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martedì 18 maggio 2010

Decreto salva nazisti. Il governo cancella il risarcimento alle vittime


Vi lasciamo con l'ultima perla di "RE" Silvio da Arcore e della sua corte di giullari e veline!
Buona notte!

Per decreto legge. Con un atto dettato da chissà quale urgenza, il governo Berlusconi - per tenere buona la Merkel (con la precarietà dei nostri conti pubblici non si sa mai) - decide di cancellare il diritto al risarcimento dei superstiti e dei familiari delle vittime delle rappresaglie naziste degli ultimi anni di guerra e dei deportati nei campi di lavoro in Germania.

Infatti, con il decreto legge 63 firmato il 28 aprile da Silvio Berlusconi, di concerto con il ministro guardasigilli, Angelino Alfano e con il capo della diplomazia, Franco Frattini, il governo italiano passa un colpo di spugna sul diritto delle vittime di ottenere i risarcimenti dovuti dalla Germania ritenuta - da più sentenze di Tribunali: civili e militari - responsabile civile degli efferati eccidi compiuti dall’esercito regolare del Reich e dalle SS.

Una vera e propria beffa, dunque, per chi ha perso un parente nell’eccidio di Civitella (29 giugno ‘44 per mano della divisione Herman Goering morirono 244 persone) e per quelli di Distomo, in Grecia (10 giugno ‘44: le SS massacrarono 218 persone tra cui 34 bambini) a cui la Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza del 21 ottobre 2008, aveva riconosciuto il titolo ad un risarcimento “per danni morali” per complessivi 50 milioni di euro.

Una beffa, ancor più grave - se possibile - per gli oltre 200 deportati nei campi di lavoro in Germania che in quasi cinquanta processi (in corso) hanno accumulato richieste di risarcimento per oltre 20 milioni di euro.

Tutto finito, tutto bloccato. Anche i titoli già azionati grazie al pronunciamento della Corte d’Appello di Firenze che - il 25 novembre 2008 - riferendosi ad una sentenza del ’92 con cui la Corte Costituzionale stabiliva che “uno Stato responsabile di crimini di guerra, pure se commessi in altri paesi, poteva essere sottoposto a rispondere in Italia, con i beni che vi possiede”, respingeva il ricorso dei governi italiano e tedesco e confermava l’ipoteca emessa su Villa Vigoni, un immobile sul lago di Como - sede del centro studi italo-tedesco - di proprietà della Repubblica Federale Tedesca.

Insomma, tutto stoppato dal decreto “salva nazisti” - composto da appena tre commi - che “per mettere fine alle tensioni nei rapporti internazionali” sospende, con il primo comma, “l’efficacia, dei titoli esecutivi nei confronti di Stati esteri nel caso sia pendente un giudizio dinanzi alla Corte di giustizia internazionale”. Probabilmente è solo un caso ma la Germania, appunto, ha chiesto ai giudici dell’Aja di sospendere il pignoramento dei beni individuati per risarcire le stragi del giugno ‘44.

Ma di più, come è solito fare questo Governo, il secondo e il terzo comma vanno oltre e sanciscono da un lato la non proposizione e la sospensione “dei procedimenti esecutivi e/o conservativi basati sui titoli la cui efficacia è sospesa ai sensi del comma 1” e, dall’altro, l’applicazione della sospensione “anche ai procedimenti in corso ed ai titoli esecutivi perfezionati alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Fatto! Rien ne va plus, les jeux sont faits! Tutto fermo fino alla sentenza della corte dell’Aja a cui la Germania ha chiesto - non essendo proponibile il ricorso contro la sentenza della Cassazione - di dichiarare illegittimo l’ordine di pagamento sostenendo che il comportamento sovrano degli stati è protetto dalla cosiddetta “immunità statale” e che se non fosse così ci sarebbe una “incertezza globale sulla posizione legale” degli Stati.

Un concetto questo, su cui sembra concordare - in modo alquanto schizofrenico - il Governo italiano che, mentre continua a pagare pagare (giustamente) i danni dei crimini commessi dall’Italia fascista in Libia, nella relazione al provvedimento, invece, evidenzia come: “i provvedimenti esecutivi, adottati in pendenza di un giudizio sulla legittimazione dello Stato all’azione presso un organismo sopra nazionale, da un lato hanno una profonda ricaduta sul piano delle relazioni internazionali e dall’altro ingenerano delle legittime aspettative degli attori destinate ad estinguersi in caso di sentenza favorevole all’istanza dello stato estero o dell’organismo internazionale”.
Come a dire: non solo ci fate litigare con i tedeschi ma, se la Germania ha ragione i soldi vanno resi”.

Intanto, il decreto è al vaglio della III Commissione (esteri) della Camera per la conversione, ma i problemi sono subito venuti al pettine - primo tra tutti la legittimità dell’urgenza - tanto che il termine per la presentazione degli emendamenti e il voto sono già slittati alla settimana prossima. mentre l’opposizione, con il capogruppo del PD, Francesco Tempestini, chiede al governo di “fare chiarezza su almeno due punti”.

In primo luogo in relazione ai lager e alle stragi “perché - dice Tempestini - così blocchiamo tutti i ricorsi, anche quelli futuri”. In secondo luogo perché il decreto fa un clamoroso autogol. “Prendiamo, per esempio, - afferma ancora il capo gruppo PD - il caso di un Paese straniero che come l’Argentina dichiara bancarotta: blocchiamo i risarcimenti in favore dei cittadini italiani che hanno i suoi titoli di Stato?”.

Sulle responsabilità dei due governi, invece, interviene il capogruppo PD in commissione politiche Ue, Sandro Gozi che, evidenziando come il governo italiano faccia “correre un rischio gravissimo alle vittime del nazismo lasciandole senza tutela” esprime sconcerto “in quanto - dice - è sorprendente come due paesi uniti in Europa non riescano a trovare soluzioni migliori”.

lunedì 17 maggio 2010

IL VERGOGNOSO SCANDALO DELL'AFFARE RAI TRA VATICANO E SERVIZIO PUBBLICO SVELATO

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Prepariamoci,voi;perchè io il televisore l'ho fatto volare fuori dal balcone,suo malgrado ha scoperto l'intollerabile peso della forza di gravità,disintegrandosi!
L'agonia della RAI è lunghissima,stando a quanto riferisce "Byoblu" (qui sotto) avremo una caterva di  feuilleton telefilm,documentari,biblismi,esperti in fioretti,conferenze,incontri,momenti di preghiera e quant'altro,per intenderci sulla falsa riga del don Matteo,Maresciallo "carramba che sorpresa",della suora investigatrice,le vite dei Beati e persino le avventure di un insegnante di religione o la TV dei ragazzi "tutti chierichetti" (...) non senza il contorno a raffica e ben oltre le domeniche della superstar Benedetto XVI° il quale ci farà la grazia mediatica della bi-tri-locazione su tutti i canali privati e pubblici e una 24 ore in collegamento continuato in esclusiva in caso del suo funerale !
Ovviamente questa invasione è pagata con i quattrini dei contribuenti e degli abbonati,la cessione di un cospicuo numero di spazi alla CEE,nei telegiornali ovviamente in sfregio al valore universale della laicità (...) sancito nella costituzione,in cambio: facile supporlo,di una complicità poco ostentata,discreta,sotterranea e specificatamente con una certa distrazione da parte delle istituzioni di controllo quando si fanno affari sporchi, con di tanto in tanto una roboante contestazione della politica sulla sicurezza del governo,un bricciolo di carità e di tolleranza non la si nega a nessuno!
Poi per una pura coincidenza sembra che Byoblu sottintenda che "l'obolo" solidale finisca in un qualche modo nei risarcimenti dovuti alle vittime della pedofilia,a dire la verità un vero terrificante salasso (...) se è cosi siamo arrivati al punto di pagargli anche le trombate!!!
(Senza nessuna offesa per le vittime)
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Qui siete videosorvegliati e video "benedetti" ha ha ha ha
 BYOBLU-La Rai, il servizio pubblico pagato con i soldi di tutti che impegna oltredueterzi della sua programmazione al servizio della fede cattolica (in barba al Trattato di Amsterdam),  ha lanciato un accorato appello: ha chiesto di inviare un sms al Papa per testimoniargli solidarietà in relazione ai recenti attacchi subiti dopo le ingiuste e callunniose accuse di copertura e occultamento dei preti pedofili.
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 Manda anche tu un messaggino di solidarietà al Papa. Il giorno del giudizio universale varrà quanto quattro Ave Marie e un Padre Nostro, all'incredibile costo di 15 centesimi di euro (iva inclusa). Se consideri quanto costavano le indulgenze di una volta, è un vero affare!
 E se hai summer card, ti salvi l'anima gratis e la salvi anche a tutti i tuoi amici!

                       33 51 86 30 91





Fate un cli qui per visitare BYOBLU E UN AMICO

Lettera di un cittadino qualunque a Silvio Berlusconi 12.000 visite in 24 Ore !!!


Lettera di un cittadino qualunque a Silvio Berlusconi [grandiosa, da leggere assolutamente]
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Cari amici 
ho ricevuto, non so da chi, la seguente lettera.
E' un po' lunga, ma riassume bene tutti i motivi che mi fanno sentire a
  disagio nell'accettare che che il nostro paese sia guidato e
rappresentato dal signor Berlusconi.
Un saluto a tutti.
 Signor Presidente,
 Lei si è chiesto ed ha chiesto ai suoi più stretti collaboratori:"perchè
  mi odiano?"
 Io sono un signor nessuno, uno dei sessanta milioni di italiani senza
  volto e senza nome, buoni solo per comparire come unità statistiche nelle
rilevazioni demografiche. Comunque, visto che lei ha fatto una domanda,
  per quello che conta il mio parere, vorrei risponderle. Io sono tra
  quelli che la odiano, nel senso che non la amano.
  Intendiamoci: trovo l'odio un sentimento disdicevole. Ho ricevuto
  un'educazione cristiana, sebbene l'abbia rinnegata; però certi valori mi
  sono rimasti dentro. Nella mia vita ho cercato di essere sempre dalla
parte dei deboli e di trovare mille attenuanti per chi ha sbagliato.
  Eppure nei suoi confronti provo un "non amore" irrefrenabile.
Stia tranquillo: sono un uomo di pace: faccio fatica anche ad ammazzare
  le mosche;perciò il mio odio non si tradurrà in altro che in un desolato
  isolamento. Scuoto la testa e da lei traggo insegnamento, per me e per i
  miei figli, di quanto non sia esempio da imitare.
Lei non conosce me, ma io conosco lei, dai tempi in cui ella era un
  oscuro costruttore edile quando, sindaco Carlo Sangalli (ora Presidente
  della Camera di Commercio di Milano) fondò l'Edilnord e iniziò a
  costruire a Brugherio. Ricordo le sue liti con la civica amministrazione
  di quella città per gli abusi edilizi e come, già allora, avesse il vezzo
  di ottenere con la prepotenza quello che non avrebbe potuto ottenere
  secondo la legge. Poi l'ho seguita nella sua avventura con
  Telealtomilanese e ancora con l'avvio delle Sue reti televisive. Ricordo
  la legge Mammì, ricordo Craxi (che ho conosciuto di persona) e gli
  indebiti favori che ella ha ricevuto e ricambiato con sostanziose
  tangenti.
  La conosco, Signor Presidente: abito a cento metri in linea d'aria dagli
  studi di Mediaset ed a un Chilometro da Milano Due, che ella ha
  costruito. Non parlo per "sentito dire" ma perchè ho testimonianza
  diretta di quello che Ella è.
 
  Devo dire che la Sua, non fosse una figura moralmente indecente, sarebbe
  da ammirare per la genialità: non ha sbagliato nulla. E' partito con una
  piccola impresa, a debiti e con finanziamenti di cui lei non ha mai bene
  rendicontato ed ha costruito un impero, con fredda logica e con assoluta
  lungimiranza. Lei dice che è entrato in politica nel 1994; non è vero.
  Lei ha preparato il terreno molto, molto prima. Lo ha fatto comprando il
  Milan, con le sue televisioni.
  Più che merci lei ha comprato coscienze.
  Lei ha compreso molto bene cosa sia il marketing e quali siano le
  tecniche di vendita. Non fa mai nulla che non abbia un riscontro positivo
  nei sondaggi.

  Per lei non ha valore morale quello che fa: ella non è il "Principe"; ha
  un disegno preciso, che coincide col suo interesse personale. Però ha
  capito molto bene che, per avere consenso, deve azionare delle "leve",
  che corrispondono ai processi di immedesimazione di emulazione.
Lei ha trasformato un perdente in un vincitore, un debole in un forte, un
  povero in un ricco; e questo è il suo autentico miracolo. Tutto nella
  finzione, ovviamente.
Però, e anche questo è un Suo "merito". Lei ha saputo rendere labile il
  confine tra realtà e finzione. Lei è "nudo", come quel famoso Re; eppure
  lo stuolo di cortigiani e di folle osannanti che la seguono sono pronti a
  giurare che ella sia bello, invincibile, munifico.
Dal Principe di Machiavelli ha sicuramente imparato una cosa: il fine
  giustifica i mezzi; ecco perchè non è mai andato per il sottile. Per lei
  Lo Stato è un'azienda, la cultura un optional, la povertà un
  "inconveniente" come arditamente l'ha definita.
Lei ha capito bene, come il Mefistofele che "la moneta cattiva scaccia
  quella buona" e, più ancora, che se getta a terra una manciata di monete
  la gente si accapiglierà per raccoglierle.
  > Lei, da perfetto populista si appella al popolo perchè ratifichi le sue
  scelte. Ma cos'è il popolo, chi è il popolo? E' forse un monolite che,
  unum corde, prende decisioni all'unisono? No, lei lo sa benissimo, perchè
  è contornato da statistici, che il popolo non esiste se non come somma di
  tante unità che compongono l'insieme.
  Lei sa che si compone e si scompone in continuazione e perciò ha bisogno
  di suggestioni in cui riconoscersi. Il popolo è:
* quello che pochi giorni prima gridava " Osanna al figlio di David" e ,
poco dopo urlava a Pilato: "Libera Barabba".
* quello che sotto il balcone di Palazzo Venezia urlava in delirio per il
  Duce che annunciava la dichiarazione di guerra alla Francia e poi, dopo
  vent'anni sputacchiava il cadavere del duce nella polvere, prima che
  fosse appeso a un distributore di benzina.
* quello che al nord odia i "terroni" e al sud odia i "polentoni";
* quello che si divide negli stadi, che si divide su tutto, che perde le
  staffe quando è in coda, quello che cerca di non pagare le tasse e,
  potendo, porta i denari all'estero.
Lei ha saputo trarre il peggio da questo popolo e ha fatto leva sui suoi
  peggiori istinti. Ha contribuito grandemente ad affossare la nostra
  cultura a fare di questo paese, una volta perla della civiltà, patria
  della pittura, della scultura, della musica, un paese a rimorchio della
  peggiore cultura altrui.
  Le soap opera, i programmi violenti e dozzinali che le sue televisioni
  somministrano al popolo, hanno contribuito grandemente a distruggere quel
  patrimonio di saperi che hanno fatto dell'Italia uno dei paesi più
  ammirati nella storia della civiltà.
*Lei ci ha lasciato il cafonal, l'idea che bisogna a tutti costi
  primeggiare, essere vincenti.
*Ha convinto i poveri e gli stolti che la fortuna può "baciare tutti" e
  che i cieli siano sempre azzurri: basta solo essere ottimisti.
* Ha definito la politica un teatrino, cancellando, con questo giudizio,
  secoli di civiltà ereditati dall'ellenismo, dal continuo interrogarsi
  dell'uomo sulla società, sui suoi poteri e limiti in rapporto ai diritti
  dell'individuo.
* Si è preso burla della civiltà giuridica, ha definito i giudici
  "persone mentalmente disturbate". Ha spiegato a milioni di italiani che è
  meglio "avere" che "essere".
 
  * Ha insegnato che non serve rispettare le regole; anzi: se queste non
  corrispondono ai tuoi personali disegni fai in modo di cambiarle.
  * La Casa di tutti l'ha trasformata nella casa dei vincitori, a qualsiasi
  costo e a qualsiasi prezzo, anche quello della indecenza.
* Ha insegnato agli italiani che la corruzione, il rampantismo, lo
  sgomitare per farsi largo sono la via giusta per affermarsi e che il
  diritto e la ragione sono solo armi per i deboli. Vae victis.
Ecco perchè non la amo signor Presidente, perchè lei è l'opposto di tutti
  quei valori in cui credo, che sono l'onestà, la sussidiarietà, la
  solidarietà, l'altruismo, la compassione, la valorizzazione dei saperi,
  delle bellezze naturali e artistiche di questo grande e meraviglioso
  paese. Non credo nel demonio Signor Presidente, ma se esistesse avrebbe
  il suo volto. Detto questo provo pena per lei che è stato colpito nel
  fisico da un atto sconsiderato.
  Io, da perfetta nullità, ho solo un'arma per poterLa colpire: il voto.
  Purtroppo subirò il suo potere, indifeso come sono d'innanzi alla sua
  forza devastatrice. Ma me lo consenta: di quello che lei fa, non c'è
  nulla di fatto in nome mio.
  Con disistima
  Lettera firmata

 
http://ups.imagup.com/08/1268521155.gif

LOTTA DURA CONTRO IL GOLPISTA!!! BASTAAAAAAAAA



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GLI IMBUCATI ANTIFASCISTI E LA SORPRESA, COME GUASTARE DEMOCRATICAMENTE UNA FESTA "CHIC"

Lo spot della Lega Nord sulla "sicurezza" Lo stupro paga sopratutto chi se ne serve!




Provero a interpretare,decodificare questo spot e a far emergere i sensi,i messaggi nella dinamica della "persuasione occulta" che vengono giocati...

Comunicazione,persuasione occulta,verranno di notte,vengono sempre di notte in un momento in cui siete indifesi perchè noi non ci siamo,non siamo li a proteggervi (...) un che dell'estorsione,non potrete dormire tranquilli,peggio,viene sottintesa la minaccia dello stupro statisticamente negli annali della criminalità un fatto rarissimo,la comunicazione sottintende anche una grave minaccia al proprio eros,non solo il rischio di stupro mà anche una minaccia seria al proprio accesso alla felicità (...)

Ancora,la comunicazione si indirizza ad un ceto medio benestante,notoriamente residente in ville fuori dai centri abitati o residenziali,non alle persone che abitano in comunità come il condominio o condividono l'appartenenza ad un quartiere,sempre il carroccio dà la caccia al consenso proveniente dalla marginalizazione delle campagne e dei piccoli centri abitati,naturalmente pesca anche le sue prede nell'alienazione cittadina (...).
E noto che fatti di cronaca violenta legati ai furti in ville di organizzazioni criminali italiane e albanesi seminarono letteralmente il terrore in lombardia (se ben ricordo) la comunicazione vuole rievocare quei fatti facendoli emergere alla consapevolezza (inconscio collettivo) solleva l'attenzione su quell'eco sedimentatosi nella angoscia segreta del profondo,lo scopo è generare ansia a cui poi la Lega somministrerà un enfatico starnazzante isterico lenimento.

"temevo facessero male ai bambini" la semantica è quella del parlato,preso di pari passo da un fatto reale,un vero fatto di cronaca e principale terrore della madre,di qualunque madre,gran parte di questa comunicazione,persuasione occulta è mirata sul pubblico femminile (...) è il terrore dei terrori,negli annali della criminalià si registrano in mezzo secolo un numero di casi inferiori alle dita di una mano e  qualche decina di casi di minacce esplicite ai bambini.

Successivamente lo spot,la comunicazione rievoca nell'ascoltatore,nel pubblico una condizione di impotenza,di fragilità estrema e impossibilità a difendersi,viene continuamente sventolata in primo piano un arma la quale si riallaccia alla rievocazione del più classico video-games spara tutto (...) serve ad ampliare la misura della possibile offesa che potrebbe colpire lo spettatore,infatti negli "sparatutto" la strage non è semplicemente un massacro mà un olocausto!

Il messaggio è implicito,la civiltà che è in pericolo...tecnicamente per accendere l'immaginazione,per eccitare l'inconscio basta una scintilla,non c'è mica bisogno dei sottotitoli !

"Ci hanno preso i risparmi" vuole rievocare tutta una serie di paure,di terrori,semanticamente i risparmi non dovrebbero trovare collocazione il una abitazione o in una villa ma in una banca!

Va da sè che i maligni potrebbero pensare ai materassi del leghista...ipotesi plausibile vista la poca fiducia che hanno nelle banche,il fatto è che sono terrorizati,il secolo (liberista) che corre troppo lo sanno,non fà prigionieri!
Qui si vuole ancora per l'ennesima volta amplificare a massimo l'angoscia,il sentimento di insicurezza,la paura toccando tutte le corde dell'angoscia esistenziale..."hanno rovistato dappertutto " stà a significare certo che hanno cercato beni da rubare ma soppratutto per l'ennesima volta lo stupro,infatti la scena regina è sempre la camera da letto (...) e "rovistare" è sinonimo di frugare,nel profondo suona assieme allo scorrere della scena: violazione della propria personale intimità (...)

"Ci hanno rubato tutto " sottintende tutto,alquanto inverosimile quantunque si voglia accendere e presenziare,rievocare la paura del furto,dell'aggressione e lo stupro (di nuovo) della memoria del passato strettamente legata all'identità,stupro perchè la comunicazione passa per "ci hanno rubato l'anello di fidanzamento...",rievoca soppratutto nell'identità femminile la perdità della purezza e la conseguente marginalizazione che il clan,la famiglia applica alla vittima,qui la Lega si riallaccia surrettiziamente alla classica emarginazione legata ai delitti d'onore,sottinteso aiutaci a proteggerti altrimenti noi non ti proteggeremo dalla tua stessa famiglia...dopo!


Questa comunicazione,questo spot è stato concepito da un professionista del settore,qualcuno che ha capito bene qual'è l'audience su cui si esercita questa spregevole vigliacca campagna di proselitismo mediatico.
Fuor di dubbio che anima questa campagna una pulsione di dominio deliberatamente votata all'odio quale sentimento facilmente manipolabile e a costi irrisori (...) concedici la tua fiducia,paga il "pizzo" elettorale che noi ti proteggeremo,qualcosa di equiparabile al racket della comune criminalità!
Suppongo che decine di emittenti l'abbiano trasmesso,quello che è certo è che c'è una accesa similitudine con la comunicazione neaonazista e vi rammento Forza Nuova la quale del terrore dello stupro fà uno dei suoi cardini comunicativi. 
Curiosa coincidenza non vi pare? 
Poi se date una occhiata a certe note di Goebels allora avete capito tutto.



Stamattina in meno di un ora la claque isterica e starnazzante di estrema destra presente in OKNOtizie si è gettata su questo post,poca discussione e il solito trolleggio disincantato (...) pero una cosa non hanno mancato di farla:hanno rilanciato lo spot motivandolo come giusto e chiarificatore di un certo stato di cose (...) rifiutando la pur minima constatazione attinente alle dinamiche dello stesso,cioè la persuasione occulta celata in questa spregevole insulsa diabolica comunicazione che incita all'odio razziale criminalizando surrettiziamente gli "stranieri".

Economia dello stupro e della razza

Gli stupri rappresentano uno degli argomenti che vengono utilizzati per motivare il razzismo della nostra società. Nessuna cura per le donne stuprate se non sono funzionali alla politica, a chiunque. Nessuna cura per le loro reali esigenze o per le esigenze dei cittadini e delle cittadine


Il 10% degli stupri nel paese sono attribuibili alla Lega Nord,ecco perchè....gli altarini svelati della Padania Felix

 Non più del 10% degli stupri commessi in Italia sono attribuibili a stranieri. Lo stima l'Istat. Secondo l'istituto di statistica, il 69% degli stupri sono opera di partner, mariti o fidanzati; solo il 6% sono opera di estranei. Se anche considerasse che di questi autori estranei il 50% sono immigrati, si arriverebbe al 3% degli stupri, ha sottolineato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'Istat.


LINK CONNESI AL POST NEL BLOG 





LA LEGA NORD,LA PORNOGRAFIA,NUOVI GUSTI E CONSUMI DELLO SCOPA PADANO. UNA RIVOLUZIONE  TUTTA ITALIANA: TRASFORMIAMO IN PUTTANE L'EX,L'AMICHETTA,LA NIPOTINA,LA VICINA E LA CUGINETTA,L'EROS CANNIBALE DELLA DESTRA MOLTO SADOMASOSEX E POCO CELODURISTA!

domenica 16 maggio 2010

MARIO VARGAS LLOSA? FALSA L' INTERVISTA O UN CRETINO FATTO E FINITO?

Pablo Picasso diceva dei suoi connazionali gli spagnoli: 
".....al mattino vanno alla messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello !  "
Chissà se vale anche per Mario Vargas Llosa noto scrittore spagnolo ?

La dinamique du plaisir dan la famille
"Eros et Toros" nature blessé
Come se ciò non bastasse, perfino la Chiesa Cattolica non condanna questi spettacoli, al contrario, è consuetudine che le corride siano fatte in "  onore dei santi con l'approvazione del clero. 
La verità è che non esiste alcuna giustificazione morale per rifiutarsi di prendere in considerazione la sofferenza di un essere vivente, sia esso umano o non umano. Gli animali sono esseri senzienti che provano gioia, felicità, paura e dolore, proprio come gli esseri umani. Non abbiamo alcun diritto di farli soffrire per il nostro "divertimento. Se qualunque tortura inflitta ad un animale merita di essere condannata, le corride sono il peggior tipo di tortura perché sono fatte in nome dell'intrattenimento. Dobbiamo smetterla di torturare gli animali e dobbiamo fermare per sempre questi spettacoli di brutalità e violenza. 
"    Un piccolo passo separa coloro che torturano gli animali e infliggono loro sofferenze, dal fare lo stesso sui propri simili  "   


In una città francese (amante delle Corride) ho fatto nel 2008 una mostra che non è stata molto apprezzata,semplicemente perchè trattavo il tema della Tauromachia in termini filosofici e cedendo in nulla al mito della Corrida,tanto apprzzato daMario Vargas Llosa,una pseudo cultura,una barbarie indegna del nostro tempo,mi lascia qualche perplessità il fatto che Picasso abbia abbondantemente celebrato nella sua opera il tema anche se si dice che era piu una metafora personale e infatti lui lo dice si identifica con il Minotauro "...se unite una serie di punti,luoghi e storie,vissuti della mia vita vedrete che ne esce il disegno di un Minotauro".Tra le altre cose Picasso diceva che gli spagnoli "...al mattino vanno a messa,al pomeriggio alla Corrida e alla sera al bordello...",Picasso riconobbe d'essere nato dentro la Corrida e la identificava come una componente della sua identità capace di ispirarlo,rammentate il toro nel "Guernica"?
Il tratto Realista,la metafora del popolo ribelle amante della libertà etc,
A suo tempo questo mi fece riflettere e finii con l'identificare nella Corrida una liturgia purificatrice di marca cristicola roba tipo il dolore ti redimerà (...) il toro che notoriamente è il simbolo dell'Eros umano,della sua potenza,della sua incontenibile irruenza viene accostato dal pensiero cattolico sacrificale-dolorista-sessuofobo al diavolo,al peccato,al male mentre il Toreador è l'eroe stoico,epico,puro nella fede che con grazia,leggiadria,armonia e virtu uccide la "bestia" in un rituale salvifico,esorcizzante e purificatorio...!?
Tutto questo non è altro che una rievocazione di culti sacrificali dell'antico mondo pagano (...)
Monda i suoi peccati,le sue trasgressioni e celebra le virtù della fede...Non per niente i segni della croce e i crocefissi nelle arene si sprecano,un po di superstizione non guasta,stanno li pure per scaramanzia,ma meglio sarebbe se ci mettessero il mago Otelma.
Ovviamente le cose stano in un modo un po piu complesso,il rituale della Corrida è anche una eredità del mondo pagano primitivo,quello in cui si sacrificava alla divinità dal primogenito (Cartagine) alla bestia piu bella donata al Dio crudele e geloso (Abele e Caino). 
Eredità presente anche nel "libro dei libri" la Bibbia allorchè il "buon Dio" chiede a un padre di dimostrargli la sua fede sacrificandogli il figlio prediletto ('episodio è noto e non serve che lo rammenti).Insomma una vecchia abitudine quella di far scorrere,imolare il sangue in segno di devozione.
Sospetto pure che si volle con la "Cristicola" Corrida cancellare le tracce del culto di Mitra,culto che aveva al centro il Toro e godeva di un grande successo nell'Impero Romano (...)
E curioso che un fatto legato allo scorrere del sangue e al dolore possa assurgere a cultura e nascondersi dietro il paravento della tradizione (...)
Sul piano simbolico stupisce che il machismo degli spagnoli ed il loro Eros personale trovi nel toro un degno nemico !
Il malinteso in cui precipitano letteralmente ingannati dal pensiero "cristicolo" se svelato il lato analittico,psicologico ci dice di un rito di auto-castrazione affettuato dall'uomo contro il simbolo del suo stesso Eros!
L'uomo popola il mondo di sensi e matafore,tutto è simbolo e l'insieme di questi nel profondo intereagisce ed emerge nelle "culture".
Bravi,complimenti e tutti a casa!
Oggi la Corrida alle notizie che mi pervengono si svolge piu che altro per un limitato pubblico di turisti di cui la meta non resiste e vomita prima della fine dello spettacolo!
Uno zoccolo duro di affezzionati e fanatici resiste (arrivano a produzze testimonianze medico veterinarie che affermano che l'animale non soffre perchè privo di anima!),sia in Spagna che in Francia ferocemente contrastati da varie organizazioni animaliste.
Da ultimo ho notato come Corrida faccia rima con alcool (una pura "coincidenza" annegare il dolore per 'Eros perduto proprio nell'alcool... scorre a fiumi (ne sono stato testimone e lo spettacolo è impressionante tantopiu che realizata la castrazione rituale del simbolo dell'Eros (il toro) a tarda notte quando la Feria finisce tutti vanno in bianco,felici e contenti,meno i tori ovviamente,complice l'alcool direte voi...
Ditemi bravo perche sono stato breve e conciso.
Vi allego due dei miei quadri che parlano della Corrida e dell'EROS,magari mi dite se vi piacciono.
Venendo a Mario Vargas Llosa quando dice:
"  Vietare le corride, oltre a un oltraggio alla libertà, è anche giocare a fare finta, rifiutarsi di vedere a viso aperto quella verità che è inseparabile dalla condizione umana: che la morte ronza intorno alla vita e finisce sempre per sconfiggerla; che, nella nostra condizione, entrambe sono sempre intente in una lotta permanente e che la crudeltà — ciò che i credenti chiamano il peccato o il male— fa parte di essa, ma anche così la vita può essere bella, creativa, intensa e trascendente. Proibire i tori non attenuerà in nessun modo questa verità e, oltre a distruggere una delle manifestazioni più audaci e appariscenti della creatività umana  "
Mi fà letteralmente sobbalzare sulla sedia,sembra un passo preso di pari passo dagli Ignobel e indegno di un grande  della letteratura quale lui è.
Mi perdonerà se liquido questo suo passo,paragrafo con una citazione lapidaria del nostro Gabriele D'Annunzio "Non ha nulla da insegnare chi ha molto sofferto ! " parafrasandola si potrebbe dire che non ha nulla del fatto culturale un momento di tortura e sofferenza e che men ci frega che ci siano persone capaci di trarre godimento da questo genere di rappresentazioni primitive che nei secoli hanno prodotto canoni estetici equiparabili al nazismo.
Non solo un fatto è nutrirsi (...) sia pure torturandolo un animale e un'altra cosa è nutrire il nostro universo simbolico del profondo,la nostra cosmogonia simbolica con atti e episodi di sofferenza inflitta gratuitamente,e ancor meno lecito accettare surretiziamente il fatto esorcistico (...) della Corrida,se hanno paura non hanno che da rinchiudersi in casa!
Esso interpreta la vita in termini esculsivamente doloristi,roba da "valle di lacrime" cristicola...puro Pensiero Magico,spazzatura,superstizione impastata di sadomasochismo! 
 Poi insiste :"....riorienterà la violenza ristagnata nella nostra condizione verso forme più crude e volgari, e magari verso il nostro prossimo. In effetti, perché inferocirsi contro i tori se è molto più eccitante farlo con i bipedi in carne e ossa che, per di più, strillano quando soffrono e in genere non hanno corna? " a suggerirci che abolita la Corrida fatto altamente "pedagogico" nelle dinamiche della non-violenza potremmo ritrovarci a praticarla su di noi una certa forma di violenza!
Lucido delirio e distrazione,a voi l'arduo quesito...
La Storia sembra non avergli insegnato nulla;nè quella di ieri nè quella che imperversa sotto i suoi occhi solo che accenda il tubo catodico o il pc!
Questa ntervista del  "El Pais" ripresa dal Corriere della sera.it che allego qui sotto potrebbe benissimo non essere mai stata rilasciata da Mario vargas Llosa,è talmente cretina da sembrare inverosimile,un falso,come è accaduto di recente da noi (...) io propendo per questa ipotesi,qualcuno più cattivo di me indagherà,almeno spero.
E qui la finisco con le parole di un sapiente,emerge dalle nebbie del tempo della classicità  romanica,dice: " crudelitas in animalia est tirocinium  contras homines "
Publius Ovidius Nasone

"Eros et Toros" la dinamique du plaisir dan la famille grec-romaine

 Per la libertà della corrida:le ragioni di una festa crudele

Vargas Llosa: «Vietarla sarebbe un’enorme perdita per l’arte, la tradizione e la cultura nella quale sono nato»



L’intento di proibire le corride di tori a Barcellona ha avuto ripercussioni in mezzo mondo e, nel mio caso, nelle ultime settimane mi ha coinvolto in polemiche in difesa della festa dei tori in tre Paesi diversi, davanti agli infuriati detrattori della tauromachia. La discussione più accesa è avvenuta nella notte di Santo Domingo — una di quelle sere stellate, di brezza soave, che danno ristoro al viaggiatore nella canicola del giorno —, nel cuore della Città Coloniale, nella terrazza di un ristorante da cui non si vedeva il mare vicino, ma lo si poteva ascoltare. Qualcuno ha lanciato la discussione e la signora a capotavola, fino a quel momento un modello di gentilezza, intelligenza e cultura, si è trasformata. Tremante d’indignazione, ha cominciato a inveire contro coloro che godono di questo indicibile spettacolo di pura barbarie, erede di atrocità come quelle che infervoravano le moltitudini nei circhi romani e nelle piazze medievali in cui si bruciavano gli eretici.
Quando io le ho assicurato che la delicata aragosta che lei stava facendo fuori in quello stesso istante e con evidente diletto era stata vittima, prima di finire sul suo piatto e tra le sue papille gustative, di un trattamento infinitamente più crudele di un toro da combattimento in un’arena, e senza la benché minima possibilità di rifarsi sferzando una stoccata al perverso cuoco, temevo che la gentildonna mi avrebbe schiaffeggiato. Ma la buona educazione ha prevalso sulla sua ira e si è limitata a chiedermi prove e spiegazioni. È rimasta ad ascoltare, con un sorriso annichilente che le serpeggiava tra le labbra, di come le aragoste in particolare, e i crostacei in generale, vengono tuffati vivi in acqua bollente, dove vengono arsi a fuoco lento perché, a quanto pare, patendo quel supplizio la loro carne diventa più saporita grazie alla paura e al dolore che provano.
E senza darle tempo di replicare, ho aggiunto che il granchio degustato da un altro dei commensali probabilmente era stato mutilato di una delle sue chele e restituito al mare, così che l’altra potesse crescergli in modo elefantiaco e placare meglio così gli appetiti degli amanti di un tale manicaretto. Giocandomi la vita — perché a quel punto gli occhi della signora in questione denunciavano intenzioni omicide — ho aggiunto qualche altro esempio dei più indescrivibili supplizi cui sono sottoposti infinità di animali terrestri, volatili, fluviali e marini per soddisfare le fantasie degli esseri umani. E ho concluso chiedendo alla signora se lei, coerente con i suoi principi, sarebbe stata disposta a votare in favore di una legge che proibisse per sempre la caccia, la pesca e ogni forma di utilizzo del regno animale che comportasse sofferenza.
La sua prevedibile risposta è stata che una cosa è uccidere animali per mangiarseli e potersi così sostentare e vivere, un diritto naturale e divino, diverso è ucciderli per puro sadismo. Le ho domandato se per caso avesse mai visto nella vita una corrida di tori. Ovviamente no e non l’avrebbe mai fatto anche per un miliardo. Le dissi che le credevo e che certamente né io né nessun patito della festa dei tori avrebbe mai obbligato né lei né nessun altro ad assistere a una corrida. E che l’unica cosa che chiedevamo era una forma di reciprocità: che lasciassero decidere a noi se andare o meno a vedere i tori, nell’esercizio della stessa libertà che lei metteva in pratica mangiandosi aragoste bruciate vive o granchi mutilati o indossando cappotti di cincillà, scarpe di coccodrillo o collane di ali di farfalla.
Le ho spiegato che la corrida, per alcuni, può rappresentare una forma di alimento spirituale ed emotivo tanto intenso e arricchente quanto un concerto di Beethoven, una commedia di Shakespeare o un poema di Vallejo. Nessuno può negare che la corrida di tori sia una festa crudele. Ma non lo è meno di altre infinite attività e azioni umane che riguardano gli animali, ed è una grande ipocrisia concentrarsi proprio sulla prima, e dimenticarsi od ostinarsi a non vedere queste ultime. Chi vuole proibire la tauromachia, in molti casi, e adesso nel caso di Barcellona, lo fa solitamente per ragioni che hanno a che fare più con l’ideologia e la politica che con l’amore verso gli animali.
Il toro da combattimento fino al momento in cui entra nell’arena è probabilmente l’animale più accudito e meglio trattato del creato, come hanno constatato tutti quelli che si sono presi la briga di visitare un allevamento di tori da corrida. Ma queste ragioni valgono poco o niente, di fronte a chi, a priori, proclama il proprio rifiuto e condanna una festa in cui scorre il sangue ed è presente la morte. Certo, è un suo diritto. Come lo è quello di muovere tutte le campagne possibili e immaginabili per convincere la gente a rinunciare ad assistere alle corride così che queste, per assenteismo, finiscano per languire fino a scomparire del tutto. Potrebbe succedere. Io credo che sarebbe un’enorme perdita per l’arte, la tradizione e la cultura nella quale sono nato; ma se deve avvenire così — nel modo più democratico, quello della libera scelta dei cittadini che votano contro la festa smettendo di andare alla corrida —bisognerebbe accettarlo.
Ciò che è intollerabile è il divieto, una cosa che mi sembra tanto illecita e tanto ipocrita come lo sarebbe proibire di mangiare aragoste o gamberetti con la motivazione che non si devono far soffrire i crostacei (ma i maiali, le oche e i tacchini invece sì). La restrizione della libertà che questo implica, l’imposizione autoritaria nell’ambito del piacere e della passione, è una cosa che mina un fondamento essenziale della vita democratica: quello della libera scelta. La festa dei tori non è un’attività eccentrica e stravagante, marginale per il grosso della società, praticata da infime minoranze. In Paesi come Spagna, Messico, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia e nel sud della Francia è una tradizione antica, profondamente radicata nella cultura, un marchio di identità che ha segnato in modo indelebile l’arte, la letteratura, gli usi, il folklore, e che non può essere estirpata con fare prepotente e demagogico, per ragioni politiche di corto orizzonte, senza ledere profondamente le conquiste della libertà, principio centrale della cultura democratica.
Vietare le corride, oltre a un oltraggio alla libertà, è anche giocare a fare finta, rifiutarsi di vedere a viso aperto quella verità che è inseparabile dalla condizione umana: che la morte ronza intorno alla vita e finisce sempre per sconfiggerla; che, nella nostra condizione, entrambe sono sempre intente in una lotta permanente e che la crudeltà — ciò che i credenti chiamano il peccato o il male— fa parte di essa, ma anche così la vita può essere bella, creativa, intensa e trascendente. Proibire i tori non attenuerà in nessun modo questa verità e, oltre a distruggere una delle manifestazioni più audaci e appariscenti della creatività umana, riorienterà la violenza ristagnata nella nostra condizione verso forme più crude e volgari, e magari verso il nostro prossimo. In effetti, perché inferocirsi contro i tori se è molto più eccitante farlo con i bipedi in carne e ossa che, per di più, strillano quando soffrono e in genere non hanno corna?
Traduzione di Francesca Buffo © El País

L'ULTIMA DI MINZOLINI SCODINZOLINI ? GRATIS SPOT LECCHINI PER MILIONI DI EURO PER I SUOI OCCHI O PER UNA VILLA IN SARDEGNA?

Minzolini "scodinzolini",come lo chiama "qualcuno"per me un perfetto scendiletto,uno zerbino buono per togliersi la cacca di una cagnolina dalle scarpe;avrebbe fatto gratuitamente per Panorama (azienda di Berlusconi) dei mega spot del valore di milioni di euro gratis!!! 
Provateci voi a chiedere uno spot di sette secondi gratis e vediamo cosa vi dicono,lui invece no al caro Silvio e alle sue aziende lo fà gratis ma...davvaro in Italia c'è qualcuno che vi fà delle cortesie cosi costose gratis?
Suvvia...di qui a ipotizzare,per carità senza prove ma esclusivamente basandosi sul buon senso e un po di cattiveria che nella peggiore delle ipotesi il gesto generoso posa essere ricambiato che so con una villa in Sardegna o una vacanza lunga sette anni in giro per il mondo in prima classe e a sette stelle...poco ci manca!
Ha questi blogger infingardi iconoclasti e impertinenti Dio...li fulmini!!!



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sabato 15 maggio 2010

Una esclusiva:Abbatangelo e l' intervista a 3 a Renzo Bossi Che ce lo avete un po di schotc !

Uno cosi bisogna scocciarlo al muro! Solo cosi non fà danni.
Intervista al figlio del leader leghista
di EMANUELA MINUCCI della Stampa.it e di Michel Abbatangelo in qualità d'imbucato d'eccezione.

 
EMANUELA MINUCCI- 
Solo gli snob, ieri mattina, al Lingotto, non attendevano con particolare trepidazione l'arrivo di Renzo Bossi.
Michel Abbatangelo
Va da sè che in questi tempi ci si invita,ci si imbuca per puro sport,se và bene si rimedia una bricciola di visibiltà,l'importante è come diceva qualcuno è esserci o... tirarsi fuori con gran baccano pure se nessuno ti ha invitato (Bondi dixit).
EMANUELA MINUCCI- 
Gli altri, dai cronisti ai politici, continuavano a chiedersi guardando la fila di auto blu ferme davanti al Salone del Libro: «Ma Bossi junior che fine ha fatto? Si era accreditato, doveva venire come consigliere regionale, dov’è?». E i maligni, area centro-sinistra: «Si sarà perso come nella giungla, anzi come in un acquario, il trota fra i libri, ma ve lo vedete?". Intanto se lo vedranno, stamattina, il trota fra i libri. Perché a dispetto della fama che si è fatto, con quella tripletta di bocciature alla maturità, dai libri si sente attratto».
Michel Abbatangelo
Questa è una intervista a 3,mi ci imbuco io dall'esterno,perfetto non-invitato,quello che "lui"non inviterà mai neppure ad allarciargli le stringhe,si sà che la "trota" cervide comme ebbe a definirla per via del caso "Ballotelli" Calderoli nel "Diario segreto" deve avercela un po sù con me,in fin dei conti mi ha querelato per diffamazione! 
EMANUELA MINUCCI-
 Allora consigliere, come mai non si è presentato al Salone? «Dovevo lavorare con la mia squadra, la Padania, di cui sono manager. Ma domani (oggi per chi legge, ndr) non voglio perdermi questa festa».
Michel Abbatangelo
Manager ...?!Adesso in questo paese esci dal Liceo che sei già Manager di qualche cosa...
Suo padre deve averglielo detto:"la cultura figliolo è sempre qualcosa che si puo mangiare!" ed è per questo non non ha voluto mancare alla festa affrettandosi al buffet degli aperitivi ?

Vedo che Renzo si agita un po nella sedia,lo sento distintamente pensare :" se questa crede di infinocchiarmi si sbaglia di grosso,mi guardero bene dal muoverle il più modesto complimento,lo sapete che io sono sensibile al fascino femminile mà è pur vero che se vedo rosso perdo il lume dell'intelletto".
E si aggiusta un po la cravatta con fare nervoso deciso a non cadere nelle provocazioni.
EMANUELA MINUCCI-
 Quindi lei ama la lettura. «Sul comodino ho parecchi saggi di politica e filosofia della politica. In particolare amo Popper».
Michel Abbatangelo
Adesso i suoi occhi si stringono,si fanno affilati se cosi si puo dire,un lampo di stizza li attraversa a tratti come della rassegnazione,si rende conto d'aver concesso l'intervista  a qualcuno che non l'ha in grande considerazione e che si diverte a punzecchiarlo e non da meno si tratta di una donna,non puo mostrarsi scortese e deve fare buon viso a cattivo gioco.
Suppongo che le case editrici di Popper si stiano mettendo le mani nei capelli "ma quello come si permette di offendere il lavoro delle persone oneste!"
Statisticamente si puo già avanzare l'ipotesi di un centinaio di migliaio di lettori potenziali rinunceranno a leggersi Popper dicendosi: "se tanto mi da tanto..."
EMANUELA MINUCCI
 Scelta impegnativa. Come si concilia con quell’esame di maturità ripetuto tre volte? «Mi interessavo già di politica, fai fatica quando hai questa passione a dedicarti anche agli impegni scolastici».
Michel Abbatangelo
Qui,a questa domanda,una ossessione,una persecuzione,bisogna ammetterlo;incomincia a sbuffare e a tutta evidenza è incapace di sottrarsi all'incontro,si agita un po scompostamente e curiosamente decide di optare per una risposta personale,quelle che gli fornisce l'ufficio stampa del carroccio le trova ridicole...
Quello che è certo è che par di udire tutto il risentimento che prova al riguardo dell'intervistatrice,per quanto riguarda me l'imbucato non mi vede,forse mi snobba,nulla di cui meravigliarsi in ogni caso.
Pensa rumosomente tra sè e sè che "in fin dei conti si tratta di pura e semplice invidia!"
EMANUELA MINUCCI
 Non sarà che l’hanno un po’ presa di mira anche perché si chiama Bossi? «Non credo, semplicemente ho riservato poco tempo allo studio. Ma ora la maturità l’ho presa e mi sono pure iscritto a Economia. Poi, grazie a un amico di famiglia come Giorgio Albertazzi ho potuto apprezzare la cosiddetta cultura alta, come il teatro classico».
Michel Abbatangelo
Papa lo ha rassicurato più volte"guarda che in questo cavolo di paese una laurea in economia e commercio o legge non la si nega a nessuno" già che c'è visto che i sinitri si fanno beffe di lui ovunque specie in internet decide di buttare li il suo pezzo calibro 90,in fondo gli amici di famiglia se non servono in caso di bisogno...Lo vedo osservare con tono di sfida l'intervistatrice,Quel nome,Albertazzi a Milano conta qualcosa,la scruta con un che di fierezza " ...e adesso cosa dici " sembra dirle convinto di aver fatto colpo,riflette:"prima o poi sti comunisti del menga lo capiranno che hanno a che fare con un genio!"
EMANUELA MINUCCI
 Insomma, è tempo di cose serie. «Sì, come i libri».
Michel Abbatangelo
Adesso lo vedo ciondolare il capo seccato,quasi incredulo" insomma questa insiste,possibile che gli esami non finiscano mai!" sembra dire a labbra strette;in ogni caso rammentandosi di cosa gli ha detto Albertazzi si rassicura "stai tranqillo in Italia nessuno ha mai letto Popper e figurati se ti prendono in castagna!"
EMANUELA MINUCCI
 A parte Popper c’è un altro autore che le sta a cuore? «No, però ho un debole per libri-pilastro come il Petrucciani. Gliel’ho detto, la storia della politica mi affascina. Ho fatto lo scientifico, ma credo che al classico avrei potuto dare di più».
Michel Abbatangelo
A questo punto mi cadono le braccia io sto Petrucciani non lo conosco e la poca letteratura che bazzico non và più in là della Divina Commedia di Dante Alighieri e del Manzoni e la letteratura francese,Epicuro e tuttalpiù la Bibbia e il Corano...lo guardo e lo scopro un po pimpante,certo d'aver messo nel sacco l'intervistatrice,fiero d'aver dato una dimostrazione d'intelligenza.
EMANUELA MINUCCI
 Del resto, con un padre come il suo che fa già parte di questa storia. Ma a proposito del babbo, le ha dato molto fastidio che l’abbia soprannominata trota? «No, assolutamente. Anzi ha ragione. Ho poco più di vent’anni, le sembro forse un delfino? Poi su questa cosa della trota le posso raccontare un aneddoto delizioso».
Michel Abbatangelo
Vedo Emanuela spazientirsi già si domanda che ci farà con questa banalissima intervista che dopo il can can recente del "Diario segreto della trota" avrebbe dovuto essere perlomeno più piccante.
Renzo Gongola,sembra quasi voler dire alla donna "hai voluto la bicicletta e adesso pedala e ti sorbisci se io voglio anche il mio primo giorno d'asilo!"
EMANUELA MINUCCI
 Dica. «Qualche settimana fa sono stato in Svizzera e lì ho conosciuto il figlio del segretario della Lega dei Ticinesi. Beh, vuole sapere come l’aveva soprannominato il padre? Trota. Evidentemente è un simpatico nomignolo che è tagliato su misura per noi figli di padri federalisti...».
Michel Abbatangelo
Suona un po come se il cretino del villaggio raccontasse che nel villaggio vicino,quello più ricco,essere un cretino è di moda,fà chic e risulta infine essere un complimento,per cui anche qui dev'essere qualcosa di cui andare fieri!
Adesso francamente mi sto annoiando,Emanuela fissa gli occhi al cielo e poi con un sorriso smagliante fà finta di prestargli tutta la sua attenzione,lui tira fuori gli annedoti e ne gioca uno incentrato sul suo nome,un po narcisista il giovane e senza immaginazione.
Emanuela vorrebbe dire qualcosa ma poi ripiega su qualche moina seduttiva sia mai che la "trota" si rilassi e si manifesti veramente per quello che è,un essere umano,con dei sentimenti veri e non un salmonide capace soltando di farsi trascinare dalla corrente paterna.
EMANUELA MINUCCI
 Come vede questo Piemonte neogovernato da Cota? «Meglio di così non poteva andare. Una regione così alla Lega e a una persona giovane e capace. Vedrà che saprà realizzare sul serio il federalismo».
Michel Abbatangelo
Qui,è un vizio,pontifica dandosela da intelletuale e fine politico, elargisce la luce di un suo giudizio,acuto e "brillante" non senza un tono paternalista,evidentemente possiede una sfera di cristallo che gli rilascia delle esclusive esplosive.
EMANUELA MINUCCI
 Sarebbe venuto al Salone, anche con la Bresso ancora presidente? «Non lo so, certo che così ci vengo molto più volentieri».
Michel Abbatangelo
"Quella poi" lo sento distintamente grugnire " non aveva detto che  fermeremo i lumbard sul Ticino?!"
Poi c'è un modo più elegante di dire che non gliene fotte una minchia del Salone del Libro e di quella banda di intelletuali intruppati che se la danno?
In fondo non sono forse loro quelli che dicono che il leghista medio non legge?
Lui vorrebbe replicare al riguardo,a muso duro ma diplomaticamente lascia perdere,un giorno gliela farà vedere ai giornalisti,altro che l'ira funesta dell'ex pelide Silvio!
Ecco che esce fuori come al solito il livore degli emarginati,degli sfigati,hanno bisogno di avere dei nemici per potersi togliere lo sfizio di sfotterli quando sono riusciti a salire sul predellino del treno in corsa,lo sapete,poi fanno marameo con la mano e raggiungono la loro sospirata poltroncina in prima classe!
Che fatica la vita di una "trota" cervide.

Volete divertirvi?
Ebbene imbucatevi anche voi tanto dopo il "Buddino" orante un tal Bondi a Cannes (...) si la storia di "Draquila"girato dalla Guzzanti e la "trota" che si autoinvita significa che c'è posto per tutti e e non meno importante pure questa è satira!