della società, è l'unica vera risposta all'altezza della situazione.

LEGGE SULLA PELLE DEGLI AQUILANI: DIROTTATI A CHIETI I SOLDI DELLE DONAZIONI


Terremoto L’Aquila, 20 mag 2010 - Una parte consistente dei fondi derivanti dalle donazioni pro-terremoto (10 milioni e 768 mila euro), ma anche le risorse provenienti dal risarcimento assicurativo (quasi 7 milioni), “vengono arbitrariamente utilizzate dalla Giunta regionale per dare corpo e sostegno finanziario a una vera e propria leggina pirata” che finanzia interventi che nulla c’entrano con il terremoto. La denuncia è del vice capogruppo del’Idv alla regione, Cesare D’Alessandro. “La Giunta regionale, nella seduta del 17 maggio scorso - spiega -, ha approvato il disegno di legge su ‘Interventi normativi e finanziari per l’anno 2010′, con cui si destinano le nuove entrate regionali provenienti dalle donazioni e dai rimborsi assicurativi dei danni subiti a causa del terremoto. Il tutto, euro più euro meno, per un totale di oltre 17 milioni”. “I fondi del terremoto - aggiunge il consigliere IdV - serviranno, tra le altre cose, a finanziare in via straordinaria un non meglio precisato ‘progetto culturale’ del Comune di Chieti - vero e proprio omaggio al neo-eletto Sindaco Di Primio - nonché una miriade di interventi straordinari per lo svolgimento di attività cinematografiche, musicali, sportive e più genericamente culturali”. “Nella sostanza - sottolinea D’Alessandro - le donazioni spontanee degli italiani vengono utilizzate per ‘resuscitare’ un bilancio regionale ‘ucciso’ dai tagli indiscriminati fatti dallo stesso Governo regionale. Speriamo che gli Italiani - conclude il Consigliere D’Alessandro - non ci chiediamo indietro i soldi così generosamente donati, considerato il cattivo utilizzo che Chiodi ne sta facendo”.

RINVIO DELLE TASSE - Nella giornata di oggi il governatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, è stato a Palazzo Chigi per chiedere la proroga della sospensione del pagamento delle tasse perla zona del cratere . La sospensione scade infatti il 30 giugno. Alla domanda se la richiesta sia stata accolta dal governo, Chiodi ha risposto: “Ci stanno lavorando tutti, l’importante è che si consideri una priorità anche nella manovra”.
Fonte

Angelino Alfano era al matrimonio della figlia di 1 boss mafioso.Anch'io so

Angelino Alfano era al matrimonio della figlia di 1 boss mafioso.Anch'io so
Il bacio pericoloso di Alfano La Repubblica — 05 febbraio 2002 PALERMO Un altro bacio, un altro matrimonio «imbarazzante», ancora relazioni pericolose con uomini di Cosa nostra. Ma questa volta l' ospite eccellente non è un «vecchio» della politica, come Andreotti o Mannino, ma un giovane delfino, Angelino Alfano, deputato nazionale di Forza Italia, pupillo di Gianfranco Miccichè. Una carriera folgorante la sua che adesso rischia di essere adombrata da un bacio: quello con Croce Napoli, capomafia di Palma di Montechiaro, morto l' anno scorso. Un bacio con il boss al matrimonio della figlia Gabriella, sposatasi nell' estate del ' 96 quando Alfano era stato appena eletto deputato regionale. Lui, oggi, nega di aver mai conosciuto Croce Napoli e tantomeno ricorda di aver partecipato al matrimonio della figlia. Ma una videocassetta delle nozze lo smentisce. Corsi e ricorsi storici. Nei guai giudiziari dei politici, nei pericolosi rapporti con boss e uomini d' onore, quasi sempre c' è di mezzo un bacio, un regalo e una partecipazione a un matrimonio della figlia o del figlio di un capomafia. Il "bacio" per eccellenza è quello presunto, raccontato dal pentito Balduccio Di Maggio, tra l' ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti e Totò Riina, e il regalo, anch' esso presunto, quello destinato ad Angela Salvo, figlia dell' esattore di Salemi Nino Salvo in occasione delle sue nozze con Gaetano Sangiorgi. Poi c' è la partecipazione dell' ex ministro Calogero Mannino al matrimonio di un figlio del boss Caruana. Episodio al centro del processo contro il leader dc che è stato recentemente assolto. Ora spunta un altro matrimonio, un regalo e il bacio allo sposo e alla sposa. E al padre di lei, il boss di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, morto un anno fa. L' ospite d' onore di quel matrimonio, tra Gabriella Napoli, figlia del boss, e Francesco Provenzani, celebrato nell' estate del 1996, è il pupillo di Gianfranco Miccichè, agrigentino, Angelo Alfano, ex deputato regionale e capogruppo all' assemblea regionale, attualmente deputato nazionale. Il bacio e il regalo alla sposa, allo sposo e al boss, è documentato da un filmato (con audio) di oltre un' ora che comincia con gli ultimi ritocchi al trucco e al vestito della sposa e prosegue con la cerimonia religiosa, il banchetto in un grande albergo all' ombra della Valle dei templi, il ballo tra gli sposi, i ringraziamenti con bomboniere e sacchetti di confetti a tutti gli invitati. La presenza di Angelo Alfano viene registrata a metà cerimonia, poco dopo che gli sposi hanno tagliato la torta nuziale. Il deputato di Forza Italia si fa spazio tra la folla che attornia gli sposi e ha in mano un pacco, il suo regalo di nozze agli sposi. L' arrivo dell' onorevole è salutato da un coro di «che onore, che onore~». Lo sposo e la sposa sono emozionati alla presenza del fresco deputato di Forza Italia. Alfano bacia prima la sposa, si complimenta con lei, poi bacia lo sposo. Infine l' abbraccio e il bacio con il padre della sposa, il capomafia Croce Napoli, titolare di una fedina penale di tutto rispetto: arrestato per associazione mafiosa, concorso in sequestro di persona, in omicidio e indicato dagli investigatori come «capo dell' omonima cosca mafiosa facente capo a Cosa nostra, operante in Palma di Montechiaro e nei centri limitrofi». Non proprio uno sconosciuto. Poi il deputato consegna il regalo nelle mani della sposa e si scusa per il ritardo a quel matrimonio: «Mi dispiace, ma non ho fatto in tempo, ero a Milano e sono arrivato ad Agrigento soltanto da poco». Alfano viene attorniato da altri invitati che lo ringraziano della presenza, parlano del più e del meno e dopo un po' , dopo essersi congratulato con la sposa e con lo sposo, saluta e va via. Ma di questo matrimonio, Angelo Alfano, che alle elezioni regionali del '96 ha ottenuto quasi 9 mila voti, risultando il primo degli eletti nella provincia di Agrigento, dice di non ricordare nulla. «Io non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro». E quando gli diciamo che c' è un video che prova la sua partecipazione al matrimonio della figlia del boss e il bacio al capomafia, Alfano ribatte: «Non ho nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio, attenti a pubblicare notizie del genere». Le immagini, però, sembrano chiare: il matrimonio, il regalo, il bacio agli sposi e al capomafia di Palma di Montechiaro.

Guildor-Blitz nella mostra, appende finta opera




Blitz dell’artista sconosciuto e la sua opera diventa “famosa”. In occasione di (con)temporary art a Milano sono state esposte per la prima volta in Italia delle opere originali dell’inglese Banksy, che con i suoi stencil e la guerrila art ha ricoperto muri e spazi di tantissime città nel mondo. “Guildor”, giovane artista milanese, ha pensato di rendere un omaggio a Banksy in maniera originale: due giorni prima della mostra ha fatto un blitz fra le sale, ha preparato una sua opera (un orologio) con tanto di etichetta, e quando la sorveglianza si è allontanata lui l’ha appesa, come se fosse una di quelle fatta dall’artista inglese. Il risultato? Tanti visitatori ci sono cascati. “E’ un comune orologio da parete; la sola lancetta dei minuti che continua a correre con una lama da bisturi applicata alla sua estremità: un elogio a chi non si ferma mai – spiega Guildor - Le mie opere non sono mai invadenti, durano poco tempo e spesso possono essere rimosse. Questo intervento è soprattutto un gesto da fan”

giovedì 20 maggio 2010

Picasso e Matisse rubati da museo di Parigi

IL FURTO

Indaga la brigata repressione del banditismo

PARIGI - C'era un vetro rotto e una catena tranciata stamattina al Museo nazionale di arte moderna della città di Parigi quando sono arrivati i responsabili della galleria. Il peggio però li aspettava dentro. Dal palazzo durante la notte erano stati rubati cinque capolavori: Picasso, Modigliani, Braque, Léger e un Matisse.

Il valore totale del furto dal museo del 16esimo arrondissement è di 500 milioni di euro. Da quanto si è appreso la brigata repressione del banditismo (Brb) è stata incaricata delle indagini. La polizia dovrà cercare di ritrovare "La Pastorale" di Matisse, "La donna con il ventaglio" di Modigliani e "Il piccione a pois" di Picasso

SU MARIO VARGAS LLOSA E LA CORRIDA

Pablo Picasso diceva dei suoi connazionali gli spagnoli: "...al mattino vanno alla messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello!" Chissà se vale anche per Mario Vargas Llosa, noto scrittore spagnolo?

Come se ciò non bastasse, perfino la Chiesa Cattolica non condanna questi spettacoli, al contrario, è consuetudine che le Corride siano fatte in "onore dei santi", con l’approvazione del clero. La verità è che non esiste alcuna giustificazione morale per rifiutarsi di prendere in considerazione la sofferenza di un essere vivente, sia esso umano o non umano. Gli animali sono esseri senzienti che provano gioia, felicità, paura e dolore, proprio come gli esseri umani. Non abbiamo alcun diritto di farli soffrire per il nostro "divertimento. Se qualunque tortura inflitta ad un animale merita di essere condannata, le corride sono il peggior tipo di tortura perché sono fatte in nome dell’intrattenimento. Dobbiamo smetterla di torturare gli animali e dobbiamo fermare per sempre questi spettacoli di brutalità e violenza.

"Un piccolo passo separa coloro che torturano gli animali e infliggono loro sofferenze, dal fare lo stesso sui propri simili".
  
Nel 2008, in una città francese (amante delle Corride) ho fatto una mostra che non è stata molto apprezzata,semplicemente perché trattavo il tema della Tauromachia in termini filosofici, e cedendo in nulla al mito della Corrida, tanto apprezzato da Mario Vargas Llosa. Una pseudocultura questa, una barbarie indegna del nostro tempo. Mi lascia qualche perplessità il fatto che Picasso abbia abbondantemente celebrato nella sua opera il tema, anche se si dice che fosse piu una metafora personale. E infatti era lui stesso a dirlo, identificandosi con il Minotauro: "Se unite una serie di punti, luoghi e storie, vissuti nella mia vita, vedrete che ne esce fuori il disegno di un Minotauro". Tra le altre cose il pittore diceva che gli spagnoli "al mattino vanno a messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello". Picasso riconosceva d’essere nato dentro la Corrida, e la considerava una componente della sua identità capace di ispirarlo (rammentate il toro in "Guernica"?). Il tratto realista, la metafora del popolo ribelle, amante della libertà ecc.
Ai tempi tuttto questo mi fece riflettere, e finii con l’identificare nella Corrida una liturgia purificatrice di marca cristianeggiante, roba tipo: "il dolore ti redimerà". Il toro, che notoriamente è il simbolo dell’Eros umano, della sua potenza, della sua incontenibile irruenza, viene accostato dal pensiero cattolico sacrificale-dolorista-sessuofobo al diavolo, al peccato, al male; laddove il Toreador è l’eroe stoico, epico, puro nella fede, che con grazia, leggiadria, armonia e virtù uccide la "bestia" in un rituale salvifico, esorcizzante e purificatorio. Tutto questo non è altro che una rievocazione di culti sacrificali dell’antico mondo pagano: mondare i peccati, le trasgressioni e celebrare le virtù della fede. Non per niente i segni della croce e i crocefissi nelle arene si sprecano, un po’ di superstizione non guasta mai. Stanno li pure per scaramanzia, ma meglio sarebbe se ci mettessero il mago Otelma.
Ovviamente le cose sono un po’ più complesse: il rituale della Corrida è anche un’eredità del mondo pagano primitivo, quello in cui si sacrificava alla divinità il figlio primogenito (Cartagine), o la bestia più bella, donata al Dio crudele e geloso (Abele e Caino). 
Eredità presente anche nel "libro dei libri", la Bibbia, allorché il "buon Dio" chiede a un padre di dimostrargli la sua fede sacrificandogli il figlio prediletto (l’episodio è noto, e non serve che lo rammenti). Insomma, una vecchia abitudine quella di immolare, di far scorrere il sangue in segno di devozione. Sospetto pure che si volle, con la "cristianeggiante" Corrida, cancellare le tracce del culto di Mitra, che aveva al centro il toro e godeva di grande seguito nell’Impero Romano.
E’ curioso che un avvenimento legato allo scorrere del sangue e al dolore, possa assurgere a cultura e nascondersi dietro il paravento della tradizione. Sul piano simbolico stupisce che il machismo degli spagnoli ed il loro Eros personale trovi nel toro un degno nemico. Il malinteso in cui precipitano, letteralmente ingannati dal pensiero "cristianeggiante", una volta svelato il risvolto analitico-psicologico, ci parla di un rito di auto-castrazione effettuato dall’uomo contro il simbolo del suo stesso Eros.
L’uomo popola il mondo di sensi e matafore, tutto è simbolo, e l’insieme di questi interagisce nel profondo, ed emerge nelle diverse "culture".
Bravi, complimenti e tutti a casa!
Oggi la Corrida, dalle notizie che mi giungono, si svolge più che altro per un limitato pubblico di turisti, la metà dei quali non resiste e vomita prima della fine dello spettacolo. Uno zoccolo duro di affezionati e fanatici resiste (certi arrivano persino a produrre referti medico-veterinari che affermano che l’animale non soffre perché privo di anima!), ferocemente contrastati, sia in Spagna che in Francia, da varie organizzazioni animaliste.
Infine ho notato come Corrida faccia rima con alcol (una pura "coincidenza": annegare il dolore per l’Eros perduto proprio nell’alcol), il quale scorre a fiumi. Ne sono stato testimone, e lo spettacolo è impressionante tanto più che, realizzata la castrazione rituale del simbolo dell’Eros (il toro), a tarda notte, quando la Feria finisce, tutti vanno in bianco, felici e contenti, meno i tori ovviamente. Complice l’alcol, direte voi.
Venendo a Mario Vargas Llosa, quando dice: "Vietare le corride, oltre a un oltraggio alla libertà, è anche giocare a fare finta, rifiutarsi di vedere a viso aperto quella verità che è inseparabile dalla condizione umana: che la morte ronza intorno alla vita e finisce sempre per sconfiggerla; che, nella nostra condizione, entrambe sono sempre intente in una lotta permanente e che la crudeltà - ciò che i credenti chiamano il peccato, o il male- fa parte di essa, ma anche così la vita può essere bella, creativa, intensa e trascendente. Proibire i tori non attenuerà in nessun modo questa verità e, oltre a distruggere una delle manifestazioni più audaci e appariscenti della creatività umana".
Mi fa letteralmente sobbalzare sulla sedia, sembra una frase presa di pari passo dagli Ig nobel, e indegna di un grande della letteratura, quale lui è.
Mi perdonerà se liquido questo suo paragrafo con una citazione lapidaria del nostro Gabriele D’Annunzio: "Non ha nulla da insegnare chi ha molto sofferto! " Parafrasandola si potrebbe dire che nulla ha in comune con la cultura un momento di sofferenza e tortura, e che poco ci frega che esistano persone capaci di trarre godimento da questo genere di rappresentazioni primitive, che nei secoli hanno prodotto canoni estetici equiparabili al nazismo.
Non solo. Una cosa è nutrirsi, sia pure torturando un animale, e altra cosa è nutrire il nostro universo simbolico profondo, la nostra cosmogonia simbolica, con atti ed episodi di sofferenza inflitta gratuitamente. Ed è ancor meno lecito accettare surrettiziamente il fatto esorcistico della Corrida. Se hanno paura non hanno che da rinchiudersi in casa. Così s’interpreta la vita in termini esculsivamente doloristi, roba da "valle di lacrime" cristianeggiante, puro pensiero magico, spazzatura, superstizione impastata di sadomasochismo.
Poi insiste: "...riorienterà la violenza ristagnata nella nostra condizione verso forme più crude e volgari, e magari verso il nostro prossimo. In effetti, perché inferocirsi contro i tori se è molto più eccitante farlo con i bipedi in carne e ossa che, per di più, strillano quando soffrono e in genere non hanno corna?
Come a suggerirci che, abolita la Corrida, fatto altamente "pedagogico" nelle dinamiche della non-violenza, potremmo ritrovarci a praticare su noi stessi una certa forma di violenza. Lucido delirio o distrazione? A voi l’arduo quesito...
La Storia sembra non avergli insegnato nulla. Né quella passata, né quella che imperversa sotto i suoi occhi: basterebbe solo che accendesse il tubo catodico o il pc.
Quella intervista de"El Pais", ripresa da Corriere.it , potrebbe benissimo non essere mai stata rilasciata da Mario Vargas Llosa, talmente stupida da sembrare inverosimile. Un falso, come è accaduto spesso di recente. Io propendo per questa ipotesi, qualcuno più cattivo di me indagherà, almeno spero.
E qui termino con le parole di un sapiente, Publio Ovidio Nasone, il quale, emergendo dalle nebbie del tempo della classicità romana, dice: "crudelitas in animalia est tirocinium contras homine" ("la crudeltà contro gli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini". Ndr).
Di michel Abbatangelo 
Pubblicato su AGORAVOX
http://www.agoravox.it/local/cache-vignettes/L318xH90/siteon0-e5814.png

mercoledì 19 maggio 2010

Daniela Santanché,Daniela Santa ché ? Che più zoccola nun se puo !























Leggendaria,la mastina del governo,algida,letteralmente la faccia come il culo,scosciata alla Sharon Stone,la posa è frutto di un aspro contenzioso con l'altra,la "turista" la Brambilla,"sono io che l'ho copiata per prima!" e l'altra "fottiti troia! ", la nuova "madonna" inTailleur un po puttana e un po protettrice,umanista,sensibile alla protezione della privacy del mafioso e trattandosi di una italiana poteva mancare l'accenno alla mamma sia pure quella del mafioso sepolto dalla 41/bis ?
"Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E' un abuso! "
Tanto che a palermo e a Bagaria si accendono nelle chiese candele votive in suo onore,si intrecciano novene e giaculatorie,alla Vucciaria i pescivendoli agitano " lu pesce" l'anguilla o il capitone gridando:" non fatela soffrire,dateglielo,abbiate pietà " e diciamocelo francamente,chi non se la ricorda con le sue lacrimuccie da coccodrillo nel campo nomadi dove un anonimo fortunato riusci a mollergli un ceffone ?
L'ignoto eroe oggi è ricercatissimo,credereste forse voi dalla Digos ? Macchè...vogliono conoscerlo un po tutti per esprimergli eterna e sempitura riconoscenza. 
la qual cosa ci permise per qualche mese un pensiero,una constatazione gioiosa :" la Santanchè che fine ha fatto? Si stà cosi bene..." e oggi rieccola fulgida,spietata e splendente come mai prima,con garbo carogna plana come un avvoltoio sulle spoglie agonizzanti di quel poco che resta del diritto,della giustizia.
Le sue recenti zelatissime e farneticanti dichiarazioni sollecitate dal suo Deus,sono soltanto un preludio,a venire:" l'umiliante condizione del detenuto mafioso obbligato ad una castità sessuale inumana,intollerabile,come stupirsi poi se questi esseri umani precipitano nella bestialità..".
Credeteci milioni di onesti indignatissimi cittadini si aspettano queste dichiarazioni cosicchè essi la prenderanno per il bavero per scaravoltarla come diletto sessuale al servizio delle "anime gentili" che con tanto zelo protegge; scommetteci,verranno queste parole,la "signora delle signore" per usare un eufemismo è al servizio delle cause infami,ce l'hanno messa li apposta,appena c'è da supportare l'improponibile,l'innamissibile,l'ignobile su di lei si puo sempre contare almeno quanto si puo contare sulla chilometrica distesa delle sue gambe,che queste si sà all'italiota medio in termini di somministrazione sciropposa male non fà e aiuta a digerire pillore di quotidiana barbarie!
Guardate i link in basso,farci un giro significa infilargli un tronco d'albero nell'occhio alla "Polifema"  piagniucolante e a chi la manda,fatevi tentare,l'orgasmo è garantito!
Parafrasando Ulisse,dovesse chiedervi come vi chiamate rispondete:"...il mio nome è  nessuno o tutti come piace a lei...signora! ".

Firma la petizione sul sito Nobavaglio.it

O puoi metterci la faccia su Facebook



Quella mangia lucertole della Daniela Santanchè,le Gattare la vogliono morta!

ipse dixit “Tutti gli immigrati malati devono essere curati nei nostri ospedali ma una volta guariti, una pattuglia della polizia deve aspettarli all’uscita con il foglio di rimpatrio per mandarli a casa loro. Sapete quanto risparmio ci sarebbe sull’assistenza sanitaria nazionale?”
                                                                   Daniela Santanchè



Da l'Espresso.it

"Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E' un abuso!" . Il sottosegretario per l'Attuazione del programma di governo Daniela Santanché se n'è uscita con una delle frasi più infelici mai usate da un esponente del governo.

E' avvenuto nel corso della trasmissione Mattino Cinque, di cui Santanché era ospite, durante la quale si discuteva del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. "La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l'intercettazione è stata disposta, rappresenta un'inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone" ha ribadito poi Santanché, facendo così capire che la sua non era una gaffe, ma una "meditata" presa di posizione politica.

"La dichiarazione sul diritto di privacy per i mafiosi è semplicemente sconcertante, così come doverosa appare una censura e una presa di distanza da parte del governo" ha affermato Fabio Granata, vicepresidente della commissione antimafia, esponente finiano del Pdl.

"Il sottosegretario Santanché farebbe bene a scusarsi", ha detto la capogruppo del Pd nella commissione Antimafia della Camera, Laura Garavini: "La sua frase è stata quanto meno infelice e rischia di essere un messaggio sbagliato per i criminali. Evidentemente, ha usato parole con leggerezza ma deve dirlo pubblicamente: per ora è preoccupante la sua ostinata autodifesa".

Più dura Sonia Alfano, europarlamentare dell'Idv e presidente dell'Associazione nazionale vittime della mafia: "La signora Santanchè delira e dovrebbe dimettersi subito. Le sue sono parole disgustose".

martedì 18 maggio 2010

Irene, leghista a 15 anni, la Lega Nord se li mangia i gli scolari !

Quelli del carroccio se li mangiano i bambini ?

Fonte

Irene Zanichelli, 15 anni, è la più giovane leghista del parmense (”anche se non sono l’unica adolescente del partito”). Per lei, favorevole al crocifisso in aula e alla castrazione chimica, “chi compie attentati terroristici non può essere portatore di alcuna cultura”. LA VIDEO INTERVISTA
di MARCO SEVERO
Leghista1
La parola ‘musulmani’ non la scrive, si rifiuta proprio. In alternativa usa i puntini di sospensione. Lo fece già in quarta elementare, quando in un tema di storia scrisse che i… non erano una civiltà.  Non transige su questo Irene Zanichelli, 15 anni, la più giovane leghista del parmense (”anche se non sono l’unica adolescente del partito”). Per lei, favorevole al crocifisso in aula e alla castrazione chimica, “chi compie attentati terroristici non può essere portatore di alcuna cultura”.
Fascetta verde al collo, sorriso dolcissimo e sguardo tosto: Irene arriva nella sede provinciale della Lega, in largo Ravanet, accompagnata dalla mamma che dà l’ok per l’intervista. Con loro anche Luca Mantegari, segretario leghista di Sorbolo. Quello di Irene è uno dei volti nuovi, nuovissimi, del Carroccio. Nelle retrovie dell’avanzata leghista – 15 percento nel parmense alle ultime regionali (LEGGI) – ci sono quelli come lei, teenager con Bossi come mito e la “secessione come sogno”. Anche nella rossa Emilia. A Sorbolo Irene è vicecoordinatrice degli under30 leghisti, in casa ha dipinto di verde la sua cameretta e riempito le pareti di sue foto con Calderoli. Altro che Marco Carta e Twilight.  Insieme al karate che pratica da nove anni (cintura blu), è il partito del Senatùr la sua passione: “Da grande sogno una carriera nella politica -  ammette – mi piace molto la sindacalista ‘verde’ Rosi Mauro, mentre a Parma preferisco Corradi a Zorandi”.
Capelli scuri e occhi a mandorla Irene ha qualcosa di mediorientale, ma è meglio non dirglielo: “Non ho nulla contro gli immigrati, purchè siano regolari – dice – e comunque anche quando gli stranieri hanno le carte a posto devono dare la precedenza a noi italiani, non tollero che pretendano privilegi come la costruzione delle moschee”.  Al fianco della ragazza la mamma approva con lo sguardo, anche se pare invitarla alla prudenza. Alla moderazione.
Il compito in classe sul Carroccio – Fece così nel 2005, quando Irene si rifiutò di scrivere ‘musulmani’ su quel famoso tema.  “La maestra – interviene la donna – convocò me e mio marito a scuola, vollero parlarci per capire meglio”. I genitori di Irene sono leghisti ma quel giorno fu scontro con la figlia: “Mamma e papà mi invitarono a ragionare – ricorda la ragazza -  mi dissero che prima di criticare una realtà avrei dovuto conoscerla”. Ma lei niente, non cambiò di una virgola la sua posizione. Di un punto, meglio. Finì con la maestra  costretta a capitolare.
L’anno dopo stessa storia, con un compitino sulla celebre maglietta anti-islam mostrata da Roberto Calderoli al Tg1. Le maestre cominciarono a prendere da parte Irene, che non si lasciò commuovere. Anzi. “Quando Umberto Bossi venne in visita a Parma, proprio nel 2006, gli consegnai il tema in ragalo”. Di quel giorno la ragazza non ricorda molto: “Ero emozionatissima, piangevo”. Dice sua madre che a un certo punto, con un fuori programma, Irene sgusciò via tra le gambe dei bodyguard riuscendo a raggiungere il Senatùr: “Che colpo”.
Da allora nulla è cambiato. Irene Zanichelli è sempre più leghista. Tre i suoi capisaldi: “No all’immigrazione, sì alla tradizione, sì all’autonomia”. E l’Unità d’Italia, su cui ci si arrovella in questi giorni? “Inutile festaggiarla – taglia corto lei – l’unificazione del Paese fu una cosa buttata là, realizzata da Garibaldi insieme a quattro briganti”. Durissima, la Zanichelli. E quasi tetragona. Dice le stesse cose di un Borghezio ma con una calma e lucidità sorprendenti.  Crocifisso e bombardamento degli immigrati? “Nessuna contraddizione, nessun moto egoistico – ribatte impassibile – se gli stranieri non rispettano le regole vanno espulsi”. Idem, in forma e contenuti, sulla castrazione chimica: “Di sera, nelle nostre strade, non si può passeggiare tranquilli – dice – la sterilizzazione chimica è la soluzione ideale”. E poi dicono che Lega e sinistra abbiano un dna comune: “E’ vero solo se parliamo di tutela dei lavoratori – annuisce la Zanichelli  – per il resto, specialmente in tema di immigrazione, siamo ovviamente molto distanti”. Questione di punti di vista. O, forse, di punti e basta.

LE FACCE DEL MONDO I MURI PARLANO

I muri parlano,commentano e si consumano

Premio Sony, dominano i fotografi italiani


Clic sulla foto per accedere alla Galleria fotografica.


 E' il fotografo italiano Tommaso Ausili ad aggiudicarsi l'Iris d'Or del Sony World Photography Awards 2010 nella categoria Fotogiornalismo e documentario, sezione attualità. La serie, dal titolo "La morte nascosta", è stata realizzata dal fotografo in un mattatoio e si era piazzata già al terzo posto nella categoria storie d'attualità del World Press Photo 2010. "Sono onorato di ricevere questo riconoscimento - ha dichiarato Ausili durante la cerimonia di premiazione di Cannes - da quando ho iniziato la serie sulla morte degli animali sento un enorme senso di colpa e questo premio ripara in un certo modo il mio debito". Tra i dodici fotografi professionisti vincitori dell'edizione 2010 ci sono anche gli italiani Paolo Pellegrin, nella categoria fotogiornalismo settore arte e spettacolo, e Tommaso Bonaventura, categoria belle arti, settore ritratti. In questa galleria una selezione degli scatti
© Tommaso Ausili courtesy of Sony World Photography Awards 2010

PANICO IN VAL PADANA LA PADANIA FELIX SCONCERTATA


Mamme-prostitute per crisi  i racconti choc nel Padovano

Il nuovo fenomeno a luci rosse a Limena. Daria (nome di fantasia): "Ho lavorato anni in un allevamento di maiali, visto quello che faccio ora non è poi così diverso". E aggiunge: "Le donne italiane che si prostituiscono per colpa della crisi sono tante. Non si notano perché molte lavorano in casa"

Un reportage passato da poche ore su "Arte" l'emittente franco tedesca evidenzia gli exploit dell'economia brasiliana,un paese ricchissimo,possiede di tutto,non sto a citarvi la solita lista,quello che vi dico è che ogni ora nasce un nuovo miliardario,ogni ora decine di migliaia di brasiliani all'estero rientrano in patria per poter godere dell'esplosivo,travolgente boom economico.
Ora direte voi:"ma questo lo sappiamo,che c'entra con la padania?"
Ebbene c'entra eccome di fatto i viados,i travestiti cosi amati dai padani tornano a casa,non neccessariamente per proseguire l'attività ma per investire i loro sudatissimi risparmi,diciamo qualche miliardo di euro (...) Naturalmente il fenomeno non emerge solo nella pianura Padana.
Il fatto è che da qualche tempo il Putan-tour degli affezzionati alla pratica bucolica finiscono in bianco,tutto sommato un risultato che dovrebbe entusiasmare i bigotti,i benpensanti e i fautori delle strade alla"svizzera".
Cosi non è perchè pare che tra i moralisti padani ci sia una lussurreggiante clientela affezzionata al viados e lo so,lo so anche a sinistra come il caso Marrazzo ha dimostrato mà a risentirne sensibilmente sono oggi i padani,veneto compreso (...) si calcola che tra meno di due anni la bucolica attività sparirà letteralmente dalla circolazione,un peccato perche le metropoli senza i protagonisti dell'Eros e della trasgressione unisex torneranno ad annoiarsi.
 
Image and video hosting by TinyPic


Clic sulla foto per accedere alla Galleria fotografica.

Silvio berlusconi parlando di Fini ebbe a dire:" Eravamo culo e camicia poi cominciammo a litigare su chi doveva fare la camicia ! "

Parlando di Fini ebbe a dire:" Eravamo culo e camicia poi cominciammo a litigare su chi doveva fare la camicia !
Ve l'ho più volte detto questo è un blo d'arte,satira e politica resistenziale,ha ha ha ha ha...

Da quando si è diffusa la voce che porta fortuna non sono pochi i parlamentari che vi si recano in pellegrinaggio,forse complice l'aria che tira in Italia nella compagine governativa,i sondaggi danno segni di un mortificante declino dell'amore degli italiani,come si sà sono i soliti ingrati,la scusa ufficiale è una visita con i bambini al Prater di Vienna (la grande ruota panoramica) ma in realtà appena possibile con la classica scusa del : "scusa cara mi hanno invitato per un aperitivo" è tutto un giungere sul posto di deputati e parlamentari non pochi di prima nomina (...) e indovinate un po tra i primi ad accorrere c'era Gasparri !
Una indiscrezione dice che un po per sfottere una certa smaccata emulazione Silvio berlusconi dica di esserci stato e altri narrano che una volta al bancone abbia incominciato a sciorinare alcune delle sue battute più riuscite,eccovene una e mi raccomando,lui di questa possiede il diritto d'autore :Un tizio cerca un cavallo a poco prezzo. Va da un venditore e gli dice: "Ne avrei uno, ma ha un difetto: per farlo galoppare bisogna dire CULO e per farlo fermare bisogna dire MERDA !". Il prezzo e' buono e cosi' il tizio compra il cavallo. Una volta arrivato fuori citta' vuole lanciarlo a tutta velocita': "CULO CULO CULO CULO ..." Il cavallo galoppa sempre piu' veloce " CULO CULO CULO ..." ancora piu' veloce ! A un certo punto il tizio si accorge che sta avvicinandosi a un burrone e vuole fermarsi. "Ach ! Com'e' che dovevo dire ? CAZZO...". Niente, il cavallo continua. "CACCA, FIGA, TETTE... " ma il cavallo continua. Vedendo avvicinarsi il burrone il tizio esclama:" AHHH... che MERDA !". E udita la parola il cavallo si ferma di colpo proprio sul bordo del precipizio. Il tizio guarda di sotto e con un sospiro di sollievo dice: "Ah... che CULO !"....



Rectum Bar
Rectum Bar
Rectum Bar
Rectum Bar
Rectum Bar
Rectum Bar
Il Rectum Bar realizzato da Atlier Van Lieshout è situato a Vienna ed è un'opera d'Arte Contemporanea (quella sottile ironia che pochi capiscono perchè per riderci su bisogna aver fatto l'università!) presentata in diverse biennali ,è un vero e proprio Bar e interpreta in modo anatomicamente corretto l'apparato digestivo dell'uomo,la sua forma è universalmente riconoscibile,comincia per la lingua e continua con lo stomaco e poi passando per gli intestini sfocia nella parte finale l'Ano amplificato ad una taglia gigantesca,è ugualmente dotato di un ingresso e di una uscita di sicurezza. 
  Credit barzelletta