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lunedì 6 luglio 2009

"Protezione civile" installazione







La galleria
..in basso a destra per scorrere le foto

"Si parla del terremoto che ha colpito l'Abruzzo,delle case che non arrivano,della burocrazia e delle speculazioni che si scatenano sui terreni e sugli appalti,sulla mafia,sulle clientele che si avventano come lupi affamati sulla preda azzannandola mentre è ancora in corsa,in fuga in preda al terrore...Questa installazione risponde provocatoriamente a tutta una serie di problematiche,anche riguardo ai "sans papiér",homeless,ai barboni senza alloggio o fissa dimora,per adesso è una opera d'arte ma non si esclude che grazie al cinismo ed al pragmatismo di certi governi divenga una soluzione...per cosi dire "pronta consegna!"
Ovvia la raccomandazione,non mostrate queste foto a Berlusconi,sia mai che ci faccia un pensierino "
creativo...."

Jacqueline Rushlee la fragilità dell'esistenza,la sua scultura



La galleria

Carta in filamenti,in strisce colorate,strappata,sminuzzata,esile e colore,tanto colore e un esito sorprendente per queste fragilissime sculture che narrano della volatilità dell'esistenza,della sua immensa finitezza, fragilità e della sua bellezza pure quando è immersa in una atmosfera raffinata,minuta e tragica.

Renato Alarcao e l'illustrazione



La galleria,aprite questo quaderno:

Visitate il suo sito,peraltro molto bello,pratico,è un grande illustratore e godetevi il suo bloc notes sfogliando ad una ad una le sue pagine (i numeri in basso della pagina),non finiro mai di pubblicare bloc notes,agende,quaderni d'artista,capolavori,talvolta realizati con cura maniacale,oppure buttati giu con molta improvisazione,altre con soluzioni grafiche che accendono le idee,ispirano.Questo non è certo il caso ma esiste una autoterapia psicologica che certo si puo perseguire con la scrittura,è risaputo ma è risulta ancor piu efficace se ci si lascia prendere dai colori,dalla grafia,dal disegno segreto nella propria agenda personale,perchè possa funzionare occorre che quando si realizzano i lavori lo si faccia nell'ottica di non dover mai mostrare a nessuno l'opera (lo so è paradossale...) salvo dopo averla riposta nei cassetti della memoria (...) qualche anno dopo,qualche mese dopo riscoprire il frutto,il seme della nostra franchezza darà un supplemento di emozioni parte integrante dell'autoterapia che la nostra traccia,il nostro stesso...disegno realizza per vie misteriose.
Di che stupirsi,da sempre la grafia,il disegno hanno in se un connotato magico,misterioso atto ad accompagnarci con sollievo nell'immensa solitudine esistenziale da cui si fà catturare la nostra immaginazione.

sabato 4 luglio 2009

The Doodle Bar,lo Schizzo bar di Londra



Una nuova serie di disegni schizzi,fatti da Lapin e un video sull'inaugurazione delle schizzo Bar a Londra,questo per dirvi quanti sono gli appassionati nel mondo a praticare il "Doodle" ovunque e comunque e su qualunque superficie,non dimentichiamo che nella valle del Tassili in Libia è stata ritrovata una parete piena di schizzi tra cui il primo scarabocchio pornografico dell'umanità (5000 ac) del sesso di una donna!
una pratica antichissima che come sapete ha estimatori in tutte le università del mondo e non mancherà in futuro di suscitare la curiosità del mondo molto piu di oggi,intanto le edizioni di opere editoriali dedicate ai "Doodle addict" avvo a ruba e si ristampano.
Vero che per adesso la maggior parte degli afficinados alla tecnica e a questa forma di comunicazione d'arte sono professionisti,disegnatori,illustratori di professione ma tra essi ci sono anche veri talenti,profani,individualità che hanno mostrato di se un talento inventivo,grafico sorprendente,come Lapin che vedete qui sotto e che lavora come magazziniere.

Hello, my name is lapin,
and I am a doodle addict.
















Adrien Marcais

Le gallerie di Adrien

Adrien è appena ritornato dall'Africa finalmente maturo,giunto a concepire una propria visione del mondo,originale,poetica,sospesa tra il fiabesco mitico di Chagal e "le tout qui bouge" il movimento,la vibrazione delle cose,il principio di caos facilmente rintracciabili nella mia pittura (Michel Abbatangelo) ma da lui percepite,filtrate attraverso la sua personalissima sensibilità,ed elaborate ad un linguaggio formale e coloristico proprio,non da meno con un carattere a tutta prova.
Quando avro finito di studiare con attenzione i suoi ultimi lavori non manchero di dedicargli un cenno molto piu approfondito,francamente sono orgoglioso di lui.

"Je suis né en Normandie le 22 janvier 1986 où j'y ai grandi et passé un bac littéraire options arts plastiques.Ma rencontre avec le peintre Michel Abbatangelo fut décisive dans la poursuite de ma pratique artistique.J'ai étudié ensuite à l'école des arts appliqués Olivier de Serres dans le 15ème arrondissement de Paris.J'ai poursuivi mes études en effectuant une année à l'université de Lille en histoire de l'art.Je suis parti en Afrique au Mali pendant six mois pour découvrir ce pays et pour pouvoir me consacrer uniquement à ma peinture.A la suite de ce voyage j'ai exposé  à la galerie de l'Amérique latine de Monaco ce qui m'a permis de repartir en Afrique où j'y ai découvert le Burkina Faso ainsi que le Sénégal.Je me suis principalement installé à Ségou au Mali où j'y ai peint de nombreuses toiles.A mon retour j'ai exposé à la galerie Henri Collet rue de Latour à Paris.De février à juin 2009 je suis resté à Montmagny près de Paris en résidence artistique.J'exposerai du 7 juillet au 3 septembre au Gildo Pastor Center de Monaco."

LARRY ROIBAL DRAWING ON OBSERVATIONS su carta di gionale

http://www.roibal.net/blog/wp-content/uploads/2009/06/grand-ayatollah-hossein-ali-montazeri.jpg
http://www.doodlersanonymous.com/images/entries/da-larry-03.jpg
http://www.doodlersanonymous.com/images/entries/da-larry-02.jpg
http://www.doodlersanonymous.com/images/entries/da-larry-01.jpg
http://www.doodlersanonymous.com/images/entries/06302009163454500123.jpg

venerdì 3 luglio 2009

Leonor Fini una Surrealista Argentina che ha vissuto l'Italia e la Francia



















La galleria 
Il suo sito 
La sua storia in Wikipedia 

http://www.leonor-fini.com/gif/anim1.gif

"Non esitate a cercare il Google image la sua produzione artistica,ne vale la pena,intanto godetevi la piccola galleria che ci mette a disposizione La Repubblica it,la sua opera sensuale,estremamente seducente e raffinata è uno sguardo curioso che squarcia piu di un velo sull'intimo femminile e sul segreto del suo desiderio.."

Peintre français, d'origine italienne, née à Buenos Aires. Après une enfance passée en Italie, à Trieste, Leonor Fini s'installe fort jeune à Paris. Elle participe en 1936 à l'exposition surréaliste de Londres, mais se refusera toujours à faire partie du mouvement. Dès cette époque, sa peinture présente un caractère narcissique à peine transposé dans des silhouettes d'adolescentes (Les Initiales, 1937, coll. Pieyre de Mandiargues, Paris). Par la suite, elle y substituera des sphinx et des stryges dans des toiles chargées d'ornements minutieux, volontiers macabres, qui rappellent le fantastique de certains petits maîtres hollandais (Le Bout du monde, 1949, coll. Françoise Delerue). Puis ses modèles deviennent des femmes chauves (ou perruquées) aux allures habilement virginales (Les Fileuses, 1954, coll. Anna Magnani, Rome). Après une courte période où la figure humaine se dissout dans des germinations quasi monochromes (L'Eau endormie, 1962, coll. Copley, New York), Leonor Fini tente de retrouver la fausse innocence insolite de ses premiers personnages (La Fête secrète, 1964, coll. Weranneman, Kruishouten) ou d'accentuer leur étrangeté par des effets nocturnes.[...]

http://angelisa.a.n.pic.centerblog.net/gszd92ew.jpg

Dalla rinata Cappella Paolina rispunta l'ultimo Michelangelo

 La galleria
La "Cappella Paolina" fatta progettare in Vaticano da Paolo III ad Antonio da Sangallo (1537-1539), è la "Cappella del papa" per eccellenza, destinata in particolare all'adorazione del "Santissimo". Michelangelo vi dipinse, fra 1542 e 1550, i due affreschi della "Conversione di San Paolo" sulla parete di sinistra, e la "Crocifissione di San Pietro" su quella di destra. Dieci papi l'hanno modificata fino ai giorni nostri...
continua a leggere l'articolo

giovedì 2 luglio 2009

KLICO e il suo lavoro sulla Memoria,l'Olocausto



"Klico è un'artista eclettica,uno spirito curioso che indaga i modi e i mezzi attraverso il quale si trasmette la memoria,specificatamente il ricordo dell'Olocausto,la Shoah,la sua ricerca spazia dal teatro,al video,al cinema,alla parola scritta,alla litografia,all'incisione,alla pittura a olio,collage e realizza performace con il supporto delle Istituzioni, dei Musei,delle gallerie d'arte.Innumerevoli le tecniche oggetto della sua rappresentazione e visitando il suo sito potrete rendervi conto di come il suo interesse spazia a 360° il campo della figurazione,dall'astrattismo memo-emozionale,materico,al figurativo moderno attorno all'oggetto memoria.
Un artista tra i pochi a porre la Shoah come fatto centrale e costituente della cultura Europea,un momento che unifica i vari vissuti nazionali,li fonde.
Una ricerca seria,ponderata che non gode del favore mediatico (per la scarsa spettacolarità della sua opera) fatta eccezione per un ristretto numero di collezionisti e istituzioni fra le piu serie ad agitare il mondo dell'Arte Contemporanea.
Non mancheranno le occasioni per 100cosecosi di interessarsi alla sua opera..."

http://sites.google.com/site/klicloart/_/rsrc/1226835359028/les-paves-1/Promenade-rue-Nowolipcki.jpg?height=420&width=272
http://sites.google.com/site/klicloart/_/rsrc/1226835534553/les-paves-1/Nowolipcki-6.jpg?height=420&width=289
http://sites.google.com/site/klicloart/_/rsrc/1226835616668/les-paves-1/Nowolipcki-4.jpg?height=420&width=273

http://sites.google.com/site/klicloart/_/rsrc/1226415872727/home/KLICLO--home-page.jpg?height=279&width=420
http://sites.google.com/site/klicloart/_/rsrc/1226837048641/monumentales-i/Acte%20de%20disparition%20600x300.jpg

Sarebbe come proibire il colore rosso sul territorio nazionale solo perchè Maroni è daltonico!


Le nuove norme


"Writers e vandali, pene più severe - La nuova legge prevede carcere fino a 3 mesi per chi imbratta cose di interesse artistico o storico. Ammenda fino a 1000 euro per chi vende a minorenni bombo­­lette di vernice non biodegradabile. Che cosa cambia? Il giro di vite contro writers e vandali, sollecitato in particola­re dai sindaci di alcune grandi città, se ap­plicato con rigore rischia di creare un pro­blema di affollamento delle aule giudizia­rie: secondo una stima non ufficiale della questura di Roma, nella sola capitale gli atti perseguibili sono nell’ordine «delle centinaia ogni settimana»."

Il fatto che la legge che mira a ergere una barriera all'immigrazione clandestina e decida di inglobare anche una legge contro i graffittari la dice lunga sulla cosa di paglia del governo,e ci dice anche che forse oggi i veri sovversivi urlano piu a colori che a parole (chi vuole intendendere intenda) naturalmente si tratta dell'ennesima trovata demagogica che mira a rassicurare la base starnazzante,un modo come un altro per fargli vedere mediaticamente che "si fà qualcosa" a fronte della mole di gravissimi problemi che vive il paese,problemi eminentemente di natura economica e non problemi legati a pseudo problematiche denominate " sicurezza" come percepisce una" folla" starnazzante,isterica....!
Vengono istituite le ronde di "vigilantes" disarmate (tex Willer lo aveva annunciato a papà Bonelli),disarmate almeno per il momento,da aspettarsi per una infinità di motivi non estranea la provocazione (...) l'aggressione alle ronde,la guerra delle ronde...e si finirà che si meneranno tra loro (...) un caso emblematico,eclatante che spingerà ben presto il volonteroso Maroni dopo aver distribuito i Santini del martire di turno ad armarle !
Va da se che i sindacati di polizia lamentano i tagli al bilancio delle forze dell'ordine e gli scarsi mezzi economichi destinati ai corpi, al servizio dello stato sino al punto che manca la carta bollata nei tribunali e la benzina nelle "pantere",hanno già detto chiaro e tondo che le ronde comportano servizi di scorta che stornano il personale di polizia da incombenze piu serie (...)
L'Italia scivola lentamente ed inesorabilmente verso l'happarteid,oggi per saziare la pancia di sfigati e frustrati dal "secolo che corre troppo" si gettano nell'arena politica degli specchietti delle allodole,si chiamano immigrazione, e graffitismo ",vandali" quando il fenomeno diventa il sintomo della condizione d'impotenza dei giovanissimi dediti al tag sfrenato e periferico....c'è un po l'aria "...dei bambini che giocano fuori dalle finestre e i vecchietti chiamano i vigili urbani..." !
Solo che ai "bambini" è stato proibito di tutto sino ad oggi,a loro resta solo il precariato,farsi ammazzare in una vecchia scuola che gli cade sulla testa o farsi una pera!

A ruota nella stessa legge la voglia di colpire i vandali del graffitto e si arriva al punto di minacciare severe sanzioni penali e in termini di multe per chi non vende bombolette di colore biodegradabile.
n ogni modo c'è una banalissima soluzione per eternizare i colori delle bombolette,impedire la biodegradabilità,ungere di grasso,olio le opere o spruzzare un fissativo trasparente sulla sua superficie delle stesse.ma poi...davvero questa trovata puo limitare il fenomeno?
Siamo seri,il lato trasgressivo della cosa lo incrementerà ulteriormente,statene certi.
A tutti i ragazzi della notte che clandestini si danno al colore,all'immaginazione,al gioco dell'arte tutta la mia solidarietà.
In questo modo si fanno scomparire dal mercato prodotti di qualità a cui l'arte,la società,l'individuo non puo rinunciare,sarebbe come proibire il colore rosso sul territorio nazionale solo perchè Maroni è daltonico!

mercoledì 1 luglio 2009

Ron Rodgers tra il greco-romano e il surrealismo onirico ad capello da Salvador Dali

La galleria


"E estremamente difficile nella scultura,nel bronzo reiventarsi Surrealisti senza cadere nelle pacchianerie Fantasy,Dark,Neoromantiche,New Age e via dicendo,Ron ci riesce benissimo rievocando il mito stratificato nella scultura antica e nella sua bellezza,cita la decadenza del mondo greco romano con infinita malinconia e ce lo restituisce nello splendore di un Barocco rivisitato con grande originalità e sensibilità.
Opere da vedere per imparare quanto uno sguardo attento,vivace,curioso puo recuperare da un viaggio in un passato mai "lontano" eppure cosi,oggi...distante dal nostro quotidiano tragicamente vissuto senza il sostegno della filosofia."

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http://www.glassgaragegallery.com/artwork/RR05002.jpg
http://www.glassgaragegallery.com/artwork/RR05001.jpg

Domenico di Genni

Purtroppo la galleria di foto di Domenico di Genni è in Facebook....

"Non ho trovato il sito di Domenico e mi sono preso la briga di scegliere tre delle sue opere di cui peraltro non so darvi le carateristiche tecniche,tuttavia credo di tratti di litografie,le trovo stupende tantopiu che Domenico ama inserire nelle sue opere "l'air du temps",l'aria del tempo usurandole,consumandole per cosi dire,un modo come un altro per umanizarle,rendere piu tangibile la malinconia delle "cose" perdute,la bellezza,l'umanità,la sensibilità delle persone che rappresenta nella sua opera con una grazia appena appena venata d'accademia.
Naturalmente essendo anchio stato in Africa e soffrendo di tanto in tanto del "mal d'Africa"...ho selezionato i visi che piu mi sono famigliari e che sono in affinità con il mio vissuto,mi parlano del colore dell'Ebano.
Il suo amore per il vissuto-dramma umano si riflette nella tecnica che rievoca le croste dei muri,nel rozzo casuale accumulo della materia e nelle lievi tracce colorate slavate dall'acqua,i segni che marchiano la carne sono graffi,segnica gestuale e rituale, scheggia,graffia scrive la narrazione con un ritmo che solo apparentemente rievoca un che di primitivo,lui vuole avvicinarsi il piu possibile ad una rappresentazione istintiva,selvaggia,fortemente permeata dalla scuola Espressionista,fà entrare nell'opera un che della violenza espressiva tipica di Emilio Vedova ed è forse da lui che prende l'amore per i grigi (il colore della metropoli,dei Barrios,delle periferie,delle Bidonville....e le sue tonalità mai affogate nella pece della notte...Come Picasso probabilmente lui direbbe: ....sapeste quanto distruggo prima di arrivare alla meta,in fondo si tratta solo di togliere il superfluo... quanto il mestiere costruisce con immensa fatica..."
                                                                                Michel Abbatangelo

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Theo Jansen,eppure si muovono e prendono vita!

"Come accennato nel titolo queste affascinanti macchine,costruzioni meccaniche d'arte,metafore della vita che abita la micro biologia o il microcosmo marino a grande profondità...si muovono,prendono vita da sole,animate dal vento,dall'aria con buffi o armoniosi passi s'incamminano verso l'esplorazione del loro ambiente.
E un'arte affine e contigua alla scienza,se oggi fosse tra noi Leonardo Da Vinci lo vedremo indaffarato,eccitato dietro questri mostri che inteneriscono e commuovono.Non da meno uno stimolo fortissimo a questo genere di ricerca viene dalla NASA attentissima a vagliare,sperimentare ogni genere di mezzo di locomozione atto all'esplorazione spaziale ed alla colonizazione del sistema solare (Marte per cominciare).
Possiedono un che di surreale,di magico e celano la nuova consapevolezza dell'uomo moderno, la possibilità d'occupare ampi spazi ieri appartenenti alla divinità (...) la creazione di nuove forme di vita,oggi inerziali,domani consapevoli,autosufficienti e speriamo non vengano ridotte in schiavitu come avvenne nel "
pianeta delle scimmie".
Nel sito trovate altri marchingegni meccanologici (davvero da vedere) essi affascinano gli artisti da sempre,la vita intriga e generarla è la massima aspirazione di un artista."


If this page could move in tune with these sculptures, it would crawl out of your computer monitor


There are mentions in the Bible about the whirling "wheels within wheels" (Ezekiel 1:16). Admittedly the examples listed below are no match for what Heaven and angels can put together, but some of the following "living, breathing" kinetic work are clearly bordering on genius.



(images credit: Theo Jansen)

Without a doubt, with no hyperbole: Theo Jansen is an absolute genius. Listen to his talk about the new creatures he builds from "plastic tubes and lemonade bottles"...

Vermeer, Leeuwenhoek, Huygens... in this company of other talented Dutchmen, Theo Jansen is a sculptor: he creates, from his own mind and imagination, intricate mechanisms. There have been other sculptors who've created work that moves – and there will be again – but what makes Theo’s work so amazing, so blindingly brilliant, is that his creations walk, stroll, stride, amble... and live almost "independent" from their creator on a deserted beach.



Instead of being powered by primitive steam or modern electricity, Theo’s creations are propelled by the air, by wind. They are strolling clipper ships, sauntering sailboats. (A well-known video of these creatures in motion can be seen here)

Just watch them -- they’re hypnotic, dreamy. Undulating beasts marching along the seaside, elaborate mechanisms walking through the surf spray ….


Marilyn Monroe l'Aphrodite degli anni 50

"Dodici storici scatti (11 in questa galleria) che arrivano in mostra per la prima volta in Italia. Ritraggono una delle icone del ventesimo secolo, l'attrice americana Marilyn Monroe, due mesi prima della sua tragica morte, avvenuta nell'agosto del 1962, e furono realizzati dal fotografo e regista americano Lawrence Schiller. L'amicizia con Marilyn Monroe permise a Schiller di catturare un lato intimo della diva e dal servizio emerge un'espressione serena e morbida. Le immagini sono state pubblicate solo due anni fa, dopo essere rimasti nascosti pe roltre 45 anni negli archivi di Schiller. "Marilyn Twelve", questo il nome dell'esposizione. allestita dalla Rudolf Budja Galerie, che sarà visitabile dal 3 al 9 luglio al Colonna Pevero Hotel, in località Golfo del Pevero, in Costa Smeralda"

Non è vero che queste foto escono per la prima volta dagli archivi,si tratta di una speculazione finalizata a preparare il terreno per una vendita all'asta,si vuole creare un "evento."
Tuttavia sono foto di una qualità eccezzionale,lei in queste foto è immensamente gratificata dal genio tecnico di Lawrence Schiller,resta a tutt'oggi un mistero la capacità di Marylin di bucare lo schermo come di dice in gergo tecnico) perchè in altre migliaia di foto che la precedono non è mai apparsa cosi bella,gaya,spensierata,leggera sospesa tra innocenza e charme disincantato che stà tra la divinità e l'apparizione.Un altro fatto curioso è che la generazione a lei contemporanea pur apprezzandola,pur facendo di lei un mito,una immagine indimenticabile per tutte le generazioni a venire,ha mancato al perseguimento dell'ideale estetico da lei rappresentato in quanto simbolo e scegliendo talvolta sostitute,pseudo copie mediocri e insapori,banali,almeno sino all'arrivo di Brigitte Bardot....
Forse il suo segreto,il suo charme è tutto nella freschezza,nello charme adolescenziale disincantato,ludico che un epoca come il dopoguerra ha massacrato dietro il peso di un vissuto immensamente tragico e disperato;con lei si poteva almeno dar "corpo",sognare una infanzia,una "adolescenza" altra.
In merito poi ai fatti che hanno caraterizato la sua vita personale (...) è un'altra storia e forse meno interessante della sua bellezza e delle sue qualità di attrice.
Godetevi questa galleria perchè solo la fotografia d'arte sà rimandare il sapore malinconico di quello che avremmo voluto conservare dei nostri ricordi.


martedì 30 giugno 2009

Jenny Saville e il suo brutale realismo da obitorio

"Jenni Saville e i suoi corpi,i suoi visi che interrogano..."

Jenny si colloca nella tradizione Realista piu antica,troviamo una sua citazione di Rembrandt e alcuni cenni a Picasso,sino a Lucian Freud (che dipinge la finitezza,la mortalità la decadenza della carne in un ottica omosesuale...),un Realismo proprio alla tradizione figurativa anglosassone perseguita con un talento che sà di Accademia,un bloc notes minuzioso da anatomopatologa,opere concepite in una luce vivida,fredda,allucinata,scossa dallo choc,dall'emozione piu Espressionista che surreale,realtà uraticante, e affilata come la lama di un pugnale,affonda nelle consapevolezze del secolo "astratto" per incidere con il suo bisturi il male e le contradizioni di una società che produce violenza,alienazione,emarginazione e infine solitudine e desolazione.
La sua è carne emaciata,pallida,infiammata,stravolta,sanguinolenta,le ecchimosi si fanno narrazione,storia,testimonianza di una tragedia che conserva nelle espressioni il dramma dell'ultimo fiato,dell'ultimo pensiero triste...interrotto e sospeso in un pronunciamento inquisitore,critico allucinato,visionario e brutale,claustrofobico, verso il nostro mediocre quotidiano fatto di rimozioni .Un'artista che colpisce duro e che non cerca il fascino coloristico o supposte armonie ma solo di togliere aria e luce al nostro sguardo.Una delle poche artiste capaci di rappresentare lo stupro,la violenza di cui è fatta oggetto la donna oggettivizata a tutte le latitudini,una reporter di guerra sul fronte della notte,nei vicoli bui delle famiglie,nelle periferie e ovunque abitino le ombre oscure dell'uomo.
Michel Abbatangelo
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Jenny Saville : "montrez ce corps que je ne saurais voir!"
Jenny Saville est une artiste peintre contemporaine anglaise. Les corps qu’elle représente nous racontent une histoire, ils sont des livres ouverts, des anatomies profondément graphiques. Sur ces visages, il nous arrive de lire l’ennui, la tristesse, la provocation, la fierté… Relever la présence du graphisme dans les toiles de Saville parait contradictoire puisqu’il s’agit bien de peinture, et qui plus est d’une peinture qui s’affirme et s’exprime, mais on sent que la forme et le contour dissimulé sous la gestualité chromatique tiennent une place importante dans les compositions de l’artiste anglaise. Ces lignes vivantes sont des mots qui nous sont adressés à nous, spectateur. D’ailleurs l’artiste incruste parfois de l’écriture dans ses images afin d’expliciter la nature profondément journalistique (mais ici, un journal intime) de ses corps qui vivent une simplicité et une complexité « d’être » infinie.

Ces modèles ne sont jamais ceux que la société nous prescrit ; ils sont imparfait, parfois hors norme, ils nous ressemblent, nous indiffèrent, nous dégoûtent peut être, nous émeuvent, nous blessent… Il reflète une créature humaine très contemporaine, isolée et en mal d’affection, tourmenté par les obligations corporelles de la société actuelle. Malgré tout, ces corps ne sont pas vaincus, il s’affirme et renvoie des formes et des couleurs aux yeux de ceux qui les épient dans la rue comme devant la toile, ils sont poétiques et peuvent évoquer des souvenirs au regardeur : le souvenir d’une émotion à un moment précis, un « état d’âme » très personnel et très singulier.

Nous ne pouvons pas dire que les tableaux de Saville sont des miroirs (je ne suis pas très lacanien), mais ils nous renvoient à chaque fois à un des multiples spectres qui habitent nos corps. Oui, les peintures de l’artiste anglaise sont sensuelles de part le rapport qui se crée entre le modèle et le spectateur. Jenny Saville s’aventure dans l’intime ; sans vraiment devenir exhibitionniste, elle arrive à suggérer les pensées personnelles de ces modèles aux lecteurs/spectateurs qui ressentent les oeuvres plus qu’ils ne les contemplent. Bien sûr, la taille de ses peintures jouent un rôle important : elle nous impressionne (le mot, pris dans le sens photographique du terme, est juste), c'est-à-dire qu’il imprime sur notre conscience sensible différentes émotions qui, comme le traitement picturale des figures nous l’indique, se meuvent et se chromatisent.

La chair est omniprésente dans l’œuvre de Saville, opulente et monstrueuse, elle se répand à la manière d’une peinture épaisse que l’on déverserait sur la toile et qui s’étalerait lentement. Pourtant cette peau étendue par la graisse donne des formes inédites aux corps, lui donne de la consistance, de la matière et du charme. La peintre, avec un accent quelque peu féministe, nous montre les contradictions d’une société masculine et iconophile qui adore les formes féminines (les seins, les hanches et les fesses) essentiellement données au corps par l’accumulation graisse, et qui, en même temps, déteste le surplus de matière graisseuse. L’amour et la haine des formes se confondent dans nos sociétés, c'est un système de proportion très sophistiqué (car très sélectif) qui catégorise les corps : les beaux et les laids. La féminité présentée par Saville s’oppose à la stigmatisation des femmes, elle donne de la visibilité et de l'esthétisme aux corps non montrés par les médias. Il s’agit donc d’un geste picturale critique qui déplore cette interdiction d’être à l’image et cette exclusion des désirs d’autrui, mais affirme aussi la puissance de la singularité ainsi que la beauté de la différence et du particulier.

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Il mal di testa,l'emicrania percepita attraverso l'arte,la pittura

Wikipedia 

Ho trovato un sito in inglese abbastanza interessante,parla dell'emicrania,del mal di testa e dell'incidenza di questa patologia nell'arte presentandoci alcune opere purtroppo senza la firma degli autori o qualcosa che li identifichi,solo alcune modeste precisazioni e nel sito una lunga dissertazione sulla malattia. 
Per quanto mi riguarda mi sono lasciato colpire dalla bellezza delle opere,alcune le ho escluse,voi potete sempre fare un clic sul link che vi porta al sito.
Se tra di voi vi è un analista o uno psicologo ferrato nel linguaggio simbolico dell'inconscio,una lettura classicamente Freudiana potrebbe rivelarci molti aspetti interessanti di questa patologia che a quanto pare non vuole farsi ignorare dagli artisti!
Un classico l'opera di Munch,l'alienazione,la follia,l'urlo,l'angoscia,pero non sono sicuro che soffrisse di forti emicranie ma senza dubbio la sua è l'opera piu rappresentativa,la piu addatta ad illustrare l'argomento dal punto di vista clinico.

Mi riservo in avvenire di approfondire gli aspetti di certe patologie in relazione all'arte non escluso ovviamente il leggendario Van Gogh che abita in permanenza l'immaginario popolare...




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The Scream by Edvard Munch 1893.

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Mural on the side of the self-storage freeway underpass at Argyle and Franklin in Hollywood.
The sticky liquid that someone’s spilled on the character’s mouth only adds to the effect.


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