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domenica 5 settembre 2010

Guillermo Habacuc Vargas e il cane lasciato morire di fame nella galleria d'Arte



" A Buenos Aires venne un giorno "lacero de perros" l'acchiappacani e si porto via un piccolo bastardino con cui avevo fatto amicizia,la cosa  mi sconvolse e segno a lungo la mia infanzia..."



Questo fù uno dei primi post che pubblicai sulla prima versione di 100cosecosi nel 2008 (...)
Oggi lo ripropongo aggiornato perchè è un caso emblematico,me lo ha rievocato l'identificazione della giovane donna (corre un serio rischio per la sua incolumità da oggi) che in un video postato su you tube lanciava dei cuccioli nel fiume;sembra che per identificarla abbiano cercato i dati della geolocalizazione che gli apparecchi video o fotografici moderni celano nelle "proprietà" dell'immagine o di un video (mica roba da hacker!) e a proposito:l'hanno arrestata!
Una volta identificata la località della scena il resto è venuto facile;balza agli occhi immediatamente quanto minacciosa possa essere la collera degli animalisti (...) una emotività capace di reazioni immediate.
Ci si potrebbe chiedere perchè la stessa cosa,lo stesso sentimento di giustizia e ira non alberga nello spirito di quelli che più o meno inconsapevolmente non si ritengono Animalisti gli: "umanisti" allorchè identificano un assassino,un torturatore,qualcuno che inganna spregiudicatamente altri esseri umani.
E la fragilità,l'essere piccolo,indifeso oltraggiato a morte con immenso dolore e gratuità che spinge l'Animalista a battersi con tanta ferocia ? E il suo slancio maternale,la Natura stessa che parla in lui ? O la pura e semplice sindrome di Don Quijote de la Mancha impastata di ideale,fantasie,amore,sentimento della bellezza oltraggiata,sentimento della parentalità con altri mammiferi ?
Insomma di che riflettere,mi pare che siamo alle soglie di una nuova rivoluzione...
Infine un annuncio:sono quasi pronte alcune serie di gallerie fotografiche animaliste personalmente selezionate,scelte accuratamente da me tra decine di migliaia di fotografie provenienti da tutto il mondo,spero incontrino il vostro gradimento.


Parentalità
Guillermo Habacuc Vargas
Questa petizione gira da qualche tempo in internet,in una installazione vivente,una specie di teatro un artista ha legato un cane al muro della galleria d'arte e lo ha lasciato morire di fame (foto qui sotto) 
Banale greve ironia dell'Arte Contemporanea che crede d'aver inventato chissà cosa quando in realtà già nell'antica Roma al tempo dell'Impero Romano un annedoto narra di un grande artista uso far torturare uno schiavo anziano sino a che le sue espressioni di dolore finalmente lo ispirassero (...)
Le "anime sensibili",la galassia animalista del mondo intero indignata,scandalizata si è immediatamente attivata sino a raccogliere 2.000.000 di firme per escludere il "losco" personaggio dalla Biennale del Centro America Honduras 2008.
Personalmente trovo la cosa (l'operato dell'artista) orribile,il trionfo della pura pulsione di morte (...) un comportamento inqualificabile verso la Natura per la sua violenta gratuità.
Allo stesso tempo credo che le "anime sensibili" potrebbero anche attivarsi per escludere non pochi "figuri"dalla vita civile delle nazioni.
Voglio dire che la galassia animalista si scaglia con cieca violenza giustamente indignata contro fenomeni individuali e ho come l'impressione che rifugga qualsiasi consapevolezza attinenti le dinamiche che producono la violenza stessa.
Non ho la pretesa di ideologizzare il problema mà è un fatto che la politica c'entra molto nel dramma violenza in tutti i suoi tragici aspetti.

"L'Artista" con questa installazione vivente ha inteso mettere in scena una dinamica con il tratto della provocazione, sollecita con una violenza inaudita il pubblico sul dramma dela fame,la marginalizazione,l'abbandono;la follia,si è legittimato ad impiegare la stessa violenza del "mondo" (quasi fosse l'unica alternativa possibile,ad essere perfidi la si potrebbe definire in termini di losche tracce di Leninismo) per mettere in scena un dramma dal forte sapore autoritario,antipedagogico,una dinamica che non dovrebbe appartenere alle Arti cosi sensibili alla natura,all'etica,al momento morale,rinunciarvi da parte sua lasciandosi catturare dalla "provocazione" qualsiasi sia esso il prezzo che comporti non è Arte ma una forma di autoritarismo equiparabile al Nazismo (termini impiegati da un notissimo critico) l'arte non puo essere per sua natura imposta d'autorità dall'alto manipolando con estrema libertà il sentire e le emozioni del pubblico per raggiungere i suoi squisti fini,essa non puo prescindere da forme di seduzione e convenzioni condivise e fra esse non c'è ancora l'accettazione della "violenza a fin di bene!"







1 commento:

  1. il solito paolo6 settembre 2010 01:24

    mmm... sono antisemita se dico che ci metterei l'artista al posto del cane?

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"Rifiutare di avere opinioni è un modo per non averle. Non è vero?" Luigi Pirandello (1867-1936)